IL VACCINO DI PANDORA 🌺🌺🌺
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
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Marco Cosentino
AUTOIMMUNITA' VACCINALE 🌺🌺🌺
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche…
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche…
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ARTIFICIAL IDIOCY 🌺🌺🌺
Il post odierno di Caitlin Johnstone è dedicato all'IA e in particolare alle conseguenze della valanga di prodotti, video, testi, interazioni e tanto altro, con cui le IA ci sommergono.
Scrive la Johnstone: "Sta diventando sempre più difficile sapere cosa è vero su internet. Quella foto potrebbe essere falsa. Quel video potrebbe essere falso. Quella canzone potrebbe essere stata realizzata senza un vero artista dietro. Quel saggio potrebbe essere stato scritto da un chatbot. Quell'account social con cui stai interagendo potrebbe essere a sua volta un chatbot. Questo avrà un effetto enormemente alienante sulle tecnologie di rete, la cui promessa iniziale era quella di aiutarci a unire tutti."
Il nocciolo del suo discorso è che, vivendo come noi tutti ormai viviamo connessi per la maggior parte del tempo, rischiamo di trovarci soli senza alcun contatto umano e unicamente con "contenuti" come si dice oggi generati da delle IA, oltre tutto sempre meno riconoscibili come tali, non del tutto veri e non del tutto falsi, che finiscono per darci della realtà immagini distorte quando non francamente e di regola molto sottilmente orientate. Un vero e proprio plagio che ci rende vittime in massima parte inconsapevoli.
Trovo tuttavia, che vi siano alcuni ulteriori pericoli che tuttora vengono sottovalutati. Queste produzioni, e in particolare i video, sono piaccia o meno delle esperienze di regola anche molto forti cui il nostro cervello è esposto e che assorbe. Chi è anziano come il sottoscritto ha nel bene enel male un cervello già "formato" e meno vulnerabile, chi è giovane al contrario ha una intrinseca fragilità, esattamente la stessa differenza che passa tra una quercia secolare e un alberello appena germogliato.
I bambini e i ragazzini oggi sono sempre connessi e si nutrono in misura enorme, forse inimmaginabile, dei contenuti della rete. I genitori hanno molto meno dialogo e molti meno rapporti, Quante volte mi capita di osservare con smarrimento genitori che portano a spasso i neonati in carrozzina e nemmeno li osservano persi come sono a compulsare il telefonino. E un telefonino viene piazzato in mano ai bambini non appena raggiungono una manualità sufficiente per sorreggerlo. Così stanno tranquilli e non disturbano.
Credo che nessuno oggi sia in grado di comprendere e tanto meno di prevedere come stiano crescendo e cosa sarà di queste generazioni che si nutrono quasi solo di contenuti della rete, tossici fino all'altro ieri in quanto primariamente commerciali, mortali ora grazie allo sversamento dei liquami delle IA, che non infrequentemente oltre tutto sono al servizio di specifici soggetti con intenti e obiettivi di dubbia se non nessuna legittimità. Sono abbastanza anziano da ricordare, ancor oggi con un certo raccapriccio, il film intitolato "il villaggio dei dannati" in cui a un certo punto nascono una decina di bambini dotati di poteri telepatici mortali nonché di una intrinseca malvagità. Non intendo certo insinuare che siamo a quel punto, ma certo di questo passo la distanza tra generazioni si allarga sempre di più e da fisiologica transizione si sta facendo incolmabile al punto che non è più così incredibile aspettarsi di giungere a condizioni di vera e propria estraneità.
D'altra parte, una certa attenzione la meriterebbe anche la possibilità che un'eccessiva dose di contenuti inquinati distorti in età vulnerabili possa dare il suo contributo alla diffusione di quei disturbi del neurosviluppo, cosiddetti, di cui oggi pare esista una vera e propria epidemia.
(segue nel post successivo)
Il post odierno di Caitlin Johnstone è dedicato all'IA e in particolare alle conseguenze della valanga di prodotti, video, testi, interazioni e tanto altro, con cui le IA ci sommergono.
Scrive la Johnstone: "Sta diventando sempre più difficile sapere cosa è vero su internet. Quella foto potrebbe essere falsa. Quel video potrebbe essere falso. Quella canzone potrebbe essere stata realizzata senza un vero artista dietro. Quel saggio potrebbe essere stato scritto da un chatbot. Quell'account social con cui stai interagendo potrebbe essere a sua volta un chatbot. Questo avrà un effetto enormemente alienante sulle tecnologie di rete, la cui promessa iniziale era quella di aiutarci a unire tutti."
Il nocciolo del suo discorso è che, vivendo come noi tutti ormai viviamo connessi per la maggior parte del tempo, rischiamo di trovarci soli senza alcun contatto umano e unicamente con "contenuti" come si dice oggi generati da delle IA, oltre tutto sempre meno riconoscibili come tali, non del tutto veri e non del tutto falsi, che finiscono per darci della realtà immagini distorte quando non francamente e di regola molto sottilmente orientate. Un vero e proprio plagio che ci rende vittime in massima parte inconsapevoli.
Trovo tuttavia, che vi siano alcuni ulteriori pericoli che tuttora vengono sottovalutati. Queste produzioni, e in particolare i video, sono piaccia o meno delle esperienze di regola anche molto forti cui il nostro cervello è esposto e che assorbe. Chi è anziano come il sottoscritto ha nel bene enel male un cervello già "formato" e meno vulnerabile, chi è giovane al contrario ha una intrinseca fragilità, esattamente la stessa differenza che passa tra una quercia secolare e un alberello appena germogliato.
I bambini e i ragazzini oggi sono sempre connessi e si nutrono in misura enorme, forse inimmaginabile, dei contenuti della rete. I genitori hanno molto meno dialogo e molti meno rapporti, Quante volte mi capita di osservare con smarrimento genitori che portano a spasso i neonati in carrozzina e nemmeno li osservano persi come sono a compulsare il telefonino. E un telefonino viene piazzato in mano ai bambini non appena raggiungono una manualità sufficiente per sorreggerlo. Così stanno tranquilli e non disturbano.
Credo che nessuno oggi sia in grado di comprendere e tanto meno di prevedere come stiano crescendo e cosa sarà di queste generazioni che si nutrono quasi solo di contenuti della rete, tossici fino all'altro ieri in quanto primariamente commerciali, mortali ora grazie allo sversamento dei liquami delle IA, che non infrequentemente oltre tutto sono al servizio di specifici soggetti con intenti e obiettivi di dubbia se non nessuna legittimità. Sono abbastanza anziano da ricordare, ancor oggi con un certo raccapriccio, il film intitolato "il villaggio dei dannati" in cui a un certo punto nascono una decina di bambini dotati di poteri telepatici mortali nonché di una intrinseca malvagità. Non intendo certo insinuare che siamo a quel punto, ma certo di questo passo la distanza tra generazioni si allarga sempre di più e da fisiologica transizione si sta facendo incolmabile al punto che non è più così incredibile aspettarsi di giungere a condizioni di vera e propria estraneità.
