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news / alert / campagne da Milano e dintorni

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🗣 Scalo Romana: area pubblica svenduta per interessi privati, riappropriamocene!
Nei giorni in cui #Milano ospita la #precop26 e oltre 50mila persone scendono in piazza per denunciare il fallimento del sistema #COP e pretendere giustizia climatica, abbiamo occupato l'ex scalo di porta Romana assieme a comitati territoriali, collettivi ecologisti, brigate di zona e abitanti. Un pezzo centrale di città pubblica svenduto e cementificato in vista dei grandi giochi speculativi delle #Olimpiadi2026, alla base del processo di gentrificazione ed espulsione dei ceti popolari dal quartiere.
Diritto alla città, salute e giustizia climatica per i territori in cui viviamo
📣 2.10 | La Global march for climate justice invade Milano
🟢🔴 Ieri siamo scesi in strada con oltre 10mila persone in occasione della terza giornata di contestazione alla #precop26 tenutasi in questi giorni a #Milano.
🗣 Lo abbiamo fatto nello spezzone delle comunità resistenti, assieme a quei comitati territoriali e ambientalisti con cui abbiamo incrociato passi e lotte nell'ultimo anno, in opposizione alle politiche urbane della giunta meneghina che svendono pezzi di città pubblica mentre riducono il verde per gli abitanti, rendendo insostenibile sia il caro-vita che la qualità di aria e salute per i quartieri.
🏗🏭 Mentre #Cingolani dal meeting della pre #Cop ha rilanciato su gas ed energia fossile, il sindaco Sala difende il suo modello di "#green tramite compensazioni" affidate a grandi costruttori e immobiliaristi: le piazze e le azioni di questi giorni possono e devono essere un momento da cui ripartire per ribaltare l'attuale modello di sviluppo, a livello globale e locale.
📌 Dalla nascita di Indymedia a Supporto Legale | Gio 14.10 h19 | Piano Terra
A vent’anni dalle giornate di #Genova2001, a 15 dalla fine dell’esperienza di Indymedia Italia, con compagne e compagni che stanno ancora pagando il conto per tutte e tutti, dedichiamo la serata al sostegno di Supporto Legale che ha seguito tutte le vicende giudiziarie del dopo #G8, sostenendo attivamente tutti i manifestanti finiti sotto processo.

🍽 Dalle 19 aperitivo
🗣 A seguire incontro con il collettivo di Indymedia Italia e di Supporto Legale, presentando il libro Millenium Bug che racconta la storia di Indymedia Italia.
🎥 Alle 21.30 proiezione del documentario di Supporto Legale In Campo Nemico, con presenza di Marina, una delle compagne condannate nel 2012 per le giornate di Genova.
🥇 Olimpiadi Milano-Cortina2026: la mobilitazione popolare Non nel mio nome

🆘 Oggi 24 ottobre, abitanti, comitati locali e associazioni ambientaliste manifesteranno a #Cortina per denunciare l’escalation di opere inutili e devastazioni ambientali (con annesso spreco di risorse pubbliche) scatenata dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Un vero e proprio assalto alle Dolomiti (teoricamente Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO) che interessa ampia parte della provincia di Belluno, tra nuovi impianti e caroselli sciistici, consumo di suolo, interventi viabilistici, infrastrutture alberghiere e altri progetti caratterizzati dal considerare la montagna una luna-park per il turismo di lusso.

🚡Anticipati dagli scempi paesaggistici che la conca ampezzana ha già subito per i Mondiali di Sci dello scorso inverno, queste nuove opere sono la prova evidente di quanto sia falsa e tossica la retorica delle Olimpiadi2026 come giochi sostenibili sul piano ambientale ed economico. Aspetti che hanno fatto da leit-motive alla candidatura e che sono stati al centro anche della recente campagna elettorale del ri-eletto Sindaco Sala, che proprio nelle #Olimpiadi2026 a fissato l’obiettivo del suo secondo mandato e che vedono nell’operazione #ScaloRomana e relativo villaggio olimpico, il simbolo meneghino di questa narrazione tossica pregna di greenwashing, come abbiamo denunciato lo scorso 1 ottobre nel corso dell’occupazione dello Scalo che abbiamo fatto insieme ad altri collettivi nei giorni della #PreCOP26.

