🏘 A Berlino una tappa della lotta per il diritto all'abitare e alla città
✅ Domenica 26 settembre, oltre alle elezioni politiche e amministrative, i berlinesi hanno votato anche il referendum, proposto da movimenti cittadini e dai comitati per la casa, che chiede l’esproprio di oltre 240.000 alloggi di proprietà dei 10 grandi gruppi finanziari e immobiliari (tra queste anche #Covivio, fortemente attiva anche sulla piazza milanese e nell'affaire scali) che ne posseggono più di 3000.
🚷 I SI hanno vinto con il 56,4%, ma il referendum non è vincolante e spetterà all’Amministrazione Comunale (la sindaca socialdemocratica si è già dichiarata contraria) tradurlo in provvedimenti a favore del diritto all’abitare. Sullo sfondo una città dove le dinamiche gentrificative (basti pensare appunto alla "seconda fascia" di multiproprietari, non toccati dal referendum, che possono arrivare a possedere fino a 2999 appartamenti) e gli sgomberi (il prossimo 15/10 toccherà al Kopi, la storica occupazione nel quartiere Kreuzberg) proseguono.
🏦 A prescindere da quanto accadrà nei prossimi mesi, abitanti e movimenti berlinesi hanno dato un segnale forte per le tante “città globali”, tra cui anche Milano. Se è vero infatti che i contesti sono molto diversi - nella capitale tedesca l'80% della popolazione è in affitto - la questione della concentrazione proprietaria resta centrale anche qui da noi - se consideriamo che a #Milano, città con gli affitti più cari d’Italia, 40 grandi proprietari detengono 17.858 alloggi
✅ Domenica 26 settembre, oltre alle elezioni politiche e amministrative, i berlinesi hanno votato anche il referendum, proposto da movimenti cittadini e dai comitati per la casa, che chiede l’esproprio di oltre 240.000 alloggi di proprietà dei 10 grandi gruppi finanziari e immobiliari (tra queste anche #Covivio, fortemente attiva anche sulla piazza milanese e nell'affaire scali) che ne posseggono più di 3000.
🚷 I SI hanno vinto con il 56,4%, ma il referendum non è vincolante e spetterà all’Amministrazione Comunale (la sindaca socialdemocratica si è già dichiarata contraria) tradurlo in provvedimenti a favore del diritto all’abitare. Sullo sfondo una città dove le dinamiche gentrificative (basti pensare appunto alla "seconda fascia" di multiproprietari, non toccati dal referendum, che possono arrivare a possedere fino a 2999 appartamenti) e gli sgomberi (il prossimo 15/10 toccherà al Kopi, la storica occupazione nel quartiere Kreuzberg) proseguono.
🏦 A prescindere da quanto accadrà nei prossimi mesi, abitanti e movimenti berlinesi hanno dato un segnale forte per le tante “città globali”, tra cui anche Milano. Se è vero infatti che i contesti sono molto diversi - nella capitale tedesca l'80% della popolazione è in affitto - la questione della concentrazione proprietaria resta centrale anche qui da noi - se consideriamo che a #Milano, città con gli affitti più cari d’Italia, 40 grandi proprietari detengono 17.858 alloggi
🔍 E #Milano cosa fa? Appunti sulla fase della città
👉 https://www.offtopiclab.org/e-milano-cosa-fa/ 👈
💬 [A dispetto delle tante voci che nei lunghi mesi del lockdown auspicavano per il dopo pandemia un cambio di rotta rispetto alla “normalità che era il problema”, la ricetta meneghina riparte dove si era fermata la città a febbraio 2020: eventi, grandi e piccoli, settimane tematiche, flussi turistici e finanziari, sviluppo immobiliare. Sono questi gli ingredienti della ripartenza, con l’immaginario olimpico a fare da sfondo propagandistico e la “rivoluzione urbanistica” degli Scali ferroviari come obiettivo di medio termine].
