🇵🇸 22 settembre: è stato sciopero generale | Libere tutti | Palestina Libera
La mobilitazione di ieri, in tutte le sue forme, ha espresso un rifiuto del tabú e del divieto di conflitto che da troppi anni domina come una cappa la protesta sociale e le lotte in questo Paese. Strade, ferrovie, porti, aeroporti, scuole e servizi bloccati o rallentati, con una adesione di massa su parole d'ordine chiare e radicali come non si vedeva da anni, capaci di restituire il significato politico più autentico allo sciopero generale.
Anche a Milano si è messa in campo spontaneamente una prassi offensiva verso Stazione Centrale, coerente con le parole d'ordine "blocchiamo tutto". Non è stata la prima volta, non sarà l'ultima. C'è uno sterminio portato avanti in maniera scientifica, ci sono complicità e ipocrisie concrete che nascono qui sotto casa, ci sono opportunismi dell'ultimo minuto, c'è la normalizzazione di un genocidio in diretta social che avanza con la militarizzazione e l'ondata reazionaria nera, c'è un governo di topi di fogna che non passa giorno senza che ce lo ricordi. Ci sono violenze quotidiane sempre più estese e ramificate, nei nostri mari e nelle nostre città, anche per colpa dei silenzi e dei ritardi della società civile "democratica" e delle forze di opposizione (i "falsi amici" che vediamo all'opera ogni giorno per depotenziare rabbia e rivendicazioni e salvarsi la faccia davanti all'indifendibile che per troppo tempo hanno tollerato). Ieri il tappo è saltato e la rabbia dopo due anni di genocidio a Gaza ha preso la forma di migliaia di persone che hanno tentato l'ingresso in una Stazione blindata e hanno poi resistito ore davanti alle cariche e ai lacrimogeni di polizia e carabinieri. 11 persone, di cui diversi minorenni, sono state fermate e tradotte a San Vittore e al Beccaria in tarda serata. A conferma di una situazione che non concede più sconti. Non ci sono forme obbligatorie o univoche del conflitto: largo alla creatività, rifiutando distinguo e condanne da parte di indignati dell'ultimo minuto.
A chi pensa che la salvaguardia della Sumud Flotilla e la sopravvivenza dei palestinesi dipenda dal "rispetto" di repertori imposti di protesta e lotta o da luoghi comuni quali "così si fa il gioco della destra", possiamo solo consigliare di uscire dal proprio egocentrismo e fare i conti con una realtà di sterminio che non aspetta certo le buone maniere o i vostri tempi lenti di presa di consapevolezza.
Solidarietà all* arrestat* - in piazza c'eravamo tutt*
Liberi tutte
Palestina Libera, da qualunque fiume a qualunque mare
La mobilitazione di ieri, in tutte le sue forme, ha espresso un rifiuto del tabú e del divieto di conflitto che da troppi anni domina come una cappa la protesta sociale e le lotte in questo Paese. Strade, ferrovie, porti, aeroporti, scuole e servizi bloccati o rallentati, con una adesione di massa su parole d'ordine chiare e radicali come non si vedeva da anni, capaci di restituire il significato politico più autentico allo sciopero generale.
Anche a Milano si è messa in campo spontaneamente una prassi offensiva verso Stazione Centrale, coerente con le parole d'ordine "blocchiamo tutto". Non è stata la prima volta, non sarà l'ultima. C'è uno sterminio portato avanti in maniera scientifica, ci sono complicità e ipocrisie concrete che nascono qui sotto casa, ci sono opportunismi dell'ultimo minuto, c'è la normalizzazione di un genocidio in diretta social che avanza con la militarizzazione e l'ondata reazionaria nera, c'è un governo di topi di fogna che non passa giorno senza che ce lo ricordi. Ci sono violenze quotidiane sempre più estese e ramificate, nei nostri mari e nelle nostre città, anche per colpa dei silenzi e dei ritardi della società civile "democratica" e delle forze di opposizione (i "falsi amici" che vediamo all'opera ogni giorno per depotenziare rabbia e rivendicazioni e salvarsi la faccia davanti all'indifendibile che per troppo tempo hanno tollerato). Ieri il tappo è saltato e la rabbia dopo due anni di genocidio a Gaza ha preso la forma di migliaia di persone che hanno tentato l'ingresso in una Stazione blindata e hanno poi resistito ore davanti alle cariche e ai lacrimogeni di polizia e carabinieri. 11 persone, di cui diversi minorenni, sono state fermate e tradotte a San Vittore e al Beccaria in tarda serata. A conferma di una situazione che non concede più sconti. Non ci sono forme obbligatorie o univoche del conflitto: largo alla creatività, rifiutando distinguo e condanne da parte di indignati dell'ultimo minuto.