🚧 Da Milano a Cortina, passando per la Valtellina, nei prossimi anni sarà un proliferare di cantieri, opere viabilistiche, nuovo cemento, asfalto e consumo di suolo, in territori stressati dal congestionamento antropico e, nel caso delle zone alpine, dal fragile equilibrio idrogeologico e ambientale.

👉🏿 Siamo al fianco di chi oggi manifesta a Cortina e per le strade della Brianza con i comitati No #Pedemontana, una delle tante opere viabilistiche “sdoganate” dal dossier olimpico (e già presente nel dossier Expo2015, non completata, generatrice di debiti da anni).
E Milano cosa fa? | Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli
👉 https://www.offtopiclab.org/e-milano-cosa-fa-ciclo-di-incontri-sulle-crepe-della-metropoli/ 👈

📚 Giovedì 28 ottobre avviamo - con "L'ultima Milano" di Jacopo Lareno Faccini e Alice Ranzini - la serie di incontri che terremo a Piano Terra: partendo dalla presentazione di 4 libri usciti recentemente, ci concentreremo a indagare le crepe della metropoli meneghina tra passato e presente. Riteniamo che ci sia ancora bisogno di continuare a discutere rispetto alle profonde disuguaglianze e storture di quello che abbiamo chiamato “Modello #Milano” - che non è questione di colore politico della giunta ma di classe dirigente e struttura socio-economica della città. Lo dobbiamo fare oggi più che mai, dopo che la sbornia del trionfo di Giuseppe #Sala sembra aver confermato quel conformismo culturale e di orizzonti politici che domina ormai il capoluogo lombardo.
Forwarded from Radio Onda D'Urto (radiondadurto)
“E MILANO COSA FA? ” CICLO DI INCONTRI SULLE CREPE DELLA METROPOLI DAL 28 OTTOBRE AL PIANO TERRA

E Milano cosa fa? | Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli Avviamo giovedì 28 ottobre un ciclo di incontri che, partendo dalla presentazione di 4 libri usciti recentemente, si concentrino a indagare le crepe della metropoli meneghina tra passato e presente. Riteniamo che ci sia ancora bisogno di continuare a discutere rispetto alle profonde…
Never trust a Cop - parte 2

Si apre domani a Glasgow COP 26, l’ultima spiaggia per il Pianeta come alcuni l’hanno definita dopo gli scarsi successi delle COP precedenti. Nel frattempo uno scoop della BBC (https://www.bbc.com/news/science-environment-58982445) mina ulteriormente la già poca credibilità che le COP hanno maturato da Kyoto ‘94 in poi, a causa del forte condizionamento subito da lobbies economiche e interessi delle multinazionali. Così sta accadendo per i documenti preparatori che dovranno portare all’elaborato finale della COP26.

La lobby delle fonti energetiche fossili (paesi OPEC, Giappone, Australia, Argentina, Norvegia) e i grandi consumatori di carbone (Cina e India); quella dei grandi allevamenti intensivi (responsabili di buona parte delle emissioni climalteranti), Brasile in testa, e i paesi ricchi, con capofila la Svizzera, stanno facendo di tutto per screditare i riscontri dell’IPCC (l’organismo tecnico-scientifico instaurato dall’ONU per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale) e svuotare di senso la conferenza di Glasgow. in particolare mettendo in discussione l’urgenza di abbandonare le fonti fossili e gli obiettivi di contenimento del surriscaldamento globale, così come la scelta di un regime alimentare con meno consumo di carne. Viene perorata la causa folle del nucleare e viene attaccato il principio di solidarietà per cui i paesi ricchi si facciano maggiormente carico dei costi della transizione energetica ed ecologica.

Niente di nuovo o di cui meravigliarsi. Il sistema capitalistico cerca sempre di autoperpetuarsi e quindi non stupisce questo tentativo di condizionare la COP, formata dai Governi ma fortemente condizionata dagli interessi economici e finanziari. Semmai fa pensare che ci sia chi ancora pensa che possano essere certi consessi e non la spinta dei popoli dal basso, a generare quel cambiamento che l’emergenza climatica rende prioritario e necessario.
📌 11/11 | 2° incontro del ciclo "E Milano cosa fa?"
🔍 Giovedì 11 novembre dalle 19 a Piano Terra, secondo incontro del ciclo di indagine e dibattito sulle crepe del "modello #Milano": presentiamo Milano sotto Milano. Viaggio nell'economia sommersa di una metropoli con l'autore Antonio Talia.

