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Camminando alimento la mente ed il corpo.
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L’incontro che non cercavi — quando il sentiero decide per te

Vengo da una pianura che non lascia scampo. Una pianura dove ogni metro di terra è stato deciso, misurato, assegnato. Niente è lasciato a se stesso. Niente accade per caso, o almeno così sembra. Se a bordo strada vedo un fagiano alzarsi in volo, o una poiana immobile su un palo, mi fermo. Mi emoziono.…

https://mani.photography/2026/03/05/incontro-animali-sentiero-montagna/
🌲 Cartoline dall'Altrove — Edizione 2026

A marzo ho lanciato un progetto che porto dentro da mesi.

Si chiama "Cartoline dall'Altrove" ed è un tentativo di restituire ciò che la montagna mi dona: paesaggi contemplati, scritti a mano, inviati una volta al mese.

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QUATTRO PERCORSI:

🌲 L'ESSENZIALE — 99€
12 cartoline mensili. La stessa per tutti.
Un rituale collettivo di lentezza.
Sempre disponibile.

🔥 PERSONALIZZATE — 399€
Scegli il tuo giorno. Ogni mese, esco con il tuo nome in tasca.
Solo 10 posti.

⭐️ IL TUO ISTANTE — 749€
Una data importante, un'opera che esiste solo per te.
10 slot disponibili.

💎 UN ANNO DI ISTANTI — 1.199€
12 mesi insieme: cartoline + call + note vocali + fanzine + stampa fine-art.
5 posti.

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Tutto scritto a mano.
Tutto nato dal cammino.

Non è per tutti. Forse nemmeno per te.
Ma se l'Altrove ti chiama, qui trovi i dettagli:

👉 https://mani.photography/cartoline-altrove/

Se non ti risuona, ci leggiamo nel prossimo messaggio.

Filippo
Tracce nella neve: leggere il passaggio degli altri

Ci sono fotografie che non dimentichi. Non per la luce, non per la composizione, non per quello che mostrano. Ma per quello che ti fanno pensare ogni volta che le riguardi.

Ne ho una del gennaio 2024 che faccio fatica a mettere da parte. Mostra una traccia di animale nella neve. Di quelle, d’accordo, ne…

https://mani.photography/2026/03/12/tracce-nella-neve-leggere-il-paesaggio/
Lo sconosciuto sul sentiero: geografia degli incontri in quota

Era una di quelle domeniche che il cielo decide di fare sul serio. La luce aveva una qualità rara, quasi indecente: quel tipo di pomeriggio autunnale che ti fa sentire in debito con il mondo. I faggi erano accesi di rosso e rame, e l’aria sapeva di terra umida e qualcosa di fermentato, dolce. Mi…

https://mani.photography/2026/03/19/incontro-casuale-sentiero-montagna/
Incontrare il silenzio: quando il bosco ti parla

Ci sono mattine in cui il bosco si apre davanti come una porta che qualcuno ha lasciato socchiusa. Non spalancata — mai spalancata. Socchiusa. Quel tanto che basta per capire di essere atteso. Mi fermo un istante prima di entrare. Il respiro si regola da solo, come se il corpo sapesse già quello che la…

https://mani.photography/2026/03/26/incontrare-il-silenzio-bosco/
Cosa rimane dopo una giornata di vento?

Il sole torna potente dopo la sferzata. Neve, vento, gelo. Giorni interi con questo fronte da nord che è piombato senza tanti complimenti, come succede quando l’inverno decide di ricordarsi di esistere anche in primavera.

Le nuvole, alte in cielo, vengono spazzate con violenza sui contrafforti di roccia che delimitano la valle. Le guardo da…

https://mani.photography/2026/03/28/osa-rimane-dopo-una-giornata-di-vento/
Perdersi per ritrovarsi, elogio della deviazione

Era un inizio settembre caldissimo. Avevo già percorso più di quindici chilometri e le gambe lo sapevano prima che lo ammettessi. Stavo scendendo nel bosco, orientato verso il punto di partenza, quando ho capito che il sentiero non c’era più.

Nessuna traccia. Nessun segnale. Solo i faggi, le radici che affioravano dal terreno come dita,…

https://mani.photography/2026/04/02/perdersi-per-ritrovarsi-elogio-della-deviazione/
La nebbia come maestra: camminare senza orizzonte

Da bambino, la nebbia aveva il sapore del miracolo.

