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news / alert / campagne da Milano e dintorni

》per segnalazioni DM su tw/fb o offtopic@autoproduzioni.net
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"Pensare di utilizzare milioni di litri d’acqua e migliaia di kilowatt per sparare neve artificiale sia una cosa priva di qualunque senso quando non avremo l’acqua per produrre il cibo e l’energia elettrica. E che sia un segno di non aver imparato nulla dalla tragedia della #Marmolada" 🗻

Riprendiamo questo articolo a proposito della tragedia della #Marmolada e dell'ennesima conferma che i nostri tempi di crisi ecologica e climatica non permettono più compromessi con il capitalismo predatorio rappresentato da Grandi eventi e connesse devastazioni territoriali, come le #Olimpiadi previste per il 2026 👉 https://www.mountainwilderness.it/etica-e-cultura/la-marmolada-ha-parlato-rinunciamo-alle-olimpiadi/
Non si scherza col fuoco! Complici e solidali con Ri-Make, contro ogni intimidazione!
Riportiamo di seguito le parole delle compagne e dei compagni di Ri-Make sull'atto intimidatorio avvenuto nella notte di sabato contro la struttura autogestita dell'ex liceo Omero.

Nella notte di sabato sera contro i muri di RiMake e del resto del complesso dell’ex liceo Omero sono stati lanciati diversi ordigni incendiari esplosivi.
Solo grazie al rapido intervento delle persone presenti, in quel momento nello spazio per un evento sportivo, i danni provocati sono stati molto lievi.

Ma non è la prima volta che RiMake subisce intimidazioni. Questa è l’ennesima che mette a repentaglio la sicurezza di chi si trova all’interno dello spazio e di tutta la struttura.

RiMake è uno spazio bene comune gestito da abitanti del quartiere e associazioni della zona, collettivi informali e singole persone: tutt* insieme puntano a creare progetti di mutuo aiuto, autogestione, socialità, cultura, sport e quant'altro possa essere utile e necessario a migliorare la città, creando alternative concrete
In questi quattro anni a Ri-Make sono nati e cresciuti in autorganizzazione doposcuola e centri estivi solidali, corsi di italiano e arabo, mercati contadini e di accesso a cibo sano frutto di produzioni agroecologiche, sportelli sui diritti del lavoro e alla casa e, in particolare in questi anni di pandemia, sono state centinaia le persone in difficoltà che hanno trovato sostegno in questi progetti.

A chi può dar fastidio tutto questo? Chiunque esso sia e qualunque fosse l'obiettivo di questo atto violento, possiamo dire che non può che convincerci maggiormente di ciò che stiamo facendo. Ovvero dare vita a presidi attivi e aperti nei territori e nei quartieri popolari, fatti di mutuo soccorso, autogestione e costruzione di legami sociali forti che puntino a migliorare le condizioni di vita generali. Presidi sempre più necessari per invertire la rotta imboccata con la crisi di questi anni e continuamente peggiorata da scelte politiche sbagliate a livello urbano e nazionale
Pensiamo a maggior ragione che la situazione di incertezza che RiMake sta vivendo, nel percorso che porterà il Comune a demolire l'edificio dell'ex liceo Omero, debba risolversi al più presto riconoscendo la necessità di beni comuni per il quartiere.

I fuochi notturni sono già diventati cenere e macchie scure sui muri. Noi proseguiamo e proseguiremo a spegnerli e a coltivare e far fiorire beni comuni, con l'acqua fresca vitale del mutualismo e dell'autogestione
Costruire Il Nemico: Askatasuna, I No Tav, Il Conflitto Sociale
👉 https://www.notav.info/post/costruire-il-nemico-askatasuna-i-no-tav-il-conflitto-sociale/

91 indagati, da poco ridotti a 22, cui vengono contestati in primis il reato di associazione sovversiva prima e per delinquere dopo il riesame (in particolare per 6 indiziati, nei cui confronti vengono applicate le misure della custodia in carcere e degli arresti domiciliari, che restano però sospese in attesa della definitiva pronuncia della Cassazione) + 72 altri reati (in origine erano 112), 66 dei quali relativi a iniziative di lotta in Val Susa nell'ambito del movimento #notav.

