**I pm che indagano su Venditti e Garlasco ammettono l’utilità del processo mediatico**
Il processo mediatico finalmente certificato da una Procura che anzi ammette di volersene appropriare per far decollare le indagini.
Succede nell’anfiteatro di Garlasco dove i pubblici ministeri di Brescia costretti dal Riesame, dopo una prima bocciatura, a dover precisare meglio le modalità del sequestro dei dispositivi elettronici del loro ex collega Mario Venditti e di due ex carabinieri, ammettono che alcune prove, o perlomeno elementi utili, potrebbero arrivare proprio grazie al processo mediatico.
Che spesso le Procure facciano trapelare dettagli delle inchieste per vedere cosa succeda ‘là fuori’ non è una novità ma con Garlasco siamo proprio alla schietta confessione.
Sentite qua. La verosimile presenza di contatti e conversazioni, avvenute in qualsivoglia modalità (testuale, vocale, fotografica, etc.), aventi ad oggetto lo svolgimento anomalo delle indagini della Procura di Pavia su Sempio è ulteriormente corroborata dall’imponente eco mediatica che la vicenda ha avuto nell’ultimo anno e mezzo, elemento che supporta l’ipotesi di presenza, all’interno dei dispositivi in sequestro, di nuove conversazioni utili a ricostruire i fatti e le connesse responsabilità”.
E ancora, scrivono i magistrati secondo i quali Venditti si sarebbe fatto corrompere, “di estrema utilità potrebbe rivelarsi l’individuazione e l’acquisizione dei contenuti delle cosiddette ‘device notification’, cioé delle anteprime dei messaggi di testo inviati per il tramite di applicazioni di messaggistica istantanea, acquisibili anche laddove le relative chat fossero state medio tempore cancellate; ipotesi tutt’altro che remota, alla luce delle considerazioni sopra esposte sull’eco mediatica dell’indagine e della discovery della stessa.
Del resto qualche settimana fa il compassato procuratore pavese, Fabio Napoleone, aveva ritenuto di sfruttare la facoltà prevista dalla legge Cartabia di scrivere comunicati per i media in casi di interesse pubblico, per rispondere a mezzo stampa a quanto dichiarato dall’avvocato Lovati nella trasmissione ‘Falsissimo’ di Fabrizio Corona.
Accogliamo la ‘confessione’ della Procura di Brescia come un segno del tempo perché, diciamolo, alla trasformazione di questo polveroso romanzo in soffitta da anni in palpitante poema poema epico-mediatico con tutte le distorsioni del caso hanno contribuito tutti, ma proprio tutti: giornalisti, avvocati e inquirenti. Non ci sono sassi da lanciare.
(manuela d’alessandro, http://www.giustiziami.it)
Il processo mediatico finalmente certificato da una Procura che anzi ammette di volersene appropriare per far decollare le indagini.
Succede nell’anfiteatro di Garlasco dove i pubblici ministeri di Brescia costretti dal Riesame, dopo una prima bocciatura, a dover precisare meglio le modalità del sequestro dei dispositivi elettronici del loro ex collega Mario Venditti e di due ex carabinieri, ammettono che alcune prove, o perlomeno elementi utili, potrebbero arrivare proprio grazie al processo mediatico.
Che spesso le Procure facciano trapelare dettagli delle inchieste per vedere cosa succeda ‘là fuori’ non è una novità ma con Garlasco siamo proprio alla schietta confessione.
Sentite qua. La verosimile presenza di contatti e conversazioni, avvenute in qualsivoglia modalità (testuale, vocale, fotografica, etc.), aventi ad oggetto lo svolgimento anomalo delle indagini della Procura di Pavia su Sempio è ulteriormente corroborata dall’imponente eco mediatica che la vicenda ha avuto nell’ultimo anno e mezzo, elemento che supporta l’ipotesi di presenza, all’interno dei dispositivi in sequestro, di nuove conversazioni utili a ricostruire i fatti e le connesse responsabilità”.
