#accaddeoggi - 29 ottobre 1949 – L’eccidio di Melissa
https://www.osservatoriorepressione.info/25-ottobre-1949-melissa-crotone/
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Osservatorio Repressione
29 ottobre 1949 – L’eccidio di Melissa
Il 25 ottobre del 1949, dai calanchi dell’Aspromonte, sull’altopiano del Crotonese, alle pendici della Sila, in ogni paese della Calabria, dapprima in piccoli gruppi poi in decine di migliaia, un …
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Israele rompe il cessate il fuoco, bombardamenti a Gaza City, Rafah e Khan Younis
https://www.osservatoriorepressione.info/israele-riprende-i-raid-a-tappeto-su-gaza/
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Osservatorio Repressione
Israele riprende i raid a tappeto su Gaza
di Eliana Riva* Israele rompe il cessate il fuoco, Bombardamenti a Gaza City, Rafah e Khan Younis Israele ha colpito Gaza City con tre violenti attacchi aerei nel giro di …
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
Giovedì 6 novembre al Festival dei Popoli ci sarà la prima nazionale di THE TRIALS di Marta Massa.
Il documentario tratta del processo di Maja e del percorso di solidarietà che compagn* e familiari portano avanti per la liberazione di tutt* gli Antifas!
https://www.festivaldeipopoli.org/programma/the-trials/
#FreeMaja
#FreeAllAntifas
Il documentario tratta del processo di Maja e del percorso di solidarietà che compagn* e familiari portano avanti per la liberazione di tutt* gli Antifas!
https://www.festivaldeipopoli.org/programma/the-trials/
#FreeMaja
#FreeAllAntifas
Festival dei Popoli
THE TRIALS - Festival dei Popoli
Italia, Ungheria, Belgio, Portogallo | 2025 | 25 min | col. | v. o. Ungherese, Tedesco Maja T. è attivista antifascista non-binary proveniente dalla Germania. Dal 2024 è detenutə in isolamento a Budapest dopo essere statə estradatə da un carcere tedesco in…
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Mohammad Hannoun, presidente dell’API Associazione dei palestinesi in Italia, ha ricevuto la notifica di un Daspo urbano per un anno da Milano emesso dal questore del capoluogo lombardo.
https://www.osservatoriorepressione.info/milano-mohammad-hannoun-colpito-da-un-daspo-urbano/
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Osservatorio Repressione
Milano: Mohammad Hannoun colpito da un daspo urbano
Mohammad Hannoun, presidente dell’API Associazione dei palestinesi in Italia, ha ricevuto la notifica di un Daspo urbano per un anno da Milano emesso dal questore del capoluogo lombardo. “E’ un tentativo …
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Recensione di “Questo libro è illegale” pubblicata sul sito alternativ@.it
https://infoalternative.it/italia/questo-libro-e-illegale/
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Alternativ@
“Questo libro è illegale” -
Credo che bisognerebbe leggere, diffondere, pubblicizzare e discutere sistematicamente il libro di cui dirò nelle prossime righe, fra gruppi sociali politici
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#accaddeoggi - 30 ottobre 1949 – Isola Capo Rizzuto (Crotone): La polizia spara sui braccianti
https://www.osservatoriorepressione.info/30-ottobre-1949-isola-capo-rizzuto-crotone/
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Osservatorio Repressione
30 ottobre 1949 – Isola Capo Rizzuto (Crotone): La polizia spara sui braccianti
La polizia apre il fuoco sui partecipanti ad una manifestazione di braccianti, uccidendo Matteo Aceto, organizzatore di occupazioni di terre. Un altro bracciante viene assassinato a Bondeno. Nel solo crotonese, …
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In India, discriminazioni religiose e sociali, proteste ambientaliste, repressione ,insorgenze forse fuori tempo massimo…
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Osservatorio Repressione
A cosa porterà l’attuale travaglio dell’India ?
