🎭 #Olimpiadi #Milano-Cortina 2026: un lusso per pochi a spese di ambiente, territori e classi più povere
👉 https://www.offtopiclab.org/olimpiadi-milano-cortina-2026-un-lusso-per-pochi-a-spese-di-ambiente-territori-e-classi-piu-povere/
[Senza arrivare alla sciagura di una Milano come Torino o Atene, messe in ginocchio economicamente e privatizzata del tutto per coprire i buchi di bilancio di costi olimpici, ci sono due immagini iconiche che raccontano la storia delle Olimpiadi restituendo i dati di realtà oltre la propaganda del capitalismo più rapace e dei suoi sponsor politici: gli ex villaggi olimpici di Atene e Torino abbandonati e divenuti rifugio per gli esclusi, le classi marginali e i rifiutati dalle città che sognavano la modernizzazione garantita dall’iper-sviluppo accelerato del grande evento, finendo invece in crisi di astinenza e overdose da debito esplosi come una bolla e lasciando tutti più poveri...]
👉 https://www.offtopiclab.org/olimpiadi-milano-cortina-2026-un-lusso-per-pochi-a-spese-di-ambiente-territori-e-classi-piu-povere/
[Senza arrivare alla sciagura di una Milano come Torino o Atene, messe in ginocchio economicamente e privatizzata del tutto per coprire i buchi di bilancio di costi olimpici, ci sono due immagini iconiche che raccontano la storia delle Olimpiadi restituendo i dati di realtà oltre la propaganda del capitalismo più rapace e dei suoi sponsor politici: gli ex villaggi olimpici di Atene e Torino abbandonati e divenuti rifugio per gli esclusi, le classi marginali e i rifiutati dalle città che sognavano la modernizzazione garantita dall’iper-sviluppo accelerato del grande evento, finendo invece in crisi di astinenza e overdose da debito esplosi come una bolla e lasciando tutti più poveri...]
Gli incendi migliori amici dei signori del cemento
Settimana di fuoco, in tutti i sensi purtroppo, per l’area dell’ex Piazza d’Armi. Lunedì, su impulso della proprietà, il fondo INVIMIT che ha in carico i beni dell’ex demanio militare, è stata sgomberata la parte nord dei 400.000 mq dell’area, quella occupata da orti, insediamenti abitativi precari e alcune discariche abusive di rifiuti. L’intervento ha ricevuto il plauso bipartisan dell’ex assessore Maran e dell’ex presidente del Municipio 7 Bestetti e potrebbe far presagire che INVIMIT abbia trovato acquirenti interessati.
Nelle giornate di martedì e sabato, vari incendi, agevolati anche dal vento, hanno distrutto e compromesso un’importante porzione della più ampia area di wilderness urbana di Milano. Incendi che si sono sviluppati in più punti e che, a giudizio dei Vigili del Fuoco, sarebbero di probabile origine dolosa. Dopo la demolizione degli ex magazzini militari, questi episodi non fanno che accelerare le spinte per realizzare le volumetrie previste dal Piano di Governo del Territorio (grande funzione urbana o case che siano) e “addomesticare” il verde spontaneo e selvaggio incompatibile con eventuali valorizzazioni immobiliari.
Come temevamo e denunciamo da anni, il voluto abbandono della Piazza d’Armi da parte di INVIMIT e Comune di Milano, sordi alle proposte di comitati e abitanti di recupero degli ex magazzini e di mantenimento dell’area nel suo stato di wilderness, è diventato il migliore alleato di chi vuole distruggere il paesaggio e un bene ambientale così prezioso per farci profitti a danno della biodiversità, della collettività, dei nostri polmoni.
Settimana di fuoco, in tutti i sensi purtroppo, per l’area dell’ex Piazza d’Armi. Lunedì, su impulso della proprietà, il fondo INVIMIT che ha in carico i beni dell’ex demanio militare, è stata sgomberata la parte nord dei 400.000 mq dell’area, quella occupata da orti, insediamenti abitativi precari e alcune discariche abusive di rifiuti. L’intervento ha ricevuto il plauso bipartisan dell’ex assessore Maran e dell’ex presidente del Municipio 7 Bestetti e potrebbe far presagire che INVIMIT abbia trovato acquirenti interessati.
Nelle giornate di martedì e sabato, vari incendi, agevolati anche dal vento, hanno distrutto e compromesso un’importante porzione della più ampia area di wilderness urbana di Milano. Incendi che si sono sviluppati in più punti e che, a giudizio dei Vigili del Fuoco, sarebbero di probabile origine dolosa. Dopo la demolizione degli ex magazzini militari, questi episodi non fanno che accelerare le spinte per realizzare le volumetrie previste dal Piano di Governo del Territorio (grande funzione urbana o case che siano) e “addomesticare” il verde spontaneo e selvaggio incompatibile con eventuali valorizzazioni immobiliari.
Come temevamo e denunciamo da anni, il voluto abbandono della Piazza d’Armi da parte di INVIMIT e Comune di Milano, sordi alle proposte di comitati e abitanti di recupero degli ex magazzini e di mantenimento dell’area nel suo stato di wilderness, è diventato il migliore alleato di chi vuole distruggere il paesaggio e un bene ambientale così prezioso per farci profitti a danno della biodiversità, della collettività, dei nostri polmoni.