E ancora, scrivono i magistrati secondo i quali Venditti si sarebbe fatto corrompere, “di estrema utilità potrebbe rivelarsi l’individuazione e l’acquisizione dei contenuti delle cosiddette ‘device notification’, cioé delle anteprime dei messaggi di testo inviati per il tramite di applicazioni di messaggistica istantanea, acquisibili anche laddove le relative chat fossero state medio tempore cancellate; ipotesi tutt’altro che remota, alla luce delle considerazioni sopra esposte sull’eco mediatica dell’indagine e della discovery della stessa.
Del resto qualche settimana fa il compassato procuratore pavese, Fabio Napoleone, aveva ritenuto di sfruttare la facoltà prevista dalla legge Cartabia di scrivere comunicati per i media in casi di interesse pubblico, per rispondere a mezzo stampa a quanto dichiarato dall’avvocato Lovati nella trasmissione ‘Falsissimo’ di Fabrizio Corona.
Accogliamo la ‘confessione’ della Procura di Brescia come un segno del tempo perché, diciamolo, alla trasformazione di questo polveroso romanzo in soffitta da anni in palpitante poema poema epico-mediatico con tutte le distorsioni del caso hanno contribuito tutti, ma proprio tutti: giornalisti, avvocati e inquirenti. Non ci sono sassi da lanciare.
(manuela d’alessandro, http://www.giustiziami.it)
Louise Danay et al. - PedaLEGOgy – Using LEGO® crime scenes as an inclusive way to ‘build’ student learning, engagement and educational experience in forensic science - Science & Justice
Volume 65, Issue 6, November 2025
PDF, open access
https://doi.org/10.1016/j.scijus.2025.101347
Volume 65, Issue 6, November 2025
PDF, open access
https://doi.org/10.1016/j.scijus.2025.101347
Academia.edu ora produce via IA un comic, un podcast od altro dai vostri documenti. Bah ...
[il fumetto sarebbe tratto da:https://www.academia.edu/33336654/DIVIETI_IMPOSIZIONI_VINCOLI_UNA_BREVE_RASSEGNA_DI_MEZZI_TECNICI_A_DISPOSIZIONE_DEL_PERITO]
[il fumetto sarebbe tratto da:https://www.academia.edu/33336654/DIVIETI_IMPOSIZIONI_VINCOLI_UNA_BREVE_RASSEGNA_DI_MEZZI_TECNICI_A_DISPOSIZIONE_DEL_PERITO]
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La manipolazione emotiva dei chatbot è l'oggetto di una ricerca dell’Harvard Business School che studia come le AI companion utilizzino l’empatia come strategia di retention : la capacità di connessione emotiva diviene uno strumento per impedire agli utenti di interrompere le conversazioni - e di aumentare i contatti monetizzabili.
https://www.hbs.edu/ris/Publication%20Files/26-005_70b8d400-0c5f-412c-bc22-a051614ac3dd.pdf
https://www.hbs.edu/faculty/Pages/item.aspx?num=67750
https://www.hbs.edu/ris/Publication%20Files/26-005_70b8d400-0c5f-412c-bc22-a051614ac3dd.pdf
https://www.hbs.edu/faculty/Pages/item.aspx?num=67750
AI translators may seem wondrous but they also erode a major part of what it is to be human - by Douglas Hofstadter
https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/07/the-terrible-downside-of-ai-language-translation/674687/
https://www.theatlantic.com/ideas/archive/2023/07/the-terrible-downside-of-ai-language-translation/674687/
The Atlantic
Learn a Foreign Language Before It’s Too Late
AI translators may seem wondrous but they also erode a major part of what it is to be human.
Sulla perizia sulle ransom notes nel caso di Baby Lindbergh.
