E quando gli invisibili
Tra frontiere, stanze senza finestre e vite cancellate dal potere, gli invisibili continuano a costruire mondi alternativi: quando prenderanno coscienza della propria forza, la storia cambierà finalmente voce e direzione
https://www.osservatoriorepressione.info/e-quando-gli-invisibili/
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Tra frontiere, stanze senza finestre e vite cancellate dal potere, gli invisibili continuano a costruire mondi alternativi: quando prenderanno coscienza della propria forza, la storia cambierà finalmente voce e direzione
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E quando gli invisibili
di Mauro Armanino Tra frontiere, stanze senza finestre e vite cancellate dal potere, gli invisibili continuano a costruire mondi alternativi: quando prenderanno coscienza della propria forza, la storia cambierà finalmente …
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
La notte è ancora lunga
Il cambio di governo in Ungheria e la sconfitta elettorale di Orban è certamente un segnale positivo che da un colpo al fronte Trumpiano che ha portato all'AntifaBan negli Stati Uniti e in Ungheria e che ha visto già tanti sostenitori nei partiti di destra europei. Ciò però non significa necessariamente un bene per il processo di Budapest.
Sappiamo bene che abbiamo di fronte un governo di destra altrettanto avverso agli antifascisti e il fatto che sia gradito all'UE potrebbe invece rendere più facili le estradizioni.
Il processo continua, la stessa archiviazione di Ilaria avviene a seguito del voto sull'immunità e non da un cambio di orientamento dei giudici, che sarebbe stato impossibile in una sola notte.
Il nuovo governo può fare delle riforme costituzionali, tra cui quella della giustizia, ma bisognerà aspettare e non è detto che ciò avvenga velocemente (o che avvenga come ci piacerebbe) e anche la legge che rende l’antifascismo illegale rimane in vigore.
Nulla è cambiato quindi per i processati in tutta Europa, per Maja T in carcere da oltre 600 giorni e per le richieste di estradizione di Gino e Zaid, al contrario crediamo che oggi sia ancora più importante rilanciare il percorso di solidarietà per tutte le persone coinvolte a partire dall’udienza di mercoledì 15 aprile a Parigi.
https://freeallantifas.noblogs.org/la-notte-e-ancora-lunga/
Free All Antifas Italia
Il cambio di governo in Ungheria e la sconfitta elettorale di Orban è certamente un segnale positivo che da un colpo al fronte Trumpiano che ha portato all'AntifaBan negli Stati Uniti e in Ungheria e che ha visto già tanti sostenitori nei partiti di destra europei. Ciò però non significa necessariamente un bene per il processo di Budapest.
Sappiamo bene che abbiamo di fronte un governo di destra altrettanto avverso agli antifascisti e il fatto che sia gradito all'UE potrebbe invece rendere più facili le estradizioni.
Il processo continua, la stessa archiviazione di Ilaria avviene a seguito del voto sull'immunità e non da un cambio di orientamento dei giudici, che sarebbe stato impossibile in una sola notte.
Il nuovo governo può fare delle riforme costituzionali, tra cui quella della giustizia, ma bisognerà aspettare e non è detto che ciò avvenga velocemente (o che avvenga come ci piacerebbe) e anche la legge che rende l’antifascismo illegale rimane in vigore.
Nulla è cambiato quindi per i processati in tutta Europa, per Maja T in carcere da oltre 600 giorni e per le richieste di estradizione di Gino e Zaid, al contrario crediamo che oggi sia ancora più importante rilanciare il percorso di solidarietà per tutte le persone coinvolte a partire dall’udienza di mercoledì 15 aprile a Parigi.
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Free All Antifas Italia
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CONTRO LA CHIUSURA DELLA CITTÀ, CONTRO LA REPRESSIONE DEL DISSENSO
Apprendiamo con sdegno che, in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem previsto per martedì davanti al Tribunale di Campobasso, la Questura ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino.
Si tratta di un comportamento gravissimo, inaccettabile e apertamente intimidatorio.
Non siamo di fronte a misure motivate da esigenze reali di ordine pubblico, ma a un’operazione politica precisa: creare un clima artificiale di tensione e paura, criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese, colpire chi sceglie di manifestare pubblicamente contro l’ingiustizia e la repressione.
