🥇 Olimpiadi 2036? 3x3 fa debito pubblico e profitto privato
🤝 I triangoli delle larghe intese - Sala-Salis-Lo Russo e Fontana-Bucci-Cirio, rispettivamente sindaci dem di Milano-Genova-Torino e presidenti di destra di Lombardia-Liguria-Piemonte - avevano appena finito di richiedere a gran voce la candidatura del fu “triangolo industriale” per le Olimpiadi 2036 e/o 2040: rispolverando lo slogan delle “Olimpiadi diffuse-e-quindi-sostenibili”, confermavano la tendenza bulimica da grandi eventi come corollario di una economia urbana fondata sul connubio tossico turismo-privatizzazione delle città.
📉 Peccato che pochi giorni dopo sia arrivata la richiesta da parte di Fondazione Milano-Cortina di ulteriori 310 milioni, per un buco di bilancio generato da 230 milioni di maggiori costi e 80 milioni di minori introiti. A coprirlo, gli enti pubblici soci della Fondazione di diritto privato: la Lombardia 60 milioni, Il Veneto fino a 40, il Trentino 20, Alto Adige 5. La Fondazione ha già speso oltre 2 miliardi.
🔍 Nel conteggio del buco (leggi “debito pubblico”) non sono inclusi gli extra-costi, le opere realizzate (meno della metà), avviate o anche solo programmate (la maggioranza), con l’ultimo cantiere, ricordiamolo, con fine lavori prevista nel 2033 a Vercurago; queste sono a carico di SiMiCo e Anas, per un costo totale opaco che oscilla tra i 5 e i 7 miliardi. E a mancare sono anche i 328 milioni dati in gestione a un commissario straordinario per le paralimpiadi, Giuseppe Fasiol (dovevano costare solo 60 milioni), stanziati dal decreto Sport 2025.
✋ La legacy promessa da Malagò e dai vertici politici ha significato e comporterà per anni costi ed extracosti aggiuntivi a discapito di spesa pubblica e politiche sociali, opere imposte e dannose, consumo di suolo e devastazioni ambientali, un massiccio trasferimento di ricchezze dal basso verso l’alto, territori e quartieri ridotti a vetrine del marketing e merci a uso e consumo di un turismo sempre più ad alta capacità di spesa. Metterla in discussione dove possibile, come nel caso del Villaggio Olimpico di Porta Romana, significa inceppare i meccanismi di privatizzazione e speculazione che permetterebbero ai prossimi Giochi olimpici di abbattersi nuovamente su territori già impoveriti e deprivati.
🤝 I triangoli delle larghe intese - Sala-Salis-Lo Russo e Fontana-Bucci-Cirio, rispettivamente sindaci dem di Milano-Genova-Torino e presidenti di destra di Lombardia-Liguria-Piemonte - avevano appena finito di richiedere a gran voce la candidatura del fu “triangolo industriale” per le Olimpiadi 2036 e/o 2040: rispolverando lo slogan delle “Olimpiadi diffuse-e-quindi-sostenibili”, confermavano la tendenza bulimica da grandi eventi come corollario di una economia urbana fondata sul connubio tossico turismo-privatizzazione delle città.
📉 Peccato che pochi giorni dopo sia arrivata la richiesta da parte di Fondazione Milano-Cortina di ulteriori 310 milioni, per un buco di bilancio generato da 230 milioni di maggiori costi e 80 milioni di minori introiti. A coprirlo, gli enti pubblici soci della Fondazione di diritto privato: la Lombardia 60 milioni, Il Veneto fino a 40, il Trentino 20, Alto Adige 5. La Fondazione ha già speso oltre 2 miliardi.
🔍 Nel conteggio del buco (leggi “debito pubblico”) non sono inclusi gli extra-costi, le opere realizzate (meno della metà), avviate o anche solo programmate (la maggioranza), con l’ultimo cantiere, ricordiamolo, con fine lavori prevista nel 2033 a Vercurago; queste sono a carico di SiMiCo e Anas, per un costo totale opaco che oscilla tra i 5 e i 7 miliardi. E a mancare sono anche i 328 milioni dati in gestione a un commissario straordinario per le paralimpiadi, Giuseppe Fasiol (dovevano costare solo 60 milioni), stanziati dal decreto Sport 2025.