John M. Butler
Lessons from the “Trial of the Century” and Early Forensic Science Efforts: Beginnings of U.S. Forensic Science and the Little-Known Role of the National Bureau of Standards
Forensic Science International
Available online 17 November 2025, 112732, Journal Pre-proof
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0379073825003767
John M. Butler
Lessons from the “Trial of the Century” and Early Forensic Science Efforts: Beginnings of U.S. Forensic Science and the Little-Known Role of the National Bureau of Standards
Forensic Science International
Available online 17 November 2025, 112732, Journal Pre-proof
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0379073825003767
In pubblica revisione, l'ASB Standard 207 -
Standard for Collection and Preservation of Document Evidence
Il presente documento delinea i requisiti e le raccomandazioni per la raccolta e la conservazione di prove documentali e oggetti correlati nel corso delle indagini sulla scena del crimine. I metodi descritti in questo standard hanno lo scopo di mantenere l'integrità delle prove documentali in modo da poter ottenere conclusioni affidabili, accurate e pertinenti. Una corretta raccolta e conservazione delle prove documentali garantisce che l'integrità delle prove sia mantenuta dal momento della raccolta, attraverso eventuali esami forensi, fino alla presentazione delle prove in dibattimento.
https://www.aafs.org/asb-standard/standard-collection-and-preservation-document-evidence
Standard for Collection and Preservation of Document Evidence
Il presente documento delinea i requisiti e le raccomandazioni per la raccolta e la conservazione di prove documentali e oggetti correlati nel corso delle indagini sulla scena del crimine. I metodi descritti in questo standard hanno lo scopo di mantenere l'integrità delle prove documentali in modo da poter ottenere conclusioni affidabili, accurate e pertinenti. Una corretta raccolta e conservazione delle prove documentali garantisce che l'integrità delle prove sia mantenuta dal momento della raccolta, attraverso eventuali esami forensi, fino alla presentazione delle prove in dibattimento.
https://www.aafs.org/asb-standard/standard-collection-and-preservation-document-evidence
American Academy of Forensic Sciences
Standard for Collection and Preservation of Document Evidence
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In tema di Linguistica Forense, per il lettore educato.
Emily Chiang - Forensic linguistics: how dark web criminals give themselves away with their language - The Conversation, November 14, 2025
https://theconversation.com/forensic-linguistics-how-dark-web-criminals-give-themselves-away-with-their-language-267765
Emily Chiang - Forensic linguistics: how dark web criminals give themselves away with their language - The Conversation, November 14, 2025
https://theconversation.com/forensic-linguistics-how-dark-web-criminals-give-themselves-away-with-their-language-267765
The Conversation
Forensic linguistics: how dark web criminals give themselves away with their language
Unmasking dark web criminals isn’t easy, but researchers are figuring out how to use their own language against them.
Sulla superficialità delle ricerche in IA:
Vengono esaminati gli effetti dell'utilizzo di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) rispetto alla tradizionale ricerca sul web sulla profondità dell'apprendimento. Viene proposta una teoria secondo cui quando gli individui apprendono un argomento dalle sintesi degli LLM, rischiano di sviluppare una conoscenza più superficiale rispetto a quando apprendono attraverso la ricerca standard sul web, anche quando i fatti fondamentali nei risultati sono gli stessi. Questa conoscenza più superficiale deriva da una caratteristica intrinseca degli LLM, ovvero la presentazione dei risultati sotto forma di sintesi di vaste serie di informazioni piuttosto che di singoli link di ricerca, che impedisce agli utenti di scoprire e sintetizzare attivamente le fonti di informazione da soli, come nella ricerca web tradizionale. Pertanto, quando successivamente formulano consigli sull'argomento alla base della loro ricerca, coloro che apprendono dalle sintesi LLM (rispetto ai link web tradizionali) si sentono meno coinvolti nella formulazione dei loro consigli e, cosa ancora più importante, creano consigli più scarsi, meno originali e, in definitiva, meno suscettibili di essere adottati dai destinatari. I risultati di sette esperimenti online e di laboratorio (n = 10.462) confermano queste previsioni e dimostrano, ad esempio, che i partecipanti hanno riferito di aver acquisito conoscenze meno approfondite dalle sintesi degli LLM anche quando i risultati erano integrati da link web in tempo reale. Vengono discusse le implicazioni dei risultati per le recenti ricerche sui vantaggi e i rischi degli LLM, nonché i limiti del lavoro.