Ricordo le sere di fine settembre nel mio paesello, quando i trattori carichi di uva conferivano alla cantina sociale del paese i raccolti di fine giornata. Le luci dei fanali e i lampeggianti gialli creavano un’atmosfera che allora non sapevo nominare, ma che riconosco adesso: era…

https://mani.photography/2026/04/09/la-nebbia-come-maestra-camminare-senza-orizzonte/
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Mappe inutili: quando il territorio supera la carta

C’è un momento, prima di ogni cammino, in cui apro la mappa. Non sempre sul tavolo: a volte sul pavimento, a volte sul letto, con la luce della sera che scivola obliqua sui contorni altimetrici. Le mappe hanno un odore preciso. E un suono: quello del foglio che si dispiega con una resistenza quasi domestica,…

https://mani.photography/2026/04/16/mappe-inutili-territorio-carta/
Lo smarrimento gentile: perdere la via, trovare lo sguardo

Parto da qui, da un sentiero che ho calpestato ormai decine di volte, da alberi che potrei chiamare per nome senza sentirmi arrogante, dal rumore del ruscello che riconosco anche quando è nascosto oltre il versante. Sono tornato qui in questa domenica pomeriggio in cui le nuvole stanche si sono adagiate sulla montagna: a volte…

https://mani.photography/2026/04/23/smarrimento-gentile-perdere-la-via-trovare-lo-sguardo/
Primavera in quota: il disgelo come soglia

La primavera, prima ancora che con il disgelo, arriva con la luce.

Le giornate si allungano, è vero, ma non è solo questo. Lentamente la luce si impadronisce del paesaggio e ci sono momenti della giornata nei quali fa male agli occhi. Dopo mesi di luci radenti, di soli bassi che sfioravano appena le creste,…

https://mani.photography/2026/04/30/primavera-quota-disgelo-soglia/
Il bivio e la scelta: dove il sentiero si divide

C’è un momento che conosco bene. Il bosco si apre, o forse si stringe, e davanti a me il sentiero smette di essere uno solo. Due tracce, due direzioni. Un paletto di legno consumato, un numero scritto a vernice sbiadita. Resto fermo un secondo più del necessario.

Ma il bivio vero non è quello. Non…

https://mani.photography/2026/05/07/bivio-sentiero-scelta-montagna/
Rinunciare a una vetta: la libertà del no

C’è stato un tempo in cui tornare a casa senza aver raggiunto quello che mi ero prefissato era una sconfitta. Non una sensazione vaga: una sconfitta vera, con tanto di rosicamento serale sul divano e relative flagellazioni morali.

Quel tempo è finito, ma non da solo.

Quando meno tempo significava meglio

Negli anni in cui…

https://mani.photography/2026/05/14/rinunciare-a-una-vetta-liberta-del-no/
Due versanti dello stesso monte

Da bambino disegnavo sempre la stessa montagna. Una linea retta in primo piano, una casetta, un albero enorme a fare ombra, e sullo sfondo il triangolo inconfondibile con il sole che tramontava esattamente dietro la cima. Ogni volta lo stesso schema, ogni volta la stessa certezza. La montagna era quella forma lì: simmetrica, leggibile, definitiva.…

https://mani.photography/2026/05/21/due-versanti-stesso-monte/
Il tempo delle fioriture: quando la montagna decide il passo

Il 22 maggio 2025 nevicava. L’ultima neve prima dell’estate. Oggi, sedici maggio 2026, ci sono ancora centimetri di bianco sui pascoli di quota e negli ultimi giorni la neve è tornata, anche in abbondanza. La memoria è corta, e il calendario che appoggiamo alle nostre giornate come una rete di salvataggio non ci aiuta a…

https://mani.photography/2026/05/28/tempo-fioriture-alpine-montagna-passo/
Elogio della sosta: fermarsi non è cedere

Era metà aprile, uno dei miei luoghi dell’Appennino. Non avevo una meta precisa: volevo semplicemente tornare lì, come faccio ogni anno, per vedere com’era.

Stavo salendo dentro il bosco quando qualcosa mi ha fermato. Non la stanchezza, non il meteo. Era la forma degli alberi in quel punto: i tronchi curvi in un modo che…

https://mani.photography/2026/06/04/elogio-della-sosta-fermarsi-non-e-cedere/
L’acqua che si ferma: pozze, laghi, specchi di montagna

Mi è capitato di stare così fermo sulla riva di un lago che ho smesso di sapere dove fossi. Non nel senso del disorientamento geografico: sapevo benissimo dove ero. Ma guardando l’acqua completamente immobile ho perso il sopra e il sotto. Il cielo era lì, dentro la superficie, nitido come non lo è mai in…

https://mani.photography/2026/06/11/acqua-ferma-lago-specchio-montagna/
Bivacchi: l’arte di abitare il provvisorio

C’è uno spazio piccolo che ho sempre cercato. Non so quando ho cominciato, forse da bambino, forse prima. So che ogni volta che entro in una stanza raccolta, una rimessa, un deposito con le pareti vicine, qualcosa si calma. Non il fiato. Qualcos’altro, più in fondo. Come se lo spazio ristretto avesse la virtù di…

https://mani.photography/2026/06/18/bivacchi-larte-di-abitare-il-provvisorio/
Solstizio: il giorno più lungo, il passo più lento

Il sole non ha ancora finito di cadere e sono già le nove di sera. La luce di giugno ha quella qualità obliqua e ostinata che non lascia in pace: rimane, tende, si stira sull’erba e sulle rocce come se non volesse cedere. Come se anche la luce, stasera, avesse deciso di sostare.

Anch’io sosto.…

https://mani.photography/2026/06/25/solstizio-giorno-piu-lungo-passo-piu-lento/