Stamattina insieme a “San Siro Città Pubblica” abbiamo attraversato strade e cortili del quartiere per informare gli abitanti sul progetto speculativo del nuovo stadio e abbattimento del “Meazza” e di quali conseguenze potrebbe avere per il quartiere ALER, smontando la narrazione tossica che circola e la creazione di immaginari green e social di Milano, costruita a colpi di rendering e false promesse per nascondere la privatizzazione della città pubblica e le dinamiche espulsive e di gentrificazione che l’accompagnano.
📌 18.03 | Piano Terra | Il lato violento della “riqualificazione”: presentazione de “La venere degli stracci”
👉 https://www.offtopiclab.org/18-03-il-lato-violento-della-riqualificazione-presentazione-de-la-venere-degli-stracci/ 👈
🕛 H19: porte aperte
H19,30: cena a prezzi popolari
H20,30: incontro e presentazione
—————————————————————————
A fine 2018 si consuma la vicenda di Borgo Dora e del mercato popolare del Balon. Frammenti di voci, ricordi e appunti raccontano i disegni della riqualificazione e le ragioni della resistenza.
Una vicenda torinese, certo, ma da cui è possibile trarre importanti lezioni sul modello di gentrificazione sotteso a ogni “riqualificazione” urbanistica. Nelle pagine del libro, che ne ricostruisce la storia, molte immagini, dinamiche e storie ricordano anche le tante ferite tuttora aperte nei quartieri di #MilanoNonSiFerma.
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H20,30: incontro e presentazione
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A fine 2018 si consuma la vicenda di Borgo Dora e del mercato popolare del Balon. Frammenti di voci, ricordi e appunti raccontano i disegni della riqualificazione e le ragioni della resistenza.
Una vicenda torinese, certo, ma da cui è possibile trarre importanti lezioni sul modello di gentrificazione sotteso a ogni “riqualificazione” urbanistica. Nelle pagine del libro, che ne ricostruisce la storia, molte immagini, dinamiche e storie ricordano anche le tante ferite tuttora aperte nei quartieri di #MilanoNonSiFerma.
🌹 16 marzo bandiere rosse al vento
Oggi alle ore 20 in via Brioschi la Milano antifascista si ritrova per ricordare Dax, ucciso il 16 marzo di 19 anni fa, solidali con chi sta ancora pagando la brutalità poliziesca complice dei fascisti della "notte nera di Milano".
Quest'anno, una volta di più, ricorderemo anche Adil, Lorenzo e tutte le persone, troppe, morte sui luoghi di lavoro stritolate o schiacciate dalla macchina del profitto padronale.
Dax odia ancora.
Oggi alle ore 20 in via Brioschi la Milano antifascista si ritrova per ricordare Dax, ucciso il 16 marzo di 19 anni fa, solidali con chi sta ancora pagando la brutalità poliziesca complice dei fascisti della "notte nera di Milano".
Quest'anno, una volta di più, ricorderemo anche Adil, Lorenzo e tutte le persone, troppe, morte sui luoghi di lavoro stritolate o schiacciate dalla macchina del profitto padronale.
Dax odia ancora.
Forwarded from Rojava Resiste
🌹 18 marzo: 3 anni fa cadeva il compagno Lorenzo "Orso" Orsetti
Era l'ultima battaglia della guerra di Liberazione contro Daesh, dopo ne sarebbero venute altre. Ti ricordiamo come avresti voluto: non unico, ma parte dellə 11 mila martiri cadutə nelle milizie guerrigliere e nelle strutture civili della rivoluzione sociale per il confederalismo democratico in Siria del Nord-Est, goccia di quel movimento di uomini e donne che prosegue la resistenza contro lo Stato turco oppressore in Siria, così come nel Kurdistan turco e in Iraq. Per difendere e consegnare una società di libere ed eguali, che nonostante l'assedio esterno e la minaccia rappresentata dalle cellule jihadiste all'interno, nell'isolamento di una comunità internazionale dalla memoria troppo corta, non rinuncia al processo rivoluzionario iniziato ormai quasi 10 anni fa.
Sehid namrin. I martiri non muoiono mai.
Io vado, madre
Se non torno
Sarò fiore di questa montagna
Frammento di terra per un mondo
Più grande di questo
(Poesia curda della resistenza)
Era l'ultima battaglia della guerra di Liberazione contro Daesh, dopo ne sarebbero venute altre. Ti ricordiamo come avresti voluto: non unico, ma parte dellə 11 mila martiri cadutə nelle milizie guerrigliere e nelle strutture civili della rivoluzione sociale per il confederalismo democratico in Siria del Nord-Est, goccia di quel movimento di uomini e donne che prosegue la resistenza contro lo Stato turco oppressore in Siria, così come nel Kurdistan turco e in Iraq. Per difendere e consegnare una società di libere ed eguali, che nonostante l'assedio esterno e la minaccia rappresentata dalle cellule jihadiste all'interno, nell'isolamento di una comunità internazionale dalla memoria troppo corta, non rinuncia al processo rivoluzionario iniziato ormai quasi 10 anni fa.
Sehid namrin. I martiri non muoiono mai.
Io vado, madre
Se non torno
Sarò fiore di questa montagna
Frammento di terra per un mondo
Più grande di questo
(Poesia curda della resistenza)
❗Caro energia, guerra e pandemia, allarme bilancio a Milano
📊 L’approvazione del bilancio di previsione pare sempre più complicata per gli enti locali di questo paese. Di norma prevista per il 31/12/2021, quest’anno la proroga ministeriale parla del 31 maggio come data ultima per l’approvazione. Eppure sarebbe sufficiente approvarlo ad inizio anno e ricorrere a luglio, eventualmente, ad una correzione di bilancio. L’ente locale in esercizio provvisorio possiede limitate capacità di spesa e quindi ridotte possibilità di agire concretamente per far fronte ai problemi straordinari che quotidianamente la città privata crea alla città pubblica.