👉 https://www.offtopiclab.org/e-milano-cosa-fa/ 👈
💬 [A dispetto delle tante voci che nei lunghi mesi del lockdown auspicavano per il dopo pandemia un cambio di rotta rispetto alla “normalità che era il problema”, la ricetta meneghina riparte dove si era fermata la città a febbraio 2020: eventi, grandi e piccoli, settimane tematiche, flussi turistici e finanziari, sviluppo immobiliare. Sono questi gli ingredienti della ripartenza, con l’immaginario olimpico a fare da sfondo propagandistico e la “rivoluzione urbanistica” degli Scali ferroviari come obiettivo di medio termine].
🎙 Fuori Fase - 10 - never trust a cop
👉 https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-10-never-trust-a-cop/ 👈
🔴🟢 Benvenut_ a una nuova puntata di #FuoriFase: dalla storia – fallimentare – delle Conferenze ONU delle Parti per il Clima – le famose #COP – alle lotte ecologiste radicali in Italia, passando per le giornate di contestazione alla #preCOP26 che iniziano proprio oggi a #Milano: la capitale italiana del #green(washing) e delle disuguaglianze sociali, dove l’evento assume un valore propagandistico e politico particolare svolgendosi nel weekend elettorale per le Comunali che annunciano vittorioso l’attuale sindaco-manager e il suo bipartisan “Beppe Sala consensus“.
Buon ascolto - e buona lotta.
👉 https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-10-never-trust-a-cop/ 👈
🔴🟢 Benvenut_ a una nuova puntata di #FuoriFase: dalla storia – fallimentare – delle Conferenze ONU delle Parti per il Clima – le famose #COP – alle lotte ecologiste radicali in Italia, passando per le giornate di contestazione alla #preCOP26 che iniziano proprio oggi a #Milano: la capitale italiana del #green(washing) e delle disuguaglianze sociali, dove l’evento assume un valore propagandistico e politico particolare svolgendosi nel weekend elettorale per le Comunali che annunciano vittorioso l’attuale sindaco-manager e il suo bipartisan “Beppe Sala consensus“.
Buon ascolto - e buona lotta.
🗣 Scalo Romana: area pubblica svenduta per interessi privati, riappropriamocene!
Nei giorni in cui #Milano ospita la #precop26 e oltre 50mila persone scendono in piazza per denunciare il fallimento del sistema #COP e pretendere giustizia climatica, abbiamo occupato l'ex scalo di porta Romana assieme a comitati territoriali, collettivi ecologisti, brigate di zona e abitanti. Un pezzo centrale di città pubblica svenduto e cementificato in vista dei grandi giochi speculativi delle #Olimpiadi2026, alla base del processo di gentrificazione ed espulsione dei ceti popolari dal quartiere.
Diritto alla città, salute e giustizia climatica per i territori in cui viviamo
Nei giorni in cui #Milano ospita la #precop26 e oltre 50mila persone scendono in piazza per denunciare il fallimento del sistema #COP e pretendere giustizia climatica, abbiamo occupato l'ex scalo di porta Romana assieme a comitati territoriali, collettivi ecologisti, brigate di zona e abitanti. Un pezzo centrale di città pubblica svenduto e cementificato in vista dei grandi giochi speculativi delle #Olimpiadi2026, alla base del processo di gentrificazione ed espulsione dei ceti popolari dal quartiere.
Diritto alla città, salute e giustizia climatica per i territori in cui viviamo
📣 2.10 | La Global march for climate justice invade Milano
🟢🔴 Ieri siamo scesi in strada con oltre 10mila persone in occasione della terza giornata di contestazione alla #precop26 tenutasi in questi giorni a #Milano.
🗣 Lo abbiamo fatto nello spezzone delle comunità resistenti, assieme a quei comitati territoriali e ambientalisti con cui abbiamo incrociato passi e lotte nell'ultimo anno, in opposizione alle politiche urbane della giunta meneghina che svendono pezzi di città pubblica mentre riducono il verde per gli abitanti, rendendo insostenibile sia il caro-vita che la qualità di aria e salute per i quartieri.