Un impianto accusatorio fragile e debole, che compensa la nulla qualità indiziaria con la vasta quantità di carte prodotta da Digos e inquirenti. Come scrive a giusto titolo l’avvocato Novaro, se un nucleo di militanti/delinquenti vengono goffamente individuati come caprio espiatorio, la vera posta in palio per questura e procura sono proprio le lotte in Val di Susa contro il TAV, al centro di tutto il procedimento insieme al Festival Alta Felicità (descritto come «un articolato sistema di finanziamento della vita dell’associazione» criminale). Aleggia tra le pagine dell’inchiesta un’idea mortificante della conflittualità e della partecipazione politica, che si accompagna a una visione scarsamente consapevole della storia italiana.

Ci vediamo al Campeggio di Lotta in Val Susa e al Festival Alta Felicità. Complici e solidali.
Forwarded from Rojava Resiste
🌹 19 LUGLIO: 10 ANNI DI RIVOLUZIONE IN ROJAVA

Martedì 19 luglio dalle ore 18 Rete Jin vi aspetta ai giardini comunitari Lea Garofalo (via Montello 3) a Milano per celebrare insieme il decimo anniversario della rivoluzione in Siria del Nord e dell'Est.

Durante l'evento verrà presentato il dossier "Gli affari tra Italia e Turchia", una ricerca sui rapporti economici che intercorrono tra lo Stato Italiano e il regime di Erdogan. Presentano Rete Jin e Rojava Resiste, modera la giornalista e regista Benedetta Argentieri. Alla presentazione dello studio seguirà un dibattito volto ad approfondire collettivamente il ragionamento sulla postura italiana nei confronti del regime turco e formulare insieme proposte di azione.

Seguirà il concerto dell'artista curda Yalda Abbasi. Durante tutta la serata, verranno esposte opere donate da artist* solidali e sarà disponibile un aperitivo.

Sosteniamo l'Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell'Est.
Difendiamo la rivoluzione!
Rincaro ATM e diritto alla mobilità. Alcune considerazioni/1
Nella turbo-Milano il biglietto del tram sale a 2.20. Una decisione pesante, sul piano sociale, su quello politico e su quello ambientale.
L'aumento di un bene essenziale colpisce chi compra il biglietto in modo irregolare, chi fatica a far quadrare i conti a fine mese, i nuclei in cui molti devono utilizzare il mezzo pubblico. E il fatto che per ora non aumentino gli abbonamenti è un beneficio limitato, che non riguarda le utenze più deboli e fragili.
L'aumento non interessa invece i redditi medi e alti, che sono indifferenti a questi provvedimenti per loro insignificanti.

Sul piano economico è una scelta dura da digerire, tesa più a colpire chi già è in difficoltà che non a migliorare i bilanci dell'azienda, tenuto conto che le maggiori voci del bilancio ATM sono abbonamenti, contributi statali e pubblicità.

Decisamente inquietante il discorso sul piano ambientale. In altre regioni europee la diminuzione (si, proprio la diminuzione) del prezzo del biglietto ha fatto aumentare in modo sensibile l'utilizzo del mezzo pubblico e ha ridotto il traffico automobilistico, certificato addirittura da Tom Tom (il "navigatore") con una riduzione dei tempi medi di percorrenza nelle aree urbane più congestionate.

Nella ricca Lombardia pensare a una diminuzione dei prezzi o addirittura alla gratuità del trasporto pubblico è quasi un reato, perché troppo in contrasto con la mentalità lombarda tutta votata al produci-consuma-crepa.
Rincaro ATM e diritto alla mobilità. Alcune considerazioni/2
La mobilità urbana milanese invece è prigioniera delle auto e delle infrastrutture per le quattro ruote: parcheggi, asfalto, nuovi svincoli.
L'icona dell'auto, simbolo di potere e successo, si maschera dietro la retorica "soft-porn" delle bici ovviamente smart che si muovono su una rete ciclabile inadeguata e insufficiente.

