Nel frattempo, la vittoria campale della teledidattica chiusa e proprietaria su quella aperta e libera è finalmente giunta in Senato.
Intervento in Aula della senatrice Mantovani:
Signor Presidente, colleghe e colleghi, in un articolo on line apparso sul sito www.Key4biz.it dello scorso 16 giugno si apprende che Zoom, software usato per organizzare videoconferenze, avrebbe censurato due videoconferenze organizzate dagli Stati Uniti (non dalla Cina) per la commemorazione del massacro di piazza Tienanmen.
Sappiamo che anche il Senato usa Zoom ed è utilizzato, in particolare, per le audizioni informali che si svolgono in Commissione. Questa piattaforma per videoconferenze di tipo commerciale insieme ad altre, anch'esse commerciali, utilizzate dalla scuola per la didattica a distanza e dalla pubblica amministrazione per lo smart working, presentano diverse criticità per la tutela dei dati personali, per la robustezza dell'infrastruttura tecnologica e, come anzidetto, ci sono problemi anche di carattere politico. Infatti la funzionalità di censura automatica consente di dedurre che non c'è riservatezza sulle comunicazioni e che le video conversazioni, come ammesso nelle privacy policy, possono essere utilizzate a scopo di profilazione.
Le amministrazioni dello Stato devono prendere provvedimenti. Il Governo tedesco ha infatti proibito l'utilizzo di Zoom. Tuttavia queste problematiche non devono farci retrocedere nei passi compiuti in questi mesi verso la digitalizzazione del Paese, devono invece renderci sempre più consapevoli riguardo i retroscena che ci sono nell'utilizzo delle tecnologie.
Le tecnologie digitali raccolgono dati e i dati sono la nuova materia prima per le applicazioni del futuro. Dobbiamo decidere se vogliamo continuare a regalare ai competitor queste materie prime o vogliamo iniziare a sfruttarle internamente. Le alternative alle piattaforme commerciali dei colossi extraeuropei esistono. Esistono le piattaforme open source. I colleghi spagnoli e francesi hanno già implementato la videoconferenza di Stato sia per la funzionalità degli uffici pubblici, sia per la didattica a distanza. Occorre che lo facciamo anche noi. Nelle applicazioni della pubblica amministrazione che implicano il trattamento di dati personali, in particolare nelle applicazioni per la scuola, si dovrebbe vietare per legge l'uso di prodotti dei quali non sia conosciuto il codice sorgente.
In Italia, come alternativa ai colossi commerciali, è partita l'iniziativa volontaristica di «Io resto a casa.work», basata sull'utilizzo di codici open source e attorno alla quale si sono raccolte le migliori professionalità informatiche uscite dalle nostre università. Per realizzare il progetto sono state donate risorse virtuali istanziate sulle infrastrutture digitali di proprietà pubblica, in particolare degli enti di ricerca nazionali, delle università pubbliche e del GARR.
Faccio quindi mia la domanda della professoressa Maria Chiara Pievatolo: perché le istituzioni italiane hanno finora preferito sistemi privati e proprietari fuori dal loro controllo, invece di utilizzare soluzioni aperte, pubbliche e controllate da loro? Ne aggiungo un'altra mia: perché le decisioni su acquisti e soluzioni riguardanti la digitalizzazione dei servizi pubblici non sono nelle disponibilità dei nostri migliori esperti, ma sembra dei peggiori? Non lo dico solo io, anche il professor Angelo Raffaele Meo nella sua recente alla ministra Azzolina, sottoscritta dalle associazioni del software libero denuncia le scelte scellerate degli ultimi decenni. Il nostro Paese è praticamente uscito dal comparto industriale delle tecnologie dell'informazione. Nella lettera si chiede una legge che proibisca l'uso di software proprietario nelle applicazioni della pubblica amministrazione, che implicano il trattamento di dati personali. Inoltre si chiede di valorizzare l'eccezionale sviluppo tecnologico permesso dall'informatica libera che è esploso negli ultimi anni.