Milano città esclusiva anche per i servizi di prima infanzia
A Milano i minori in età da nido sono quasi 24mila, a fronte di 8mila posti disponibili: ben al di sotto dell’obiettivo UE stabilito nel lontano 2002 di garantire 33 posti negli asili ogni 100 bambini residenti fra 3 e 36 mesi. Le strutture comunali a gestione diretta sono 103, altre 35 in appalto e 96 private in convenzione. La retta per un asilo è 765 euro in media al mese - 140 euro in più, il 22%, della media calcolata su 350 asili nido sparsi in otto grandi città (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino). Questi i dati dell’indagine Altroconsumo.
Se a questo dato aggiungiamo quello delle chiusure - il 55% è chiuso in agosto e il restante 45% non garantisce la piena continuità sul mese - si evince un ulteriore elemento di discriminazione che pesa gravemente sull’equità di accesso per le fasce a reddito più basso e sulle possibilità di autonomia, lavorativa e non, per le donne - che in una società patriarcale subiscono la maggior parte del peso del lavoro di cura.
Una ricerca di Save the Children del 2019, ha evidenziato le disparità cognitive e di sviluppo tra i minori che hanno potuto accedere a percorsi educativi fin dalla prima infanzia e chi invece vi è stato escluso. Inoltre la cosiddetta povertà educativa - correlata alla condizione sociale - in Italia riguardava tre anni fa il 32,1% dei minori (4° posizione in Europa, e prima dei disagi dovuti alla pandemia), la cui origine è anche nell’esclusione dai nidi.
Ma c’è un risvolto anche sociale: in Italia il costo per i servizi di prima infanzia assorbe il 20% del reddito familiare (in alcuni casi anche di più, come Milano) e in più del 50% delle famiglie che non riescono ad accedere è la madre a rinunciare al lavoro. È ora che l’asilo a tempo pieno diventi un servizio gratuito e universale, garantito ai minori e alle loro famiglie, come strumento di eguaglianza e giustizia sociale oltre che di redistribuzione.
A Milano i minori in età da nido sono quasi 24mila, a fronte di 8mila posti disponibili: ben al di sotto dell’obiettivo UE stabilito nel lontano 2002 di garantire 33 posti negli asili ogni 100 bambini residenti fra 3 e 36 mesi. Le strutture comunali a gestione diretta sono 103, altre 35 in appalto e 96 private in convenzione. La retta per un asilo è 765 euro in media al mese - 140 euro in più, il 22%, della media calcolata su 350 asili nido sparsi in otto grandi città (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino). Questi i dati dell’indagine Altroconsumo.
Se a questo dato aggiungiamo quello delle chiusure - il 55% è chiuso in agosto e il restante 45% non garantisce la piena continuità sul mese - si evince un ulteriore elemento di discriminazione che pesa gravemente sull’equità di accesso per le fasce a reddito più basso e sulle possibilità di autonomia, lavorativa e non, per le donne - che in una società patriarcale subiscono la maggior parte del peso del lavoro di cura.
Una ricerca di Save the Children del 2019, ha evidenziato le disparità cognitive e di sviluppo tra i minori che hanno potuto accedere a percorsi educativi fin dalla prima infanzia e chi invece vi è stato escluso. Inoltre la cosiddetta povertà educativa - correlata alla condizione sociale - in Italia riguardava tre anni fa il 32,1% dei minori (4° posizione in Europa, e prima dei disagi dovuti alla pandemia), la cui origine è anche nell’esclusione dai nidi.
Ma c’è un risvolto anche sociale: in Italia il costo per i servizi di prima infanzia assorbe il 20% del reddito familiare (in alcuni casi anche di più, come Milano) e in più del 50% delle famiglie che non riescono ad accedere è la madre a rinunciare al lavoro. È ora che l’asilo a tempo pieno diventi un servizio gratuito e universale, garantito ai minori e alle loro famiglie, come strumento di eguaglianza e giustizia sociale oltre che di redistribuzione.
Giovedì 21-4 h 19.30 - PianoTerra - Presentazione progetto So Cliché”
https://www.offtopiclab.org/50-sfumature-di-verde-incontri-sulla-citta-di-milano/
I rendering, seduttivi tanto quanto sono fasulli, sono una delle forme che alimentano la narrazione del “modello Milano” a descrivere la città come “a place to be”, la città verde e della qualità della vita. Un’abile operazione di greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
Con la presentazione del progetto “So Cliché” che analizza l’uso dei rendering a Milano, inauguriamo il ciclo “50 Sfumature di Verde”, che fino a fine maggio organizzeremo a Piano Terra per indagare sotto varie sfaccettature la metropoli milanese.
Dalle 19.30 aperitivo con buon cibo
Dalle 2030 presentazione di “So Cliché” e incontro con gli autori del progetto
https://www.offtopiclab.org/50-sfumature-di-verde-incontri-sulla-citta-di-milano/
I rendering, seduttivi tanto quanto sono fasulli, sono una delle forme che alimentano la narrazione del “modello Milano” a descrivere la città come “a place to be”, la città verde e della qualità della vita. Un’abile operazione di greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
Con la presentazione del progetto “So Cliché” che analizza l’uso dei rendering a Milano, inauguriamo il ciclo “50 Sfumature di Verde”, che fino a fine maggio organizzeremo a Piano Terra per indagare sotto varie sfaccettature la metropoli milanese.
