#accaddeoggi – Ucraina, 24 maggio 2014: L’assassinio di Andy Rocchelli e Andrej Mironov
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Ucraina 24 maggio 2014: L’assassinio di Andy Rocchelli e Andrej Mironov
Il 24 maggio 2014 venivano ammazzati Andy Rocchelli e Andrej Mironov, che raccontavano il conflitto in Ucraina. Il 24 maggio 2014, il fotoreporter Andrea Rocchelli prende un taxi per raggiungere …
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Manganelli sulla Flotilla: la vergogna della polizia basca a Bilbao
Gli attivisti rientrano dopo il sequestro israeliano e trovano le cariche dell’Ertzaintza: la solidarietà con Gaza viene trattata come ordine pubblico, mentre la repressione mostra ancora una volta il suo volto
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Manganelli sulla Flotilla: la vergogna della polizia basca a Bilbao
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La gogna contro chi difende
La campagna della stampa di destra contro l’avvocato Fausto Gianelli è un’operazione politica: trasformare l’avvocato nel complice dell’imputato, criminalizzare la solidarietà con la Palestina e intimidire chi tutela diritti e garanzie.
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Media is too big
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Le Black Rebels di Extinction Rebellion alle Zattere
Alle Fondamenta Zattere, le Black Rebels hanno attraversato lo spazio pubblico con una lenta e silenziosa processione: un gesto teatrale e potente per ricordare il dolore e la morte prodotti dalla crisi eco-climatica, dall’ingiustizia sociale e dalle guerre.
Il nero dei loro drappi richiama il petrolio e il carbone: simboli di un modello energetico che devasta il pianeta, alimenta instabilità geopolitica e ci rende dipendenti dalle fonti fossili.
L’azione denuncia le politiche del Governo e di ENI, il Piano Mattei e il progetto di trasformare l’Italia in hub del gas. La crisi nello Stretto di Hormuz mostra quanto questa strada sia fragile e pericolosa.
Serve un cambio radicale: investire davvero nella transizione ecologica, per un futuro sostenibile e di pace.
Alle Fondamenta Zattere, le Black Rebels hanno attraversato lo spazio pubblico con una lenta e silenziosa processione: un gesto teatrale e potente per ricordare il dolore e la morte prodotti dalla crisi eco-climatica, dall’ingiustizia sociale e dalle guerre.
Il nero dei loro drappi richiama il petrolio e il carbone: simboli di un modello energetico che devasta il pianeta, alimenta instabilità geopolitica e ci rende dipendenti dalle fonti fossili.
L’azione denuncia le politiche del Governo e di ENI, il Piano Mattei e il progetto di trasformare l’Italia in hub del gas. La crisi nello Stretto di Hormuz mostra quanto questa strada sia fragile e pericolosa.
Serve un cambio radicale: investire davvero nella transizione ecologica, per un futuro sostenibile e di pace.
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#accaddeoggi – Milano 25 maggio 1975: i fascisti uccidono Alberto Brasili
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Milano 25 maggio 1975: i fascisti uccidono Alberto Brasili
Domenica 25 maggio 1975: sono le dieci e mezzo di sera, Alberto Brasili, 19 anni, e la sua ragazza Lucia Corna, 23, stanno camminando in via Mascagni, a Milano, vicino …
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Dagli addestratori israeliani ai manganelli sulla Flotilla
Perché meravigliarsi sel’Ertzaintza ha manganellato gli attivisti della Flottilla? I precedenti non mancano.
https://www.osservatoriorepressione.info/dagli-addestratori-israeliani-ai-manganelli-sulla-flotilla/
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Perché meravigliarsi sel’Ertzaintza ha manganellato gli attivisti della Flottilla? I precedenti non mancano.
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Dagli addestratori israeliani ai manganelli sulla Flotilla
di Gianni Sartori Perché meravigliarsi se l’Ertzaintza ha manganellato gli attivisti della Flottilla? I precedenti non mancano. Sulla vicenda dell’aeroporto di Bilbao (il pestaggio da parte dell’Ertzaintza dei militanti rientrati …
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Dio non è mica obbligato
Tra bambini soldato,Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette giustizia sulla terra.
https://www.osservatoriorepressione.info/dio-non-e-mica-obbligato/
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Tra bambini soldato,Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette giustizia sulla terra.
