"Ciao, Internet!" » Matteo Flora
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Le NEWS di "Ciao, Interent!" con Matteo Flora, gli appuntamenti, le dirette tanto altro per rimanere aggiornati!

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Avete già visto il primo blocco di episodi di Stranger Things 5? 👀

Niente spoiler in questo video speciale, promesso.
Ma c’è una cosa di cui vale la pena parlare: Netflix ha usato il de-aging con intelligenza artificiale in Stranger Things 5 per far tornare Noah Schnapp, che interpreta Will Byers, da 21enne a… undicenne.

Se oggi la tecnologia ringiovanisce un attore, domani i “fantasmi digitali” potrebbero continuare a lavorare per sempre, ricreando volto e voce anche dopo la fine di una carriera.

Il rischio è enorme: diritti di immagine usati all’infinito, attori sostituibili con un modello AI e sempre meno spazio per i nuovi talenti. Oggi è “solo” CGI, ma presto potrebbe bastare un click per cambiare un’intera scena o sostituire chiunque sul set.

Siamo all’inizio di un’epoca in cui le grandi produzioni possono ricreare attori AI, cambiando per sempre il lavoro nel cinema.

🎥 Nel video ne parliamo (senza spoiler) tra Stranger Things, AI e futuro di Hollywood.

👉 https://www.youtube.com/watch?v=5aPST25Ni4Y
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🎥 Se vi siete persi i video di questa settimana su #CiaoInternet, ecco cosa è successo 👇

🔞 Tassa etica sui creator
Una maggiorazione fiscale del 25% sui contenuti per adulti rischia di diventare censura mascherata.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=jbKlhmZ89oc

🔥 Quando un file spegne Internet
L’errore di Cloudflare che ha mandato in blackout il 20% della rete mostra quanto siamo dipendenti da pochi giganti.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=kz_uB2oLGWg

🤖 IA e advertising con Carlo Noseda
Come l’IA sta cambiando il marketing tra inquinamento digitale e nuove opportunità per la creatività.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=SSvtm8uFnDA

👻 Stranger Things 5 e attori ringiovaniti dall’IA
Il de-aging di Netflix apre il problema dei “fantasmi digitali” e del futuro del lavoro a Hollywood.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5aPST25Ni4Y

👉 Scopri il nuovo corso, in sconto ancora per gli ultimi giorni: https://zero.matteoflora.com/
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📆 Prossimi appuntamenti!

📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino
ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività
Presso IAAD Torino.
Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.
Come partecipare 👉 https://www.iaad.it/dalla-macchina-alla-creativita/

📌 4 dicembre 2025 – Lugano AI Week
🗣 Keynote
“Il lato oscuro dell’AI. When the sh*t hits the fan... AI Edition”
Errori di implementazione, bias, fallimenti silenziosi e incidenti reputazionali causati da un uso immaturo. Non allarmismo, ma un piccolo manuale di sopravvivenza per ricordare che spesso il vero bug non è l’algoritmo, ma chi lo usa.
INFO 👉 https://www.luganolivinglab.ch/main-eventi/ai-week-2025

📌 7 dicembre 2025 – Cogito Festival (🕛 ore 12:00)
“Psicologia ed Etica di fronte all’innovazione riciclata”
Con Valerio Rosso e Matteo Flora, modera Rick DuFer.
🎥 L’evento è sold out, ma sarà disponibile in streaming sul canale YouTube di Rick DuFer e sul sito di cogitofestival.com
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L’intelligenza artificiale è una bolla pronta a scoppiare?

Tra il 2024 e il 2030 si giocheranno oltre 7.000 miliardi di dollari.
Una parte importante di questi capitali è “circolare”: le big tech investono nelle startup, che a loro volta si reggono su valutazioni gonfiate dagli stessi colossi che le finanziano.
Il rischio? Un mercato artificiosamente sostenuto, che potrebbe collassare tutto insieme.

Se solo uno dei grandi player (Microsoft, NVIDIA, Oracle…) dovesse fermarsi o fallire, l’intero settore potrebbe subire un effetto domino. È già successo nel 2008, ma questa volta i numeri sono dieci volte superiori.

La vera domanda è: bolla o rivoluzione?
👉 Cosa succede a startup, lavoratori e investitori al primo shock esterno?
👉 Chi paga davvero il conto se qualcosa va storto?

