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news / alert / campagne da Milano e dintorni

》per segnalazioni DM su tw/fb o offtopic@autoproduzioni.net
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📌 Gio 3/03 | Presentazione libro MiM e dibattito sugli spazi sociali in città
Stasera, nell’ambito delle iniziative per i 10 anni di autogestione di Piano Terra, abbiamo organizzato la presentazione del libro “Dieci anni di informazione dalla parte giusta della barricata”, a cura di Milano in Movimento. Sarà anche l'occasione per confrontarci sul passato recente del movimento e il presente degli spazi sociali in città, in un dibattito di cui riportiamo l'appello sul nostro sito 👉https://www.offtopiclab.org/gio-3-03-presentazione-libro-mim-e-dibattito-sugli-spazi-sociali-in-citta/
🗣 #LOTTOMARZO A #MILANO: SCIOPERO GLOBALE TRANSFEMMINISTA
#lottomarzo, contro la violenza maschile sulle donne e di genere: lo sciopero è per tuttə, non sei sol@!
#lottomarzo sarà anche sciopero contro la guerra: feminist anti war resistance!

🟣TUTTO IL GIORNO: SCIOPERO PRODUTTIVO E RIPRODUTTIVO
📍H.9.30: CORTEO STUDENTESCO E PIAZZA DELLO SCIOPERO
📍H.18.00: PIAZZA DUCA D’AOSTA, CORTEO CITTADINO

💥APPELLO DI NUDM VERSO L'8 MARZO
💥COMUNICAZIONE DI NON UNA DI MENO A DELEGAT3 E SINDACATI
💥PROCLAMAZIONI SCIOPERO 8 MARZO E LISTA SINGOLE ADESIONI DI CATEGORIA IN AGGIORNAMENTO
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🏴 Feminist Anti War Resistance
A pochi giorni dallo sciopero dell’8 marzo assistiamo all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Rispondiamo all'appello delle femministe Russe : lo sciopero femminista e transfemminista sarà anche uno sciopero contro la guerra!
😷 Se il Piano Aria Clima serve solo a vendere metri quadri, riprendiamoci la città
👉 https://www.offtopiclab.org/se-il-piano-aria-clima-serve-solo-a-vendere-metri-quadri-riprendiamoci-la-citta/ 👈

🟢🔴 [Non vogliamo essere per forza critici e censori del Piano, ma ci sembra in linea con lo stile che Sala sta dando al governo della città: grandi dichiarazioni e impegni “a effetto” che si traducono poi ben diversamente nella realtà. Un Piano in cui brillano le assenze, come per esempio un rilancio coraggioso del TPL dopo la crisi Covid, in cui nulla si dice di quel finto modello di mobilità pubblica e sostenibile che è l’appalto di servizi alle società di sharing mobility; grande silenzio sul consumo di suolo e di aree verdi che in parallelo la stessa amministrazione porta avanti con la vision Milano2030.

Per questi motivi, questo piano appare solo come una continuazione delle politiche di #greenwashing e mira a fornire l’illusione che si possa parlare di sostenibilità ambientale focalizzandosi principalmente su un vago concetto di miglioramento della qualità dell’aria (orientato su un lungo periodo) e immaginando crescita finanziarizzata e sostenibilità come se fossero conciliabili...]
📌 12-13 marzo: Antifa Fest 4.0 @ZAM!
Dopo le tappe di Roma, Bergamo e Genova, il festival internazionale antifascista approda a Milano - più precisamente nella zona sud, dalle compagne e dai compagni di ZAM.

La bussola per orientarsi oggi può essere la costruzione di comunità territoriali antifasciste, antirazziste, antisessiste, ecologiche; ma questa evoluzione deve, per forza di cose, passare per un’elaborazione corale e armonica, pena l’autoisolamento.
Per questo vogliamo creare momenti ad hoc di analisi e discussione, nei quali affrontare sinceramente i nostri limiti, dai quali ripartire per provare coralmente a plasmare una nuova realtà, tutti e tutte insieme.

Per continuare a camminare in sinergia, ognuno nei propri territori, con le proprie specificità, ma dandoci forza reciprocamente.