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Dio non è mica obbligato
di Mauro Armanino Tra bambini soldato, Tabaski e guerre dimenticate: il racconto di un’Africa in cui fede, violenza e sopravvivenza convivono sotto lo sguardo di un Dio che non promette …
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Lacrimogeni ad altezza uomo: a Torino la polizia ha rischiato di uccidere
Prima del derby della Mole un tifoso juventino di 45 anni è finito in codice rosso dopo essere stato colpito alla testa. Tv e giornali parlano genericamente di “scontri”, ma il nodo è un altro: l’uso ormai sistematico di lacrimogeni sparati contro le persone
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Lacrimogeni ad altezza uomo: a Torino la polizia ha rischiato di uccidere
Prima del derby della Mole un tifoso juventino di 45 anni è finito in codice rosso dopo essere stato colpito alla testa. Tv e giornali parlano genericamente di “scontri”, ma …
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Difendere la Terra non è un crimine
Il report “Diritto non crimine. Il diritto a difendere l’ambiente e i territori ai tempi dei decreti sicurezza” a cura di Rete in Difesa di.. e Osservatorio Repressione. La criminalizzazione degli ecoattivisti, del conflitto e il diritto costituzionale a difendere ambiente e territori ai tempi dei decreti sicurezza.
https://www.osservatoriorepressione.info/difendere-la-terra-non-e-un-crimine/
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Il report “Diritto non crimine. Il diritto a difendere l’ambiente e i territori ai tempi dei decreti sicurezza” a cura di Rete in Difesa di.. e Osservatorio Repressione. La criminalizzazione degli ecoattivisti, del conflitto e il diritto costituzionale a difendere ambiente e territori ai tempi dei decreti sicurezza.
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Difendere la Terra non è un crimine
Il report Diritto non crimine: la repressione degli ecoattivisti, la criminalizzazione del conflitto e il diritto costituzionale a difendere ambiente e territori ai tempi dei decreti sicurezza. CONFLITTO E RESISTENZA. …
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Forwarded from ExLatteria Occupata Genova
...un 270bis firmato con la penna nera...
Nella giornata di sabato 9 maggio alle 12:30, nel pieno dell'adunata degli alpini, una decina di carabinieri (due in divisa, il resto in borghese), sono entrati in casa di due compagni con un mandato di perquisizione indirizzato ai due, con un'accusa di imbrattamento per una scritta "alpino molesto stai attento" e il furto di uno striscione che diceva "passano gli alpini di Cantore" (per il quale non è nemmeno stata posta querela). Questi simpatici signori sono inizialmente entrati con il pretesto di cercare i materiali inerenti a questi fatti, ma vedendo la distro, gli opuscoli, poster e volantini antimilitaristi, sembrerebbe che si siano lasciati ingolosire. Dopo svariate chiamate al pm di turno hanno deciso di mettere a sequestro tutto il materiale stampato, tutti gli apparecchi informatici, smartphone, computer, hard disk, e pure la stampante. L'ennesima volta che viene presa di mira la stampa anarchica.
Infatti, avendo analizzato il materiale sequestrato, una perquisizione per imbrattamento si è "presto" (dopo 8 ore in questura diokan) trasformata in un'indagine per 270bis in concorso (associazione con finalità di terrorismo e sovversione dell'ordine democratico), 414 (istigazione a delinquere) - e pure per ricettazione per il ritrovamento di un cartello stradale - per le due persone iniziali, per due altre persone che si trovavano ospiti in casa e perfino per un'amica che con un pessimo tempismo stava passando a prendere un caffè. L'accusa di 270bis viene giustificata, oltre che dalla presenza di materiali informativi di matrice anarchica, anche dal ritrovamento di una tanica di benzina nel bagagliaio di una macchina che - incredibilmente - va a benzina, che a parole loro "conferma l'ipotesi di iniziative concrete e violente e non solo mere proclamazioni di intenti".
