❗️Emergenza educativa e crisi scolastica a Milano
🚸 Lunedì 14 circa 2,5 milioni di studenti rientreranno in classe in #Lombardia. Nella confusione, impreparazione e crisi di risorse che domina il mondo scuola a livello nazionale, anche nella Città metropolitana di #Milano il lungo lockdown scolastico e l’assenza di volontà politica di sostenerlo ha pesantemente colpito l’intero comparto.
🔍 Circa 1/5 degli Istituti scolastici senza un preside o con un reggente nominato solo nell’ultima settimana; 1/4 di docenti presenti nelle secondarie di I grado e poco più di 2/3 per le primarie; 1/3 degli insegnanti di sostegno. Il personale amministrativo e ATA è inoltre presente solo a metà in molti IC.
🚷 La situazione peggiora in alcune scuole di periferia, come l’ICS Trilussa di Quarto Oggiaro (613 iscritti) dove sono presenti 5 insegnanti di sostegno su 32 necessari, 14 professori su 41, 26 maestre su 36. Proprio i quartieri dove il tasso di abbandono scolastico è più alto (16% contro la media milanese del 10,6%) rischiano ora una crisi educativa senza precedenti.
⚠️ Inoltre, dopo un tira e molla durato l’intera estate, la situazione sicurezza #Covid19 per lavoratori e studenti è sostanzialmente ferma a marzo: le famose “classi-container” che il Comune voleva montare ad agosto nei cortili per dimezzare gli alunni per classe non sono ancora state completate, mentre il MIUR ha deciso di mantenere la stessa capienza dei locali. Unica integrazione sugli spazi, al momento, qualche palestra.
La crisi di risorse della scuola e dell'edilizia scolastica risale a ben prima della pandemia: con la maggioranza degli edifici risalente a prima del '75, si può dire che molte scuole milanesi non sono adeguate non solo alle norme #Covid ma a quelle sulla sicurezza in generale. I lavori di manutenzione sono rimasti tuttavia fermi al palo.
🚸 Lunedì 14 circa 2,5 milioni di studenti rientreranno in classe in #Lombardia. Nella confusione, impreparazione e crisi di risorse che domina il mondo scuola a livello nazionale, anche nella Città metropolitana di #Milano il lungo lockdown scolastico e l’assenza di volontà politica di sostenerlo ha pesantemente colpito l’intero comparto.
🔍 Circa 1/5 degli Istituti scolastici senza un preside o con un reggente nominato solo nell’ultima settimana; 1/4 di docenti presenti nelle secondarie di I grado e poco più di 2/3 per le primarie; 1/3 degli insegnanti di sostegno. Il personale amministrativo e ATA è inoltre presente solo a metà in molti IC.
🚷 La situazione peggiora in alcune scuole di periferia, come l’ICS Trilussa di Quarto Oggiaro (613 iscritti) dove sono presenti 5 insegnanti di sostegno su 32 necessari, 14 professori su 41, 26 maestre su 36. Proprio i quartieri dove il tasso di abbandono scolastico è più alto (16% contro la media milanese del 10,6%) rischiano ora una crisi educativa senza precedenti.
⚠️ Inoltre, dopo un tira e molla durato l’intera estate, la situazione sicurezza #Covid19 per lavoratori e studenti è sostanzialmente ferma a marzo: le famose “classi-container” che il Comune voleva montare ad agosto nei cortili per dimezzare gli alunni per classe non sono ancora state completate, mentre il MIUR ha deciso di mantenere la stessa capienza dei locali. Unica integrazione sugli spazi, al momento, qualche palestra.
La crisi di risorse della scuola e dell'edilizia scolastica risale a ben prima della pandemia: con la maggioranza degli edifici risalente a prima del '75, si può dire che molte scuole milanesi non sono adeguate non solo alle norme #Covid ma a quelle sulla sicurezza in generale. I lavori di manutenzione sono rimasti tuttavia fermi al palo.
Ombre a San Siro
🏦 “La privatizzazione della città pubblica è uno dei pilastri del “modello Milano” e da fine anni ‘90 tutte le amministrazioni hanno perseguito questa strada, spacciandola per soluzione e risposta ai bisogni della città e di chi la vive...”
⚽️ La vicenda legata alla demolizione di #SanSiro e alla costruzione del nuovo stadio è paradigmatica della fase che sta vivendo #Milano e del continuo attacco alla città pubblica, liberata, non cementificata.
👉🏿 Un nostro approfondimento sulla questione per Dinamo Press
https://www.dinamopress.it/news/ombre-san-siro-la-sconfitta-della-citta-pubblica/?fbclid=IwAR3l5DkLCgaOTUqTL0Slowo5XHTWcKKwGjUSZuuYHlsESuGyzYKn3cVemVc
🏦 “La privatizzazione della città pubblica è uno dei pilastri del “modello Milano” e da fine anni ‘90 tutte le amministrazioni hanno perseguito questa strada, spacciandola per soluzione e risposta ai bisogni della città e di chi la vive...”
⚽️ La vicenda legata alla demolizione di #SanSiro e alla costruzione del nuovo stadio è paradigmatica della fase che sta vivendo #Milano e del continuo attacco alla città pubblica, liberata, non cementificata.
👉🏿 Un nostro approfondimento sulla questione per Dinamo Press
https://www.dinamopress.it/news/ombre-san-siro-la-sconfitta-della-citta-pubblica/?fbclid=IwAR3l5DkLCgaOTUqTL0Slowo5XHTWcKKwGjUSZuuYHlsESuGyzYKn3cVemVc
DINAMOpress
Ombre a San Siro. La sconfitta della città pubblica - DINAMOpress
La vicenda dello stadio "Meazza” mostra che cosa siano oggi a Milano la gestione della città pubblica e il governo del territorio. Ambiti in cui mescolano sempre più speculazione, collusione fra politica e finanzia e processi di gentrification urbana
📣 Sabato 19: in piazza per gli spazi liberi e liberati di Milano
🤝 Spazi sociali, aree verdi, piazze, edifici e mercati comunali. La città pubblica giorno dopo giorno perde pezzi alienata, messa a bando, privatizzata direttamente o con operazioni di #greenwashing e socialwashing dentro fantomatici progetti di rigenerazione urbana.
🚷 La #Milano pandemica della “fase 3” continua nel solco tracciato nell’ultimo decennio, inseguendo un modello che proprio in questi mesi ha dimostrato limiti, disuguaglianze, esclusione, nocività. E proprio in emergenza #Covid19 è emerso il valore della città pubblica, intesa sia come spazi sociali da cui sono partite le Brigate Volontarie per l’Emergenza, sia come le preziose aree verdi di quartiere.
☢ Oggi più che mai progetti diversi ma convergenti vedono diversi Spazi Sociali di Milano e dell’area metropolitana sotto sgombero o messi in vendita (Cascina Torchiera, Rimake, Lambretta, Fornace, Boccaccio), aree verdi devastate come il Parco Bassini o il Parco Nord, o a rischio, come la Goccia, Piazza Baiamonti o Piazza d’Armi.
🗣 Sabato 19 settembre scendiamo in piazza a fianco e per gli Spazi Liberati della città, per difendere la città pubblica, perché il nostro diritto alla città vale più dei loro profitti. Basta sgomberi, basta svendite, basta bandi.