🏗🏭 Mentre #Cingolani dal meeting della pre #Cop ha rilanciato su gas ed energia fossile, il sindaco Sala difende il suo modello di "#green tramite compensazioni" affidate a grandi costruttori e immobiliaristi: le piazze e le azioni di questi giorni possono e devono essere un momento da cui ripartire per ribaltare l'attuale modello di sviluppo, a livello globale e locale.
🟢🔴 Ieri siamo scesi in strada con oltre 10mila persone in occasione della terza giornata di contestazione alla #precop26 tenutasi in questi giorni a #Milano.
🗣 Lo abbiamo fatto nello spezzone delle comunità resistenti, assieme a quei comitati territoriali e ambientalisti con cui abbiamo incrociato passi e lotte nell'ultimo anno, in opposizione alle politiche urbane della giunta meneghina che svendono pezzi di città pubblica mentre riducono il verde per gli abitanti, rendendo insostenibile sia il caro-vita che la qualità di aria e salute per i quartieri.
🏗🏭 Mentre #Cingolani dal meeting della pre #Cop ha rilanciato su gas ed energia fossile, il sindaco Sala difende il suo modello di "#green tramite compensazioni" affidate a grandi costruttori e immobiliaristi: le piazze e le azioni di questi giorni possono e devono essere un momento da cui ripartire per ribaltare l'attuale modello di sviluppo, a livello globale e locale.
📌 Dalla nascita di Indymedia a Supporto Legale | Gio 14.10 h19 | Piano Terra
A vent’anni dalle giornate di #Genova2001, a 15 dalla fine dell’esperienza di Indymedia Italia, con compagne e compagni che stanno ancora pagando il conto per tutte e tutti, dedichiamo la serata al sostegno di Supporto Legale che ha seguito tutte le vicende giudiziarie del dopo #G8, sostenendo attivamente tutti i manifestanti finiti sotto processo.
🍽 Dalle 19 aperitivo
🗣 A seguire incontro con il collettivo di Indymedia Italia e di Supporto Legale, presentando il libro Millenium Bug che racconta la storia di Indymedia Italia.
🎥 Alle 21.30 proiezione del documentario di Supporto Legale In Campo Nemico, con presenza di Marina, una delle compagne condannate nel 2012 per le giornate di Genova.
A vent’anni dalle giornate di #Genova2001, a 15 dalla fine dell’esperienza di Indymedia Italia, con compagne e compagni che stanno ancora pagando il conto per tutte e tutti, dedichiamo la serata al sostegno di Supporto Legale che ha seguito tutte le vicende giudiziarie del dopo #G8, sostenendo attivamente tutti i manifestanti finiti sotto processo.
🍽 Dalle 19 aperitivo
🗣 A seguire incontro con il collettivo di Indymedia Italia e di Supporto Legale, presentando il libro Millenium Bug che racconta la storia di Indymedia Italia.
🎥 Alle 21.30 proiezione del documentario di Supporto Legale In Campo Nemico, con presenza di Marina, una delle compagne condannate nel 2012 per le giornate di Genova.
🥇 Olimpiadi Milano-Cortina2026: la mobilitazione popolare Non nel mio nome
🆘 Oggi 24 ottobre, abitanti, comitati locali e associazioni ambientaliste manifesteranno a #Cortina per denunciare l’escalation di opere inutili e devastazioni ambientali (con annesso spreco di risorse pubbliche) scatenata dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Un vero e proprio assalto alle Dolomiti (teoricamente Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO) che interessa ampia parte della provincia di Belluno, tra nuovi impianti e caroselli sciistici, consumo di suolo, interventi viabilistici, infrastrutture alberghiere e altri progetti caratterizzati dal considerare la montagna una luna-park per il turismo di lusso.