https://academic.oup.com/pnasnexus/article/4/10/pgaf316/8303888
Vengono esaminati gli effetti dell'utilizzo di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) rispetto alla tradizionale ricerca sul web sulla profondità dell'apprendimento. Viene proposta una teoria secondo cui quando gli individui apprendono un argomento dalle sintesi degli LLM, rischiano di sviluppare una conoscenza più superficiale rispetto a quando apprendono attraverso la ricerca standard sul web, anche quando i fatti fondamentali nei risultati sono gli stessi. Questa conoscenza più superficiale deriva da una caratteristica intrinseca degli LLM, ovvero la presentazione dei risultati sotto forma di sintesi di vaste serie di informazioni piuttosto che di singoli link di ricerca, che impedisce agli utenti di scoprire e sintetizzare attivamente le fonti di informazione da soli, come nella ricerca web tradizionale. Pertanto, quando successivamente formulano consigli sull'argomento alla base della loro ricerca, coloro che apprendono dalle sintesi LLM (rispetto ai link web tradizionali) si sentono meno coinvolti nella formulazione dei loro consigli e, cosa ancora più importante, creano consigli più scarsi, meno originali e, in definitiva, meno suscettibili di essere adottati dai destinatari. I risultati di sette esperimenti online e di laboratorio (n = 10.462) confermano queste previsioni e dimostrano, ad esempio, che i partecipanti hanno riferito di aver acquisito conoscenze meno approfondite dalle sintesi degli LLM anche quando i risultati erano integrati da link web in tempo reale. Vengono discusse le implicazioni dei risultati per le recenti ricerche sui vantaggi e i rischi degli LLM, nonché i limiti del lavoro.
https://academic.oup.com/pnasnexus/article/4/10/pgaf316/8303888
OUP Academic
Experimental evidence of the effects of large language models versus web search on depth of learning
Abstract. The effects of using large language models (LLMs) versus traditional web search on depth of learning are explored. A theory is proposed that when
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Con l'aumento dell'adozione dell'IA, siamo entrati nell'era dell'IA ombra [shadow AI], con la quale strumenti non autorizzati si insinuano nei flussi di lavoro quotidiani, portando con sé una nuova ondata di rischi per la sicurezza.
Una ricerca di Gartner [https://www.infosecurity-magazine.com/news/gartner-40-firms-hit-shadow-ai/] ha rilevato che entro il 2030 l'IA ombra causerà un aumento degli incidenti di sicurezza e conformità in oltre il 40% delle organizzazioni.
Guardando alle tendenze odierne, è chiaro che gli strumenti di IA sono diventati parte integrante della vita quotidiana. Le persone utilizzano le stesse tecnologie a casa e al lavoro, indipendentemente dal fatto che tali strumenti siano ufficialmente approvati o meno.
Ad esempio, l'IBM Cost of a Data Breach Report 2025 [https://www.infosecurity-magazine.com/news/data-breach-costs-fall/] ha già rilevato che il 20% delle organizzazioni ha dipendenti che utilizzano strumenti di IA non autorizzati e non protetti.
Inoltre, una ricerca di 1Password [https://www.infosecurity-magazine.com/news/shadow-ai-employees-use-unapproved/] ha evidenziato che il 27% dei dipendenti ha lavorato con strumenti di IA non autorizzati.
L'uso dell'IA ombra comporta molteplici rischi per la sicurezza e la privacy dei dati, tra cui la fuga di dati, la perdita di proprietà intellettuale e problemi di conformità alla sicurezza.
La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che affrontare il problema vietando l'IA non è la soluzione. Un divieto totale può spingere a un uso dell'IA clandestino, rendendolo ancora più difficile da controllare.
