Nuova musica il venerdì
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Pareri veloci e di prima impressione sui dischi in uscita
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(Stay Dugong no perché sembra un discorso di Steve Jobs)
😁5
OK, ABBIAMO FINITO? POSSO TORNARE A SENTIRE I BOARDS OF CANADA?
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05/06/26
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Oggi scrivo poco perché sono incasinatissimo. Ci sono dischi di cui parlare quindi sarò telegrafico.
I Neptune sono fuori con un disco dopo una pausa lunga e il disco nuovo spacca i culi. Non so se avete presente I Neptune, comunque sono il classico gruppo jazz noise americano che suona da tipo 35 anni e sta nel suo universo di clangori, macchine autocostruite e scarsa igiene personale per cui il massimo del pop sono gli Einstürzende Neubauten.
🔥8
È uscito un altro disco che reclama di essere l’ultima cosa a cui Lee Scratch Perry ha lavorato in vita, e peraltro ‘sti grandissimi cazzi di quale sia l’ultima cosa a cui Lee Scratch Perry ha lavorato in vita se i dischi che escono sono tutti del livello dei dischi postumi di Lee Scratch Perry. Stavolta tocca a una fantomatica invasione dello studio dei Mouse On Mars compiuta dall’Uomo nell’anno 2019 e raccontata nel sito dedicato al disco nei termini di ‘in pratica è venuto, ha attaccato dei pendagli in giro e noi eravamo così carichi che abbiamo fatto il disco del secolo, e lui si è messo a toastare come il toaster che è’. O una cosa del genere. Quindi insomma la classica situazione dell’ultimo Lee Perry, arriva e si fa coinvolgere da gente così esaltata di averlo a fianco che ne viene fuori il miglior disco della storia della musica, o perlomeno (in questo caso) quello che con tutta probabilità è il miglior disco a cui abbiano messo mano i Mouse On Mars, che comunque di bei dischi ne hanno fatti parecchi. Ma magari nei prossimi ascolti si rivelerà l’ennesima robetta di fare-il-dub-senza-fare-il-dub che di tanto in tanto esce dagli anni novanta in poi.
5👏1
Se il tasto di ricerca di telegram funziona bene non ho mai scritto di nuovi dischi dei Converge qui sopra, ma una volta ho scritto questa cosa:

*Vorrei tornare indietro nel tempo, incontrare il me stesso che ha giurato amore eterno ai Converge di Jane Doe e dirgli “non scrivere eterno, fai un contratto di cinque anni, vedrai che tra un po’ ti rompi il cazzo”*