🚡Anticipati dagli scempi paesaggistici che la conca ampezzana ha già subito per i Mondiali di Sci dello scorso inverno, queste nuove opere sono la prova evidente di quanto sia falsa e tossica la retorica delle Olimpiadi2026 come giochi sostenibili sul piano ambientale ed economico. Aspetti che hanno fatto da leit-motive alla candidatura e che sono stati al centro anche della recente campagna elettorale del ri-eletto Sindaco Sala, che proprio nelle #Olimpiadi2026 a fissato l’obiettivo del suo secondo mandato e che vedono nell’operazione #ScaloRomana e relativo villaggio olimpico, il simbolo meneghino di questa narrazione tossica pregna di greenwashing, come abbiamo denunciato lo scorso 1 ottobre nel corso dell’occupazione dello Scalo che abbiamo fatto insieme ad altri collettivi nei giorni della #PreCOP26.
🚧 Da Milano a Cortina, passando per la Valtellina, nei prossimi anni sarà un proliferare di cantieri, opere viabilistiche, nuovo cemento, asfalto e consumo di suolo, in territori stressati dal congestionamento antropico e, nel caso delle zone alpine, dal fragile equilibrio idrogeologico e ambientale.
👉🏿 Siamo al fianco di chi oggi manifesta a Cortina e per le strade della Brianza con i comitati No #Pedemontana, una delle tante opere viabilistiche “sdoganate” dal dossier olimpico (e già presente nel dossier Expo2015, non completata, generatrice di debiti da anni).
🆘 Oggi 24 ottobre, abitanti, comitati locali e associazioni ambientaliste manifesteranno a #Cortina per denunciare l’escalation di opere inutili e devastazioni ambientali (con annesso spreco di risorse pubbliche) scatenata dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Un vero e proprio assalto alle Dolomiti (teoricamente Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO) che interessa ampia parte della provincia di Belluno, tra nuovi impianti e caroselli sciistici, consumo di suolo, interventi viabilistici, infrastrutture alberghiere e altri progetti caratterizzati dal considerare la montagna una luna-park per il turismo di lusso.
🚡Anticipati dagli scempi paesaggistici che la conca ampezzana ha già subito per i Mondiali di Sci dello scorso inverno, queste nuove opere sono la prova evidente di quanto sia falsa e tossica la retorica delle Olimpiadi2026 come giochi sostenibili sul piano ambientale ed economico. Aspetti che hanno fatto da leit-motive alla candidatura e che sono stati al centro anche della recente campagna elettorale del ri-eletto Sindaco Sala, che proprio nelle #Olimpiadi2026 a fissato l’obiettivo del suo secondo mandato e che vedono nell’operazione #ScaloRomana e relativo villaggio olimpico, il simbolo meneghino di questa narrazione tossica pregna di greenwashing, come abbiamo denunciato lo scorso 1 ottobre nel corso dell’occupazione dello Scalo che abbiamo fatto insieme ad altri collettivi nei giorni della #PreCOP26.
🚧 Da Milano a Cortina, passando per la Valtellina, nei prossimi anni sarà un proliferare di cantieri, opere viabilistiche, nuovo cemento, asfalto e consumo di suolo, in territori stressati dal congestionamento antropico e, nel caso delle zone alpine, dal fragile equilibrio idrogeologico e ambientale.
👉🏿 Siamo al fianco di chi oggi manifesta a Cortina e per le strade della Brianza con i comitati No #Pedemontana, una delle tante opere viabilistiche “sdoganate” dal dossier olimpico (e già presente nel dossier Expo2015, non completata, generatrice di debiti da anni).
❓E Milano cosa fa? | Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli
👉 https://www.offtopiclab.org/e-milano-cosa-fa-ciclo-di-incontri-sulle-crepe-della-metropoli/ 👈
📚 Giovedì 28 ottobre avviamo - con "L'ultima Milano" di Jacopo Lareno Faccini e Alice Ranzini - la serie di incontri che terremo a Piano Terra: partendo dalla presentazione di 4 libri usciti recentemente, ci concentreremo a indagare le crepe della metropoli meneghina tra passato e presente. Riteniamo che ci sia ancora bisogno di continuare a discutere rispetto alle profonde disuguaglianze e storture di quello che abbiamo chiamato “Modello #Milano” - che non è questione di colore politico della giunta ma di classe dirigente e struttura socio-economica della città. Lo dobbiamo fare oggi più che mai, dopo che la sbornia del trionfo di Giuseppe #Sala sembra aver confermato quel conformismo culturale e di orizzonti politici che domina ormai il capoluogo lombardo.