📖 Negli anni Dieci del nuovo millennio, in controtendenza con il resto d’Italia, Milano ha sprigionato al massimo la sua vocazione mercantile vecchia di secoli: nel quinquennio 2014-2019 il Pil milanese è cresciuto del 9,7%, rispetto al 4,6% nazionale, e la città rientrava sistematicamente nelle classifiche sulle global cities stilate dai quotidiani finanziari internazionali, attirando più di un terzo di tutti gli investimenti diretti dall’estero verso l’Italia. Ma Milano non è solo la città più ricca d’Italia: è anche la città dove il denaro circola più velocemente, come una corrente sotterranea della quale spesso sembra impossibile rintracciare l’origine.
🏟 Stadio Meazza: luci a San Siro non se ne accenderanno più
🤝 La “commedia” recitata dal Sindaco #Sala e da Milan e Inter, sul progetto del nuovo stadio di Milano, finisce come previsto. Riconoscendo “l’interesse pubblico” (assente segnaliamo l'assessora Elena Grandi dei Verdi Europei, per "lavarsene le mani" ipocritamente) per il nuovo stadio privato dei due club calcistici, grazie alla Legge Stadi del 2017, la Giunta Sala ha dato il via libera al progetto di "riqualificazione urbanistica" che cambierà il volto di San Siro.

🏗 La farsa è partita da una iperbolica richiesta iniziale di volumetrie, da parte delle due società, che dopo una finta trattativa ha trovato il suo ovvio punto di caduta sugli indici di edificabilità già previsti dal PGT "Milano 2030".

🔍 Il "comparto sportivo" di San Siro, avrà quindi nuove costruzioni, sviluppate su 150.000 mq, di cui solo 1.300 mq effettivamente dedicati ad attività sportive, questo a chiarire le vere finalità del progetto. Il resto saranno spazi commerciali, uffici, hotels, spazi per l’intrattenimento, in un contesto già affollato di volumetrie con queste destinazioni. A farne le spese lo stadio Meazza, di proprietà comunale, che verrà demolito e “rifunzionalizzato” e il pratone sarà quasi completamente coperto di cemento.

💸 In sintesi: un grande progetto speculativo del valore di 1,2 miliardi di Euro, necessario a compensare le perdite dei bilanci disastrati di Inter e Milan, realizzato su aree di proprietà del Comune concesse praticamente gratis, se escludiamo gli oneri utilizzati quasi totalmente per un sottopassaggio di servizio al nuovo stadio.

🤐 Il danno economico, causato al Comune di Milano con l'abbattimento dello stadio attuale, resta il grande assente dal dibattito pubblico - assieme alla credibilità politica delle listine di sinistra pro-Sala e soprattutto dei Verdi Europei che a meno di un mese dall'inizio del Sala II hanno già rinunciato a combattere una delle battaglie principali.

📉 La demolizione del Meazza, infatti, comporta la perdita del relativo asset immobiliare, utilizzato dal Comune per ottenere credito dalle banche, del valore di oltre 200 milioni di Euro. A queste perdite vanno sommate i 10 milioni di Euro all'anno generati dalla locazione del Meazza. Danno che lievita di molto se si considera l'incremento del valore immobiliare del Meazza, qualora venisse ristrutturato con il progetto Aceti-Magistretti (esistente ma accuratamente ignorato da Giunta e squadre) e l'aumento degli introiti generati dalle nuove attività previste all'interno dello stadio rinnovato.

🧱 Un'operazione, quella di Suning ed Elliott, dalla quale la collettività ha molto più da perdere che da guadagnare e che dimostra, per l'ennesima volta, l'asservimento della Giunta ad interessi estranei a quelli della cittadinanza. Un altro colpo inferto alla "città pubblica", che ne preannuncia molti altri altrettanto gravi, che non può rimanere senza risposta.
🏘 Dietro lo specchio. Le lotte contro la finanziarizzazione della casa in Europa
📣 Da un tentativo di sfratto a Roma da parte di BNP Paribas al referendum di #Berlino, all'incontro dei movimenti per la casa a #Pisa del 28-31/10 scorso: un viaggio nelle lotte contro la finanziarizzazione della casa in EU.

