Forwarded from Free All Antifas - Italy
Sabato 18 aprile ore 18 @ Libreria Les Mots - Via Carmagnola angolo via Pepe, Milano
Presentazione del libro ANTIFASCISMO ILLEGALE
Nell'ambito delle mobilitazioni contro il Remigration Summit discuteremo di antifascismo e repressione con Mark Bray, Eugenio Losco, Mattia Tombolini e la Campagna Free All Antifas
A seguire aperitivo benefit
https://puntello.org/event/presentazione-antifascismo-illegale-e-aperitivo-benefit
#FreeAllAntifas
Presentazione del libro ANTIFASCISMO ILLEGALE
Nell'ambito delle mobilitazioni contro il Remigration Summit discuteremo di antifascismo e repressione con Mark Bray, Eugenio Losco, Mattia Tombolini e la Campagna Free All Antifas
A seguire aperitivo benefit
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#accaddeoggi - Petilia Policastro (Catanzaro), 12 aprile 1947: la polizia spara sulla protesta, due morti
https://www.osservatoriorepressione.info/12-aprile-1947-petilia-policastro-catanzaro/
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Petilia Policastro (Catanzaro), 12 aprile 1947 – la polizia spara sulla protesta, due morti
Il 12 aprile 1947, a Petilia Policastro, in provincia di Catanzaro, una manifestazione di protesta si trasforma in tragedia. Le forze di polizia aprono il fuoco sui dimostranti, uccidendo Francesco …
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Le parole dell'assedio
A Ferrara la presentazione di Questo libro è illegale, glossario contro la repressione e laretorica della sicurezza
https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/le-parole-dellassedio/
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Fuoriluogo
Le parole dell'assedio - Fuoriluogo
A Ferrara la presentazione di Questo libro è illegale, glossario contro la repressione e la retorica della sicurezza
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#accaddeoggi - Andria,13 aprile 1948: la polizia uccide il bracciante Riccardo Suriano
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Andria, 13 aprile 1948 – la polizia uccide il bracciante Riccardo Suriano
Il 13 aprile 1948, ad Andria, uno sciopero agricolo si conclude con un morto. A cadere sotto i colpi delle forze dell’ordine è Riccardo Suriano, bracciante, ucciso durante la repressione …
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E quando gli invisibili
Tra frontiere, stanze senza finestre e vite cancellate dal potere, gli invisibili continuano a costruire mondi alternativi: quando prenderanno coscienza della propria forza, la storia cambierà finalmente voce e direzione
https://www.osservatoriorepressione.info/e-quando-gli-invisibili/
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Tra frontiere, stanze senza finestre e vite cancellate dal potere, gli invisibili continuano a costruire mondi alternativi: quando prenderanno coscienza della propria forza, la storia cambierà finalmente voce e direzione
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E quando gli invisibili
di Mauro Armanino Tra frontiere, stanze senza finestre e vite cancellate dal potere, gli invisibili continuano a costruire mondi alternativi: quando prenderanno coscienza della propria forza, la storia cambierà finalmente …
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
La notte è ancora lunga
Il cambio di governo in Ungheria e la sconfitta elettorale di Orban è certamente un segnale positivo che da un colpo al fronte Trumpiano che ha portato all'AntifaBan negli Stati Uniti e in Ungheria e che ha visto già tanti sostenitori nei partiti di destra europei. Ciò però non significa necessariamente un bene per il processo di Budapest.
Sappiamo bene che abbiamo di fronte un governo di destra altrettanto avverso agli antifascisti e il fatto che sia gradito all'UE potrebbe invece rendere più facili le estradizioni.
Il processo continua, la stessa archiviazione di Ilaria avviene a seguito del voto sull'immunità e non da un cambio di orientamento dei giudici, che sarebbe stato impossibile in una sola notte.
Il nuovo governo può fare delle riforme costituzionali, tra cui quella della giustizia, ma bisognerà aspettare e non è detto che ciò avvenga velocemente (o che avvenga come ci piacerebbe) e anche la legge che rende l’antifascismo illegale rimane in vigore.
