Forwarded from ContiamoCi!
📚 La scuola sospesa tra istruzione e pedagogismo
🔍 Capire l’origine della crisi educativa per costruire una scuola migliore
La scuola italiana vive una fase decisiva: perdita dei saperi, fragilità delle competenze di base, digitalizzazione senza criteri, riforme continue senza risultati reali.
🎤 Due giornate per fare chiarezza, ascoltare studiosi e insegnanti, e tornare al cuore dell’educazione: la trasmissione del sapere come fondamento della libertà e della crescita personale e civile.
🗓 15 novembre - 14:45-19:00
🗓 16 novembre - 8:45-13:00
📍 Corso Fogazzaro 18, Vicenza
📩 Prenota ora il tuo posto: eventi@contiamoci.net
📕 Novità editoriale!
Durante il convegno sarà presentato e disponibile il nuovo libro:
"Salvare i saperi per salvare la scuola"
a cura di Elisabetta Frezza
Un’opera corale che denuncia la perdita delle basi culturali nella scuola e propone una via per restituirle dignità, serietà, profondità.
👉 Acquista qui: www.contiamoci.net/pubblicazioni
👉 Oppure ritiralo direttamente al convegno
🙏 Partecipa e diffondi
Per chi vuole una scuola che restituisca ai giovani strumenti, conoscenza e libertà interiore.
🔍 Capire l’origine della crisi educativa per costruire una scuola migliore
La scuola italiana vive una fase decisiva: perdita dei saperi, fragilità delle competenze di base, digitalizzazione senza criteri, riforme continue senza risultati reali.
🎤 Due giornate per fare chiarezza, ascoltare studiosi e insegnanti, e tornare al cuore dell’educazione: la trasmissione del sapere come fondamento della libertà e della crescita personale e civile.
🗓 15 novembre - 14:45-19:00
🗓 16 novembre - 8:45-13:00
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Durante il convegno sarà presentato e disponibile il nuovo libro:
"Salvare i saperi per salvare la scuola"
a cura di Elisabetta Frezza
Un’opera corale che denuncia la perdita delle basi culturali nella scuola e propone una via per restituirle dignità, serietà, profondità.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
BUTTATO FUORI PER UNA DOMANDA, LA PUNTA DELL'ICEBERG DELLO SFRUTTAMENTO NEL GIORNALISMO
Il caso di Gabriele Nunziati, collega a cui Agenzia Nova ha troncato la collaborazione per aver posto semplicemente una domanda alla portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho ("Pensa che Israele dovrebbe ripagare per i danni fatti a Gaza, visto che ha quasi totalmente distrutto la Striscia e le sue infrastrutture?"), suo malgrado rappresenta la condizione purtroppo normale - letteralmente: nella norma - del giornalismo italiano.
Un settore ad altissimo tasso di precarietà, fondato sullo sfruttamento generalizzato della professionalità, con fior di cronisti appesi agli andirivieni e ai tagli di bilancio di aziende editoriali per la maggior parte gestite, specie nell'improvvisato fai-da-te del web, in modo dilettantesco o, quando proprio va bene, con metodi padronali la cui vittima designata è il loro stesso oggetto sociale: l'informazione. Di regola, con altrettanto normalizzata ipocrisia, omaggiata con un'enfasi retorica inversamente proporzionale al suo effettivo rispetto nei fatti.
Questo a dire che se è la cattedrale di menzogne e omissioni rappresentata dalla propaganda Ue a fornire la motivazione politica, è però un certo modo di intendere la produzione di notizie, a costituire il problema di fondo di un sistema mediatico compromesso anche nelle sue ramificazioni minori. Agenzia Nova è stata fondata più di vent'anni da Fabio Squillante, autore della nota inviata a Fanpage con la spiegazione, se si vuole onesta nella sua spudoratezza, in cui ammette che il "rapporto di fiducia" è "venuto a cessare" perchè il contenuto di quella semplice domanda ha messo il collaboratore fuori dalla linea politica dell'agenzia.
Ora, Squillante risulta "direttore generale", s'intende dell'impresa. Mi domando se sia vivo, anche se evidentemente non lotta in mezzo a noi, il direttore responsabile della testata. Basta fare un rapido controllo al sito (sulla cui homepage deve esserne per legge indicato il nome), per trovare quello di Riccardo Bormioli, già alla direzione di un'altra agenzia, Aga, oltre che ex vicedirettore di BresciaOggi.