👉 1° parte: https://napolimonitor.it/dietro-lo-specchio-le-lotte-contro-la-finanziarizzazione-della-casa-in-europa-prima-parte/
👉 2° parte: https://napolimonitor.it/dietro-lo-specchio-le-lotte-contro-la-finanziarizzazione-della-casa-in-europa-seconda-parte/
🏥 Il dibattito sulla riforma sanitaria in #Lombardia
🗣 E’ iniziato in Consiglio regionale il dibattito che deciderà del futuro del sistema sanitario lombardo, dopo 5 anni di riforma sperimentale voluta dall’allora presidente di Regione Roberto Maroni che negli ultimi 2 ha dimostrato tutti i suoi limiti e profonde diseguaglianze nell’accesso alle cure - concausa delle 35mila morti da #Covid19.

🚷 La Lombardia ha scelto un servizio sanitario ospedalocentrico, ha svuotato i territori di servizi e personale. Il risultato è stato il sovraffollamento per utilizzo improprio dei pronto soccorsi e tempi di attesa molto più lunghi per chi non può pagare le prestazioni private. La disparità di accesso è stata dimostrata da uno dei tanti episodi di questa emergenza sanitaria, quando i privati hanno proposto tamponi e visite domiciliari fino a 450 euro a cittadini “rinchiusi” in casa.

Dal 1997 a oggi - coerentemente con le politiche neoliberali pratiche in modo bipartisan a livello nazionale - sono stati cancellati 22.239 posti letti nelle strutture pubbliche, mentre in quelle private sono aumentati di 2.553 o trasformati in altre forme di assistenza. Il privato (dato 2017) copre il 54,3 % degli acquisti di servizi sanitari e intercetta il 62 % degli investimenti strutturali della regione.

🚑 Gli operatori sanitari pubblici sono diminuiti di 11.768 unità dal 1997 al 2017 con un –11,9%, mentre la media italiana è stata del –7,3%. C’è una grave carenza di medici di base e nei prossimi 5 anni ne mancheranno 4.167 per pensionamento, ma per l’assessora Moratti è soltanto una “percezione” o un problema “organizzativo”, cui porre rimedio con “più privato” - a riecheggiare la formula imposta dal governo Draghi di unità nazionale nell’ultima finanziaria.
📌 25/11 | 3° presentazione del ciclo "E Milano cosa fa? Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli"
🔍 Giovedì 25 novembre dalle 19 a Piano Terra, terzo appuntamento del ciclo di indagine e dibattito sulle crepe del "modello #Milano": presentiamo il libro collettivo Umanità a perdere. Sindemia e resistenze, dentro cui abbiamo curato un capitolo sul capitalismo della sorveglianza e l'accelerazione nella crisi pandemica, partendo dal nostro lavoro di osservazione sul contesto metropolitano milanese - divenuto modello anche per le "smart cities" del futuro.

🗣 Con noi Laura Carrer, ricercatrice Hermes Center for Transparency and human Rights e giornalista freelance, che ha già partecipato alla realizzazione della puntata del nostro podcast Fuori Fase sulla DataVeillance City.
🏘 Nel quartiere Giambellino tutta la violenza del modello Milano
Un’inchiesta di Francesco Floris e Franz Baraggino sull’emergenza abitativa nel quartiere Giambellino-Lorenteggio riannoda i fili di vicende - e lotte per la casa - che rivelano tutta la violenza sociale del #modelloMilano.

🤝 Qui infatti nel 2015 l’allora sindaco #Pisapia (dopo aver promosso l’anno prima, con questura e procura, una violenta campagna di sgomberi a tappeto delle occupazioni abitative in tutta la città, fermata dalle mobilitazioni diffuse nei quartieri) siglò con Regione #Lombardia un accordo di “riqualificazione” dello storico quartiere popolare che prevedeva abbattimento e "rimodernizzazione" di grossa parte del patrimonio ERP della zona.

📈 Nel 2016 il neo-eletto sindaco manager #Sala e confermarono il piano - che da allora è rimasto fermo nei masterplan e nell’Accordo di programma, senza aver reso pubblico l’accesso ai progetti. Nel frattempo il quartiere è diventato un immenso cantiere, dove ad aver beneficiato degli indefiniti futuri progetti sono solo i valori immobiliari, sempre più divergenti dal profilo a basso reddito della popolazione.