🤝 Spazi sociali, aree verdi, piazze, edifici e mercati comunali. La città pubblica giorno dopo giorno perde pezzi alienata, messa a bando, privatizzata direttamente o con operazioni di #greenwashing e socialwashing dentro fantomatici progetti di rigenerazione urbana.
🚷 La #Milano pandemica della “fase 3” continua nel solco tracciato nell’ultimo decennio, inseguendo un modello che proprio in questi mesi ha dimostrato limiti, disuguaglianze, esclusione, nocività. E proprio in emergenza #Covid19 è emerso il valore della città pubblica, intesa sia come spazi sociali da cui sono partite le Brigate Volontarie per l’Emergenza, sia come le preziose aree verdi di quartiere.
☢ Oggi più che mai progetti diversi ma convergenti vedono diversi Spazi Sociali di Milano e dell’area metropolitana sotto sgombero o messi in vendita (Cascina Torchiera, Rimake, Lambretta, Fornace, Boccaccio), aree verdi devastate come il Parco Bassini o il Parco Nord, o a rischio, come la Goccia, Piazza Baiamonti o Piazza d’Armi.
🗣 Sabato 19 settembre scendiamo in piazza a fianco e per gli Spazi Liberati della città, per difendere la città pubblica, perché il nostro diritto alla città vale più dei loro profitti. Basta sgomberi, basta svendite, basta bandi.
Forwarded from notav.info
In Val Susa la vergogna dello Stato. Dana e Stefano liberi subito! https://www.notav.info/post/in-val-susa-la-vergogna-dello-stato-dana-e-stefano-liberi-subito/
notav.info
In Val Susa la vergogna dello Stato. Dana e Stefano liberi subito!
Sono venuti che era ancora notte e sono venuti in forze. Hanno la paura di chi sa di avere torto.
Questa mattina alle 5, con un blitz in pieno stile, con blindati e celerini, le forze dell'ordine hanno applicato la paradossale sentenza nei confronti di Dana…
Questa mattina alle 5, con un blitz in pieno stile, con blindati e celerini, le forze dell'ordine hanno applicato la paradossale sentenza nei confronti di Dana…
❓ La bolla Milano prossima a esplodere?
📉 12.000 sono gli abitanti persi da #Milano negli ultimi 6 mesi. Il #Covid19 certo ha fatto la sua tragica parte e portato tutti coloro che con interruzione di lavoro (e reddito) non potevano sostenere il peso degli affitti a lasciare la città; nonostante ciò i protagonisti della fuga sembrano appartenere a quella classe media che ideologicamente e concretamente ha sostenuto ciò che è divenuto noto come "modello Milano”.
👁 La perdita di attrattiva incide su persone e famiglie (non sui capitali speculativi) e aggredisce sempre più le fondamenta del centro-vetrina per moda, design, turisti, finanza: oggi vuoto palcoscenico che tanto preoccupa il sindaco #Sala. Le periferie e l’area suburbana non stanno vivendo lo stesso tipo di difficoltà, data la maggiore incidenza di magazzini, uffici e piccole fabbriche.
❗️Secondo Confcommercio il crollo dei fatturati viaggia attorno al 30/40%, dato che assieme ai negozi chiusi o vuoti e al ribasso degli affitti, decreta la crisi del centro città a vocazione commerciale per city-users e redditi alti. Altro grande vuoto che si prospetta è quello degli studenti universitari fuori sede e dei docenti provenienti da fuori #Lombardia.
📊 Entrambi importante indotto cittadino, che a fronte della possibilità di svolgere lezioni online (i primi) o insegnare in luoghi più economicamente sostenibili (i secondi), non andranno ad alimentare la spirale del rialzo degli affitti - alla base di una modello-bolla che ora rischia di esplodere. Se tutto questo significherà una perdita di reddittività anche per il capitale e di valore per il mattone milanese lo vedremo solo nei prossimi mesi.
📉 12.000 sono gli abitanti persi da #Milano negli ultimi 6 mesi. Il #Covid19 certo ha fatto la sua tragica parte e portato tutti coloro che con interruzione di lavoro (e reddito) non potevano sostenere il peso degli affitti a lasciare la città; nonostante ciò i protagonisti della fuga sembrano appartenere a quella classe media che ideologicamente e concretamente ha sostenuto ciò che è divenuto noto come "modello Milano”.
👁 La perdita di attrattiva incide su persone e famiglie (non sui capitali speculativi) e aggredisce sempre più le fondamenta del centro-vetrina per moda, design, turisti, finanza: oggi vuoto palcoscenico che tanto preoccupa il sindaco #Sala. Le periferie e l’area suburbana non stanno vivendo lo stesso tipo di difficoltà, data la maggiore incidenza di magazzini, uffici e piccole fabbriche.
❗️Secondo Confcommercio il crollo dei fatturati viaggia attorno al 30/40%, dato che assieme ai negozi chiusi o vuoti e al ribasso degli affitti, decreta la crisi del centro città a vocazione commerciale per city-users e redditi alti. Altro grande vuoto che si prospetta è quello degli studenti universitari fuori sede e dei docenti provenienti da fuori #Lombardia.
📊 Entrambi importante indotto cittadino, che a fronte della possibilità di svolgere lezioni online (i primi) o insegnare in luoghi più economicamente sostenibili (i secondi), non andranno ad alimentare la spirale del rialzo degli affitti - alla base di una modello-bolla che ora rischia di esplodere. Se tutto questo significherà una perdita di reddittività anche per il capitale e di valore per il mattone milanese lo vedremo solo nei prossimi mesi.
📌 18/20.09| curaMi - festival delle comunità e del mutuo aiuto
🤝 Le Brigate Volontarie per l’Emergenza sono liete di invitarvi a tre giorni di dibattiti, confronti e socialità nell’intento di tracciare una prospettiva di azione che prenda spunto dall’esperienza dei mesi passati e dai nostri capisaldi:
cura, solidarietà e comunità.
📍Da stasera a domenica 20 settembre presso il giardino comunitario Lea Garofalo di Viale Montello 3, Piazzale Baiamonti.
🆓 Ingresso gratuito, con mascherina. Distanziamento fisico, non sociale.
👁 Programma completo nell'immagine in allegato
🤝 Le Brigate Volontarie per l’Emergenza sono liete di invitarvi a tre giorni di dibattiti, confronti e socialità nell’intento di tracciare una prospettiva di azione che prenda spunto dall’esperienza dei mesi passati e dai nostri capisaldi:
cura, solidarietà e comunità.
📍Da stasera a domenica 20 settembre presso il giardino comunitario Lea Garofalo di Viale Montello 3, Piazzale Baiamonti.
🆓 Ingresso gratuito, con mascherina. Distanziamento fisico, non sociale.
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OpenPod
restituire al podcast la dimensione libera e conviviale
🤓 Insieme ad altr* compagn* della galassia offtopica abbiamo sviluppato un piccolo servizio online che ci permette di distriburire podcast con banda illimitata, hosting gratuito e libero dalla profilazione.
Com’è possibile? Combinando l’hosting di archive.org, alcune buone pratiche per la produzione dei vostri contenuti e un pizzico di codice.