Ne parlo nel video di oggi su #CiaoInternet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=Utwy7g9RCrw
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«Noi vogliamo un'intelligenza artificiale che metta al centro l'essere umano e quindi tuteli i consumatori, i lavoratori, i cittadini e sia quindi all'altezza, ecco, dei valori europei.»
Brando Benifei

Per anni l’Unione Europea è stata il faro normativo del digitale, dal GDPR all’AI Act. Nell’ultima puntata di "Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi" su Tgcom24 ho raccontato come, con il Digital Omnibus, Bruxelles stia valutando una “pausa”: rinvio delle sanzioni per i sistemi AI ad alto rischio e regole più leggere su cookie e dati personali.

Insieme a Brando Benifei, europarlamentare e co-relatore dell’AI Act, abbiamo discusso una domanda scomoda: questa semplificazione aiuterà davvero le PMI europee a competere, o finirà per rafforzare ancora una volta le Big Tech, indebolendo le tutele sulla nostra privacy?

Una conversazione che mostra quanto il pendolo europeo si stia spostando, di nuovo, dalla protezione dei diritti alla corsa alla competitività.

Guarda la puntata completa: https://link.mgpf.it/ai3-04
La NATO pianifica un attacco preventivo contro le minacce ibride russe: stiamo davvero rischiando la Terza Guerra Mondiale?

Se la politica italiana non capisce come funziona la guerra oggi, le nostre infrastrutture digitali restano esposte ad attacchi informatici devastanti e campagne di disinformazione fin da subito: un solo attacco cyber può bloccare interi servizi pubblici e provocare perdite per oltre 20 milioni di euro in 24 ore.

Nell’era digitale, la prevenzione proattiva non è un’opzione: è una regola strategica. Chi aspetta di reagire ha già perso in partenza.

E questo è il significato, per me corretto, delle parole dell'Ammiraglio NATO Giuseppe Cavo Dragone.

🛡 La difesa preventiva non è un atto di aggressione: è una protezione necessaria in un contesto di guerra ibrida e minacce cyber sempre più sofisticate.

Ne parliamo oggi, su#CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=x3OOoiDdsBY
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"Ciao, Internet!" » Matteo Flora pinned «📆 Prossimi appuntamenti! 📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività Presso IAAD Torino. Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.…»
Oggi sono a Torino!

📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino
ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività
Presso IAAD Torino.
Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.

Come partecipare 👉 https://www.iaad.it/dalla-macchina-alla-creativita/
ZEROCALCARE, Più Libri Più Liberi e Passaggio al Bosco
Neofascismo, editoria ed egemonia culturale

“Con la cultura non si mangia: si governa”.
La vicenda della fiera dell’editoria Più Libri Più Liberi e della partecipazione della casa editrice Passaggio al Bosco non è una semplice polemica letteraria, ma lo svelamento di una operazione politica di alto livello.

Mentre un centinaio di intellettuali chiede l’espulsione della casa editrice l’unico a sembrare davvero lucido è Michele Rech, in arte Zerocalcare, con una disamina tagliente e estremamente lucida.

Nel video di oggi analizzo:
- come l’Associazione Italiana Editori rischi di cadere nella trappola del False Balance, trattando il neofascismo come una “opinione” da tutelare in nome di una presunta neutralità burocratica;

- come la destra applichi alla lettera la lezione dell’Egemonia Culturale gramsciana, occupando le casematte della società civile;

- perché la scelta di Zerocalcare non sia censura, ma una forma di Mercato Reputazionale per rifiutare di legittimare, con la propria presenza, lo spostamento della Finestra di Overton.

È un video lungo, a tratti doloroso, in cui analizzo la pipeline di radicalizzazione e il ruolo (spesso inconsapevole) che giocano fiere, istituzioni culturali e media.

🔗 Lo trovate qui 👉 https://www.youtube.com/watch?v=TsLs25qzu_s
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🔥 Chat Control è tornato.
Sembrava morto, ma l'UE ci riprova ora con una vera e propria “Legge Zombie” che minaccia la fine della privacy digitale in Europa.

Ne ho discusso in modo approfondito nel mio intervento agli “Stati Generali del Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale”, lo straordinario convegno diretto da Giuseppe Cassano e Francesco Di Ciommo che si è svolto alla LUISS pochi giorni fa.