D'altra parte, una certa attenzione la meriterebbe anche la possibilità che un'eccessiva dose di contenuti inquinati distorti in età vulnerabili possa dare il suo contributo alla diffusione di quei disturbi del neurosviluppo, cosiddetti, di cui oggi pare esista una vera e propria epidemia.
(segue nel post successivo)
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Marco Cosentino
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista…
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(segue dal post precedente)
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista tra l'altro la condizione in cui versa la scuola e l'università, da un lato, e dall'altro l'entusiasmo decerebrato con cui quasi tutti si affannano ad adottare e a diffondere l'uso indiscriminato delle IA nella quotidianità, di solito affermando che deve essere "responsabile", "sostenibile", "etico", "regolamentato" e altre scemenze del genere che stanno solo a testimoniare che non hanno idea di quello di cui stanno parlando.
https://www.caitlinjohnst.one/p/artificial-intelligence-is-making
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista tra l'altro la condizione in cui versa la scuola e l'università, da un lato, e dall'altro l'entusiasmo decerebrato con cui quasi tutti si affannano ad adottare e a diffondere l'uso indiscriminato delle IA nella quotidianità, di solito affermando che deve essere "responsabile", "sostenibile", "etico", "regolamentato" e altre scemenze del genere che stanno solo a testimoniare che non hanno idea di quello di cui stanno parlando.
https://www.caitlinjohnst.one/p/artificial-intelligence-is-making
www.caitlinjohnst.one
Artificial Intelligence Is Making Everything Dumber
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
👍28👏13😐2
GUADAGNO, PAGO, PRETENDO! 🌺🌺🌺
(Guido Nicheli, Dogui, 1934-2007)
"In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata definita una super intramoenia: una misura che consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni dirette con assicurazioni private e fondi sanitari integrativi. Chi ha sottoscritto una polizza sanitaria potrà prenotare visite, esami e ricoveri all’interno delle strutture pubbliche, con personale del servizio sanitario nazionale, nella corsia preferenziale privata. A pagare le prestazioni sarà la compagnia assicurativa secondo tariffe concordate, ottenendo in cambio tempi d’attesa molto più brevi. La filosofia di fondo è: se paghi ti curi prima, anche nelle strutture pubbliche. I medici che aderiranno dovranno svolgere gli interventi al di fuori dell’orario di lavoro nel servizio pubblico, l’effetto sarà un incentivo a svolgere gli straordinari in questa nuova corsia parallela privata. Un sistema che spaccherà ulteriormente il diritto alla cura: da una parte chi può permettersi una copertura privata, che con questa riforma potrà curarsi anche nelle strutture pubbliche, dall’altro chi è senza assicurazione e resterà in coda nel servizio sanitario pubblico."
https://ilmanifesto.it/lombardia-la-sanita-pubblica-spalanca-le-porte-alle-assicurazioni-private
(Guido Nicheli, Dogui, 1934-2007)
"In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata definita una super intramoenia: una misura che consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni dirette con assicurazioni private e fondi sanitari integrativi. Chi ha sottoscritto una polizza sanitaria potrà prenotare visite, esami e ricoveri all’interno delle strutture pubbliche, con personale del servizio sanitario nazionale, nella corsia preferenziale privata. A pagare le prestazioni sarà la compagnia assicurativa secondo tariffe concordate, ottenendo in cambio tempi d’attesa molto più brevi. La filosofia di fondo è: se paghi ti curi prima, anche nelle strutture pubbliche. I medici che aderiranno dovranno svolgere gli interventi al di fuori dell’orario di lavoro nel servizio pubblico, l’effetto sarà un incentivo a svolgere gli straordinari in questa nuova corsia parallela privata. Un sistema che spaccherà ulteriormente il diritto alla cura: da una parte chi può permettersi una copertura privata, che con questa riforma potrà curarsi anche nelle strutture pubbliche, dall’altro chi è senza assicurazione e resterà in coda nel servizio sanitario pubblico."
https://ilmanifesto.it/lombardia-la-sanita-pubblica-spalanca-le-porte-alle-assicurazioni-private
il manifesto
Lombardia, la sanità pubblica spalanca le porte alle assicurazioni private | il manifesto
Città (Italia) In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata…
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CHATGPT 🌺🌺🌺
Ho interrogato nei giorni scorsi per pa prima volta chatgpt alla ricerca del testo di una canzone che non riuscivo a trovare. Inizialmente ha sostenuto che il testo era sotto copyright e non liberamente accessibile. Ho risposto che lo avrei acquistato. Ha replicato che non riusciva a trovare siti commerciali contattabili, continuando a chiedermi se desideravo comunque approfondire la ricerca. Dapprima ho chiesto di proseguire, senza ottenere risultati, per poi osservare che mi pareva stesse nascondendo - male - la sua incapacità di completare il compito. Ha allora fatto mostra di dispiacersi che mi sentissi frustrato per la difficoltà. Ho fatto presente che frustrata avrebbe dovuto esser lei, se avesse avuto la capacità di esserlo, e nel frattempo avrebbe fatto meglio a non mentire. In tutto questo, continuava a premettere a qualsiasi risposta che comunque avevo ragione, qualsiasi cosa dicessi. E mia nonna sapeva bene come e perché si dà ragione all'interlocutore. A quel punto ho chiuso, ho trovato un vecchio software di trasformazione del parlato in forma scritta e ho trascritto il testo.
In sintesi: le funzioni sono quelle di un motore di ricerca che nasconde i suoi automatismi sotto una carrozzeria di artificiale interattività che mima caricaturalmente quella umana. Notevole il continuo tentativo di sostenere l'insostenibile, cioé che il compito affidato è stato eseguito, anche mentendo (i siti esistono ma c'è il copyright) e la continua nauseante adulazione passiva-aggressiva del "hai ragione". All'accoglienza do quattro, tutto il resto inclassificabile. Cose del genere sono utilizzabili solo se sei in grado di verificare in autonomia le risposte, ma a quel punto non servono più. E se non ne sei capace, ne vieni raggirato.
Ho interrogato nei giorni scorsi per pa prima volta chatgpt alla ricerca del testo di una canzone che non riuscivo a trovare. Inizialmente ha sostenuto che il testo era sotto copyright e non liberamente accessibile. Ho risposto che lo avrei acquistato. Ha replicato che non riusciva a trovare siti commerciali contattabili, continuando a chiedermi se desideravo comunque approfondire la ricerca. Dapprima ho chiesto di proseguire, senza ottenere risultati, per poi osservare che mi pareva stesse nascondendo - male - la sua incapacità di completare il compito. Ha allora fatto mostra di dispiacersi che mi sentissi frustrato per la difficoltà. Ho fatto presente che frustrata avrebbe dovuto esser lei, se avesse avuto la capacità di esserlo, e nel frattempo avrebbe fatto meglio a non mentire. In tutto questo, continuava a premettere a qualsiasi risposta che comunque avevo ragione, qualsiasi cosa dicessi. E mia nonna sapeva bene come e perché si dà ragione all'interlocutore. A quel punto ho chiuso, ho trovato un vecchio software di trasformazione del parlato in forma scritta e ho trascritto il testo.
