🤖 IA e advertising: rivoluzione della creatività o inquinamento digitale?
L’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo le regole della pubblicità e del marketing digitale.
Se da un lato offre una personalizzazione senza precedenti, dall’altro rischia di creare un “inquinamento digitale” fatto di contenuti di bassa qualità che minano la fiducia degli utenti.
Ne ho parlato con Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia (Interactive Advertising Bureau): insieme abbiamo analizzato lo stato dell’arte del mercato, dalla concentrazione degli investimenti nei grandi Walled Garden alla necessità di tutelare un Open Web davvero democratico.
Dal cambio di paradigma della semplice “Viewability” alla Attention Economy, fino a come usare l’IA “a valle” per potenziare la creatività, anziché “a monte” per generare mediocrità.
👉 Il marketing sta diventando pura manipolazione algoritmica o c’è ancora spazio per la qualità?
Lo vediamo oggi, su #CiaoInternet
🎥 https://www.youtube.com/watch?v=SSvtm8uFnDA
L’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo le regole della pubblicità e del marketing digitale.
Se da un lato offre una personalizzazione senza precedenti, dall’altro rischia di creare un “inquinamento digitale” fatto di contenuti di bassa qualità che minano la fiducia degli utenti.
Ne ho parlato con Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia (Interactive Advertising Bureau): insieme abbiamo analizzato lo stato dell’arte del mercato, dalla concentrazione degli investimenti nei grandi Walled Garden alla necessità di tutelare un Open Web davvero democratico.
Dal cambio di paradigma della semplice “Viewability” alla Attention Economy, fino a come usare l’IA “a valle” per potenziare la creatività, anziché “a monte” per generare mediocrità.
👉 Il marketing sta diventando pura manipolazione algoritmica o c’è ancora spazio per la qualità?
Lo vediamo oggi, su #CiaoInternet
🎥 https://www.youtube.com/watch?v=SSvtm8uFnDA
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PUBBLICITÀ e IA: inquinamento digitale o rivoluzione? (con Carlo Noseda, IAB) #1493
L’intelligenza artificiale sta già riscrivendo le regole della pubblicità: dalla creatività generata automaticamente alla targetizzazione, fino alla misurazione di ciò che conta davvero. Con Carlo Noseda (presidente di IAB Italia, sezione nazionale dell’Interactive…
Digital Omnibus: cosa cambia in Europa per AI Act e per le regole sull’intelligenza artificiale?
🇪🇺 L’Europa ha scritto le regole più severe al mondo su dati e intelligenza artificiale. Ora, con il nuovo pacchetto di misure, valuta di rinviare le sanzioni per i sistemi AI ad alto rischio e di semplificare le regole su cookie e uso dei dati personali.
Nella nuova puntata di “Intelligenze Artificiali – in mezzo a noi” partiamo dal divario tecnologico denunciato dal rapporto Draghi per chiederci: stiamo davvero aiutando le startup europee a correre, o stiamo aprendo un altro varco alle Big Tech?
🎙 Ne parliamo con Brando Benifei, europarlamentare e co-relatore dell’AI Act.
📺 Oggi, sabato 29 novembre, alle 17:00 su TGCOM24
Canale 51 & 551
🇪🇺 L’Europa ha scritto le regole più severe al mondo su dati e intelligenza artificiale. Ora, con il nuovo pacchetto di misure, valuta di rinviare le sanzioni per i sistemi AI ad alto rischio e di semplificare le regole su cookie e uso dei dati personali.
Nella nuova puntata di “Intelligenze Artificiali – in mezzo a noi” partiamo dal divario tecnologico denunciato dal rapporto Draghi per chiederci: stiamo davvero aiutando le startup europee a correre, o stiamo aprendo un altro varco alle Big Tech?
🎙 Ne parliamo con Brando Benifei, europarlamentare e co-relatore dell’AI Act.
📺 Oggi, sabato 29 novembre, alle 17:00 su TGCOM24
Canale 51 & 551
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Avete già visto il primo blocco di episodi di Stranger Things 5? 👀
Niente spoiler in questo video speciale, promesso.
Ma c’è una cosa di cui vale la pena parlare: Netflix ha usato il de-aging con intelligenza artificiale in Stranger Things 5 per far tornare Noah Schnapp, che interpreta Will Byers, da 21enne a… undicenne.
Se oggi la tecnologia ringiovanisce un attore, domani i “fantasmi digitali” potrebbero continuare a lavorare per sempre, ricreando volto e voce anche dopo la fine di una carriera.
Il rischio è enorme: diritti di immagine usati all’infinito, attori sostituibili con un modello AI e sempre meno spazio per i nuovi talenti. Oggi è “solo” CGI, ma presto potrebbe bastare un click per cambiare un’intera scena o sostituire chiunque sul set.