La retorica pseudo-ambientalista è la protagonista dell'agenda politica, e mentre si continua a consumare suolo sottraendo aree verdi alla città, in molti esultano per il numero di bici che transitano ogni giorno su Corso Buenos Aires.

Nascondono il dato reale che registra uno shift modale preoccupante: qualche ciclista in più ma meno utenti dei mezzi pubblici, senza alcuna diminuzione delle auto in circolazione, anche e soprattutto in centro e nelle aree ad accesso a pagamento.
Milano è sempre più una città per ricchi, ma non è detto sia un destino ineluttabile. Tiriamo il freno d'emergenza e ribaltiamolo.
OLIMPIADI MILANO-CORTINA 2026 Un business e un evento insostenibile nell’emergenza climatica e ambientale

https://www.offtopiclab.org/olimpiadi-milano-cortina-2026-un-business-e-un-evento-insostenibile-nellemergenza-climatica-e-ambientale/

“L’utopica speranza che la coincidenza di crisi economica e sociale (causate dalle speculazioni sulle risorse energetiche e sulle materie prime alimentate da pandemia e guerra in Ucraina) e dell’emergenza climatica e ambientale, su cui si è innestata la crisi di governo e le conseguenti elezioni anticipate, portassero a rivedere i piani per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è crollata con l’ultima versione del Decreto Aiuti emanata dal Governo Draghi a inizio agosto. Con lo stanziamento di ulteriori 500 mln di euro per opere ritenute essenziali, supera i 2 mld la cifra complessivamente stanziata fino a oggi e, guardando alle Olimpiadi del recente passato, di sicuro non sarà quella definitiva. Quelle che dovevano essere Olimpiadi a costo zero o quasi e sostenibili per territori e ambiente, come dichiarato alla nausea da Sala, Zaia, Fontana e Malagò, non solo si confermano come un evento e un business gravoso per casse pubbliche, ecosistemi e consumo di suolo, ma stanno alimentando una dinamica perversa, visti i tempi che viviamo, che rischia di devastare in maniera irreversibile ampie fette di territori montani e risorse idriche, in nome di un modello neoliberista e ad alto impatto ambientale di turismo che la Montagna non può più sostenere….”
Sabato 10/9 h 9.30 stazione M1 San Leonardo - Manifestazione a difesa del Bosco di via Falck

Sabato mattina il Comitato Popolare per la Difesa del Bosco di Via Falck lancia un nuovo appuntamento per scongiurare la distruzione dell’importante patrimonio arboreo sviluppatosi per decenni all’interno dell’area dell’ex “Casa del Giovane” al quartiere Gallaratese. Parliamo di 350 alberi circa che verrebbero abbattuti per realizzare l’ennesimo intervento edilizio privato, promosso dalla Curia di Milano (per fare cassa) unitamente a INVESTIRE Sgr e REDO Sgr.

Grazie alle norme del PGT di Milano, il progetto di sviluppo consentirebbe nuove volumetrie per 200.000 mc, per lo più a uso residenziale (al 50% più o meno diviso tra edilizia libera e housing sociale), inoltre uno studentato privato e spazi commerciali, con indici edificatori altissimi, 1 mq/mq, e un’alta densità del costruito. Una tipologia di offerta abitativa che non risponderà certo ai bisogni di chi cerca casa a costi popolari o stanze a prezzi calmierati, se studente fuori sede.

Nel solco di altri progetti di sviluppo che hanno distrutto aree verdi e consumato nuovo suolo (Parco Bassini, Goccia in Bovisa, Piazzale Baiamonti, aree agricole a Trenno), anche la vicenda del Bosco di Via Falck conferma quanto sia solo retorica e greenwashing la narrazione, tanto cara a Sala, di Milano città verde e sostenibile. Dopo l’estate che ha dimostrato gli effetti del surriscaldamento globale, l’idea di sostituire cemento agli alberi è un folle anacronismo e contrasta con la priorità di una città inquinata come Milano di avere aria più sana e respirabile. Nessun alberello piantumato a compensazione potrà compensare la perdita di alberi storici e con capacità di mitigazione di calura e CO2 imparagonabili.