A chi pensa che la salvaguardia della Sumud Flotilla e la sopravvivenza dei palestinesi dipenda dal "rispetto" di repertori imposti di protesta e lotta o da luoghi comuni quali "così si fa il gioco della destra", possiamo solo consigliare di uscire dal proprio egocentrismo e fare i conti con una realtà di sterminio che non aspetta certo le buone maniere o i vostri tempi lenti di presa di consapevolezza.
Solidarietà all* arrestat* - in piazza c'eravamo tutt*
Liberi tutte
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📖 «Milano, una città da cambiare. Tra finanza ed espulsione. Critica a un modello di valorizzazione urbana»
👉https://effimera.org/ebook-milano-una-citta-da-cambiare/
È disponibile sul sito di Effimera l'ebook #6, dedicato a Milano, alla sua trasformazione e ai motivi dello scandalo che questa estate ha travolto la città! Liberamente scaricabile! 💥💥
🔍 Sette interventi, pubblicati sul sito tra la fine di luglio e i primi dieci giorni di agosto 2025, oggi raccolti in un instant book. Ciascuno di essi ricostruisce un aspetto peculiare di una storia brutta e istruttiva, con letture non per forza coincidenti, cosicché la trama complessiva, mettendoli tutti insieme e in fila, appare più forte e più chiara. Dentro, ci trovate anche la firma di un nostro compagno che riporta riflessioni e analisi sullo stato della città maturate in questi anni dentro il collettivo.
Buona lettura!
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Buona lettura!
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Presentazione del progetto Tracce 🔥⛷️⛰️
📍 Questa sera Venerdì 26 Settembre h. 21:00 @ Museo della Scienza e della Tecnologia sala iLAB Matematica, Via San Vittore 21, Milano.
https://www.offtopiclab.org/tracce/
Tracce è un catalogo digitale visuale che raccoglie più di 7000 immagini satellitari che hanno come soggetto 56 stazioni sciistiche della Lombardia e Piemonte.
Le immagini e i dati, messi a sistema in una narrazione corale, raccontano l'impatto ambientale dei comprensori e del turismo invernale incentrato sullo sci da discesa reso possibile dalla neve artificiale.
Sullo sfondo si inseriscono le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: vendute come “le più sostenibili di sempre”, in realtà ricalcano un modello anacronistico, predatorio e basato su pratiche estrattive, dove la città pubblica viene svenduta ai privati e la montagna diventa una fabbrica del divertimento per ricchi.
📍 Questa sera Venerdì 26 Settembre h. 21:00 @ Museo della Scienza e della Tecnologia sala iLAB Matematica, Via San Vittore 21, Milano.
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Tracce è un catalogo digitale visuale che raccoglie più di 7000 immagini satellitari che hanno come soggetto 56 stazioni sciistiche della Lombardia e Piemonte.
Le immagini e i dati, messi a sistema in una narrazione corale, raccontano l'impatto ambientale dei comprensori e del turismo invernale incentrato sullo sci da discesa reso possibile dalla neve artificiale.
Sullo sfondo si inseriscono le Olimpiadi Milano-Cortina 2026: vendute come “le più sostenibili di sempre”, in realtà ricalcano un modello anacronistico, predatorio e basato su pratiche estrattive, dove la città pubblica viene svenduta ai privati e la montagna diventa una fabbrica del divertimento per ricchi.
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San Siro: nella notte si consuma la beffa delle giunte grigio-arancioni
Pochi giorni fa scrivevamo, a proposito dell’accelerazione imposta da Sala a maggioranza e consiglio comunale su San Siro, che il saccheggio non si era fermato. Dopo il voto di stanotte a palazzo Marino possiamo purtroppo confermarlo: con il supporto di Forza Italia, l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti e il suo manager Giuseppe Sala hanno ricomposto con un definitivo spostamento a destra il vecchio sodalizio.