Davanti al Tribunale di Campobasso si sono già svolti due presidi negli scorsi mesi. Si sono svolti in maniera determinata e partecipata, senza alcuna tensione, senza incidenti, senza alcun problema per la città. I fatti parlano chiaro. Per questo il provvedimento deciso oggi non ha nulla di preventivo: ha solo il sapore della rappresaglia e della provocazione.
Chiudere il centro cittadino per un presidio di solidarietà significa voler rappresentare il dissenso come una minaccia, la partecipazione democratica come un pericolo, la libertà di manifestare come un problema di ordine pubblico.
È la logica dello Stato di polizia: non governare i conflitti sociali attraverso il confronto democratico, ma soffocarli con divieti, militarizzazione, paura e abuso del potere amministrativo.
È la stessa logica con cui si colpisce chi manifesta per la Palestina, chi denuncia il genocidio in corso, chi si schiera contro guerre, repressione e razzismo. Oggi si prova a chiudere una piazza; domani si vorrà chiudere ogni spazio di parola, di critica, di opposizione sociale.
Noi non ci faremo intimidire.
Facciamo appello alla Campobasso democratica, antifascista e solidale, alle associazioni, ai sindacati, agli studenti, ai lavoratori, a tutte e tutti coloro che hanno a cuore le libertà costituzionali, affinché diano una risposta ferma, netta e collettiva contro questa deriva autoritaria.
Campobasso non può diventare il laboratorio della repressione del dissenso.
Martedì saremo in piazza ancora più determinati, perché ogni abuso di potere rende ancora più giusta la nostra presenza.
Contro la paura, solidarietà.
Contro la repressione, partecipazione.
Contro lo Stato di polizia, democrazia e lotta.
MOVIMENTO 4 SETTEMBRE - CAMPOBASSO
Apprendiamo con sdegno che, in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem previsto per martedì davanti al Tribunale di Campobasso, la Questura ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino.
Si tratta di un comportamento gravissimo, inaccettabile e apertamente intimidatorio.
Non siamo di fronte a misure motivate da esigenze reali di ordine pubblico, ma a un’operazione politica precisa: creare un clima artificiale di tensione e paura, criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese, colpire chi sceglie di manifestare pubblicamente contro l’ingiustizia e la repressione.
Davanti al Tribunale di Campobasso si sono già svolti due presidi negli scorsi mesi. Si sono svolti in maniera determinata e partecipata, senza alcuna tensione, senza incidenti, senza alcun problema per la città. I fatti parlano chiaro. Per questo il provvedimento deciso oggi non ha nulla di preventivo: ha solo il sapore della rappresaglia e della provocazione.
Chiudere il centro cittadino per un presidio di solidarietà significa voler rappresentare il dissenso come una minaccia, la partecipazione democratica come un pericolo, la libertà di manifestare come un problema di ordine pubblico.
È la logica dello Stato di polizia: non governare i conflitti sociali attraverso il confronto democratico, ma soffocarli con divieti, militarizzazione, paura e abuso del potere amministrativo.
È la stessa logica con cui si colpisce chi manifesta per la Palestina, chi denuncia il genocidio in corso, chi si schiera contro guerre, repressione e razzismo. Oggi si prova a chiudere una piazza; domani si vorrà chiudere ogni spazio di parola, di critica, di opposizione sociale.
Noi non ci faremo intimidire.
Facciamo appello alla Campobasso democratica, antifascista e solidale, alle associazioni, ai sindacati, agli studenti, ai lavoratori, a tutte e tutti coloro che hanno a cuore le libertà costituzionali, affinché diano una risposta ferma, netta e collettiva contro questa deriva autoritaria.
Campobasso non può diventare il laboratorio della repressione del dissenso.
Martedì saremo in piazza ancora più determinati, perché ogni abuso di potere rende ancora più giusta la nostra presenza.
Contro la paura, solidarietà.
Contro la repressione, partecipazione.
Contro lo Stato di polizia, democrazia e lotta.