✊Durante il lockdown abbiamo avuto l’occasione di ragionare sul rapporto tra tecnologia, emergenza e sorveglianza.
Abbiamo provato a decostruire il discorso imperante di una teconologia digitale oggettiva, neutrale e salvifica mettendo insieme una cassetta degli attrezzi contenente una serie di strumenti, risorse e software per resistere alla sorveglianza e alla vendita dei nostri corpi digitali.
🎉Openpod è il nostro piccolo contributo attivo alla cassetta degli attrezzi. Lo trovate qui con tutte le info necessarie:
👉👉 https://openpod.abbiamoundominio.org/
Buon ascolto!
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🏘 La città del dopo-colera: resistere un minuto in più della bolla
👉 https://www.offtopiclab.org/la-citta-del-dopo-colera-resistere-un-minuto-in-piu-della-bolla/ 👈
💬 [Cosa significa il diritto alla città ai tempi del #Covid19? Di quale città rivendichiamo il diritto? A distanza di 7 mesi dall'inizio dell’emergenza e a quasi 5 dal termine della cosiddetta “fase 1”, ci troviamo a osservare un fenomeno in corsa: la Milano del dopo-lockdown vuole tornare alla normalità accelerata di prima, amministratori pubblici e manager del mattone fanno di tutto per riaffermarla con prepotenza, tenendo in tensione il modello-bolla in cui viviamo. Eppure al momento i giochi sono aperti.
La crisi del centro-vetrina, la non risposta delle professioni medio-alte, la caduta della domanda di affitto per studenti, il calo di residenti, la crisi sociale dei ceti più fragili: se tutto questo significherà una perdita di redditività anche per il capitale e di valore per il mattone milanese lo vedremo solo nei prossimi mesi – e dipenderà in buona parte dalle lotte che saremo in grado di avviare e portare avanti, rispondendo a una domanda: per chi verrà ricostruita la città del dopo-colera?]
👉 https://www.offtopiclab.org/la-citta-del-dopo-colera-resistere-un-minuto-in-piu-della-bolla/ 👈
💬 [Cosa significa il diritto alla città ai tempi del #Covid19? Di quale città rivendichiamo il diritto? A distanza di 7 mesi dall'inizio dell’emergenza e a quasi 5 dal termine della cosiddetta “fase 1”, ci troviamo a osservare un fenomeno in corsa: la Milano del dopo-lockdown vuole tornare alla normalità accelerata di prima, amministratori pubblici e manager del mattone fanno di tutto per riaffermarla con prepotenza, tenendo in tensione il modello-bolla in cui viviamo. Eppure al momento i giochi sono aperti.
La crisi del centro-vetrina, la non risposta delle professioni medio-alte, la caduta della domanda di affitto per studenti, il calo di residenti, la crisi sociale dei ceti più fragili: se tutto questo significherà una perdita di redditività anche per il capitale e di valore per il mattone milanese lo vedremo solo nei prossimi mesi – e dipenderà in buona parte dalle lotte che saremo in grado di avviare e portare avanti, rispondendo a una domanda: per chi verrà ricostruita la città del dopo-colera?]
❗️Oggi riapre il CPR di via Corelli: la vergogna di Milano
🤐 Tutto sembra pronto per il lager di Stato istituito dal Ministro PD Minniti, avviato da Salvini, reclamato da De Corato e ora inaugurato in perfetta coerenza dalla Ministra Lamorgese: compreso il silenzio della stampa, dell'amministrazione #Sala, dello stesso associazionismo solidale, denunciato solo dalla rete No CPR-Mai più lager che da due anni si batte contro la riapertura dell’ex CPT/CIE di via Corelli.
🚔 La struttura è lo specchio delle politiche migratorie bipartisan in Italia: totalmente inutile dal punto operativo, il CPR rappresenta un luogo di eccezione e sospensione del diritto, presidiato da PS, CC, esercito e Finanza in un rapporto 1:1 con persone che di fatto non hanno commesso alcun reato se non essere sprovvisti del permesso di soggiorno. Cosa sappiamo infatti dei Centri per il Rimpatrio?
🚨Sono facenti capo al Viminale e al Prefetto, ma affidati tramite bandi a soggetti privati
✋ La prefettura nega l’accesso “per motivi di ordine pubblico” a giornalisti, individui e associazioni
📵 All’ingresso i telefono sono spesso sequestrati o danneggiati nelle telecamere, non vi è possibilità di comunicazione con l’esterno
🚑 Al loro interno non sono presenti presìdi di assistenza sanitaria pubblica, né possono entrarvi ambulanze e medici
🆘 Vi è una folta presenza di minori, oltre che di soggetti in condizioni di fragilità psichica e fisica
🗣 Venerdì 2 ottobre h18.30 presidio sotto la prefettura di Milano: chiuderli tutti, chiuderli subito!
🤐 Tutto sembra pronto per il lager di Stato istituito dal Ministro PD Minniti, avviato da Salvini, reclamato da De Corato e ora inaugurato in perfetta coerenza dalla Ministra Lamorgese: compreso il silenzio della stampa, dell'amministrazione #Sala, dello stesso associazionismo solidale, denunciato solo dalla rete No CPR-Mai più lager che da due anni si batte contro la riapertura dell’ex CPT/CIE di via Corelli.
🚔 La struttura è lo specchio delle politiche migratorie bipartisan in Italia: totalmente inutile dal punto operativo, il CPR rappresenta un luogo di eccezione e sospensione del diritto, presidiato da PS, CC, esercito e Finanza in un rapporto 1:1 con persone che di fatto non hanno commesso alcun reato se non essere sprovvisti del permesso di soggiorno. Cosa sappiamo infatti dei Centri per il Rimpatrio?
🚨Sono facenti capo al Viminale e al Prefetto, ma affidati tramite bandi a soggetti privati
✋ La prefettura nega l’accesso “per motivi di ordine pubblico” a giornalisti, individui e associazioni
📵 All’ingresso i telefono sono spesso sequestrati o danneggiati nelle telecamere, non vi è possibilità di comunicazione con l’esterno
🚑 Al loro interno non sono presenti presìdi di assistenza sanitaria pubblica, né possono entrarvi ambulanze e medici
🆘 Vi è una folta presenza di minori, oltre che di soggetti in condizioni di fragilità psichica e fisica
🗣 Venerdì 2 ottobre h18.30 presidio sotto la prefettura di Milano: chiuderli tutti, chiuderli subito!
📉 Profondo Rosso in centro: il lusso che non ci mancherà
Continua inesorabile la crisi del centro #Milano, non soltanto riferita agli esercizi commerciali che si occupano della somministrazione di cibi e bevande, su cui la giunta si è mossa garantendo 1. il rientro dei propri dipendenti in ufficio e la conseguente ripresa del consumo di buoni pasto e pause pranzo 2. la proroga del suolo pubblico libero e gratuito, per i locali.
🏬 Questa volta a cadere è un’icona del turismo VIP: il gruppo che fa capo ad Alessandro Rosso, ora a rischio tracollo definitivo dopo i problemi del celebre hotel “Seven Stars” - il primo hotel 7 stelle certificato al mondo (primo anche a fallire) - e finito nelle mani del commissario giudiziale. Anche Townhouse.it ha chiesto il concordato preventivo nei giorni scorsi e a questo punto tutta la catena (composta anche da altri piccoli alberghi di lusso in zona Duomo) rischia di chiudere definitivamente, coinvolgendo anche decine di lavoratrici e lavoratori.