di Gianni Sartori In India, discriminazioni religiose e sociali, proteste ambientaliste, repressione, insorgenze forse fuori tempo massimo… Nel 2019 il Ladak si ritrovò separato dallo Stato indiano di Jammu e …
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Le parole non possono descrivere adeguatamente l’orrore del massacro di oltre 138 giovani neri poveri, uccisi dalla polizia in Brasile con il pretesto di combattere il narcotraffico. Siamo tutti nel mirino del capitalismo. In Brasile, il governatore di destra a Rio de Janeiro ha usato la sua polizia militare per perpetrare unmassacro nelle favelas, uccidendo almeno 138 persone con la scusa della guerra sulla droga (la stessa scusa usata da Trump per l'intervento in America Latina, in un contesto diverso). Lo stato di Rio de Janeiro ha molti legami con i sionisti, dai fucili d'assalto, agli occhiali per la visione notturna, ai dispositivi di sorveglianza, ai corsi e alla formazione su come trattare il popolo come un nemico, proprio come fanno con i palestinesi.
https://www.osservatoriorepressione.info/gaza-e-rio-de-janeiro-gaza-e-il-mondo-intero/
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Osservatorio Repressione
Gaza è Rio de Janeiro. Gaza è il mondo intero
di Raúl Zibechi* Le parole non possono descrivere adeguatamente l’orrore del massacro di oltre 138 giovani neri poveri, uccisi dalla polizia in Brasile con il pretesto di combattere il narcotraffico. …
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Il modello penitenziario scelto è quello delle chiusure insensate, scoraggiando il mondo esterno dall’essere protagonista, in senso positivo, della pena
https://www.osservatoriorepressione.info/storie-di-isolamento-e-di-mancata-emancipazione/
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Osservatorio Repressione
Storie di isolamento e di mancata emancipazione
di Patrizio Gonnella* Il modello penitenziario scelto è quello delle chiusure insensate, scoraggiando il mondo esterno dall’essere protagonista, in senso positivo, della pena Per ben 5.837 volte nel 2024 c’è …
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Presentazione di “Questo libro è illegale”
Mercoledì 5 novembre 2025, alle 17.30, la Libreria Risguardi di Campobasso, via Vittorio Veneto 22, ospita la presentazione di “Questo libro è illegale” a cura di Osservatorio Repressione e Volere la Luna. Edizioni Altreconomia
Partecipa Italo Di Sabato, tra gli autori dellibro, in dialogo con i docenti Unimol Laura Ronchetti e Rossano Pazzagli.
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Mercoledì 5 novembre 2025, alle 17.30, la Libreria Risguardi di Campobasso, via Vittorio Veneto 22, ospita la presentazione di “Questo libro è illegale” a cura di Osservatorio Repressione e Volere la Luna. Edizioni Altreconomia
Partecipa Italo Di Sabato, tra gli autori dellibro, in dialogo con i docenti Unimol Laura Ronchetti e Rossano Pazzagli.
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Repressione istituzionale, cyberbullismo, e violazioni dei diritti costituzionali
https://www.osservatoriorepressione.info/cronaca-di-una-distruzione-invisibile/
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Osservatorio Repressione
Cronaca di una distruzione invisibile
di Orazio Grasso Repressione istituzionale, cyberbullismo, e violazioni dei diritti costituzionali. Sono passati più di vent’anni da quando ho iniziato a interagire con le persone su internet. All’inizio era curiosità, …
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Forwarded from Free All Antifas - Italy
Traduzione dell'intervista a Zaid comparsa su Contre-Attaque
https://freeallantifas.noblogs.org/processo-di-budapest-lestradizione-di-zaid-inseguito-da-tutta-la-polizia-deuropa-per-il-suo-antifascismo/
Ricordiamo anche che il 12 novembre il tribunale di Parigi si esprimerà sulla richiesta di estradizione dell'Ungheria: è importante non abbassare la guardia e moltiplicare le azioni di solidarietà!