👉 https://www.offtopiclab.org/e-milano-cosa-fa-ciclo-di-incontri-sulle-crepe-della-metropoli/ 👈
📚 Giovedì 28 ottobre avviamo - con "L'ultima Milano" di Jacopo Lareno Faccini e Alice Ranzini - la serie di incontri che terremo a Piano Terra: partendo dalla presentazione di 4 libri usciti recentemente, ci concentreremo a indagare le crepe della metropoli meneghina tra passato e presente. Riteniamo che ci sia ancora bisogno di continuare a discutere rispetto alle profonde disuguaglianze e storture di quello che abbiamo chiamato “Modello #Milano” - che non è questione di colore politico della giunta ma di classe dirigente e struttura socio-economica della città. Lo dobbiamo fare oggi più che mai, dopo che la sbornia del trionfo di Giuseppe #Sala sembra aver confermato quel conformismo culturale e di orizzonti politici che domina ormai il capoluogo lombardo.
Forwarded from Radio Onda D'Urto (radiondadurto)
“E MILANO COSA FA? ” CICLO DI INCONTRI SULLE CREPE DELLA METROPOLI DAL 28 OTTOBRE AL PIANO TERRA
E Milano cosa fa? | Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli Avviamo giovedì 28 ottobre un ciclo di incontri che, partendo dalla presentazione di 4 libri usciti recentemente, si concentrino a indagare le crepe della metropoli meneghina tra passato e presente. Riteniamo che ci sia ancora bisogno di continuare a discutere rispetto alle profonde…
E Milano cosa fa? | Ciclo di incontri sulle crepe della metropoli Avviamo giovedì 28 ottobre un ciclo di incontri che, partendo dalla presentazione di 4 libri usciti recentemente, si concentrino a indagare le crepe della metropoli meneghina tra passato e presente. Riteniamo che ci sia ancora bisogno di continuare a discutere rispetto alle profonde…
Never trust a Cop - parte 2
Si apre domani a Glasgow COP 26, l’ultima spiaggia per il Pianeta come alcuni l’hanno definita dopo gli scarsi successi delle COP precedenti. Nel frattempo uno scoop della BBC (https://www.bbc.com/news/science-environment-58982445) mina ulteriormente la già poca credibilità che le COP hanno maturato da Kyoto ‘94 in poi, a causa del forte condizionamento subito da lobbies economiche e interessi delle multinazionali. Così sta accadendo per i documenti preparatori che dovranno portare all’elaborato finale della COP26.
La lobby delle fonti energetiche fossili (paesi OPEC, Giappone, Australia, Argentina, Norvegia) e i grandi consumatori di carbone (Cina e India); quella dei grandi allevamenti intensivi (responsabili di buona parte delle emissioni climalteranti), Brasile in testa, e i paesi ricchi, con capofila la Svizzera, stanno facendo di tutto per screditare i riscontri dell’IPCC (l’organismo tecnico-scientifico instaurato dall’ONU per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale) e svuotare di senso la conferenza di Glasgow. in particolare mettendo in discussione l’urgenza di abbandonare le fonti fossili e gli obiettivi di contenimento del surriscaldamento globale, così come la scelta di un regime alimentare con meno consumo di carne. Viene perorata la causa folle del nucleare e viene attaccato il principio di solidarietà per cui i paesi ricchi si facciano maggiormente carico dei costi della transizione energetica ed ecologica.