Per prassi, buonsenso e, secondo me, anche dovere, avrebbe dovuto semmai essere lui a esprimersi (anche perché, da contratto nazionale, è il direttore responsabile che, almeno formalmente, avrebbe l'esclusivo potere di decidere assunzioni, licenziamenti ecc). Mi si dirà: perchè intignarsi su questo particolare, che sa appunto di questione formale più che sostanziale? Perchè invece ha molto di sostanziale.
Perché ci sono realtà, in quella giungla che sono i media di taglia varia, in cui editori, amministratori e figure giornalistiche di vertice si scambiano i ruoli, palesando un dato, se si vuole ovvio ma non per questo accettabile, comune un po' a tutti: e cioè che il giornalista il quale, nella sua ingenuità, magari vorrebbe fare questo bellissimo mestiere da giornalista, e non da agitprop, è sotto scopa di chi può buttarlo fuori il giorno dopo, in quanto è l'intera piramide a poggiare su collaborazioni evanescenti, in genere sottopagate, e con la spada di damocle di una strutturale insicurezza sopra la testa.
Non so se fosse così anche per il collega Nunziati. Ma vi assicuro che è così per un buon 80% della manovalanza a basso costo che corrisponde alla base di soldati semplici del giornalismo in Italia. Fanti di quella guerra per la manipolazione del consenso in cui i primi a farne le spese, giù in basso nelle trincee, sono quelli che in ogni stramaledettissima guerra sono da sempre mandati a dare il proprio sangue come carne da macello.
Alessio Mannino
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Il caso di Gabriele Nunziati, collega a cui Agenzia Nova ha troncato la collaborazione per aver posto semplicemente una domanda alla portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho ("Pensa che Israele dovrebbe ripagare per i danni fatti a Gaza, visto che ha quasi totalmente distrutto la Striscia e le sue infrastrutture?"), suo malgrado rappresenta la condizione purtroppo normale - letteralmente: nella norma - del giornalismo italiano.
Un settore ad altissimo tasso di precarietà, fondato sullo sfruttamento generalizzato della professionalità, con fior di cronisti appesi agli andirivieni e ai tagli di bilancio di aziende editoriali per la maggior parte gestite, specie nell'improvvisato fai-da-te del web, in modo dilettantesco o, quando proprio va bene, con metodi padronali la cui vittima designata è il loro stesso oggetto sociale: l'informazione. Di regola, con altrettanto normalizzata ipocrisia, omaggiata con un'enfasi retorica inversamente proporzionale al suo effettivo rispetto nei fatti.
Questo a dire che se è la cattedrale di menzogne e omissioni rappresentata dalla propaganda Ue a fornire la motivazione politica, è però un certo modo di intendere la produzione di notizie, a costituire il problema di fondo di un sistema mediatico compromesso anche nelle sue ramificazioni minori. Agenzia Nova è stata fondata più di vent'anni da Fabio Squillante, autore della nota inviata a Fanpage con la spiegazione, se si vuole onesta nella sua spudoratezza, in cui ammette che il "rapporto di fiducia" è "venuto a cessare" perchè il contenuto di quella semplice domanda ha messo il collaboratore fuori dalla linea politica dell'agenzia.
Ora, Squillante risulta "direttore generale", s'intende dell'impresa. Mi domando se sia vivo, anche se evidentemente non lotta in mezzo a noi, il direttore responsabile della testata. Basta fare un rapido controllo al sito (sulla cui homepage deve esserne per legge indicato il nome), per trovare quello di Riccardo Bormioli, già alla direzione di un'altra agenzia, Aga, oltre che ex vicedirettore di BresciaOggi.
Per prassi, buonsenso e, secondo me, anche dovere, avrebbe dovuto semmai essere lui a esprimersi (anche perché, da contratto nazionale, è il direttore responsabile che, almeno formalmente, avrebbe l'esclusivo potere di decidere assunzioni, licenziamenti ecc). Mi si dirà: perchè intignarsi su questo particolare, che sa appunto di questione formale più che sostanziale? Perchè invece ha molto di sostanziale.