Solo una forte mobilitazione popolare di tutta la città può salvare il Bosco di Via Falck da un intervento nocivo per l’ambiente e la salute è inutile sul piano sociale e delle politiche abitative. Le e gli abitanti del Gallaratese stanno provando a inceppare una macchina che sembra lanciata a tutta velocità, non lasciamoli soli. A sabato
📣 Affaire San Siro. Se il diritto di consultazione è negato, riprendiamo la parola in piazza: 14/09 presidio sotto Palazzo Marino

🤐 Poche settimane fa il collegio dei garanti ha bocciato il doppio referendum (abrogativo e consultivo) promosso per salvare dalla demolizione lo stadio Meazza di San Siro (di proprietà del Comune di Milano) e bloccare il progetto di un nuovo complesso sportivo-edilizio che con mistificazione viene presentato come "nuovo stadio". Nella decisione e nella identità delle posizioni espresse dagli organismi di controllo, pesa qualcosa di più di un conflitto di interessi: considerando il ruolo di uno dei Garanti, il Notaio Roveda, presso il cui studio si stipulò la vendita del Milan al nuovo proprietario Yonghong Li e la posizione a tutela degli interessi dei club ricoperta fin da subito dal sindaco Sala.

🔍 La ragione del rifiuto, a seguito del quale il Comitato Referendario ha presentato ricorso presso il Tribunale Civile di Milano, risiede nel comma D dell'articolo 29, ovvero il presunto esito negativo del parere di fattibilità tecnica e/o contabile. I tre garanti hanno di fatto sposato le posizioni degli uffici comunali, a loro volta allineate con gli interessi immobiliari dei Fondi proprietari di Milan e Inter. A ciò si aggiunge l’approvazione da parte della Direzione Rigenerazione Urbana del Comune di Milano del progetto rivisto presentato da Milan e Inter (dopo un incontro congiunto tenutosi a fine luglio a Roma al ministero delle Infrastrutture tra l'assessore Tancredi, il coordinatore del dibattito pubblico Pillon, i manager dei club) per ottenere il via libera definitivo dall’Amministrazione Comunale, dopo che la stessa ha già riconosciuto l’interesse pubblico dell’opera.
 
🧱Come ampiamente prevedibile, cambia poco o nulla rispetto alla natura speculativa e commerciale del progetto iniziale, di cui la destinazione sportiva costituirà solo una parte minoritaria (circa il 30% del miliardo più o meno complessivo di valore progetto di trasformazione dell’area), se non riconducendo le volumetrie a un indice edificatorio meno scandaloso (e probabilmente già messo in preventivo dei proponenti) e aumentando di 50.000 mq le aree verdi pubbliche che verranno create; infine sono incrementate le opere di urbanizzazione accessoria, anche se in gran parte funzionale a connettere la viabilità ordinaria con gli accessi ai parcheggi del nuovo impianto e degli altri edifici che verranno costruiti. Insomma resta un grosso affare per gli operatori privati a danno dell’interesse e del patrimonio pubblico .

🗣 Si riafferma la necessità, di fronte alla negazione del diritto popolare di presa di parola sul tema, di alzare la mobilitazione sociale. A partire dalla manifestazione convocata da comitati, associazioni e movimenti di base per mercoledì 14 settembre alle ore 18: circondiamo Palazzo Marino e ribadiamo l'opposizione al progetto di abbattimento del Meazza e al calcio business per difendere la Città Pubblica e le risorse della collettività.
🔴🟢 Giustizia climatica è giustizia sociale: torna in piazza lo Sciopero globale per il clima!
VENERDì 23 SETTEMBRE MANIFESTAZIONE CITTADINA H18 LARGO CAIROLI

