🌹 DAX RESISTE. Con la stessa rabbia e immutato amore
Contro guerra imperialista e sionismo: tre giorni di memoria e lotta del presente
📌 https://daxresiste.noblogs.org/
📣 14/03 h14:30 @ arco della pace: corteo antifascista nazionale (partenza corso sempione)
- a seguire: serata e concerti benefit 130mila in spazio liberato
🗣 15/03 dalle 10: riprendiamoci i quartieri @ darsena-ticinese
🌹 16/03 h18: presidio e corteo in quartiere @ via brioschi
#FreeAllAntifas #FreePalestine
Contro guerra imperialista e sionismo: tre giorni di memoria e lotta del presente
📌 https://daxresiste.noblogs.org/
📣 14/03 h14:30 @ arco della pace: corteo antifascista nazionale (partenza corso sempione)
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🗣 15/03 dalle 10: riprendiamoci i quartieri @ darsena-ticinese
🌹 16/03 h18: presidio e corteo in quartiere @ via brioschi
#FreeAllAntifas #FreePalestine
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16 marzo, bandiere rosse al vento 🌹
La Milano del 2026 è molto diversa da quella del 2003, quando Dax venne ucciso da tre fascisti e i suoi compagni furono brutalmente aggrediti da una polizia ancora "fresca" della mattanza genovese del luglio 2001.
Una città che nel giro di pochi anni avrebbe scelto la sua "strada" per uscire dalla crisi post-industriale, inventando un modello di sviluppo che, presentandosi come inclusivo, avrebbe invece aumentato la forbice sociale, le disuguaglianze e la inaccessibilità a casa, trasporti, sanità.
La "capitale progressista" del Paese al servizio di fondi immobiliari, che ospita il CPR/Lager di Stato in via Corelli e dove i giovani abitanti dei quartieri popolari e le seconde generazioni possono essere inseguiti e investiti a morte dei carabinieri impunemente.
Senza nessuna nostalgia per la città dei palazzinari degli anni '80 e '90, ci teniamo però a dire che se questa Milano ha mantenuto accese sacche di resistenza - se non tutto il suolo è stato divorato dalla rendita, se chi non può permettersi un affitto nonostante con il proprio lavoro sostenga l'economia della città-vetrina e dei grandi eventi come le Olimpiadi invernali può trovare ancora solidarietà nella autorganizzazione dei comitati di lotta per l'abitare, se i topi di fogna neofascisti qui non hanno trovato spazio libero - tutto questo è anche grazie alle compagne e ai compagni di Dax e del movimento, generazione dopo generazione. A chi nonostante tutto tiene accesa la fiamma del conflitto sociale e di una radicale e antagonista alternativa all'esistente.
Vogliamo ricordare le compagne e i compagni che ci hanno lasciato non per come sono morti, ma come hanno vissuto. Per questo nei giorni scorsi siamo scesi in piazza come negli ultimi 23 anni e lo faremo anche stasera al presidio e corteo di quartiere con ritrovo alle 18 in via Brioschi.
Dax odia ancora
La Milano del 2026 è molto diversa da quella del 2003, quando Dax venne ucciso da tre fascisti e i suoi compagni furono brutalmente aggrediti da una polizia ancora "fresca" della mattanza genovese del luglio 2001.
Una città che nel giro di pochi anni avrebbe scelto la sua "strada" per uscire dalla crisi post-industriale, inventando un modello di sviluppo che, presentandosi come inclusivo, avrebbe invece aumentato la forbice sociale, le disuguaglianze e la inaccessibilità a casa, trasporti, sanità.
La "capitale progressista" del Paese al servizio di fondi immobiliari, che ospita il CPR/Lager di Stato in via Corelli e dove i giovani abitanti dei quartieri popolari e le seconde generazioni possono essere inseguiti e investiti a morte dei carabinieri impunemente.
