Osservatorio Repressione
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1. LA SCUOLA NON SI ARRUOLA.
Tagliare le spese militari, finanziare la scuola pubblica!

Lo spettro di un conflitto mondiale si allunga sulle nostre vite e getta la sua funesta ombra in tutte le pieghe della società. La normalizzazione della guerra investe il mondo della scuola, con l'obiettivo di abituare i più giovani a linguaggi e pratiche di guerra, affinché in futuro possano diventare "bravi patrioti" o silenziosa carne da macello.
E’ evidente il salto di qualità del piano strategico che porta dentro le scuole una forte ventata di nazionalismo e militarismo, abdicando al ruolo che le scuole dovrebbero avere di luogo promotore di pensiero libero e critico.
E’ dal 2014 almeno che esistono protocolli di intesa interministeriali che promuovono “cultura della sicurezza” e “cultura della difesa”: questa “promozione” avviene attraverso attività contro “il bullismo”, per “la legalità”, per l’orientamento e di alternanza scuola-lavoro che nascondono spesso la normalizzazione di culture della guerra.
Se in alcuni casi sono direttamente le forze armate che entrano nelle scuole, in altri sono le caserme a ospitare delegazioni di studenti organizzando attività di gioco o sportive che spesso simulano l’addestramento militare. O come recentemente successo anche in Brianza con la contestata iniziativa dell’ Italian Raid Commando, le scuole diventano basi operative per attività di vero e proprio addestramento militare. Inoltre non è raro che venga proposto di effettuare i percorsi di PCTO (la vecchia alternanza scuola lavoro) all’interno di industrie belliche o basi militari, come a Sigonella (SR) o Solbiate Olona (VA), in cui gli studenti effettuano addirittura attività di manutenzione di mezzi militari. Non mancano poi concorsi, premi, presentazioni di calendari e mostre su vicende belliche organizzate in sinergia tra il Ministero della Difesa e quello dell’Istruzione.
Rappresentanti delle forze armate sono talvolta presenti all’interno delle classi sostituendosi alla figura dei docenti in attività didattiche come le cosiddette materie Stem (le discipline scientifico-tecnologiche), rispetto alle quali sta assumendo un ruolo centrale la Fondazione Leonardo, proponendo pacchetti educativi sia per gli studenti sia per la formazione dei docenti.
E ovviamente il 4 novembre i docenti delle scuole di ogni ordine e grado saranno invitati ad accompagnare i propri studenti e studentesse a celebrazioni che esaltano i valori della patria e del sacrificio.

Contro tutto questo apparato propagandistico scendiamo in piazza il 4 novembre, insieme a tutt* i/le docenti, lavoratori e lavoratrici della scuola, student* che generosamente si battono per contrastare questo indottrinamento istituzionale e che svolgono un ruolo fondamentale di resistenza alla retorica guerrafondaia.

Ma non solo: manifestare contro la guerra e le spese militari significa rivendicare investimenti maggiori per l'istruzione pubblica, per la messa in sicurezza dei plessi scolastici, per l'assunzione di precari e precarie in lista d'attesa da anni, per l'aumento dei salari degli insegnanti italiani, tra i meno pagat* in Europa.

Per approfondimenti: https://osservatorionomilscuola.com/

Rete Lotte Sociali Monza e Brianza
Collettivi studenteschi di Monza
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
LIVORNO: MIGRANTI DISPERSI, “IL PORTO HA CONTINUATO A LAVORARE MENTRE C’ERANO DUE RAGAZZI IN MARE, NON DIAMO PIÙ VALORE ALLA VITA”

Non vi è ancora traccia del ragazzo migrante disperso in mare al porto di Livorno. Si era gettato in acqua per tentare di sfuggire al rimpatrio. Era insieme a un’altra persona, quest’ultima deceduta dopo essere stata risucchiata dall’elica di una nave che stava transitando nello scalo portuale. I due ragazzi, nemmeno…
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
NAPOLI: OCCUPATA L’AULA NUGNES DEL CONSIGLIO COMUNALE, “RISPETTATE LA MOZIONE CONTRO LA COLLABORAZIONE CON ISRAELE”