#FreeZaid
#FreeAllAntifas
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Ricordiamo anche che il 12 novembre il tribunale di Parigi si esprimerà sulla richiesta di estradizione dell'Ungheria: è importante non abbassare la guardia e moltiplicare le azioni di solidarietà!
#FreeZaid
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Antigone lancia una petizione per riportare il carcere nei confini della Costituzione. Il sovraffollamento nelle carceri italiane ha superato il 135%. Oltre 63.000d etenuti per meno di 47.000 posti realmente disponibili
https://www.osservatoriorepressione.info/le-carceri-italiane-sono-inumane-e-degradanti/
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Osservatorio Repressione
Le carceri italiane sono inumane e degradanti
di Andrea Oleandri Antigone lancia una petizione per riportare il carcere nei confini della Costituzione. Il sovraffollamento nelle carceri italiane ha superato il 135%. Oltre 63.000 detenuti per meno di …
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Giuristi ed Avvocati per la Palestina esprimono la loro solidarietà a Francesca Albanese, indebitamente attaccata in pubblico dal rappresentante del governoitaliano alle Nazioni Unite.
La dr.ssa Albanese è e resta una Special Rapporteur delle Nazioni Unite, che svolge con scrupolo,competenza e coraggio l’alto ruolo alla quale è stata chiamata; le infondate accuse e le volgari offese che le sono state rivolte, prima dal rappresentante dello Stato di Israele, poi dal rappresentante permanente della Repubblica italiana Maurizio Massari sono una offesa non solo alla sua persona, ma al suo ruolo ed al ruolo ed al prestigio ed autorità delle Nazioni Unite.
Purtroppo il rappresentante del governo italiano, evidentemente sulla base delle istruzioni ricevute da tale governo, invece di tutelare una propria concittadina che ricopre un ruolo tanto importante nel consesso delle Nazioni Unite dalle deliranti offese di stregoneria pronunziate dal rappresentante del Governo di Israele, e di quelle altrettanto gravi provenienti dal rappresentante di Orban, ha deciso di denigrare il lavoro della Relatrice edi accusarla apertamente di aver violato gli obblighi di integrità, imparzialità e buona fede.
Ai fatti descritti con coraggio, onestà e rigore da parte di una giurista oggi sostenuta dal consenso della gran parte della popolazione mondiale e di quella italiana, coloro che difendono le ragioni del genocidio in corso che ha fatto finora oramai almeno settantamila vittime di cui oltre un terzo bambini, non sanno opporre altro che accuse sconnesse e deliranti. La scomposta presa di posizione del rappresentante italiano e le sue aperte accuse di violazione del codice di condotta alla relatrice , se condivise e non smentite dal Ministro degli Affari Esteri e dal Governo, non fanno che confermare le ipotesi di complicità nel crimine di genocidio che ci hanno condotto a chiedere alla Procura presso la Corte Penale Internazionale di indagare sulle responsabilità dei membri del governo italiano anche contro i nostri Governanti, che hanno dato e continuano a dare copertura politica e materiale ai crimini del Governo di Israele. Dobbiamo purtroppo registrare al riguardo anche il persistente silenzio del Presidente della Repubblica, che dovrebbe invece far sentire la sua voce di supremo garante dell’ordinamento costituzionale.
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La dr.ssa Albanese è e resta una Special Rapporteur delle Nazioni Unite, che svolge con scrupolo,competenza e coraggio l’alto ruolo alla quale è stata chiamata; le infondate accuse e le volgari offese che le sono state rivolte, prima dal rappresentante dello Stato di Israele, poi dal rappresentante permanente della Repubblica italiana Maurizio Massari sono una offesa non solo alla sua persona, ma al suo ruolo ed al ruolo ed al prestigio ed autorità delle Nazioni Unite.