📈 Secondo il sindaco Sala per la quadratura dei conti mancano circa 250 milioni. A pesare l'emergenza sanitaria a cui si somma la scarsità e il rincaro inflazionistico delle materie prime, nonché lo shock energetico aggravato dalla guerra, la cui incidenza andrebbe valutata con più cautela dato il carattere autorizzatorio del bilancio di previsione. Sala sostiene che le cause sono dovute alla mancanza di dividendi delle partecipate, "in particolare di SEA - la società che gestisce gli aeroporti - e al fatto che "nel trasporto pubblico ci sono meno ricavi dai biglietti" - mentre nessun accenno alla decisione di sconto del 20% sull’occupazione di spazio pubblico concesso ancora una volta a ristoratori e commercianti.
🚧 In secondo luogo, è il padronato cementizio e palazzinaro che lancia l’allarme tramite Assimpredil Ance, l'associazione che riunisce le imprese edili di Milano, Lodi, Monza e Brianza: il problema in questo caso è il rallentamento e il blocco di molti cantieri pubblici, dalla M4 (in ritardo di 15 mesi sul programma pre-Covid) a quelli da attivare con i fondi del PNRR, che ora deve fare i conti con i rincari energetici - che costringe al fermo della produzione ad esempio il bitume per i costi insostenibili - e la mancanza di materie prime. Palazzo Marino chiede dunque un nuovo sostegno dal governo per coprire le spese previste, come già avvenuto per il 2020 e 2021.
🏘 Parallelamente, nella città dove il “tasso di sforzo” dell’affitto sul reddito è il più alto d’Italia (43%) e dove il valore del mattone ha continuato ad alzarsi anche nella fase più dura della pandemia, l’economia di guerra dichiarata da Draghi sta colpendo lavoratori e lavoratrici, ma anche abitanti a basso reddito. Di fronte a tutto questo, non piangiamo per la chiusura dei cantieri e il terrore del capitale meneghino che - finalmente diciamo noi - Milano si fermi: chiediamo piuttosto quali sono quelle opere previste che la crisi globale sta mettendo a rischio e che i fondi d’emergenza stanziati per il bilancio vadano a rispondere ai bisogni sociali primari, primo fra tutti la casa, questi sì minacciati da guerra e caro energia.
📊 L’approvazione del bilancio di previsione pare sempre più complicata per gli enti locali di questo paese. Di norma prevista per il 31/12/2021, quest’anno la proroga ministeriale parla del 31 maggio come data ultima per l’approvazione. Eppure sarebbe sufficiente approvarlo ad inizio anno e ricorrere a luglio, eventualmente, ad una correzione di bilancio. L’ente locale in esercizio provvisorio possiede limitate capacità di spesa e quindi ridotte possibilità di agire concretamente per far fronte ai problemi straordinari che quotidianamente la città privata crea alla città pubblica.
📈 Secondo il sindaco Sala per la quadratura dei conti mancano circa 250 milioni. A pesare l'emergenza sanitaria a cui si somma la scarsità e il rincaro inflazionistico delle materie prime, nonché lo shock energetico aggravato dalla guerra, la cui incidenza andrebbe valutata con più cautela dato il carattere autorizzatorio del bilancio di previsione. Sala sostiene che le cause sono dovute alla mancanza di dividendi delle partecipate, "in particolare di SEA - la società che gestisce gli aeroporti - e al fatto che "nel trasporto pubblico ci sono meno ricavi dai biglietti" - mentre nessun accenno alla decisione di sconto del 20% sull’occupazione di spazio pubblico concesso ancora una volta a ristoratori e commercianti.
🚧 In secondo luogo, è il padronato cementizio e palazzinaro che lancia l’allarme tramite Assimpredil Ance, l'associazione che riunisce le imprese edili di Milano, Lodi, Monza e Brianza: il problema in questo caso è il rallentamento e il blocco di molti cantieri pubblici, dalla M4 (in ritardo di 15 mesi sul programma pre-Covid) a quelli da attivare con i fondi del PNRR, che ora deve fare i conti con i rincari energetici - che costringe al fermo della produzione ad esempio il bitume per i costi insostenibili - e la mancanza di materie prime. Palazzo Marino chiede dunque un nuovo sostegno dal governo per coprire le spese previste, come già avvenuto per il 2020 e 2021.
🏘 Parallelamente, nella città dove il “tasso di sforzo” dell’affitto sul reddito è il più alto d’Italia (43%) e dove il valore del mattone ha continuato ad alzarsi anche nella fase più dura della pandemia, l’economia di guerra dichiarata da Draghi sta colpendo lavoratori e lavoratrici, ma anche abitanti a basso reddito. Di fronte a tutto questo, non piangiamo per la chiusura dei cantieri e il terrore del capitale meneghino che - finalmente diciamo noi - Milano si fermi: chiediamo piuttosto quali sono quelle opere previste che la crisi globale sta mettendo a rischio e che i fondi d’emergenza stanziati per il bilancio vadano a rispondere ai bisogni sociali primari, primo fra tutti la casa, questi sì minacciati da guerra e caro energia.
📣 Oggi giornata regionale di lotta per il diritto alla casa: h15 sotto palazzo Marino!
🏘 Nella regione con gli affitti più cari d’Italia, la #Lombardia, ci sono 731.665 alloggi sfitti, a #Milano circa 80.000 di cui 10.000 pubblici tra Comune (3.983) e Aler (5.910). In questo contesto, la direzione intrapresa a livello Comunale e Regionale va nella direzione diametralmente opposta alle azioni che sarebbe necessario mettere in campo per dare risposte concrete all’emergenza abitativa.
📌 Anziché curare il patrimonio pubblico e far funzionare il meccanismo delle assegnazioni le istituzioni indicano gli occupanti come capro espiatorio nonostante, nel solo caso di Milano nel 2020, gli alloggi occupati risultavano 3.872 (un terzo delle case popolari non assegnate). Perché gli alloggi vengono lasciati sfitti? Perché anziché prevedere onerose operazioni di sgombero, non viene fatta una SANATORIA per regolarizzare gli occupanti che avrebbero diritto ad una casa popolare e non vengono assegnate le case vuote? Le risposte che i comitati di lotta per la casa e i sindacati inquilini si sono dati sono riconducibili a ragioni di:
💸 SPECULAZIONE a favore del libero mercato privato (a Milano nel 2021 il prezzo medio di compravendita è di 5800 € al mq. + 1,6% rispetto al 2020), mentre per quanto riguarda gli affitti il prezzo medio è di 1200 € euro al mese per una casa di 60 mq.
