Lacrimogeni ad altezza uomo: a Torino la polizia ha rischiato di uccidere
Prima del derby della Mole un tifoso juventino di 45 anni è finito in codice rosso dopo essere stato colpito alla testa. Tv e giornali parlano genericamente di “scontri”, ma il nodo è un altro: l’uso ormai sistematico di lacrimogeni sparati contro le persone
https://www.osservatoriorepressione.info/lacrimogeni-ad-altezza-uomo-a-torino-la-polizia-ha-rischiato-di-uccidere/
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Lacrimogeni ad altezza uomo: a Torino la polizia ha rischiato di uccidere
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Difendere la Terra non è un crimine
Il report “Diritto non crimine. Il diritto a difendere l’ambiente e i territori ai tempi dei decreti sicurezza” a cura di Rete in Difesa di.. e Osservatorio Repressione. La criminalizzazione degli ecoattivisti, del conflitto e il diritto costituzionale a difendere ambiente e territori ai tempi dei decreti sicurezza.
https://www.osservatoriorepressione.info/difendere-la-terra-non-e-un-crimine/
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Difendere la Terra non è un crimine
Il report Diritto non crimine: la repressione degli ecoattivisti, la criminalizzazione del conflitto e il diritto costituzionale a difendere ambiente e territori ai tempi dei decreti sicurezza. CONFLITTO E RESISTENZA. …
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Forwarded from ExLatteria Occupata Genova
...un 270bis firmato con la penna nera...
Nella giornata di sabato 9 maggio alle 12:30, nel pieno dell'adunata degli alpini, una decina di carabinieri (due in divisa, il resto in borghese), sono entrati in casa di due compagni con un mandato di perquisizione indirizzato ai due, con un'accusa di imbrattamento per una scritta "alpino molesto stai attento" e il furto di uno striscione che diceva "passano gli alpini di Cantore" (per il quale non è nemmeno stata posta querela). Questi simpatici signori sono inizialmente entrati con il pretesto di cercare i materiali inerenti a questi fatti, ma vedendo la distro, gli opuscoli, poster e volantini antimilitaristi, sembrerebbe che si siano lasciati ingolosire. Dopo svariate chiamate al pm di turno hanno deciso di mettere a sequestro tutto il materiale stampato, tutti gli apparecchi informatici, smartphone, computer, hard disk, e pure la stampante. L'ennesima volta che viene presa di mira la stampa anarchica.
Infatti, avendo analizzato il materiale sequestrato, una perquisizione per imbrattamento si è "presto" (dopo 8 ore in questura diokan) trasformata in un'indagine per 270bis in concorso (associazione con finalità di terrorismo e sovversione dell'ordine democratico), 414 (istigazione a delinquere) - e pure per ricettazione per il ritrovamento di un cartello stradale - per le due persone iniziali, per due altre persone che si trovavano ospiti in casa e perfino per un'amica che con un pessimo tempismo stava passando a prendere un caffè. L'accusa di 270bis viene giustificata, oltre che dalla presenza di materiali informativi di matrice anarchica, anche dal ritrovamento di una tanica di benzina nel bagagliaio di una macchina che - incredibilmente - va a benzina, che a parole loro "conferma l'ipotesi di iniziative concrete e violente e non solo mere proclamazioni di intenti".
Questo si inserisce nel quadro generale di quello che stava succedendo a Genova quel fine settimana, ossia la 97° adunata degli alpini, per cui si stimava l'arrivo di circa 400mila alpini. Sono comparsi a macchia d'olio accampamenti militari, esposizioni di macchine da guerra e tricolori ovunque che ancora sventolano sulle strade. Per questa occasione la nostra cara sindaca Silvia Salis ha interrotto, ma solo temporaneamente, il decreto anti movida che da 3 anni non permette di bere e viverci i vicoli se non intorno al tavolo di un bar; non sapevamo che per viverci tranquillamente in compagnia le strade del centro dovessimo indossare una penna nera o, ancora meglio, cantare "faccetta nera", cosa successa varie volte in questo allegro fine settimana.
Tutto ciò si inquadra bene nella città di Genova, che sempre di più punta a diventare uno snodo cruciale dell'apparato bellico europeo, con l'espansione del porto e della rete ferroviaria, la presenza di stabilimenti di Fincantieri e della Leonardo s.p.a. col suo super computer, usato per la sorveglianza interna e dei confini, come negli scenari militari.
Ciò che è accaduto durante quella giornata non è un caso isolato, si dimostra coerente con le politiche repressive dello stato, che, decreto sicurezza dopo l'altro, mirano a sopprimere qualsiasi tipo di iniziativa o condivisione di pensieri e pratiche che possano contrastare l'illusione di pace sociale che cercano di propinarci mentre tutto intorno a noi dilagano guerre e genocidi e la sempre più evidente distruzione del nostro pianeta.