Purtroppo il rappresentante del governo italiano, evidentemente sulla base delle istruzioni ricevute da tale governo, invece di tutelare una propria concittadina che ricopre un ruolo tanto importante nel consesso delle Nazioni Unite dalle deliranti offese di stregoneria pronunziate dal rappresentante del Governo di Israele, e di quelle altrettanto gravi provenienti dal rappresentante di Orban, ha deciso di denigrare il lavoro della Relatrice edi accusarla apertamente di aver violato gli obblighi di integrità, imparzialità e buona fede.
Ai fatti descritti con coraggio, onestà e rigore da parte di una giurista oggi sostenuta dal consenso della gran parte della popolazione mondiale e di quella italiana, coloro che difendono le ragioni del genocidio in corso che ha fatto finora oramai almeno settantamila vittime di cui oltre un terzo bambini, non sanno opporre altro che accuse sconnesse e deliranti. La scomposta presa di posizione del rappresentante italiano e le sue aperte accuse di violazione del codice di condotta alla relatrice , se condivise e non smentite dal Ministro degli Affari Esteri e dal Governo, non fanno che confermare le ipotesi di complicità nel crimine di genocidio che ci hanno condotto a chiedere alla Procura presso la Corte Penale Internazionale di indagare sulle responsabilità dei membri del governo italiano anche contro i nostri Governanti, che hanno dato e continuano a dare copertura politica e materiale ai crimini del Governo di Israele. Dobbiamo purtroppo registrare al riguardo anche il persistente silenzio del Presidente della Repubblica, che dovrebbe invece far sentire la sua voce di supremo garante dell’ordinamento costituzionale.
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Il porto di Taranto non è complice di genocidio: i nostri mari sono luoghi di liberazione!
https://www.osservatoriorepressione.info/palestina-libera-taranto-libera/
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Osservatorio Repressione
Palestina libera, Taranto libera
di Taranto per la Palestina Il porto di Taranto non è complice di genocidio: i nostri mari sono luoghi di liberazione! Giovedi 30 ottobre, la nostra comunità e il nostro …
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
LIVORNO: UN MIGRANTE MORTO E UNO DISPERSO AL PORTO, “RINCHIUSI IN UNA CABINA PER ESSERE RIMPATRIATI” SI SONO GETTATI IN MARE E RISUCCHIATI DA UN’ELICA
E’ stato recuperato nel pomeriggio di oggi, nelle acque del porto di Livorno, il cadavere di uno dei due migranti finiti in mare questo giovedì mattina per evitare il rimpatrio, dopo aver attraversato il Mediterraneo nella stiva della cargo Stena Shipper, proveniente dall’Africa e che fa servizio con la Tunisia. Sospese, intanto,…
E’ stato recuperato nel pomeriggio di oggi, nelle acque del porto di Livorno, il cadavere di uno dei due migranti finiti in mare questo giovedì mattina per evitare il rimpatrio, dopo aver attraversato il Mediterraneo nella stiva della cargo Stena Shipper, proveniente dall’Africa e che fa servizio con la Tunisia. Sospese, intanto,…
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#accaddeoggi - 31 ottobre 2005 : Val di Susa “Non passa il celerino”
https://www.osservatoriorepressione.info/31-ottobre-2005-val-susa/
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Osservatorio Repressione
31 ottobre 2005 – Val di Susa “Non passa il celerino”
Il 31 ottobre Ltf deve per la prima volta espropriare tre terreni in alcune località sopra Mompantero.. “Alle 6,30 il ritrovo lanciato dalla comunità montana è al cimitero di Mompantero, …
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Forwarded from Boccaccio Lovers 🏴☠
1. LA SCUOLA NON SI ARRUOLA.
Tagliare le spese militari, finanziare la scuola pubblica!
Lo spettro di un conflitto mondiale si allunga sulle nostre vite e getta la sua funesta ombra in tutte le pieghe della società. La normalizzazione della guerra investe il mondo della scuola, con l'obiettivo di abituare i più giovani a linguaggi e pratiche di guerra, affinché in futuro possano diventare "bravi patrioti" o silenziosa carne da macello.