Non ci stupiscono, ma lasciano comunque perplessi le reazioni dei Verdi e dei “dissidenti” PD che sembrano aver scoperto solo in queste ultime settimane l’arroganza del potere reale della città che, rallentato ma non messo in crisi da inchieste e mobilitazioni dal basso dell’estate, sulla vicenda San Siro ha mostrato il suo volto peggiore. Appena le inchieste della Procura hanno perso slancio, è ripartita la grancassa mediatica e politica della città con i cantieri bloccati e con il voto sullo stadio il partito del “Salva Milano” si è ricompattato. Tutto prevedibile a conferma di come il problema sia sempre stao politico.
Questo è un punto di arrivo e non l’inizio di un processo di esproprio e privatizzazione dello spazio pubblico, concepito come unico modo di governare il territorio.
Svenduto a due fondi USA di cui non è chiara la catena proprietaria non solo lo Stadio, ma l’intera area circostante per una operazione di speculazione finanziaria e commerciale, la fine del quartiere ippico più grande d’Europa concretizza la minaccia diretta al principale quartiere ERP di Milano e un colpo definitivo a un Comune che di proprietà e beni non ne ha praticamente più. Ma esiste ancora la possibilità di bloccare la macchina: come successo ai tempi No Canal nel Gallaratese e come ha insegnato il Movimento No Tav in Val Susa, non è finita finchè non è finita.
E come abbiamo capito da tempo i "due" schieramenti possono litigare su molte cose, ma, quando si tratta di rendita e degli interessi (alti) da difendere, convergono sempre.
Pochi giorni fa scrivevamo, a proposito dell’accelerazione imposta da Sala a maggioranza e consiglio comunale su San Siro, che il saccheggio non si era fermato. Dopo il voto di stanotte a palazzo Marino possiamo purtroppo confermarlo: con il supporto di Forza Italia, l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti e il suo manager Giuseppe Sala hanno ricomposto con un definitivo spostamento a destra il vecchio sodalizio.
Non ci stupiscono, ma lasciano comunque perplessi le reazioni dei Verdi e dei “dissidenti” PD che sembrano aver scoperto solo in queste ultime settimane l’arroganza del potere reale della città che, rallentato ma non messo in crisi da inchieste e mobilitazioni dal basso dell’estate, sulla vicenda San Siro ha mostrato il suo volto peggiore. Appena le inchieste della Procura hanno perso slancio, è ripartita la grancassa mediatica e politica della città con i cantieri bloccati e con il voto sullo stadio il partito del “Salva Milano” si è ricompattato. Tutto prevedibile a conferma di come il problema sia sempre stao politico.
Questo è un punto di arrivo e non l’inizio di un processo di esproprio e privatizzazione dello spazio pubblico, concepito come unico modo di governare il territorio.
Svenduto a due fondi USA di cui non è chiara la catena proprietaria non solo lo Stadio, ma l’intera area circostante per una operazione di speculazione finanziaria e commerciale, la fine del quartiere ippico più grande d’Europa concretizza la minaccia diretta al principale quartiere ERP di Milano e un colpo definitivo a un Comune che di proprietà e beni non ne ha praticamente più. Ma esiste ancora la possibilità di bloccare la macchina: come successo ai tempi No Canal nel Gallaratese e come ha insegnato il Movimento No Tav in Val Susa, non è finita finchè non è finita.
E come abbiamo capito da tempo i "due" schieramenti possono litigare su molte cose, ma, quando si tratta di rendita e degli interessi (alti) da difendere, convergono sempre.
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🗣 Abbiamo iniziato per non fermarci. La Global Sumud Flotilla è stata attaccata dalla marina israeliana e il massacro a Gaza prosegue con la complicità di Stati e governi occidentali - e non solo.