Nulla è cambiato quindi per i processati in tutta Europa, per Maja T in carcere da oltre 600 giorni e per le richieste di estradizione di Gino e Zaid, al contrario crediamo che oggi sia ancora più importante rilanciare il percorso di solidarietà per tutte le persone coinvolte a partire dall’udienza di mercoledì 15 aprile a Parigi.
https://freeallantifas.noblogs.org/la-notte-e-ancora-lunga/
Free All Antifas Italia
Il cambio di governo in Ungheria e la sconfitta elettorale di Orban è certamente un segnale positivo che da un colpo al fronte Trumpiano che ha portato all'AntifaBan negli Stati Uniti e in Ungheria e che ha visto già tanti sostenitori nei partiti di destra europei. Ciò però non significa necessariamente un bene per il processo di Budapest.
Sappiamo bene che abbiamo di fronte un governo di destra altrettanto avverso agli antifascisti e il fatto che sia gradito all'UE potrebbe invece rendere più facili le estradizioni.
Il processo continua, la stessa archiviazione di Ilaria avviene a seguito del voto sull'immunità e non da un cambio di orientamento dei giudici, che sarebbe stato impossibile in una sola notte.
Il nuovo governo può fare delle riforme costituzionali, tra cui quella della giustizia, ma bisognerà aspettare e non è detto che ciò avvenga velocemente (o che avvenga come ci piacerebbe) e anche la legge che rende l’antifascismo illegale rimane in vigore.
Nulla è cambiato quindi per i processati in tutta Europa, per Maja T in carcere da oltre 600 giorni e per le richieste di estradizione di Gino e Zaid, al contrario crediamo che oggi sia ancora più importante rilanciare il percorso di solidarietà per tutte le persone coinvolte a partire dall’udienza di mercoledì 15 aprile a Parigi.
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Free All Antifas Italia
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CONTRO LA CHIUSURA DELLA CITTÀ, CONTRO LA REPRESSIONE DEL DISSENSO
Apprendiamo con sdegno che, in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem previsto per martedì davanti al Tribunale di Campobasso, la Questura ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino.
Si tratta di un comportamento gravissimo, inaccettabile e apertamente intimidatorio.
Non siamo di fronte a misure motivate da esigenze reali di ordine pubblico, ma a un’operazione politica precisa: creare un clima artificiale di tensione e paura, criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese, colpire chi sceglie di manifestare pubblicamente contro l’ingiustizia e la repressione.
Davanti al Tribunale di Campobasso si sono già svolti due presidi negli scorsi mesi. Si sono svolti in maniera determinata e partecipata, senza alcuna tensione, senza incidenti, senza alcun problema per la città. I fatti parlano chiaro. Per questo il provvedimento deciso oggi non ha nulla di preventivo: ha solo il sapore della rappresaglia e della provocazione.
Chiudere il centro cittadino per un presidio di solidarietà significa voler rappresentare il dissenso come una minaccia, la partecipazione democratica come un pericolo, la libertà di manifestare come un problema di ordine pubblico.
È la logica dello Stato di polizia: non governare i conflitti sociali attraverso il confronto democratico, ma soffocarli con divieti, militarizzazione, paura e abuso del potere amministrativo.
È la stessa logica con cui si colpisce chi manifesta per la Palestina, chi denuncia il genocidio in corso, chi si schiera contro guerre, repressione e razzismo. Oggi si prova a chiudere una piazza; domani si vorrà chiudere ogni spazio di parola, di critica, di opposizione sociale.
Noi non ci faremo intimidire.
Facciamo appello alla Campobasso democratica, antifascista e solidale, alle associazioni, ai sindacati, agli studenti, ai lavoratori, a tutte e tutti coloro che hanno a cuore le libertà costituzionali, affinché diano una risposta ferma, netta e collettiva contro questa deriva autoritaria.
Campobasso non può diventare il laboratorio della repressione del dissenso.
Martedì saremo in piazza ancora più determinati, perché ogni abuso di potere rende ancora più giusta la nostra presenza.
Contro la paura, solidarietà.
Contro la repressione, partecipazione.
Contro lo Stato di polizia, democrazia e lotta.
MOVIMENTO 4 SETTEMBRE - CAMPOBASSO
Apprendiamo con sdegno che, in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem previsto per martedì davanti al Tribunale di Campobasso, la Questura ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino.
Si tratta di un comportamento gravissimo, inaccettabile e apertamente intimidatorio.