Siamo all’inizio di un’epoca in cui le grandi produzioni possono ricreare attori AI, cambiando per sempre il lavoro nel cinema.
🎥 Nel video ne parliamo (senza spoiler) tra Stranger Things, AI e futuro di Hollywood.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5aPST25Ni4Y
Niente spoiler in questo video speciale, promesso.
Ma c’è una cosa di cui vale la pena parlare: Netflix ha usato il de-aging con intelligenza artificiale in Stranger Things 5 per far tornare Noah Schnapp, che interpreta Will Byers, da 21enne a… undicenne.
Se oggi la tecnologia ringiovanisce un attore, domani i “fantasmi digitali” potrebbero continuare a lavorare per sempre, ricreando volto e voce anche dopo la fine di una carriera.
Il rischio è enorme: diritti di immagine usati all’infinito, attori sostituibili con un modello AI e sempre meno spazio per i nuovi talenti. Oggi è “solo” CGI, ma presto potrebbe bastare un click per cambiare un’intera scena o sostituire chiunque sul set.
Siamo all’inizio di un’epoca in cui le grandi produzioni possono ricreare attori AI, cambiando per sempre il lavoro nel cinema.
🎥 Nel video ne parliamo (senza spoiler) tra Stranger Things, AI e futuro di Hollywood.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5aPST25Ni4Y
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DE-AGING DIGITALE: Netflix ringiovanisce gli attori con l’AI in Stranger Things #1495
Stranger Things ha un problema inevitabile: sono passati anni e i protagonisti non possono più sembrare bambini. Per risolvere i flashback, Netflix ricorre al de-aging digitale: un giovane controfigura sul set e, in post-produzione, il volto dell’attore “ringiovanito”…
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🎥 Se vi siete persi i video di questa settimana su #CiaoInternet, ecco cosa è successo 👇
🔞 Tassa etica sui creator
Una maggiorazione fiscale del 25% sui contenuti per adulti rischia di diventare censura mascherata.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=jbKlhmZ89oc
🔥 Quando un file spegne Internet
L’errore di Cloudflare che ha mandato in blackout il 20% della rete mostra quanto siamo dipendenti da pochi giganti.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=kz_uB2oLGWg
🤖 IA e advertising con Carlo Noseda
Come l’IA sta cambiando il marketing tra inquinamento digitale e nuove opportunità per la creatività.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=SSvtm8uFnDA
👻 Stranger Things 5 e attori ringiovaniti dall’IA
Il de-aging di Netflix apre il problema dei “fantasmi digitali” e del futuro del lavoro a Hollywood.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5aPST25Ni4Y
👉 Scopri il nuovo corso, in sconto ancora per gli ultimi giorni: https://zero.matteoflora.com/
🔞 Tassa etica sui creator
Una maggiorazione fiscale del 25% sui contenuti per adulti rischia di diventare censura mascherata.
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🔥 Quando un file spegne Internet
L’errore di Cloudflare che ha mandato in blackout il 20% della rete mostra quanto siamo dipendenti da pochi giganti.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=kz_uB2oLGWg
🤖 IA e advertising con Carlo Noseda
Come l’IA sta cambiando il marketing tra inquinamento digitale e nuove opportunità per la creatività.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=SSvtm8uFnDA
👻 Stranger Things 5 e attori ringiovaniti dall’IA
Il de-aging di Netflix apre il problema dei “fantasmi digitali” e del futuro del lavoro a Hollywood.
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5aPST25Ni4Y
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📆 Prossimi appuntamenti!
📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino
ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività
Presso IAAD Torino.
Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.
Come partecipare 👉 https://www.iaad.it/dalla-macchina-alla-creativita/
📌 4 dicembre 2025 – Lugano AI Week
🗣 Keynote
“Il lato oscuro dell’AI. When the sh*t hits the fan... AI Edition”
Errori di implementazione, bias, fallimenti silenziosi e incidenti reputazionali causati da un uso immaturo. Non allarmismo, ma un piccolo manuale di sopravvivenza per ricordare che spesso il vero bug non è l’algoritmo, ma chi lo usa.
INFO 👉 https://www.luganolivinglab.ch/main-eventi/ai-week-2025
📌 7 dicembre 2025 – Cogito Festival (🕛 ore 12:00)
“Psicologia ed Etica di fronte all’innovazione riciclata”
Con Valerio Rosso e Matteo Flora, modera Rick DuFer.
🎥 L’evento è sold out, ma sarà disponibile in streaming sul canale YouTube di Rick DuFer e sul sito di cogitofestival.com
📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino
ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività
Presso IAAD Torino.
Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.