Il programma completo della ricca due giorni: http://www.zam-milano.it/antifa-fest-4-0/
Stamattina insieme a “San Siro Città Pubblica” abbiamo attraversato strade e cortili del quartiere per informare gli abitanti sul progetto speculativo del nuovo stadio e abbattimento del “Meazza” e di quali conseguenze potrebbe avere per il quartiere ALER, smontando la narrazione tossica che circola e la creazione di immaginari green e social di Milano, costruita a colpi di rendering e false promesse per nascondere la privatizzazione della città pubblica e le dinamiche espulsive e di gentrificazione che l’accompagnano.
📌 18.03 | Piano Terra | Il lato violento della “riqualificazione”: presentazione de “La venere degli stracci”
👉 https://www.offtopiclab.org/18-03-il-lato-violento-della-riqualificazione-presentazione-de-la-venere-degli-stracci/ 👈

🕛 H19: porte aperte
H19,30: cena a prezzi popolari
H20,30: incontro e presentazione
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A fine 2018 si consuma la vicenda di Borgo Dora e del mercato popolare del Balon. Frammenti di voci, ricordi e appunti raccontano i disegni della riqualificazione e le ragioni della resistenza.

Una vicenda torinese, certo, ma da cui è possibile trarre importanti lezioni sul modello di gentrificazione sotteso a ogni “riqualificazione” urbanistica. Nelle pagine del libro, che ne ricostruisce la storia, molte immagini, dinamiche e storie ricordano anche le tante ferite tuttora aperte nei quartieri di #MilanoNonSiFerma.
🌹 16 marzo bandiere rosse al vento
Oggi alle ore 20 in via Brioschi la Milano antifascista si ritrova per ricordare Dax, ucciso il 16 marzo di 19 anni fa, solidali con chi sta ancora pagando la brutalità poliziesca complice dei fascisti della "notte nera di Milano".
Quest'anno, una volta di più, ricorderemo anche Adil, Lorenzo e tutte le persone, troppe, morte sui luoghi di lavoro stritolate o schiacciate dalla macchina del profitto padronale.
Dax odia ancora.
Forwarded from Rojava Resiste
🌹 18 marzo: 3 anni fa cadeva il compagno Lorenzo "Orso" Orsetti
Era l'ultima battaglia della guerra di Liberazione contro Daesh, dopo ne sarebbero venute altre. Ti ricordiamo come avresti voluto: non unico, ma parte dellə 11 mila martiri cadutə nelle milizie guerrigliere e nelle strutture civili della rivoluzione sociale per il confederalismo democratico in Siria del Nord-Est, goccia di quel movimento di uomini e donne che prosegue la resistenza contro lo Stato turco oppressore in Siria, così come nel Kurdistan turco e in Iraq. Per difendere e consegnare una società di libere ed eguali, che nonostante l'assedio esterno e la minaccia rappresentata dalle cellule jihadiste all'interno, nell'isolamento di una comunità internazionale dalla memoria troppo corta, non rinuncia al processo rivoluzionario iniziato ormai quasi 10 anni fa.
Sehid namrin. I martiri non muoiono mai.

Io vado, madre
Se non torno
Sarò fiore di questa montagna
Frammento di terra per un mondo
Più grande di questo
(Poesia curda della resistenza)
Caro energia, guerra e pandemia, allarme bilancio a Milano

📊 L’approvazione del bilancio di previsione pare sempre più complicata per gli enti locali di questo paese. Di norma prevista per il 31/12/2021, quest’anno la proroga ministeriale parla del 31 maggio come data ultima per l’approvazione. Eppure sarebbe sufficiente approvarlo ad inizio anno e ricorrere a luglio, eventualmente, ad una correzione di bilancio. L’ente locale in esercizio provvisorio possiede limitate capacità di spesa e quindi ridotte possibilità di agire concretamente per far fronte ai problemi straordinari che quotidianamente la città privata crea alla città pubblica.

📈 Secondo il sindaco Sala per la quadratura dei conti mancano circa 250 milioni. A pesare l'emergenza sanitaria a cui si somma la scarsità e il rincaro inflazionistico delle materie prime, nonché lo shock energetico aggravato dalla guerra, la cui incidenza andrebbe valutata con più cautela dato il carattere autorizzatorio del bilancio di previsione. Sala sostiene che le cause sono dovute alla mancanza di dividendi delle partecipate, "in particolare di SEA - la società che gestisce gli aeroporti - e al fatto che "nel trasporto pubblico ci sono meno ricavi dai biglietti" - mentre nessun accenno alla decisione di sconto del 20% sull’occupazione di spazio pubblico concesso ancora una volta a ristoratori e commercianti.