📣 Dopo la manifestazione spontanea e il blocco della stazione di Cadorna ieri sera, oggi, domani e sabato proseguono le mobilitazioni nazionali e a Milano:
📌 stasera giovedì 2 h18 piazzale Loreto: corteo cittadino
📌 domani venerdì 3: sciopero generale nazionale unitario, con ritrovo h9 a Porta Venezia
📌 sabato 4: manifestazione nazionale a Roma | h14:30 porta San Paolo
🇵🇸 Stop genocidio nella Striscia di Gaza e ritiro delle truppe di occupazione sioniste
🇵🇸 Stop occupazione della Cisgiordania
🇵🇸 Interruzione immediata di tutti gli accordi con l'entità sionista e isolamento internazionale di Israele
🇵🇸 Liberazione di tutt* l* prigionier* politic* palestinesi e dell* arrestat* del 22 settembre in Italia
🇵🇸 Palestina libera dal fiume fino al mare
📣 Dopo la manifestazione spontanea e il blocco della stazione di Cadorna ieri sera, oggi, domani e sabato proseguono le mobilitazioni nazionali e a Milano:
📌 stasera giovedì 2 h18 piazzale Loreto: corteo cittadino
📌 domani venerdì 3: sciopero generale nazionale unitario, con ritrovo h9 a Porta Venezia
📌 sabato 4: manifestazione nazionale a Roma | h14:30 porta San Paolo
🇵🇸 Stop genocidio nella Striscia di Gaza e ritiro delle truppe di occupazione sioniste
🇵🇸 Stop occupazione della Cisgiordania
🇵🇸 Interruzione immediata di tutti gli accordi con l'entità sionista e isolamento internazionale di Israele
🇵🇸 Liberazione di tutt* l* prigionier* politic* palestinesi e dell* arrestat* del 22 settembre in Italia
🇵🇸 Palestina libera dal fiume fino al mare
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🇵🇸 Sabato 11/10: continuiamo a scendere in piazza per la Palestina libera e la fine dell'occupazione sionista, dal fiume al mare
La notizia di un cessate-il-fuoco è certamente positiva e ne gioiamo con il popolo di Gaza. Ma non dimentichiamo che, se è il risultato di due anni di Resistenza e delle mobilitazioni internazionali, non significa la fine del genocidio.
I governi occidentali e molti anche tra i paesi arabi non hanno mai messo in discussione la legittimità dell'occupazione sionista e, mentre la destra globale applaude il fascista Trump e i democratici sono sollevati di non dover più rendere conto della propria ipocrisia, è tempo che l'ondata per la Palestina impedisca ogni normalizzazione con Israele: il nostro Paese ha ancora molteplici accordi con Tel Aviv, i piani di pulizia etnica proseguono, se ci sarà una "fase 2" per Gaza e in cosa consisterà resta un'incognita.
Sabato partiamo dalla facoltà di Scienze Politiche occupata per una grande manifestazione di solidarietà, azione e blocco!
La notizia di un cessate-il-fuoco è certamente positiva e ne gioiamo con il popolo di Gaza. Ma non dimentichiamo che, se è il risultato di due anni di Resistenza e delle mobilitazioni internazionali, non significa la fine del genocidio.
I governi occidentali e molti anche tra i paesi arabi non hanno mai messo in discussione la legittimità dell'occupazione sionista e, mentre la destra globale applaude il fascista Trump e i democratici sono sollevati di non dover più rendere conto della propria ipocrisia, è tempo che l'ondata per la Palestina impedisca ogni normalizzazione con Israele: il nostro Paese ha ancora molteplici accordi con Tel Aviv, i piani di pulizia etnica proseguono, se ci sarà una "fase 2" per Gaza e in cosa consisterà resta un'incognita.
Sabato partiamo dalla facoltà di Scienze Politiche occupata per una grande manifestazione di solidarietà, azione e blocco!
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🟥 Show Israel the red card: presidio sotto la Figc | ore 17:30 via Pitteri 95
👎 Il Consiglio comunale, con il sabotaggio decisivo del PD, ha affossato ieri la richiesta di interruzione del gemellaggio Milano-Tel Aviv: un gesto simbolico certo, accolto con un rifiuto che dimostra la volontà di ignorare il movimento trasversale che ha riempito piazze e strade della città nell'ultimo mese - e che ieri, fuori da un palazzo Marino blindato, è stato aggredito a manganellate.
🗣 Siamo stupiti? Non siamo stupiti.
Tocca ai movimenti proseguire la protesta contro cui destra e democratici convergono - contenimento della rabbia popolare, sostegno al "piano Trump", rinnovata amicizia con Israele: oggi ore 17:30 alla sede di Milano della Figc (via Pitteri 95), in contemporanea al corteo nazionale di Udine dove si svolge Italia-Israele, protestiamo contro l'ammissione di uno Stato genocida alle competizioni sportive e calcistiche internazionali e le complicità di istituzioni, enti sportivi e della stessa nazionale italiana.
👎 Il Consiglio comunale, con il sabotaggio decisivo del PD, ha affossato ieri la richiesta di interruzione del gemellaggio Milano-Tel Aviv: un gesto simbolico certo, accolto con un rifiuto che dimostra la volontà di ignorare il movimento trasversale che ha riempito piazze e strade della città nell'ultimo mese - e che ieri, fuori da un palazzo Marino blindato, è stato aggredito a manganellate.