Dalle 19.30 aperitivo con buon cibo
Dalle 2030 presentazione di “So Cliché” e incontro con gli autori del progetto
Milano: il Diritto all’Abitare come elemosina delle grandi trasformazioni urbane
È il più grande progetto di rigenerazione urbana d’Italia, tra i più grandi d’Europa, e realizzerà case a emissioni zero o quasi e ad affitti calmierati (housing sociale). Così l’A.D. per l’Italia del Fondo Immobiliare Hines, Abbadessa, ha descritto il nuovo investimento da 850 mln di euro per acquistare e “rigenerare” 40.000 mq di edifici a Lambrate, 5 immobili tra zona Navigli e Porta Romana e 9 edifici in Via Lampedusa. Nessuna speculazione, garantisce, ma 1440 appartamenti a costi calmierati (sui 5000 che Hines conta di realizzare entro il 2025).
Benefattori? No di certo, parliamo di chi ha già le mani su alcuni palazzi storici del centro di Milano (piazza Cordusio) e ha goduto a piene mani di ampi guadagni a Porta Nuova. Ora si appresta a nuove importanti trasformazioni anche sull’area dell’ex Trotto e relative ex scuderie, che ha acquisito da SNAITECH (e ora demolite) e dove opera in qualità di sviluppatore per i futuri progetti, primo tra tutti quello della cordata guidata da AXA che si appresta a realizzare 2 torri per 120 appartamenti, prezzo medio previsto 6500 €/mq…come scrivemmo “Abbattiamo alberi e scuderie per costruire case per ricchi”.
La corsa al mattone “che rende” non si ferma, sostenuta dalla propaganda della giunta milanese che agli investitori propone lauti e sicuri guadagni in un contesto incline ad accettare ogni tipo di trasformazione e scarsamente conflittuale. Cruciali saranno le trasformazioni sulle grandi aree ex pubbliche come MoLeCoLa sull’Area Nodo Bovisa (sempre Hines), gli ex Scali o le operazioni inserite nelle grandi aree un tempo industriali quali l’area ex Falck (ancora Hines a capofila fra i promotori del progetto). Siamo davanti ad operazioni “private” e “privatizzanti” su aree spesso ex pubbliche per un’offerta che diverge dal crescente disagio abitativo e converge verso il crescente appetito degli investitori e degli smart users.
Una situazione già grave per le dinamiche del mercato immobiliare in un territorio, quello milanese, privo di politiche pubbliche efficaci sul tema. Dopo due e più anni di crisi, grazie anche allo sblocco degli sfratti e all’incapacità di ALER e MM di mettere a disposizione le migliaia di appartamenti vuoti e da ristrutturare (che spesso, anzi, vengono messe in vendita) la situazione è peggiorata sotto ogni punto di vista. Il diritto all’abitare a Milano è sempre più affidato alla risposta privata e all’elemosina delle grandi operazioni di trasformazione urbana con un po' di housing sociale, proposto a costi non accessibili per i soggetti passivi dell’emergenza abitativa.
È il più grande progetto di rigenerazione urbana d’Italia, tra i più grandi d’Europa, e realizzerà case a emissioni zero o quasi e ad affitti calmierati (housing sociale). Così l’A.D. per l’Italia del Fondo Immobiliare Hines, Abbadessa, ha descritto il nuovo investimento da 850 mln di euro per acquistare e “rigenerare” 40.000 mq di edifici a Lambrate, 5 immobili tra zona Navigli e Porta Romana e 9 edifici in Via Lampedusa. Nessuna speculazione, garantisce, ma 1440 appartamenti a costi calmierati (sui 5000 che Hines conta di realizzare entro il 2025).
Benefattori? No di certo, parliamo di chi ha già le mani su alcuni palazzi storici del centro di Milano (piazza Cordusio) e ha goduto a piene mani di ampi guadagni a Porta Nuova. Ora si appresta a nuove importanti trasformazioni anche sull’area dell’ex Trotto e relative ex scuderie, che ha acquisito da SNAITECH (e ora demolite) e dove opera in qualità di sviluppatore per i futuri progetti, primo tra tutti quello della cordata guidata da AXA che si appresta a realizzare 2 torri per 120 appartamenti, prezzo medio previsto 6500 €/mq…come scrivemmo “Abbattiamo alberi e scuderie per costruire case per ricchi”.
La corsa al mattone “che rende” non si ferma, sostenuta dalla propaganda della giunta milanese che agli investitori propone lauti e sicuri guadagni in un contesto incline ad accettare ogni tipo di trasformazione e scarsamente conflittuale. Cruciali saranno le trasformazioni sulle grandi aree ex pubbliche come MoLeCoLa sull’Area Nodo Bovisa (sempre Hines), gli ex Scali o le operazioni inserite nelle grandi aree un tempo industriali quali l’area ex Falck (ancora Hines a capofila fra i promotori del progetto). Siamo davanti ad operazioni “private” e “privatizzanti” su aree spesso ex pubbliche per un’offerta che diverge dal crescente disagio abitativo e converge verso il crescente appetito degli investitori e degli smart users.