Se davvero il nostro informarci, agire e il semplice organizzarsi assieme (perfino passare a prendere un caffè a casa degli amici) può portare ad un'accusa di associazione con finalità di terrorismo, ci sembra sempre più importante continuare ad incontrarci per diffondere le nostre idee e le nostre pratiche.
Nella giornata di sabato 9 maggio alle 12:30, nel pieno dell'adunata degli alpini, una decina di carabinieri (due in divisa, il resto in borghese), sono entrati in casa di due compagni con un mandato di perquisizione indirizzato ai due, con un'accusa di imbrattamento per una scritta "alpino molesto stai attento" e il furto di uno striscione che diceva "passano gli alpini di Cantore" (per il quale non è nemmeno stata posta querela). Questi simpatici signori sono inizialmente entrati con il pretesto di cercare i materiali inerenti a questi fatti, ma vedendo la distro, gli opuscoli, poster e volantini antimilitaristi, sembrerebbe che si siano lasciati ingolosire. Dopo svariate chiamate al pm di turno hanno deciso di mettere a sequestro tutto il materiale stampato, tutti gli apparecchi informatici, smartphone, computer, hard disk, e pure la stampante. L'ennesima volta che viene presa di mira la stampa anarchica.
Infatti, avendo analizzato il materiale sequestrato, una perquisizione per imbrattamento si è "presto" (dopo 8 ore in questura diokan) trasformata in un'indagine per 270bis in concorso (associazione con finalità di terrorismo e sovversione dell'ordine democratico), 414 (istigazione a delinquere) - e pure per ricettazione per il ritrovamento di un cartello stradale - per le due persone iniziali, per due altre persone che si trovavano ospiti in casa e perfino per un'amica che con un pessimo tempismo stava passando a prendere un caffè. L'accusa di 270bis viene giustificata, oltre che dalla presenza di materiali informativi di matrice anarchica, anche dal ritrovamento di una tanica di benzina nel bagagliaio di una macchina che - incredibilmente - va a benzina, che a parole loro "conferma l'ipotesi di iniziative concrete e violente e non solo mere proclamazioni di intenti".
Questo si inserisce nel quadro generale di quello che stava succedendo a Genova quel fine settimana, ossia la 97° adunata degli alpini, per cui si stimava l'arrivo di circa 400mila alpini. Sono comparsi a macchia d'olio accampamenti militari, esposizioni di macchine da guerra e tricolori ovunque che ancora sventolano sulle strade. Per questa occasione la nostra cara sindaca Silvia Salis ha interrotto, ma solo temporaneamente, il decreto anti movida che da 3 anni non permette di bere e viverci i vicoli se non intorno al tavolo di un bar; non sapevamo che per viverci tranquillamente in compagnia le strade del centro dovessimo indossare una penna nera o, ancora meglio, cantare "faccetta nera", cosa successa varie volte in questo allegro fine settimana.
Tutto ciò si inquadra bene nella città di Genova, che sempre di più punta a diventare uno snodo cruciale dell'apparato bellico europeo, con l'espansione del porto e della rete ferroviaria, la presenza di stabilimenti di Fincantieri e della Leonardo s.p.a. col suo super computer, usato per la sorveglianza interna e dei confini, come negli scenari militari.
Ciò che è accaduto durante quella giornata non è un caso isolato, si dimostra coerente con le politiche repressive dello stato, che, decreto sicurezza dopo l'altro, mirano a sopprimere qualsiasi tipo di iniziativa o condivisione di pensieri e pratiche che possano contrastare l'illusione di pace sociale che cercano di propinarci mentre tutto intorno a noi dilagano guerre e genocidi e la sempre più evidente distruzione del nostro pianeta.
Se davvero il nostro informarci, agire e il semplice organizzarsi assieme (perfino passare a prendere un caffè a casa degli amici) può portare ad un'accusa di associazione con finalità di terrorismo, ci sembra sempre più importante continuare ad incontrarci per diffondere le nostre idee e le nostre pratiche.