Niente di nuovo o di cui meravigliarsi. Il sistema capitalistico cerca sempre di autoperpetuarsi e quindi non stupisce questo tentativo di condizionare la COP, formata dai Governi ma fortemente condizionata dagli interessi economici e finanziari. Semmai fa pensare che ci sia chi ancora pensa che possano essere certi consessi e non la spinta dei popoli dal basso, a generare quel cambiamento che l’emergenza climatica rende prioritario e necessario.
Si apre domani a Glasgow COP 26, l’ultima spiaggia per il Pianeta come alcuni l’hanno definita dopo gli scarsi successi delle COP precedenti. Nel frattempo uno scoop della BBC (https://www.bbc.com/news/science-environment-58982445) mina ulteriormente la già poca credibilità che le COP hanno maturato da Kyoto ‘94 in poi, a causa del forte condizionamento subito da lobbies economiche e interessi delle multinazionali. Così sta accadendo per i documenti preparatori che dovranno portare all’elaborato finale della COP26.
La lobby delle fonti energetiche fossili (paesi OPEC, Giappone, Australia, Argentina, Norvegia) e i grandi consumatori di carbone (Cina e India); quella dei grandi allevamenti intensivi (responsabili di buona parte delle emissioni climalteranti), Brasile in testa, e i paesi ricchi, con capofila la Svizzera, stanno facendo di tutto per screditare i riscontri dell’IPCC (l’organismo tecnico-scientifico instaurato dall’ONU per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale) e svuotare di senso la conferenza di Glasgow. in particolare mettendo in discussione l’urgenza di abbandonare le fonti fossili e gli obiettivi di contenimento del surriscaldamento globale, così come la scelta di un regime alimentare con meno consumo di carne. Viene perorata la causa folle del nucleare e viene attaccato il principio di solidarietà per cui i paesi ricchi si facciano maggiormente carico dei costi della transizione energetica ed ecologica.
Niente di nuovo o di cui meravigliarsi. Il sistema capitalistico cerca sempre di autoperpetuarsi e quindi non stupisce questo tentativo di condizionare la COP, formata dai Governi ma fortemente condizionata dagli interessi economici e finanziari. Semmai fa pensare che ci sia chi ancora pensa che possano essere certi consessi e non la spinta dei popoli dal basso, a generare quel cambiamento che l’emergenza climatica rende prioritario e necessario.
BBC News
COP26: Document leak reveals nations lobbying to change key climate report
Countries are asking the UN to play down the need to move rapidly away from fossil fuels.
📌 11/11 | 2° incontro del ciclo "E Milano cosa fa?"
🔍 Giovedì 11 novembre dalle 19 a Piano Terra, secondo incontro del ciclo di indagine e dibattito sulle crepe del "modello #Milano": presentiamo Milano sotto Milano. Viaggio nell'economia sommersa di una metropoli con l'autore Antonio Talia.
📖 Negli anni Dieci del nuovo millennio, in controtendenza con il resto d’Italia, Milano ha sprigionato al massimo la sua vocazione mercantile vecchia di secoli: nel quinquennio 2014-2019 il Pil milanese è cresciuto del 9,7%, rispetto al 4,6% nazionale, e la città rientrava sistematicamente nelle classifiche sulle global cities stilate dai quotidiani finanziari internazionali, attirando più di un terzo di tutti gli investimenti diretti dall’estero verso l’Italia. Ma Milano non è solo la città più ricca d’Italia: è anche la città dove il denaro circola più velocemente, come una corrente sotterranea della quale spesso sembra impossibile rintracciare l’origine.
🔍 Giovedì 11 novembre dalle 19 a Piano Terra, secondo incontro del ciclo di indagine e dibattito sulle crepe del "modello #Milano": presentiamo Milano sotto Milano. Viaggio nell'economia sommersa di una metropoli con l'autore Antonio Talia.