🏢 SVENDITA: Dal 2014 ALER permette, tramite aste pubbliche, di comprare alcuni alloggi popolari. Sono stati messi in vendita centinaia di alloggi sfitti e mai assegnati.
📉 FALLIMENTO: Gli investimenti speculativi hanno portato la società pubblica alla bancarotta; così la stessa ALER ha ipotecato parte del proprio patrimonio immobiliare alle banche che, in caso di fallimento, acquisiranno la proprietà degli alloggi popolari.
Un’altra questione rilevante è la mancata
🏚MANUTENZIONE dei condomini da parte di ALER, problema che si riscontra in tutti i quartieri (dalle tubature, alle canne fumarie, infiltrazioni, amianto, spazi dell'immondizia non adeguati, disfacimento delle facciate).
🗣 Noi diciamo che il diritto alla casa è il diritto ad abitare un luogo che possa rispondere ai bisogni sociali e che l’edilizia pubblica va valorizzata; le case popolari sono un bene di tutti e tutte ed ogni casa vuota è un torto alla collettività. Per questo portiamo la nostra voce sotto questi palazzi: dalla crisi abitativa si esce soltanto con soluzioni reali e concrete:
IL BLOCCO PERMANENTE DI SFRATTI, SGOMBERI E PIGNORAMENTI
IL BLOCCO DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO
L’ASSEGNAZIONE E LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI
LA SANATORIA DELLE OCCUPAZIONI E IL DIRITTO ALLA RESIDENZA PER TUTTI E TUTTE
🏘 Nella regione con gli affitti più cari d’Italia, la #Lombardia, ci sono 731.665 alloggi sfitti, a #Milano circa 80.000 di cui 10.000 pubblici tra Comune (3.983) e Aler (5.910). In questo contesto, la direzione intrapresa a livello Comunale e Regionale va nella direzione diametralmente opposta alle azioni che sarebbe necessario mettere in campo per dare risposte concrete all’emergenza abitativa.
📌 Anziché curare il patrimonio pubblico e far funzionare il meccanismo delle assegnazioni le istituzioni indicano gli occupanti come capro espiatorio nonostante, nel solo caso di Milano nel 2020, gli alloggi occupati risultavano 3.872 (un terzo delle case popolari non assegnate). Perché gli alloggi vengono lasciati sfitti? Perché anziché prevedere onerose operazioni di sgombero, non viene fatta una SANATORIA per regolarizzare gli occupanti che avrebbero diritto ad una casa popolare e non vengono assegnate le case vuote? Le risposte che i comitati di lotta per la casa e i sindacati inquilini si sono dati sono riconducibili a ragioni di:
💸 SPECULAZIONE a favore del libero mercato privato (a Milano nel 2021 il prezzo medio di compravendita è di 5800 € al mq. + 1,6% rispetto al 2020), mentre per quanto riguarda gli affitti il prezzo medio è di 1200 € euro al mese per una casa di 60 mq.
🏢 SVENDITA: Dal 2014 ALER permette, tramite aste pubbliche, di comprare alcuni alloggi popolari. Sono stati messi in vendita centinaia di alloggi sfitti e mai assegnati.
📉 FALLIMENTO: Gli investimenti speculativi hanno portato la società pubblica alla bancarotta; così la stessa ALER ha ipotecato parte del proprio patrimonio immobiliare alle banche che, in caso di fallimento, acquisiranno la proprietà degli alloggi popolari.
Un’altra questione rilevante è la mancata
🏚MANUTENZIONE dei condomini da parte di ALER, problema che si riscontra in tutti i quartieri (dalle tubature, alle canne fumarie, infiltrazioni, amianto, spazi dell'immondizia non adeguati, disfacimento delle facciate).
🗣 Noi diciamo che il diritto alla casa è il diritto ad abitare un luogo che possa rispondere ai bisogni sociali e che l’edilizia pubblica va valorizzata; le case popolari sono un bene di tutti e tutte ed ogni casa vuota è un torto alla collettività. Per questo portiamo la nostra voce sotto questi palazzi: dalla crisi abitativa si esce soltanto con soluzioni reali e concrete:
IL BLOCCO PERMANENTE DI SFRATTI, SGOMBERI E PIGNORAMENTI
IL BLOCCO DELLA SVENDITA DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO
L’ASSEGNAZIONE E LA MANUTENZIONE DELLE CASE POPOLARI
LA SANATORIA DELLE OCCUPAZIONI E IL DIRITTO ALLA RESIDENZA PER TUTTI E TUTTE
🎭 #Olimpiadi #Milano-Cortina 2026: un lusso per pochi a spese di ambiente, territori e classi più povere
👉 https://www.offtopiclab.org/olimpiadi-milano-cortina-2026-un-lusso-per-pochi-a-spese-di-ambiente-territori-e-classi-piu-povere/
[Senza arrivare alla sciagura di una Milano come Torino o Atene, messe in ginocchio economicamente e privatizzata del tutto per coprire i buchi di bilancio di costi olimpici, ci sono due immagini iconiche che raccontano la storia delle Olimpiadi restituendo i dati di realtà oltre la propaganda del capitalismo più rapace e dei suoi sponsor politici: gli ex villaggi olimpici di Atene e Torino abbandonati e divenuti rifugio per gli esclusi, le classi marginali e i rifiutati dalle città che sognavano la modernizzazione garantita dall’iper-sviluppo accelerato del grande evento, finendo invece in crisi di astinenza e overdose da debito esplosi come una bolla e lasciando tutti più poveri...]