🗣 Siamo stupiti? Non siamo stupiti.
Tocca ai movimenti proseguire la protesta contro cui destra e democratici convergono - contenimento della rabbia popolare, sostegno al "piano Trump", rinnovata amicizia con Israele: oggi ore 17:30 alla sede di Milano della Figc (via Pitteri 95), in contemporanea al corteo nazionale di Udine dove si svolge Italia-Israele, protestiamo contro l'ammissione di uno Stato genocida alle competizioni sportive e calcistiche internazionali e le complicità di istituzioni, enti sportivi e della stessa nazionale italiana.
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🏟 PalaAgorà: bene la riapertura, male la privatizzazione
🏗 Il Comune di Milano ha reso noto di aver ricevuto dalla società Ice Friends (che gestisce l’Accademia del Ghiaccio di San Donato Milanese) la proposta progettuale per la riqualificazione del PalaAgorà di via Ciclamini, il palazzetto per il ghiaccio chiuso da 3 anni. La società, a fronte di una concessione trentennale, investirebbe 5 mln di euro per la riqualificazione totale della struttura, con rifacimento di interni ed esterni, per realizzare un centro polifunzionale e aggregativo, per attività sportive, sociali e culturali.
💸 Il fatto che l’Agorà non diventi un supermercato (come era stato ipotizzato) e torni a rivivere per le attività per cui era stato costruito è sicuramente positivo. Meno positivo che avvenga attraverso la prassi meneghina consolidata di privatizzare la gestione degli impianti sportivi. E altrettanto negativo che, nel frattempo, rinunciando a rendere agibile e quindi utilizzare la struttura per le Olimpiadi 2026, il Comune abbia sostenuto (anche a livello di extracostii) la speculazione legata all’edificazione del nuovo PalaItalia di Eventim a Santa Giulia.
🤝 C’è un aspetto della vicenda del PalaAgorà che però vogliamo sottolineare: lasciato all’abbandono e al degrado, lo occupammo un anno fa, insieme alle altre collettive del Comitato Insostenibili Olimpiadi, per dare vita alle Utopiadi (3 giornate di sport popolare), denunciando la situazione delle strutture sportive pubbliche nella Milano olimpica e raccogliendo la solidarietà del quartiere che rivendicava la riapertura dell’impianto. Forse, se oggi la città si è accorta del problema, un po’ di merito va anche a quelle giornate di riappropriazione dal basso, con buona pace della signora Sardone e della sua pagliaccesca comparsata in quei giorni.
🏗 Il Comune di Milano ha reso noto di aver ricevuto dalla società Ice Friends (che gestisce l’Accademia del Ghiaccio di San Donato Milanese) la proposta progettuale per la riqualificazione del PalaAgorà di via Ciclamini, il palazzetto per il ghiaccio chiuso da 3 anni. La società, a fronte di una concessione trentennale, investirebbe 5 mln di euro per la riqualificazione totale della struttura, con rifacimento di interni ed esterni, per realizzare un centro polifunzionale e aggregativo, per attività sportive, sociali e culturali.
💸 Il fatto che l’Agorà non diventi un supermercato (come era stato ipotizzato) e torni a rivivere per le attività per cui era stato costruito è sicuramente positivo. Meno positivo che avvenga attraverso la prassi meneghina consolidata di privatizzare la gestione degli impianti sportivi. E altrettanto negativo che, nel frattempo, rinunciando a rendere agibile e quindi utilizzare la struttura per le Olimpiadi 2026, il Comune abbia sostenuto (anche a livello di extracostii) la speculazione legata all’edificazione del nuovo PalaItalia di Eventim a Santa Giulia.
🤝 C’è un aspetto della vicenda del PalaAgorà che però vogliamo sottolineare: lasciato all’abbandono e al degrado, lo occupammo un anno fa, insieme alle altre collettive del Comitato Insostenibili Olimpiadi, per dare vita alle Utopiadi (3 giornate di sport popolare), denunciando la situazione delle strutture sportive pubbliche nella Milano olimpica e raccogliendo la solidarietà del quartiere che rivendicava la riapertura dell’impianto. Forse, se oggi la città si è accorta del problema, un po’ di merito va anche a quelle giornate di riappropriazione dal basso, con buona pace della signora Sardone e della sua pagliaccesca comparsata in quei giorni.
