Paolo Curtaz
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Scrittore e teologo, cercatore di Dio, inquieto per grazia.
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Auguri Maria! Oggi la Chiesa celebra la natività di Maria, una festa che ci ricorda come la bellezza del progetto di Dio, il suo desiderio di bene e di salvezza, ha radici profonde, parte da lontano. Così come una bella giornata si vede dall’aurora, la nascita di Maria prelude al progetto che Dio ha sull’umanità e che, nel rispetto della libertà, intesse giorno per giorno, anno per anno, vita per vita. La genealogia di Gesù in Matteo che abbiamo letto, più simbolica che cronologica, richiama proprio questa scoperta: non esiste una vita inutile o mediocre ma tutto concorre al bene di coloro che cercano Dio. E in questa lunga catena di vite, di eventi, di sbagli, interviene la tenerezza di Dio che feconda con la sua promessa le nostre azioni. Così la festa ci compleanno di Maria ci ricorda che anch’io, se voglio, posso far parte di questo progetto di salvezza.
Paolo Curtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Mt 1,1-16.18-23
In realtà non ci vogliamo molto bene, ci disprezziamo, non accettiamo i nostri difetti, le nostre ombre, rimuginiamo sui nostri errori, spesso ci nutriamo di (inutili e dannosi) sensi di colpa. Eppure, nonostante questo, siamo anche capaci di ergerci a maestri, a profeti, pensiamo di poter dire, insegnare, giudicare, correggere. Magari ripetendo slogan che non siamo capaci di vivere ma che condividiamo. Scoprirsi amati, scegliere di amare (anche se stessi, correttamente) significa smettere di ergersi a giudici degli altri, spietati censori degli errori degli altri mentre siamo estremamente comprensivi verso noi stessi. Usciamo da questa logica del confronto, di difesa dei nostri pregi, smettiamola di guardare con ossessivo compiacimento i difetti degli altri sperando che mettano in secondo piano i nostri! Impariamo a guardare a noi stessi e agli altri come ci vede Dio: come pezzi unici, capolavori, esseri-in-divenire.
@paolocurtaz


📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 6,39-42
Il Dio di Gesù non è un moralista o un giudice, non è un censore, non chiede l’impossibile. Ma è sincero e libero, amorevole e liberante. Ci chiede verità, autenticità, non vuole superuomini ma uomini e donne capaci di camminare, di evolvere, di fiorire. A Dio non piace l’esteriorità, non apprezza chi si preoccupa solo di piacere, di chi si fa schiavo del giudizio altrui. Se davvero ci siamo messi in cammino, diventiamo capaci di portare frutti buoni, attingendo alla bontà del nostro cuore. Dalla bocca escono parole che sovrabbondano dal cuore. E se il nostro cuore è colmo di rabbia e di odio, nonostante tutti gli sforzi prima o poi questi usciranno con parole che feriscono ed uccidono. Se il nostro cuore si è scoperto amato e perdonato, allora dalla nostra bocca usciranno parole di perdono e di pace, di benevolenza e di benedizione. Coltiviamo il nostro cuore!
@paolocurtaz

📝 Commentai al #vangelodelgiorno: Lc 6,43-49
Le parabole ascoltate gettano una spallata definitiva alla nostra mediocre visione di Dio per spalancare la nostra fede alla dimensione del cuore di Dio. Convertirsi significa passare dalla nostra prospettiva a quella inaudita di Dio e questo significa fare come Lui.
Paolo Curtaz

