(un grazie al FdC)
Il disco è veramente piuttosto figo, in un giorno nel quale per dire esce un album di Bill Orcutt e Mabe Fratti che sembra animato dallo stesso bisogno ma al primo giro fa l’effetto di un compitino da pomeriggio nello studio di registrazione che ascoltarlo o non ascoltarlo non fa tantissima differenza -e spero che migliori, naturalmente. Marisa Anderson al primo giro spacca tutto quello che c’è da spaccare: è il classico disco di cui un certo punto inizi a pensare che stia diventando un pochino ripetitivo e ti accorgi che è ripartito dall’inizio.
Il disco è veramente piuttosto figo, in un giorno nel quale per dire esce un album di Bill Orcutt e Mabe Fratti che sembra animato dallo stesso bisogno ma al primo giro fa l’effetto di un compitino da pomeriggio nello studio di registrazione che ascoltarlo o non ascoltarlo non fa tantissima differenza -e spero che migliori, naturalmente. Marisa Anderson al primo giro spacca tutto quello che c’è da spaccare: è il classico disco di cui un certo punto inizi a pensare che stia diventando un pochino ripetitivo e ti accorgi che è ripartito dall’inizio.
❤5👍2🔥1
Allora in sostanza c’è un disco nuovo dei Bleachers, che sarebbero il gruppo di Jack Antonoff e che a me piacciono ZERO PORTO ZERO ma di cui per qualche motivo ascolto sempre i dischi, esattamente come alcuni hanno una crosticina sul braccio che non prude e non dà fastidio ma devono comunque andarci attorno e scrostarla lentamente lasciandola appesa perché si infetti e inizi a buttare fuori il pus, e il giorno dopo sono al bar e si mettono a ciucciare il pus dalla ferita e magari lungo lo stesso caffè postano anche col cel sulle pagine Reddit di un gruppo incel dicendo che non si spiegano come mai le femmine non vogliano fare sesso con loro. Non io, uno che conosco.
Comunque il disco dei Bleachers non mi è piaciuto, ecco, ma non voglio mettere l’attenzione tanto sul mio gusto personale quanto sul fatto che se a gruppi come i Bleachers fosse impedito di fare musica il mondo diventerebbe un posto generalmente migliore. Tipo, tu vuoi fare una copertina fotografica in b/n con scritto il nome del gruppo in stampatello grosso? Ecco, l’autorità competente dovrebbe obbligarti a suonare come i Cows o i Janitor Joe. così, un’idea.
Comunque il disco dei Bleachers non mi è piaciuto, ecco, ma non voglio mettere l’attenzione tanto sul mio gusto personale quanto sul fatto che se a gruppi come i Bleachers fosse impedito di fare musica il mondo diventerebbe un posto generalmente migliore. Tipo, tu vuoi fare una copertina fotografica in b/n con scritto il nome del gruppo in stampatello grosso? Ecco, l’autorità competente dovrebbe obbligarti a suonare come i Cows o i Janitor Joe. così, un’idea.
❤9👏4👍1
La Magic Tuber Stringband esce anch’essa su Thrill Jockey e sta in quegli anfratti tipici dell’etichetta per cui bene il black metal ma meglio se lo facciamo con una sezione di scoppiati che suonino solo strumenti tradizionali e niente batterie per nessun motivo. Devo essere onesto, una volta non c’era uno di questi dischi che non mi piacesse alla follia, a prescindere dal fatto che mi ricordassi il giorno dopo dell’esistenza del gruppo o meno; oggi l’hype intorno ai vari Caroline o BCNR mi ha un pochino massacrato la cosmogonia: mi ascolto queste robe, registro il fascino e strippo all’idea che tra due mesi magari andranno sold out al Bonsai Garden.