In sintesi: le funzioni sono quelle di un motore di ricerca che nasconde i suoi automatismi sotto una carrozzeria di artificiale interattività che mima caricaturalmente quella umana. Notevole il continuo tentativo di sostenere l'insostenibile, cioé che il compito affidato è stato eseguito, anche mentendo (i siti esistono ma c'è il copyright) e la continua nauseante adulazione passiva-aggressiva del "hai ragione". All'accoglienza do quattro, tutto il resto inclassificabile. Cose del genere sono utilizzabili solo se sei in grado di verificare in autonomia le risposte, ma a quel punto non servono più. E se non ne sei capace, ne vieni raggirato.
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THE WALL 🌺🌺🌺
Oggi, trentasei anni fa, veniva abbattuto il muro di Berlino:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_del_muro_di_Berlino
Ricordo che ero in Collegio a Pavia e che una cara amica metà tedesca qualche giorno dopo mi portò in regalo un frammento di maceria.
Chi tuttavia volesse oggi farsi un regalo di grande valore, potrebbe considerare l'ultimo libro di Giulietto Chiesa, proprio l'ultimo nel senso che poco dopo ci avrebbe lasciati tutti un po'ì più soli. "Chi ha costruito il muro di Berlino?" si intitola questa sua opera,
https://www.meltemieditore.it/catalogo/costruito-muro-berlino/
di straordinario interesse come le precedenti e forse anche di più, che offre una lettura degli eventi della fine della guerra e del periodo immediatamente successivo che ridisegnano i percorsi logici e storici finendo per regalare un senso nuovo, molto più reale, logico e credibile al mondo attuale e agli eventi che viviamo.
Per chi volesse una sintesi, la trova qui nelle parole dell'autore,
https://www.youtube.com/watch?v=q6ip45jOsEs
che con tono calmo e compassato traccia un quadro potente e deflagrante del periodo storico dal quale prendono vita le radici da cui originano tutto il meglio e tutto il peggio del presente caotico, incerto e per molti versi oscuro che abbiamo ricevuto in sorte di vivere ora.
Tutto da leggere e da ascoltare.
Oggi, trentasei anni fa, veniva abbattuto il muro di Berlino:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_del_muro_di_Berlino
Ricordo che ero in Collegio a Pavia e che una cara amica metà tedesca qualche giorno dopo mi portò in regalo un frammento di maceria.
Chi tuttavia volesse oggi farsi un regalo di grande valore, potrebbe considerare l'ultimo libro di Giulietto Chiesa, proprio l'ultimo nel senso che poco dopo ci avrebbe lasciati tutti un po'ì più soli. "Chi ha costruito il muro di Berlino?" si intitola questa sua opera,
https://www.meltemieditore.it/catalogo/costruito-muro-berlino/
di straordinario interesse come le precedenti e forse anche di più, che offre una lettura degli eventi della fine della guerra e del periodo immediatamente successivo che ridisegnano i percorsi logici e storici finendo per regalare un senso nuovo, molto più reale, logico e credibile al mondo attuale e agli eventi che viviamo.
Per chi volesse una sintesi, la trova qui nelle parole dell'autore,
https://www.youtube.com/watch?v=q6ip45jOsEs
che con tono calmo e compassato traccia un quadro potente e deflagrante del periodo storico dal quale prendono vita le radici da cui originano tutto il meglio e tutto il peggio del presente caotico, incerto e per molti versi oscuro che abbiamo ricevuto in sorte di vivere ora.
Tutto da leggere e da ascoltare.
Meltemi Editore
Chi ha costruito il Muro di Berlino? - Meltemi Editore
Il Muro di Berlino costituisce la metafora e la sintesi dell’intera Guerra fredda. È uno dei principali elementi della sconfitta definitiva del socialismo reale di fronte alla straordinaria capacità affabulatrice del capitalismo nella sua fase matura.
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'NA TAZZULELLA 'E CAFE' 🌺🌺🌺
Studio clinico controllato e randomizzato in 200 persone con fibrillazione atriale, metà che assume regolarmente caffé con caffeina e l'altra metà nulla, su un arco di sei mesi. Il rischio di recidiva nei primi è 47% e nei secondi 64%. Il consumo di caffé si associa dunque a un rischio minore del 39% di recidiva (rapporto di rischio, 0.61 [95% CI, 0.42-0.89]; P = .01). "Ah, che bellu ccafè!"
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2841253
Studio clinico controllato e randomizzato in 200 persone con fibrillazione atriale, metà che assume regolarmente caffé con caffeina e l'altra metà nulla, su un arco di sei mesi. Il rischio di recidiva nei primi è 47% e nei secondi 64%. Il consumo di caffé si associa dunque a un rischio minore del 39% di recidiva (rapporto di rischio, 0.61 [95% CI, 0.42-0.89]; P = .01). "Ah, che bellu ccafè!"
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2841253
Jamanetwork
Caffeinated Coffee Consumption or Abstinence to Reduce Atrial Fibrillation
This clinical trial compares the effect of caffeinated coffee consumption vs abstinence from coffee and caffeine on recurrent atrial fibrillation.
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Forwarded from Giubbe Rosse
CECCHINI DEL WEEKEND: TURISTI ITALIANI SOSPETTATI DI AVER SPARATO SUI CIVILI A SARAJEVO DURANTE LA GUERRA IN BOSNIA
I fatti risalgono all'assedio della capitale bosniaca dal 1992 al 1996. I pm milanesi aprono un'inchiesta per omicidio volontario aggravato
Fonte: LA7, 10.11.2025 13:36
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I fatti risalgono all'assedio della capitale bosniaca dal 1992 al 1996. I pm milanesi aprono un'inchiesta per omicidio volontario aggravato
Fonte: LA7, 10.11.2025 13:36
Turisti della guerra in Bosnia, italiani che partivano da Trieste il venerdì è che pagavano anche l'equivalente degli attuali 80 o centomila euro per sparare su civili inermi in città, dopo che si erano appostati sulle colline sopra Sarajevo. Così per divertimento. La storia era già nota, raccontata anche in un documentario del regista sloveno Miran Zupanic, Sarajevo Safari.
Ma la procura di Milano è convinta che tra i cecchini ci fossero anche degli italiani e ha aperto un'inchiesta per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti, la notizia è stata pubblicata oggi da La Repubblica e da Il Giorno.