Una situazione già grave per le dinamiche del mercato immobiliare in un territorio, quello milanese, privo di politiche pubbliche efficaci sul tema. Dopo due e più anni di crisi, grazie anche allo sblocco degli sfratti e all’incapacità di ALER e MM di mettere a disposizione le migliaia di appartamenti vuoti e da ristrutturare (che spesso, anzi, vengono messe in vendita) la situazione è peggiorata sotto ogni punto di vista. Il diritto all’abitare a Milano è sempre più affidato alla risposta privata e all’elemosina delle grandi operazioni di trasformazione urbana con un po' di housing sociale, proposto a costi non accessibili per i soggetti passivi dell’emergenza abitativa.
♻️ 21.04 | h19:30 | Piano Terra: parte il ciclo di incontri 50 sfumature di verde
❎ Stasera iniziamo con la presentazione del progetto So Clichè: una lettura della città che viene venduta a investitori, turisti e nuovi abitanti attraverso i rendering dei progetti immobiliari della città di #Milano. Tanto seduttivi quanto fasulli, i rendering sono una delle forme che alimentano la narrazione del #modelloMilano a descrivere la città come “place to be”, verde e del record nella qualità della vita. Un’abile operazione di #greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
🕢 H19:30 apertura porte e cena a prezzi popolari
H20:30 inizio presentazione e dibattito
❎ Stasera iniziamo con la presentazione del progetto So Clichè: una lettura della città che viene venduta a investitori, turisti e nuovi abitanti attraverso i rendering dei progetti immobiliari della città di #Milano. Tanto seduttivi quanto fasulli, i rendering sono una delle forme che alimentano la narrazione del #modelloMilano a descrivere la città come “place to be”, verde e del record nella qualità della vita. Un’abile operazione di #greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
🕢 H19:30 apertura porte e cena a prezzi popolari
H20:30 inizio presentazione e dibattito
Arexpo-Mind: un parco si…ma tecnologico
Il 30 aprile aprirà al pubblico per la prima volta la prima porzione di Area MIND, il distretto scientifico-tecnologico che sta sorgendo sull’ex area sede di Expo2015, a 7 anni dall’esposizione e dopo 4,5 miliardi di investimenti, 2 a carico di Arexpo (società a capitale pubblico proprietaria dell’area) e 2,5 per opera di Landlease (lo sviluppatore). Il completamento del sito in realtà avverrà solo nel 2026, per ora ci pensano gli immancabili rendering a supportare il marketing del progetto.
Centri di ricerca, start up in ambito biomedico e tecnologico, il nuovo ospedale Galeazzi, le facoltà scientifiche della Statale con relativo campus, 1000 unità abitative a uso foresteria, un hotel da 290 stanze per utenza d’affari, il supermercato del futuro a opera di Esselunga. Grandi sponsor (e ingombranti) dell’Area MIND: Eni, Enel, Novartis, Bracco, Cisco, EoN, A2A. Secondo gli sviluppatori 60.000 persone la popoleranno ogni giorno e diventerà un ambito di eccellenza di Milano, prototipo e simbolo della smart city futura.
La prospettiva di una dataveillance city, la città della sorveglianza e della profilazione digitale, più appropriata di smart a descrivere quello che verrà a realizzarsi, è già sufficientemente inquietante. Non bastasse, ricordiamo che sull’ex sito Expo i milanesi avevano votato e chiesto un parco su almeno il 51% dell’area e, soprattutto, ci domandiamo: ma i 2 mld di Arexpo sono ulteriori oneri che i soci pubblici hanno dovuto affrontare oltre a quanto già speso per acquistare l’area e realizzare Expo2015?
Il 30 aprile aprirà al pubblico per la prima volta la prima porzione di Area MIND, il distretto scientifico-tecnologico che sta sorgendo sull’ex area sede di Expo2015, a 7 anni dall’esposizione e dopo 4,5 miliardi di investimenti, 2 a carico di Arexpo (società a capitale pubblico proprietaria dell’area) e 2,5 per opera di Landlease (lo sviluppatore). Il completamento del sito in realtà avverrà solo nel 2026, per ora ci pensano gli immancabili rendering a supportare il marketing del progetto.
Centri di ricerca, start up in ambito biomedico e tecnologico, il nuovo ospedale Galeazzi, le facoltà scientifiche della Statale con relativo campus, 1000 unità abitative a uso foresteria, un hotel da 290 stanze per utenza d’affari, il supermercato del futuro a opera di Esselunga. Grandi sponsor (e ingombranti) dell’Area MIND: Eni, Enel, Novartis, Bracco, Cisco, EoN, A2A. Secondo gli sviluppatori 60.000 persone la popoleranno ogni giorno e diventerà un ambito di eccellenza di Milano, prototipo e simbolo della smart city futura.
La prospettiva di una dataveillance city, la città della sorveglianza e della profilazione digitale, più appropriata di smart a descrivere quello che verrà a realizzarsi, è già sufficientemente inquietante. Non bastasse, ricordiamo che sull’ex sito Expo i milanesi avevano votato e chiesto un parco su almeno il 51% dell’area e, soprattutto, ci domandiamo: ma i 2 mld di Arexpo sono ulteriori oneri che i soci pubblici hanno dovuto affrontare oltre a quanto già speso per acquistare l’area e realizzare Expo2015?
𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔! 𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱ə 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿, 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮! 𝗡𝗼 𝗼𝗶𝗹 – 𝗡𝗼 𝘄𝗮𝗿 – 𝗡𝗼 𝗯𝗼𝗿𝗱𝗲𝗿
Siamo le lavoratrici e i lavoratori della “smart city” e dello spettacolo, siamo rider, migranti, smart worker, partite iva, creativə digitali, stagistə e tirocinanti, studentesse e studenti in mobilitazione contro l’alternanza Scuola-Lavoro.
Siamo parasubordinatə e somministratə, lavoriamo a chiamata, con contratti a termine o false collaborazioni autonome; siamo neet, lavoratrici e lavoratori in nero, disoccupatə che hanno rifiutato con orgoglio l’ennesimo “bullshit job”.
Siamo persone con disabilità, da sempre emarginati dalla società, nati o diventati così anche per gli incidenti che si verificano nel mondo del lavoro.
Siamo sex workers, siamo trans, siamo persone che cercano di interrompere una gravidanza ma le farmacie ci negano la pillola del giorno dopo, siamo vittime di violenza fisica e psicologica in casa o sul posto di lavoro.
💪 Siamo il 99%, la marea precaria che durante la pandemia è stata più esposta all’emergenza sanitaria e che ora rischia di trovarsi più colpita dalla crisi economica indotta dalla guerra e dal carovita. Siamo quellə senza casa o senza un “𝘗𝘢𝘱𝘪” ricco che la paga.
Dopo essere stati chiamati “𝘦𝘳𝘰𝘪” per aver continuato a lavorare durante la pandemia, siamo tornati ad essere invisibili!
❗𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮❗
https://www.offtopiclab.org/𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔-𝗟𝗮-𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱/
Siamo le lavoratrici e i lavoratori della “smart city” e dello spettacolo, siamo rider, migranti, smart worker, partite iva, creativə digitali, stagistə e tirocinanti, studentesse e studenti in mobilitazione contro l’alternanza Scuola-Lavoro.
Siamo parasubordinatə e somministratə, lavoriamo a chiamata, con contratti a termine o false collaborazioni autonome; siamo neet, lavoratrici e lavoratori in nero, disoccupatə che hanno rifiutato con orgoglio l’ennesimo “bullshit job”.
Siamo persone con disabilità, da sempre emarginati dalla società, nati o diventati così anche per gli incidenti che si verificano nel mondo del lavoro.
Siamo sex workers, siamo trans, siamo persone che cercano di interrompere una gravidanza ma le farmacie ci negano la pillola del giorno dopo, siamo vittime di violenza fisica e psicologica in casa o sul posto di lavoro.
💪 Siamo il 99%, la marea precaria che durante la pandemia è stata più esposta all’emergenza sanitaria e che ora rischia di trovarsi più colpita dalla crisi economica indotta dalla guerra e dal carovita. Siamo quellə senza casa o senza un “𝘗𝘢𝘱𝘪” ricco che la paga.
Dopo essere stati chiamati “𝘦𝘳𝘰𝘪” per aver continuato a lavorare durante la pandemia, siamo tornati ad essere invisibili!
❗𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮❗
https://www.offtopiclab.org/𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔-𝗟𝗮-𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱/
POQ 2022 IN FAMAGOSTA MM2
Date le piogge previste nel pomeriggio/sera del 25 Poq trasloca a Famagosta mm2
Stesso programma, stesso entusiasmo!
C'è spazio per tutt* al coperto!
Dalle ore 18
MUSICA - TEATRO - POLITICA - RISTORO
FAMAGOSTA MM2
Evento all'uscita della metro e ampio parcheggio nelle zone limitrofe.
Vi Aspettiamo!!
#resistenza
#25aprile
Date le piogge previste nel pomeriggio/sera del 25 Poq trasloca a Famagosta mm2
Stesso programma, stesso entusiasmo!
C'è spazio per tutt* al coperto!
Dalle ore 18
MUSICA - TEATRO - POLITICA - RISTORO
FAMAGOSTA MM2
Evento all'uscita della metro e ampio parcheggio nelle zone limitrofe.
Vi Aspettiamo!!
#resistenza
#25aprile
🌳 Ex Piazza d'Armi di #Milano. L'immagine di un fallimento
Dopo le vicende delle ultime settimane, proponiamo un nostro contributo sulla vicenda e la vertenza della ex Piazza d'Armi di Milano, uno dei tanti fronti aperti di opposizione sociale al #modelloMilano
👉 https://napolimonitor.it/ex-piazza-darmi-di-milano-limmagine-di-un-fallimento/ 👈
💬 [Un fallimento, sì, di #Invimit (controllata al cento per cento dal ministero dell’economia) che negli anni, nonostante si sia fatta coadiuvare occasionalmente da colossi del mestiere, è riuscita a “valorizzare” ben poco del patrimonio pubblico che le è stato conferito e che, dulcis in fundo, a dispetto dell’investimento pubblico dichiarato da regolare cartello di cantiere (quasi un milione e mezzo di euro) e l’ingaggio di una società di vigilantes privati, ha dimostrato la sua totale incapacità di tutelare quello che, fino a prova contraria, è ancora un patrimonio pubblico.