Come partecipare 👉 https://www.iaad.it/dalla-macchina-alla-creativita/
📌 4 dicembre 2025 – Lugano AI Week
🗣 Keynote
“Il lato oscuro dell’AI. When the sh*t hits the fan... AI Edition”
Errori di implementazione, bias, fallimenti silenziosi e incidenti reputazionali causati da un uso immaturo. Non allarmismo, ma un piccolo manuale di sopravvivenza per ricordare che spesso il vero bug non è l’algoritmo, ma chi lo usa.
INFO 👉 https://www.luganolivinglab.ch/main-eventi/ai-week-2025
📌 7 dicembre 2025 – Cogito Festival (🕛 ore 12:00)
“Psicologia ed Etica di fronte all’innovazione riciclata”
Con Valerio Rosso e Matteo Flora, modera Rick DuFer.
🎥 L’evento è sold out, ma sarà disponibile in streaming sul canale YouTube di Rick DuFer e sul sito di cogitofestival.com
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L’intelligenza artificiale è una bolla pronta a scoppiare?
Tra il 2024 e il 2030 si giocheranno oltre 7.000 miliardi di dollari.
Una parte importante di questi capitali è “circolare”: le big tech investono nelle startup, che a loro volta si reggono su valutazioni gonfiate dagli stessi colossi che le finanziano.
Il rischio? Un mercato artificiosamente sostenuto, che potrebbe collassare tutto insieme.
Se solo uno dei grandi player (Microsoft, NVIDIA, Oracle…) dovesse fermarsi o fallire, l’intero settore potrebbe subire un effetto domino. È già successo nel 2008, ma questa volta i numeri sono dieci volte superiori.
La vera domanda è: bolla o rivoluzione?
👉 Cosa succede a startup, lavoratori e investitori al primo shock esterno?
👉 Chi paga davvero il conto se qualcosa va storto?
Ne parlo nel video di oggi su #CiaoInternet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=Utwy7g9RCrw
Tra il 2024 e il 2030 si giocheranno oltre 7.000 miliardi di dollari.
Una parte importante di questi capitali è “circolare”: le big tech investono nelle startup, che a loro volta si reggono su valutazioni gonfiate dagli stessi colossi che le finanziano.
Il rischio? Un mercato artificiosamente sostenuto, che potrebbe collassare tutto insieme.
Se solo uno dei grandi player (Microsoft, NVIDIA, Oracle…) dovesse fermarsi o fallire, l’intero settore potrebbe subire un effetto domino. È già successo nel 2008, ma questa volta i numeri sono dieci volte superiori.
La vera domanda è: bolla o rivoluzione?
👉 Cosa succede a startup, lavoratori e investitori al primo shock esterno?
👉 Chi paga davvero il conto se qualcosa va storto?
Ne parlo nel video di oggi su #CiaoInternet
🔗 https://www.youtube.com/watch?v=Utwy7g9RCrw
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INVESTIMENTI CIRCOLARI: l’Intelligenza Artificiale è una BOLLA? #1491
Investimenti “circolari” e round-tripping dei ricavi: quando i big tech finanziano le startup di AI e, nello stesso movimento, quelle stesse startup usano quei capitali per comprare cloud e GPU dagli stessi finanziatori. Un loop che può gonfiare fatturati…
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«Noi vogliamo un'intelligenza artificiale che metta al centro l'essere umano e quindi tuteli i consumatori, i lavoratori, i cittadini e sia quindi all'altezza, ecco, dei valori europei.»
Brando Benifei
Per anni l’Unione Europea è stata il faro normativo del digitale, dal GDPR all’AI Act. Nell’ultima puntata di "Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi" su Tgcom24 ho raccontato come, con il Digital Omnibus, Bruxelles stia valutando una “pausa”: rinvio delle sanzioni per i sistemi AI ad alto rischio e regole più leggere su cookie e dati personali.
Insieme a Brando Benifei, europarlamentare e co-relatore dell’AI Act, abbiamo discusso una domanda scomoda: questa semplificazione aiuterà davvero le PMI europee a competere, o finirà per rafforzare ancora una volta le Big Tech, indebolendo le tutele sulla nostra privacy?
Una conversazione che mostra quanto il pendolo europeo si stia spostando, di nuovo, dalla protezione dei diritti alla corsa alla competitività.
Guarda la puntata completa: https://link.mgpf.it/ai3-04
Brando Benifei
Per anni l’Unione Europea è stata il faro normativo del digitale, dal GDPR all’AI Act. Nell’ultima puntata di "Intelligenze Artificiali - In mezzo a noi" su Tgcom24 ho raccontato come, con il Digital Omnibus, Bruxelles stia valutando una “pausa”: rinvio delle sanzioni per i sistemi AI ad alto rischio e regole più leggere su cookie e dati personali.
Insieme a Brando Benifei, europarlamentare e co-relatore dell’AI Act, abbiamo discusso una domanda scomoda: questa semplificazione aiuterà davvero le PMI europee a competere, o finirà per rafforzare ancora una volta le Big Tech, indebolendo le tutele sulla nostra privacy?