👉 https://www.offtopiclab.org/olimpiadi-milano-cortina-2026-un-lusso-per-pochi-a-spese-di-ambiente-territori-e-classi-piu-povere/
[Senza arrivare alla sciagura di una Milano come Torino o Atene, messe in ginocchio economicamente e privatizzata del tutto per coprire i buchi di bilancio di costi olimpici, ci sono due immagini iconiche che raccontano la storia delle Olimpiadi restituendo i dati di realtà oltre la propaganda del capitalismo più rapace e dei suoi sponsor politici: gli ex villaggi olimpici di Atene e Torino abbandonati e divenuti rifugio per gli esclusi, le classi marginali e i rifiutati dalle città che sognavano la modernizzazione garantita dall’iper-sviluppo accelerato del grande evento, finendo invece in crisi di astinenza e overdose da debito esplosi come una bolla e lasciando tutti più poveri...]
Gli incendi migliori amici dei signori del cemento
Settimana di fuoco, in tutti i sensi purtroppo, per l’area dell’ex Piazza d’Armi. Lunedì, su impulso della proprietà, il fondo INVIMIT che ha in carico i beni dell’ex demanio militare, è stata sgomberata la parte nord dei 400.000 mq dell’area, quella occupata da orti, insediamenti abitativi precari e alcune discariche abusive di rifiuti. L’intervento ha ricevuto il plauso bipartisan dell’ex assessore Maran e dell’ex presidente del Municipio 7 Bestetti e potrebbe far presagire che INVIMIT abbia trovato acquirenti interessati.
Nelle giornate di martedì e sabato, vari incendi, agevolati anche dal vento, hanno distrutto e compromesso un’importante porzione della più ampia area di wilderness urbana di Milano. Incendi che si sono sviluppati in più punti e che, a giudizio dei Vigili del Fuoco, sarebbero di probabile origine dolosa. Dopo la demolizione degli ex magazzini militari, questi episodi non fanno che accelerare le spinte per realizzare le volumetrie previste dal Piano di Governo del Territorio (grande funzione urbana o case che siano) e “addomesticare” il verde spontaneo e selvaggio incompatibile con eventuali valorizzazioni immobiliari.
Come temevamo e denunciamo da anni, il voluto abbandono della Piazza d’Armi da parte di INVIMIT e Comune di Milano, sordi alle proposte di comitati e abitanti di recupero degli ex magazzini e di mantenimento dell’area nel suo stato di wilderness, è diventato il migliore alleato di chi vuole distruggere il paesaggio e un bene ambientale così prezioso per farci profitti a danno della biodiversità, della collettività, dei nostri polmoni.
Settimana di fuoco, in tutti i sensi purtroppo, per l’area dell’ex Piazza d’Armi. Lunedì, su impulso della proprietà, il fondo INVIMIT che ha in carico i beni dell’ex demanio militare, è stata sgomberata la parte nord dei 400.000 mq dell’area, quella occupata da orti, insediamenti abitativi precari e alcune discariche abusive di rifiuti. L’intervento ha ricevuto il plauso bipartisan dell’ex assessore Maran e dell’ex presidente del Municipio 7 Bestetti e potrebbe far presagire che INVIMIT abbia trovato acquirenti interessati.
Nelle giornate di martedì e sabato, vari incendi, agevolati anche dal vento, hanno distrutto e compromesso un’importante porzione della più ampia area di wilderness urbana di Milano. Incendi che si sono sviluppati in più punti e che, a giudizio dei Vigili del Fuoco, sarebbero di probabile origine dolosa. Dopo la demolizione degli ex magazzini militari, questi episodi non fanno che accelerare le spinte per realizzare le volumetrie previste dal Piano di Governo del Territorio (grande funzione urbana o case che siano) e “addomesticare” il verde spontaneo e selvaggio incompatibile con eventuali valorizzazioni immobiliari.
Come temevamo e denunciamo da anni, il voluto abbandono della Piazza d’Armi da parte di INVIMIT e Comune di Milano, sordi alle proposte di comitati e abitanti di recupero degli ex magazzini e di mantenimento dell’area nel suo stato di wilderness, è diventato il migliore alleato di chi vuole distruggere il paesaggio e un bene ambientale così prezioso per farci profitti a danno della biodiversità, della collettività, dei nostri polmoni.
Milano città esclusiva anche per i servizi di prima infanzia
A Milano i minori in età da nido sono quasi 24mila, a fronte di 8mila posti disponibili: ben al di sotto dell’obiettivo UE stabilito nel lontano 2002 di garantire 33 posti negli asili ogni 100 bambini residenti fra 3 e 36 mesi. Le strutture comunali a gestione diretta sono 103, altre 35 in appalto e 96 private in convenzione. La retta per un asilo è 765 euro in media al mese - 140 euro in più, il 22%, della media calcolata su 350 asili nido sparsi in otto grandi città (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino). Questi i dati dell’indagine Altroconsumo.
Se a questo dato aggiungiamo quello delle chiusure - il 55% è chiuso in agosto e il restante 45% non garantisce la piena continuità sul mese - si evince un ulteriore elemento di discriminazione che pesa gravemente sull’equità di accesso per le fasce a reddito più basso e sulle possibilità di autonomia, lavorativa e non, per le donne - che in una società patriarcale subiscono la maggior parte del peso del lavoro di cura.
Una ricerca di Save the Children del 2019, ha evidenziato le disparità cognitive e di sviluppo tra i minori che hanno potuto accedere a percorsi educativi fin dalla prima infanzia e chi invece vi è stato escluso. Inoltre la cosiddetta povertà educativa - correlata alla condizione sociale - in Italia riguardava tre anni fa il 32,1% dei minori (4° posizione in Europa, e prima dei disagi dovuti alla pandemia), la cui origine è anche nell’esclusione dai nidi.