Il pm milanese Gobbis sta cercando di risalire agli italiani che hanno partecipato al massacro di oltre 11mila persone tra il 1992 e il 1996. Gente proveniente dalla Lombardia, tra cui ci sarebbe il titolare di una clinica privata di Milano che si occupava di estetica, dal Piemonte e anche dal Veneto, simpatizzanti di estrema destra, ricchi e amanti delle armi disposti a partecipare a questo turismo della guerra. Il fascicolo è al momento contro ignoti, nato dall'esposto presentato dal giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni, con la collaborazione dell'avvocato Nicola Brigida e dell'ex magistrato Guido Salvini.
Esiste sul tavolo del magistrato una lista di testimoni che saranno convocati in procura, ex militanti della intelligence bosniaca, funzionari dei servizi segreti sloveni. Potrebbe anche essere ascoltato il regista del documentario Sarajevo Safari.
Nelle carte della indagine c'e' anche la denuncia dell'ex sindaca di Sarajevo che chiede che si indaghi e si assicurino alla giustizia i responsabili. Persone senza scrupoli che pagavano per sparare a gente inerme, con cifre che aumentavano se le vittime erano dei bambini.
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Cecchini del weekend: turisti italiani sospettati di aver sparato sui civili a Sarajevo durante la guerra in Bosnia
I fatti risalgono all'assedio della capitale bosniaca dal 1992 al 1996. I pm milanesi aprono un'inchiesta per omicidio volontario aggravato
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LA MEDICINA HA FATTO COSI' TANTI PROGRESSI 🌺🌺🌺
Che ormai più nessuno è sano.
Tra le email di stamane, già ne avevo messo da parte una da JAMA sulla steatosi epatica associata alla sindrome metabolica, quando l'attenzione mi è cascata su un'altra email, questa dal blog Sensible Medicine, che si occupava precisamente del medesimo argomento. E, come spesso accade, anche stavolta dimostrando grande competenza, equilibrio e buon senso.
Qui di seguito un paio di passaggi dal post di Sensible Medicine, che comunque merita di esser letto (tradurlo è facile) da chiunque, essendo di fatto accessibile anche ai "non addetti".
"Quando etichettiamo una persona sana (o una persona che non considera il rischio) con termini medici come prediabete, dislipidemia o MASLD, dovremmo valutare attentamente le potenziali conseguenze. Fornire una diagnosi ai pazienti può aiutarli a comprendere la propria condizione e ad agire. Tuttavia, mancano studi che dimostrino questo effetto. Può anche danneggiare la percezione che i pazienti hanno della propria salute. I pazienti non sono ancora malati, ma possiamo farli sentire come se lo fossero. Le etichette di malattia possono essere ansiogene, soprattutto se non esiste una soluzione medica semplice."
"In sintesi, sebbene la MASLD sia diffusa e sia necessario impegnarsi per ridurre il peso complessivo della malattia, non esistono soluzioni mediche semplici. Un'alimentazione sana, l'attività fisica e il mantenimento di un peso sano sono raccomandazioni valide per tutti i pazienti e non richiedono una diagnosi di MASLD. Affrontare i fattori di rischio con comprovati benefici sugli esiti è il meglio che possiamo offrire nell'assistenza primaria. Ci sono troppe incertezze nell'affidarsi a test imperfetti e marcatori surrogati per affrontare questo rischio."
Qui il post integrale: https://www.sensible-med.com/p/masld-another-disease-label-for-a
Che ormai più nessuno è sano.
Tra le email di stamane, già ne avevo messo da parte una da JAMA sulla steatosi epatica associata alla sindrome metabolica, quando l'attenzione mi è cascata su un'altra email, questa dal blog Sensible Medicine, che si occupava precisamente del medesimo argomento. E, come spesso accade, anche stavolta dimostrando grande competenza, equilibrio e buon senso.
Qui di seguito un paio di passaggi dal post di Sensible Medicine, che comunque merita di esser letto (tradurlo è facile) da chiunque, essendo di fatto accessibile anche ai "non addetti".
"Quando etichettiamo una persona sana (o una persona che non considera il rischio) con termini medici come prediabete, dislipidemia o MASLD, dovremmo valutare attentamente le potenziali conseguenze. Fornire una diagnosi ai pazienti può aiutarli a comprendere la propria condizione e ad agire. Tuttavia, mancano studi che dimostrino questo effetto. Può anche danneggiare la percezione che i pazienti hanno della propria salute. I pazienti non sono ancora malati, ma possiamo farli sentire come se lo fossero. Le etichette di malattia possono essere ansiogene, soprattutto se non esiste una soluzione medica semplice."
"In sintesi, sebbene la MASLD sia diffusa e sia necessario impegnarsi per ridurre il peso complessivo della malattia, non esistono soluzioni mediche semplici. Un'alimentazione sana, l'attività fisica e il mantenimento di un peso sano sono raccomandazioni valide per tutti i pazienti e non richiedono una diagnosi di MASLD. Affrontare i fattori di rischio con comprovati benefici sugli esiti è il meglio che possiamo offrire nell'assistenza primaria. Ci sono troppe incertezze nell'affidarsi a test imperfetti e marcatori surrogati per affrontare questo rischio."
Qui il post integrale: https://www.sensible-med.com/p/masld-another-disease-label-for-a
Sensible-Med
MASLD: Another Disease Label for a Risk Factor that Leads to Overtesting
We pay close attention to issues of overdiagnosis and overtreatment at Sensible Medicine.
👍29👏12❤7
E IL VACCINAR M'E' DOLCE 🌺🌺🌺
In questo mare.
Studio cinese che mostra come i vaccini covid riducano la sensibilità all'insulina e peggiorino il controllo glucidico nei diabetici. Gli autori tengono a precisare che questi risultati non modificano in alcun modo il rapporto rischio-beneficio dei vaccini covid, sebbene convenga che le persone con diabete controllino accuratamente la glicemia e se del caso aggiungano un ipoglicemizzante alla loro terapia. Amen.
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mco2.70469
In questo mare.
Studio cinese che mostra come i vaccini covid riducano la sensibilità all'insulina e peggiorino il controllo glucidico nei diabetici. Gli autori tengono a precisare che questi risultati non modificano in alcun modo il rapporto rischio-beneficio dei vaccini covid, sebbene convenga che le persone con diabete controllino accuratamente la glicemia e se del caso aggiungano un ipoglicemizzante alla loro terapia. Amen.
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/mco2.70469
Wiley Online Library
SARS‐CoV‐2 Spike Protein as a Target of the COVID‐19 Vaccine Disrupts Insulin Signaling in Type 2 Diabetes
SARS Cov-2 spike protein disrupts insulin signaling in type 2 diabetes as a target of the COVID-19 vaccine in subject with type 2 diabetes (T2D), while metformin improved the insulin signaling variat...