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
BOLOGNA: SOLIDARIETÀ SOTTO PROCESSO. CHIESTA LA SORVEGLIANZA SPECIALE PER UNA COMPAGNA
Nella mattinata di lunedì 25 maggio in Tribunale di Bologna udienza per la richiesta di sorveglianza speciale nei confronti di una compagna impegnata nelle mobilitazioni per la Palestina e nelle lotte territoriali del quartiere Pilastro. Nonostante l’orario lavorativo, fuori dal tribunale decine di persone si sono radunate in presidio per esprimere…
Nella mattinata di lunedì 25 maggio in Tribunale di Bologna udienza per la richiesta di sorveglianza speciale nei confronti di una compagna impegnata nelle mobilitazioni per la Palestina e nelle lotte territoriali del quartiere Pilastro. Nonostante l’orario lavorativo, fuori dal tribunale decine di persone si sono radunate in presidio per esprimere…
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
Violenze e soprusi contro Emmi e Nele in carcere in Germania
Traduciamo questi 2 articoli tratti da Basc.news che denunciano le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte Emmi e Nele che si trovano in carcere in Germania da oltre un anno in attesa dell'esito del processo che le vede incriminate per i fatti di Budapest:
https://freeallantifas.noblogs.org/violenze-e-soprusi-contro-emmi-e-nele-in-carcere-in-germania/
#FreeEmmi
#FreeNele
#FreeAllAntifas
Traduciamo questi 2 articoli tratti da Basc.news che denunciano le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte Emmi e Nele che si trovano in carcere in Germania da oltre un anno in attesa dell'esito del processo che le vede incriminate per i fatti di Budapest:
https://freeallantifas.noblogs.org/violenze-e-soprusi-contro-emmi-e-nele-in-carcere-in-germania/
#FreeEmmi
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
GLOBAL SUMUD CONVOY: FERMATI E FORSE PROCESSATI IN LIBIA 10 ATTIVISTI TRA CUI DUE ITALIANI
Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay, Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. Tra loro ci sono anche…
Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay, Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. Tra loro ci sono anche…
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Fermati in Libia i solidali del Global Sumud Land Convoy
Dieci attivisti internazionali, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrestati vicino a Sirte mentre tentavano di negoziare il passaggio degli aiutiverso Rafah.
https://www.osservatoriorepressione.info/fermati-in-libia-i-solidali-del-global-sumud-land-convoy/
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Dieci attivisti internazionali, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrestati vicino a Sirte mentre tentavano di negoziare il passaggio degli aiutiverso Rafah.
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Fermati in Libia i solidali del Global Sumud Land Convoy
Dieci attivisti internazionali, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrestati vicino a Sirte mentre tentavano di negoziare il passaggio degli aiuti verso Rafah. Una missione umanitaria trattata …
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#accaddeoggi – San Bonifacio (Verona), 26 maggio 1988: pestaggi in caserma
https://www.osservatoriorepressione.info/san-bonifacio-verona-26-maggio-1988-pestaggi-in-caserma/
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San Bonifacio (Verona), 26 maggio 1988: pestaggi in caserma
Il 26 maggio 1988, a San Bonifacio, in provincia di Verona, un episodio di presunte violenze all’interno di una caserma dei carabinieri diventa oggetto di una denuncia formale alla magistratura. …
Dalla Diaz alla Flotilla: il volto feroce dello Stato di polizia
Le torture e le umiliazioni contro gli attivist3 della Sumud Flotilla non sono un eccesso: sono il linguaggio di un potere fondato su guerra, razzismo e impunità
https://www.osservatoriorepressione.info/dalla-diaz-alla-flotilla-il-volto-feroce-dello-stato-di-polizia/
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Dalla Diaz alla Flotilla: il volto feroce dello Stato di polizia
Le torture e le umiliazioni contro gli attivist3 della Sumud Flotilla non sono un eccesso: sono il linguaggio di un potere fondato su guerra, razzismo e impunità Bolzaneto, la Diaz, …
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L’Italia senza diritti davanti alla polizia
Il Comitato Onu contro la tortura denuncia carceri, Cpr, fermi prolungati e abusi: il governo Meloni spinge il sistema penale verso una logica inquisitoriale, dove chi viene fermato rischia di diventare corpo nelle mani dello Stato
https://www.osservatoriorepressione.info/litalia-senza-diritti-davanti-alla-polizia/
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L’Italia senza diritti davanti alla polizia
di Vincenzo Scalia* Il Comitato Onu contro la tortura denuncia carceri, Cpr, fermi prolungati e abusi: il governo Meloni spinge il sistema penale verso una logica inquisitoriale, dove chi viene …
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📚✨ CICLO DI SEMINARI MONOGRAFICI ONLINE (4 incontri)
PROSSIMO ORIENTE-ULTIMI POSTI DISPONIBILI
4 AUTORI E 4 LIBRI PER TRACCIARE UN SENTIERO TRA IDENTITÀ E RESISTENZA, FEDE E PRIGIONIA
Di e con Filippo Kalomenìdis e Maria Antonietta Scanu
"Prossimo Oriente" esplora la complessità del mondo arabo e persiano attraverso la letteratura, non come puro esercizio estetico, ma testimonianza, scudo e visione.
Oggi che il "Medio Oriente" è ridotto a cronaca geopolitica, questo percorso propone di riavvicinare i lettori alla dimensione esistenziale, poetica, filosofica di una regione che ci è, appunto, "prossima" per storia, cultura e destino.
Un luogo non solo geografico ma dell’anima, ultimo bastione di resistenza contro le identità fittizie dell’imperialismo coloniale occidentale. Storia, tradizioni e civiltà che rischiano di essere spazzate via dalla brutalità genocidaria del sistema liberista-nazisionista.