🚧 In secondo luogo, è il padronato cementizio e palazzinaro che lancia l’allarme tramite Assimpredil Ance, l'associazione che riunisce le imprese edili di Milano, Lodi, Monza e Brianza: il problema in questo caso è il rallentamento e il blocco di molti cantieri pubblici, dalla M4 (in ritardo di 15 mesi sul programma pre-Covid) a quelli da attivare con i fondi del PNRR, che ora deve fare i conti con i rincari energetici - che costringe al fermo della produzione ad esempio il bitume per i costi insostenibili - e la mancanza di materie prime. Palazzo Marino chiede dunque un nuovo sostegno dal governo per coprire le spese previste, come già avvenuto per il 2020 e 2021.

🏘 Parallelamente, nella città dove il “tasso di sforzo” dell’affitto sul reddito è il più alto d’Italia (43%) e dove il valore del mattone ha continuato ad alzarsi anche nella fase più dura della pandemia, l’economia di guerra dichiarata da Draghi sta colpendo lavoratori e lavoratrici, ma anche abitanti a basso reddito. Di fronte a tutto questo, non piangiamo per la chiusura dei cantieri e il terrore del capitale meneghino che - finalmente diciamo noi - Milano si fermi: chiediamo piuttosto quali sono quelle opere previste che la crisi globale sta mettendo a rischio e che i fondi d’emergenza stanziati per il bilancio vadano a rispondere ai bisogni sociali primari, primo fra tutti la casa, questi sì minacciati da guerra e caro energia.
📣 Oggi giornata regionale di lotta per il diritto alla casa: h15 sotto palazzo Marino!
🏘 Nella regione con gli affitti più cari d’Italia, la #Lombardia, ci sono 731.665 alloggi sfitti, a #Milano circa 80.000 di cui 10.000 pubblici tra Comune (3.983) e Aler (5.910). In questo contesto, la direzione intrapresa a livello Comunale e Regionale va nella direzione diametralmente opposta alle azioni che sarebbe necessario mettere in campo per dare risposte concrete all’emergenza abitativa.

📌 Anziché curare il patrimonio pubblico e far funzionare il meccanismo delle assegnazioni le istituzioni indicano gli occupanti come capro espiatorio nonostante, nel solo caso di Milano nel 2020, gli alloggi occupati risultavano 3.872 (un terzo delle case popolari non assegnate). Perché gli alloggi vengono lasciati sfitti? Perché anziché prevedere onerose operazioni di sgombero, non viene fatta una SANATORIA per regolarizzare gli occupanti che avrebbero diritto ad una casa popolare e non vengono assegnate le case vuote? Le risposte che i comitati di lotta per la casa e i sindacati inquilini si sono dati sono riconducibili a ragioni di:
💸 SPECULAZIONE a favore del libero mercato privato (a Milano nel 2021 il prezzo medio di compravendita è di 5800 € al mq. + 1,6% rispetto al 2020), mentre per quanto riguarda gli affitti il prezzo medio è di 1200 € euro al mese per una casa di 60 mq.
🏢 SVENDITA: Dal 2014 ALER permette, tramite aste pubbliche, di comprare alcuni alloggi popolari. Sono stati messi in vendita centinaia di alloggi sfitti e mai assegnati.
📉 FALLIMENTO: Gli investimenti speculativi hanno portato la società pubblica alla bancarotta; così la stessa ALER ha ipotecato parte del proprio patrimonio immobiliare alle banche che, in caso di fallimento, acquisiranno la proprietà degli alloggi popolari.
Un’altra questione rilevante è la mancata
🏚MANUTENZIONE dei condomini da parte di ALER, problema che si riscontra in tutti i quartieri (dalle tubature, alle canne fumarie, infiltrazioni, amianto, spazi dell'immondizia non adeguati, disfacimento delle facciate).

🗣 Noi diciamo che il diritto alla casa è il diritto ad abitare un luogo che possa rispondere ai bisogni sociali e che l’edilizia pubblica va valorizzata; le case popolari sono un bene di tutti e tutte ed ogni casa vuota è un torto alla collettività. Per questo portiamo la nostra voce sotto questi palazzi: dalla crisi abitativa si esce soltanto con soluzioni reali e concrete:

IL BLOCCO PERMANENTE DI SFRATTI, SGOMBERI E PIGNORAMENTI
IL BLOCCO DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO
L’ASSEGNAZIONE E LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI
LA SANATORIA DELLE OCCUPAZIONI E IL DIRITTO ALLA RESIDENZA PER TUTTI E TUTTE
🎭 #Olimpiadi #Milano-Cortina 2026: un lusso per pochi a spese di ambiente, territori e classi più povere
👉 https://www.offtopiclab.org/olimpiadi-milano-cortina-2026-un-lusso-per-pochi-a-spese-di-ambiente-territori-e-classi-piu-povere/

