Osservatorio Repressione
10.6K subscribers
2.7K photos
891 videos
149 files
10.7K links
OSSERVATORIO REPRESSIONE - Aps
www.osservatoriorepressione.info
info@osservatoriorepressione.info
Download Telegram
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
FUCK ICE, FUCK TRUMP

Barricate proteggono la zona di lutto autonoma a South Minneapolis dopo l'omicidio di Renee Good da parte dell'ICE

Segui @ossrepressione
🔥169👏3
Forwarded from Free All Antifas - Italy
🥰4👏1
Forwarded from Free All Antifas - Italy
SABATO 24 GENNAIO A MILANO: CORTEO FREE ALL ANTIFAS
Partenza ore 18:00 da Porta Genova, arrivo a San Vittore

A quasi un anno di distanza dall'ultimo corteo cittadino contro la repressione delle antifasciste e degli antifascisti, abbiamo deciso di tornare per le strade di Milano a manifestare la nostra rabbia, determinazione e solidarietà antifascista.
Nel mese di gennaio le vicende giudiziarie del processo di Budapest subiranno una brusca accelerazione: il tribunale di Parigi si pronuncerà sulla richiesta di estradizione per Zaid e Gino, a Dusseldorf inizierà il processo per Nele, Paula, Emmi, Clara, Luca e Moritz (attualmente in carcere in Germania) e il 22 gennaio è prevista la sentenza per Maja e Gabri.

Non vogliamo farci scoraggiare ma rispedire al mittente questo accanimento repressivo, rafforzando la presenza nelle strade e la solidarietà internazionale dal basso a partire dal 15 gennaio, quando sono in programma manifestazioni e iniziative di solidarietà e lotta in tutta Europa.

A Milano è previsto un aperitivo benefit con dibattito venerdì 16 a SOCS (via Celoria, 26), un concerto matinèe benefit domenica 25 in T28 (via dei Transiti, 28) e il corteo cittadino di sabato 24 alle 18, da Porta Genova.

Durante il corteo in particolare vogliamo opporci alla logica repressiva che punta a spezzare i legami di solidarietà arrivando a San Vittore, dove ad oggi ancora sono detenuti anche i compagni palestinesi accusati di associazione con finalità di terrorismo.

Per Maja, Gabri, Gino, in solidarietà a tuttx lx imputatx del processo di Budapest e a tutti i prigionieri politici.

#FreeAllAntifas
🔥5👍1
Domenica 11 gennaio 2026 / h 14 / Via San Quirico 6, Monza - Casa Circondariale

Il 27 dicembre 2025 la digos di Genova arresta diversi membri di associazioni palestinesi in Italia: l’accusa è di aver finanziato tra le altre cose anche la resistenza arm4ta in Palestina.
Uno degli arrestati,
Yasser El Assalye, si trova al momento al carcere di Monza in attesa di giudizio.
A loro come alla resistenza palestinese e ad ogni altro detenuto nelle gabbie dello stato va tutto il nostro sostegno e la nostra incondizionata solidarietà.
Non lasciamo solo nessuno!
Ci vediamo domenica con la Palestina nel cuore, contro il carcere e la società che lo necessita.

Palestina libera dal fiume fino al mare
Libertà per i prigionieri palestinesi sotto il sistema sionista
Libertà per tutt3!
7👍1
Venerdì 9 gennaio a Torino sono state recapitate 13 misure cautelari nei confronti di studenti e studentesse universitarie, ragazzi e ragazze che studiano e lavorano per farequadrare il proprio futuro e si impegnano nelle dimensioni di lotta collettive.

https://www.osservatoriorepressione.info/torino-nuove-misure-cautelari-nei-confronti-di-13-giovani/

Segui @ossrepressione
🤬6
Crimini ecologici e impunità
Dallo sviluppo capitalistico alle stragi di Stato: una storia italiana di devastazioni,rimozioni e repressione