🏗 Il Piano prevede 50 milioni di investimenti, mediati dalla società in house di Regione #Lombardia Infrastrutture Lombarde spa e quasi interamente attinti (45 milioni) dal “Programma Operativo Regionale a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” (Por Fesr). E’ previsto l’abbattimento di 800 alloggi popolari e non un programma di spostamento temporaneo degli inquilini - né la certezza di quanti caseggiati ERP verranno ricostruiti davvero; c’è il cd. “Hub dell’innovazione inclusiva” dove ora sorge uno degli stabili oggetto dell’intervento, ma nessuna garanzia circa l’assegnazione dello sfitto e il mantenimento del regime di canone sociale.

E se il piano Giambellino-Lorenteggio viene paventato anche nel dibattito sulle “riqualificazioni” in programma a San Siro con l’affaire nuovo Stadio e nei futuri distretti olimpici di Porta Romana e di Santa Giulia, il conto della #milanononsiferma sembrano pagarlo ancora una volta centinaia di migliaia di persone a rischio espulsione dalla città. Ancora una volta, a poterlo impedire, resta la lotta che saremo in grado di avviare ed estendere.
🛣 Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 SPA: ed è subito stato d'eccezione
📊 Malagò richiama all’ordine, la politica risponde: si è costituita la spa responsabile della realizzazione delle opere infrastrutturali “necessarie” ai giochi olimpici invernali del 2026. Si chiama Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 e gli azionisti sono Ministeri dell'Economia e delle Finanze e delle Infrastrutture e Mobilità (35% ciascuno), Regioni Veneto e Lombardia (10% ciascuna), Regione Trentino e provincia autonoma di Bolzano (5% ciascuno).

🏗 Obiettivo della neocostituita spa è accelerare tempi e procedure per “colmare i ritardi accumulati” (Giovannini, ministro finanze), prevedendo la nomina di un commissario straordinario che godrà di poteri speciali per semplificare iter assegnazione bandi e avvio lavori di oltre metà della impiantistica sportiva connessa al mega-evento.

💸 Inoltre il disegno di Legge di bilancio assegna ulteriori 324 milioni per gli anni 2022-2025 al 1.145 miliardi già stanziati nelle due precedenti finanziarie. La realizzazione di alcune opere “strategiche” sono state assegnate a Commissari straordinari nominati con Dpcm del 5 agosto e sono già in fase realizzativa o di progettazione definitiva.

👁 Dietro la retorica ormai priva di senso sui ritorni economici e occupazionali, vediamo già invece il doppio effetto della devastazione selvaggia delle Dolomiti e dei quartieri “riqualificati” di Milano, assieme a un processo di accumulazione e distribuzione di finanziamenti flessibile e deregolamentato in grado semplificare investimenti e spostamento di ingenti risorse pubbliche pressoché prive di controlli e garanzie.
📌 3° presentazione del ciclo "E Milano cosa fa? Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli"
🔍 Stasera dalle 19 a Piano Terra, terzo appuntamento del ciclo di indagine e dibattito sulle crepe del "modello #Milano": presentiamo il libro collettivo "Umanità a perdere. Sindemia e resistenze", dentro cui abbiamo curato un capitolo sul capitalismo della sorveglianza e l'accelerazione nella crisi pandemica, partendo dal nostro lavoro di osservazione sul contesto metropolitano milanese - divenuto modello anche per le "smart cities" del futuro.
📌 Martedì 30/11 @pianoterra ultimo incontro del ciclo "E #Milano cosa fa?"
Presenteremo il libro Confindustria nella Repubblica (1946-1975). Storia politica degli industriali italiani dal dopoguerra alla strategia della tensione con l'autore Elio Catania e il ricercatore in storia economica Luigi Vergallo (già autore di uno studio su Assolombarda).

Assieme ai due ospiti approfondiremo storie, radici e caratteri della borghesia milanese, oggi descritta nella narrazione funzionale al presente come "illuminata" e progressista. Eppure il ceto industriale e bancario meneghino, per lungo tempo e tuttora egemone dentro Confindustria, ha rappresentato in fasi cruciali della storia repubblicana un polo di interessi conservatore e anti-democratico, la cui ostilità verso le rivendicazioni egualitarie delle classi lavoratrici e i propositi di redistribuzione (anche moderata) delle forze politiche si è espressa in azioni politiche apertamente ostili alla ancora fragile democrazia formale uscita dal dopoguerra. E oggi?