✋ La legacy promessa da Malagò e dai vertici politici ha significato e comporterà per anni costi ed extracosti aggiuntivi a discapito di spesa pubblica e politiche sociali, opere imposte e dannose, consumo di suolo e devastazioni ambientali, un massiccio trasferimento di ricchezze dal basso verso l’alto, territori e quartieri ridotti a vetrine del marketing e merci a uso e consumo di un turismo sempre più ad alta capacità di spesa. Metterla in discussione dove possibile, come nel caso del Villaggio Olimpico di Porta Romana, significa inceppare i meccanismi di privatizzazione e speculazione che permetterebbero ai prossimi Giochi olimpici di abbattersi nuovamente su territori già impoveriti e deprivati.
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🍉 EVVIVA PARTIGIAN* in OGNI QUARTIERE 2026 🍉
Diciannovesima edizione della nostra Festa d'Aprile 🌹
25 aprile
Dalle 18
Parco Alessandrini (piazzale Cuoco)
Mm Corvetto
(In caso di pioggia Famagosta mm2)
26 aprile
Giornata di sport popolare
FREE PALESTINE
STOP WAR
LIBER* TUTT*
Diciannovesima edizione della nostra Festa d'Aprile 🌹
25 aprile
Dalle 18
Parco Alessandrini (piazzale Cuoco)
Mm Corvetto
(In caso di pioggia Famagosta mm2)
26 aprile
Giornata di sport popolare
FREE PALESTINE
STOP WAR
LIBER* TUTT*
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🏘 Milano Inside Out: il diritto alla casa come battaglia per il reddito giusto e garantito
👉 https://www.offtopiclab.org/milano-inside-out-il-diritto-alla-casa-come-battaglia-per-il-reddito-giusto-e-garantito/ 👈
📣 In vista della MayDay Parade 2026, condividiamo un riassunto del 3° report dell’Osservatorio Casa Abitabilità che conferma come cresca sempre più a Milano il divario tra reddito e accesso alla casa. In una società di mercato e neoliberismo urbano, infatti, salario e abitare sono due voci sempre più slegate, ma così non dovrebbe essere: scarsità artificiale di alloggi per l’affitto a lungo termine, abbandono del patrimonio abitativo pubblico, privatizzazione della Città pubblica e del diritto alla casa. Una condizione di crisi indotta per chi sostiene con il proprio lavoro l’economia meneghina. Ma la lotta per il reddito garantito e il giusto salario va di pari passo e significa sempre più anche ingaggiare una battaglia politica e culturale per il diritto all’abitare degno.
👉 https://www.offtopiclab.org/milano-inside-out-il-diritto-alla-casa-come-battaglia-per-il-reddito-giusto-e-garantito/ 👈
📣 In vista della MayDay Parade 2026, condividiamo un riassunto del 3° report dell’Osservatorio Casa Abitabilità che conferma come cresca sempre più a Milano il divario tra reddito e accesso alla casa. In una società di mercato e neoliberismo urbano, infatti, salario e abitare sono due voci sempre più slegate, ma così non dovrebbe essere: scarsità artificiale di alloggi per l’affitto a lungo termine, abbandono del patrimonio abitativo pubblico, privatizzazione della Città pubblica e del diritto alla casa. Una condizione di crisi indotta per chi sostiene con il proprio lavoro l’economia meneghina. Ma la lotta per il reddito garantito e il giusto salario va di pari passo e significa sempre più anche ingaggiare una battaglia politica e culturale per il diritto all’abitare degno.
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MOBILITAZIONE DI URGENZA - LA FLOTILLA È STATA ATTACCATA: ore 17 in corso Monforte davanti alla Prefettura
La Marina israeliana, operante a centinaia di miglia al di fuori delle proprie acque territoriali, ha fermato 22 navi della Global Sumud Flotilla e rapito oltre 400 attivist*.
Si tratta dell'ennesimo attacco di aggressione, dove civil3 sono stat3 minacciati con armi e droni in acque greche, nella totale violazione del diritto internazionale.
Tutto questo nel silenzio della comunità internazionale.
La richiesta è chiara: non vogliamo semplici dichiarazioni di solidarietà, vogliamo azioni concrete.
Chiediamo:
protezione diplomatica immediata per le attiviste
Condanna formale da parte dei governi ed interruzione di ogni rapporto con Israele
La Palestina e il Libano continuano a subire attacchi. La flottiglia è in movimento. La minaccia non è passata. Ogni ora di inazione da parte dei governi è un’ora in cui delle vite rimangono a rischio. L’urgenza non è retorica: è la realtà.
La Marina israeliana, operante a centinaia di miglia al di fuori delle proprie acque territoriali, ha fermato 22 navi della Global Sumud Flotilla e rapito oltre 400 attivist*.
Si tratta dell'ennesimo attacco di aggressione, dove civil3 sono stat3 minacciati con armi e droni in acque greche, nella totale violazione del diritto internazionale.
Tutto questo nel silenzio della comunità internazionale.