Questo si inserisce nel quadro generale di quello che stava succedendo a Genova quel fine settimana, ossia la 97° adunata degli alpini, per cui si stimava l'arrivo di circa 400mila alpini. Sono comparsi a macchia d'olio accampamenti militari, esposizioni di macchine da guerra e tricolori ovunque che ancora sventolano sulle strade. Per questa occasione la nostra cara sindaca Silvia Salis ha interrotto, ma solo temporaneamente, il decreto anti movida che da 3 anni non permette di bere e viverci i vicoli se non intorno al tavolo di un bar; non sapevamo che per viverci tranquillamente in compagnia le strade del centro dovessimo indossare una penna nera o, ancora meglio, cantare "faccetta nera", cosa successa varie volte in questo allegro fine settimana.
Tutto ciò si inquadra bene nella città di Genova, che sempre di più punta a diventare uno snodo cruciale dell'apparato bellico europeo, con l'espansione del porto e della rete ferroviaria, la presenza di stabilimenti di Fincantieri e della Leonardo s.p.a. col suo super computer, usato per la sorveglianza interna e dei confini, come negli scenari militari.
Ciò che è accaduto durante quella giornata non è un caso isolato, si dimostra coerente con le politiche repressive dello stato, che, decreto sicurezza dopo l'altro, mirano a sopprimere qualsiasi tipo di iniziativa o condivisione di pensieri e pratiche che possano contrastare l'illusione di pace sociale che cercano di propinarci mentre tutto intorno a noi dilagano guerre e genocidi e la sempre più evidente distruzione del nostro pianeta.
Se davvero il nostro informarci, agire e il semplice organizzarsi assieme (perfino passare a prendere un caffè a casa degli amici) può portare ad un'accusa di associazione con finalità di terrorismo, ci sembra sempre più importante continuare ad incontrarci per diffondere le nostre idee e le nostre pratiche.
Nella giornata di sabato 9 maggio alle 12:30, nel pieno dell'adunata degli alpini, una decina di carabinieri (due in divisa, il resto in borghese), sono entrati in casa di due compagni con un mandato di perquisizione indirizzato ai due, con un'accusa di imbrattamento per una scritta "alpino molesto stai attento" e il furto di uno striscione che diceva "passano gli alpini di Cantore" (per il quale non è nemmeno stata posta querela). Questi simpatici signori sono inizialmente entrati con il pretesto di cercare i materiali inerenti a questi fatti, ma vedendo la distro, gli opuscoli, poster e volantini antimilitaristi, sembrerebbe che si siano lasciati ingolosire. Dopo svariate chiamate al pm di turno hanno deciso di mettere a sequestro tutto il materiale stampato, tutti gli apparecchi informatici, smartphone, computer, hard disk, e pure la stampante. L'ennesima volta che viene presa di mira la stampa anarchica.
Infatti, avendo analizzato il materiale sequestrato, una perquisizione per imbrattamento si è "presto" (dopo 8 ore in questura diokan) trasformata in un'indagine per 270bis in concorso (associazione con finalità di terrorismo e sovversione dell'ordine democratico), 414 (istigazione a delinquere) - e pure per ricettazione per il ritrovamento di un cartello stradale - per le due persone iniziali, per due altre persone che si trovavano ospiti in casa e perfino per un'amica che con un pessimo tempismo stava passando a prendere un caffè. L'accusa di 270bis viene giustificata, oltre che dalla presenza di materiali informativi di matrice anarchica, anche dal ritrovamento di una tanica di benzina nel bagagliaio di una macchina che - incredibilmente - va a benzina, che a parole loro "conferma l'ipotesi di iniziative concrete e violente e non solo mere proclamazioni di intenti".
Questo si inserisce nel quadro generale di quello che stava succedendo a Genova quel fine settimana, ossia la 97° adunata degli alpini, per cui si stimava l'arrivo di circa 400mila alpini. Sono comparsi a macchia d'olio accampamenti militari, esposizioni di macchine da guerra e tricolori ovunque che ancora sventolano sulle strade. Per questa occasione la nostra cara sindaca Silvia Salis ha interrotto, ma solo temporaneamente, il decreto anti movida che da 3 anni non permette di bere e viverci i vicoli se non intorno al tavolo di un bar; non sapevamo che per viverci tranquillamente in compagnia le strade del centro dovessimo indossare una penna nera o, ancora meglio, cantare "faccetta nera", cosa successa varie volte in questo allegro fine settimana.