Abbiamo milioni di progettisti e programmatori che possono essere un'importante opportunità per l'economia del no
Intervento in Aula della senatrice Mantovani:
Signor Presidente, colleghe e colleghi, in un articolo on line apparso sul sito www.Key4biz.it dello scorso 16 giugno si apprende che Zoom, software usato per organizzare videoconferenze, avrebbe censurato due videoconferenze organizzate dagli Stati Uniti (non dalla Cina) per la commemorazione del massacro di piazza Tienanmen.
Sappiamo che anche il Senato usa Zoom ed è utilizzato, in particolare, per le audizioni informali che si svolgono in Commissione. Questa piattaforma per videoconferenze di tipo commerciale insieme ad altre, anch'esse commerciali, utilizzate dalla scuola per la didattica a distanza e dalla pubblica amministrazione per lo smart working, presentano diverse criticità per la tutela dei dati personali, per la robustezza dell'infrastruttura tecnologica e, come anzidetto, ci sono problemi anche di carattere politico. Infatti la funzionalità di censura automatica consente di dedurre che non c'è riservatezza sulle comunicazioni e che le video conversazioni, come ammesso nelle privacy policy, possono essere utilizzate a scopo di profilazione.
Le amministrazioni dello Stato devono prendere provvedimenti. Il Governo tedesco ha infatti proibito l'utilizzo di Zoom. Tuttavia queste problematiche non devono farci retrocedere nei passi compiuti in questi mesi verso la digitalizzazione del Paese, devono invece renderci sempre più consapevoli riguardo i retroscena che ci sono nell'utilizzo delle tecnologie.
Le tecnologie digitali raccolgono dati e i dati sono la nuova materia prima per le applicazioni del futuro. Dobbiamo decidere se vogliamo continuare a regalare ai competitor queste materie prime o vogliamo iniziare a sfruttarle internamente. Le alternative alle piattaforme commerciali dei colossi extraeuropei esistono. Esistono le piattaforme open source. I colleghi spagnoli e francesi hanno già implementato la videoconferenza di Stato sia per la funzionalità degli uffici pubblici, sia per la didattica a distanza. Occorre che lo facciamo anche noi. Nelle applicazioni della pubblica amministrazione che implicano il trattamento di dati personali, in particolare nelle applicazioni per la scuola, si dovrebbe vietare per legge l'uso di prodotti dei quali non sia conosciuto il codice sorgente.
In Italia, come alternativa ai colossi commerciali, è partita l'iniziativa volontaristica di «Io resto a casa.work», basata sull'utilizzo di codici open source e attorno alla quale si sono raccolte le migliori professionalità informatiche uscite dalle nostre università. Per realizzare il progetto sono state donate risorse virtuali istanziate sulle infrastrutture digitali di proprietà pubblica, in particolare degli enti di ricerca nazionali, delle università pubbliche e del GARR.
Faccio quindi mia la domanda della professoressa Maria Chiara Pievatolo: perché le istituzioni italiane hanno finora preferito sistemi privati e proprietari fuori dal loro controllo, invece di utilizzare soluzioni aperte, pubbliche e controllate da loro? Ne aggiungo un'altra mia: perché le decisioni su acquisti e soluzioni riguardanti la digitalizzazione dei servizi pubblici non sono nelle disponibilità dei nostri migliori esperti, ma sembra dei peggiori? Non lo dico solo io, anche il professor Angelo Raffaele Meo nella sua recente alla ministra Azzolina, sottoscritta dalle associazioni del software libero denuncia le scelte scellerate degli ultimi decenni. Il nostro Paese è praticamente uscito dal comparto industriale delle tecnologie dell'informazione. Nella lettera si chiede una legge che proibisca l'uso di software proprietario nelle applicazioni della pubblica amministrazione, che implicano il trattamento di dati personali. Inoltre si chiede di valorizzare l'eccezionale sviluppo tecnologico permesso dall'informatica libera che è esploso negli ultimi anni.