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🗣 Liberiamo tutto. Una risposta alla proposta politica del Leoncavallo SPA
📝 Il direttivo del Leoncavallo SPA ha condiviso una lettera pubblica per invitare i movimenti, l’associazionismo, gli spazi occupati a un’assemblea in cui illustrare la propria proposta per il futuro dei centri sociali. Un testo che presenta con toni generali la legittima necessità di trovare una soluzione di sopravvivenza dopo lo sgombero subito, presupponendo che la modalità scelta per farlo avrà un impatto necessariamente positivo sugli spazi sociali, occupati o meno, della città. Riteniamo i contenuti e le argomentazioni esposte un rischioso passo indietro rispetto alle mobilitazioni degli ultimi due mesi e in particolare l’esplosione di un movimento di massa contro il genocidio a Gaza e in Palestina da parte dello Stato sionista di Israele.
👀 Per leggere tutto: https://www.offtopiclab.org/liberiamo-tutto-una-risposta-alla-proposta-politica-del-leoncavallo-spa/
📝 Il direttivo del Leoncavallo SPA ha condiviso una lettera pubblica per invitare i movimenti, l’associazionismo, gli spazi occupati a un’assemblea in cui illustrare la propria proposta per il futuro dei centri sociali. Un testo che presenta con toni generali la legittima necessità di trovare una soluzione di sopravvivenza dopo lo sgombero subito, presupponendo che la modalità scelta per farlo avrà un impatto necessariamente positivo sugli spazi sociali, occupati o meno, della città. Riteniamo i contenuti e le argomentazioni esposte un rischioso passo indietro rispetto alle mobilitazioni degli ultimi due mesi e in particolare l’esplosione di un movimento di massa contro il genocidio a Gaza e in Palestina da parte dello Stato sionista di Israele.
👀 Per leggere tutto: https://www.offtopiclab.org/liberiamo-tutto-una-risposta-alla-proposta-politica-del-leoncavallo-spa/
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+strobo | dj-liveset techno by otolab
Serata benefit per "Il Grande Gioco", un film collettivo e politico che racconta l'impatto sociale, economico e ambientale delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 sui territori metropolitani e montani, prodotto da Off Topic e il Comitato Insostenibili Olimpiadi
🗓️ Sabato 1 Novembre, H 22.30 - 04:00
📍 ZAM, Via Sant’Abbondio 6, Milano
🚃 M2 Piazza Abbiategrasso | Tram 3,15
💿 LINE UP 💿
22:30
Ritual Noise
live set
00:00
Valetudo b2b
New Unbrace
dj set
02:00
Menthos
vinyl set
Ingresso 5€
Serata benefit per "Il Grande Gioco", un film collettivo e politico che racconta l'impatto sociale, economico e ambientale delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026 sui territori metropolitani e montani, prodotto da Off Topic e il Comitato Insostenibili Olimpiadi
🗓️ Sabato 1 Novembre, H 22.30 - 04:00
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Ingresso 5€
❤6🔥6
Milano, le Olimpiadi e la speculazione
A poco meno di 100 giorni dall'inaugurazione del grande evento, condividiamo un nostro contributo lungo scritto per la rivista Gli Asini: per provare a mettere in relazione le Olimpiadi con la questione abitativa, la condizione del lavoro e la distribuzione ineguale della ricchezza a Milano. Sognando sul finale un nuovo approdo dei pirati nella Darsena cuore della città vetrina
👉 https://gliasinirivista.org/milano-le-olimpiadi-e-la-speculazione/
💬 [...Non c’è quindi speranza per la Milano post 2026?
In realtà una serie di elementi ci fanno pensare a un periodo post olimpico meno tranquillo e pacifico di come alcuni lo immaginano, lo sperano, o lo vogliono più concretamente imporre [...] La nuova città per ricchi, dove i ricchi prelevano molto più di quel che forniscono, continua a necessitare di manodopera impossibilitata a dormire in zona e l’automazione ad oggi offre soluzioni poco convincenti, in particolar modo se pensiamo ai servizi manuali di base, su cui il sottobosco delle cooperative garantisce un esercito di lavoratori pagato ben meno del reddito sostenibile per garantirsi un affitto.
La pace sociale non è necessariamente l’unico orizzonte percorribile della nuova Milano: arriverà il giorno in cui i Navigli diverranno, da attrazione per studenti e turisti, il porto di una nuova grande era della pirateria?]