Ma soprattutto la sconfitta di una politica (della quale Beppe #Sala e Pierfrancesco #Maran sono gli interpreti più brillanti) che da troppi anni si è piegata agli interessi privati dei fondi speculativi globali, rendendosi complice della cessione di quel che resta della città pubblica e della trasformazione di Milano in città esclusiva ed escludente, umiliando il diritto all’abitare in cambio di una vera e propria elemosina – per redditi medio alti – chiamata Social Housing...]
Dopo le vicende delle ultime settimane, proponiamo un nostro contributo sulla vicenda e la vertenza della ex Piazza d'Armi di Milano, uno dei tanti fronti aperti di opposizione sociale al #modelloMilano
👉 https://napolimonitor.it/ex-piazza-darmi-di-milano-limmagine-di-un-fallimento/ 👈
💬 [Un fallimento, sì, di #Invimit (controllata al cento per cento dal ministero dell’economia) che negli anni, nonostante si sia fatta coadiuvare occasionalmente da colossi del mestiere, è riuscita a “valorizzare” ben poco del patrimonio pubblico che le è stato conferito e che, dulcis in fundo, a dispetto dell’investimento pubblico dichiarato da regolare cartello di cantiere (quasi un milione e mezzo di euro) e l’ingaggio di una società di vigilantes privati, ha dimostrato la sua totale incapacità di tutelare quello che, fino a prova contraria, è ancora un patrimonio pubblico.
Ma soprattutto la sconfitta di una politica (della quale Beppe #Sala e Pierfrancesco #Maran sono gli interpreti più brillanti) che da troppi anni si è piegata agli interessi privati dei fondi speculativi globali, rendendosi complice della cessione di quel che resta della città pubblica e della trasformazione di Milano in città esclusiva ed escludente, umiliando il diritto all’abitare in cambio di una vera e propria elemosina – per redditi medio alti – chiamata Social Housing...]
NapoliMONiTOR
Ex Piazza d'Armi di Milano. L'immagine di un fallimento - NapoliMONiTOR
Il 3 aprile scorso sono cominciati i lavori di “bonifica e pulizia” di una parte della ex Piazza d'Armi di Milano: un'area di proprietà pubblica che si sviluppa su una superficie di 41 ettari (410 mila mq), 35 dei quali a verde, che si sono [...]
#Primaggia oggi h15 Darsena
MayDay MayDay
#1M torniamo a riprenderci strade e piazze della città con una parade precaria, queer e climattiva. Una parade #NoOil #NoWar #NoBorders che risponde alla chiamata globale dei movimenti femministi e transfemministi russi #StrikeTheWar.
Scioperiamo la guerra e la devastazione del Pianeta
Scioperiamo precarietà e patriarcato
Scioperiamo lo sfruttamento del lavoro, dei territori e delle nostre vite
Enjoy the streets
Strike the smart city
Buon 1 maggio
MayDay MayDay
#1M torniamo a riprenderci strade e piazze della città con una parade precaria, queer e climattiva. Una parade #NoOil #NoWar #NoBorders che risponde alla chiamata globale dei movimenti femministi e transfemministi russi #StrikeTheWar.
Scioperiamo la guerra e la devastazione del Pianeta
Scioperiamo precarietà e patriarcato
Scioperiamo lo sfruttamento del lavoro, dei territori e delle nostre vite
Enjoy the streets
Strike the smart city
Buon 1 maggio
📌12.05 | Una mostra e due presentazioni a Piano Terra
Giovedì 12 Maggio a Piano Terra una mostra e BEN due presentazioni:
* AZIONE ANTIFASCISTA di Mark Bray (Antifa, the anti-fascist handbook, 2017) presentato dal curatore italiano Nicola Carella, Antifa Bari per Red Star Press.
* DESIGNING RIOTS 01: Rivista illustrata per canaglie, di Critica Università Della Strada, 2022
* La mostra: PER LA STRADA CON L’ARMATA NERA: appunti strategici sulla campagna di Liberazione.
🔍 Per i dettagli della serata: https://www.offtopiclab.org/12-05-una-mostra-e-due-presentazioni-a-piano-terra/
Giovedì 12 Maggio a Piano Terra una mostra e BEN due presentazioni:
* AZIONE ANTIFASCISTA di Mark Bray (Antifa, the anti-fascist handbook, 2017) presentato dal curatore italiano Nicola Carella, Antifa Bari per Red Star Press.
* DESIGNING RIOTS 01: Rivista illustrata per canaglie, di Critica Università Della Strada, 2022
* La mostra: PER LA STRADA CON L’ARMATA NERA: appunti strategici sulla campagna di Liberazione.
🔍 Per i dettagli della serata: https://www.offtopiclab.org/12-05-una-mostra-e-due-presentazioni-a-piano-terra/
❗Dalla rete Mai più Lager - No CPR: la protesta degli ultimi giorni in via Corelli
🗣 Dall'altro ieri è in corso una protesta nel #CPR di via Corelli, Milano, dove alcuni dei trattenuti, per l'esasperazione delle condizioni in cui vivono e per il cibo avariato servito questa sera, hanno appiccato il fuoco. Una colonna di fumo si è alzata dal cortile dell'unico braccio aperto (una struttura di 120 posti ormai da mesi utilizzata solo per 24 persone): uno di loro è rimasto ustionato. Non è chiaro al momento se la protesta si sia conclusa o se invece prosegua nell'indifferenza più assoluta del mondo esterno.