Abbiamo milioni di progettisti e programmatori che possono essere un'importante opportunità per l'economia del no
stro Paese ed è opportuno destinare gli investimenti che verranno a breve realizzati nel digitale esclusivamente a tecnologie in software libero.
Le proposte e le alternative quindi ci sono e mi auguro che anche il Senato, la scuola e tutta la pubblica amministrazione possano adoperarle nel più breve tempo possibile. Siamo chiamati alla transizione digitale da percorrere in tempi ridotti; facciamolo decisamente puntando sulle nostre risorse. Sovranità digitale significa mettere a sistema i nostri cervelli, le nostre infrastrutture e i nostri dati per rilanciare l'economia del Paese.
https://www.youtube.com/watch?v=VwxSVl_HT4k
Le proposte e le alternative quindi ci sono e mi auguro che anche il Senato, la scuola e tutta la pubblica amministrazione possano adoperarle nel più breve tempo possibile. Siamo chiamati alla transizione digitale da percorrere in tempi ridotti; facciamolo decisamente puntando sulle nostre risorse. Sovranità digitale significa mettere a sistema i nostri cervelli, le nostre infrastrutture e i nostri dati per rilanciare l'economia del Paese.
https://www.youtube.com/watch?v=VwxSVl_HT4k
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Maria Laura Mantovani (M5S): - intervento di fine seduta aula Senato 25/6/2020
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Stefania Maurizi a proposito dell'abolizione del contante
https://twitter.com/SMaurizi/status/1276452875816841216
https://twitter.com/SMaurizi/status/1276452875816841216
Twitter
Stefania Maurizi
1. oggi c'è un articolo che mi accende: è l'intervista di @gbarbacetto a #MilenaGabanelli, che dice: "In fondo, chi non può fare a meno del contante? Chi evade, chi fa il nero, gli spacciatori, i corruttori": https://t.co/Pzb7jQ6CkO Con tutto il rispetto…
Si attendono chiarimenti ulteriori su questo nuovo scandalo svelato da un'indagine avviata a seguito di una denuncia di TIM
https://www.ilsole24ore.com/art/tim-carpiti-oltre-1-milione-dati-clienti-venti-arresti-la-denuncia-gruppo-ADLkuma
https://www.ilsole24ore.com/art/tim-carpiti-oltre-1-milione-dati-clienti-venti-arresti-la-denuncia-gruppo-ADLkuma
Il Sole 24 ORE
Tim, carpiti oltre 1 milione di dati dei clienti: venti arresti dopo la denuncia del gruppo
È la prima indagine in cui viene applicata una fattispecie introdotta nel nostro ordinamento nel 2018, l'articolo 167 bis del testo unico della Privacy e che colpisce chi diffonde archivi personali procurando un danno
Pubblica Istruzione e piattaforme chiuse
https://twitter.com/waltervannini/status/1277138359358492675
https://twitter.com/waltervannini/status/1277138359358492675
Twitter
Walter Vannini 🇪🇺🇮🇹
Martedì 30 il ministero dell'Istruzione, tomo tomo cacchio cacchio, sposterà tutti gli account di posta elettronica sull'infrastruttura di Microsoft. C'è ancora qualcuno cosciente in Parlamento che chieda conto? Una DPIA? Che ne pensa il Garante @meobaldo?
#Pirates4Assange
Meno di un anno fa, l’inviato speciale Onu contro la tortura Nils Melzer ha riscontrato che le condizioni di Julian Assange mostravano palesi segni di prolungate torture psicologiche.
Ma Assange non fa più notizia...
e forse la responsabilità è soprattutto nostra!
L'articolo di Stefania Maurizi sul
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/06/28/assange-non-fa-piu-notizia-e-gli-usa-ne-approfittano/5850247/
Meno di un anno fa, l’inviato speciale Onu contro la tortura Nils Melzer ha riscontrato che le condizioni di Julian Assange mostravano palesi segni di prolungate torture psicologiche.