MOVIMENTO 4 SETTEMBRE - CAMPOBASSO
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#accaddeoggi - Formia(Latina), 14 aprile 1947: la celere spara sullo sciopero, la folla reagisce
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Formia (Latina), 14 aprile 1947 – la celere spara sullo sciopero, la folla reagisce
Il 14 aprile 1947, a Formia, uno sciopero generale per il lavoro si trasforma in uno scontro aperto tra manifestanti e forze dell’ordine. È una giornata che restituisce con chiarezza …
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La politica dello struzzo non porta risultati
Fra innalzare muri e metter la testa sotto la sabbia non c’è molta differenza, lo scopo è sempre quello d’impedire agli occhi di vedere
https://www.osservatoriorepressione.info/la-politica-dello-struzzo-non-porta-risultati/
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Fra innalzare muri e metter la testa sotto la sabbia non c’è molta differenza, lo scopo è sempre quello d’impedire agli occhi di vedere
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La politica dello struzzo non porta risultati
di Marco Sommariva* Fra innalzare muri e metter la testa sotto la sabbia non c’è molta differenza, lo scopo è sempre quello d’impedire agli occhi di vedere Nei giorni scorsi, …
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No Stage for Genocide: il Song Protest contro l’Eurovision della complicità
Un grande evento internazionale denuncia la presenza di Israele all’Eurovision Song Contest mentre continua il genocidio in Palestina. Artisti, intellettuali e attivisti chiedono all’Europa di non offrire palcoscenici all’impunità.
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Un grande evento internazionale denuncia la presenza di Israele all’Eurovision Song Contest mentre continua il genocidio in Palestina. Artisti, intellettuali e attivisti chiedono all’Europa di non offrire palcoscenici all’impunità.
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No Stage for Genocide: il Song Protest contro l’Eurovision della complicità
Un grande evento internazionale denuncia la presenza di Israele all’Eurovision Song Contest mentre continua il genocidio in Palestina. Artisti, intellettuali e attivisti chiedono all’Europa di non offrire palcoscenici all’impunità. Mentre …
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Catania, è iniziato il processo per l’Operazione Ipogeo
16 imputatx, di cui 5 rischiano Devastazione e saccheggio. Il Comune vuole chiedere 1 milione di eurodi danni.
https://www.osservatoriorepressione.info/catania-e-iniziato-il-processo-per-loperazione-ipogeo/
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16 imputatx, di cui 5 rischiano Devastazione e saccheggio. Il Comune vuole chiedere 1 milione di eurodi danni.
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Catania, è iniziato il processo per l’Operazione Ipogeo
16 imputatx, di cui 5 rischiano Devastazione e saccheggio. Il Comune vuole chiedere 1 milione di euro di danni. Il 17 Maggio del 2025, a Catania, c'è stato un corteo …
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La polizia ferma Pax Christi a San Pietro: sequestrata una maglietta con l’articolo 11 e una spilla palestinese
Una delegazione del movimento cattolico per la pace bloccata ai controlli prima della veglia convocata da papa Leone XIV. Trattenuti striscione, simboli per la Palestina e una maglia contro il riarmo: la pace passa ormai dal filtro della polizia.
https://www.osservatoriorepressione.info/la-polizia-ferma-pax-christi-a-san-pietro-sequestrata-una-maglietta-con-larticolo-11-e-una-spilla-palestinese/
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La polizia ferma Pax Christi a San Pietro: sequestrata una maglietta con l’articolo 11 e una spilla palestinese
Una delegazione del movimento cattolico per la pace bloccata ai controlli prima della veglia convocata da papa Leone XIV. Trattenuti striscione, simboli per la Palestina e una maglia contro il …
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Media is too big
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Campobasso: Sentenza processo di primo grado a carico di Ahmad Salem. Condanna a 4 anni di reclusione. I PM ne avevano richiesti 3 anni e sei mesi
Il commento dell’avvocato Flavio Rossi Albertini
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Ahmad Salem condannato a 4 anni. A Campobasso va in scena il processo alla parola e alla solidarietà
La sentenza infligge una pena superiore persino alla richiesta dei PM. In una città blindata e militarizzata per un presidio pacifico, il caso del giovane rifugiato palestinese diventa il simbolo della criminalizzazione della parola, della solidarietà e del dissenso.
https://www.osservatoriorepressione.info/ahmad-salem-condannato-a-4-anni-a-campobasso-va-in-scena-il-processo-alla-parola-e-alla-solidarieta/
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La sentenza infligge una pena superiore persino alla richiesta dei PM. In una città blindata e militarizzata per un presidio pacifico, il caso del giovane rifugiato palestinese diventa il simbolo della criminalizzazione della parola, della solidarietà e del dissenso.