A poco meno di 100 giorni dall'inaugurazione del grande evento, condividiamo un nostro contributo lungo scritto per la rivista Gli Asini: per provare a mettere in relazione le Olimpiadi con la questione abitativa, la condizione del lavoro e la distribuzione ineguale della ricchezza a Milano. Sognando sul finale un nuovo approdo dei pirati nella Darsena cuore della città vetrina
👉 https://gliasinirivista.org/milano-le-olimpiadi-e-la-speculazione/
💬 [...Non c’è quindi speranza per la Milano post 2026?
In realtà una serie di elementi ci fanno pensare a un periodo post olimpico meno tranquillo e pacifico di come alcuni lo immaginano, lo sperano, o lo vogliono più concretamente imporre [...] La nuova città per ricchi, dove i ricchi prelevano molto più di quel che forniscono, continua a necessitare di manodopera impossibilitata a dormire in zona e l’automazione ad oggi offre soluzioni poco convincenti, in particolar modo se pensiamo ai servizi manuali di base, su cui il sottobosco delle cooperative garantisce un esercito di lavoratori pagato ben meno del reddito sostenibile per garantirsi un affitto.
La pace sociale non è necessariamente l’unico orizzonte percorribile della nuova Milano: arriverà il giorno in cui i Navigli diverranno, da attrazione per studenti e turisti, il porto di una nuova grande era della pirateria?]
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PalaItalia e Villaggio Olimpico, la voragine degli extracosti
Le opere e gli impianti previsti per le Olimpiadi Milano-Cortina rischiano di aprire una voragine di extracosti per le casse pubbliche di cui beneficeranno le imprese private realizzatrici e proprietarie di edifici e strutture, dimostrando ancora una volta l’insostenibilità dei Giochi. A Milano, il PalaItalia e il Villaggio Olimpico sono la confermano questa dinamica con costi lievitati del 30% e oneri a carico di Governo e Comune. Me per ristrutturare piscine, case popolari, scuole, ospedali, pubblici, i soldi non ci sono mai.
👉🏿 https://www.offtopiclab.org/palaitalia-e-villaggio-olimpico-la-voragine-degli-extracosti/
📖 [….Al di là di quali saranno le cifre finali che le casse pubbliche, statali o comunali, pagheranno agli imprenditori privati, resta un dato di fatto: quelli che dovevano essere i Giochi Invernali più sostenibili della storia e senza oneri per le finanze pubbliche, si confermano in realtà, e come previsto, insostenibili sotto tutti i punti di vista. Ambientale, per gli scempi a Cortina, Livigno e nelle vallate alpine interessate da nuovi percorsi stradali, spesso inutili per le comunità locali, e il consumo di suolo che alimentano. Sociale, per le crescente gentrificazione nei quartieri della periferia sud-est di Milano, accompagnata dalla crescente militarizzazione e profilazione razziale. Economico, con costi complessivi già oltre i 4 mld di euro a carico dello Stato e degli Enti Locali interessati e benefici alle imprese private. E lo sport? Quello serviva a smuovere soldi e abbindolare l’opinione pubblica, intanto a Milano palazzi del ghiaccio, impianti sportivi e piscine vengono lasciati nell’abbandono, chiusi o privatizzati, perché mancano i soldi per ristrutturazioni di pochi milioni di euro…]
Le opere e gli impianti previsti per le Olimpiadi Milano-Cortina rischiano di aprire una voragine di extracosti per le casse pubbliche di cui beneficeranno le imprese private realizzatrici e proprietarie di edifici e strutture, dimostrando ancora una volta l’insostenibilità dei Giochi. A Milano, il PalaItalia e il Villaggio Olimpico sono la confermano questa dinamica con costi lievitati del 30% e oneri a carico di Governo e Comune. Me per ristrutturare piscine, case popolari, scuole, ospedali, pubblici, i soldi non ci sono mai.