📖 Negli anni Dieci del nuovo millennio, in controtendenza con il resto d’Italia, Milano ha sprigionato al massimo la sua vocazione mercantile vecchia di secoli: nel quinquennio 2014-2019 il Pil milanese è cresciuto del 9,7%, rispetto al 4,6% nazionale, e la città rientrava sistematicamente nelle classifiche sulle global cities stilate dai quotidiani finanziari internazionali, attirando più di un terzo di tutti gli investimenti diretti dall’estero verso l’Italia. Ma Milano non è solo la città più ricca d’Italia: è anche la città dove il denaro circola più velocemente, come una corrente sotterranea della quale spesso sembra impossibile rintracciare l’origine.
🏟 Stadio Meazza: luci a San Siro non se ne accenderanno più
🤝 La “commedia” recitata dal Sindaco #Sala e da Milan e Inter, sul progetto del nuovo stadio di Milano, finisce come previsto. Riconoscendo “l’interesse pubblico” (assente segnaliamo l'assessora Elena Grandi dei Verdi Europei, per "lavarsene le mani" ipocritamente) per il nuovo stadio privato dei due club calcistici, grazie alla Legge Stadi del 2017, la Giunta Sala ha dato il via libera al progetto di "riqualificazione urbanistica" che cambierà il volto di San Siro.
🏗 La farsa è partita da una iperbolica richiesta iniziale di volumetrie, da parte delle due società, che dopo una finta trattativa ha trovato il suo ovvio punto di caduta sugli indici di edificabilità già previsti dal PGT "Milano 2030".
🔍 Il "comparto sportivo" di San Siro, avrà quindi nuove costruzioni, sviluppate su 150.000 mq, di cui solo 1.300 mq effettivamente dedicati ad attività sportive, questo a chiarire le vere finalità del progetto. Il resto saranno spazi commerciali, uffici, hotels, spazi per l’intrattenimento, in un contesto già affollato di volumetrie con queste destinazioni. A farne le spese lo stadio Meazza, di proprietà comunale, che verrà demolito e “rifunzionalizzato” e il pratone sarà quasi completamente coperto di cemento.
💸 In sintesi: un grande progetto speculativo del valore di 1,2 miliardi di Euro, necessario a compensare le perdite dei bilanci disastrati di Inter e Milan, realizzato su aree di proprietà del Comune concesse praticamente gratis, se escludiamo gli oneri utilizzati quasi totalmente per un sottopassaggio di servizio al nuovo stadio.
🤐 Il danno economico, causato al Comune di Milano con l'abbattimento dello stadio attuale, resta il grande assente dal dibattito pubblico - assieme alla credibilità politica delle listine di sinistra pro-Sala e soprattutto dei Verdi Europei che a meno di un mese dall'inizio del Sala II hanno già rinunciato a combattere una delle battaglie principali.
📉 La demolizione del Meazza, infatti, comporta la perdita del relativo asset immobiliare, utilizzato dal Comune per ottenere credito dalle banche, del valore di oltre 200 milioni di Euro. A queste perdite vanno sommate i 10 milioni di Euro all'anno generati dalla locazione del Meazza. Danno che lievita di molto se si considera l'incremento del valore immobiliare del Meazza, qualora venisse ristrutturato con il progetto Aceti-Magistretti (esistente ma accuratamente ignorato da Giunta e squadre) e l'aumento degli introiti generati dalle nuove attività previste all'interno dello stadio rinnovato.
🧱 Un'operazione, quella di Suning ed Elliott, dalla quale la collettività ha molto più da perdere che da guadagnare e che dimostra, per l'ennesima volta, l'asservimento della Giunta ad interessi estranei a quelli della cittadinanza. Un altro colpo inferto alla "città pubblica", che ne preannuncia molti altri altrettanto gravi, che non può rimanere senza risposta.
🤝 La “commedia” recitata dal Sindaco #Sala e da Milan e Inter, sul progetto del nuovo stadio di Milano, finisce come previsto. Riconoscendo “l’interesse pubblico” (assente segnaliamo l'assessora Elena Grandi dei Verdi Europei, per "lavarsene le mani" ipocritamente) per il nuovo stadio privato dei due club calcistici, grazie alla Legge Stadi del 2017, la Giunta Sala ha dato il via libera al progetto di "riqualificazione urbanistica" che cambierà il volto di San Siro.