La crisi climatica che stiamo vivendo è causata da un modello di sviluppo insostenibile e dall'impossibile pretesa della società di poter sfruttare all'infinito le risorse del nostro pianeta. Qualche anno fa si parlava di cambiamenti climatici come una minaccia per il futuro. Oggi, purtroppo, gli effetti dei cambiamenti climatici sono in tutta Italia, ma li chiamiano "maltempo". D’altronde, con il maltempo non ci si può arrabbiare. Con i cambiamenti climatici si potrebbe invece provare a chiarire le cause, note da anni alla scienza, e le conseguenti responsabilità di chi per decenni non ha fatto nulla o chi continua con arroganza a negarne l'esistenza.
La tragedia della Marmolada, la siccitá e le ondate di calore dell'ultima estate ci dicono che non possiamo più attendere per convertire il nostro sistema produttivo e riproduttivo!
[Continua]
🟣🔴 28/09 | h18:30 | piazza Duca d'Aosta| #moltopiúdi194: aborto libero, gratuito, sicuro - diritti per tutt*
🗣 Nella giornata internazionale del diritto all'aborto, si riprende le strade la marea transfemminista: se la vigilia elettorale era stata occupata dalle piazze ecologiste e ultragiovani di Fridays for Future e dei movimenti per la giustizia climatica, il day after è la mobilitazione internazionale di Non una di meno e dei movimenti transfemministi a ribadire da dove deve partire l'opposizione sociale al governo post-fascista.
Così come prima lo erano al conservatorismo e al neoliberismo che da anni tagliano i diritti e per troppo tempo hanno concesso spazio alla parte più reazionaria e patriarcale della nostra società, trasformando posizioni fondamentaliste in senso comune e normale amministrazione negli ospedali dove il diritto all'aborto è negato e sui territori, con il depotenziamento e la chiusura di troppi consultori.
📣 Oggi tutt* in piazza!
🏟 Dibattito Pubblico su San Siro: uno strumento farsa al servizio degli interessi privati
E’ iniziato ieri, con l’incontro a Palazzo Marino di presentazione del progetto di nuovo stadio, il percorso in 10 incontri itineranti del Dibattito Pubblico sull'affaire #SanSiro: strumento di partecipazione previsto dal DPCM del 10/05/2018 e fatto proprio dal nuovo “regolamento per la partecipazione popolare” adottato nel 2021 dal Comune di Milano; ufficialmente strumento per informare la cittadinanza e condividere con essa le linee di sviluppo di progetti voluti dagli operatori privati e concessi dall'amministrazione comunale. Nella realtà dei fatti, storicamente ha sempre svolto il compito di macchina della propaganda e della legittimazione di quanto già deciso a priori senza consultazione e possibili alternative ammesse.

🤐 Il Dibattito Pubblico, voluto da parte della maggioranza che supporta Sala, è l’unico ambito concesso dove approfondire la conoscenza di quanto accadrà sul piazzale dello Sport e presentare osservazioni, critiche o controproposte. In realtà, come già accadde in occasione di analogo procedimento avviato in merito al progetto di riapertura parziale dei Navigli, le modalità organizzative (orari in primis), di accesso e partecipazione, rendono il Dibattito Pubblico un mero percorso di propaganda a colpi di rendering, video e promesse, dove nullo o minimo è lo spazio per il contraddittorio o per presentare soluzioni alternative.

Dopo la pretestuosa bocciatura del Referendum abrogativo della Delibera Comunale, che ha riconosciuto l’interesse pubblico al progetto di Milan e Inter copiando nelle motivazioni le ragioni dei club, le modalità di svolgimento del Dibattito Pubblico confermano che si sta giocando una partita impari: chi dovrebbe essere arbitro (l’Amministrazione Comunale) ha scelto da subito di schierarsi dalla parte delle due società calcistiche e degli interessi finanziari, ignorando con arroganza la popolazione e negando legittimità, di fatto, a tutte le voci che si sono alzate in difesa del Meazza, della città pubblica e del vero interesse collettivo.

📣 Si parlerà della speculazione evidente, del consumo di suolo e dell'inquinamento, del danno erariale che l'abbattimento prevede? Ne dubitiamo. Farlo tocca ancora una volta a chi si batte per il diritto alla città e il bene comune.
6.10 | Presentazione “Le frontiere del mondo” e dibattito sulla logistica
Giovedì 6 ottobre dalle 20 a Piano Terra presentiamo il libro Le frontiere del mondo. Viaggio nella filiera del container con l’autore Andrea Bottalico (ricercatore, attivista e redattore di Napoli Monitor e Primo Maggio).