[Senza arrivare alla sciagura di una Milano come Torino o Atene, messe in ginocchio economicamente e privatizzata del tutto per coprire i buchi di bilancio di costi olimpici, ci sono due immagini iconiche che raccontano la storia delle Olimpiadi restituendo i dati di realtà oltre la propaganda del capitalismo più rapace e dei suoi sponsor politici: gli ex villaggi olimpici di Atene e Torino abbandonati e divenuti rifugio per gli esclusi, le classi marginali e i rifiutati dalle città che sognavano la modernizzazione garantita dall’iper-sviluppo accelerato del grande evento, finendo invece in crisi di astinenza e overdose da debito esplosi come una bolla e lasciando tutti più poveri...]
Gli incendi migliori amici dei signori del cemento

Settimana di fuoco, in tutti i sensi purtroppo, per l’area dell’ex Piazza d’Armi. Lunedì, su impulso della proprietà, il fondo INVIMIT che ha in carico i beni dell’ex demanio militare, è stata sgomberata la parte nord dei 400.000 mq dell’area, quella occupata da orti, insediamenti abitativi precari e alcune discariche abusive di rifiuti. L’intervento ha ricevuto il plauso bipartisan dell’ex assessore Maran e dell’ex presidente del Municipio 7 Bestetti e potrebbe far presagire che INVIMIT abbia trovato acquirenti interessati.

Nelle giornate di martedì e sabato, vari incendi, agevolati anche dal vento, hanno distrutto e compromesso un’importante porzione della più ampia area di wilderness urbana di Milano. Incendi che si sono sviluppati in più punti e che, a giudizio dei Vigili del Fuoco, sarebbero di probabile origine dolosa. Dopo la demolizione degli ex magazzini militari, questi episodi non fanno che accelerare le spinte per realizzare le volumetrie previste dal Piano di Governo del Territorio (grande funzione urbana o case che siano) e “addomesticare” il verde spontaneo e selvaggio incompatibile con eventuali valorizzazioni immobiliari.

Come temevamo e denunciamo da anni, il voluto abbandono della Piazza d’Armi da parte di INVIMIT e Comune di Milano, sordi alle proposte di comitati e abitanti di recupero degli ex magazzini e di mantenimento dell’area nel suo stato di wilderness, è diventato il migliore alleato di chi vuole distruggere il paesaggio e un bene ambientale così prezioso per farci profitti a danno della biodiversità, della collettività, dei nostri polmoni.
Milano città esclusiva anche per i servizi di prima infanzia

A Milano i minori in età da nido sono quasi 24mila, a fronte di 8mila posti disponibili: ben al di sotto dell’obiettivo UE stabilito nel lontano 2002 di garantire 33 posti negli asili ogni 100 bambini residenti fra 3 e 36 mesi. Le strutture comunali a gestione diretta sono 103, altre 35 in appalto e 96 private in convenzione. La retta per un asilo è 765 euro in media al mese - 140 euro in più, il 22%, della media calcolata su 350 asili nido sparsi in otto grandi città (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino). Questi i dati dell’indagine Altroconsumo.

Se a questo dato aggiungiamo quello delle chiusure - il 55% è chiuso in agosto e il restante 45% non garantisce la piena continuità sul mese - si evince un ulteriore elemento di discriminazione che pesa gravemente sull’equità di accesso per le fasce a reddito più basso e sulle possibilità di autonomia, lavorativa e non, per le donne - che in una società patriarcale subiscono la maggior parte del peso del lavoro di cura.

Una ricerca di Save the Children del 2019, ha evidenziato le disparità cognitive e di sviluppo tra i minori che hanno potuto accedere a percorsi educativi fin dalla prima infanzia e chi invece vi è stato escluso. Inoltre la cosiddetta povertà educativa - correlata alla condizione sociale - in Italia riguardava tre anni fa il 32,1% dei minori (4° posizione in Europa, e prima dei disagi dovuti alla pandemia), la cui origine è anche nell’esclusione dai nidi.

Ma c’è un risvolto anche sociale: in Italia il costo per i servizi di prima infanzia assorbe il 20% del reddito familiare (in alcuni casi anche di più, come Milano) e in più del 50% delle famiglie che non riescono ad accedere è la madre a rinunciare al lavoro. È ora che l’asilo a tempo pieno diventi un servizio gratuito e universale, garantito ai minori e alle loro famiglie, come strumento di eguaglianza e giustizia sociale oltre che di redistribuzione.