Ma Assange non fa più notizia...
e forse la responsabilità è soprattutto nostra!
L'articolo di Stefania Maurizi sul
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/06/28/assange-non-fa-piu-notizia-e-gli-usa-ne-approfittano/5850247/
Il Fatto Quotidiano
Assange non fa più notizia e gli Usa ne approfittano - Il Fatto Quotidiano
È un caso giudiziario che deciderà fin dove può spingersi il giornalismo nel mondo occidentale. Può un giornalista rivelare segreti di Stato, quando questi coprono gravissime violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e torture contro intere popolazioni?…
Informa Pirata: informazione e notizie
#Pirates4Assange Meno di un anno fa, l’inviato speciale Onu contro la tortura Nils Melzer ha riscontrato che le condizioni di Julian Assange mostravano palesi segni di prolungate torture psicologiche. Ma Assange non fa più notizia... e forse la responsabilità…
Riusciremo mai a far aderire qualcuno dei nostri medici VIP all'iniziativa #doctors4assange?
https://twitter.com/riformapirata/status/1277372232956813313
https://twitter.com/riformapirata/status/1277372232956813313
Twitter
riformapirata
#Pirates4Assange Sarebbe bello se qualcuno dei nostri medici più noti volesse aderire al gruppo @Doctors4Assange cc @ckyenge @luisaregimenti @PediciniM5S @piersileri @GiuliaGrilloM5S @MedBunker @ProfLopalco @RobertoBurioni @Cartabellotta @bartolopietro1 …
Il software libero, il controllo sui dati, il sorgente aperto, come sottrarsi al telecontrollo... Un evento politico a Roma affronterà questi temi dal 30 giugno al 1 luglio.
E, no... a organizzarlo non sarà il Partito Pirata
https://informapirata.altervista.org/piratare-i-pirati/
E, no... a organizzarlo non sarà il Partito Pirata
https://informapirata.altervista.org/piratare-i-pirati/
informaPirata
Piratare i Pirati - informaPirata
Il software libero, il controllo sui dati, il sorgente aperto, il sottrarsi al telecontrollo... Un evento politico a Roma affronterà questi temi dal 30 giugno al 1 luglio. E, no... a organizzarlo non sarà il Partito Pirata
"La PA è la spina dorsale di un Paese. Crediamo che sia necessario proteggerne i dati e le infrastrutture, anche e soprattutto per quanto riguarda il “colonialismo digitale” da parte di realtà sovranazionali difficili da controllare."
Anche Siena Pirata si unisce all’appello del prof. Angelo Raffaele Meo sulla necessità di riconquistare la “sovranità digitale”, adottando codice aperto, standard liberi e investendo sulle competenze digitali
https://sienapirata.it/2020/07/i-dati-dei-nostri-figli-nuovo-terreno-di-conquista/
Anche Siena Pirata si unisce all’appello del prof. Angelo Raffaele Meo sulla necessità di riconquistare la “sovranità digitale”, adottando codice aperto, standard liberi e investendo sulle competenze digitali
https://sienapirata.it/2020/07/i-dati-dei-nostri-figli-nuovo-terreno-di-conquista/
La Corte Europea dei diritti dell’Uomo, Sezione III, il 23 giugno scorso ha dichiarato illegali, per violazione degli articoli 10 e 13 della Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, gli ordini di inibizione di siti web ordinati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Russa.
Il blocco integrale di un sito ad opera di una Autorità o anche di un Giudice, in presenza di singoli contenuti illegali, sproporzionato ed arbitrario.
Qualcuno ha pensato a Project Gutenberg
di Fulvio Sarzana su Nova
https://fulviosarzana.nova100.ilsole24ore.com/2020/07/01/cedu-illegale-il-blocco-di-siti-web/
Il blocco integrale di un sito ad opera di una Autorità o anche di un Giudice, in presenza di singoli contenuti illegali, sproporzionato ed arbitrario.