📝Commento completo al #vangelodelladomenica:
https://bit.ly/commento_11settembre

#sappiateviamati #agapetoi #Vangelodioggi #vangelodelgiorno
Non è certo facile stupire il Signore, e poche volte, lungo i Vangeli, questo accade. Ma ciò che rallegra, nel racconto del centurione e del suo servo malato, è che a stupire il Signore è la fede di un pagano, un ufficiale dell’esercito occupante, presentato a Gesù in virtù della sua simpatia per il giudaismo e per la sua generosità (i soldi esercitano sempre un certo fascino, anche negli uomini di fede). Il centurione ha a cuore il suo servo e ha saputo della presenza del Nazareno, che molti indicano come guaritore. Mandargli un’ambasceria per chiedere un aiuto per il suo sottoposto gli sembra già molto, certo non si aspetta che il Maestro si presenti alla porta della sua casa (peraltro casa impura, essendo abitata da un pagano). Che gioia, allora, quando vede il Signore e il suo seguito avvicinarsi: per il centurione è un onore infinito, teme di disturbare, sa che il Maestro può guarire il servo anche solo con la sua parola. Gesù afferma di non avere mai incontrato una fede così cristallina nemmeno nei devoti del tempio. Sarebbe bello, oggi, riuscire anche noi a stupire il Maestro!
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 7,1-10
Nain, la graziosa, ha perso la gioia e la grazia richiamata dal nome, grazie alle sua posizione favorevole sulle colline di Galilea. La folla, straziata, accompagna fuori dal villaggio il figlio unico di una madre vedova. Quale dolore peggiore possiamo immaginare? Interviene, il Signore, tocca il cadavere e non contrae l’impurità: non è Gesù a contaminarsi con la morte, ma è la vita che contagia il giovane che resuscita. Quando il Signore entra nelle nostre vite ciò che è morto, ciò che langue, ciò che è ammalato e apparentemente inguaribile, ritrova vita, energia, voglia di fare e di vivere. Gesù è portatore di vita e l’annuncio del Regno che avanza fa indietreggiare i segni del peccato quali la malattia e la morte. Certo, piangiamo ancora i nostri giovani in questo tempo ancora incompiuto, ma ci fidiamo, crediamo e testimoniamo il Signore che ci restituisce la vita piena.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 7,11-17
Non è più uno strumento di tortura, ormai. La croce, così diffusa nell’Impero romano come straziante condanna ad una morte dolorosa e ignominiosa, per noi, ora, è diventata strumento di salvezza, misura dell’amore di Dio. Dio non è più sconosciuto, è appeso, osteso, evidente, donato. Gesù, morendo in croce, rivela definitivamente il vero volto di Dio. Perché altro è fare un bel discorso altro è pagare con la vita le proprie convinzioni. Non è da esaltare la croce, non è da esaltare il dolore, ma l’amore che quella croce rivela. Ogni volta che ci fermiamo davanti al crocefisso capiamo fino a che punto siamo amati. Gesù, libero, muore totalmente donato e ci salva non per il grande dolore vissuto ma per l’amore che in esso ci svela. Dio ci ama fino a morirne, per donare totalmente la sua vita, per partecipare alla sua vita stessa.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Gv 3,13-17