Nel corso del pomeriggio di venerdì 31 ottobre è stata occupata dalla rete Napoli con la Palestina l’aula Nugnes del consiglio comunale di Napoli. L’occupazione è stata accompagnata da una lettera che ricorda che lo scorso 2 luglio il consiglio comunale aveva approvato la cancellazione di “ogni collaborazione istituzionale con enti, associazioni e…
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🚨 PER FERMARE L’ATTRACCO DELLA SEASALVIA AL PORTO DI TARANTO

APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE: FERMIAMO LE NAVI DELLA MORTE – LA SEASALVIA È TORNATA!

📍 1 novembre
🕕 Dalle 17:00
📌 PORTO DI TARANTO, INGRESSO PORTO MERCANTILE

Come coordinamenti provinciali pugliesi, chiamiamo tuttə– cittadine, cittadini, collettivi, realtà sociali e culturali – a presidiare insieme davanti al Porto Mercantile di Taranto a partire dalle ore 17,00 per ribadire che: 💥

💥 nemmeno un chiodo deve arrivareall’entità sionista-israeliana; 💥il Mediterraneo non deve essere uncimitero coloniale; 💥 la piena solidarietà politica allaresistenza palestinese e ai popoli in lotta;


Diciamo chiaramente: 👉 non ci sarà nessuna pace senza decolonizzazione, 👉 nessuna pace senza giustizia sociale globale.


Palestina Libera Taranto libera
#noharbourforgenocide #blocktheboat


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Una condanna per “delitto di umanità”. L’avvocata Cassano è stata condotta in carcere, ritenuta colpevole, assieme al compagno Fabio Degli Angeli, di avere ospitato l’amica Marta Garofalo Spagnolo, in seguito morta a soli 31 anni, in occasione di una delle sue tante fughe dalle strutture residenziali nelle quali era stata reclusa contro la propria volontà.


https://www.osservatoriorepressione.info/quando-lidealismo-porta-dritto-in-galera/

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La notte tra l’1 e il 2 novembre di cinquant’anni fa Pier Paolo Pasolini venne barbaramente ucciso a Ostia. Ci restano molte lucidissime analisi. Non ultima la critica al modello di vita imperniato sul consumismo, responsabile di un’omologazione che neanche il fascismo era riuscito a realizzare

https://www.osservatoriorepressione.info/pasolini-cinquantanni-fa/

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VIOLENTE CARICHE DA PARTE DELLA POLIZIA CONTRO LX PARTECIPANTX AL WITCHTEK DI MODENA

Numerose cariche e lancio di lacrimogeni durante l’uscita in carovana al Witchtek a Modena. Ci sono persone ferite in seguito alle aggressioni da parte delle forze dell’ordine, ma si continua a resistere

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E la chiamano democrazia……Cariche a più riprese. Una ragazza si sente male, ha delle convulsioni. Ambulanza bloccata dagli agenti, non viene fatta entrare. Lei viene portata via in spinale. Gli agenti sparano i lacrimogeni. Un ragazzo è ferito al volto. Colpito, quindi, ad altezza uomo.

Tutto questo accade a Modena, nell’Italia dei decreti sicurezza

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Il 29 ottobre, mentre andava intensificandosi l’operazione per estirpare i Masai dalle loro terre ancestrali, in Tanzania si svolgevano le presidenziali. Ma con il capo dell’opposizione (Tundu Lissu) in carcere per “tradimento” e quindi di fatto escluso dalle consultazioni.

https://www.osservatoriorepressione.info/tanzania-difesa-della-natura-o-turismo-colonialista/

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Il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha revocato l’accreditamento del corso di formazione online per docenti "La scuola non si arruola", previsto per il 4 novembre e promosso dal Centro Studi CESTES e dall’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università.

https://www.osservatoriorepressione.info/valditara-ha-impedito-un-convegno-contro-la-militarizzazione-nelle-scuole/

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