Perché ci sono realtà, in quella giungla che sono i media di taglia varia, in cui editori, amministratori e figure giornalistiche di vertice si scambiano i ruoli, palesando un dato, se si vuole ovvio ma non per questo accettabile, comune un po' a tutti: e cioè che il giornalista il quale, nella sua ingenuità, magari vorrebbe fare questo bellissimo mestiere da giornalista, e non da agitprop, è sotto scopa di chi può buttarlo fuori il giorno dopo, in quanto è l'intera piramide a poggiare su collaborazioni evanescenti, in genere sottopagate, e con la spada di damocle di una strutturale insicurezza sopra la testa.
Non so se fosse così anche per il collega Nunziati. Ma vi assicuro che è così per un buon 80% della manovalanza a basso costo che corrisponde alla base di soldati semplici del giornalismo in Italia. Fanti di quella guerra per la manipolazione del consenso in cui i primi a farne le spese, giù in basso nelle trincee, sono quelli che in ogni stramaledettissima guerra sono da sempre mandati a dare il proprio sangue come carne da macello.
Alessio Mannino
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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Forwarded from Giubbe Rosse
PARAMOUNT HA CREATO UNA LISTA NERA DI STAR CONSIDERATE OSTILI A ISRAELE
Fonte: i24 News
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Fonte: i24 News
Secondo un articolo pubblicato da Variety, la Paramount Pictures, sotto la direzione del suo nuovo capo David Ellison, avrebbe stilato una lista nera di talenti ritenuti "apertamente antisemiti", "xenofobi" o "omofobi". Tra gli attori coinvolti, nomi come Javier Bardem, Joaquin Phoenix, Emma Stone e Mark Ruffalo potrebbero essere rifiutati in studio nel prossimo futuro.
Questa decisione si inserisce in un contesto di tensione sullo sfondo della guerra a Gaza: lo scorso settembre, la Paramount è diventata il primo grande studio di Hollywood a respingere pubblicamente una lettera che chiedeva un boicottaggio culturale delle istituzioni cinematografiche israeliane, accusate di "genocidio e apartheid" contro i palestinesi. La lettera, che è stata ampiamente pubblicizzata, è stata firmata da centinaia di registi e attori, tra cui Bardem, Stone, Phoenix, Ruffalo, Olivia Colman, Tilda Swinton e Ava DuVernay.
Variety riporta che l'iniziativa di David Ellison mira anche a ridefinire il profilo di Paramount, con un focus su contenuti che siano "America-centrici" e potenzialmente favorevoli ai sostenitori del MAGA. Questo orientamento potrebbe influenzare la scelta dei talenti assunti, con una preferenza per quelli allineati con la nuova visione dello studio.
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i24NEWS
Paramount aurait créé une « liste noire » ciblant les stars hollywoodiennes qui boycottent Israël - i24NEWS
En septembre dernier, Paramount est devenu le premier grand studio hollywoodien à rejeter publiquement une lettre appelant au boycott culturel de l'Etat hébreu
🤬20❤9😐2
AUTOIMMUNITA' VACCINALE 🌺🌺🌺
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche un autore italiano), che caratterizza in clinica e in un modello animale il meccanismo che causerebbe la miocardite da vaccino COVID-19a RNA.
Scrivono gli autori che "le cellule T di pazienti con miopericardite acuta riconoscono epitopi Spike codificati dal vaccino omologhi a quelli delle proteine cardiache. Uno di questi epitopi, che mima una sequenza amminoacidica di un canale del K+ espresso dai cardiomiociti, ha indotto miopericardite acuta nei topi. Quando sono state analizzate le risposte funzionali al canale Kv2, i pazienti con miopericardite acuta dopo la vaccinazione con RNA, ma non i pazienti con COVID-19, hanno mostrato un pattern espanso di produzione di citochine simile a quello osservato nei topi con miopericardite acuta e nella miocardite autoimmune. Fondamentalmente, l'autoimmunità delle cellule T segrega nei linfociti T che esprimono cMet (fattore di transizione epiteliale c-mesenchimale) cardiotropico ed è prevenuta dall'inibizione di cMet, suggerendo che l'imprinting cardiaco, consentito dalla biodistribuzione unica del vaccino a RNA, sia necessario per lo sviluppo di miopericardite acuta."