Una conversazione che mostra quanto il pendolo europeo si stia spostando, di nuovo, dalla protezione dei diritti alla corsa alla competitività.
Guarda la puntata completa: https://link.mgpf.it/ai3-04
link.mgpf.it
Intelligenze artificiali: Puntata del 29 novembre Video
Matteo Flora intervista Brando Benifei, Eurodeputato Pd e co-relatore AI Act.
La NATO pianifica un attacco preventivo contro le minacce ibride russe: stiamo davvero rischiando la Terza Guerra Mondiale?
Se la politica italiana non capisce come funziona la guerra oggi, le nostre infrastrutture digitali restano esposte ad attacchi informatici devastanti e campagne di disinformazione fin da subito: un solo attacco cyber può bloccare interi servizi pubblici e provocare perdite per oltre 20 milioni di euro in 24 ore.
Nell’era digitale, la prevenzione proattiva non è un’opzione: è una regola strategica. Chi aspetta di reagire ha già perso in partenza.
E questo è il significato, per me corretto, delle parole dell'Ammiraglio NATO Giuseppe Cavo Dragone.
🛡 La difesa preventiva non è un atto di aggressione: è una protezione necessaria in un contesto di guerra ibrida e minacce cyber sempre più sofisticate.
Ne parliamo oggi, su#CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=x3OOoiDdsBY
Se la politica italiana non capisce come funziona la guerra oggi, le nostre infrastrutture digitali restano esposte ad attacchi informatici devastanti e campagne di disinformazione fin da subito: un solo attacco cyber può bloccare interi servizi pubblici e provocare perdite per oltre 20 milioni di euro in 24 ore.
Nell’era digitale, la prevenzione proattiva non è un’opzione: è una regola strategica. Chi aspetta di reagire ha già perso in partenza.
E questo è il significato, per me corretto, delle parole dell'Ammiraglio NATO Giuseppe Cavo Dragone.
🛡 La difesa preventiva non è un atto di aggressione: è una protezione necessaria in un contesto di guerra ibrida e minacce cyber sempre più sofisticate.
Ne parliamo oggi, su#CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=x3OOoiDdsBY
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IN GUERRA IBRIDA: Cavo Dragone, la NATO, gli attacchi preventivi e la Guerra Ibrida #1497
La NATO non sta parlando di “bombardare la Russia”, ma di come difendersi in una guerra che è già in corso sotto soglia: cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione e pressione nel dominio aereo. Le parole attribuite all’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone (Presidente…
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"Ciao, Internet!" » Matteo Flora pinned «📆 Prossimi appuntamenti! 📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività Presso IAAD Torino. Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.…»
Oggi sono a Torino!
📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino
ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività
Presso IAAD Torino.
Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.
Come partecipare 👉 https://www.iaad.it/dalla-macchina-alla-creativita/
📌 3 dicembre 2025: 17:00 – 18:15 a Torino
ἜΚΤΥΠΟΣ – Dalla macchina alla creatività
Presso IAAD Torino.
Un incontro dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana, tra macchine generative e nuove forme di espressione.
Come partecipare 👉 https://www.iaad.it/dalla-macchina-alla-creativita/
ZEROCALCARE, Più Libri Più Liberi e Passaggio al Bosco
Neofascismo, editoria ed egemonia culturale
“Con la cultura non si mangia: si governa”.
La vicenda della fiera dell’editoria Più Libri Più Liberi e della partecipazione della casa editrice Passaggio al Bosco non è una semplice polemica letteraria, ma lo svelamento di una operazione politica di alto livello.
Mentre un centinaio di intellettuali chiede l’espulsione della casa editrice l’unico a sembrare davvero lucido è Michele Rech, in arte Zerocalcare, con una disamina tagliente e estremamente lucida.
Nel video di oggi analizzo:
- come l’Associazione Italiana Editori rischi di cadere nella trappola del False Balance, trattando il neofascismo come una “opinione” da tutelare in nome di una presunta neutralità burocratica;
- come la destra applichi alla lettera la lezione dell’Egemonia Culturale gramsciana, occupando le casematte della società civile;
- perché la scelta di Zerocalcare non sia censura, ma una forma di Mercato Reputazionale per rifiutare di legittimare, con la propria presenza, lo spostamento della Finestra di Overton.
È un video lungo, a tratti doloroso, in cui analizzo la pipeline di radicalizzazione e il ruolo (spesso inconsapevole) che giocano fiere, istituzioni culturali e media.
🔗 Lo trovate qui 👉 https://www.youtube.com/watch?v=TsLs25qzu_s
Neofascismo, editoria ed egemonia culturale
“Con la cultura non si mangia: si governa”.