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Ahmad Salem condannato a 4 anni. A Campobasso va in scena il processo alla parola e alla solidarietà
La sentenza infligge una pena superiore persino alla richiesta dei PM. In una città blindata e militarizzata per un presidio pacifico, il caso del giovane rifugiato palestinese diventa il simbolo …
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#accaddeoggi - 15 aprile 1980: Muore Jean Paul Sartre
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15 aprile 1980: Muore Jean Paul Sartre
Il 15 aprile del 1980 si spegne a Parigi all’età di 75 anni il filosofo francese Jean-Paul Sartre. Fu senza dubbio una fra gli intellettuali più attivi e vivaci del …
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Ahmad Salem condannato perché palestinese
Con il decreto sicurezza 2025 lo Stato punisce non i fatti, ma le parole, le immagini e l’identità politica di chi guarda alla Palestina dalla parte degli oppressi
https://www.osservatoriorepressione.info/ahmad-salem-condannato-perche-palestinese/
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Con il decreto sicurezza 2025 lo Stato punisce non i fatti, ma le parole, le immagini e l’identità politica di chi guarda alla Palestina dalla parte degli oppressi
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Ahmad Salem condannato perché palestinese
Con il decreto sicurezza 2025 lo Stato punisce non i fatti, ma le parole, le immagini e l’identità politica di chi guarda alla Palestina dalla parte degli oppressi La condanna …
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Ungheria: Orbán cade, ma cambia davvero qualcosa per gli antifascisti sotto processo?
La vittoria schiacciante di Peter Magyar chiude l’era del leader illiberale e porta all’archiviazione del caso Salis. Ma per Maja T., per le richieste di estradizione e per il “Budapest Komplex” il sistema repressivo ungherese resta ancora intatto.
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La vittoria schiacciante di Peter Magyar chiude l’era del leader illiberale e porta all’archiviazione del caso Salis. Ma per Maja T., per le richieste di estradizione e per il “Budapest Komplex” il sistema repressivo ungherese resta ancora intatto.
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Ungheria: Orbán cade, ma cambia davvero qualcosa per gli antifascisti sotto processo?
La vittoria schiacciante di Peter Magyar chiude l’era del leader illiberale e porta all’archiviazione del caso Salis. Ma per Maja T., per le richieste di estradizione e per il “Budapest …
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#accaddeoggi - Milano 16 e 17 aprile 1975: Gli omicidi di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi
https://www.osservatoriorepressione.info/non-dimenticare-claudio-varalli-giannino-zibecchi/
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Milano 16 e 17 Aprile 1975: Gli omicidi di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.
Nelle terribili giornate del 16 e 17 aprile del 1975, due compagni milanesi furono uccisi. Il primo Claudio Varalli dai fascisti, il secondo, Giannino Zibecchi, il giorno successivo venne schiacciato …
Quattro anni di condanna per Ahmad Salem, la resistenza palestinese di nuovo equiparata al terrorismo
Il tribunale di Campobasso condanna a 4 anni di reclusione il palestinese Ahmad Salem, per alcuni video della resistenza trovati nel suo telefono. “Autoaddestramento terroristico” secondo il decreto Sicurezza del 2025. h
https://kritica.it/giustizia/quattro-anni-di-condanna-per-ahmad-salem-la-resistenza-palestinese-di-nuovo-equiparata-al-terrorismo/
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Il tribunale di Campobasso condanna a 4 anni di reclusione il palestinese Ahmad Salem, per alcuni video della resistenza trovati nel suo telefono. “Autoaddestramento terroristico” secondo il decreto Sicurezza del 2025. h
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Kritica
Ahmad Salem, la resistenza palestinese equiparata al terrorismo
Condanna a 4 anni per il palestinese Ahmad Salem, per video della resistenza trovati nel suo telefono. “Autoaddestramento terroristico”.