❤3
Ascoltando il disco con cui i Crash Of Rhinos tornano dopo un break di boh qualche anno mi viene in mente quella canzone dei PGR quando Giovanni Lindo dice che VALE PIÙ UN CUORE PURO E UN CAZZO DRITTO D’OGNI PENSIERO DEBOLE PIAGNONE CONTRO COMUNQUE SEMPRE SOLO INSODDISFATTO, ma forse è solo perché non riesco a togliermi di testa quella canzone, non lo so. I Crash Of Rhinos ricominciano paro paro da dove avevano lasciato, suonano fortissimo, hanno i pezzi e non sembra che abbiano particolari ragioni per trattenersi e giocare al ribasso nella partita a chi ha la compo cuore puro/cazzo dritto più performante dell’anno. A me i CoR fanno sempre un effetto revival del revival che mi ammazza il pensiero (il mondo è già troppo pieno di postmoderno così com’è), ma per suonare l’emocore devi essere sia emo che core e non si può davvero odiare un gruppo così.
❤20
Ok allora, mi pare di aver già parlato qui sopra del periodo Pokemon dei miei figli (fortunatamente ormai finito). Il cartone dei Pokemon è ambientato in questi microuniversi de facto (che nella finzione vengono chiamati tipo ‘isole’), in cui gli umani cacciano e collezionano e costringono a sfidarsi tra loro degli animali, i pokemon appunto, a cui danno il nome della loro specie, quasi sempre corrispondente all’unica parola che quegli animali sanno pronunciare (per cui tutti i Bulbasaur si chiamano Bulbasaur e si esprimono dicendo ‘Bulbasaur’). Avendoci avuto tantissimo tempo a che fare a un certo punto mi è venuto in mente che in fondo i primi Pokemon fossero una satira del mondo occidentale in cui le logiche di accumulazione hanno iniziato a collassare su se stesse e generato un sistema globale composto da miliardi di sistemi chiusi e sostanzialmente impenetrabili; ognuno è ossessionato da cose diverse e inspiegabili (nel senso, inspiegabili nei termini di ossessione nei confronti di quelle cose, pensate al culto delle auto veloci e costose in uno stato sovrano dove il massimo che puoi fare sono i 130 all’ora) che per qualche motivo sono finito al centro di un universo mentale. Essendo simboli così privi di significato a un certo punto nell’animo di ognuno di noi inizia un’illusione, o l’illusione di un’illusione, in cui pensiamo che quello che è importante per noi sia in qualche modo il centro oggettivo dell’universo politico e sociale da cui dovremmo essere teoricamente condizionati e diretti, e inizi a sospettare di essere come il protagonista di A Beautiful Mind -una persona reale che interagisce con persone immaginarie, le quali rispondono pure, mentre fuori la paranoia cresce imperterrita. O almeno è quello che ho pensato ieri quando ho ricevuto il link a un video su Twitter della CASA BIANCA con una serie di immagini rippate dagli ultimi VHS leaks dei Boards Of Canada e una canzone dei Boards Of Canada in colonna sonora, e lo mandavo a mia volta a della gente che MI RISPONDEVA PURE a creare l’illusione che questa cosa sia effettivamente successa. Le bestemmie. Comunque il nuovo disco dei Boards Of Canada esiste contemporaneamente in una linea temporale nel quale sul nuovo disco dei Boards Of Canada stanno piovendo critiche anche feroci e francamente a mio parere inspiegabili se non nei termini di, ecco, questo è il gruppo più elegante del pianeta e quindi non può mettere delle voci sceme e dei synth farlocchi dentro ai pezzi. Comunque sì, la dimensione di finto pop posticcio trash va considerata, e del resto i BoC sono la Pokemon band per eccellenza, quella che più di tutte esiste in un mondo creato per farla esistere e che si esprime dicendo solo ‘Boards Of Canada’ in microuniversi che sono diversi a ogni nuovo disco (quello di stavolta si chiama Inferno ma ci si arriva percorrendo la Trans Canada Highway). La questione delle critiche al disco è oziosa, ognuno decide per sé, o magari le critiche non esistono veramente e sono tutte proiezioni nella mia testa.
