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Noises from the basement 7.3
Noises from the Basement è una serie di serate di noise e musica sperimentale nata a Belluno grazie a Toxic Industries (Fukte e Molestia Auricularum) e...
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Premessa: Mark Zuckerberg, dopo aver consegnato agli investigatori del governo USA prove dell'interferenza russa sulle elezioni americane (documentazione di circa 100k dollari investiti in pubblicità su FB), se ne esce con una diretta video in cui ribadisce l'estraneità di Facebook nella questione e quanto intenda essere una "forza buona per la democrazia".
Mark ci tiene a sottolineare che la libertà di parola è alla base di Facebook — ma la libertà di ascoltare dove la mettiamo?
Voi credete davvero che delle pubblicità acquistate da dei sedicenti influencer russi siano il fulcro del problema del condizionamento della pubblica opinione nei social network?
Mentre leggete la vostra newsfeed, altri meccanismi tirano i fili della vostra mente. No, non c'è davvero una persona dietro le quinte a complottare chi vincerà le prossime elezioni. C'è però un algoritmo che studia quello che per una ragione o per l'altra vi farà stare più attaccati a quello schermo; quell'algoritmo deciderà autonomamente quale parte in gioco avrà più visibilità , quali idee saranno ripetute o urlate alla nausea, o almeno fino a quando non diventeranno accettate, riconosciute, viralmente divulgate.
Dei meme, propriamente detti.
Contro un meccanismo così subdolo (e subdolamente redditizio), nessuna delle contromisure desiderabili o proposte dal buon Zuck potrà salvarlo dalla responsabilità di almeno parte dei danni alla società che ci aspettano nel futuro prossimo.
#cyberpunk #edemocracy
https://www.facebook.com/zuck/videos/10104052858820231/?hc_location=ufi
Mark ci tiene a sottolineare che la libertà di parola è alla base di Facebook — ma la libertà di ascoltare dove la mettiamo?
Voi credete davvero che delle pubblicità acquistate da dei sedicenti influencer russi siano il fulcro del problema del condizionamento della pubblica opinione nei social network?
Mentre leggete la vostra newsfeed, altri meccanismi tirano i fili della vostra mente. No, non c'è davvero una persona dietro le quinte a complottare chi vincerà le prossime elezioni. C'è però un algoritmo che studia quello che per una ragione o per l'altra vi farà stare più attaccati a quello schermo; quell'algoritmo deciderà autonomamente quale parte in gioco avrà più visibilità , quali idee saranno ripetute o urlate alla nausea, o almeno fino a quando non diventeranno accettate, riconosciute, viralmente divulgate.
Dei meme, propriamente detti.
Contro un meccanismo così subdolo (e subdolamente redditizio), nessuna delle contromisure desiderabili o proposte dal buon Zuck potrà salvarlo dalla responsabilità di almeno parte dei danni alla società che ci aspettano nel futuro prossimo.
#cyberpunk #edemocracy
https://www.facebook.com/zuck/videos/10104052858820231/?hc_location=ufi
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Mark Zuckerberg
Live discussing Russian election interference and our next steps to protect the integrity of the democratic process.