La richiesta è chiara: non vogliamo semplici dichiarazioni di solidarietà, vogliamo azioni concrete.
Chiediamo:
protezione diplomatica immediata per le attiviste
Condanna formale da parte dei governi ed interruzione di ogni rapporto con Israele
La Palestina e il Libano continuano a subire attacchi. La flottiglia è in movimento. La minaccia non è passata. Ogni ora di inazione da parte dei governi è un’ora in cui delle vite rimangono a rischio. L’urgenza non è retorica: è la realtà.
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🗣 La memoria dei movimenti: una tavola rotonda
📌 Giovedì 14 maggio presentazione del libro Carte irrequiete. La memoria dei movimenti (Eleuthera 2025) a Piano Terra (via Confalonieri 3, Isola)
👀 Con: Lorenzo Pezzica (autore), Archivio dei Movimento di via Avesella di Bologna, Associazione Lapsus
🍻Ore 18:30: porte aperte
🍽Ore 19:30 cena a prezzi popolari
📚Ore 20:30: inizio presentazione e dibattito
📌 Giovedì 14 maggio presentazione del libro Carte irrequiete. La memoria dei movimenti (Eleuthera 2025) a Piano Terra (via Confalonieri 3, Isola)
👀 Con: Lorenzo Pezzica (autore), Archivio dei Movimento di via Avesella di Bologna, Associazione Lapsus
🍻Ore 18:30: porte aperte
🍽Ore 19:30 cena a prezzi popolari
📚Ore 20:30: inizio presentazione e dibattito
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📌 Sabato 9 maggio: la partita non è finita!
Stadio Meazza e quartiere popolare di San Siro, due temi solo apparentemente diversi e invece accomunati dalle stesse dinamiche speculative e dagli stessi obiettivi: rendere Milano sempre più esclusiva ed escludente, sempre più ostile ai suoi abitanti.
Lo stadio, un importante asset di proprietà pubblica, ceduto assieme alle aree adiacenti ai fondi proprietari dei club che vogliono realizzare una operazione di finanza immobiliare: il vero obiettivo del saccheggio.
Il quartiere popolare di San Siro, lasciato intenzionalmente in stato di abbandono, minacciato da progetti speculativi privati attraverso i quali si vuole cancellare l’edilizia residenziale pubblica.
Una dinamica già in atto a Giambellino, Corvetto e in molti altri quartieri popolari di Milano e non solo, con strumenti repressivi di portata mai vista prima.
Ma la partita non è ancora finita.
Ore 10:30: ritrovo al parco dei Capitani.
Pranzo condiviso e a seguire, ci sposteremo in piazza Selinunte.
Stadio Meazza e quartiere popolare di San Siro, due temi solo apparentemente diversi e invece accomunati dalle stesse dinamiche speculative e dagli stessi obiettivi: rendere Milano sempre più esclusiva ed escludente, sempre più ostile ai suoi abitanti.
Lo stadio, un importante asset di proprietà pubblica, ceduto assieme alle aree adiacenti ai fondi proprietari dei club che vogliono realizzare una operazione di finanza immobiliare: il vero obiettivo del saccheggio.
Il quartiere popolare di San Siro, lasciato intenzionalmente in stato di abbandono, minacciato da progetti speculativi privati attraverso i quali si vuole cancellare l’edilizia residenziale pubblica.
Una dinamica già in atto a Giambellino, Corvetto e in molti altri quartieri popolari di Milano e non solo, con strumenti repressivi di portata mai vista prima.
Ma la partita non è ancora finita.
Ore 10:30: ritrovo al parco dei Capitani.
Pranzo condiviso e a seguire, ci sposteremo in piazza Selinunte.
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Domenica 17 Maggio 2026 a PianoTerra proiezione del documentario “L’ultima neve - Appennino terremotato e conflitti in alta quota” e mostra collettiva riguardo l’impatto dello sci alpino e delle olimpiadi invernali sui territori montani e urbani.
18:30 apertura e inaugurazione mostra
19:30 aperitivo a prezzi popolari
20:30 inizio proiezione e dibattito
Saranno presenti gl* attivist* e produttori del documentario di Emidio di Treviri e Osservatorio Conflitti ambientali - Cratere (CDCA-Abruzzo) e APE Milano
La mostra comprende
Le tavole di Michela Vanda Caserini, un racconto visivo a carattere di inchiesta sull’impatto ambientale delle infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali nei paesaggi montani.