❤25🔥10👍1👏1
La scorsa settimana per una serie di coincidenze ho incontrato diverse persone del mio passato e mi è stata posta per due volte nello stesso giorno la stessa domanda: ‘senti, tu fai ancora il giornalista musicale?’. Ovviamente quelli che te lo chiedono sono da una parte in buona fede e dall’altra non così interessati a conoscere la risposta, ma è una domanda che mi spinge sempre a considerare a che punto sono con le cose della mia esistenza. La risposta secca è che no, non faccio il ‘giornalista musicale’, perché fare il giornalista è un lavoro e io di lavoro faccio l’impiegato; però se uno mi chiede se scrivo ancora di musica devo dire di sì, è ancora uno dei miei hobby principali, e l’unico tra i miei hobby da cui ricavo qualche simbolico euro per la sbatta. Poi dovrei spiegare che il ‘giornalista musicale’ è un mestiere che in Italia impiega una dozzina di persone a dir tanto, e che se volessi farlo dovrei uccidere una di queste dodici persone e tutti coloro che ambirebbero a occupare la posizione vacante (a quanto ho capito è la trama dell’ultimo Park Chan-Wook), e quindi tanto vale continuare a fare l’impiegato. Ma sopra dicevo appunto che sono domande che mi spingono a chiedermi cosa sto facendo della mia vita, perché la domanda reale che percepisco è la seguente: come puoi percepire la musica come una cosa così essenziale nella tua vita, alla vigilia del mezzo secolo di età, senza aver mai provato a cercare un lavoro nella musica, mica dico organizzare i concerti di Springsteen ma almeno la biglietteria di un club nella tua città? Le risposte sono personali. Di tutto questo parla implicitamente il quarantanovesimo disco di studio dei Guided By Voices, ripeto per vedere se fa effetto, qua ran ta no ve si mo disco di studio, il quale spacca tutto e non c’è bisogno che ve lo dica io. L’album si intitola Crawlspace Of The Pantheon, dal verso finale di una canzone che viene quarta in scaletta e ha titolo We Outlast Them All. Secondo me è una delle grandi canzoni di quest’anno. Parla più o meno delle cose di cui sopra, di una cosa che ha in qualche modo a fare con la musica e che continua a succedere anche quando sono finite da tempo le ragioni perché succeda, e quindi non è una canzone necessariamente orgogliosa o celebrativa, ma se sei cresciuto con le chitarre a tutto volume un po’ lo è.
❤22🔥1
Nei giorni scorsi si è molto parlato di De Gregori contro la musica impegnata e c’è un sacco di gente che ha reagito male, come se De Gregori non avesse dato una sua opinione sull’impegno dei musicisti ma avesse, boh, proposto una legge per mandare in carcere i musicisti che esprimono opinioni politiche dal palco, tutto questo peraltro in un clima generale di De Gregori che rilascia interviste in cui dice più o meno “non ne ho più mezza ma continuo perché insomma sì continuo, next question”. Leggevo un po’ di queste cose stamattina al bar, scritte anche da gente che conosco e rispetto, mentre in cuffia passava a cannone il nuovo disco di Willie Nelson, che si chiama Dream Chaser ed è il settantanovesimo album di studio che ha inciso. Quando dico SETTANTANOVESIMO intendo dire che prima di Dream Chaser Willie Nelson aveva registrato altri 78 dischi. La maggior parte delle collezioni di dischi al mondo è composta di meno dischi di quanti ne abbia realizzati Willie Nelson. Willie comunque ha tipo 95 anni e c’è da sospettare che tra un po’ attaccherà la bandana e il cappello da cowboy al chiodo, e io francamente mentre ascoltavo il disco stavo pensando che in fondo fa un po’ parte del mio canzoniere e mi ascolto la sua voce come mi ascolto la voce di De Gregori: parte la canzone e sento come se in quel momento arrivasse la persona che canta a farmi una carezzina in testa e dirmi che andrà tutto bene. naturalmente Willie Nelson è espressione di un certo imperialismo americano, perché se non avessero imposto militarmente ed economicamente la loro egemonia sul mio paese col cazzo che mi sentirei in famiglia mentre ascolto la musica di Willie Nelson, giusto? Suppongo che anche la schiavitù abbia i suoi lati positivi. Bisogna quindi concludere che De Gregori e Willie Nelson sono almeno in parte responsabili dello sterminio dei palestinesi?
