Poesie
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"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro e, se possibile, dire qualche parola ragionevole."

(Johann Wolfgang von Goethe)
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Constatato che il sondaggio ha avuto esito inconcludente (dato l'insufficiente margine di differenza tra le due opzioni), riteniamo di procedere con l'adozione di una modalità mista. Pertanto, solamente le poesie che perdono valore estetico quando trasposte in messaggi verranno pubblicate sottoforma di immagini. Ringraziamo per la partecipazione e vi auguriamo una buona lettura!
La fin de la journée

Sous une lumière blafarde |
Court, danse et se tord sans raison |
La Vie, impudente et criarde. |
Aussi, sitôt qu'à l'horizon |

La nuit voluptueuse monte, |
Apaisant tout, même la faim, |
Effaçant tout, même la honte, |
Le Poète se dit: "Enfin! |

"Mon esprit, comme mes vertèbres, |
Invoque ardemment le repos; |
Le cœur plein de songes funèbres, |

"Je vais me coucher sur le dos |
Et me rouler dans vos rideaux, |
Ô rafraîchissantes ténèbres!" |

(Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal)

Fine giornata

Sotto una luce sbiadita |
gira, danza, corre a caso, |
chiassosa e impura la Vita. |
Così, quando, voluttuosa, |

sale Notte all'orizzonte |
e la fame infine acquieta, |
e tutto annulla, anche l'onta, |
"Oh!, finalmente! - il Poeta |

dice - in me vertebre e mente |
gridan pace ardentemente. |
Invaso da sogni funebri, |

mi sdraierò sulla schiena, |
m'avvolgerò nella tela |
di refrigeranti tenebre". |

(traduzione di Antonio Prete)

#Baudelaire
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I wanna be yours

I wanna be your vacuum cleaner |
Breathing in your dust |
I wanna be your Ford Cortina |
I will never rust |
If you like your coffee hot |
Let me be your coffee pot |
You call the shots |
I wanna be yours |

I wanna be your raincoat |
For those frequent rainy days |
I wanna be your dreamboat |
When you want to sail away |
Let me be your teddy bear |
Take me with you anywhere |
I don’t care |
I wanna be yours |

I wanna be your electric meter |
I will not run out |
I wanna be the electric heater |
You’ll get cold without |
I wanna be your setting lotion |
Hold your hair in deep devotion |
Deep as the deep Atlantic ocean |
That’s how deep is my devotion |

(John Cooper Clarke, Zip Style Method)

Voglio essere tuo

Voglio essere la tua aspirapolvere |
Respirare la tua polvere |
Voglio essere la tua Ford Cortina |
Non mi arrugginirò mai |
Se il caffè ti piace caldo |
Fammi essere la tua caffettiera |
Sei tu a comandare |
Voglio essere tuo |

Voglio essere il tuo impermeabile |
Per quei frequenti giorni di pioggia |
Voglio essere il tuo sogno |
Per quando vorrai navigare via |
Lasciami essere il tuo orsacchiotto |
Portami ovunque con te |
Non mi importa |
Voglio essere tuo |

Voglio essere il tuo contatore elettrico |
Non mi esaurirò mai |
Voglio essere la tua stufetta elettrica |
Non avrai mai freddo |
Voglio essere il tuo fissatore |
Mantenere i tuoi capelli in profonda adorazione |
Profonda come il profondo oceano atlantico |
La mia devozione è così profonda |

(traduzione dal web)

#JohnCooperClarke
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I Wanna Be Yours è una poesia di John Cooper Clarke, dal suo album del 1982 Zip Style Method. La poesia narra l'amore tra una persona e un'altra, utilizzando metafore su elettrodomestici. Gli Arctic Monkeys hanno dato maggiore visibilità al componimento attraverso un adattamento dello stesso presente nel loro album del 2013 AM.

(EN)
I Wanna Be Yours is a poem by John Cooper Clarke, on his 1982 album Zip Style Method. The poem recounts the love of one person for another, using metaphors around various domestic equipment. Arctic Monkeys brought the poem to a wider audience via an adaptation on their 2013 album AM.

#approfondimenti
❤3
The Greatest
Sia
◈ Artist ▸ #Sia
◈ Genres ▸ #Pop
◈ Released ▸ 2016

♪| @musictoyourears99 |♪
❤2
Forwarded from Music Arena🎶 (bitrait)
Uh-oh,
running out of breath,
but I
Oh I,
I got stamina