Attraverso quattro opere emblematiche, il seminario analizzerà come la scrittura possa diventare uno spazio di liberazione insopprimibile, anche dietro le sbarre di una cella o i confini di un esilio:
1. La Porta – Ghassan Kanafani (La soglia, il ritorno, l’uomo nuovo che nasce nella Resistenza)
2. Non metterò il vostro cappello – Ahmed Qatamesh (l’integrità umana e intellettuale)
3. Cella n. 14 – Ali Khamenei (la Fede dentro una cella e una Rivoluzione che cambierà il mondo)
4. La Lampada di Umm Hashim – Yahya Haqqi (la luce dell’anima in rivolta)
📌 A chi è rivolto?
A scrittori, aspiranti scrittori, lettori curiosi e appassionati, aperti e interessati a incontrare prospettive letterarie differenti rispetto a quelle offerte dal ‘mercato della cultura’ occidentale. Disposti a immergersi in un modo di raccontare ‘altro’, potente e veritiero.
🎯 Obiettivo finale (per le autrici e gli autori più meritevoli):
partecipare a un collettivo di scrittura finalizzato a un progetto editoriale sul tema.
📎 Durante gli incontri:
registrazione di ogni seminario
dispense riassuntive
tutti i libri in regalo, anche difficilmente reperibili
🗓️ Struttura del percorso
✅ 4 incontri online
⏱️ 2 ore ciascuno
📍 piattaforma dedicata
📅 una volta a settimana (al momento martedì sera)
⏳ orari e giorno possono adattarsi alle esigenze del gruppo
💰 Contributo simbolico
per copertura spese e per permettere a chiunque di partecipare.
📩 Info e iscrizioni ENTRO IL 20 MAGGIO
📱 WhatsApp: +39 328 288 5099
📌 oppure messaggio privato su:
Facebook: “Trilogia del Campo di Battaglia”
Instagram: @fk_filippo_kalomenidis
🚀 SI PARTE IL 9 GIUGNO!
👥 I docenti
✍️ Filippo Kalomenìdis – scrittore, poeta, ex docente di scrittura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
📚 autore della Trilogia del Campo di Battaglia come Paradiso: "La Direzione è Storta" (Homo Scrivens 2021), "Per Tutte, Per Ciascuna, Per Tutti, Per Ciascuno-Canti contro la guerra dell' Italia agli ultimi" (DEA, 2022) e de “La Rivoluzione Palestinese del 7 Ottobre” (PGreco, 2024).
📖 Maria Antonietta Scanu – editor e curatrice del volume “La Rivoluzione Palestinese del 7 Ottobre”, lettrice e visionaria.
🔥 Se senti che L'Oriente ti guarda da vicino e ti riguarda…
Fai bene a rispondere a questa chiamata!
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"Prossimo Oriente" esplora la complessità del mondo arabo e persiano attraverso la letteratura, non come puro esercizio estetico, ma testimonianza, scudo e visione.
Oggi che il "Medio Oriente" è ridotto a cronaca geopolitica, questo percorso propone di riavvicinare i lettori alla dimensione esistenziale, poetica, filosofica di una regione che ci è, appunto, "prossima" per storia, cultura e destino.
Un luogo non solo geografico ma dell’anima, ultimo bastione di resistenza contro le identità fittizie dell’imperialismo coloniale occidentale. Storia, tradizioni e civiltà che rischiano di essere spazzate via dalla brutalità genocidaria del sistema liberista-nazisionista.
Attraverso quattro opere emblematiche, il seminario analizzerà come la scrittura possa diventare uno spazio di liberazione insopprimibile, anche dietro le sbarre di una cella o i confini di un esilio:
1. La Porta – Ghassan Kanafani (La soglia, il ritorno, l’uomo nuovo che nasce nella Resistenza)
2. Non metterò il vostro cappello – Ahmed Qatamesh (l’integrità umana e intellettuale)
3. Cella n. 14 – Ali Khamenei (la Fede dentro una cella e una Rivoluzione che cambierà il mondo)
4. La Lampada di Umm Hashim – Yahya Haqqi (la luce dell’anima in rivolta)
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🎯 Obiettivo finale (per le autrici e gli autori più meritevoli):
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Marco Crea, morto legato a un letto d’ospedale
Una richiesta volontaria di cura si è trasformata in contenzione, psicofarmaci e morte: dopo l’opposizione della famiglia all’archiviazione, cinque medici sono indagati per omicidio colposo.
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Marco Crea, morto legato a un letto d’ospedale
di Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Una richiesta volontaria di cura si è trasformata in contenzione, psicofarmaci e morte: dopo l’opposizione della famiglia all’archiviazione, cinque medici sono indagati per omicidio colposo. …
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