🤯10🔥3❤1
Gli Iceage erano un gruppo punk danese a cui si deve almeno una parte della sciagurata persistenza nell’immaginario collettivo di tutto quel goth punk melodico di merda da cui ora pian piano stanno finalmente scappando tutti. Oggi gli Iceage sono un gruppo tipo pop rock danese che sembra voler colmare il vuoto lasciato dagli Strokes nel momento in cui perfino gli Strokes si sono rotti le scatole di essere gli Strokes ma lasciando argomenti perché i puristi del brooklynvegan straight edge possano certificare che le temibili radici punk degli Iceage non sono state dimenticate, ma vaffanculo
🤣11❤1
Bellissimo vedere che il disco dei Deafkids è album of the week su Quietus, nella misura in cui mi sento orgoglioso quando conosco il gruppo che è album of the week su Quietus (succede una volta ogni 2 o 3, tipo), e in effetti è abbastanza un disco DIO se vi piace quel genere di cose freaknoise ai limiti del punk o di punk ai limiti del freaknoise (sociopatici vestiti strani che fanno musica con strumenti vestiti peggio di loro). Segnalo tra le altre cose che la prossima settimana escono i Neptune e ci sarà da concentrarsi ancora di più sull’uncontrollable urge of the macchinetta (in questa settimana è giusto che questi discorsi passino sotto traccia rispetto all’annoso problema se il disco dei BoC sia bello o brutto) (al terzo ascolto è ancora più bello) (dico i Boards Of Canada, i Deafkids una volta sola e ho ancora le sinapsi stese di fianco al resto del corpo)
🔥4❤3👌1
Go Dugong ha un EP fuori che si chiama ‘Due volte il fuoco’ e mi sembra impostato come se a un genio dell’elettronica avessero spiegato a parole cos’era la drum’n’bass di fine anni ‘90 senza fargli mai sentire un disco. Go Dugong ha spesso questa capacità di suonare innovativo e teorico su dei testi che di solito vengono copiati da degli amanuensi, il disco è bello, molto zarro, molto crasso ma in maniera che direi sobria, se il barista non si offende. In realtà comunque la cosa che mi sto chiedendo da due ore è se il contrario di Go Dugong sia Don’t Go Dugong o Don’t Go Don’t Dugong.
❤5😁4
(Stay Dugong no perché sembra un discorso di Steve Jobs)
😁5
OK, ABBIAMO FINITO? POSSO TORNARE A SENTIRE I BOARDS OF CANADA?
❤8😁7🤣6👍2🥰2
Oggi scrivo poco perché sono incasinatissimo. Ci sono dischi di cui parlare quindi sarò telegrafico.
I Neptune sono fuori con un disco dopo una pausa lunga e il disco nuovo spacca i culi. Non so se avete presente I Neptune, comunque sono il classico gruppo jazz noise americano che suona da tipo 35 anni e sta nel suo universo di clangori, macchine autocostruite e scarsa igiene personale per cui il massimo del pop sono gli Einstürzende Neubauten.
🔥8
È uscito un altro disco che reclama di essere l’ultima cosa a cui Lee Scratch Perry ha lavorato in vita, e peraltro ‘sti grandissimi cazzi di quale sia l’ultima cosa a cui Lee Scratch Perry ha lavorato in vita se i dischi che escono sono tutti del livello dei dischi postumi di Lee Scratch Perry. Stavolta tocca a una fantomatica invasione dello studio dei Mouse On Mars compiuta dall’Uomo nell’anno 2019 e raccontata nel sito dedicato al disco nei termini di ‘in pratica è venuto, ha attaccato dei pendagli in giro e noi eravamo così carichi che abbiamo fatto il disco del secolo, e lui si è messo a toastare come il toaster che è’. O una cosa del genere. Quindi insomma la classica situazione dell’ultimo Lee Perry, arriva e si fa coinvolgere da gente così esaltata di averlo a fianco che ne viene fuori il miglior disco della storia della musica, o perlomeno (in questo caso) quello che con tutta probabilità è il miglior disco a cui abbiano messo mano i Mouse On Mars, che comunque di bei dischi ne hanno fatti parecchi. Ma magari nei prossimi ascolti si rivelerà l’ennesima robetta di fare-il-dub-senza-fare-il-dub che di tanto in tanto esce dagli anni novanta in poi.