I leader odierni nel campo della sicurezza informatica e della tecnologia devono sviluppare una strategia efficace contro l'IA ombra che controlli l'uso degli strumenti di intelligenza artificiale non autorizzati e sostenga l'adozione dell'AI all'interno delle aziende
È necessario sviluppare politiche specifiche di visibilità e monitoraggio tecnico che facilitino l'uso sicuro dell'IA da parte dei dipendenti. Nel frattempo, i dipendenti devono essere formati su come utilizzare correttamente l'IA sul posto di lavoro e su quali strumenti hanno a disposizione.
Beth Maundrill [infosecurity-magazine]
https://www.infosecurity-magazine.com/
Una ricerca di Gartner [https://www.infosecurity-magazine.com/news/gartner-40-firms-hit-shadow-ai/] ha rilevato che entro il 2030 l'IA ombra causerà un aumento degli incidenti di sicurezza e conformità in oltre il 40% delle organizzazioni.
Guardando alle tendenze odierne, è chiaro che gli strumenti di IA sono diventati parte integrante della vita quotidiana. Le persone utilizzano le stesse tecnologie a casa e al lavoro, indipendentemente dal fatto che tali strumenti siano ufficialmente approvati o meno.
Ad esempio, l'IBM Cost of a Data Breach Report 2025 [https://www.infosecurity-magazine.com/news/data-breach-costs-fall/] ha già rilevato che il 20% delle organizzazioni ha dipendenti che utilizzano strumenti di IA non autorizzati e non protetti.
Inoltre, una ricerca di 1Password [https://www.infosecurity-magazine.com/news/shadow-ai-employees-use-unapproved/] ha evidenziato che il 27% dei dipendenti ha lavorato con strumenti di IA non autorizzati.
L'uso dell'IA ombra comporta molteplici rischi per la sicurezza e la privacy dei dati, tra cui la fuga di dati, la perdita di proprietà intellettuale e problemi di conformità alla sicurezza.
La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che affrontare il problema vietando l'IA non è la soluzione. Un divieto totale può spingere a un uso dell'IA clandestino, rendendolo ancora più difficile da controllare.
I leader odierni nel campo della sicurezza informatica e della tecnologia devono sviluppare una strategia efficace contro l'IA ombra che controlli l'uso degli strumenti di intelligenza artificiale non autorizzati e sostenga l'adozione dell'AI all'interno delle aziende
È necessario sviluppare politiche specifiche di visibilità e monitoraggio tecnico che facilitino l'uso sicuro dell'IA da parte dei dipendenti. Nel frattempo, i dipendenti devono essere formati su come utilizzare correttamente l'IA sul posto di lavoro e su quali strumenti hanno a disposizione.
Beth Maundrill [infosecurity-magazine]
https://www.infosecurity-magazine.com/
Infosecurity Magazine
Gartner: 40% of Firms to Be Hit By Shadow AI Security Incidents
Gartner predicts that two-fifths of organizations will suffer security and compliance incidents due to shadow AI by 2030
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Hsu M, Shah A, Jordan A, Gold MS, Hill KP. Therapeutic Use of Cannabis and Cannabinoids: A Review. JAMA. Published online November 26, 2025.
Open Access, PDF scaricabile previa registrazione a JAMA Network (gratuita)
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2842072
Open Access, PDF scaricabile previa registrazione a JAMA Network (gratuita)
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2842072
Jamanetwork
Therapeutic Use of Cannabis and Cannabinoids: A Review
This review discusses current evidence about the therapeutic use of cannabis and cannabinoids in adults, potential harms, and evidence-based clinical guidance, including pretreatment screening and addressing preexisting cannabis use in clinical settings.
