Osservatorio Repressione
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
REPRESSIONE: IL VIMINALE AMMETTE L’ASSENZA DI UN PROTOCOLLO SULL’USO DEI LACRIMOGENI

Prosegue l’indagine della Procura di Bologna sulle lesioni causate dalle forze dell’ordine a una manifestante durante il corteo per la Palestina chiamato nel capoluogo emiliano-romagnolo il 2 ottobre scorso. Quel giorno “Lince” – questo lo pseudonimo che ha adottato la giovane da quel giorno – ha infatti perso un
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Liberi gli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia

Dopo un mese di detenzione arbitraria sono stati rilasciati Domenico Centrone, Leonarda Alberizia e gli altri volontari del convoglio umanitario diretto a Gaza. La mobilitazione internazionale ha impedito che il loro sequestro cadesse nel silenzio.

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La propaganda di guerra sfila per le strade di Monza con il patrocinio del Comune

Dopo le iniziative nelle scuole e gli eventi con l’Esercito, il 28 giugno la città ospita il raduno provinciale dei Bersaglieri. I Genitori e insegnanti contro la guerra e la militarizzazione denunciano la normalizzazione della cultura militare e la crescente militarizzazione dello spazio pubblico.

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Carceri, la vergogna della relazione fantasma del Garante nazionale

Consegnata con oltre un anno di ritardo, la relazione del Garante ignora il dramma di carceri sovraffollate, i suicidi e le condizioni degradanti, trasformandosi in un esercizio burocratico incapace di raccontare l’emergenza penitenziaria

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Manuale di resistenza civile. Una guida necessaria nell’epoca della criminalizzazione del dissenso

La “Guidelines for Defenders” non è soltanto un vademecum legale: è uno strumento di autodifesa collettiva per chi continua a esercitare il diritto di protestare in un tempo in cui il conflitto sociale viene sempre più trattato come un problema di ordine pubblico.

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Aggiornamento su Pietro, arrestato nell'ambito dell'operazione antianarchica del 16 giugno scorso.

Pietro è stato trasferito martedì 23 dal carcere di Forlì nella sezione As2 di Terni, dove è recluso anche Juan che vi sta scontando una pena di 14 anni e 7 mesi per un'azione contro la sede della Lega Nord a Treviso più un cumulo di altri 8 anni per diverse lotte (nel circuito dell'Alta Sorveglianza di Terni si trova anche Mohammad Hannoun, arrestato a dicembre 2025 con altri sei attivisti palestinesi con l'accusa di presunti finanziamenti ad Hamas).
Gli avvocati di Pietro hanno ripresentato istanza per i colloqui e la prossima settimana andranno a fargli visita. Da quando è là non l'hanno sentito, perché la sua richiesta di colloquio telefonico con gli avvocati non è ancora arrivata. Hanno saputo però con certezza da un suo compagno di sezione che sta bene.Famiglia e compagnx continuano ad inviare telegrammi e venerdì 26 anche quel pacco di emergenza con cose essenziali che non era stato accettato lunedì a Forlì.

Due parole sul carceredi Terni.
Fatta eccezione per le sezioni As, le sezioni comuni del carcere di Terni (Media Sorveglianza) sono largamente sovraffollate: il carcere "ospita" quasi 600 detenuti (concirca 150 detenuti psichiatrici) per una capienza regolamentare di 423 posti.Il 22 febbraio, pare proprio per il sovraffollamento eccessivo, c'è stata una rivolta nella sezione comuni ma le proteste per il sovraffollamento e le inadeguatezze del servizio medico sembrano abbastanza frequenti. Manca personale sanitario adeguato. Recente é il caso di undetenuto che si è cucito la bocca dopo aver perso tutti i denti per un'infezione e non aver ricevuto adeguata assistenza e cibo liquido conforme alla sua situazione.Negligenze denunciate anche dal resistente palestinese Anan Yaeesh, lì rinchiuso prima di essere trasferito a Melfi, che nell'estate 2025 ha dovuto ricorrere ad un dentista esterno dopo gli intoppi burocratici e le inefficienze dei servizi interni (ricordiamo che Anan é stato condannato per la sua partecipazione alla resistenza palestinese a 5 anni e 6 mesi dalla Corte d'Assise dell'Aquila, ed é in attesa del processo di Appello).Inoltre pare sia uno tra le carceri italiane con il maggior numero di suicidi.
Per chi volesse scrivergli o mandargli un telegramma il nuovo indirizzo è: Pietro Rosettipresso Casa Circondariale di Terni, Strada delle Campore n. 32, 05100, Terni(TR).
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I cani dei ricchi abbaiano sempre ai poveri

I cartelli davanti alle ville, i cani alle frontiere e il linguaggio che disumanizza migranti e palestinesi raccontano una stessa storia: quella di una società che difende i propri privilegi trasformando i poveri e gli esclusi in nemici.

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Azione del collettivo LIBERI nelle città di Milano,Ravenna, Roma, Napoli e Salerno a sostegno della campagna contro ENI di BDS,Ultima Generazione e Extintion Rebellion

Ieri, a Milano, Ravenna, Roma, Napoli e Salerno, decine di attivisti hanno realizzato una serie di affissioni su edicole dismesse per denunciare le relazioni economiche tra Eni e Israele. L'iniziativa si inserisce in una mobilitazione nazionale che, per la prima volta, ha coinvolto contemporaneamente cinque città italiane, portando nello spazio urbano una riflessione pubblica sul ruolo dell'azienda e sui suoi rapporti con Israele. L'azione è stata realizzata dal gruppo LIBERI, progetto artistico-editoriale nato a Napoli con l'obiettivo di riattivare le edicole abbandonate come luoghi di informazione e partecipazione. Attraverso queste installazioni le serrande abbassate vengono trasformate in spazi di racconto,confronto e dibattito pubblico. In questa occasione, il collettivo napoletano ha sostenuto la campagna di boicottaggio contro Eni promossa da BDS Italia,Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, contribuendo a diffonderne i contenuti nelle strade delle cinque città italiane. La denuncia delle complicità di Eni con il regime di occupazione israeliano trova così spazio oggi in luoghi dismessi, abbandonati. In questo modo, le edicole recuperate dal collettivo napoletano Liberi tornano a “parlare” riattivando lo spazio urbano come dispositivo di informazione critica, ma anche come strumento di pressione e mobilitazione collettiva, capace di trasformare luoghi dimenticati della città in presìdi di discussionepubblica e consapevolezza politica.
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