Una versione stampata del progetto Tracce sui comprensori sciistici dell’Appennino che visualizza l’impatto dello sci alpino e l’utilizzo della neve artificiale
I lavori realizzati dagl* student* di fotografia di CFP Bauer che negli scorsi 2 anni hanno partecipato al laboratorio “Atlante Olimpico”
18:30 apertura e inaugurazione mostra
19:30 aperitivo a prezzi popolari
20:30 inizio proiezione e dibattito
Saranno presenti gl* attivist* e produttori del documentario di Emidio di Treviri e Osservatorio Conflitti ambientali - Cratere (CDCA-Abruzzo) e APE Milano
La mostra comprende
Le tavole di Michela Vanda Caserini, un racconto visivo a carattere di inchiesta sull’impatto ambientale delle infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali nei paesaggi montani.
Una versione stampata del progetto Tracce sui comprensori sciistici dell’Appennino che visualizza l’impatto dello sci alpino e l’utilizzo della neve artificiale
I lavori realizzati dagl* student* di fotografia di CFP Bauer che negli scorsi 2 anni hanno partecipato al laboratorio “Atlante Olimpico”
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Forwarded from PianoTerra
Cine Senzaforum
10/05 H18:30
The Lebanese Rocket Society: The strange tale of the Lebanese Space adventure
(2013) 92′ min
Diretto da Joana Hadjithomas e Khalil Joreige.
Benefit progetto Li Beirut
H18:30 Aperitivo con cibo libanese
H20:00 Inizio proiezione
Documentario che racconta una pagina poco conosciuta del Libano: il progetto spaziale sviluppato negli anni ’60 da un gruppo di studenti e professori dell’Università Haigazian. Attraverso materiali d’archivio, testimonianze e ricostruzioni, il film mostra come questi giovani riuscirono a progettare e lanciare razzi sperimentali in piena corsa allo spazio, prima che il progetto venisse interrotto nel 1967.
Tutti i ricavi della serata andranno all’associazione libanese Food Blessed e alla loro campagna di supporto per gli sfollati del sud del Libano e di Beirut a causa dell’aggressione israeliana.
Film in lingua originale, sottotitoli in italiano.
10/05 H18:30
The Lebanese Rocket Society: The strange tale of the Lebanese Space adventure
(2013) 92′ min
Diretto da Joana Hadjithomas e Khalil Joreige.
Benefit progetto Li Beirut
H18:30 Aperitivo con cibo libanese
H20:00 Inizio proiezione
Documentario che racconta una pagina poco conosciuta del Libano: il progetto spaziale sviluppato negli anni ’60 da un gruppo di studenti e professori dell’Università Haigazian. Attraverso materiali d’archivio, testimonianze e ricostruzioni, il film mostra come questi giovani riuscirono a progettare e lanciare razzi sperimentali in piena corsa allo spazio, prima che il progetto venisse interrotto nel 1967.
Tutti i ricavi della serata andranno all’associazione libanese Food Blessed e alla loro campagna di supporto per gli sfollati del sud del Libano e di Beirut a causa dell’aggressione israeliana.
Film in lingua originale, sottotitoli in italiano.
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📣 Una settimana Off Topic: gli appuntamenti dei prossimi giorni a Piano Terra e in piazza
📚 giovedì 14 h19:30: presentazione di Carte irrequiete. La memoria dei movimenti (Eleuthera 2025) con Lorenzo Pezzica (autore), Archivio dei movimenti di via Avesella di Bologna, Associazione Lapsus
🗣🎼 venerdì 15 h19:30: Lunga vita alle librerie indipendenti! Tavola rotonda con Les Mots, Scamamù, bibliotecaria.noblogs.org. Segue concerto del collettivo musicale Conserere Ensemble
🇵🇸 sabato 16 h14:30 p.le 24 Maggio: Tutt* in piazza per la Palestina libera! Corteo nazionale verso lo sciopero generale del 29 maggio
📽 domenica 17 h18:30: proiezione del documentario L'ultima neve e mostra collettiva
📚 giovedì 14 h19:30: presentazione di Carte irrequiete. La memoria dei movimenti (Eleuthera 2025) con Lorenzo Pezzica (autore), Archivio dei movimenti di via Avesella di Bologna, Associazione Lapsus
🗣🎼 venerdì 15 h19:30: Lunga vita alle librerie indipendenti! Tavola rotonda con Les Mots, Scamamù, bibliotecaria.noblogs.org. Segue concerto del collettivo musicale Conserere Ensemble
🇵🇸 sabato 16 h14:30 p.le 24 Maggio: Tutt* in piazza per la Palestina libera! Corteo nazionale verso lo sciopero generale del 29 maggio
📽 domenica 17 h18:30: proiezione del documentario L'ultima neve e mostra collettiva
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