Tutto ciò si inquadra bene nella città di Genova, che sempre di più punta a diventare uno snodo cruciale dell'apparato bellico europeo, con l'espansione del porto e della rete ferroviaria, la presenza di stabilimenti di Fincantieri e della Leonardo s.p.a. col suo super computer, usato per la sorveglianza interna e dei confini, come negli scenari militari.
Ciò che è accaduto durante quella giornata non è un caso isolato, si dimostra coerente con le politiche repressive dello stato, che, decreto sicurezza dopo l'altro, mirano a sopprimere qualsiasi tipo di iniziativa o condivisione di pensieri e pratiche che possano contrastare l'illusione di pace sociale che cercano di propinarci mentre tutto intorno a noi dilagano guerre e genocidi e la sempre più evidente distruzione del nostro pianeta.
Se davvero il nostro informarci, agire e il semplice organizzarsi assieme (perfino passare a prendere un caffè a casa degli amici) può portare ad un'accusa di associazione con finalità di terrorismo, ci sembra sempre più importante continuare ad incontrarci per diffondere le nostre idee e le nostre pratiche.
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
BOLOGNA: SOLIDARIETÀ SOTTO PROCESSO. CHIESTA LA SORVEGLIANZA SPECIALE PER UNA COMPAGNA
Nella mattinata di lunedì 25 maggio in Tribunale di Bologna udienza per la richiesta di sorveglianza speciale nei confronti di una compagna impegnata nelle mobilitazioni per la Palestina e nelle lotte territoriali del quartiere Pilastro. Nonostante l’orario lavorativo, fuori dal tribunale decine di persone si sono radunate in presidio per esprimere…
Nella mattinata di lunedì 25 maggio in Tribunale di Bologna udienza per la richiesta di sorveglianza speciale nei confronti di una compagna impegnata nelle mobilitazioni per la Palestina e nelle lotte territoriali del quartiere Pilastro. Nonostante l’orario lavorativo, fuori dal tribunale decine di persone si sono radunate in presidio per esprimere…
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
Violenze e soprusi contro Emmi e Nele in carcere in Germania
Traduciamo questi 2 articoli tratti da Basc.news che denunciano le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte Emmi e Nele che si trovano in carcere in Germania da oltre un anno in attesa dell'esito del processo che le vede incriminate per i fatti di Budapest:
https://freeallantifas.noblogs.org/violenze-e-soprusi-contro-emmi-e-nele-in-carcere-in-germania/
#FreeEmmi
#FreeNele
#FreeAllAntifas
Traduciamo questi 2 articoli tratti da Basc.news che denunciano le violenze e i soprusi a cui sono sottoposte Emmi e Nele che si trovano in carcere in Germania da oltre un anno in attesa dell'esito del processo che le vede incriminate per i fatti di Budapest:
https://freeallantifas.noblogs.org/violenze-e-soprusi-contro-emmi-e-nele-in-carcere-in-germania/
#FreeEmmi
#FreeNele
#FreeAllAntifas
Forwarded from Radio Onda D'Urto
GLOBAL SUMUD CONVOY: FERMATI E FORSE PROCESSATI IN LIBIA 10 ATTIVISTI TRA CUI DUE ITALIANI
Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay, Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. Tra loro ci sono anche…
Un gruppo di dieci attivisti e attiviste di vari paesi, Italia, Argentina, Spagna, Polonia, Uruguay, Stati Uniti, Tunisia, Portogallo e Grecia, è stato fermato da una milizia libanesi affiliata alle Forze Armate Arabe della Libia (LAAF) e i solidali internazionali sarebbero stati incriminati con l’accusa di immigrazione illegale. Tra loro ci sono anche…
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Fermati in Libia i solidali del Global Sumud Land Convoy
Dieci attivisti internazionali, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrestati vicino a Sirte mentre tentavano di negoziare il passaggio degli aiutiverso Rafah.
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Dieci attivisti internazionali, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrestati vicino a Sirte mentre tentavano di negoziare il passaggio degli aiutiverso Rafah.
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Fermati in Libia i solidali del Global Sumud Land Convoy
Dieci attivisti internazionali, tra cui gli italiani Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, arrestati vicino a Sirte mentre tentavano di negoziare il passaggio degli aiuti verso Rafah. Una missione umanitaria trattata …