❤5👏1
Se il tasto di ricerca di telegram funziona bene non ho mai scritto di nuovi dischi dei Converge qui sopra, ma una volta ho scritto questa cosa:
*Vorrei tornare indietro nel tempo, incontrare il me stesso che ha giurato amore eterno ai Converge di Jane Doe e dirgli “non scrivere eterno, fai un contratto di cinque anni, vedrai che tra un po’ ti rompi il cazzo”*
Più ci penso più mi sembra una tragedia, perché Jane Doe all’epoca sembrava la dichiarazione di quello che il punk hardcore o metal o insomma la musica bella sarebbe stata da lì in poi, e invece si è rivelato il disco che ha chiuso la stagione precedente e ha inaugurato i 25 anni di noia mortale del metallo crudo, un quarto di secolo in cui a pensarci bene ogni singolo secondo di musica era immaginabile prima che il disco registrasse il gruppo e l’unico modo per raccogliere musica decente è stato affidarsi a dei macellai cafoni che accettavano di abbassare il livello fino al punto in cui almeno gli intellettuali dell’apocalisse si toglievano dal cazzo. Il nuovo disco dei Converge al primo impatto suona come l’ennesimo capitolo di un gruppo che ne ha pochissima e per qualche motivo a me sconosciuto continua a produrne tantissima.
*Vorrei tornare indietro nel tempo, incontrare il me stesso che ha giurato amore eterno ai Converge di Jane Doe e dirgli “non scrivere eterno, fai un contratto di cinque anni, vedrai che tra un po’ ti rompi il cazzo”*
Più ci penso più mi sembra una tragedia, perché Jane Doe all’epoca sembrava la dichiarazione di quello che il punk hardcore o metal o insomma la musica bella sarebbe stata da lì in poi, e invece si è rivelato il disco che ha chiuso la stagione precedente e ha inaugurato i 25 anni di noia mortale del metallo crudo, un quarto di secolo in cui a pensarci bene ogni singolo secondo di musica era immaginabile prima che il disco registrasse il gruppo e l’unico modo per raccogliere musica decente è stato affidarsi a dei macellai cafoni che accettavano di abbassare il livello fino al punto in cui almeno gli intellettuali dell’apocalisse si toglievano dal cazzo. Il nuovo disco dei Converge al primo impatto suona come l’ennesimo capitolo di un gruppo che ne ha pochissima e per qualche motivo a me sconosciuto continua a produrne tantissima.
❤9😁3
Ora francamente io non posso essere l’unica persona al mondo che non è mai riuscita chiaramente a distinguere tra Mouse On Mars e Modest Mouse. Sul serio, il primo disco dei Modest Mouse che ho comprato (nel senso di scaricato da Audiogalaxy o quel che era) è stato Moon & Antartica ed ero straconvinto che fosse un altro disco dei Mouse Of Mars. Pensavo, boh, ho capito che i MOM sono un gruppo molto eclettico ma santiddio. Anche dopo aver preso coscienza del fatto che si tratta di due gruppi diversi, ed entrambi tutto sommato ottimi in almeno una fase della loro carriera, ho sempre dovuto fare mente locale su chi era chi. E ovviamente capita che nel 2026, l’anno dove la weirdness scorre ormai incontrollata in giro per il pop col cazzo fuori dai pantaloni (intendo, la scorsa settimana LA CASA BIANCA ha pubblicato un video tipo fake VHS militarista con una canzone dei Boards Of Canada in sottofondo), dicevo, era ovvio che nel 2026 dovesse arrivare finalmente il giorno in cui uscivano contemporaneamente il nuovo disco dei Mouse On Mars e il nuovo disco dei Modest Mouse. Ma che idea scema è? Ma fatevi una telefonata. Oddio, probabilmente se la sono fatta sul serio.
🤣25😁2