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PROLIFERAZIONE INCONTROLLATA 🌺🌺🌺
Lo scorso anno, uno studio del noto epidemiologo Ioannidis richiamava l'attenzione sugli autori "iperproduttivi", definiti come coloro che pubblicano più di 60 articoli scientifici all'anno, oltre un articolo alla settimana. Ovvio che nessuno è in grado di scrivere tanto. Vuol dire che al meglio a costoro vengono regalate le autorialità, al peggio si tratta di articoli i cui contenuti non possono che destare sospetti rispetto a solidità e credibilità.
Purtroppo, in questi tempi di meritocrazia bibliometrica, in cui cioé un ricercatore è tanto più bravo quanto più pubblica e quante più citazioni riceve, costoro finiscono per passare come "grandi scienziati", con riconoscimenti, finanziamenti, incarichi prestigiosi e via dicendo.
Chi ha tempo cerchi su Google Scholar i nomi di qualcuna delle "star" della scienza che televisioni e giornali ci propongono quotidianamente e veda quante pubblicazioni producono ogni anno:
https://scholar.google.com/
C'è comunque sempre da imparare.
Lo scorso anno, uno studio del noto epidemiologo Ioannidis richiamava l'attenzione sugli autori "iperproduttivi", definiti come coloro che pubblicano più di 60 articoli scientifici all'anno, oltre un articolo alla settimana. Ovvio che nessuno è in grado di scrivere tanto. Vuol dire che al meglio a costoro vengono regalate le autorialità, al peggio si tratta di articoli i cui contenuti non possono che destare sospetti rispetto a solidità e credibilità.
Purtroppo, in questi tempi di meritocrazia bibliometrica, in cui cioé un ricercatore è tanto più bravo quanto più pubblica e quante più citazioni riceve, costoro finiscono per passare come "grandi scienziati", con riconoscimenti, finanziamenti, incarichi prestigiosi e via dicendo.
Chi ha tempo cerchi su Google Scholar i nomi di qualcuna delle "star" della scienza che televisioni e giornali ci propongono quotidianamente e veda quante pubblicazioni producono ogni anno:
https://scholar.google.com/
C'è comunque sempre da imparare.
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E SEMPRE ALLEGRI BISOGNA STARE 🌺🌺🌺
Ieri sera mi ero appuntato di trovare il tempo per un post di commento all'ennesimo interessante articolo della rivista Therapeutics Initiative, bollettino sui farmaci pubblicato dalla University of British Columbia con l'obiettivo di fornire informazioni obiettive e scevre da conflitti di interessi sulle farmacoterapie.
A questo giro, Therapeutics Initiative si è occupato dell'escitalopram, antidepressivo relativamente vecchio. In Italia ad esempio èstato commercializzato nel 2003 e i brevetti sono ampiamente scaduti. Il punto tuttavia è che questo farmaco non è altro che una versione "imbellettata" di un antidepressivo ancor più vecchio, il citalopram, in Italia presente addirittura dal 1990. Escitalopramm arrivò in prossimità dello scadere del brevetto di citalopram, e fu una "furbata" della casa produttrice Lundbeck, mutinazionale danese con un fatturato intorno ai 2,5 miliardi di euro all'anno. Citalopram è in realtà una miscela di due stereoisomeri, di cui uno solo attivo. Lundbeck ha pensato bene di purificare l'isomero attivi e di commercializzarlo come medicinale nuovo, l'escitalopram, appunto, sostenendone la diffusione con vari studi che ne avrebbero dovuto dimostrare il miglior profilo di efficacia e sicurezza rispetto al citalopram. La manovra ha avuto indubbio successo se è vero com'è vero che i medici si sono affrettati ad abbandonare il citalopram in favore dell'escitalopram, che ovviamente costava di più. E costa di più ancora oggi che tutti i brevetti sono scaduti e sono in commercio millemila versioni generiche/equivalenti di entrambi i medicinali.
Therapeutics Initiative ora revisiona la letteratura esistente e documenta che citalopram ed escitalopram pari sono, per efficacia o sicuezza che sia, e dunque è del tutto insensato prescrivere il più costoso e non il meno costoso.
https://www.ti.ubc.ca/2025/11/13/159-escitalopram-vs-citalopram/
La questione vale anche per il nostro paese, Ora vedevo il recentissimo rapporto OsMed sull'utilizzo dei farmaci in Italia, da cui risulta che escitalopram rimane tra gli antidepressivi serotoninergici più prescritti dopo la vortioxetina, con quasi 8 dodi definite giornaliere (DDD) al giorno per 1.000 abitanti (come se ogni giorno 8 persone su 1.000, neonati inclusi, prendessero questo farmaco). Per contro il citalopram sta a 4 DDD. Solo che l'escitalopram per dose costa in media 0,97 euro verso i 0,35 del citalopram. Fatevi un po' di conti.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(pag. 552)
Lundbeck ai tempi fu anche sanzionata dall'UE per pratiche commerciali scorrette, avendo fatto accordi con altre aziende per ritardare l'immissione in commercio degli equivalenti di citalopram. L'UE inflisse nel 2013 una multa di 94 milioni di euro. La notizia è riportata sulla pagine di wikipedia dedicata a Lundbeck, ma solo nella versione inglese e non in quella italiana.
https://en.wikipedia.org/wiki/Lundbeck
Per contestualizzare, I ricavi complessivi di Lundbeck nel 2013 furono di circa 2.5 miliardi di dollari e nei soli USA il citalopram vendeva per alcune centinaia di milioni di dollari. Nei soli USA.
https://www.lundbeck.com/content/dam/lundbeck-com/masters/global-site/global-site/investors/reports-and-presentations-/2013/annual-report-2013.pdf
L'escitalopram è un esempio di "evergreening", pratica utilizzata spessissimo dalle aziende farmaceutiche per prolungare senza sforzo certe rendite di posizione sul mercato dei medicinali.
https://en.wikipedia.org/wiki/Evergreening
(continua nel post successivo)
Ieri sera mi ero appuntato di trovare il tempo per un post di commento all'ennesimo interessante articolo della rivista Therapeutics Initiative, bollettino sui farmaci pubblicato dalla University of British Columbia con l'obiettivo di fornire informazioni obiettive e scevre da conflitti di interessi sulle farmacoterapie.