💳 L’eccellenza mondiale Seven Stars si componeva di 58 suite e prezzi stellari, che variavano dai 1.500 euro a notte per la camera più economica fino alla cifra record di 15mila euro, con maggiordomo in tight e guanti bianchi e uno chef personale.
👤 Alessandro Rosso, figlio di Franco (quello del Gruppo turistico rilevato poi da Alpitour) anni fa era preso ad esempio dal mainstream come alfiere del nuovo miracolo italiano e meneghino in particolare, arrivando a conquistare il 30% dei piani alti della Galleria Vittorio Emanuele.
💸 Al tempo stesso era oggetto di continue interrogazioni in consiglio comunale per i mancati pagamenti degli affitti, vizio che si porta dietro almeno dal post #Expo: massimo esempio della famosa valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale del dopo-evento, a vantaggio di pochi e indebitando i molti.
Continua inesorabile la crisi del centro #Milano, non soltanto riferita agli esercizi commerciali che si occupano della somministrazione di cibi e bevande, su cui la giunta si è mossa garantendo 1. il rientro dei propri dipendenti in ufficio e la conseguente ripresa del consumo di buoni pasto e pause pranzo 2. la proroga del suolo pubblico libero e gratuito, per i locali.
🏬 Questa volta a cadere è un’icona del turismo VIP: il gruppo che fa capo ad Alessandro Rosso, ora a rischio tracollo definitivo dopo i problemi del celebre hotel “Seven Stars” - il primo hotel 7 stelle certificato al mondo (primo anche a fallire) - e finito nelle mani del commissario giudiziale. Anche Townhouse.it ha chiesto il concordato preventivo nei giorni scorsi e a questo punto tutta la catena (composta anche da altri piccoli alberghi di lusso in zona Duomo) rischia di chiudere definitivamente, coinvolgendo anche decine di lavoratrici e lavoratori.
💳 L’eccellenza mondiale Seven Stars si componeva di 58 suite e prezzi stellari, che variavano dai 1.500 euro a notte per la camera più economica fino alla cifra record di 15mila euro, con maggiordomo in tight e guanti bianchi e uno chef personale.
👤 Alessandro Rosso, figlio di Franco (quello del Gruppo turistico rilevato poi da Alpitour) anni fa era preso ad esempio dal mainstream come alfiere del nuovo miracolo italiano e meneghino in particolare, arrivando a conquistare il 30% dei piani alti della Galleria Vittorio Emanuele.
💸 Al tempo stesso era oggetto di continue interrogazioni in consiglio comunale per i mancati pagamenti degli affitti, vizio che si porta dietro almeno dal post #Expo: massimo esempio della famosa valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale del dopo-evento, a vantaggio di pochi e indebitando i molti.
🥇 La governance emergenziale per le Olimpiadi 2026
🏗 Il ministro delle Infrastrutture Micheli (#PD) annuncia procedure accelerate (deroghe a norme ambientali, urbanistiche e su appalti) e gestione commissariale per realizzare le opere private di interesse pubblico previste a #Milano per le #Olimpiadi 2026, in particolare l’Arena dell’Hockey a Santa Giulia (dove i terreni necessitano di importanti bonifiche) e il Villaggio Olimpico sull’ex Scalo Porta Romana.
🏔 A Cortina Mountain Wilderness ha documentato con foto e video le devastazioni ambientali causate dalla realizzazione delle opere per i Mondiali di Sci 2021, utili anche alle Olimpiadi 2026: in un contesto dove già la turistificazione della montagna ha causato una crisi idrica senza precedenti, ettari di bosco e terreni sono già oggetto di cementificazione per impianti sciistici destinati all'abbandono nei prossimi decenni.
🔄 Un’inchiesta giornalistica de l’Espresso ha invece messo in luce un possibile conflitto di interesse del presidente del Comitato Olimpico Italiano Malagò, nonché presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, che avrebbe quote e interessenze in società con proprietà sui terreni interessati dalla realizzazione della nuova pista di bob.
🏗 Il ministro delle Infrastrutture Micheli (#PD) annuncia procedure accelerate (deroghe a norme ambientali, urbanistiche e su appalti) e gestione commissariale per realizzare le opere private di interesse pubblico previste a #Milano per le #Olimpiadi 2026, in particolare l’Arena dell’Hockey a Santa Giulia (dove i terreni necessitano di importanti bonifiche) e il Villaggio Olimpico sull’ex Scalo Porta Romana.
🏔 A Cortina Mountain Wilderness ha documentato con foto e video le devastazioni ambientali causate dalla realizzazione delle opere per i Mondiali di Sci 2021, utili anche alle Olimpiadi 2026: in un contesto dove già la turistificazione della montagna ha causato una crisi idrica senza precedenti, ettari di bosco e terreni sono già oggetto di cementificazione per impianti sciistici destinati all'abbandono nei prossimi decenni.
🔄 Un’inchiesta giornalistica de l’Espresso ha invece messo in luce un possibile conflitto di interesse del presidente del Comitato Olimpico Italiano Malagò, nonché presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, che avrebbe quote e interessenze in società con proprietà sui terreni interessati dalla realizzazione della nuova pista di bob.
🏘 #COVID19 e crisi degli affitti brevi
👨⚖ Il 17 agosto scorso il tribunale di #Milano ha accolto la richiesta di concordato con riserva relativa a un accordo di ristrutturazione del debito presentata dallo studio legale Giliberti Triscornia per conto di #Halldis. La procedura, introdotta nella legge fallimentare del diritto civile nel 2010 dopo lo scoppio della crisi economica, è relativa alla sospensione di azioni esecutive di riscossione del debito da parte dei creditori in presenza di accordi tra le parti.
🏢 Halldis era la regina degli affittacamere a Milano: opera negli affitti brevi gestendo 1400 appartamenti nelle principali città italiane e 150 appartamenti all’estero situati anche in 30 palazzi e 500 ville. A Milano gestisce tra gli altri 63 appartamenti sui 13 piani alti della Torre #Galfa. E' controllata dalla Windows on Europe (Woe) di cui è socio principale l’imprenditore fiorentino Leonardo Ferragamo con oltre il 32%.
📉 L'indiscussa forza finanziaria degli azionisti indica che anche le imprese più solide in quest'epoca di stravolgimenti stanno andando incontro a una costante perdita di profitti. La Milano smart che pernotta nei B&B sembra all'inizio di una crisi che solo il tempo - e le lotte - ci racconterà come irreversibile o meno.
🅰 Le difficoltà del mercato degli affitti a breve termine è parte oggi di una crisi mondiale: a inizio agosto Booking.com ha licenziato un terzo del proprio personale, mentre a inizio maggio è stata invece #Airbnb a lasciare a casa 1900 lavoratori (pari al 25% del totale).
👨⚖ Il 17 agosto scorso il tribunale di #Milano ha accolto la richiesta di concordato con riserva relativa a un accordo di ristrutturazione del debito presentata dallo studio legale Giliberti Triscornia per conto di #Halldis. La procedura, introdotta nella legge fallimentare del diritto civile nel 2010 dopo lo scoppio della crisi economica, è relativa alla sospensione di azioni esecutive di riscossione del debito da parte dei creditori in presenza di accordi tra le parti.