Maria, la prima fra i discepoli, è l’unica presente sotto la croce. Sono tutti fuggiti i campioni della fede, coloro che giorno e notte hanno seguito il Maestro per tre anni, promettendo fedeltà, e che, in un soffio di vento, sono scomparsi. Solo la madre e il discepolo che Gesù ama e alcune donne di famiglia sono presenti. Ma è lei, Maria, la protagonista della scena. Lei, la sola, che potrebbe gridare, oltre allo straziante dolore di una madre che perde un figlio in quel modo, la rabbia per una promessa divina non mantenuta. Dov’è, ora, il Dio della promessa? Dov’è la salvezza che ricade sull’umanità? Invece, annota Giovanni, Maria sta sotto la croce. Null’altro ci viene raccontato. Maria sta, dimora, è ferma, è immobile. Sta come un piolo conficcato nel terreno, salda nella fede. Non cede alla disperazione, non molla, non rifiuta ciò che appare come la fine di tutto. Crede. E quella fede, oggi, celebriamo, chiedendo di imitarla.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Gv 19,25-27
Tre nomi che sembrano quasi scappati dalla penna dell’evangelista Luca. Tre donne, come sono tre gli apostoli che Gesù vuole accanto a sé nei momenti più importanti dell’annuncio. E non tre donne qualsiasi, tre donne salvate, redente, guarite nel profondo. Maria di Migdal, poi erroneamente identificata con la prostituta, donna facoltosa liberata dai suoi demoni interiori, Giovanna moglie dell’amministratore di Erode e Susanna, di cui non sappiamo nulla. Eppure solo quei tre nomi spiazzano la nostra lettura talvolta maschilista del Vangelo e, soprattutto della Chiesa. In un’epoca in cui le donne non potevano uscire da sole e parlare se non interrogate, Gesù ha nel gruppo dei discepoli numerose discepole e, fra gli intimi, queste tre donne che lo seguono e lo aiutano nell’evangelizzare. Una presenza talmente scandalosa da mettere in difficoltà la prima comunità cristiana che ne minimizza la memoria. È tempo, da tempo, di lasciare che la presenza femminile nella Chiesa torni a prendere lo spazio che Gesù le aveva dato!
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 8,1-3
Parla in parabole, il Maestro, perché la parabola raggiunge la concretezza della vita quotidiana di chi ascolta. Perché rispetta l’uditore che può identificarsi o meno. Perché apre la porta (la socchiude) sul mistero. Parla in parabole perché Dio si è fatto vicino. Ma, come ammette Gesù stesso (e come è più corretto tradurre): chi guarda non vede, chi ode non ascolta. È in gioco, tragicamente, la nostra libertà. Il seme della Parola viene continuamente e generosamente gettato sul terreno duro del nostro cuore eppure, miracolosamente, riesce ad attecchire. A noi, però, di coltivarlo, innaffiarlo, accudirlo, occuparcene. Dio prende l’iniziativa, sfida anche i luoghi comuni seminando fra le pietre, non si tira indietro. Lasciamo che il seme attecchisca e cresca, senza farlo soffocare dal dolore o dalle ansie della vita, per portare frutto in questa giornata.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 8,4-15
Fatevi degli amici, dice il Maestro.
Investite in affetto, relazione, amicizia, ascolto, condivisione.
Non sarà ancora il gesto puro del discepolo. Ma sarà almeno un primo passo.
Invece di investire in denaro almeno investiremo in amicizia.
Grandioso.