Ma c’è un risvolto anche sociale: in Italia il costo per i servizi di prima infanzia assorbe il 20% del reddito familiare (in alcuni casi anche di più, come Milano) e in più del 50% delle famiglie che non riescono ad accedere è la madre a rinunciare al lavoro. È ora che l’asilo a tempo pieno diventi un servizio gratuito e universale, garantito ai minori e alle loro famiglie, come strumento di eguaglianza e giustizia sociale oltre che di redistribuzione.
A Milano i minori in età da nido sono quasi 24mila, a fronte di 8mila posti disponibili: ben al di sotto dell’obiettivo UE stabilito nel lontano 2002 di garantire 33 posti negli asili ogni 100 bambini residenti fra 3 e 36 mesi. Le strutture comunali a gestione diretta sono 103, altre 35 in appalto e 96 private in convenzione. La retta per un asilo è 765 euro in media al mese - 140 euro in più, il 22%, della media calcolata su 350 asili nido sparsi in otto grandi città (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino). Questi i dati dell’indagine Altroconsumo.
Se a questo dato aggiungiamo quello delle chiusure - il 55% è chiuso in agosto e il restante 45% non garantisce la piena continuità sul mese - si evince un ulteriore elemento di discriminazione che pesa gravemente sull’equità di accesso per le fasce a reddito più basso e sulle possibilità di autonomia, lavorativa e non, per le donne - che in una società patriarcale subiscono la maggior parte del peso del lavoro di cura.
Una ricerca di Save the Children del 2019, ha evidenziato le disparità cognitive e di sviluppo tra i minori che hanno potuto accedere a percorsi educativi fin dalla prima infanzia e chi invece vi è stato escluso. Inoltre la cosiddetta povertà educativa - correlata alla condizione sociale - in Italia riguardava tre anni fa il 32,1% dei minori (4° posizione in Europa, e prima dei disagi dovuti alla pandemia), la cui origine è anche nell’esclusione dai nidi.
Ma c’è un risvolto anche sociale: in Italia il costo per i servizi di prima infanzia assorbe il 20% del reddito familiare (in alcuni casi anche di più, come Milano) e in più del 50% delle famiglie che non riescono ad accedere è la madre a rinunciare al lavoro. È ora che l’asilo a tempo pieno diventi un servizio gratuito e universale, garantito ai minori e alle loro famiglie, come strumento di eguaglianza e giustizia sociale oltre che di redistribuzione.
Giovedì 21-4 h 19.30 - PianoTerra - Presentazione progetto So Cliché”
https://www.offtopiclab.org/50-sfumature-di-verde-incontri-sulla-citta-di-milano/
I rendering, seduttivi tanto quanto sono fasulli, sono una delle forme che alimentano la narrazione del “modello Milano” a descrivere la città come “a place to be”, la città verde e della qualità della vita. Un’abile operazione di greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
Con la presentazione del progetto “So Cliché” che analizza l’uso dei rendering a Milano, inauguriamo il ciclo “50 Sfumature di Verde”, che fino a fine maggio organizzeremo a Piano Terra per indagare sotto varie sfaccettature la metropoli milanese.
Dalle 19.30 aperitivo con buon cibo
Dalle 2030 presentazione di “So Cliché” e incontro con gli autori del progetto
https://www.offtopiclab.org/50-sfumature-di-verde-incontri-sulla-citta-di-milano/
I rendering, seduttivi tanto quanto sono fasulli, sono una delle forme che alimentano la narrazione del “modello Milano” a descrivere la città come “a place to be”, la città verde e della qualità della vita. Un’abile operazione di greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
Con la presentazione del progetto “So Cliché” che analizza l’uso dei rendering a Milano, inauguriamo il ciclo “50 Sfumature di Verde”, che fino a fine maggio organizzeremo a Piano Terra per indagare sotto varie sfaccettature la metropoli milanese.
Dalle 19.30 aperitivo con buon cibo
Dalle 2030 presentazione di “So Cliché” e incontro con gli autori del progetto
Milano: il Diritto all’Abitare come elemosina delle grandi trasformazioni urbane
È il più grande progetto di rigenerazione urbana d’Italia, tra i più grandi d’Europa, e realizzerà case a emissioni zero o quasi e ad affitti calmierati (housing sociale). Così l’A.D. per l’Italia del Fondo Immobiliare Hines, Abbadessa, ha descritto il nuovo investimento da 850 mln di euro per acquistare e “rigenerare” 40.000 mq di edifici a Lambrate, 5 immobili tra zona Navigli e Porta Romana e 9 edifici in Via Lampedusa. Nessuna speculazione, garantisce, ma 1440 appartamenti a costi calmierati (sui 5000 che Hines conta di realizzare entro il 2025).
Benefattori? No di certo, parliamo di chi ha già le mani su alcuni palazzi storici del centro di Milano (piazza Cordusio) e ha goduto a piene mani di ampi guadagni a Porta Nuova. Ora si appresta a nuove importanti trasformazioni anche sull’area dell’ex Trotto e relative ex scuderie, che ha acquisito da SNAITECH (e ora demolite) e dove opera in qualità di sviluppatore per i futuri progetti, primo tra tutti quello della cordata guidata da AXA che si appresta a realizzare 2 torri per 120 appartamenti, prezzo medio previsto 6500 €/mq…come scrivemmo “Abbattiamo alberi e scuderie per costruire case per ricchi”.
La corsa al mattone “che rende” non si ferma, sostenuta dalla propaganda della giunta milanese che agli investitori propone lauti e sicuri guadagni in un contesto incline ad accettare ogni tipo di trasformazione e scarsamente conflittuale. Cruciali saranno le trasformazioni sulle grandi aree ex pubbliche come MoLeCoLa sull’Area Nodo Bovisa (sempre Hines), gli ex Scali o le operazioni inserite nelle grandi aree un tempo industriali quali l’area ex Falck (ancora Hines a capofila fra i promotori del progetto). Siamo davanti ad operazioni “private” e “privatizzanti” su aree spesso ex pubbliche per un’offerta che diverge dal crescente disagio abitativo e converge verso il crescente appetito degli investitori e degli smart users.