🏢 Halldis era la regina degli affittacamere a Milano: opera negli affitti brevi gestendo 1400 appartamenti nelle principali città italiane e 150 appartamenti all’estero situati anche in 30 palazzi e 500 ville. A Milano gestisce tra gli altri 63 appartamenti sui 13 piani alti della Torre #Galfa. E' controllata dalla Windows on Europe (Woe) di cui è socio principale l’imprenditore fiorentino Leonardo Ferragamo con oltre il 32%.
📉 L'indiscussa forza finanziaria degli azionisti indica che anche le imprese più solide in quest'epoca di stravolgimenti stanno andando incontro a una costante perdita di profitti. La Milano smart che pernotta nei B&B sembra all'inizio di una crisi che solo il tempo - e le lotte - ci racconterà come irreversibile o meno.
🅰 Le difficoltà del mercato degli affitti a breve termine è parte oggi di una crisi mondiale: a inizio agosto Booking.com ha licenziato un terzo del proprio personale, mentre a inizio maggio è stata invece #Airbnb a lasciare a casa 1900 lavoratori (pari al 25% del totale).
🏚 #Covid19, case popolari e crisi abitativa
🚔 La scorsa settimana è stato aggiornato il "Piano Operativo per la prevenzione e il contrasto alle occupazioni di alloggi pubblici": Prefettura, Comune e Regione “dalla parte di #decoro, legalità e cittadini onesti - parole del vicesindaco di #Milano - , contro prepotenze e occupazioni”. Apprendiamo quindi che per la giunta meneghina e quella regionale nelle 3872 case popolari occupate a Milano (6%) abitino intere famiglie di criminali e non disoccupati, persone con fragilità, vittime della crisi, occupanti per necessità.
🗣 Nel frattempo il sindacato degli inquilini SICET ha denunciato una situazione esplosiva con quasi 50mila persone in situazione di crisi abitativa e rischio sfratto: sommando i 14.097 pendenti dal 2019 su #ALER, i 14.500 abitanti #ERP che hanno fatto domanda per accedere al sostegno comunale all’affitto per far fronte alla crisi Covid19 (solo 2.500 gli ammessi) e i 35mila inquilini privati che non sono riusciti a presentare la domanda.
👁 Nei primi 9 mesi del 2020 il 90% degli sfratti con mandato esecutivo hanno riguardato situazioni di morosità; appena 147 sono gli alloggi comunali assegnati da gennaio e poche decine quelli ALER. La crisi sociale accelerata dall’emergenza sanitaria acuisce il dualismo della politica urbana milanese: sostegno al residenziale di lusso, bastone e (briciole di) carota per le fasce a basso reddito.
🚔 La scorsa settimana è stato aggiornato il "Piano Operativo per la prevenzione e il contrasto alle occupazioni di alloggi pubblici": Prefettura, Comune e Regione “dalla parte di #decoro, legalità e cittadini onesti - parole del vicesindaco di #Milano - , contro prepotenze e occupazioni”. Apprendiamo quindi che per la giunta meneghina e quella regionale nelle 3872 case popolari occupate a Milano (6%) abitino intere famiglie di criminali e non disoccupati, persone con fragilità, vittime della crisi, occupanti per necessità.
🗣 Nel frattempo il sindacato degli inquilini SICET ha denunciato una situazione esplosiva con quasi 50mila persone in situazione di crisi abitativa e rischio sfratto: sommando i 14.097 pendenti dal 2019 su #ALER, i 14.500 abitanti #ERP che hanno fatto domanda per accedere al sostegno comunale all’affitto per far fronte alla crisi Covid19 (solo 2.500 gli ammessi) e i 35mila inquilini privati che non sono riusciti a presentare la domanda.
👁 Nei primi 9 mesi del 2020 il 90% degli sfratti con mandato esecutivo hanno riguardato situazioni di morosità; appena 147 sono gli alloggi comunali assegnati da gennaio e poche decine quelli ALER. La crisi sociale accelerata dall’emergenza sanitaria acuisce il dualismo della politica urbana milanese: sostegno al residenziale di lusso, bastone e (briciole di) carota per le fasce a basso reddito.
💶 Suolo pubblico vendesi
0⃣ Il Comune di #Milano azzera per le attività commerciali fino a dopo il 31 ottobre il Cosap - Canone per l’occupazione del suolo pubblico -, secondo un odg in consiglio comunale presentato dal #PD ma sottoscritto anche dal centrodestra. La misura vale annualmente 80 milioni di euro, comprendendo anche altre tipologie di occupazione non esenti.
🚷 Per rispondere alle critiche dei normali cittadini - che lamentano assenza di parcheggi o riduzione dello spazio per i pedoni - il sindaco ha chiesto alla sua amministrazione, che stilerà un progetto, "che venga posta grande attenzione al tema degli orari, come richiesto da alcuni cittadini. Ho inoltre chiesto di fare un'analisi puntuale in relazione agli spazi per sosta residenti e alla mobilità per pedoni e passeggini".
🥂 Mentre languono i contributi di sostegno all’affitto per abitanti a basso reddito e piccoli esercizi di prossimità, l’arco politico milanese dispone l’ennesima concessione di spazio urbano - ed esenzione fiscale de facto - al mercato e ad attività a volte inaccessibili per molti milanesi dato il caro vita.
🔍 Se anche della misura possano usufruire attività effettivamente in crisi, tuttavia l’assenza di alcun parametro di accesso fa sì che questa sembri rispondere più alle proteste del ceto commerciante del centro, per cui anche esercizi con bilanci stratosferici e nel pieno della propria attività potranno espandersi a scapito dello spazio urbano pubblico.
0⃣ Il Comune di #Milano azzera per le attività commerciali fino a dopo il 31 ottobre il Cosap - Canone per l’occupazione del suolo pubblico -, secondo un odg in consiglio comunale presentato dal #PD ma sottoscritto anche dal centrodestra. La misura vale annualmente 80 milioni di euro, comprendendo anche altre tipologie di occupazione non esenti.
🚷 Per rispondere alle critiche dei normali cittadini - che lamentano assenza di parcheggi o riduzione dello spazio per i pedoni - il sindaco ha chiesto alla sua amministrazione, che stilerà un progetto, "che venga posta grande attenzione al tema degli orari, come richiesto da alcuni cittadini. Ho inoltre chiesto di fare un'analisi puntuale in relazione agli spazi per sosta residenti e alla mobilità per pedoni e passeggini".
🥂 Mentre languono i contributi di sostegno all’affitto per abitanti a basso reddito e piccoli esercizi di prossimità, l’arco politico milanese dispone l’ennesima concessione di spazio urbano - ed esenzione fiscale de facto - al mercato e ad attività a volte inaccessibili per molti milanesi dato il caro vita.
🔍 Se anche della misura possano usufruire attività effettivamente in crisi, tuttavia l’assenza di alcun parametro di accesso fa sì che questa sembri rispondere più alle proteste del ceto commerciante del centro, per cui anche esercizi con bilanci stratosferici e nel pieno della propria attività potranno espandersi a scapito dello spazio urbano pubblico.