🏗 La farsa è partita da una iperbolica richiesta iniziale di volumetrie, da parte delle due società, che dopo una finta trattativa ha trovato il suo ovvio punto di caduta sugli indici di edificabilità già previsti dal PGT "Milano 2030".
🔍 Il "comparto sportivo" di San Siro, avrà quindi nuove costruzioni, sviluppate su 150.000 mq, di cui solo 1.300 mq effettivamente dedicati ad attività sportive, questo a chiarire le vere finalità del progetto. Il resto saranno spazi commerciali, uffici, hotels, spazi per l’intrattenimento, in un contesto già affollato di volumetrie con queste destinazioni. A farne le spese lo stadio Meazza, di proprietà comunale, che verrà demolito e “rifunzionalizzato” e il pratone sarà quasi completamente coperto di cemento.
💸 In sintesi: un grande progetto speculativo del valore di 1,2 miliardi di Euro, necessario a compensare le perdite dei bilanci disastrati di Inter e Milan, realizzato su aree di proprietà del Comune concesse praticamente gratis, se escludiamo gli oneri utilizzati quasi totalmente per un sottopassaggio di servizio al nuovo stadio.
🤐 Il danno economico, causato al Comune di Milano con l'abbattimento dello stadio attuale, resta il grande assente dal dibattito pubblico - assieme alla credibilità politica delle listine di sinistra pro-Sala e soprattutto dei Verdi Europei che a meno di un mese dall'inizio del Sala II hanno già rinunciato a combattere una delle battaglie principali.
📉 La demolizione del Meazza, infatti, comporta la perdita del relativo asset immobiliare, utilizzato dal Comune per ottenere credito dalle banche, del valore di oltre 200 milioni di Euro. A queste perdite vanno sommate i 10 milioni di Euro all'anno generati dalla locazione del Meazza. Danno che lievita di molto se si considera l'incremento del valore immobiliare del Meazza, qualora venisse ristrutturato con il progetto Aceti-Magistretti (esistente ma accuratamente ignorato da Giunta e squadre) e l'aumento degli introiti generati dalle nuove attività previste all'interno dello stadio rinnovato.
🧱 Un'operazione, quella di Suning ed Elliott, dalla quale la collettività ha molto più da perdere che da guadagnare e che dimostra, per l'ennesima volta, l'asservimento della Giunta ad interessi estranei a quelli della cittadinanza. Un altro colpo inferto alla "città pubblica", che ne preannuncia molti altri altrettanto gravi, che non può rimanere senza risposta.
🏘 Dietro lo specchio. Le lotte contro la finanziarizzazione della casa in Europa
📣 Da un tentativo di sfratto a Roma da parte di BNP Paribas al referendum di #Berlino, all'incontro dei movimenti per la casa a #Pisa del 28-31/10 scorso: un viaggio nelle lotte contro la finanziarizzazione della casa in EU.
👉 1° parte: https://napolimonitor.it/dietro-lo-specchio-le-lotte-contro-la-finanziarizzazione-della-casa-in-europa-prima-parte/
👉 2° parte: https://napolimonitor.it/dietro-lo-specchio-le-lotte-contro-la-finanziarizzazione-della-casa-in-europa-seconda-parte/
📣 Da un tentativo di sfratto a Roma da parte di BNP Paribas al referendum di #Berlino, all'incontro dei movimenti per la casa a #Pisa del 28-31/10 scorso: un viaggio nelle lotte contro la finanziarizzazione della casa in EU.
👉 1° parte: https://napolimonitor.it/dietro-lo-specchio-le-lotte-contro-la-finanziarizzazione-della-casa-in-europa-prima-parte/
👉 2° parte: https://napolimonitor.it/dietro-lo-specchio-le-lotte-contro-la-finanziarizzazione-della-casa-in-europa-seconda-parte/