La vicenda della fiera dell’editoria Più Libri Più Liberi e della partecipazione della casa editrice Passaggio al Bosco non è una semplice polemica letteraria, ma lo svelamento di una operazione politica di alto livello.
Mentre un centinaio di intellettuali chiede l’espulsione della casa editrice l’unico a sembrare davvero lucido è Michele Rech, in arte Zerocalcare, con una disamina tagliente e estremamente lucida.
Nel video di oggi analizzo:
- come l’Associazione Italiana Editori rischi di cadere nella trappola del False Balance, trattando il neofascismo come una “opinione” da tutelare in nome di una presunta neutralità burocratica;
- come la destra applichi alla lettera la lezione dell’Egemonia Culturale gramsciana, occupando le casematte della società civile;
- perché la scelta di Zerocalcare non sia censura, ma una forma di Mercato Reputazionale per rifiutare di legittimare, con la propria presenza, lo spostamento della Finestra di Overton.
È un video lungo, a tratti doloroso, in cui analizzo la pipeline di radicalizzazione e il ruolo (spesso inconsapevole) che giocano fiere, istituzioni culturali e media.
🔗 Lo trovate qui 👉 https://www.youtube.com/watch?v=TsLs25qzu_s
YouTube
ZEROCALCARE, Più Libri Più Liberi, Passaggio al Bosco e l'Operazione Politica di alto livello. #1498
La polemica su Più Libri Più Liberi a Roma e la scelta di Zerocalcare di sfilarsi non sono “solo” una disputa tra intellettuali e organizzatori: sono un segnale di guerra culturale. Al centro c’è la presenza di Passaggio al Bosco, presentata come normale…
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🔥 Chat Control è tornato.
Sembrava morto, ma l'UE ci riprova ora con una vera e propria “Legge Zombie” che minaccia la fine della privacy digitale in Europa.
Ne ho discusso in modo approfondito nel mio intervento agli “Stati Generali del Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale”, lo straordinario convegno diretto da Giuseppe Cassano e Francesco Di Ciommo che si è svolto alla LUISS pochi giorni fa.
🛡 La scusa per il ritorno di Chat Control è sempre la “protezione dei minori”, ma la realtà tecnica è una sorveglianza di massa indiscriminata. Se questa proposta passa, la crittografia end-to-end muore e diventiamo tutti potenziali sospetti per default.
I criminali useranno altri strumenti e piattaforme, mentre i cittadini verranno esposti a backdoor e controlli sistematici.
Dal palco di questo prestigioso evento ho spiegato cosa è, di fatto, quello che noi chiamiamo giornalisticamente Chat Control e perché stiamo scivolando verso un modello di controllo totale delle comunicazioni digitali.
Video completo: 👉 https://www.youtube.com/watch?v=6JKXpRfS3Gk
Sembrava morto, ma l'UE ci riprova ora con una vera e propria “Legge Zombie” che minaccia la fine della privacy digitale in Europa.
Ne ho discusso in modo approfondito nel mio intervento agli “Stati Generali del Diritto di Internet e dell’Intelligenza Artificiale”, lo straordinario convegno diretto da Giuseppe Cassano e Francesco Di Ciommo che si è svolto alla LUISS pochi giorni fa.
🛡 La scusa per il ritorno di Chat Control è sempre la “protezione dei minori”, ma la realtà tecnica è una sorveglianza di massa indiscriminata. Se questa proposta passa, la crittografia end-to-end muore e diventiamo tutti potenziali sospetti per default.
I criminali useranno altri strumenti e piattaforme, mentre i cittadini verranno esposti a backdoor e controlli sistematici.
Dal palco di questo prestigioso evento ho spiegato cosa è, di fatto, quello che noi chiamiamo giornalisticamente Chat Control e perché stiamo scivolando verso un modello di controllo totale delle comunicazioni digitali.
Video completo: 👉 https://www.youtube.com/watch?v=6JKXpRfS3Gk
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SPIATI DALL'UE: il ritorno di CHAT CONTROL, la Legge anti-Privacy europea... #1496
Chat Control torna a circolare nei palazzi UE: la proposta legata al CSAR (Child Sexual Abuse Regulation) riapre la partita su scansione dei contenuti, crittografia end‑to‑end e sorveglianza di massa. Il punto critico è il “client‑side scanning”: controllare…
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L'AI sta davvero rubando il lavoro ai creativi?
Ne ho parlato oggi, nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi", con Daniela Farnese, scrittrice e copywriter.
Trovate il video completo già online su Mediaset Infinity
👉 https://link.mgpf.it/ai3-05
Ne ho parlato oggi, nella nuova puntata di "Intelligenze Artificiali - in mezzo a noi", con Daniela Farnese, scrittrice e copywriter.