🚅 Tav e sanità pubblica in Lombardia
🏗 La scorsa settimana a Campagna di Lonato è stata inaugurata la talpa con cui verrà scavata la galleria di quasi 8 km a Lonato del Garda che permetterà il passaggio dell’Alta velocità dal bresciano a Verona. La cerimonia è avvenuta senza pubblicità, con giornalisti scortati su bus da PS e CC, alla presenza del sindaco di Lonato Tardani, della ministra #PD alle infrastrutture De Micheli, di Lombardi, presidente di Cepav Due (il consorzio di imprese che sta realizzando l’opera), l’AD di RFI Battisti e l’assessore ai trasporti della Regione Claudia Terzi.
🚧 Il cantiere di Lonato occupa un’area di 75 mila metri quadri, cui si aggiunge un’area stoccaggio delle terre di scavo di 34mila mq della galleria Lonato-Desenzano, un tunnel a doppia canna della lunghezza di 7.371 metri che costituisce la parte più impegnativa del primo lotto dei lavori, con circa 800 mila metri cubi di materiali da rimuovere dal sottosuolo - che in gran parte richiederebbero opera di bonifica. L'area si aggiunge così a quelle di Desenzano, Calcinato e Peschiera, già prese in possesso da Cepav Due ad aprile (in piena emergenza sanitaria).
🚑 Nel mentre, sabato 10, si è svolta una protesta contro la privatizzazione degli 'Spedali Civili di Brescia e la sua trasformazione in “Hub Covid”, attraverso un project financing che non riguarda solo la provincia bresciana, ma anche quelle di Bergamo, Cremona e Mantova. Il modello prevede dunque la centralizzazione dell’intervento sui pazienti #Covid19, smembrando le strutture pubbliche e lo spostamento delle altre visite e cure in strutture diverse e per lo più private.
🦠 Il bollettino medico degli ultimi giorni conferma la ripresa della fase virale del contagio e un nuovo, triste primato della Regione #Lombardia (all’11/10: 1032 nuovi casi su 5456); il numero di tamponi resta incredibilmente basso, così come il potenziamento di terapie intensive e medicina territoriale non è stato realizzato negli scorsi 4 mesi. La vicenda #TAV e quella della sanità pubblica depredata e insufficiente restano collegate ora più che mai.
🏗 La scorsa settimana a Campagna di Lonato è stata inaugurata la talpa con cui verrà scavata la galleria di quasi 8 km a Lonato del Garda che permetterà il passaggio dell’Alta velocità dal bresciano a Verona. La cerimonia è avvenuta senza pubblicità, con giornalisti scortati su bus da PS e CC, alla presenza del sindaco di Lonato Tardani, della ministra #PD alle infrastrutture De Micheli, di Lombardi, presidente di Cepav Due (il consorzio di imprese che sta realizzando l’opera), l’AD di RFI Battisti e l’assessore ai trasporti della Regione Claudia Terzi.
🚧 Il cantiere di Lonato occupa un’area di 75 mila metri quadri, cui si aggiunge un’area stoccaggio delle terre di scavo di 34mila mq della galleria Lonato-Desenzano, un tunnel a doppia canna della lunghezza di 7.371 metri che costituisce la parte più impegnativa del primo lotto dei lavori, con circa 800 mila metri cubi di materiali da rimuovere dal sottosuolo - che in gran parte richiederebbero opera di bonifica. L'area si aggiunge così a quelle di Desenzano, Calcinato e Peschiera, già prese in possesso da Cepav Due ad aprile (in piena emergenza sanitaria).
🚑 Nel mentre, sabato 10, si è svolta una protesta contro la privatizzazione degli 'Spedali Civili di Brescia e la sua trasformazione in “Hub Covid”, attraverso un project financing che non riguarda solo la provincia bresciana, ma anche quelle di Bergamo, Cremona e Mantova. Il modello prevede dunque la centralizzazione dell’intervento sui pazienti #Covid19, smembrando le strutture pubbliche e lo spostamento delle altre visite e cure in strutture diverse e per lo più private.
🦠 Il bollettino medico degli ultimi giorni conferma la ripresa della fase virale del contagio e un nuovo, triste primato della Regione #Lombardia (all’11/10: 1032 nuovi casi su 5456); il numero di tamponi resta incredibilmente basso, così come il potenziamento di terapie intensive e medicina territoriale non è stato realizzato negli scorsi 4 mesi. La vicenda #TAV e quella della sanità pubblica depredata e insufficiente restano collegate ora più che mai.
🎙 Fuori Fase – 04 – epidemia e mobilità
🦠 Ora che la seconda ondata #Covid19 è a tutti gli effetti arrivata anche qui da noi, la #Lombardia e in particolare #Milano stanno purtroppo confermando il triste primato raggiunto anche durante la fase 1 dell’epidemia. Oggi però, rispetto a 7 mesi fa, possiamo porci in una prospettiva che allora poteva essere messa in secondo piano: come ci si è preparati e cosa è stato fatto? 🚌 Un livello centrale del discorso è rappresentato proprio dalla mobilità: come conciliare accesso garantito per tutt_ ai mezzi pubblici e sicurezza collettiva? In che modo restituire al piano della mobilità la dimensione del diritto universale e non concepirla unicamente come veicolo di contagio? Perché si vogliono togliere dai mezzi pubblici soltanto alcuni soggetti e non altri? La questione della mobilità e dei trasporti in pandemia si prospetta dunque come uno dei terreni principali per impedire una gestione diseguale e iniqua dell'emergenza sanitaria.
📻 Benvenuti dunque a una nuova puntata di Fuori Fase 👉 https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-04-epidemia-e-mobilita/ 👈
🤝 Le musiche sono di Le Gros Ballon e il podcast è realizzato dal collettivo politico Offtopic lab. Si ringraziano ATM Pubblica, Priorità alla Scuola e Fridays For Future Milano per i contributi.
Buon ascolto - e buona lotta.
🦠 Ora che la seconda ondata #Covid19 è a tutti gli effetti arrivata anche qui da noi, la #Lombardia e in particolare #Milano stanno purtroppo confermando il triste primato raggiunto anche durante la fase 1 dell’epidemia. Oggi però, rispetto a 7 mesi fa, possiamo porci in una prospettiva che allora poteva essere messa in secondo piano: come ci si è preparati e cosa è stato fatto? 🚌 Un livello centrale del discorso è rappresentato proprio dalla mobilità: come conciliare accesso garantito per tutt_ ai mezzi pubblici e sicurezza collettiva? In che modo restituire al piano della mobilità la dimensione del diritto universale e non concepirla unicamente come veicolo di contagio? Perché si vogliono togliere dai mezzi pubblici soltanto alcuni soggetti e non altri? La questione della mobilità e dei trasporti in pandemia si prospetta dunque come uno dei terreni principali per impedire una gestione diseguale e iniqua dell'emergenza sanitaria.
📻 Benvenuti dunque a una nuova puntata di Fuori Fase 👉 https://www.offtopiclab.org/fuori-fase-04-epidemia-e-mobilita/ 👈
🤝 Le musiche sono di Le Gros Ballon e il podcast è realizzato dal collettivo politico Offtopic lab. Si ringraziano ATM Pubblica, Priorità alla Scuola e Fridays For Future Milano per i contributi.