🛡 La scusa per il ritorno di Chat Control è sempre la “protezione dei minori”, ma la realtà tecnica è una sorveglianza di massa indiscriminata. Se questa proposta passa, la crittografia end-to-end muore e diventiamo tutti potenziali sospetti per default.
I criminali useranno altri strumenti e piattaforme, mentre i cittadini verranno esposti a backdoor e controlli sistematici.

Dal palco di questo prestigioso evento ho spiegato cosa è, di fatto, quello che noi chiamiamo giornalisticamente Chat Control e perché stiamo scivolando verso un modello di controllo totale delle comunicazioni digitali.

Video completo: 👉 https://www.youtube.com/watch?v=6JKXpRfS3Gk
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L'AI sta davvero rubando il lavoro ai creativi?

Ne ho parlato oggi, nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi", con Daniela Farnese, scrittrice e copywriter.

Trovate il video completo già online su Mediaset Infinity

👉 https://link.mgpf.it/ai3-05
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🇺🇸 Elon Musk sta urlando alla censura per la multa da 120 milioni dell’Unione Europea. 🇪🇺

Ma sta mentendo.

Non si tratta infatti di una guerra sulla libertà di parola, bensì il capriccio di “Space Karen” che rifiuta la cosa che dovrebbe essergli più chiara: la trasparenza, sia sulle spunte blu che sulla pubblicità.

Nel video di oggi raccontiamo perché la sanzione non c’entra nulla con i contenuti, quali sono i tre motivi tecnici reali dietro alla multa e in che modo l’amministrazione Trump sta usando questo caso per attaccare l’Europa.

Guarda la puntata #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=3F4nJwv-kIU
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La sanzione da 120 milioni di euro a #X non è "solo" una multa ma segna il primo, vero impatto del Digital Services Act. Non si tratta semplicemente di far cassa, ma di affermare un principio: il tempo della discrezionalità delle piattaforme è finito, e inizia quello della responsabilità.

Le violazioni contestate, la vendita della “spunta blu” senza verifiche reali, l’opacità nei registri pubblicitari e l’accesso negato ai dati da parte dei ricercatori, non sono dettagli tecnici ma sono il sintomo di un modello progettato deliberatamente per restare oscuro, manipolativo e impermeabile all’analisi.

"Chiamare “verificato” un account che ha semplicemente pagato una quota è una violazione diretta dell’articolo 25 del #DSA, che vieta le pratiche di progettazione ingannevole, i cosiddetti dark patterns"

Ed è su questo che il DSA interviene: su un’intera architettura di design fondata sull’inganno e sulla rimozione della trasparenza.

Questo primo intervento europeo non riguarda solo Elon #Musk. Riguarda l’intero ecosistema digitale e il nostro rapporto con la verità, l’identità e l’informazione.

📍 Ne parlo su StartupItalia:
👉 https://startupitalia.eu/tech/spunta-blu-scatole-nere-trasparenza/
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👻 C’è un’IA fantasma che si aggira nelle aziende: è la Shadow AI, l’intelligenza artificiale usata ogni giorno, in silenzio e spesso fuori controllo.

Ogni volta che un dipendente incolla una mail, un pezzo di codice o un dato sensibile dentro un chatbot, una parte della tua azienda può finire in mano a sistemi esterni, fuori da ogni governance di sicurezza informatica e protezione dei dati.

Oggi più del 48% dei lavoratori usa infatti l’AI senza passare dall’IT: significa che know-how, informazioni interne e dati di clienti potrebbero essere già usciti dai confini aziendali, con il rischio concreto di data breach, violazioni GDPR, perdita di business e danni alla reputazione.

Il punto non è “avere paura dell’AI”, ma capire che la Shadow AI esiste già: è l’uso silenzioso, quotidiano e non governato dell’intelligenza artificiale dentro le organizzazioni. E spesso il management non sa nemmeno da dove iniziare per riportarla sotto controllo con policy chiare e regole di utilizzo.

Ed è un problema di oggi (non di domani), da affrontare subito.
🎥 Ne parliamo oggi su #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=kolzhR4Kggc
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La Commissione Europea ha acceso un faro su Google: secondo l’indagine formale, la Big Tech avrebbe usato i contenuti di editori e creator per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale senza permesso, senza compenso e senza una reale possibilità di rifiutare.