Trovate il video completo già online su Mediaset Infinity
👉 https://link.mgpf.it/ai3-05
link.mgpf.it
Intelligenze artificiali: “Intelligenze artificiali - In mezzo a noi”, puntata 5: la AI ruba il lavoro ai creativi? Video
Matteo Flora intervista Daniela Farnese, scrittrice e copywriter
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Oggi sono al Cogito Festival!
Alle 12:00 non perdete il mio intervento “Psicologia ed Etica di fronte all’innovazione riciclata” insieme a Valerio Rosso con la moderazione di Rick DuFer!
🎥 In streaming qui: https://www.youtube.com/live/Rq6z6bYxDBQ?si=-s4_EzTTJ49ndZNE
Alle 12:00 non perdete il mio intervento “Psicologia ed Etica di fronte all’innovazione riciclata” insieme a Valerio Rosso con la moderazione di Rick DuFer!
🎥 In streaming qui: https://www.youtube.com/live/Rq6z6bYxDBQ?si=-s4_EzTTJ49ndZNE
YouTube
Cogito Festival - Buon Futuro Riciclato! (7/12/2025 - AM)
Ecco con la prima parte del Cogito Festival, con i panel della mattinata:
09:45 - Apertura lavori e conferenza iniziale
10:00 - Esmeralda Moretti, Bruno Mastroianni - Ragionare, confutare, verificare ai tempi di ChatGPT
11:00 - Alessandro De Concini, Eugenio…
09:45 - Apertura lavori e conferenza iniziale
10:00 - Esmeralda Moretti, Bruno Mastroianni - Ragionare, confutare, verificare ai tempi di ChatGPT
11:00 - Alessandro De Concini, Eugenio…
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🇺🇸 Elon Musk sta urlando alla censura per la multa da 120 milioni dell’Unione Europea. 🇪🇺
Ma sta mentendo.
Non si tratta infatti di una guerra sulla libertà di parola, bensì il capriccio di “Space Karen” che rifiuta la cosa che dovrebbe essergli più chiara: la trasparenza, sia sulle spunte blu che sulla pubblicità.
Nel video di oggi raccontiamo perché la sanzione non c’entra nulla con i contenuti, quali sono i tre motivi tecnici reali dietro alla multa e in che modo l’amministrazione Trump sta usando questo caso per attaccare l’Europa.
Guarda la puntata #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=3F4nJwv-kIU
Ma sta mentendo.
Non si tratta infatti di una guerra sulla libertà di parola, bensì il capriccio di “Space Karen” che rifiuta la cosa che dovrebbe essergli più chiara: la trasparenza, sia sulle spunte blu che sulla pubblicità.
Nel video di oggi raccontiamo perché la sanzione non c’entra nulla con i contenuti, quali sono i tre motivi tecnici reali dietro alla multa e in che modo l’amministrazione Trump sta usando questo caso per attaccare l’Europa.
Guarda la puntata #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=3F4nJwv-kIU
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ELON MUSK vs EU: la Multa da 120M e la "Grande Bugia" sulla censura... #1499
Elon Musk reagisce alla prima multa storica dell’UE sotto il Digital Services Act (DSA) trasformando una contestazione tecnica in una crociata politica: 120 milioni di euro a X (ex Twitter) e l’accusa di “censura”. Ma i rilievi di Bruxelles non riguardano…
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La sanzione da 120 milioni di euro a #X non è "solo" una multa ma segna il primo, vero impatto del Digital Services Act. Non si tratta semplicemente di far cassa, ma di affermare un principio: il tempo della discrezionalità delle piattaforme è finito, e inizia quello della responsabilità.
Le violazioni contestate, la vendita della “spunta blu” senza verifiche reali, l’opacità nei registri pubblicitari e l’accesso negato ai dati da parte dei ricercatori, non sono dettagli tecnici ma sono il sintomo di un modello progettato deliberatamente per restare oscuro, manipolativo e impermeabile all’analisi.
"Chiamare “verificato” un account che ha semplicemente pagato una quota è una violazione diretta dell’articolo 25 del #DSA, che vieta le pratiche di progettazione ingannevole, i cosiddetti dark patterns"
Ed è su questo che il DSA interviene: su un’intera architettura di design fondata sull’inganno e sulla rimozione della trasparenza.
Questo primo intervento europeo non riguarda solo Elon #Musk. Riguarda l’intero ecosistema digitale e il nostro rapporto con la verità, l’identità e l’informazione.
📍 Ne parlo su StartupItalia:
👉 https://startupitalia.eu/tech/spunta-blu-scatole-nere-trasparenza/
Le violazioni contestate, la vendita della “spunta blu” senza verifiche reali, l’opacità nei registri pubblicitari e l’accesso negato ai dati da parte dei ricercatori, non sono dettagli tecnici ma sono il sintomo di un modello progettato deliberatamente per restare oscuro, manipolativo e impermeabile all’analisi.