E’ evidente il salto di qualità del piano strategico che porta dentro le scuole una forte ventata di nazionalismo e militarismo, abdicando al ruolo che le scuole dovrebbero avere di luogo promotore di pensiero libero e critico.
E’ dal 2014 almeno che esistono protocolli di intesa interministeriali che promuovono “cultura della sicurezza” e “cultura della difesa”: questa “promozione” avviene attraverso attività contro “il bullismo”, per “la legalità”, per l’orientamento e di alternanza scuola-lavoro che nascondono spesso la normalizzazione di culture della guerra.
Se in alcuni casi sono direttamente le forze armate che entrano nelle scuole, in altri sono le caserme a ospitare delegazioni di studenti organizzando attività di gioco o sportive che spesso simulano l’addestramento militare. O come recentemente successo anche in Brianza con la contestata iniziativa dell’ Italian Raid Commando, le scuole diventano basi operative per attività di vero e proprio addestramento militare. Inoltre non è raro che venga proposto di effettuare i percorsi di PCTO (la vecchia alternanza scuola lavoro) all’interno di industrie belliche o basi militari, come a Sigonella (SR) o Solbiate Olona (VA), in cui gli studenti effettuano addirittura attività di manutenzione di mezzi militari. Non mancano poi concorsi, premi, presentazioni di calendari e mostre su vicende belliche organizzate in sinergia tra il Ministero della Difesa e quello dell’Istruzione.
Rappresentanti delle forze armate sono talvolta presenti all’interno delle classi sostituendosi alla figura dei docenti in attività didattiche come le cosiddette materie Stem (le discipline scientifico-tecnologiche), rispetto alle quali sta assumendo un ruolo centrale la Fondazione Leonardo, proponendo pacchetti educativi sia per gli studenti sia per la formazione dei docenti.
E ovviamente il 4 novembre i docenti delle scuole di ogni ordine e grado saranno invitati ad accompagnare i propri studenti e studentesse a celebrazioni che esaltano i valori della patria e del sacrificio.
Contro tutto questo apparato propagandistico scendiamo in piazza il 4 novembre, insieme a tutt* i/le docenti, lavoratori e lavoratrici della scuola, student* che generosamente si battono per contrastare questo indottrinamento istituzionale e che svolgono un ruolo fondamentale di resistenza alla retorica guerrafondaia.
Ma non solo: manifestare contro la guerra e le spese militari significa rivendicare investimenti maggiori per l'istruzione pubblica, per la messa in sicurezza dei plessi scolastici, per l'assunzione di precari e precarie in lista d'attesa da anni, per l'aumento dei salari degli insegnanti italiani, tra i meno pagat* in Europa.
Per approfondimenti: https://osservatorionomilscuola.com/
Rete Lotte Sociali Monza e Brianza
Collettivi studenteschi di Monza
Tagliare le spese militari, finanziare la scuola pubblica!
Lo spettro di un conflitto mondiale si allunga sulle nostre vite e getta la sua funesta ombra in tutte le pieghe della società. La normalizzazione della guerra investe il mondo della scuola, con l'obiettivo di abituare i più giovani a linguaggi e pratiche di guerra, affinché in futuro possano diventare "bravi patrioti" o silenziosa carne da macello.
E’ evidente il salto di qualità del piano strategico che porta dentro le scuole una forte ventata di nazionalismo e militarismo, abdicando al ruolo che le scuole dovrebbero avere di luogo promotore di pensiero libero e critico.
E’ dal 2014 almeno che esistono protocolli di intesa interministeriali che promuovono “cultura della sicurezza” e “cultura della difesa”: questa “promozione” avviene attraverso attività contro “il bullismo”, per “la legalità”, per l’orientamento e di alternanza scuola-lavoro che nascondono spesso la normalizzazione di culture della guerra.