In altri termini, il meccanismo promosso in questo studio sarebbe legato alla somiglianza tra un pezzo di Spike e un pezzo di proteina cardiaca che svolge la funzione di canale per il potassio. Molto interessante il fatto che la medesima risposta immunitaria la si nota nelle persone con COVID-19 ma in costoro non si manifesta miopericardite acuta. Ipotizzano gli autori che oltre alla somiglianza molecolare siano in gioco altri fattori tra cui la biodistribuzione sistemica del vaccino, che viene iniettato, diversa e di regola molto più estesa e penetrante di quella del virus, che viene inalato, nonché fattori forse anche di natura immunologica e genetica. A dire insomma che con qualche ulteriore ricerca forse si potrebbero identificare marcatori indicativi delle persone a maggior rischio di sviluppare miopericardite acuta da vaccino. E comunque, con buona pace dei grandi studi epidemiologici che ammoniscono sul maggior rischio di miopericardite acuta dopo COVID-19 rispetto al vaccino, questa ricerca pare suggerire cose diverse.
Due ultime considerazioni: questi ricercatori non si occupano dell'eventuale presenza della proteina Spike nelle lesioni miocardiche, riportata invece in altri studi. Perdiamo così l'occasione di saperne di più sul possibile ruolo di questa proteina come indicatore del coinvolgimento dei vaccini nel danno cardiaco. Altra cosa: gli autori non pare abbiamo conflitti di interesse di rilievo e lo studio è realizzato con fondi pubblici istituzionali. Non specificamente dedicati alla ricerca sui vaccini, sarebbe forse chiedere troppo, ma insomma bravi costoro a orientarsi su questo tipo di ricerca di cui da sempre si sente il bisogno, A testimonianza del fatto che talvolta volere pare davvero corrispondere a potere.
https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.125.074644
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche un autore italiano), che caratterizza in clinica e in un modello animale il meccanismo che causerebbe la miocardite da vaccino COVID-19a RNA.
Scrivono gli autori che "le cellule T di pazienti con miopericardite acuta riconoscono epitopi Spike codificati dal vaccino omologhi a quelli delle proteine cardiache. Uno di questi epitopi, che mima una sequenza amminoacidica di un canale del K+ espresso dai cardiomiociti, ha indotto miopericardite acuta nei topi. Quando sono state analizzate le risposte funzionali al canale Kv2, i pazienti con miopericardite acuta dopo la vaccinazione con RNA, ma non i pazienti con COVID-19, hanno mostrato un pattern espanso di produzione di citochine simile a quello osservato nei topi con miopericardite acuta e nella miocardite autoimmune. Fondamentalmente, l'autoimmunità delle cellule T segrega nei linfociti T che esprimono cMet (fattore di transizione epiteliale c-mesenchimale) cardiotropico ed è prevenuta dall'inibizione di cMet, suggerendo che l'imprinting cardiaco, consentito dalla biodistribuzione unica del vaccino a RNA, sia necessario per lo sviluppo di miopericardite acuta."
In altri termini, il meccanismo promosso in questo studio sarebbe legato alla somiglianza tra un pezzo di Spike e un pezzo di proteina cardiaca che svolge la funzione di canale per il potassio. Molto interessante il fatto che la medesima risposta immunitaria la si nota nelle persone con COVID-19 ma in costoro non si manifesta miopericardite acuta. Ipotizzano gli autori che oltre alla somiglianza molecolare siano in gioco altri fattori tra cui la biodistribuzione sistemica del vaccino, che viene iniettato, diversa e di regola molto più estesa e penetrante di quella del virus, che viene inalato, nonché fattori forse anche di natura immunologica e genetica. A dire insomma che con qualche ulteriore ricerca forse si potrebbero identificare marcatori indicativi delle persone a maggior rischio di sviluppare miopericardite acuta da vaccino. E comunque, con buona pace dei grandi studi epidemiologici che ammoniscono sul maggior rischio di miopericardite acuta dopo COVID-19 rispetto al vaccino, questa ricerca pare suggerire cose diverse.