"Chiamare “verificato” un account che ha semplicemente pagato una quota è una violazione diretta dell’articolo 25 del #DSA, che vieta le pratiche di progettazione ingannevole, i cosiddetti dark patterns"
Ed è su questo che il DSA interviene: su un’intera architettura di design fondata sull’inganno e sulla rimozione della trasparenza.
Questo primo intervento europeo non riguarda solo Elon #Musk. Riguarda l’intero ecosistema digitale e il nostro rapporto con la verità, l’identità e l’informazione.
📍 Ne parlo su StartupItalia:
👉 https://startupitalia.eu/tech/spunta-blu-scatole-nere-trasparenza/
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🇬🇧 #ElonMusk cries #censorship over the €120M fine from EU, but he's lying: it's not #freedom, it's the whim of “Space Karen” who refuses #transparency on blue ticks ✔️ and #advertising.
If you can cope with broken english, here the full explanation.
https://youtu.be/eFQFHgVwOfM
If you can cope with broken english, here the full explanation.
https://youtu.be/eFQFHgVwOfM
YouTube
MUSK'S WAR ON EUROPE: The Truth Behind the ‘Fourth Reich’ Lie #001
If a German CEO called the US Government the "Fourth Reich" over a fine, it would be declared an attack on sovereignty. Yet, that is exactly what Elon Musk is doing to Europe.
The EU just fined X €120M. Musk claims it's a war on Free Speech. He is lying.…
The EU just fined X €120M. Musk claims it's a war on Free Speech. He is lying.…
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👻 C’è un’IA fantasma che si aggira nelle aziende: è la Shadow AI, l’intelligenza artificiale usata ogni giorno, in silenzio e spesso fuori controllo.
Ogni volta che un dipendente incolla una mail, un pezzo di codice o un dato sensibile dentro un chatbot, una parte della tua azienda può finire in mano a sistemi esterni, fuori da ogni governance di sicurezza informatica e protezione dei dati.
Oggi più del 48% dei lavoratori usa infatti l’AI senza passare dall’IT: significa che know-how, informazioni interne e dati di clienti potrebbero essere già usciti dai confini aziendali, con il rischio concreto di data breach, violazioni GDPR, perdita di business e danni alla reputazione.
Il punto non è “avere paura dell’AI”, ma capire che la Shadow AI esiste già: è l’uso silenzioso, quotidiano e non governato dell’intelligenza artificiale dentro le organizzazioni. E spesso il management non sa nemmeno da dove iniziare per riportarla sotto controllo con policy chiare e regole di utilizzo.
Ed è un problema di oggi (non di domani), da affrontare subito.
🎥 Ne parliamo oggi su #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=kolzhR4Kggc
Ogni volta che un dipendente incolla una mail, un pezzo di codice o un dato sensibile dentro un chatbot, una parte della tua azienda può finire in mano a sistemi esterni, fuori da ogni governance di sicurezza informatica e protezione dei dati.
Oggi più del 48% dei lavoratori usa infatti l’AI senza passare dall’IT: significa che know-how, informazioni interne e dati di clienti potrebbero essere già usciti dai confini aziendali, con il rischio concreto di data breach, violazioni GDPR, perdita di business e danni alla reputazione.
Il punto non è “avere paura dell’AI”, ma capire che la Shadow AI esiste già: è l’uso silenzioso, quotidiano e non governato dell’intelligenza artificiale dentro le organizzazioni. E spesso il management non sa nemmeno da dove iniziare per riportarla sotto controllo con policy chiare e regole di utilizzo.
Ed è un problema di oggi (non di domani), da affrontare subito.
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SHADOW AI: L'IA Fantasma che Lavora di Nascosto nella Tua Azienda.
Shadow AI: strumenti di intelligenza artificiale usati dai dipendenti senza supervisione IT, spesso con un semplice browser e in modo apparentemente innocuo. Il risultato è una “zona grigia” che cresce fuori dai radar aziendali: efficienza immediata per chi…
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La Commissione Europea ha acceso un faro su Google: secondo l’indagine formale, la Big Tech avrebbe usato i contenuti di editori e creator per addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale senza permesso, senza compenso e senza una reale possibilità di rifiutare.
E non si tratta solo di copyright ma di possibile abuso di posizione dominante, quando chi controlla l’accesso al pubblico può imporre condizioni che nessun altro attore sul mercato potrebbe permettersi.
Su StartupItalia racconto perché questa inchiesta antitrust si inserisce nel quadro di DMA, DSA e AI Act e perché l’Europa sta dicendo che l’innovazione nell’AI non può crescere in un far west normativo, a spese di chi crea valore.