Senza nessuna nostalgia per la città dei palazzinari degli anni '80 e '90, ci teniamo però a dire che se questa Milano ha mantenuto accese sacche di resistenza - se non tutto il suolo è stato divorato dalla rendita, se chi non può permettersi un affitto nonostante con il proprio lavoro sostenga l'economia della città-vetrina e dei grandi eventi come le Olimpiadi invernali può trovare ancora solidarietà nella autorganizzazione dei comitati di lotta per l'abitare, se i topi di fogna neofascisti qui non hanno trovato spazio libero - tutto questo è anche grazie alle compagne e ai compagni di Dax e del movimento, generazione dopo generazione. A chi nonostante tutto tiene accesa la fiamma del conflitto sociale e di una radicale e antagonista alternativa all'esistente.
Vogliamo ricordare le compagne e i compagni che ci hanno lasciato non per come sono morti, ma come hanno vissuto. Per questo nei giorni scorsi siamo scesi in piazza come negli ultimi 23 anni e lo faremo anche stasera al presidio e corteo di quartiere con ritrovo alle 18 in via Brioschi.
Dax odia ancora
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🏗 Urbanistica a Milano: la guerra dei ricorsi e il conflitto sociale
👉 Leggi l'articolo completo
⁉️ A otto mesi dalla più importante esplosione giudiziaria, il caos urbanistico a Milano è uscito dai riflettori mediatici per approdare nelle più silenti e discrete aule dei tribunali amministrativi. La proposta di decreto Salva-Milano continua a veleggiare minacciosa nelle acque parlamentari e l’ex assessore Tancredi è tornato a lavorare presso il Comune, come dirigente in Direzione Cultura. Dopo aver ricevuto la revoca sia dei domiciliari sia dell’interdittiva, Manfredi Catella ha ripreso a pontificare su quel che occorre alla “sua” città. Che ne è stato quindi dell’indagine che nel cuore dell’estate 2025 aveva fatto tremare la classe dirigente politica e finanziaria della città, mettendo in discussione il modello Milano? E in che modo si inseriscono e possono fare la differenza le vertenze dal basso, promosse da abitanti, movimenti e comitati, per il diritto alla città?
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⁉️ A otto mesi dalla più importante esplosione giudiziaria, il caos urbanistico a Milano è uscito dai riflettori mediatici per approdare nelle più silenti e discrete aule dei tribunali amministrativi. La proposta di decreto Salva-Milano continua a veleggiare minacciosa nelle acque parlamentari e l’ex assessore Tancredi è tornato a lavorare presso il Comune, come dirigente in Direzione Cultura. Dopo aver ricevuto la revoca sia dei domiciliari sia dell’interdittiva, Manfredi Catella ha ripreso a pontificare su quel che occorre alla “sua” città. Che ne è stato quindi dell’indagine che nel cuore dell’estate 2025 aveva fatto tremare la classe dirigente politica e finanziaria della città, mettendo in discussione il modello Milano? E in che modo si inseriscono e possono fare la differenza le vertenze dal basso, promosse da abitanti, movimenti e comitati, per il diritto alla città?
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
MILANO: MISURE CAUTELARI PER DECINE DI COMPAGNI-E NELL’OPERAZIONE REPRESSIVA CONTRO IL MOVIMENTO “BLOCCHIATO TUTTO”
Ennesima operazione repressiva contro il movimento Blocchiamo Tutto, che in autunno mobilitò milioni di persone nel nostro Paese contro genocidio, occupazione e complicità anche del nostro Paese. A Milano misure cautelari con obbligo di firma, divieto di dimora e divieto di uscire la sera, per gli scontri con la polizia, schierata…
Ennesima operazione repressiva contro il movimento Blocchiamo Tutto, che in autunno mobilitò milioni di persone nel nostro Paese contro genocidio, occupazione e complicità anche del nostro Paese. A Milano misure cautelari con obbligo di firma, divieto di dimora e divieto di uscire la sera, per gli scontri con la polizia, schierata…
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🇵🇸 22 settembre 2025: è stato sciopero generale e c’eravamo tutt3
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Ieri si è svolta una vasta operazione repressiva contro 17 militanti che hanno partecipato a Milano alla grande mobilitazione nazionale che lo scorso 22 settembre 2025 ha dato il via all’autunno caldo degli scioperi generali per la Palestina.