Due ultime considerazioni: questi ricercatori non si occupano dell'eventuale presenza della proteina Spike nelle lesioni miocardiche, riportata invece in altri studi. Perdiamo così l'occasione di saperne di più sul possibile ruolo di questa proteina come indicatore del coinvolgimento dei vaccini nel danno cardiaco. Altra cosa: gli autori non pare abbiamo conflitti di interesse di rilievo e lo studio è realizzato con fondi pubblici istituzionali. Non specificamente dedicati alla ricerca sui vaccini, sarebbe forse chiedere troppo, ma insomma bravi costoro a orientarsi su questo tipo di ricerca di cui da sempre si sente il bisogno, A testimonianza del fatto che talvolta volere pare davvero corrispondere a potere.
https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/CIRCULATIONAHA.125.074644
Circulation
Combined Adaptive Immune Mechanisms Mediate Cardiac Injury After COVID-19 Vaccination | Circulation
BACKGROUND: The COVID-19 pandemic, caused by SARS-CoV-2, has led to the first approval of mRNA
vaccines in humans. By producing the full-length SARS-CoV-2 Spike protein, they induce
protective antiviral immunity. Acute myopericarditis (AMP) development after…
vaccines in humans. By producing the full-length SARS-CoV-2 Spike protein, they induce
protective antiviral immunity. Acute myopericarditis (AMP) development after…
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Forwarded from SilvioDallaTorre (Silvio Dalla Torre)
Nel 2024 si sono registrate 370000 nascite in Italia, il numero più basso da quando si raccolgono i dati statistici. Il tasso di fecondità è sceso all'1,18 per donna, uno dei più bassi al mondo. Continuando di questo passo la popolazione italiana è destinata a dimezzarsi nel giro di alcuni decenni.
Di fronte a questi dati , che per la loro gravità dovrebbero preoccupare una classe dirigente degna di questo nome, la reazione è di indifferenza. Alcuni si consolano ricordando che il resto d'Europa non si trova in una situazione molto migliore della nostra. Altri pensano che i vuoti che si verranno a creare nel prossimo futuro potranno essere riempiti dagli immigrati.
Quest'ultima convinzione, che è ormai diventata uno dei capisaldi ideologici della cosiddetta sinistra, poggia su presupposti assurdi. Una sostituzione etnica di questa portata ( a questo infatti si arriverà se i tassi di entrata e il declino della popolazione autoctona rimarranno costanti) è qualcosa di inedito nella storia dell'umanità. Chi porta al riguardo l'esempio americano non tiene conto che gli Stati Uniti erano un paese di recente colonizzazione , con vaste aree largamente spopolate o abitate da tribù di raccoglitori/cacciatori. L'inserimento dei nuovi arivati era dunque qualcosa di abbastanza naturale, non andando ad intaccare , al netto del genocidio subito dai nativi, gli equilibri consolidati (e malgrado questo, noi sappiamo quale violenza abbiano assunto i contrasti etnici e razziali nella storia di quel paese). In Europa ci troviamo di fronte a una realtà del tutto diversa. Le comunità grandi e piccole hanno alle spalle una storia molto antica e la densità abitativa è ancora molto alta. Sconvolgere in pochi anni questa situazione con un atto di ingegneria sociale porterà fatalmente a reazioni di rigetto sgradevoli per tutti.
Bisogna quindi avere il coraggio di dire che dalla crisi demografica si esce solo attraverso una svolta di natura economica e culturale. Da un lato è necessario sostenere le famiglie con provvedimenti di tipo fiscale, con contributi diretti, concedendo le massime garanzie sul piano lavorativo alle donne durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino, costruendo asili accessibili a tutti; dall'altro lato bisogna far comprendere che avere dei figli non è una condanna , ma un grande privilegio.
Sono cose facili a dirsi ma non a farsi, in quanto richiedono un cambiamento drastico e rapido rispetto alle politiche economiche e all'ideologia diffusa degli ultimi decenni. C'è da sperare ( ma sono poco fiducioso al riguardo) che il popolo italiano trovi, al suo interno, la forza morale per attuare questa svolta indispensabile.
Di fronte a questi dati , che per la loro gravità dovrebbero preoccupare una classe dirigente degna di questo nome, la reazione è di indifferenza. Alcuni si consolano ricordando che il resto d'Europa non si trova in una situazione molto migliore della nostra. Altri pensano che i vuoti che si verranno a creare nel prossimo futuro potranno essere riempiti dagli immigrati.