Fatti furbo, investi nell’unica azione che non si svaluta: la tua anima.
Fatti consigliare, fai l’unico trading che ti porta alla pienezza.
@paolocurtaz

📝 Commento completo al #vangelodelladomenica:
https://bit.ly/commento_18settembre

#sappiateviamati #Vangelodioggi #Vangelo
Ha ragione, il Signore: se davvero lo abbiamo incontrato, se, in qualche modo, abbiamo sperimentato il suo amore, se siamo stati accesi al fuoco del suo amore e siamo accesi, è inutile nascondere questa fiamma sotto uno sgabello. Meglio, piuttosto, siamo invitati a porre la lampada in alto, perché faccia luce. Così il Vangelo è giunto fino a noi: per contagio, per propagazione, per illuminazione. Gesù è venuto a gettare il fuoco sulla terra, noi, spesso, al massimo scaldiamo il Vangelo al microonde. Non sono le riforme a mancare alla Chiesa ma il fuoco, la passione che, se serve, cambia anche le abitudini consolidate. Preoccupiamoci, se proprio dobbiamo, di rimanere accesi, senza preoccuparci delle cose da fare. E, per restare accesi, il Signore ci chiede di ascoltare la Parola, di interrogarci su come ascoltiamo la Parola, portatrice di Dio.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 8,16-18
Ascoltando la Parola di Dio il nostro cuore si accende, si illumina, si incendia. Ci scopriamo amati, ci scopriamo capaci di amare, scegliamo di fare della nostra (piccola) vita un dono che dica di Dio. Ascoltando la Parola ci scopriamo concittadini dei santi e famigliari di Dio. Quanto è vero! Incontrarci con chi, come noi, ha fatto esperienza di Dio crea legami inusuali, particolari, perché condividiamo esperienze luminose e comuni, ci si capisce. Incontrare fratelli e sorelle di fede, spesso, ci permette di costruire rapporti così significativi che anche i legami di sangue, quello con i nostri parenti, sbiadiscono. Ed è la straordinaria novità del cristianesimo che in aggiunta ai legami famigliari propone una nuova comunità, basta sulla comune esperienza di fede. Ed è la Chiesa di cui abbiamo (spero) fatto esperienza, ed è la Chiesa che vogliamo costruire.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 8,19-21
Pensava di avere risolto la questione facendolo decapitare. E, invece, il pavido e irrequieto Erode Antipa è ancora tormentato da rimorso. Non sa cosa pensare del Nazareno, in cuor suo teme che il Battista sia risorto per vendicarsi e tutto intorno a sé traballa. Lui che ha fatto del potere un idolo cui sacrificare la verità e i profeti, non è riuscito a zittire dentro di sé il senso di colpa per la sua ignavia. Cerca di vedere il Signore, ma solo per avere conferme, per placare la sua ansia, per assecondare la sua superstizione. Perché possiamo cercare il Signore Gesù per un tornaconto, per essere rassicurati, per avere conferme, per paura. Ma non lo vedrà perché la sua non è una ricerca autentica, ma falsata dal suo ego debordante. Solo un cuore che cerca Dio con verità lo può incontrare, solo un’anima che cerca la verità si può convertire.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 9,7-9
Erode si chiede chi sia Gesù. Ma la sua anima inquieta e torbida non lo sa vedere. Pietro, invece, sa vedere oltre l’apparenza, sa andare alla sostanza. Gesù non è soltanto un grande rabbino, non è soltanto un nuovo profeta, è molto di più: è il Messia mandato da Dio per ricondurre il cuore del popolo di Israele al Padre. È facile per noi dirlo, oggi. Non così per Simone e gli altri, che avevano davanti a sé un grande uomo, certamente, ma che non aveva nessuna delle caratteristiche del Messia secondo l’attesa popolare. Non è aggressivo, il Nazareno, non combatte, né proclama rivoluzioni e rivolte. Chiede ai suoi discepoli di amare i nemici e di perdonare i torti, non di vendicarsi. Così è Dio: sempre diverso da come ce lo aspettiamo, sempre foriero di sorprese. Ma per chi lo segue, lo ascolta, lo attende, per chi, come Pietro, sa andare oltre, Dio riserva continue sorprese.
@paolocurtaz

📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 9,18-22
Sono ammirati dalle azioni del Maestro, sono affascinati dal suo carisma, dalla sua autorevolezza, dalle sue parole. Ma, alla fine, non riescono ad andare oltre. Perché per loro quanto dice e fa il Signore conduce alla fama, all’applauso, al riconoscimento, ad una straordinaria carriera da profeta o, perché no?, da Messia. Perciò quando Gesù parla di consegna, di violenza, di uomini che prendono il Figlio dell’uomo, non capiscono. E non osano chiedere, perché, forse, intuiscono, che dietro a quelle parole si intravvede un destino ben diverso da quello che ingenuamente si aspettano. Gesù è il Messia, lo ha detto, ed è disposto a morire pur di non rinnegare il volto del Padre. Ma anche noi, spesso, preferiamo fermarci alla parte luminosa e rassicurante della fede, senza vedere che, talora, l’amore richiede dono di sé e fatica.
@paolocurtaz


📝 Commento al #vangelodelgiorno: Lc 9,43b-45

#sappiateviamati #commentoalvangelo #vangelodioggi
Dio è fuoco.

Se siamo carta moneta, incontrandolo bruceremo. Se siamo oro, incontrandolo ci fonderemo in lui.

Se siamo cera, ci accenderemo.

Non costruiamo abissi di indifferenza, in questa vita. Non diventiamo imperatori della nostra vita o ci destiniamo ad un’eterna solitudine.

Perché anche Dio fa quel che può.

@paolocurtaz

📝 Commento completo al #vangelodelladomenica:
https://bit.ly/curtaz_25settembre

#Vangelodioggi #sappiateviamati #vangelodelgiorno #CommentoalVangelo