Quel giorno, centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno risposto al primo appello del nascente movimento “Blocchiamo tutto”, che avrebbe occupato città e nodi della logistica per i mesi successivi. Il 22 settembre a Milano si concluse con una rivolta nei pressi di Stazione Centrale, quando la polizia impedì violentemente l’accesso alla stazione alla marea umana.
Per la magistratura, si tratta di reato di dissenso e “ostilità”, da parte di giovani e antagonisti, verso le istituzioni; per noi, si è trattato della manifestazione più sana di rifiuto di complicità espressa dalla parte più critica e degli esclusi di questa società.
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Ieri si è svolta una vasta operazione repressiva contro 17 militanti che hanno partecipato a Milano alla grande mobilitazione nazionale che lo scorso 22 settembre 2025 ha dato il via all’autunno caldo degli scioperi generali per la Palestina.
Quel giorno, centinaia di migliaia di persone in tutta Italia hanno risposto al primo appello del nascente movimento “Blocchiamo tutto”, che avrebbe occupato città e nodi della logistica per i mesi successivi. Il 22 settembre a Milano si concluse con una rivolta nei pressi di Stazione Centrale, quando la polizia impedì violentemente l’accesso alla stazione alla marea umana.
Per la magistratura, si tratta di reato di dissenso e “ostilità”, da parte di giovani e antagonisti, verso le istituzioni; per noi, si è trattato della manifestazione più sana di rifiuto di complicità espressa dalla parte più critica e degli esclusi di questa società.
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🌹 PrimaVera Resistenza 🇵🇸
📌 Oggi pomeriggio è festa di primavera con Partigian* in ogni quartiere: dalle 14 alle 19, iniziativa pubblica al parco di viale Bacchiglione in avvicinamento al 25 aprile di quest'anno che si terrà in Corvetto!
📣 Allenamenti di sport popolare, giochi, socialità libera e musica e in chiusura di giornata (verso le 19:30) proiezione de Il grande gioco!
📌 Oggi pomeriggio è festa di primavera con Partigian* in ogni quartiere: dalle 14 alle 19, iniziativa pubblica al parco di viale Bacchiglione in avvicinamento al 25 aprile di quest'anno che si terrà in Corvetto!
📣 Allenamenti di sport popolare, giochi, socialità libera e musica e in chiusura di giornata (verso le 19:30) proiezione de Il grande gioco!
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⚠️ Sgombero in corso!
Dalle 9:00 circa di questa mattina è in corso lo sgombero di una nostra compagna di collettivo (e il suo coinquilino) in zona Barona, periferia sud di Milano.
Una camionetta della polizia su strada presidia e la Digos con altri agenti non fa salire al piano.
Nella Milano post olimpica continuano senza sosta gli sgomberi e la criminalizzazione della pratica dell'occupazione.
Non possiamo che ribadire la nostra solidarietà e complicità con le persone sgomberate.
Seguiranno aggiornamenti...
Dalle 9:00 circa di questa mattina è in corso lo sgombero di una nostra compagna di collettivo (e il suo coinquilino) in zona Barona, periferia sud di Milano.
Una camionetta della polizia su strada presidia e la Digos con altri agenti non fa salire al piano.
Nella Milano post olimpica continuano senza sosta gli sgomberi e la criminalizzazione della pratica dell'occupazione.
Non possiamo che ribadire la nostra solidarietà e complicità con le persone sgomberate.
Seguiranno aggiornamenti...
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