Una situazione già grave per le dinamiche del mercato immobiliare in un territorio, quello milanese, privo di politiche pubbliche efficaci sul tema. Dopo due e più anni di crisi, grazie anche allo sblocco degli sfratti e all’incapacità di ALER e MM di mettere a disposizione le migliaia di appartamenti vuoti e da ristrutturare (che spesso, anzi, vengono messe in vendita) la situazione è peggiorata sotto ogni punto di vista. Il diritto all’abitare a Milano è sempre più affidato alla risposta privata e all’elemosina delle grandi operazioni di trasformazione urbana con un po' di housing sociale, proposto a costi non accessibili per i soggetti passivi dell’emergenza abitativa.
È il più grande progetto di rigenerazione urbana d’Italia, tra i più grandi d’Europa, e realizzerà case a emissioni zero o quasi e ad affitti calmierati (housing sociale). Così l’A.D. per l’Italia del Fondo Immobiliare Hines, Abbadessa, ha descritto il nuovo investimento da 850 mln di euro per acquistare e “rigenerare” 40.000 mq di edifici a Lambrate, 5 immobili tra zona Navigli e Porta Romana e 9 edifici in Via Lampedusa. Nessuna speculazione, garantisce, ma 1440 appartamenti a costi calmierati (sui 5000 che Hines conta di realizzare entro il 2025).
Benefattori? No di certo, parliamo di chi ha già le mani su alcuni palazzi storici del centro di Milano (piazza Cordusio) e ha goduto a piene mani di ampi guadagni a Porta Nuova. Ora si appresta a nuove importanti trasformazioni anche sull’area dell’ex Trotto e relative ex scuderie, che ha acquisito da SNAITECH (e ora demolite) e dove opera in qualità di sviluppatore per i futuri progetti, primo tra tutti quello della cordata guidata da AXA che si appresta a realizzare 2 torri per 120 appartamenti, prezzo medio previsto 6500 €/mq…come scrivemmo “Abbattiamo alberi e scuderie per costruire case per ricchi”.
La corsa al mattone “che rende” non si ferma, sostenuta dalla propaganda della giunta milanese che agli investitori propone lauti e sicuri guadagni in un contesto incline ad accettare ogni tipo di trasformazione e scarsamente conflittuale. Cruciali saranno le trasformazioni sulle grandi aree ex pubbliche come MoLeCoLa sull’Area Nodo Bovisa (sempre Hines), gli ex Scali o le operazioni inserite nelle grandi aree un tempo industriali quali l’area ex Falck (ancora Hines a capofila fra i promotori del progetto). Siamo davanti ad operazioni “private” e “privatizzanti” su aree spesso ex pubbliche per un’offerta che diverge dal crescente disagio abitativo e converge verso il crescente appetito degli investitori e degli smart users.
Una situazione già grave per le dinamiche del mercato immobiliare in un territorio, quello milanese, privo di politiche pubbliche efficaci sul tema. Dopo due e più anni di crisi, grazie anche allo sblocco degli sfratti e all’incapacità di ALER e MM di mettere a disposizione le migliaia di appartamenti vuoti e da ristrutturare (che spesso, anzi, vengono messe in vendita) la situazione è peggiorata sotto ogni punto di vista. Il diritto all’abitare a Milano è sempre più affidato alla risposta privata e all’elemosina delle grandi operazioni di trasformazione urbana con un po' di housing sociale, proposto a costi non accessibili per i soggetti passivi dell’emergenza abitativa.
♻️ 21.04 | h19:30 | Piano Terra: parte il ciclo di incontri 50 sfumature di verde
❎ Stasera iniziamo con la presentazione del progetto So Clichè: una lettura della città che viene venduta a investitori, turisti e nuovi abitanti attraverso i rendering dei progetti immobiliari della città di #Milano. Tanto seduttivi quanto fasulli, i rendering sono una delle forme che alimentano la narrazione del #modelloMilano a descrivere la città come “place to be”, verde e del record nella qualità della vita. Un’abile operazione di #greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
🕢 H19:30 apertura porte e cena a prezzi popolari
H20:30 inizio presentazione e dibattito
❎ Stasera iniziamo con la presentazione del progetto So Clichè: una lettura della città che viene venduta a investitori, turisti e nuovi abitanti attraverso i rendering dei progetti immobiliari della città di #Milano. Tanto seduttivi quanto fasulli, i rendering sono una delle forme che alimentano la narrazione del #modelloMilano a descrivere la città come “place to be”, verde e del record nella qualità della vita. Un’abile operazione di #greenwashing per nascondere le dinamiche di privatizzazione della città pubblica, consumo di suolo, gentrificazione e speculazione immobiliare che i processi di rigenerazione e riqualificazione urbana alimentano.
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Arexpo-Mind: un parco si…ma tecnologico
Il 30 aprile aprirà al pubblico per la prima volta la prima porzione di Area MIND, il distretto scientifico-tecnologico che sta sorgendo sull’ex area sede di Expo2015, a 7 anni dall’esposizione e dopo 4,5 miliardi di investimenti, 2 a carico di Arexpo (società a capitale pubblico proprietaria dell’area) e 2,5 per opera di Landlease (lo sviluppatore). Il completamento del sito in realtà avverrà solo nel 2026, per ora ci pensano gli immancabili rendering a supportare il marketing del progetto.
Centri di ricerca, start up in ambito biomedico e tecnologico, il nuovo ospedale Galeazzi, le facoltà scientifiche della Statale con relativo campus, 1000 unità abitative a uso foresteria, un hotel da 290 stanze per utenza d’affari, il supermercato del futuro a opera di Esselunga. Grandi sponsor (e ingombranti) dell’Area MIND: Eni, Enel, Novartis, Bracco, Cisco, EoN, A2A. Secondo gli sviluppatori 60.000 persone la popoleranno ogni giorno e diventerà un ambito di eccellenza di Milano, prototipo e simbolo della smart city futura.