E non si tratta solo di copyright ma di possibile abuso di posizione dominante, quando chi controlla l’accesso al pubblico può imporre condizioni che nessun altro attore sul mercato potrebbe permettersi.

Su StartupItalia racconto perché questa inchiesta antitrust si inserisce nel quadro di DMA, DSA e AI Act e perché l’Europa sta dicendo che l’innovazione nell’AI non può crescere in un far west normativo, a spese di chi crea valore.

🔗 Leggi l’articolo completo
👉 https://startupitalia.eu/tech/la-commissione-europea-alza-il-cartellino-per-google-linnovazione-nellai-non-puo-avvenire-in-un-far-west-normativo/
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📞 Perché non riusciamo a fermare le chiamate moleste e perché ora ne arrivano tantissime dall’estero?

Dietro a quei numeri sconosciuti non c’è solo fastidio: c’è un mercato che vale fino a un miliardo di euro l’anno, alimentato da telemarketing aggressivo, spoofing, truffe Wangiri (“squillino”) e dai limiti strutturali della rete telefonica e delle norme attuali.

Partendo da un mio approfondimento che trovate su Ciao Internet, per Adnkronos provo a spiegare perché bloccarle davvero è così difficile, cosa sta cambiando con le chiamate dall’estero e qual è l’unica soluzione radicale che quasi nessuno vuole prendere in considerazione.

🔗 Qui l’articolo completo
👉 https://link.mgpf.it/lZgu
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«Vuoi andare in vacanza negli USA? Fammi vedere i social.» 🕵️‍♀️

Oggi chi entra con l’ESTA può inserire facoltativamente i propri profili social, mentre per chi richiede un visto è già un obbligo.

Una nuova proposta però punta a rendere obbligatoria, dal 2026, la consegna di tutti i social, numeri di telefono, email degli ultimi anni e dati biometrici anche per i viaggiatori con ESTA: parliamo di oltre 14 milioni di turisti ogni anno. Italiani compresi.

Anni di like, foto, meme, commenti, partecipazioni a eventi e manifestazioni potrebbero diventare parte di una gigantesca schedatura digitale, potenzialmente decisiva per stabilire se puoi entrare o no negli Stati Uniti.

Il rischio? Un database di massa che mette in pericolo la privacy e il futuro di tutti e che, se violato, sarebbe un disastro geopolitico senza precedenti.

Ne parliamo oggi, su #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5e_xX_HYDrc

Cambieresti il tuo modo di usare i social sapendo che saranno controllati per viaggiare? 🧳
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Cosa significa “autentico” in un mondo in cui voci, immagini e opere possono essere generate da un algoritmo?

OGGI, Sabato 13 dicembre alle 17.00, con Luciano Floridi - Page parleremo di come l’IA stia ridisegnando i confini dell’autenticità nel nuovo appuntamento di Intelligenze Artificiali – In mezzo a noi su Tgcom24 (Canale 51)

Al centro della puntata, il tema dell’“ingiallimento digitale”: il sovraffollamento di contenuti sintetici che scolorisce la qualità dell’informazione, come una fotografia lasciata al sole.
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Quando perfino chi vive di rischio decide di fare un passo indietro, è il momento di preoccuparsi.

Mentre il mondo corre entusiasta verso l’AI, i grandi gruppi assicurativi iniziano a tirare il freno a mano, chiedendo di escludere l’intelligenza artificiale dalle polizze o limitandola con clausole talmente ristrette da svuotare la copertura.
Non è solo una curiosità per addetti ai lavori: è un segnale importante.

Se chi vende certezze non riesce più a prezzare il rischio AI, significa che abbiamo un problema di trasparenza, responsabilità e rischio sistemico che le aziende non possono permettersi di ignorare.

Nel mio nuovo articolo per la rubrica Tech Policy su StartupItalia provo a raccontare perché questo dietrofront rappresenta la fine della fase adolescenziale dell’AI: non basta “adottare” modelli, serve una vera governance fatta di policy interne, analisi legale, test seri sui sistemi e consapevolezza che molti rischi, oggi, potrebbero restare sulle spalle delle aziende stesse.

👉 Leggi l’articolo completo su StartupItalia
🔗 https://startupitalia.eu/tech/chi-rassicurera-le-assicurazioni-sullintelligenza-artificiale-perche-il-dietrofront-non-e-da-sottovalutare/
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