Buon ascolto - e buona lotta.
🗣 17/1O - 18/1O: due giorni No vasca di laminazione al Parco Nord
👉 https://www.offtopiclab.org/17-e-18-ottobre-2-giorni-di-lotta-a-bresso-contro-la-vasca-dei-veleni/ 👈
🔴 Perché sosteniamo la lotta del comitato Bresso EcoAttiva?
🏭 Il #Seveso è un fiume che scorre a nord di #Milano, questa zona nel dopoguerra è stata interessata da un incessante sviluppo industriale e urbano portandola a essere una delle zone più cementificate in Italia.
⛈L'impermeabilizzazione del terreno ha fatto sì che si creasse da subito il problema delle esondazioni a valle, nella zona di Milano.
☢ Il fiume inoltre è stato da subito usato come fogna a cielo aperto sia per gli scarichi delle acque nere sia per gli scarichi industriali, questo ha fatto si che diventasse già dagli anni sessanta uno dei fiumi più inquinati d'Europa. A questo si aggiunge il disastro del 10 luglio 1976 quando un incidente nell'azienda ICMESA di Meda provocò la fuoriuscita di una nube tossica di diossina che contaminò una vasta area di terreni limitrofi, tra cui le acque del fiume Seveso.
⚠️ Tutt'ora le acque del fiume, secondo un rapporto ARPA del 2018, sono contaminate da un eccesso di nichel a causa degli scarichi industriali.
🆘 Partendo da questo dato, costruire un laghetto con le acque del Seveso in una zona abitata come quella di Bresso, vuol dire esporre al rischio tumori i residenti che abitano in quella zona, soprattutto i tanti bambini che frequentano gli asili e le scuole elementari proprio lì vicino.
🟢 Cosa chiede il comitato Bresso EcoAttiva?
👉 BONIFICA DEL FIUME
👉PULIRE IL LETTO
👉CREARE VASCHE DI PRIMA PIOGGIA
👉CHIUDERE GLI SCARICHI ABUSIVI (CIRCA 1.400)
👉DEIMPERMEABILIZZARE E RINATURALIZZARE LE SPONDE
👉 https://www.offtopiclab.org/17-e-18-ottobre-2-giorni-di-lotta-a-bresso-contro-la-vasca-dei-veleni/ 👈
🔴 Perché sosteniamo la lotta del comitato Bresso EcoAttiva?
🏭 Il #Seveso è un fiume che scorre a nord di #Milano, questa zona nel dopoguerra è stata interessata da un incessante sviluppo industriale e urbano portandola a essere una delle zone più cementificate in Italia.
⛈L'impermeabilizzazione del terreno ha fatto sì che si creasse da subito il problema delle esondazioni a valle, nella zona di Milano.
☢ Il fiume inoltre è stato da subito usato come fogna a cielo aperto sia per gli scarichi delle acque nere sia per gli scarichi industriali, questo ha fatto si che diventasse già dagli anni sessanta uno dei fiumi più inquinati d'Europa. A questo si aggiunge il disastro del 10 luglio 1976 quando un incidente nell'azienda ICMESA di Meda provocò la fuoriuscita di una nube tossica di diossina che contaminò una vasta area di terreni limitrofi, tra cui le acque del fiume Seveso.
⚠️ Tutt'ora le acque del fiume, secondo un rapporto ARPA del 2018, sono contaminate da un eccesso di nichel a causa degli scarichi industriali.
🆘 Partendo da questo dato, costruire un laghetto con le acque del Seveso in una zona abitata come quella di Bresso, vuol dire esporre al rischio tumori i residenti che abitano in quella zona, soprattutto i tanti bambini che frequentano gli asili e le scuole elementari proprio lì vicino.
🟢 Cosa chiede il comitato Bresso EcoAttiva?
👉 BONIFICA DEL FIUME
👉PULIRE IL LETTO
👉CREARE VASCHE DI PRIMA PIOGGIA
👉CHIUDERE GLI SCARICHI ABUSIVI (CIRCA 1.400)
👉DEIMPERMEABILIZZARE E RINATURALIZZARE LE SPONDE
🦠 La seconda ondata #Covid19 e la sanità lombarda
🚷 Da circa una settimana, il reparto di pronto soccorso dell'ospedale Sacco di #Milano ha deciso di accettare solo malati con Covid-19 nei reparti di pneumologia e uno di medicina interna, dirottando su altri ospedali e strutture (per lo più private) i pazienti con patologie non correlate al #coronavirus.
🚑 Come per gli ‘Spedali Civili di Brescia e gli ospedali pubblici di Bergamo, Cremona e Mantova, anche Milano sceglie di adottare il principio della centralizzazione ospedaliera per ricovero e cura degli infetti, frammentando il sistema sanitario pubblico.
👁 La scelta purtroppo pare coerente con l'assenza di misure prese negli scorsi mesi di tregua epidemiologica per rinforzare la sanità territoriale in #Lombardia:
👥 a partire da terapie intensive: 130 attivate a fronte del numero minimo di +600 indicato dai piani di emergenza e con una copertura di 9,8 posti per 100mila abitanti, invece della soglia di sicurezza di 14. Pesa inoltre l'inutilizzo da parte delle Regioni dei ventilatori già distribuiti e la mancata distribuzione di 1500:
👩⚕ assunzioni di assistenti e infermieri: 17mila ne mancano oggi come a marzo:
🔍 capacità di tracciamento e somministrazione tamponi (che ha già raggiunto il punto di saturazione a livello regionale e nazionale).
📈 La Lombardia ha registrato ieri (18.10) 2975 nuovi casi ufficiali (con un tasso di positivi sui tamponi del 9,6%), di cui 1463 nella Città metropolitana di Milano. La questione centrale, man mano che la curva ufficiale si alza e in modo proporzionale si abbassa la capacità di tracciamento, resta quella del #sommerso - che a marzo i ricercatori ISPI calcolavano in 13 per ogni contagiato ufficiale e a inizio settembre era di 1 ogni 2, già oggi in aumento.
🚷 Da circa una settimana, il reparto di pronto soccorso dell'ospedale Sacco di #Milano ha deciso di accettare solo malati con Covid-19 nei reparti di pneumologia e uno di medicina interna, dirottando su altri ospedali e strutture (per lo più private) i pazienti con patologie non correlate al #coronavirus.
🚑 Come per gli ‘Spedali Civili di Brescia e gli ospedali pubblici di Bergamo, Cremona e Mantova, anche Milano sceglie di adottare il principio della centralizzazione ospedaliera per ricovero e cura degli infetti, frammentando il sistema sanitario pubblico.
👁 La scelta purtroppo pare coerente con l'assenza di misure prese negli scorsi mesi di tregua epidemiologica per rinforzare la sanità territoriale in #Lombardia:
👥 a partire da terapie intensive: 130 attivate a fronte del numero minimo di +600 indicato dai piani di emergenza e con una copertura di 9,8 posti per 100mila abitanti, invece della soglia di sicurezza di 14. Pesa inoltre l'inutilizzo da parte delle Regioni dei ventilatori già distribuiti e la mancata distribuzione di 1500:
👩⚕ assunzioni di assistenti e infermieri: 17mila ne mancano oggi come a marzo:
🔍 capacità di tracciamento e somministrazione tamponi (che ha già raggiunto il punto di saturazione a livello regionale e nazionale).