Non siamo di fronte a misure motivate da esigenze reali di ordine pubblico, ma a un’operazione politica precisa: creare un clima artificiale di tensione e paura, criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese, colpire chi sceglie di manifestare pubblicamente contro l’ingiustizia e la repressione.
Davanti al Tribunale di Campobasso si sono già svolti due presidi negli scorsi mesi. Si sono svolti in maniera determinata e partecipata, senza alcuna tensione, senza incidenti, senza alcun problema per la città. I fatti parlano chiaro. Per questo il provvedimento deciso oggi non ha nulla di preventivo: ha solo il sapore della rappresaglia e della provocazione.
Chiudere il centro cittadino per un presidio di solidarietà significa voler rappresentare il dissenso come una minaccia, la partecipazione democratica come un pericolo, la libertà di manifestare come un problema di ordine pubblico.
È la logica dello Stato di polizia: non governare i conflitti sociali attraverso il confronto democratico, ma soffocarli con divieti, militarizzazione, paura e abuso del potere amministrativo.
È la stessa logica con cui si colpisce chi manifesta per la Palestina, chi denuncia il genocidio in corso, chi si schiera contro guerre, repressione e razzismo. Oggi si prova a chiudere una piazza; domani si vorrà chiudere ogni spazio di parola, di critica, di opposizione sociale.
Noi non ci faremo intimidire.
Facciamo appello alla Campobasso democratica, antifascista e solidale, alle associazioni, ai sindacati, agli studenti, ai lavoratori, a tutte e tutti coloro che hanno a cuore le libertà costituzionali, affinché diano una risposta ferma, netta e collettiva contro questa deriva autoritaria.
Campobasso non può diventare il laboratorio della repressione del dissenso.
Martedì saremo in piazza ancora più determinati, perché ogni abuso di potere rende ancora più giusta la nostra presenza.
Contro la paura, solidarietà.
Contro la repressione, partecipazione.
Contro lo Stato di polizia, democrazia e lotta.
MOVIMENTO 4 SETTEMBRE - CAMPOBASSO
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#accaddeoggi - Formia(Latina), 14 aprile 1947: la celere spara sullo sciopero, la folla reagisce
https://www.osservatoriorepressione.info/14-aprile-1947-formia-latina/
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Formia (Latina), 14 aprile 1947 – la celere spara sullo sciopero, la folla reagisce
Il 14 aprile 1947, a Formia, uno sciopero generale per il lavoro si trasforma in uno scontro aperto tra manifestanti e forze dell’ordine. È una giornata che restituisce con chiarezza …
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La politica dello struzzo non porta risultati
Fra innalzare muri e metter la testa sotto la sabbia non c’è molta differenza, lo scopo è sempre quello d’impedire agli occhi di vedere
https://www.osservatoriorepressione.info/la-politica-dello-struzzo-non-porta-risultati/
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Fra innalzare muri e metter la testa sotto la sabbia non c’è molta differenza, lo scopo è sempre quello d’impedire agli occhi di vedere
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La politica dello struzzo non porta risultati
di Marco Sommariva* Fra innalzare muri e metter la testa sotto la sabbia non c’è molta differenza, lo scopo è sempre quello d’impedire agli occhi di vedere Nei giorni scorsi, …
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No Stage for Genocide: il Song Protest contro l’Eurovision della complicità
Un grande evento internazionale denuncia la presenza di Israele all’Eurovision Song Contest mentre continua il genocidio in Palestina. Artisti, intellettuali e attivisti chiedono all’Europa di non offrire palcoscenici all’impunità.
https://www.osservatoriorepressione.info/no-stage-for-genocide-il-song-protest-contro-leurovision-della-complicita/
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Un grande evento internazionale denuncia la presenza di Israele all’Eurovision Song Contest mentre continua il genocidio in Palestina. Artisti, intellettuali e attivisti chiedono all’Europa di non offrire palcoscenici all’impunità.