La prospettiva di una dataveillance city, la città della sorveglianza e della profilazione digitale, più appropriata di smart a descrivere quello che verrà a realizzarsi, è già sufficientemente inquietante. Non bastasse, ricordiamo che sull’ex sito Expo i milanesi avevano votato e chiesto un parco su almeno il 51% dell’area e, soprattutto, ci domandiamo: ma i 2 mld di Arexpo sono ulteriori oneri che i soci pubblici hanno dovuto affrontare oltre a quanto già speso per acquistare l’area e realizzare Expo2015?
Il 30 aprile aprirà al pubblico per la prima volta la prima porzione di Area MIND, il distretto scientifico-tecnologico che sta sorgendo sull’ex area sede di Expo2015, a 7 anni dall’esposizione e dopo 4,5 miliardi di investimenti, 2 a carico di Arexpo (società a capitale pubblico proprietaria dell’area) e 2,5 per opera di Landlease (lo sviluppatore). Il completamento del sito in realtà avverrà solo nel 2026, per ora ci pensano gli immancabili rendering a supportare il marketing del progetto.
Centri di ricerca, start up in ambito biomedico e tecnologico, il nuovo ospedale Galeazzi, le facoltà scientifiche della Statale con relativo campus, 1000 unità abitative a uso foresteria, un hotel da 290 stanze per utenza d’affari, il supermercato del futuro a opera di Esselunga. Grandi sponsor (e ingombranti) dell’Area MIND: Eni, Enel, Novartis, Bracco, Cisco, EoN, A2A. Secondo gli sviluppatori 60.000 persone la popoleranno ogni giorno e diventerà un ambito di eccellenza di Milano, prototipo e simbolo della smart city futura.
La prospettiva di una dataveillance city, la città della sorveglianza e della profilazione digitale, più appropriata di smart a descrivere quello che verrà a realizzarsi, è già sufficientemente inquietante. Non bastasse, ricordiamo che sull’ex sito Expo i milanesi avevano votato e chiesto un parco su almeno il 51% dell’area e, soprattutto, ci domandiamo: ma i 2 mld di Arexpo sono ulteriori oneri che i soci pubblici hanno dovuto affrontare oltre a quanto già speso per acquistare l’area e realizzare Expo2015?
𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔! 𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱ə 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝗿𝗶𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝗲𝗿, 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮! 𝗡𝗼 𝗼𝗶𝗹 – 𝗡𝗼 𝘄𝗮𝗿 – 𝗡𝗼 𝗯𝗼𝗿𝗱𝗲𝗿
Siamo le lavoratrici e i lavoratori della “smart city” e dello spettacolo, siamo rider, migranti, smart worker, partite iva, creativə digitali, stagistə e tirocinanti, studentesse e studenti in mobilitazione contro l’alternanza Scuola-Lavoro.
Siamo parasubordinatə e somministratə, lavoriamo a chiamata, con contratti a termine o false collaborazioni autonome; siamo neet, lavoratrici e lavoratori in nero, disoccupatə che hanno rifiutato con orgoglio l’ennesimo “bullshit job”.
Siamo persone con disabilità, da sempre emarginati dalla società, nati o diventati così anche per gli incidenti che si verificano nel mondo del lavoro.
Siamo sex workers, siamo trans, siamo persone che cercano di interrompere una gravidanza ma le farmacie ci negano la pillola del giorno dopo, siamo vittime di violenza fisica e psicologica in casa o sul posto di lavoro.
💪 Siamo il 99%, la marea precaria che durante la pandemia è stata più esposta all’emergenza sanitaria e che ora rischia di trovarsi più colpita dalla crisi economica indotta dalla guerra e dal carovita. Siamo quellə senza casa o senza un “𝘗𝘢𝘱𝘪” ricco che la paga.
Dopo essere stati chiamati “𝘦𝘳𝘰𝘪” per aver continuato a lavorare durante la pandemia, siamo tornati ad essere invisibili!
❗𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮❗
https://www.offtopiclab.org/𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔-𝗟𝗮-𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱/
Siamo le lavoratrici e i lavoratori della “smart city” e dello spettacolo, siamo rider, migranti, smart worker, partite iva, creativə digitali, stagistə e tirocinanti, studentesse e studenti in mobilitazione contro l’alternanza Scuola-Lavoro.
Siamo parasubordinatə e somministratə, lavoriamo a chiamata, con contratti a termine o false collaborazioni autonome; siamo neet, lavoratrici e lavoratori in nero, disoccupatə che hanno rifiutato con orgoglio l’ennesimo “bullshit job”.
Siamo persone con disabilità, da sempre emarginati dalla società, nati o diventati così anche per gli incidenti che si verificano nel mondo del lavoro.
Siamo sex workers, siamo trans, siamo persone che cercano di interrompere una gravidanza ma le farmacie ci negano la pillola del giorno dopo, siamo vittime di violenza fisica e psicologica in casa o sul posto di lavoro.
💪 Siamo il 99%, la marea precaria che durante la pandemia è stata più esposta all’emergenza sanitaria e che ora rischia di trovarsi più colpita dalla crisi economica indotta dalla guerra e dal carovita. Siamo quellə senza casa o senza un “𝘗𝘢𝘱𝘪” ricco che la paga.
Dopo essere stati chiamati “𝘦𝘳𝘰𝘪” per aver continuato a lavorare durante la pandemia, siamo tornati ad essere invisibili!
❗𝗣𝗲𝗿 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝟭° 𝗠𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘀𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮❗
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POQ 2022 IN FAMAGOSTA MM2
Date le piogge previste nel pomeriggio/sera del 25 Poq trasloca a Famagosta mm2
Stesso programma, stesso entusiasmo!
C'è spazio per tutt* al coperto!
Dalle ore 18
MUSICA - TEATRO - POLITICA - RISTORO
FAMAGOSTA MM2
Evento all'uscita della metro e ampio parcheggio nelle zone limitrofe.
Vi Aspettiamo!!
#resistenza
#25aprile
Date le piogge previste nel pomeriggio/sera del 25 Poq trasloca a Famagosta mm2
Stesso programma, stesso entusiasmo!
C'è spazio per tutt* al coperto!