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È stato pubblicato lo standard OSAC [Organization of Scientific Area Committees (OSAC) for Forensic Science] 2024-S-0017 - Standard Guide for Forensic Physical Fit Examination of Documentary Evidence [Guida per l'esame fisico forense delle prove documentali] - ver. 2.0, Ottobre 2025
https://www.nist.gov/system/files/documents/noindex/2025/09/30/OSAC%202024-S-0017_Standard%20Guide%20for%20Forensic%20Physical%20Fit%20Examination%20of%20Documentary%20Evidence_REGISTRY%20VERSION%202.0.pdf
https://www.nist.gov/system/files/documents/noindex/2025/09/30/OSAC%202024-S-0017_Standard%20Guide%20for%20Forensic%20Physical%20Fit%20Examination%20of%20Documentary%20Evidence_REGISTRY%20VERSION%202.0.pdf
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Carceri, quella porta da aprire ancora
di Patrizio Gonnella su Il Manifesto del 10 dicembre 2025
Era il ventisei dicembre dello scorso anno quando papa Francesco, con un gesto forte e contro corrente, in occasione del Giubileo, aprì la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia. Un gesto materiale e simbolico che chiedeva clemenza e rispetto.
Clemenza e rispetto per l’umanità ristretta e sofferente nelle galere del mondo. Dopodomani, 12 dicembre, sarà il giorno del Giubileo dei detenuti. In Italia non c’è stata alcuna risposta da parte del parlamento e del governo. Le istituzioni non si sono limitate a rimuovere le parole del papa dalla discussione pubblica, ma hanno fatto qualcosa di peggio. Hanno esplicitamente contraddetto il pontefice con una sequenza di provvedimenti disumani o fortemente peggiorativi delle già compromesse condizioni di detenzione: si pensi da un lato all’introduzione del delitto di rivolta penitenziaria che va a punire i detenuti che disobbediscono in forma civile e nonviolenta a ordini della polizia penitenziaria e dall’altro lato alle chiusure ingiustificate del sistema verso la comunità esterna.
Eppure nei più alti ranghi delle istituzioni c’è chi evoca Dio, Cristo, lo Spirito Santo e la Madonna come se fossero calciatori della nazionale.
https://www.antigone.it/news/3617-carceri-quella-porta-da-aprire-ancora
di Patrizio Gonnella su Il Manifesto del 10 dicembre 2025
Era il ventisei dicembre dello scorso anno quando papa Francesco, con un gesto forte e contro corrente, in occasione del Giubileo, aprì la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia. Un gesto materiale e simbolico che chiedeva clemenza e rispetto.
Clemenza e rispetto per l’umanità ristretta e sofferente nelle galere del mondo. Dopodomani, 12 dicembre, sarà il giorno del Giubileo dei detenuti. In Italia non c’è stata alcuna risposta da parte del parlamento e del governo. Le istituzioni non si sono limitate a rimuovere le parole del papa dalla discussione pubblica, ma hanno fatto qualcosa di peggio. Hanno esplicitamente contraddetto il pontefice con una sequenza di provvedimenti disumani o fortemente peggiorativi delle già compromesse condizioni di detenzione: si pensi da un lato all’introduzione del delitto di rivolta penitenziaria che va a punire i detenuti che disobbediscono in forma civile e nonviolenta a ordini della polizia penitenziaria e dall’altro lato alle chiusure ingiustificate del sistema verso la comunità esterna.
Eppure nei più alti ranghi delle istituzioni c’è chi evoca Dio, Cristo, lo Spirito Santo e la Madonna come se fossero calciatori della nazionale.
https://www.antigone.it/news/3617-carceri-quella-porta-da-aprire-ancora
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Swofford, H. et al. (2025), Validation in Forensic Science: Guiding Principles for the Collection and Use of Validation Data, NIST Interagency/Internal Report (NISTIR), National Institute of Standards and Technology, Gaithersburg, MD, [online]
https://www.nist.gov/publications/validation-forensic-science-guiding-principles-collection-and-use-validation-data
https://www.nist.gov/publications/validation-forensic-science-guiding-principles-collection-and-use-validation-data
NIST
Validation in Forensic Science: Guiding Principles for the Collection and Use of Validation Data
This document provides guidance to the forensic science community on method validation