Più ci penso più mi sembra una tragedia, perché Jane Doe all’epoca sembrava la dichiarazione di quello che il punk hardcore o metal o insomma la musica bella sarebbe stata da lì in poi, e invece si è rivelato il disco che ha chiuso la stagione precedente e ha inaugurato i 25 anni di noia mortale del metallo crudo, un quarto di secolo in cui a pensarci bene ogni singolo secondo di musica era immaginabile prima che il disco registrasse il gruppo e l’unico modo per raccogliere musica decente è stato affidarsi a dei macellai cafoni che accettavano di abbassare il livello fino al punto in cui almeno gli intellettuali dell’apocalisse si toglievano dal cazzo. Il nuovo disco dei Converge al primo impatto suona come l’ennesimo capitolo di un gruppo che ne ha pochissima e per qualche motivo a me sconosciuto continua a produrne tantissima.
9😁3
Ora francamente io non posso essere l’unica persona al mondo che non è mai riuscita chiaramente a distinguere tra Mouse On Mars e Modest Mouse. Sul serio, il primo disco dei Modest Mouse che ho comprato (nel senso di scaricato da Audiogalaxy o quel che era) è stato Moon & Antartica ed ero straconvinto che fosse un altro disco dei Mouse Of Mars. Pensavo, boh, ho capito che i MOM sono un gruppo molto eclettico ma santiddio. Anche dopo aver preso coscienza del fatto che si tratta di due gruppi diversi, ed entrambi tutto sommato ottimi in almeno una fase della loro carriera, ho sempre dovuto fare mente locale su chi era chi. E ovviamente capita che nel 2026, l’anno dove la weirdness scorre ormai incontrollata in giro per il pop col cazzo fuori dai pantaloni (intendo, la scorsa settimana LA CASA BIANCA ha pubblicato un video tipo fake VHS militarista con una canzone dei Boards Of Canada in sottofondo), dicevo, era ovvio che nel 2026 dovesse arrivare finalmente il giorno in cui uscivano contemporaneamente il nuovo disco dei Mouse On Mars e il nuovo disco dei Modest Mouse. Ma che idea scema è? Ma fatevi una telefonata. Oddio, probabilmente se la sono fatta sul serio.
🤣25😁2
12/06/26
9
Tratterò come appena uscito un disco che sto ascoltando solo ora per la prima volta e forse risale a qualche giorno fa. È il secondo o terzo disco del Paal Nilssen-Love Circus, che come probabilmente sapete è il progetto in cui PNL dà sfogo al suo lato massimalista, che peraltro tiene raramente a freno negli altri progetti in cui suona. È un disco molto simile a quelli passati e quindi composto in pari numero da 1 queste cavalcate apocalyppe etnojazz che ti fanno venir voglia di tirar fuori i genitali in pubblico e 2 semimprovvisazioni finto rock che ricordano i primi Fantomas o certe sere in cui mi ubriaco e suono 80 pezzi in un’ora con djay mixando a boia. Nel complesso un disco piuttosto poderoso e probabilmente migliorato anche dal fatto che un paio di pezzi li ho ascoltati in coda sulla SS16 Adriatica con i clacson bitonali dei camion in piena jam e svariati automobilisti che bestemmiavano a finestrino abbassato.
❤‍🔥51🔥1
(Stamattina sono in ritardo con i pezzi perché sono dovuto passare dai carabinieri a fare denuncia, mi hanno scippato 11 minuti di vita con il nuovo EP degli YHWH Nailgun)
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C’è un nuovo disco dei Mono, quelli giapponesi pazzi post rock (ho come l’impressione che esista un altro gruppo di nome Mono, anche se poi non ho dischi dei Mono che non siano dischi dei Mono giapponesi pazzi postrock). Ammetto di averli un po’ persi dalle ultime volte che li ho visti suonare, che ormai credo risalgano a 15 anni fa o anche di più, e ora la mia percezione è che esca un nuovo disco dei Mono al mese che non è mai davvero un disco che io abbia voglia di ascoltare e dopo 10 minuti che l’ho messo su mi viene da capire perché. Le strade sono due: 1 da allora ad oggi i Mono sono diventati un gruppo molto noioso, 2 i Mono erano già noiosi allora ma una cosa era ascoltare i loro dischi e una cosa era andarli a sentir tirare giù una sala concerto dal vivo. È probabile che la verità sia un po’ un miscuglio tra le due cose, anche considerato il fatto che i Mono devono far fronte al più grosso problema che ha investito l’indierock negli ultimi due anni (vale a dire che nemmeno loro possono più farsi registrare i dischi da Steve Albini), ma rimane il fatto che il nuovo disco dei Mono è un po’ una noia che mi sono sentito in dovere di ascoltare per onore di casacca.
👍4
Big|Brave disco bellissimo che mi esalta il culo, una roba di quelle che inizi ad ascoltare quando ti trovi davanti la copertina. Come tutti i migliori dischi metal di questo periodo è un disco che non solo suona poco metal ma che se sente la parola ‘metal’ si mette a piangere. Nel caso specifico parliamo di DRONE metal, di roba destrutturata a volumi altissimi col suono delle chitarre che ti si sfalda in grembo e viene fuori tutto un percolato schifoso su cui la tizia dei big brave canta (malissimo) (è un complimento) e insomma boh andate ad ascoltarvelo, cosa cazzo sto qui a cercare di spiegarvi come suona un disco che potete mettere su?