Pubblicato nei Quaderni dell’Osservatorio Repressione, questo libro a cura di Salvatore Palidda è uno strumento politico prezioso: restituisce memoria alle vittime, smonta la retorica della fatalità e chiama le cose con il loro nome. Non disastri, ma crimini. Non emergenze, ma un sistema. Non ordine pubblico, ma rapporti di potere da rovesciare

https://www.multimage.org/libri/crimini-ecologici-e-impunita

Segui @ossrepressione
👍42👏1
Riprende in Parlamento la discussione su un nuovo disegno di legge in materia di antisemitismo. Dopo le polemiche sul testo presentato da Graziano Delrio del Pd, è lecito chiedersi perché si senta l’esigenza di nuove norme, visto che una legge contro i crimini d’odio esiste già. È in atto un’operazione politica che ha lo scopo di criminalizzare il dissenso e il movimento di solidarietà a sostegno dellaPalestina.

https://www.osservatoriorepressione.info/servono-davvero-nuove-leggi-contro-lantisemitismo/

Segui @ossrepressione
💩11🤬71👎1🤮1😈1
In Iran, come in passato, il peso della repressione ricade in misura maggiore sui gruppi etnici marginalizzati. Per questo l’adesione di curdi e baluci alle piazze spinge la crisi oltre il malcontento urbano, trasformandola in una questione legata alla distribuzione diseguale del potere e della violenza

https://www.osservatoriorepressione.info/il-futuro-della-protesta-iraniana-sta-nella-solidarieta-tra-centro-e-periferia/

Segui @ossrepressione
7🤔3🤬1😐1
Forwarded from Rete Kurdistan Italia
Comunicato del comando Asayîş

A partire dal 6 gennaio 2026, bande mercenarie affiliate al Governo ad interim di Damasco, con il supporto di aerei da ricognizione dello Stato turco, e utilizzando carri armati, artiglieria, veicoli blindati e ogni tipo di arma pesante, insieme a migliaia di miliziani armati, hanno lanciato un brutale attacco contro i nostri quartieri.

Questi attacchi miravano a sottomettere la nostra popolazione allo sterminio, a modificare la composizione demografica dell’area e a spezzare la dignità del nostro popolo.

Tuttavia, le nostre forze, sulla base di una decisione del Consiglio Popolare dei quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyah, hanno deciso di resistere e di difendere la propria dignità.

Su questa base è stata avviata una resistenza, e i nostri combattenti non hanno esitato a offrire le proprie vite in difesa dei quartieri e della dignità del nostro popolo. Non vi è stata alcuna ritirata e la resa non è stata accettata. Le informazioni riguardanti l’identità dei martiri saranno rese pubbliche in un secondo momento.

Durante questa fase della guerra, la nostra popolazione è stata sottoposta ad attacchi barbari e violenti, che hanno causato numerose vittime e martiri. I feriti si sono radunati per ricevere cure nell’unico ospedale del quartiere, l’Ospedale Khalid al-Fajr. Le bande hanno preso di mira questo ospedale decine di volte con armi pesanti, oltre che con droni turchi Bayraktar, nel tentativo di compiere un massacro al suo interno.

Alla fine, per prevenire massacri e garantire l’evacuazione sicura dei feriti, dei civili, delle donne e dei bambini dall’ospedale e il loro trasferimento in aree sicure, è stato dichiarato un cessate il fuoco parziale. Le nostre forze hanno affrontato il cessate il fuoco con un alto senso di responsabilità fino a quando l’ospedale è stato sgomberato e i feriti evacuati.

D’ora in poi, le nostre forze continueranno, senza esitazione e fino alla fine, a seguire le orme dei loro martiri nella difesa della libera volontà e della dignità del nostro popolo. La resistenza e la lotta delle nostre forze proseguiranno attraverso diversi mezzi e modalità.

Forze di Sicurezza Interna – Sheikh Maqsoud
11 gennaio 2026
12🔥1👏1
12👍1