Qualcuno ha pensato a Project Gutenberg
di Fulvio Sarzana su Nova
https://fulviosarzana.nova100.ilsole24ore.com/2020/07/01/cedu-illegale-il-blocco-di-siti-web/
Diritto dei Media
CEDU: illegale il blocco di siti web
La Corte Europea dei diritti dell'Uomo, Sezione III, il 23 giugno scorso ha dichiarato illegali, per violazione degli articoli 10 e 13 della Convenzione Europea dei diritti dell'uomo, gli ordini di...
#pirates4assange
3 LUGLIO, ORE 21, MILANO, PIAZZA CASTELLO
#Candles4Assange
Contro la guerra all'informazione e per la Liberazione di Julian Assange.
#Candles4Assange 3 July WORLDWIDE
STOP THE WAR ON JOURNALISM!
https://twitter.com/riformapirata/status/1278633051577344001?s=19
3 LUGLIO, ORE 21, MILANO, PIAZZA CASTELLO
#Candles4Assange
Contro la guerra all'informazione e per la Liberazione di Julian Assange.
#Candles4Assange 3 July WORLDWIDE
STOP THE WAR ON JOURNALISM!
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Twitter
riformapirata
#pirates4assange 3 LUGLIO, ORE 21, MILANO, PIAZZA CASTELLO #Candles4Assange Contro la guerra all'informazione e per la Liberazione di Julian Assange. #Candles4Assange 3 July WORLDWIDE STOP THE WAR ON JOURNALISM! https://t.co/cO8TEg5c6t
Assemblea tematica dal titolo : "Disponibilità alla partecipazione al Comitato Tecnico e strumenti tecnologici".
Anche l'assemblea di oggi si terrà in modalità online con le procedure usuali: diretta su YouTube e, per intervenire, email da inviare a congresso (chiocciola) partito-pirata PUNTO it
Intervenite numerosi!
YouTube
Partito Pirata
+++
Chiediamo scusa, ma a causa di un problema tecnico un messaggio programmato per ieri con la data sbagliata è stato inviato solo oggi
+++
Chiediamo scusa, ma a causa di un problema tecnico un messaggio programmato per ieri con la data sbagliata è stato inviato solo oggi
+++
Promuovere la discriminazione tra cittadini grazie al digital divide?
Fatto ✅
https://io.italia.it/bonus-vacanze/faq/
Fatto ✅
https://io.italia.it/bonus-vacanze/faq/
Sconfiggere lo spoils systems.
Anche quello che è in noi
https://informapirata.altervista.org/spoils-system/
Anche quello che è in noi
https://informapirata.altervista.org/spoils-system/
informaPirata
Spoils system - informaPirata
Sconfiggere lo spoils systems. Anche quello che è in noi
Per chi si sorprende della maxiretata ai danni di chi utilizzava i sistemi Enchrocat...
(articolo del 2016)
https://medium.com/@fordnic/evidence-suggests-encrochat-is-working-with-the-nsa-and-other-authorities-281bfd05ed9e
(articolo del 2016)
https://medium.com/@fordnic/evidence-suggests-encrochat-is-working-with-the-nsa-and-other-authorities-281bfd05ed9e
Medium
Evidence suggests Encrochat is working with the NSA and other authorities
We were recently contacted by a whistle-blower regarding the EncroChat® device which is currently being marketed as the worlds most secure handset and being sold in locations worldwide (Mostly Europe…
Si è da poco conclusa la riunione del board europeo del partito pirata.
La priorità? Rafforzare il progetto di un vero partito europeo!
https://www.youtube.com/watch?v=M6e7Plz2VmY
La priorità? Rafforzare il progetto di un vero partito europeo!
https://www.youtube.com/watch?v=M6e7Plz2VmY
YouTube
XV European Pirate Party Board Meeting
First streaming of PP-EU board meeting