Dialogheremo con lui assieme a Piero Maestri (Ri-Make) e il collettivo di ricerca dal basso Into The Black Box, partendo dai temi esplorati nel libro per approfondire la questione cruciale delle catene del valore e del lavoro nell’era della crisi globale e delle possibili lotte sociali di riscatto.
Vincenzo libero: né estradizione né prigione!
👉 https://www.sosteniamovincenzo.org/
Sabato 8 a Milano corteo a sostegno di Vincenzo, a pochi giorni dalla sentenza della Cassazione francese sulla richiesta di estradizione da parte delle autorità italiane.
Questo ultimo atto dei processi a carico dei manifestanti del G8 di Genova necessita di una risposta collettiva e partecipata per affermare ancora una volta la memoria delle giornate del luglio 2001 e la legittimità della lotta contro un sistema di guerra, sfruttamento e devastazione ambientale.

Il recente arresto di Andrea "Casper", sempre in Francia, nell'ambito della persecuzione per i fatti di piazza del 1° maggio 2015 a Milano, ci ricorda inoltre della necessità di opporci alle vendette di uno Stato, tanto bravo ad assolversi per le proprie violenze e abusi quanto a perseguitare attivisti e militanti politici anticapitalisti.
#liberetutti
Forwarded from Off Topic News
6.10 | Presentazione “Le frontiere del mondo” e dibattito sulla logistica
Giovedì 6 ottobre dalle 20 a Piano Terra presentiamo il libro Le frontiere del mondo. Viaggio nella filiera del container con l’autore Andrea Bottalico (ricercatore, attivista e redattore di Napoli Monitor e Primo Maggio).

Dialogheremo con lui assieme a Piero Maestri (Ri-Make) e il collettivo di ricerca dal basso Into The Black Box, partendo dai temi esplorati nel libro per approfondire la questione cruciale delle catene del valore e del lavoro nell’era della crisi globale e delle possibili lotte sociali di riscatto.
Caso Scarioni Niguarda: abuso dell'interesse pubblico e bagni di lusso a Milano
🧱 Circa tre settimane fa, la giunta #Sala ha deliberato l’interesse pubblico sul progetto di ristrutturazione della piscina Scarioni di Niguarda, cogliendo di sorpresa lo stesso Municipio 9 - almeno ufficialmente. Cosa prevede? Solo 2,3 milioni di euro sui 16 complessivi dell’operazione vengono destinati alla ristrutturazione di base dell'impianto esistente; la restante parte è spesa per una nuova palestra, un parcheggio e le piscine coperte, il cui accesso sarà limitato per chi frequenterà il nuovo centro Fitness, con prezzi non popolari.

🚷 Come conseguenze si hanno la cementificazione di circa 1000 mq l'area verde oggi presente, per fare posto alla nuova palestra e al grande parcheggio fuori terra, destinato unicamente ai clienti paganti; sono inoltre previste tariffe di accesso libero alle piscine esterne per tutti i cittadini più alte rispetto alla media MilanoSport (12 € nei giorni feriali e 18 € nei weekend). Tutto questo in un quartiere popolare che, dietro l’abuso dello strumento di “interesse pubblico” da parte del sindaco-manager (come già avvenuto per l’affaire #Meazza) vede solo la privazione di ulteriore spazio pubblico e diritto di accesso.