Se in alcuni casi sono direttamente le forze armate che entrano nelle scuole, in altri sono le caserme a ospitare delegazioni di studenti organizzando attività di gioco o sportive che spesso simulano l’addestramento militare. O come recentemente successo anche in Brianza con la contestata iniziativa dell’ Italian Raid Commando, le scuole diventano basi operative per attività di vero e proprio addestramento militare. Inoltre non è raro che venga proposto di effettuare i percorsi di PCTO (la vecchia alternanza scuola lavoro) all’interno di industrie belliche o basi militari, come a Sigonella (SR) o Solbiate Olona (VA), in cui gli studenti effettuano addirittura attività di manutenzione di mezzi militari. Non mancano poi concorsi, premi, presentazioni di calendari e mostre su vicende belliche organizzate in sinergia tra il Ministero della Difesa e quello dell’Istruzione.
Rappresentanti delle forze armate sono talvolta presenti all’interno delle classi sostituendosi alla figura dei docenti in attività didattiche come le cosiddette materie Stem (le discipline scientifico-tecnologiche), rispetto alle quali sta assumendo un ruolo centrale la Fondazione Leonardo, proponendo pacchetti educativi sia per gli studenti sia per la formazione dei docenti.
E ovviamente il 4 novembre i docenti delle scuole di ogni ordine e grado saranno invitati ad accompagnare i propri studenti e studentesse a celebrazioni che esaltano i valori della patria e del sacrificio.
Contro tutto questo apparato propagandistico scendiamo in piazza il 4 novembre, insieme a tutt* i/le docenti, lavoratori e lavoratrici della scuola, student* che generosamente si battono per contrastare questo indottrinamento istituzionale e che svolgono un ruolo fondamentale di resistenza alla retorica guerrafondaia.
Ma non solo: manifestare contro la guerra e le spese militari significa rivendicare investimenti maggiori per l'istruzione pubblica, per la messa in sicurezza dei plessi scolastici, per l'assunzione di precari e precarie in lista d'attesa da anni, per l'aumento dei salari degli insegnanti italiani, tra i meno pagat* in Europa.
Per approfondimenti: https://osservatorionomilscuola.com/
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Collettivi studenteschi di Monza
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
Seminario online 10 marzo: Università e Militarizzazione, rilancio del boicottaggio accademico
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
LIVORNO: MIGRANTI DISPERSI, “IL PORTO HA CONTINUATO A LAVORARE MENTRE C’ERANO DUE RAGAZZI IN MARE, NON DIAMO PIÙ VALORE ALLA VITA”
Non vi è ancora traccia del ragazzo migrante disperso in mare al porto di Livorno. Si era gettato in acqua per tentare di sfuggire al rimpatrio. Era insieme a un’altra persona, quest’ultima deceduta dopo essere stata risucchiata dall’elica di una nave che stava transitando nello scalo portuale. I due ragazzi, nemmeno…
Non vi è ancora traccia del ragazzo migrante disperso in mare al porto di Livorno. Si era gettato in acqua per tentare di sfuggire al rimpatrio. Era insieme a un’altra persona, quest’ultima deceduta dopo essere stata risucchiata dall’elica di una nave che stava transitando nello scalo portuale. I due ragazzi, nemmeno…
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
NAPOLI: OCCUPATA L’AULA NUGNES DEL CONSIGLIO COMUNALE, “RISPETTATE LA MOZIONE CONTRO LA COLLABORAZIONE CON ISRAELE”
Nel corso del pomeriggio di venerdì 31 ottobre è stata occupata dalla rete Napoli con la Palestina l’aula Nugnes del consiglio comunale di Napoli. L’occupazione è stata accompagnata da una lettera che ricorda che lo scorso 2 luglio il consiglio comunale aveva approvato la cancellazione di “ogni collaborazione istituzionale con enti, associazioni e…
Nel corso del pomeriggio di venerdì 31 ottobre è stata occupata dalla rete Napoli con la Palestina l’aula Nugnes del consiglio comunale di Napoli. L’occupazione è stata accompagnata da una lettera che ricorda che lo scorso 2 luglio il consiglio comunale aveva approvato la cancellazione di “ogni collaborazione istituzionale con enti, associazioni e…
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