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No Stage for Genocide: il Song Protest contro l’Eurovision della complicità
Un grande evento internazionale denuncia la presenza di Israele all’Eurovision Song Contest mentre continua il genocidio in Palestina. Artisti, intellettuali e attivisti chiedono all’Europa di non offrire palcoscenici all’impunità. Mentre …
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Catania, è iniziato il processo per l’Operazione Ipogeo
16 imputatx, di cui 5 rischiano Devastazione e saccheggio. Il Comune vuole chiedere 1 milione di eurodi danni.
https://www.osservatoriorepressione.info/catania-e-iniziato-il-processo-per-loperazione-ipogeo/
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16 imputatx, di cui 5 rischiano Devastazione e saccheggio. Il Comune vuole chiedere 1 milione di eurodi danni.
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Catania, è iniziato il processo per l’Operazione Ipogeo
16 imputatx, di cui 5 rischiano Devastazione e saccheggio. Il Comune vuole chiedere 1 milione di euro di danni. Il 17 Maggio del 2025, a Catania, c'è stato un corteo …
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La polizia ferma Pax Christi a San Pietro: sequestrata una maglietta con l’articolo 11 e una spilla palestinese
Una delegazione del movimento cattolico per la pace bloccata ai controlli prima della veglia convocata da papa Leone XIV. Trattenuti striscione, simboli per la Palestina e una maglia contro il riarmo: la pace passa ormai dal filtro della polizia.
https://www.osservatoriorepressione.info/la-polizia-ferma-pax-christi-a-san-pietro-sequestrata-una-maglietta-con-larticolo-11-e-una-spilla-palestinese/
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Una delegazione del movimento cattolico per la pace bloccata ai controlli prima della veglia convocata da papa Leone XIV. Trattenuti striscione, simboli per la Palestina e una maglia contro il riarmo: la pace passa ormai dal filtro della polizia.
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La polizia ferma Pax Christi a San Pietro: sequestrata una maglietta con l’articolo 11 e una spilla palestinese
Una delegazione del movimento cattolico per la pace bloccata ai controlli prima della veglia convocata da papa Leone XIV. Trattenuti striscione, simboli per la Palestina e una maglia contro il …
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Campobasso: Sentenza processo di primo grado a carico di Ahmad Salem. Condanna a 4 anni di reclusione. I PM ne avevano richiesti 3 anni e sei mesi
Il commento dell’avvocato Flavio Rossi Albertini
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Ahmad Salem condannato a 4 anni. A Campobasso va in scena il processo alla parola e alla solidarietà
La sentenza infligge una pena superiore persino alla richiesta dei PM. In una città blindata e militarizzata per un presidio pacifico, il caso del giovane rifugiato palestinese diventa il simbolo della criminalizzazione della parola, della solidarietà e del dissenso.
https://www.osservatoriorepressione.info/ahmad-salem-condannato-a-4-anni-a-campobasso-va-in-scena-il-processo-alla-parola-e-alla-solidarieta/
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La sentenza infligge una pena superiore persino alla richiesta dei PM. In una città blindata e militarizzata per un presidio pacifico, il caso del giovane rifugiato palestinese diventa il simbolo della criminalizzazione della parola, della solidarietà e del dissenso.
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Ahmad Salem condannato a 4 anni. A Campobasso va in scena il processo alla parola e alla solidarietà
La sentenza infligge una pena superiore persino alla richiesta dei PM. In una città blindata e militarizzata per un presidio pacifico, il caso del giovane rifugiato palestinese diventa il simbolo …
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#accaddeoggi - 15 aprile 1980: Muore Jean Paul Sartre
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15 aprile 1980: Muore Jean Paul Sartre
Il 15 aprile del 1980 si spegne a Parigi all’età di 75 anni il filosofo francese Jean-Paul Sartre. Fu senza dubbio una fra gli intellettuali più attivi e vivaci del …
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Ahmad Salem condannato perché palestinese
Con il decreto sicurezza 2025 lo Stato punisce non i fatti, ma le parole, le immagini e l’identità politica di chi guarda alla Palestina dalla parte degli oppressi
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Con il decreto sicurezza 2025 lo Stato punisce non i fatti, ma le parole, le immagini e l’identità politica di chi guarda alla Palestina dalla parte degli oppressi
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Ahmad Salem condannato perché palestinese
Con il decreto sicurezza 2025 lo Stato punisce non i fatti, ma le parole, le immagini e l’identità politica di chi guarda alla Palestina dalla parte degli oppressi La condanna …
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