🔴 Da settimane i trattenuti lamentano la situazione di abbandono e denunciano la presenza di un ragazzo con problemi psichiatrici gravi, che dorme a terra su un materasso in corridoio e gira urlando notte e giorno senza ricevere assistenza, nonostante non sia in grado di accudirsi da solo.
Diverse sarebbero le persone con fragilità psichica al momento trattenute, senza alcuna cura.
📣 I Protocolli ATS- Prefettura dei quali è stata denunciata assenza lo scorso luglio (sul cui procedimento penale con richiesta di sequestro "tutto tace" ad oggi - testuali parole dell'avvocato), dopo essere comparsi sul sito della Prefettura di Milano a novembre 2021, sono in gran parte scaduti. E quelli in vigore sono rimasti solo sulla carta.
Per quanto si continuerà a far finta di niente su questo "porto franco" della città "modello" dell'accoglienza?
I CPR vanno chiusi. Tutti. Subito.
🗣 Dall'altro ieri è in corso una protesta nel #CPR di via Corelli, Milano, dove alcuni dei trattenuti, per l'esasperazione delle condizioni in cui vivono e per il cibo avariato servito questa sera, hanno appiccato il fuoco. Una colonna di fumo si è alzata dal cortile dell'unico braccio aperto (una struttura di 120 posti ormai da mesi utilizzata solo per 24 persone): uno di loro è rimasto ustionato. Non è chiaro al momento se la protesta si sia conclusa o se invece prosegua nell'indifferenza più assoluta del mondo esterno.
🔴 Da settimane i trattenuti lamentano la situazione di abbandono e denunciano la presenza di un ragazzo con problemi psichiatrici gravi, che dorme a terra su un materasso in corridoio e gira urlando notte e giorno senza ricevere assistenza, nonostante non sia in grado di accudirsi da solo.
Diverse sarebbero le persone con fragilità psichica al momento trattenute, senza alcuna cura.
📣 I Protocolli ATS- Prefettura dei quali è stata denunciata assenza lo scorso luglio (sul cui procedimento penale con richiesta di sequestro "tutto tace" ad oggi - testuali parole dell'avvocato), dopo essere comparsi sul sito della Prefettura di Milano a novembre 2021, sono in gran parte scaduti. E quelli in vigore sono rimasti solo sulla carta.
Per quanto si continuerà a far finta di niente su questo "porto franco" della città "modello" dell'accoglienza?
I CPR vanno chiusi. Tutti. Subito.
🗣 19.05 | Presentazione “Foodification. Come il cibo si è mangiato le città”
Giovedì 19 maggio secondo incontro del ciclo “50 sfumature di verde” a Piano Terra: presenteremo il libro/performance Foodification. Come il cibo si è mangiato le città a cura dell’omonimo collettivo torinese, con gli autori Marco Perucca e Paolo Tex accompagnati da Wolf Bukowski, giornalista, scrittore, attivista autore, in ultimo, de La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro.
🕛 h19:30 APERTURA PORTE E CENA A PREZZI POPOLARI
🕛 h20:30 UNA PERFORMANCE, UN READING, UN DIBATTITO
🔍Per maggiori info e dettagli 👉 https://www.offtopiclab.org/19-05-presentazione-foodification-come-il-cibo-si-e-mangiato-le-citta/
Giovedì 19 maggio secondo incontro del ciclo “50 sfumature di verde” a Piano Terra: presenteremo il libro/performance Foodification. Come il cibo si è mangiato le città a cura dell’omonimo collettivo torinese, con gli autori Marco Perucca e Paolo Tex accompagnati da Wolf Bukowski, giornalista, scrittore, attivista autore, in ultimo, de La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro.
🕛 h19:30 APERTURA PORTE E CENA A PREZZI POPOLARI
🕛 h20:30 UNA PERFORMANCE, UN READING, UN DIBATTITO
🔍Per maggiori info e dettagli 👉 https://www.offtopiclab.org/19-05-presentazione-foodification-come-il-cibo-si-e-mangiato-le-citta/
📌 Stasera a Piano Terra una mostra e due presentazioni:
* AZIONE ANTIFASCISTA di Mark Bray (Antifa, the anti-fascist handbook, 2017) presentato dal curatore italiano Nicola Carella, Antifa Bari per Red Star Press.
* DESIGNING RIOTS 01: Rivista illustrata per canaglie, di Critica Università Della Strada, 2022
* La mostra: PER LA STRADA CON L’ARMATA NERA: appunti strategici sulla campagna di Liberazione.
🕛 Dalle 19 porte aperte - 19.30 cena - 20.30 inizio presentazioni!
🔍 Per i dettagli della serata: https://www.offtopiclab.org/12-05-una-mostra-e-due-presentazioni-a-piano-terra/
* AZIONE ANTIFASCISTA di Mark Bray (Antifa, the anti-fascist handbook, 2017) presentato dal curatore italiano Nicola Carella, Antifa Bari per Red Star Press.
* DESIGNING RIOTS 01: Rivista illustrata per canaglie, di Critica Università Della Strada, 2022
* La mostra: PER LA STRADA CON L’ARMATA NERA: appunti strategici sulla campagna di Liberazione.
🕛 Dalle 19 porte aperte - 19.30 cena - 20.30 inizio presentazioni!