A questo giro, Therapeutics Initiative si è occupato dell'escitalopram, antidepressivo relativamente vecchio. In Italia ad esempio èstato commercializzato nel 2003 e i brevetti sono ampiamente scaduti. Il punto tuttavia è che questo farmaco non è altro che una versione "imbellettata" di un antidepressivo ancor più vecchio, il citalopram, in Italia presente addirittura dal 1990. Escitalopramm arrivò in prossimità dello scadere del brevetto di citalopram, e fu una "furbata" della casa produttrice Lundbeck, mutinazionale danese con un fatturato intorno ai 2,5 miliardi di euro all'anno. Citalopram è in realtà una miscela di due stereoisomeri, di cui uno solo attivo. Lundbeck ha pensato bene di purificare l'isomero attivi e di commercializzarlo come medicinale nuovo, l'escitalopram, appunto, sostenendone la diffusione con vari studi che ne avrebbero dovuto dimostrare il miglior profilo di efficacia e sicurezza rispetto al citalopram. La manovra ha avuto indubbio successo se è vero com'è vero che i medici si sono affrettati ad abbandonare il citalopram in favore dell'escitalopram, che ovviamente costava di più. E costa di più ancora oggi che tutti i brevetti sono scaduti e sono in commercio millemila versioni generiche/equivalenti di entrambi i medicinali.
Therapeutics Initiative ora revisiona la letteratura esistente e documenta che citalopram ed escitalopram pari sono, per efficacia o sicuezza che sia, e dunque è del tutto insensato prescrivere il più costoso e non il meno costoso.
https://www.ti.ubc.ca/2025/11/13/159-escitalopram-vs-citalopram/
La questione vale anche per il nostro paese, Ora vedevo il recentissimo rapporto OsMed sull'utilizzo dei farmaci in Italia, da cui risulta che escitalopram rimane tra gli antidepressivi serotoninergici più prescritti dopo la vortioxetina, con quasi 8 dodi definite giornaliere (DDD) al giorno per 1.000 abitanti (come se ogni giorno 8 persone su 1.000, neonati inclusi, prendessero questo farmaco). Per contro il citalopram sta a 4 DDD. Solo che l'escitalopram per dose costa in media 0,97 euro verso i 0,35 del citalopram. Fatevi un po' di conti.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(pag. 552)
Lundbeck ai tempi fu anche sanzionata dall'UE per pratiche commerciali scorrette, avendo fatto accordi con altre aziende per ritardare l'immissione in commercio degli equivalenti di citalopram. L'UE inflisse nel 2013 una multa di 94 milioni di euro. La notizia è riportata sulla pagine di wikipedia dedicata a Lundbeck, ma solo nella versione inglese e non in quella italiana.
https://en.wikipedia.org/wiki/Lundbeck
Per contestualizzare, I ricavi complessivi di Lundbeck nel 2013 furono di circa 2.5 miliardi di dollari e nei soli USA il citalopram vendeva per alcune centinaia di milioni di dollari. Nei soli USA.
https://www.lundbeck.com/content/dam/lundbeck-com/masters/global-site/global-site/investors/reports-and-presentations-/2013/annual-report-2013.pdf
L'escitalopram è un esempio di "evergreening", pratica utilizzata spessissimo dalle aziende farmaceutiche per prolungare senza sforzo certe rendite di posizione sul mercato dei medicinali.
https://en.wikipedia.org/wiki/Evergreening
(continua nel post successivo)
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(continua dal post precedente)
Altri esempi, in cui i medici in tutto il mondo sono cascati e cascano come pesci lessi, pere cotte, zucchine secche via dicendo, sono l'antiacido esomeprazolo per l'omeprazolo, l'altro antiacido dexlansoprazolo per il lansoprazolo, l'antipsicotico paliperidone per il risperidone, la lisdexanfetamina per l'anfetamina (in questi ultimi due casi si tratta dei metaboliti attivi), e via dicendo. Perché questo accade? Da un lato per la limitata cultura farmacologica e scientifica della maggior parte dei medici e dall'altro per il monopolio che l'industria farmaceutica mantiene sull'informazione sui farmaci e prima ancora sulla produzione delle evidenze. Se gli studi li fa tutti o quasi l'industria perché ha i soldi e le risorse per farli e perché il sistema è congegnato per favorire le aziende e ostacolare le università e gli enti di ricerca pubblici, ovvio che alla fine produrranno determinati risultati. E se non basta ci penserà il sistema pubblicitario e commerciale aziendale a convincere pubblico e critica.
Nel frattempo, dalla lettura del rapporto OsMed risulta che in Italia continua a crescere l'uso di antidepressivi, con una tendenza costante e apparentemente inarrestabile. In totale, nel 2024 lo stato ha speso 450 milioni di euro per questi farmaci (dunque non è conteggiata la spesa privata a carico dei cittadini) con un consumo di oltre 48 DDD x 1.000 abitanti, come se quasi 50 persone su 1.000, neonati inclusi, ogni giorno prendesse una dose di antidepressivo. Una persona su 20.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(pag. 551)
Che dire? Pare evidente la volontà di evitare che il nostro piangere faccia male al re, al ricco e al cardinale, che, com'è ampiamente noto, diventan tristi se noi piangiam.
Altri esempi, in cui i medici in tutto il mondo sono cascati e cascano come pesci lessi, pere cotte, zucchine secche via dicendo, sono l'antiacido esomeprazolo per l'omeprazolo, l'altro antiacido dexlansoprazolo per il lansoprazolo, l'antipsicotico paliperidone per il risperidone, la lisdexanfetamina per l'anfetamina (in questi ultimi due casi si tratta dei metaboliti attivi), e via dicendo. Perché questo accade? Da un lato per la limitata cultura farmacologica e scientifica della maggior parte dei medici e dall'altro per il monopolio che l'industria farmaceutica mantiene sull'informazione sui farmaci e prima ancora sulla produzione delle evidenze. Se gli studi li fa tutti o quasi l'industria perché ha i soldi e le risorse per farli e perché il sistema è congegnato per favorire le aziende e ostacolare le università e gli enti di ricerca pubblici, ovvio che alla fine produrranno determinati risultati. E se non basta ci penserà il sistema pubblicitario e commerciale aziendale a convincere pubblico e critica.
Nel frattempo, dalla lettura del rapporto OsMed risulta che in Italia continua a crescere l'uso di antidepressivi, con una tendenza costante e apparentemente inarrestabile. In totale, nel 2024 lo stato ha speso 450 milioni di euro per questi farmaci (dunque non è conteggiata la spesa privata a carico dei cittadini) con un consumo di oltre 48 DDD x 1.000 abitanti, come se quasi 50 persone su 1.000, neonati inclusi, ogni giorno prendesse una dose di antidepressivo. Una persona su 20.
https://www.aifa.gov.it/documents/20142/3159201/AIFA_Rapporto_OsMed_2024.pdf
(pag. 551)
Che dire? Pare evidente la volontà di evitare che il nostro piangere faccia male al re, al ricco e al cardinale, che, com'è ampiamente noto, diventan tristi se noi piangiam.