🏊‍♂️ Ma questa è una storia ormai consolidata a Milano: la trasformazione dei bagni meneghini da pubblici a privati di lusso è cominciata con i Bagni Misteriosi della Shammah in Porta Romana, ex centro Balneare Caimi chiuso nel 2007 e nel 2011-13 oggetto di convenzione tra assessorati alla cultura e sport della giunta Pisapia e fondazione Pier Lombardo. E’ proseguita poi a ovest con Lido di Milano - chiuso nel 2019 e affidato in concessione per 42 anni a privati - e con il progetto di riconversione delle ex Scuderie de Montel di San Siro nel "parco termale urbano più grande d'Europa".
🤬1
🏘 Bella Milano - ma non ci vivrai
A #Milano sono attualmente oltre 17.500 le famiglie in attesa di casa popolare e almeno 10.000 le famiglie sottoposte a sfratto o esecuzione immobiliare, a fronte di meno di 1.000 alloggi all' anno assegnati: questi i dati riportati dall’Unione Inquilini nella giornata nazionale Sfrattizero dello scorso 10 ottobre. A questi si aggiungono gli altri dati prodotti dal Sicet, che denuncia un adeguamento ISTAT nel periodo agosto 2021-2022 degli affitti all’8,1% degli affitti rivalutati al 100% e al 6,075% per quelli al 75% - valori che non si vedevano dal 1985.

💸 Milano è già nella top 5 delle città europee con il maggiore aumento degli affitti nel 2021, cresciuti con una media del 14,4% e che ora la crisi inflattiva non farà che accrescere di più. In 5 anni il costo della casa è aumentato del 39%, mentre i salari dei milanesi di ceto medio e basso sono rimasti fermi: il 60% delle dichiarazioni dei redditi è inferiore ai 26mila (di cui il 35% sotto i 15mila), un tasso di disoccupazione del 5,8% e una economia degli eventi sempre più fondata su contratti precari e occupazioni stagionali.

📉 E il Comune di Milano cosa fa? Lo scorso anno, in una indagine elaborata con Nomisma, ammetteva candidamente che l’offerta di servizi abitativi è ampiamente inadeguata a fronte di 146 mila nuclei il cui reddito non può permettersi di sostenere un canone che superi i 50-80 euro al mq/anno.

🗣 E se #Maran dice di essere arrivati alla saturazione e non poter affrontare una politica strutturale, il dato politico che emerge dalla gestione della città pubblica e del bilancio da parte della giunta è invece quello di una assenza di volontà mentre si moltiplicano gli sfratti per morosità incolpevole, MM rifiuta di esonerare gli inquilini delle sue case popolari dagli aumenti in bolletta dovuti al caro-energia e gli studenti universitari (sono circa 2000 quelli idonei senza una residenza per carenza di studentati e case a prezzi accessibili) si accampano davanti Palazzo Marino per richiedere l'applicazione di un vero canone concordato e la riconversione del vuoto in residenze studentesche accessibili a tutte e tutti.
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📌 19.10 | Diritto alla casa, diritto alla città: doppia presentazione e un concerto
📚 Questa settimana il 19 ottobre, eccezionalmente di mercoledì, ospitiamo a Piano Terra la doppia presentazione del libro Abitare stanca. Casa: un racconto politico di Sarah Gainsforth – ricercatrice indipendente e scrittrice freelance – e Napoli. Contro il panorama di Lucia Tozzi – studiosa di politiche urbane e giornalista – e Giovanna Silva – direttrice editoriale di Humboldt Books e fondatrice della rivista di architettura San Rocco.

🎼 A seguire concerto del gruppo electro-jazz Looppini.

Consueti orari:
H19 cena sociale
H20 inizio presentazione del libro e dibattito
H22: inizio concerto
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Difendiamo la città pubblica, difendiamo lo stadio Meazza | 24.10 h 19 | via Quarenghi 21, Auditorium Baldoni
Leggi l'appello alla mobilitazione.

Lunedì 24 ottobre il dibattito-farsa sul progetto di abbattimento del Meazza e ricostruzione nuovo impianto sportivo-commerciale, porterà il suo circo nel Municipio 8, nel cuore di quella periferia ovest coinvolta dall’affaire San Siro e dalle molte opere di trasformazione che intendono cambiare il volto – e i ceti sociali abitanti – dei quartieri interessati.

Vogliamo cogliere l’occasione per affermare quel diritto di parola e decisione dal basso che un dibattito pubblico fittizio, a uso e consumo solo dei governanti e degli operatori privati che si stanno mangiando la città pubblica, vuole negare e costruire invece una reale occasione di confronto orizzontale e informativo sulle vere intenzioni di lor signori.
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