📈 La Lombardia ha registrato ieri (18.10) 2975 nuovi casi ufficiali (con un tasso di positivi sui tamponi del 9,6%), di cui 1463 nella Città metropolitana di Milano. La questione centrale, man mano che la curva ufficiale si alza e in modo proporzionale si abbassa la capacità di tracciamento, resta quella del #sommerso - che a marzo i ricercatori ISPI calcolavano in 13 per ogni contagiato ufficiale e a inizio settembre era di 1 ogni 2, già oggi in aumento.
🚓 Coprifuoco in Lombardia. A che gioco giochiamo?
👉 https://www.offtopiclab.org/coprifuoco-in-lombardia-a-che-gioco-giochiamo/ 👈
✋ Lunedì il governatore Fontana (contraddicendo quanto dichiarato dal segretario stesso del suo partito pochi giorni prima) ha annunciato, previo accordo con il ministro Speranza e il sindaco di #Milano Sala, che da giovedì 22 e fino al 13 novembre sarà in vigore il coprifuoco in #Lombardia dalle 23 alle 5. La misura viene giustificata con il rialzo dei contagi e come “alternativa” a un nuovo possibile lockdown regionale, ma al tempo stesso la giunta leghista lo definisce un provvedimento “simbolico”.
🔍 Da marzo a oggi il servizio sanitario non è corso ai ripari a livello organizzativo, non è stato potenziato ed oggi è nuovamente in crisi, a solo 10 giorni dall’inizio della seconda ondata. La cura però non è l’unico tassello utile al sistema per rispondere alle emergenze: si è parlato molto di prevenzione, sono stati firmati decine di protocollo anti #Covid19, come è possibile che in città il contagio sia esploso a dimensioni maggiori della scorsa primavera?
🚃🛠 Prendiamo due altri piani centrali nel contrasto al contagio: la #mobilità e il #lavoro.
👉 https://www.offtopiclab.org/coprifuoco-in-lombardia-a-che-gioco-giochiamo/ 👈
✋ Lunedì il governatore Fontana (contraddicendo quanto dichiarato dal segretario stesso del suo partito pochi giorni prima) ha annunciato, previo accordo con il ministro Speranza e il sindaco di #Milano Sala, che da giovedì 22 e fino al 13 novembre sarà in vigore il coprifuoco in #Lombardia dalle 23 alle 5. La misura viene giustificata con il rialzo dei contagi e come “alternativa” a un nuovo possibile lockdown regionale, ma al tempo stesso la giunta leghista lo definisce un provvedimento “simbolico”.
🔍 Da marzo a oggi il servizio sanitario non è corso ai ripari a livello organizzativo, non è stato potenziato ed oggi è nuovamente in crisi, a solo 10 giorni dall’inizio della seconda ondata. La cura però non è l’unico tassello utile al sistema per rispondere alle emergenze: si è parlato molto di prevenzione, sono stati firmati decine di protocollo anti #Covid19, come è possibile che in città il contagio sia esploso a dimensioni maggiori della scorsa primavera?
🚃🛠 Prendiamo due altri piani centrali nel contrasto al contagio: la #mobilità e il #lavoro.
🛠 Covid e lavoro: i dati INAIL e il contagio sommerso
📈 Nel periodo 31 agosto - 30 settembre l’INAIL ha registrato +1919 denunce relative a contagi #Covid19 avvenuti sui luoghi di lavoro (70,7% donne con età media di 47 anni), arrivando così a un totale di 54 mila da inizio emergenza (su 317.409 casi totali al 1° ottobre). Dell’incremento di +47.220 nuove infezioni nello stesso periodo dunque quelle di origine professionale rappresentano il 4,1%. Il trend, nel peggioramento generale, si conferma in crescita anche a ottobre.
🔍 L’origine geografica dei contagiati conferma la concentrazione al Nord (79,5%), con una prevalenza dell’area Nord-Ovest (55,1%), così come per i decessi (56,7%) seguiti però dal 16% registrato al Sud davanti al Nord-Est (13,8%). La #Lombardia resta la regione più colpita, con il 35,2% dei casi denunciati e il 41,7% di quelli mortali.
👁 La graduale ripresa di tutti i settori lavorativi ha riequilibrato la distribuzione del contagio tra le categorie professionali: sanità, assistenza sociale e pubblica amministrazione che insieme rappresentavano in fase 1 l’80,6% dei casi, nel quadrimestre successivo è scesa al 54,2%. Gli incrementi più significativi sono avvenuti nei servizi di alloggio e ristorazione (da 2,5% al 6,4%), il commercio (dall'1,4% al 3,4%), i trasporti (dall'1,1% al 4,9%) e operai specializzati (dallo 0,2% al 4,8%).
👥 Resta aperto il tema del non denunciato e del contagio #sommerso: a gennaio 2020 il lavoro nero in Lombardia era calcolato in circa 484mila persone principalmente nei lavori di cura, ristorazione, commercio, edilizia e agricoltura. Si stima che soprattutto nel primo e nell’ultimo settore più della metà abbia continuato a lavorare anche durante il #lockdown, mentre secondo la CGIA di Mestre la crisi causata dal Covid potrebbe aver alzato il tasso di lavoro informale.
📈 Nel periodo 31 agosto - 30 settembre l’INAIL ha registrato +1919 denunce relative a contagi #Covid19 avvenuti sui luoghi di lavoro (70,7% donne con età media di 47 anni), arrivando così a un totale di 54 mila da inizio emergenza (su 317.409 casi totali al 1° ottobre). Dell’incremento di +47.220 nuove infezioni nello stesso periodo dunque quelle di origine professionale rappresentano il 4,1%. Il trend, nel peggioramento generale, si conferma in crescita anche a ottobre.
🔍 L’origine geografica dei contagiati conferma la concentrazione al Nord (79,5%), con una prevalenza dell’area Nord-Ovest (55,1%), così come per i decessi (56,7%) seguiti però dal 16% registrato al Sud davanti al Nord-Est (13,8%). La #Lombardia resta la regione più colpita, con il 35,2% dei casi denunciati e il 41,7% di quelli mortali.
👁 La graduale ripresa di tutti i settori lavorativi ha riequilibrato la distribuzione del contagio tra le categorie professionali: sanità, assistenza sociale e pubblica amministrazione che insieme rappresentavano in fase 1 l’80,6% dei casi, nel quadrimestre successivo è scesa al 54,2%. Gli incrementi più significativi sono avvenuti nei servizi di alloggio e ristorazione (da 2,5% al 6,4%), il commercio (dall'1,4% al 3,4%), i trasporti (dall'1,1% al 4,9%) e operai specializzati (dallo 0,2% al 4,8%).
👥 Resta aperto il tema del non denunciato e del contagio #sommerso: a gennaio 2020 il lavoro nero in Lombardia era calcolato in circa 484mila persone principalmente nei lavori di cura, ristorazione, commercio, edilizia e agricoltura. Si stima che soprattutto nel primo e nell’ultimo settore più della metà abbia continuato a lavorare anche durante il #lockdown, mentre secondo la CGIA di Mestre la crisi causata dal Covid potrebbe aver alzato il tasso di lavoro informale.