Osservatorio Repressione
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🟥Torino - Cariche della Celere. I reparti sono avanzati di circa 150 metri, coperti dai lacrimogeni(sparati anche ad altezza persona), da decine di blindati e dagli idranti, che hanno colpito anche una redattrice di Radio Onda d’Urto, durante la diretta radiofonica.

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🟥Torino - Caroselli di blindati della celere – pericolosamente – avanzati tra i manifestanti. Almeno 2 persone, a terra, manganellate e fermate. Altri manifestanti hanno fatto arretrare blindati e celere con il lancio di oggetti e con alcuni contatti diretti, ripetuti, con gli agenti.

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🟥Torino - Ancora lanci di idranti e lacrimogeni ad altezza persona. Migliaia di persone in mezzo alla strada, che resistono alla violenza poliziesca

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🟥Torino - La polizia ha attaccato il corteo più indietro rispetto alla testa, avanzando dalle vie laterali, come via Tarino, a colpi di lacrimogeni. Una parte di corteo retrocede, di fronte all’avanzata della Celere, verso via Rossini, sul lungo Dora, precedentemente imboccata anche dal camion d’apertura. Evitare di andare sul lungo dora Siena dietro il campus

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🟥Torino - Cariche e lacrimogeni anche nella zona del Campus Einaudi, dove mezz’ora fa era arrivato un altro spezzone di corteo. Migliaia di persone restano per le strade diTorino.

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🟥Torino – Contro le truppe di occupazione poliziesche, alcuni abitanti di Corso Regina Margherita intonano Bella Ciao dalle finestre

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🟥Torino - Ancora lancio di lacrimogeni in corso Regina Margherita, con nuove cariche e nuovi fermi, almeno un altro paio. Cariche della policICE anche nella zona di via Rossini, all’incrocio con il Lungo Dora, dove compagne-i cercavano di sganciarsi dalle vicinanze con corso Regina Margherita. Copiosi i lacrimogeni.

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🟥Torino - Il corteo si è ricompattato sul ponte di Corso Regio Parco, imboccato ora da migliaia di manifestanti. Alle spalle ancora lacrimogeni.

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La polICE italiana in azione....

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🟥Torino - Il corteo è arrivato al parco davanti al cimitero, in corso Novara. Si aspetta che arrivi la coda da corso regio parco per concludere il corteo

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Torino - La PolICE Italiana

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Torino - Il corteo si conclude in corso Novara, chi deve prendere i pullman inizia ad andare. La giornata è stata imponente!!!!

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La testimonianza di Rita Rapisardi giornalista de il manifesto

Ieri sera verso la chiusura del giornale, tarda, tanto lavoro, vedo esplodere la storia del "poliziotto martellato", soprattutto da dopo che Crosetto twitta il video (rubato a un collega di Torino oggi, non citato, non pagato, il logo tagliato) che poi rimbalza ovunque.

La notizia in poco tempo diventa quella principale, oggi ci aprono i giornali, la premier in ospedale a stringere mani, dopo che a Niscemi si è fatta vedere dieci giorni dopo, ma non dalla popolazione per paura di contestazione.

Fortuna vuole che quella scena l'abbia vista con i miei occhi, ero a cinque metri, ancora più vicina del videomaker che si trovava alle mie spalle, in mezzo al corso, diviso dalle barriere del tram. A quel punto della serata gli scontri stavano andando verso la conclusione, i manifestanti si erano dileguati da corso Regina, quello di Askatasuna, dove si sono svolti per la maggior parte, per scappare verso il lungo Dora attraverso i giardinetti che portano al Campus Einaudi.

Migliaia di persone si sono riversate in quel poco spazio e pian piano sono riuscite ad arrivare dall'altra parte, sulla Dora appunto, anche perché le forze di polizia arrivavano da entrambi i lati e la paura era quella di essere chiusi contro i cancelli, motivo per cui alcuni hanno aperto un varco tra le grate. Il tutto per fortuna si è svolto abbastanza tranquillamente, in molti urlavano di fare piano, con calma e non agitarsi. Nel frattempo continuava incessante il lancio dei lacrimogeni.

In corso Regina ormai erano in pochi. Sono tornata indietro per controllare, si parla di 20-30 persone al massimo. Mi affaccio e arrivano lacrimogeni ad altezza uomo (cosa vietata), una ragazza di fianco a me viene colpita, un'altro batte sull'angolo del muro e mi sfiora. Indietreggiamo, capisco che da lì sono un bersaglio, quindi torno sul corso e mi nascondo tra le auto.

A questo punto vedo arrivare da sinistra una squadra di venti agenti in antisommossa che corrono per manganellare quei dieci più vicini, ormai deboli di numero. Sono pronta ad urlare "stampa", convinta le avrei prese anche io, abituata a vestirmi sempre di nero poi.

Uno di questi, esce dallo schieramento, parte da solo e si allontana di 15 metri, per inseguire un paio di persone. Le inizia a manganellare, uno finisce a terra. Altri manifestanti arrivano in soccorso prendono il poliziotto e lo sbattono via, lui cade a terra e da lì ci sono quei secondi immortalati dal video ormai virale. Perde casco non allacciato e poi i due colpi di martelletto (non martello).

Mi giro e guardo la squadra, nessuno arriva a salvarlo, eppure l'hanno visto. Intanto da dietro arrivano delle urla, "basta, basta, lasciamolo stare". I militanti si allontanano e finalmente arriva un collega. In due poi lo trascinano via. Doppia ritirata, a quel punto mi allontano anche io, non era rimasto più nessuno.

Cosa capiamo quando vediamo un video? Dov'è la nostra capacità di analisi? Quali domande ci facciamo? Cosa è successo prima, come interpreto quei pochi secondi, saranno tagliati ad arte? Ieri sera leggo "il poliziotto assaltato, circondato, preso e isolato".

Ci sono numerosi video di persone a terra circondate e manganellate quando sono a terra (non finiranno in home page), ho visto teste aperte, labbra spaccate, persone intossicate dal lacrimogeni che hanno vomitato in strada. Almeno in trenta sono andati negli ospedali torinesi, allertati la sera prima, l'ultima volta l'emergenza era stata data nel periodo Covid, per capirci. Molti altri curati sul posto, non si avvicinano ai pronto soccorsi per paura di denunce.

Ora al di là di tutto, questo volevo raccontare, solo perché ero lì, di analisi sulle violenze e il loro significato ne trovate altrove, non aggiungerò altro, quello lo facciamo di persona. La giornata di ieri invece la trovate sul giornale, scritta insieme a Giansandro Merli, o nei commenti.

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