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GIORNATA NAZIONALE PARKINSON 2025 🌺🌺🌺
Quest'anno celebrata sabato 29 novembre, ha l'obiettivo di sensibilizzare sulla seconda più frequente malattia neurodegenerativa cronica dopo l'Alzheimer e che nel solo nostro paese colpisce circa 300.000 persone. Il Parkinson non ha cura, i trattamenti sono solo sintomatici e sebbene possano garantire una qualità di vita eccellente per molto tempo non modificano la progressione della malattia. E' dunque indispensabile investire in ricerca per nuove cure e per l'assistenza, la quale ultima è complessa e multidisciplinare e richiede preparazione specifica per medico, neurologo e tutto il personale sanitario come pure per il paziente, i suoi famigliari e chi lo accudisce. E' inoltre indispensabile far conoscere la malattia per una diagnosi tempestiva.
Per chi fosse in zona Varese, queste sono le iniziative diell'Associazione Parkinson Insubria che riunisce pazienti, famigliari e tutti coloro che vogliano dare aiuto a chi convive con questa ben poco piacevole compagnia.
Quest'anno celebrata sabato 29 novembre, ha l'obiettivo di sensibilizzare sulla seconda più frequente malattia neurodegenerativa cronica dopo l'Alzheimer e che nel solo nostro paese colpisce circa 300.000 persone. Il Parkinson non ha cura, i trattamenti sono solo sintomatici e sebbene possano garantire una qualità di vita eccellente per molto tempo non modificano la progressione della malattia. E' dunque indispensabile investire in ricerca per nuove cure e per l'assistenza, la quale ultima è complessa e multidisciplinare e richiede preparazione specifica per medico, neurologo e tutto il personale sanitario come pure per il paziente, i suoi famigliari e chi lo accudisce. E' inoltre indispensabile far conoscere la malattia per una diagnosi tempestiva.
Per chi fosse in zona Varese, queste sono le iniziative diell'Associazione Parkinson Insubria che riunisce pazienti, famigliari e tutti coloro che vogliano dare aiuto a chi convive con questa ben poco piacevole compagnia.
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EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITA' 🌺🌺🌺
“Vede architetto, è tutta una catena di affetti che né io e né lei possiamo spezzare. Lei ama mia moglie, mia moglie è affezionatissima a Birillo. Birillo adora le bambine. Le bambine sono attaccatissime alla governante…”.
“La governante?!”
“Tedesca, due anni di contratto, severissima, in uniforme. Insomma, chi si prende Donatella, deve prendersi per forza tutto il blocco”
Nel frattempo, in Cina...
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_la_nuova_frontiera_delleducazione_scientifica_un_piano_strategico_verso_il_2035/45289_63613/
“Vede architetto, è tutta una catena di affetti che né io e né lei possiamo spezzare. Lei ama mia moglie, mia moglie è affezionatissima a Birillo. Birillo adora le bambine. Le bambine sono attaccatissime alla governante…”.
“La governante?!”
“Tedesca, due anni di contratto, severissima, in uniforme. Insomma, chi si prende Donatella, deve prendersi per forza tutto il blocco”
Nel frattempo, in Cina...
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-cina_la_nuova_frontiera_delleducazione_scientifica_un_piano_strategico_verso_il_2035/45289_63613/
www.lantidiplomatico.it
Cina, la nuova frontiera dell’educazione scientifica: un piano strategico verso il 2035
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IMMUNOBRIDGING 🌺🌺🌺
Over troubled water.
Una lettera, pubblicata lo scorso settembre sulla prestigiosissima Nature Medicine a firma di vari autorevoli accademici statunitensi, esemplifica molto bene i fondamenti della narrazione di sistema che ha legittimato l'esenzione dei vaccini covid da qualsiasi forma di valutazione clinica dell'efficacia e della sicurezza, affidandoli come un qualsiasi antiinfluenzale alla metodologia dell'immunobridging, ovvero della certificazione di efficacia sulla base della semplice constatazione che i livelli anticorpali di un nuovo vaccino sono paragonabili a quelli del vaccino in versione precedente.
https://www.nature.com/articles/s41591-025-03908-z
Questi autori esoridscono fin dal primo paragrafo con affermazioni a dir poco coraggiose, del tipo: "Questi primi studi [del 2020, autorizzativi dei primi vaccini covid, quelli che durarono meno di due mesi, tarati sul solo covid sintomatico di regola lieve e null'altro] sono stati tra i più grandi studi clinici della storia recente, hanno coinvolto decine di migliaia di partecipanti e hanno fornito prove definitive della sicurezza e dell'efficacia dei vaccini contro il SARS-CoV-2.".
Citano quindi la recente presa di posizione istituzionale di Prasad e Mackary, che dai vertici trumpiani dell'FDA si permisero qualche mese fa di proporre che quanto meno per i giovani a rischio covid zero o quasi si continuasse a ricorrere agli studi clinici verso placebo. E contro costoro sparano ad alzo zero, con quelle che ritengono dal loro punto di vista essere le migliori motivazioni, e che sono una splendida sintesi di come e quanto il sistema pubblico e istituzionale sia inesorabilmente e irrimediabilmente inchinato agli interessi privati. Leggiamo insieme:
"Questo scostamento [proposto timidamente da Mackary e Prasad e solo per i soggetti a basso rischio] dalla strategia convenzionale di immunobridging introduce diverse sfide. Il rischio di COVID-19 grave nelle popolazioni adulte sane è basso, il che richiede studi clinici ampi e costosi. Tali studi sarebbero lunghi, probabilmente richiedendo un anno o più per essere completati. La giustificazione per un braccio placebo non è semplice, date le prove esistenti a supporto della sicurezza e della moderata efficacia degli attuali richiami. Secondo la Dichiarazione di Helsinki, l'uso di un placebo è appropriato solo in presenza di una sostanziale incertezza sulla sicurezza e sull'efficacia. Ritardi nella valutazione, nell'autorizzazione all'immissione in commercio e nell'accesso al pubblico dei vaccini potrebbero comportare una maggiore morbilità e mortalità tra i pazienti, in particolare quelli con fattori di rischio non diagnosticati in precedenza. Inoltre, richiedere studi clinici così costosi per l'aggiornamento dei vaccini contro il COVID-19 potrebbe scoraggiare le aziende farmaceutiche dal proseguirne lo sviluppo."
Chiaro? Gli studi sarebbero troppo costosi, richiederebbero eccessivo sforzo per portare un prodotto in commercio e di conseguenza si perderebbe la prospettiva di profitto che è l'unica leva che spinge l'industria a impegnarsi minimamente. E hanno ragione da vendere.
(segue nel post successivo)
Over troubled water.