👉🏿 https://www.offtopiclab.org/palaitalia-e-villaggio-olimpico-la-voragine-degli-extracosti/
📖 [….Al di là di quali saranno le cifre finali che le casse pubbliche, statali o comunali, pagheranno agli imprenditori privati, resta un dato di fatto: quelli che dovevano essere i Giochi Invernali più sostenibili della storia e senza oneri per le finanze pubbliche, si confermano in realtà, e come previsto, insostenibili sotto tutti i punti di vista. Ambientale, per gli scempi a Cortina, Livigno e nelle vallate alpine interessate da nuovi percorsi stradali, spesso inutili per le comunità locali, e il consumo di suolo che alimentano. Sociale, per le crescente gentrificazione nei quartieri della periferia sud-est di Milano, accompagnata dalla crescente militarizzazione e profilazione razziale. Economico, con costi complessivi già oltre i 4 mld di euro a carico dello Stato e degli Enti Locali interessati e benefici alle imprese private. E lo sport? Quello serviva a smuovere soldi e abbindolare l’opinione pubblica, intanto a Milano palazzi del ghiaccio, impianti sportivi e piscine vengono lasciati nell’abbandono, chiusi o privatizzati, perché mancano i soldi per ristrutturazioni di pochi milioni di euro…]
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Forwarded from Radio Onda D'Urto
MILANO: SVENDITA DI SAN SIRO E OLIMPIADI INVERNALI, TEGOLE GIUDIZIARIE SULLA CITTA’ “APPALTATA” AI GRANDI EVENTI
La gip di Milano Patrizia Nobile ha sollevato davanti alla Consulta la questione di “legittimità costituzionale” del decreto del Governo Meloni del 2024, convertito in legge, che ha ribadito la qualificazione di ente di diritto privato della Fondazione Milano-Cortina, tema centrale in un’inchiesta milanese con al centro affidamenti diretti pilotati,…
La gip di Milano Patrizia Nobile ha sollevato davanti alla Consulta la questione di “legittimità costituzionale” del decreto del Governo Meloni del 2024, convertito in legge, che ha ribadito la qualificazione di ente di diritto privato della Fondazione Milano-Cortina, tema centrale in un’inchiesta milanese con al centro affidamenti diretti pilotati,…
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#BlocchiamoTutto
Stop sfratti e sgomberi
Stop speculazione e gentrificazione
Stop privatizzazione della città pubblica
Contro il modello #Milano e la città vetrina
Per il diritto all’abitare
Per il diritto all’autogestione
Per il diritto alla città
Giovedì 13/11 h2030 assemblea cittadina @ex chiesetta Parco Trotter
Sabato 22/11 h15 piazzale Loreto corteo
Dopo il corteo del 3 luglio a Corvetto il coordinamento cittadino per il diritto all'abitare convoca un'assemblea pubblica per il lancio del corteo cittadino previsto per sabato 22 novembre alle 15h con partenza da Piazzale Loreto.
Invitiamo tutte e tutt*, abitanti, inquilini, studenti, precari e residenti solidali a partecipare all'assemblea prima della manifestazione prevista per il sabato successivo. In una città dove le politiche urbanistiche sono diventate un modello tossico che mette a rischio tutto il paese e dove il caro affitti e il numero degli sfratti aumenta nei quartieri l'unica alternativa possibile parte dal basso.
Costruiamo una grande convergenza, tutt* insieme dalla parte del diritto all'abitare, per immaginare un altro modello di città che possa essere più inclusiva, accessibile e sostenibile.
Chiediamo Casa e una Milano per tutt*!
Stop sfratti e sgomberi
Stop speculazione e gentrificazione
Stop privatizzazione della città pubblica
Contro il modello #Milano e la città vetrina
Per il diritto all’abitare
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Per il diritto alla città
Giovedì 13/11 h2030 assemblea cittadina @ex chiesetta Parco Trotter
Sabato 22/11 h15 piazzale Loreto corteo
Dopo il corteo del 3 luglio a Corvetto il coordinamento cittadino per il diritto all'abitare convoca un'assemblea pubblica per il lancio del corteo cittadino previsto per sabato 22 novembre alle 15h con partenza da Piazzale Loreto.
Invitiamo tutte e tutt*, abitanti, inquilini, studenti, precari e residenti solidali a partecipare all'assemblea prima della manifestazione prevista per il sabato successivo. In una città dove le politiche urbanistiche sono diventate un modello tossico che mette a rischio tutto il paese e dove il caro affitti e il numero degli sfratti aumenta nei quartieri l'unica alternativa possibile parte dal basso.
Costruiamo una grande convergenza, tutt* insieme dalla parte del diritto all'abitare, per immaginare un altro modello di città che possa essere più inclusiva, accessibile e sostenibile.
Chiediamo Casa e una Milano per tutt*!
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