Dalle ore 18
MUSICA - TEATRO - POLITICA - RISTORO
FAMAGOSTA MM2
Evento all'uscita della metro e ampio parcheggio nelle zone limitrofe.
Vi Aspettiamo!!
#resistenza
#25aprile
🌳 Ex Piazza d'Armi di #Milano. L'immagine di un fallimento
Dopo le vicende delle ultime settimane, proponiamo un nostro contributo sulla vicenda e la vertenza della ex Piazza d'Armi di Milano, uno dei tanti fronti aperti di opposizione sociale al #modelloMilano
👉 https://napolimonitor.it/ex-piazza-darmi-di-milano-limmagine-di-un-fallimento/ 👈
💬 [Un fallimento, sì, di #Invimit (controllata al cento per cento dal ministero dell’economia) che negli anni, nonostante si sia fatta coadiuvare occasionalmente da colossi del mestiere, è riuscita a “valorizzare” ben poco del patrimonio pubblico che le è stato conferito e che, dulcis in fundo, a dispetto dell’investimento pubblico dichiarato da regolare cartello di cantiere (quasi un milione e mezzo di euro) e l’ingaggio di una società di vigilantes privati, ha dimostrato la sua totale incapacità di tutelare quello che, fino a prova contraria, è ancora un patrimonio pubblico.
Ma soprattutto la sconfitta di una politica (della quale Beppe #Sala e Pierfrancesco #Maran sono gli interpreti più brillanti) che da troppi anni si è piegata agli interessi privati dei fondi speculativi globali, rendendosi complice della cessione di quel che resta della città pubblica e della trasformazione di Milano in città esclusiva ed escludente, umiliando il diritto all’abitare in cambio di una vera e propria elemosina – per redditi medio alti – chiamata Social Housing...]
Dopo le vicende delle ultime settimane, proponiamo un nostro contributo sulla vicenda e la vertenza della ex Piazza d'Armi di Milano, uno dei tanti fronti aperti di opposizione sociale al #modelloMilano
👉 https://napolimonitor.it/ex-piazza-darmi-di-milano-limmagine-di-un-fallimento/ 👈
💬 [Un fallimento, sì, di #Invimit (controllata al cento per cento dal ministero dell’economia) che negli anni, nonostante si sia fatta coadiuvare occasionalmente da colossi del mestiere, è riuscita a “valorizzare” ben poco del patrimonio pubblico che le è stato conferito e che, dulcis in fundo, a dispetto dell’investimento pubblico dichiarato da regolare cartello di cantiere (quasi un milione e mezzo di euro) e l’ingaggio di una società di vigilantes privati, ha dimostrato la sua totale incapacità di tutelare quello che, fino a prova contraria, è ancora un patrimonio pubblico.
Ma soprattutto la sconfitta di una politica (della quale Beppe #Sala e Pierfrancesco #Maran sono gli interpreti più brillanti) che da troppi anni si è piegata agli interessi privati dei fondi speculativi globali, rendendosi complice della cessione di quel che resta della città pubblica e della trasformazione di Milano in città esclusiva ed escludente, umiliando il diritto all’abitare in cambio di una vera e propria elemosina – per redditi medio alti – chiamata Social Housing...]
NapoliMONiTOR
Ex Piazza d'Armi di Milano. L'immagine di un fallimento - NapoliMONiTOR
Il 3 aprile scorso sono cominciati i lavori di “bonifica e pulizia” di una parte della ex Piazza d'Armi di Milano: un'area di proprietà pubblica che si sviluppa su una superficie di 41 ettari (410 mila mq), 35 dei quali a verde, che si sono [...]
#Primaggia oggi h15 Darsena
MayDay MayDay
#1M torniamo a riprenderci strade e piazze della città con una parade precaria, queer e climattiva. Una parade #NoOil #NoWar #NoBorders che risponde alla chiamata globale dei movimenti femministi e transfemministi russi #StrikeTheWar.
Scioperiamo la guerra e la devastazione del Pianeta
Scioperiamo precarietà e patriarcato
Scioperiamo lo sfruttamento del lavoro, dei territori e delle nostre vite
Enjoy the streets
Strike the smart city
Buon 1 maggio
MayDay MayDay
#1M torniamo a riprenderci strade e piazze della città con una parade precaria, queer e climattiva. Una parade #NoOil #NoWar #NoBorders che risponde alla chiamata globale dei movimenti femministi e transfemministi russi #StrikeTheWar.
Scioperiamo la guerra e la devastazione del Pianeta
Scioperiamo precarietà e patriarcato
Scioperiamo lo sfruttamento del lavoro, dei territori e delle nostre vite
Enjoy the streets
Strike the smart city
Buon 1 maggio
📌12.05 | Una mostra e due presentazioni a Piano Terra
Giovedì 12 Maggio a Piano Terra una mostra e BEN due presentazioni:
* AZIONE ANTIFASCISTA di Mark Bray (Antifa, the anti-fascist handbook, 2017) presentato dal curatore italiano Nicola Carella, Antifa Bari per Red Star Press.
* DESIGNING RIOTS 01: Rivista illustrata per canaglie, di Critica Università Della Strada, 2022
* La mostra: PER LA STRADA CON L’ARMATA NERA: appunti strategici sulla campagna di Liberazione.
🔍 Per i dettagli della serata: https://www.offtopiclab.org/12-05-una-mostra-e-due-presentazioni-a-piano-terra/
Giovedì 12 Maggio a Piano Terra una mostra e BEN due presentazioni:
* AZIONE ANTIFASCISTA di Mark Bray (Antifa, the anti-fascist handbook, 2017) presentato dal curatore italiano Nicola Carella, Antifa Bari per Red Star Press.
* DESIGNING RIOTS 01: Rivista illustrata per canaglie, di Critica Università Della Strada, 2022
* La mostra: PER LA STRADA CON L’ARMATA NERA: appunti strategici sulla campagna di Liberazione.
🔍 Per i dettagli della serata: https://www.offtopiclab.org/12-05-una-mostra-e-due-presentazioni-a-piano-terra/