🔍 Per i dettagli della serata: https://www.offtopiclab.org/12-05-una-mostra-e-due-presentazioni-a-piano-terra/
🗣 Questo giovedì 19/05 la Off Topic crew presenta “Foodification. Come il cibo si è mangiato le città”
Nel secondo incontro del ciclo “50 sfumature di verde” a Piano Terra: presenteremo il libro/performance "Foodification. Come il cibo si è mangiato le città" a cura dell’omonimo collettivo torinese, con gli autori Marco Perucca e Paolo Tex accompagnati da Wolf Bukowski, giornalista, scrittore, attivista autore, in ultimo, de "La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro".
🕛 h19:30 APERTURA PORTE E CENA A PREZZI POPOLARI
🕛 h20:30 UNA PERFORMANCE, UN READING, UN DIBATTITO
🔍Per maggiori info e dettagli 👉 https://www.offtopiclab.org/19-05-presentazione-foodification-come-il-cibo-si-e-mangiato-le-citta/
Nel secondo incontro del ciclo “50 sfumature di verde” a Piano Terra: presenteremo il libro/performance "Foodification. Come il cibo si è mangiato le città" a cura dell’omonimo collettivo torinese, con gli autori Marco Perucca e Paolo Tex accompagnati da Wolf Bukowski, giornalista, scrittore, attivista autore, in ultimo, de "La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro".
🕛 h19:30 APERTURA PORTE E CENA A PREZZI POPOLARI
🕛 h20:30 UNA PERFORMANCE, UN READING, UN DIBATTITO
🔍Per maggiori info e dettagli 👉 https://www.offtopiclab.org/19-05-presentazione-foodification-come-il-cibo-si-e-mangiato-le-citta/
🍏 Dal cibo al food...all'espropriazione urbana.
📌 Questa sera a Piano Terra alle 20:30 (prima però si cena!) presentiamo il progetto Foodification: torniamo su un tema a noi molto caro e che ci ha accompagnato a lungo negli anni della mobilitazione anti-Expo (prima e dopo): il "food", cibo mercificato, instagrammato, "pornizzato" e trasformato in instrumentum regnii delle politiche urbane.
📖 Se siete curiosi di cosa abbiamo detto al riguardo, che nella città-vetrina che passa da un mega-evento a un altro, da un Esposizione universale a un Olimpiade, nell'archivio della nostra autoproduzione Pieghevole trovate il numero dedicato proprio al food: https://medium.com/pieghevole-02
💬 Riportiamo giusto due parole scritte nell'editoriale del numero (ormai 7 anni fa):
Il perverso modello alimentare di Expo è foodporn: ossessione estetica del bel cibo, ansia da condivisione e like, virtualità invece della realtà. E di questa virtualità si nutrono tutti: la soluzione alla fame nel mondo, così come intesa nella generica e ridondante Carta di Milano, è una degustazione di cibi tipici e particolarità enogastronomiche. La macchina del consenso vive della Darsena, dei convegni culturali, del divieto di sciopero nei trasporti (il grande incubo dei milanesi), del buono — pulito — giusto che presta il proprio volto al suo opposto; ma si fonda anche su un repertorio fotografico di food alla portata di tutti. La grande eredità di Expo2015 sul tema del cibo sarà il suo modello alimentare in esposizione in questi sei mesi. Per il futuro, vale sempre l’indicazione che ci davano i nostri genitori da piccoli: non fatevi ingannare dalla pubblicità. Anche dei buoni.
📌 Questa sera a Piano Terra alle 20:30 (prima però si cena!) presentiamo il progetto Foodification: torniamo su un tema a noi molto caro e che ci ha accompagnato a lungo negli anni della mobilitazione anti-Expo (prima e dopo): il "food", cibo mercificato, instagrammato, "pornizzato" e trasformato in instrumentum regnii delle politiche urbane.
📖 Se siete curiosi di cosa abbiamo detto al riguardo, che nella città-vetrina che passa da un mega-evento a un altro, da un Esposizione universale a un Olimpiade, nell'archivio della nostra autoproduzione Pieghevole trovate il numero dedicato proprio al food: https://medium.com/pieghevole-02
💬 Riportiamo giusto due parole scritte nell'editoriale del numero (ormai 7 anni fa):
Il perverso modello alimentare di Expo è foodporn: ossessione estetica del bel cibo, ansia da condivisione e like, virtualità invece della realtà. E di questa virtualità si nutrono tutti: la soluzione alla fame nel mondo, così come intesa nella generica e ridondante Carta di Milano, è una degustazione di cibi tipici e particolarità enogastronomiche. La macchina del consenso vive della Darsena, dei convegni culturali, del divieto di sciopero nei trasporti (il grande incubo dei milanesi), del buono — pulito — giusto che presta il proprio volto al suo opposto; ma si fonda anche su un repertorio fotografico di food alla portata di tutti. La grande eredità di Expo2015 sul tema del cibo sarà il suo modello alimentare in esposizione in questi sei mesi. Per il futuro, vale sempre l’indicazione che ci davano i nostri genitori da piccoli: non fatevi ingannare dalla pubblicità. Anche dei buoni.
Foodification
Il sito del collettivo foodification. Articoli e approfondimenti sulla gourmet gentrification e sui mutamenti delle nostre città.