(Ci tengo anche a dire per onestà intellettuale che non so se avrei amato così tanto il nuovo disco dei Big|Brave se avessi conosciuto i Big|Brave con questo disco, voglio dire, Nature Morte e quello dopo avevano obiettivamente un altro passo. Ma se li consideri in un discorso di traiettoria artistica lo SBRANGO del nuovo disco è esaltante)
🔥72
Allora stamattina dicevo che avevo perso 11 minuti a sentire il disco brutto degli YHWH Nailgun ed ero arrabbiato ma poi mi sono messo a pensare a questa cosa bellissima: ho ascoltato il disco degli YHWH Nailgun perché me l’ha proposto Apple Music dicendo ‘se ti piace The Field puoi ascoltare questo:’. È strano per due motivi, il primo è che sì insomma The Field mi piace ma non è tra i miei 1500 artisti preferiti, il secondo è che tra The Field e YHWH Nailgun non c’è niente ma proprio zero in comune, a parte forse di poter interessare a certi maschi etero single che cercano disperatamente di scopare all’interno di un certo bacino socio culturale: ragazze benestanti sui 40/45 anni con un passato in degli squat di provincia, un impiego da consulente di comunicazione a partita IVA. Che naturalmente sono anche il mio tipo socioculturale preferito, ed è per questo che ringrazio di aver già trovato la donna della mia vita e non dover essere più costretto a compiacere i loro gusti musicali. Questo mi dà modo di potermi concentrare sul nuovo album degli Horse Lords, gruppo stranamente hip in questo particolare momento ma non credo che possa durare, voglio dire, non si spiega che non abbiano ancora messo una capra nella formazione ufficiale. Anche qui sono tentato di descrivere che roba suonano gli Horse Lords ma più tentato di mandarvi ad ascoltare il disco, che probabilmente avrete già sentito. (Possibile MVP della settimana)
6🔥4😁1
Four Flies (che è un’etichetta romana di roba tipo colonne sonore italiane anni settanta etc etc) ha una serie che si chiama Reloved in cui gente di adesso remixa brani di allora. Non parlo mai di Four Flies perché non ho niente di interessante da dire ma i dischi sono sempre molto belli da ascoltare e quindi faccio una ottemmezzata oggi per il nuovo episodio di Reloved in comunella tra Nicola Conte e Nico Lahs, quattro brani in tiro afro peso, finestrini abbassati, vita decente.
11
In termini tecnici oggi non esce un cazzo di niente e quindi immagino che me ne starò in panciolle ad ascoltare roba vecchia o gli snippet del disco dei Truck Violence che esce la prossima settimana (e sembra roba che mi farà stare bene per un bel po’)
Ne approfitto se posso per spammare un paio di articoli che sono usciti nelle ultime settimane e a cui tengo in maniera particolare, scusate in anticipo la molestia. Il primo è un articolo che sta sul nuovo numero di Quants e parla del documentario sugli Uzeda (ma più che altro parla di educare i propri figli al fallimento)

https://quantsmagazine.com/2026/05/uzeda-do-it-yourself/
20
L’altro è uscito sul Post, si chiama INFERNO PARANOIA e il contenuto è intuibile.

https://www.ilpost.it/2026/06/17/inferno-paranoia/
18🔥4🥱1
26/06/26
9
Oggi c’è poca roba ma anche buona roba e si parte ovviamente dal disco dei TRUCK VIOLENCE che di base sono la classica blues noise band di scuola Amphetamine Reptile e suonano come quella scena di Affliction quando Nick Nolte si toglie il dente allo specchio con la cagnetta. Avete presente quei video su Instagram con la gente che ti consiglia five albums with no skips e voi togliete dopo che hanno nominato il primo, che è una cosa tipo Lauryn Hill e i Dire Straits? Ecco, se mai mi metterò a fare queste robe qui 1 uccidetemi e 2 il nuovo disco dei TRUCK VIOLENCE andrebbe dentro alla lista dei 5 albums of 2026 with no skips. È uno di quei dischi che partono fortissimo e continuano a crescere per tutto il disco, a metà sei completamente sfinito e lì il livello comincia a salire per davvero, e ovviamente il capolavoro del disco è l’ultima traccia, una roba seriamente incredibile che ti lascia steso per terra a chiederti come sia possibile ascoltare altra musica (poi passa). Non è che non mi renda conto che quella per il noise è una fissa assolutamente personale e che questa cosa non se la caca nessuno per un motivo preciso, ma la musica è anche e soprattutto un percorso interiore di cui devo rendere conto solo a me stesso e a coloro che si trovano a meno di 300 metri dall’abitacolo della mia auto. Sono solo al primo ascolto e probabilmente dire TOP TEN 2026 è prematuro. Allego sotto la tracklist per farvi capire.
19🔥2👍1
4😁2