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Giulio Regeni – Tutto il male del mondo
Un film perché non venga mai archiviata la tragedia di Giulio, per denunciare quanto abbiano pesato sull’atroce vicenda sia gli interessi economici del nostro Paese sia i benevoli rapporti tra l’Italia e un dittatore
https://www.osservatoriorepressione.info/giulio-regeni-tutto-il-male-del-mondo/
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Un film perché non venga mai archiviata la tragedia di Giulio, per denunciare quanto abbiano pesato sull’atroce vicenda sia gli interessi economici del nostro Paese sia i benevoli rapporti tra l’Italia e un dittatore
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Giulio Regeni – Tutto il male del mondo
di Roberta Cospito Un film perché non venga mai archiviata la tragedia di Giulio, per denunciare quanto abbiano pesato sull’atroce vicenda sia gli interessi economici del nostro Paese sia i …
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Morire in chiesa, ammanettata e contenuta
Quando la sofferenza viene trattata come ordine pubblico: il caso di Vigevano e la violenza normalizzata della contenzione psichiatrica.
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Quando la sofferenza viene trattata come ordine pubblico: il caso di Vigevano e la violenza normalizzata della contenzione psichiatrica.
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Morire in chiesa, ammanettata e contenuta
di Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud Quando la sofferenza viene trattata come ordine pubblico: il caso di Vigevano e la violenza normalizzata della contenzione psichiatrica. Novembre 2023. Vigevano, Pavia. Chiesa della …
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Il Csm boccia il decreto sicurezza: troppi rischi per libertà personali e diritto di manifestare
Il Consiglio superiore della magistratura approva a maggioranza un parere critico sul decreto del governo Meloni. Nel mirino il fermo preventivo di 12 ore, l’eccesso di discrezionalità affidato alla polizia e la progressiva trasformazione della sicurezza in controllo amministrativo del dissenso.
https://www.osservatoriorepressione.info/il-csm-boccia-il-decreto-sicurezza-troppi-rischi-per-liberta-personali-e-diritto-di-manifestare/
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Il Consiglio superiore della magistratura approva a maggioranza un parere critico sul decreto del governo Meloni. Nel mirino il fermo preventivo di 12 ore, l’eccesso di discrezionalità affidato alla polizia e la progressiva trasformazione della sicurezza in controllo amministrativo del dissenso.
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Il Csm boccia il decreto sicurezza: troppi rischi per libertà personali e diritto di manifestare
Il Consiglio superiore della magistratura approva a maggioranza un parere critico sul decreto del governo Meloni. Nel mirino il fermo preventivo di 12 ore, l’eccesso di discrezionalità affidato alla polizia …
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Palestina sotto assedio: donne marchiate a Jenin, Barghouti torturato in carcere
Dai droni su Gaza alle umiliazioni nei campi profughi della Cisgiordania, fino alle violenze contro Marwan Barghouti nelle prigioni israeliane: continua la guerra totale contro un popolo, dentro e fuori le celle
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Palestina sotto assedio: donne marchiate a Jenin, Barghouti torturato in carcere
Dai droni su Gaza alle umiliazioni nei campi profughi della Cisgiordania, fino alle violenze contro Marwan Barghouti nelle prigioni israeliane: continua la guerra totale contro un popolo, dentro e fuori …
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Genova: Discorsi generici e troppo lacunosi al convegno sulla sicurezza
Oltre la retorica dell’ordine: al Ducale nessuna vera risposta alle insicurezze sociali di Genova
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Oltre la retorica dell’ordine: al Ducale nessuna vera risposta alle insicurezze sociali di Genova
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Genova: Discorsi generici e troppo lacunosi al convegno sulla sicurezza
di Salvatore Turi Palidda Oltre la retorica dell’ordine: al Ducale nessuna vera risposta alle insicurezze sociali di Genova La sindaca Salis si è infine lanciata nel campo della sicurezza organizzando …
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