🔗 Leggi l’articolo completo
👉 https://startupitalia.eu/tech/la-commissione-europea-alza-il-cartellino-per-google-linnovazione-nellai-non-puo-avvenire-in-un-far-west-normativo/
E non si tratta solo di copyright ma di possibile abuso di posizione dominante, quando chi controlla l’accesso al pubblico può imporre condizioni che nessun altro attore sul mercato potrebbe permettersi.
Su StartupItalia racconto perché questa inchiesta antitrust si inserisce nel quadro di DMA, DSA e AI Act e perché l’Europa sta dicendo che l’innovazione nell’AI non può crescere in un far west normativo, a spese di chi crea valore.
🔗 Leggi l’articolo completo
👉 https://startupitalia.eu/tech/la-commissione-europea-alza-il-cartellino-per-google-linnovazione-nellai-non-puo-avvenire-in-un-far-west-normativo/
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📞 Perché non riusciamo a fermare le chiamate moleste e perché ora ne arrivano tantissime dall’estero?
Dietro a quei numeri sconosciuti non c’è solo fastidio: c’è un mercato che vale fino a un miliardo di euro l’anno, alimentato da telemarketing aggressivo, spoofing, truffe Wangiri (“squillino”) e dai limiti strutturali della rete telefonica e delle norme attuali.
Partendo da un mio approfondimento che trovate su Ciao Internet, per Adnkronos provo a spiegare perché bloccarle davvero è così difficile, cosa sta cambiando con le chiamate dall’estero e qual è l’unica soluzione radicale che quasi nessuno vuole prendere in considerazione.
🔗 Qui l’articolo completo
👉 https://link.mgpf.it/lZgu
Dietro a quei numeri sconosciuti non c’è solo fastidio: c’è un mercato che vale fino a un miliardo di euro l’anno, alimentato da telemarketing aggressivo, spoofing, truffe Wangiri (“squillino”) e dai limiti strutturali della rete telefonica e delle norme attuali.
Partendo da un mio approfondimento che trovate su Ciao Internet, per Adnkronos provo a spiegare perché bloccarle davvero è così difficile, cosa sta cambiando con le chiamate dall’estero e qual è l’unica soluzione radicale che quasi nessuno vuole prendere in considerazione.
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link.mgpf.it
Perché non riusciamo a fermare le chiamate moleste e perché ora arrivano dall’estero
Matteo Flora: il mercato vale fino a un miliardo di euro l’anno, sono in pochi a volerlo davvero eliminare. Wangiri, spoofing, roaming: ecco tutti i tipi di truffa
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«Vuoi andare in vacanza negli USA? Fammi vedere i social.» 🕵️♀️
Oggi chi entra con l’ESTA può inserire facoltativamente i propri profili social, mentre per chi richiede un visto è già un obbligo.
Una nuova proposta però punta a rendere obbligatoria, dal 2026, la consegna di tutti i social, numeri di telefono, email degli ultimi anni e dati biometrici anche per i viaggiatori con ESTA: parliamo di oltre 14 milioni di turisti ogni anno. Italiani compresi.
Anni di like, foto, meme, commenti, partecipazioni a eventi e manifestazioni potrebbero diventare parte di una gigantesca schedatura digitale, potenzialmente decisiva per stabilire se puoi entrare o no negli Stati Uniti.
Il rischio? Un database di massa che mette in pericolo la privacy e il futuro di tutti e che, se violato, sarebbe un disastro geopolitico senza precedenti.
Ne parliamo oggi, su #CiaoInternet
👉 https://www.youtube.com/watch?v=5e_xX_HYDrc
Cambieresti il tuo modo di usare i social sapendo che saranno controllati per viaggiare? 🧳
Oggi chi entra con l’ESTA può inserire facoltativamente i propri profili social, mentre per chi richiede un visto è già un obbligo.
Una nuova proposta però punta a rendere obbligatoria, dal 2026, la consegna di tutti i social, numeri di telefono, email degli ultimi anni e dati biometrici anche per i viaggiatori con ESTA: parliamo di oltre 14 milioni di turisti ogni anno. Italiani compresi.
Anni di like, foto, meme, commenti, partecipazioni a eventi e manifestazioni potrebbero diventare parte di una gigantesca schedatura digitale, potenzialmente decisiva per stabilire se puoi entrare o no negli Stati Uniti.
Il rischio? Un database di massa che mette in pericolo la privacy e il futuro di tutti e che, se violato, sarebbe un disastro geopolitico senza precedenti.
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Cambieresti il tuo modo di usare i social sapendo che saranno controllati per viaggiare? 🧳
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CONTROLLI USA: dal 2026 dovrai consegnare tutti i social (e dati biometrici) #1503
Dal 2026 (se la proposta verrà approvata) entrare negli Stati Uniti con ESTA potrebbe significare consegnare molto più di un passaporto: profili social e una porzione enorme della propria “vita digitale”. Il Department of Homeland Security ha messo in consultazione…
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