Uh-oh,
running now,
I close my eyes
Well,
oh,
I got stamina

And uh-oh,
I see another mountain to climb
But I, I,
I got stamina

Uh-oh,
I need another lover,
be mine
Cause I, I,
I got stamina

Don't give up,
I won't give up
Don't give up,
no no no

Don't give up,
I won't give up
Don't give up,
no no no

I'm free to be the greatest,
I'm alive

I'm free to be the greatest here tonight,

the greatest
The greatest,
the greatest alive

[ @musictoyourears99 ]
❤5
La Domenica dell'ulivo

Hanno compiuto in questo dì gli uccelli |
il nido (oggi è la festa dell'ulivo)|
di foglie secche, radiche, fuscelli;|

quel sul cipresso, questo su l'alloro,|
al bosco, lungo il chioccolo d'un rivo,|
nell'ombra mossa d'un tremolìo d'oro.|

E covano sul musco e sul lichene |
fissando muti il cielo cristallino,|
con improvvisi palpiti, se viene |
un ronzìo d'ape, un vol di maggiolino.|

(Giovanni Pascoli, Myricae)

#Pascoli
❤5
Horreur sympathique

De ce ciel bizarre et livide, |
Tourmenté comme ton destin, |
Quels pensérs dans ton âme vide |
Descendent? réponds, libertin. |

- Insatiablement avide |
De l'obscur et de l'incertain, |
Je ne geindrai pas comme Ovide |
Chassé du paradis latin. |

Cieux déchirés comme des grèves, |
En vous se mire mon orgueil; |
Vos vastes nuages en deuil |

Sont les corbillards des mes rêves, |
Et vos lueurs sont le reflet |
De l'Enfer où mon cœur se plâit. |

(Charles Baudelaire, Les Fleurs du mal)

Simpatia dell'orrore

Da questo cielo, che è bizzarro, livido,|
tormentato, e somiglia al tuo destino,|
quali pensieri nella tua non vivida |
mente scendono? Parla, libertino! |

- Non sono sazio mai: sempre assetato |
dell'oscuro, del privo di confine, |
non piangerò, come Ovidio, esiliato |
lontano dal paradiso latino. |

Cieli squarciati come riarsi greti, |
in voi si specchia intero il mio orgoglio. |
Le grandi nubi che il lutto travaglia |

sono i funebri carri dei segreti |
sogni, e nei vostri lampi si riflette |
l'Inferno ove il mio cuore trova ricetto.|

(traduzione di Antonio Prete)

#Baudelaire
❤9
"La pittura è una poesia che si vede e non si sente, e la poesia è una pittura che si sente e non si vede."

(Leonardo da Vinci)
❤27
Turbine

Dall'intensa nuvolaglia |
Giù - brunita la corazza, |
Con guizzi di lucido giallo, |
Con suono che scoppia e si scaglia - |
Piomba il turbine e scorrazza |
Sul vento proteso a cavallo |
Campi e ville, e dà battaglia; |
Ma quand'urta una città |
Si scàrdina in ogni maglia, |
S'inombra come un'occhiaia, |
E guizzi e suono e vento |
Tramuta in ansietà |
D'Affollate faccende in tormento: |
E senza combattere ammazza. |

(Clemente Rebora, Frammenti Lirici)

#Rebora
❤10
O musica, soave conoscenza

O musica, soave conoscenza, |
Tanto innaturi l'anima fin ch'ella |
Delle immagini vere la più bella |
In sua voce ritrova e in sua movenza; |

E come a noi si perman l'intelligenza |
Se vada in labil suono di favella, |
Armonïosa in te non si cancella |
L'eterna verità mentre è parvenza. |

Virtù ti crea che non par segreta, |
Ma il ritmo snuda l'amor che discende |
Dall'universo a rivelar la meta: |

Amor che nel cammino nostro accende |
L'inconsapevol brama triste o lieta, |
E in te, raggiunto il tempo, lo trascende. |

(Clemente Rebora, Frammenti Lirici)

#Rebora
❤6
Oggi festeggiamo i 5 anni di attività! Ci auguriamo che il nostro servizio di condivisione della letteratura abbia arricchito la vostra esperienza su Telegram. Buona lettura!
❤27
Bufera

Viene un vento di bufera |
Velocissimo, e scoppia |
In un fragore di grandine. |
Anche tu, immortal natura, |
Perderesti oggi l'ineffabile |
Saggezza: lode a satana! |
Ma dopo? Uguale a te, |
Non a me, tornerà il tempo. |

(Clemente Rebora, Frammenti Lirici)

#Rebora
❤39
La mia sera

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggiera.
Nel giorno, che lampi! che scoppi!
Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.

È, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.

O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Nè io... e che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don... Don... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra...
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era...
sentivo mia madre... poi nulla...
sul far della sera.

(Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio)

#Pascoli
❤61
L'invetriata

La sera fumosa d’estate |
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra |
E mi lascia nel cuore un suggello ardente. |
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha |
A la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? — c’è |
Nella stanza un odor di putredine: c’è |
Nella stanza una piaga rossa languente. |
Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto: |
E tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c’è |
Nel cuore della sera c’è, |
Sempre una piaga rossa languente. |

(Dino Campana, Canti Orfici)

#Campana
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