Una lettera, pubblicata lo scorso settembre sulla prestigiosissima Nature Medicine a firma di vari autorevoli accademici statunitensi, esemplifica molto bene i fondamenti della narrazione di sistema che ha legittimato l'esenzione dei vaccini covid da qualsiasi forma di valutazione clinica dell'efficacia e della sicurezza, affidandoli come un qualsiasi antiinfluenzale alla metodologia dell'immunobridging, ovvero della certificazione di efficacia sulla base della semplice constatazione che i livelli anticorpali di un nuovo vaccino sono paragonabili a quelli del vaccino in versione precedente.
https://www.nature.com/articles/s41591-025-03908-z
Questi autori esoridscono fin dal primo paragrafo con affermazioni a dir poco coraggiose, del tipo: "Questi primi studi [del 2020, autorizzativi dei primi vaccini covid, quelli che durarono meno di due mesi, tarati sul solo covid sintomatico di regola lieve e null'altro] sono stati tra i più grandi studi clinici della storia recente, hanno coinvolto decine di migliaia di partecipanti e hanno fornito prove definitive della sicurezza e dell'efficacia dei vaccini contro il SARS-CoV-2.".
Citano quindi la recente presa di posizione istituzionale di Prasad e Mackary, che dai vertici trumpiani dell'FDA si permisero qualche mese fa di proporre che quanto meno per i giovani a rischio covid zero o quasi si continuasse a ricorrere agli studi clinici verso placebo. E contro costoro sparano ad alzo zero, con quelle che ritengono dal loro punto di vista essere le migliori motivazioni, e che sono una splendida sintesi di come e quanto il sistema pubblico e istituzionale sia inesorabilmente e irrimediabilmente inchinato agli interessi privati. Leggiamo insieme:
"Questo scostamento [proposto timidamente da Mackary e Prasad e solo per i soggetti a basso rischio] dalla strategia convenzionale di immunobridging introduce diverse sfide. Il rischio di COVID-19 grave nelle popolazioni adulte sane è basso, il che richiede studi clinici ampi e costosi. Tali studi sarebbero lunghi, probabilmente richiedendo un anno o più per essere completati. La giustificazione per un braccio placebo non è semplice, date le prove esistenti a supporto della sicurezza e della moderata efficacia degli attuali richiami. Secondo la Dichiarazione di Helsinki, l'uso di un placebo è appropriato solo in presenza di una sostanziale incertezza sulla sicurezza e sull'efficacia. Ritardi nella valutazione, nell'autorizzazione all'immissione in commercio e nell'accesso al pubblico dei vaccini potrebbero comportare una maggiore morbilità e mortalità tra i pazienti, in particolare quelli con fattori di rischio non diagnosticati in precedenza. Inoltre, richiedere studi clinici così costosi per l'aggiornamento dei vaccini contro il COVID-19 potrebbe scoraggiare le aziende farmaceutiche dal proseguirne lo sviluppo."
Chiaro? Gli studi sarebbero troppo costosi, richiederebbero eccessivo sforzo per portare un prodotto in commercio e di conseguenza si perderebbe la prospettiva di profitto che è l'unica leva che spinge l'industria a impegnarsi minimamente. E hanno ragione da vendere.
(segue nel post successivo)
Nature
Improving the evidence base for COVID-19 vaccines
Nature Medicine - Improving the evidence base for COVID-19 vaccines
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(segue dal post precedente)
Lo affermava d'altra parte già decenni fa Marcia Angell, docente ad Harvard e già editor in chief del NEJM: gli studi clinici autorizzativi dovrebbero essere condotti da soggetti pubblici senza conflitti di interessi. Se poi consideriamo che la maggior parte dei medicinali, vaccini compresi, origina da scoperte originariamente raggiunte in università e centri di ricerca pubblici con fondi altrettanto pubblici, e che è unicamente il nostro attuale sistema capitalistico, finanziario e mercatista, che impone l'intervento del privato nella fase in cui i frutti maturano e vanno colti, è abbastanza evidente che sarebbe indispensabile una revisione radicale delle regole che ci faccia ritornare ad almeno 40-50 anni fa. Mentre lettere come quella recentemente pubblicata su Nature Medicine ci fanno comprendere quanto una inversione del genere sia oggi sostanzialmente impossibile, considerando quanto il sistema pubblico e i suoi interpreti siano tutti permeati di certe apodittiche convinzioni probabilmente impossibili da estirpare.
PS: e che si sarebbe finiti così, ad autorizzare un vaccino dietro l'altro sulla sola base degli anticorpi, con l'avvocato Olga Milanese lo scrivemmo nel 2022. Ma appunto non ci voleva certo la palla di cristallo, a conoscere un minimo i nostri "polli"...
https://www.studiocataldi.it/articoli/45064-autorizzazioni-vaccini-covid-su-quali-basi.asp
https://www.nature.com/articles/s41591-025-03908-z
Lo affermava d'altra parte già decenni fa Marcia Angell, docente ad Harvard e già editor in chief del NEJM: gli studi clinici autorizzativi dovrebbero essere condotti da soggetti pubblici senza conflitti di interessi. Se poi consideriamo che la maggior parte dei medicinali, vaccini compresi, origina da scoperte originariamente raggiunte in università e centri di ricerca pubblici con fondi altrettanto pubblici, e che è unicamente il nostro attuale sistema capitalistico, finanziario e mercatista, che impone l'intervento del privato nella fase in cui i frutti maturano e vanno colti, è abbastanza evidente che sarebbe indispensabile una revisione radicale delle regole che ci faccia ritornare ad almeno 40-50 anni fa. Mentre lettere come quella recentemente pubblicata su Nature Medicine ci fanno comprendere quanto una inversione del genere sia oggi sostanzialmente impossibile, considerando quanto il sistema pubblico e i suoi interpreti siano tutti permeati di certe apodittiche convinzioni probabilmente impossibili da estirpare.
PS: e che si sarebbe finiti così, ad autorizzare un vaccino dietro l'altro sulla sola base degli anticorpi, con l'avvocato Olga Milanese lo scrivemmo nel 2022. Ma appunto non ci voleva certo la palla di cristallo, a conoscere un minimo i nostri "polli"...
https://www.studiocataldi.it/articoli/45064-autorizzazioni-vaccini-covid-su-quali-basi.asp
https://www.nature.com/articles/s41591-025-03908-z
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CARAMELLE DA UNO SCONOSCIUTO 🌺🌺🌺
Ci sono parecchi motivi per ritenere che la promozione pubblicitaria di vaccini e campagne vaccinali non rispetti le norme.
Post di un anno fa: https://t.me/MarCosent/3625
Ci sono parecchi motivi per ritenere che la promozione pubblicitaria di vaccini e campagne vaccinali non rispetti le norme.
Post di un anno fa: https://t.me/MarCosent/3625
Telegram
Marco Cosentino
VACCINI E PUBBLICITA' 🌺🌺🌺
Si moltiplicano le iniziative delle aziende sanitarie locali/ospedaliere/territoriali, spesso in collaborazione con altre amministrazioni pubbliche, volte alla pubblicizzazione di "open day" dedicati alla somministrazione libera…
Si moltiplicano le iniziative delle aziende sanitarie locali/ospedaliere/territoriali, spesso in collaborazione con altre amministrazioni pubbliche, volte alla pubblicizzazione di "open day" dedicati alla somministrazione libera…
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