Quest'ultima convinzione, che è ormai diventata uno dei capisaldi ideologici della cosiddetta sinistra, poggia su presupposti assurdi. Una sostituzione etnica di questa portata ( a questo infatti si arriverà se i tassi di entrata e il declino della popolazione autoctona rimarranno costanti) è qualcosa di inedito nella storia dell'umanità. Chi porta al riguardo l'esempio americano non tiene conto che gli Stati Uniti erano un paese di recente colonizzazione , con vaste aree largamente spopolate o abitate da tribù di raccoglitori/cacciatori. L'inserimento dei nuovi arivati era dunque qualcosa di abbastanza naturale, non andando ad intaccare , al netto del genocidio subito dai nativi, gli equilibri consolidati (e malgrado questo, noi sappiamo quale violenza abbiano assunto i contrasti etnici e razziali nella storia di quel paese). In Europa ci troviamo di fronte a una realtà del tutto diversa. Le comunità grandi e piccole hanno alle spalle una storia molto antica e la densità abitativa è ancora molto alta. Sconvolgere in pochi anni questa situazione con un atto di ingegneria sociale porterà fatalmente a reazioni di rigetto sgradevoli per tutti.
Bisogna quindi avere il coraggio di dire che dalla crisi demografica si esce solo attraverso una svolta di natura economica e culturale. Da un lato è necessario sostenere le famiglie con provvedimenti di tipo fiscale, con contributi diretti, concedendo le massime garanzie sul piano lavorativo alle donne durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino, costruendo asili accessibili a tutti; dall'altro lato bisogna far comprendere che avere dei figli non è una condanna , ma un grande privilegio.
Sono cose facili a dirsi ma non a farsi, in quanto richiedono un cambiamento drastico e rapido rispetto alle politiche economiche e all'ideologia diffusa degli ultimi decenni. C'è da sperare ( ma sono poco fiducioso al riguardo) che il popolo italiano trovi, al suo interno, la forza morale per attuare questa svolta indispensabile.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
“L’Europa non è in crisi: è la crisi”. Così potrebbe riassumersi la tesi di questo libro. Eurosuicidio è una diagnosi lucida e impietosa del fallimento strutturale dell’Unione Europea per come è stata concepita e realizzata. Gabriele Guzzi, economista e filosofo tra i più brillanti della nuova generazione, mostra con chiarezza come l’attuale marginalità economica e geopolitica dell’Italia – e sempre più dell’intero Continente – non sia un esito accidentale, ma la conseguenza logica delle scelte fondative di questa integrazione europea. L’Unione Europea non è stata la salvezza promessa: è diventata il principale artefice del nostro declino, privando l’Italia di strumenti indispensabili non solo per sostenere la propria economia, condannandola a decenni di stagnazione, ma anche per assicurare l’efficace funzionamento del proprio sistema democratico. Le idee che guidano l’attuale costruzione europea – a partire proprio dalla moneta unica – rappresentano così le cause più profonde del suicidio che il continente sta oggi mettendo in atto in tutti i principali ambiti politici, industriali e geopolitici, dalla guerra in Ucraina alla guerra commerciale con gli Stati Uniti. Con una scrittura brillante e uno sguardo insieme economico, politico e culturale, il libro affronta senza infingimenti la grande mistificazione del discorso europeista: l’idea che l’UE sia stata un fattore di pace, progresso e modernizzazione. Al contrario, l’autore ne ricostruisce la natura ideologica e dogmatica, fino a proporre una vera e propria teologia politica dell’euro, come surrogato spirituale di una classe dirigente priva di visione. Ma Eurosuicidio non si ferma alla diagnosi e lancia una sfida politica e culturale, avanzando una proposta concreta e visionaria su come superare l’attuale costruzione europea. Perché solo se sapremo riconoscere gli errori del passato, disfacendo con coraggio ciò che non funziona, sarà possibile immaginare un domani migliore per l’Italia e una nuova cooperazione tra Stati, fondata su giustizia, democrazia e pace.
«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».
Lucio Caracciolo
«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».
Marco Travaglio
«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».
Franco Cardini
«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».
Dani Rodrik
«Come afferma giustamente Guzzi, l’Italia non ha altra scelta se non quella di liberarsi dal suo mortale intreccio con il capitalismo neoliberale in declino».
Wolfgang Streeck
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
«L’assai documentata analisi di Guzzi contribuisce a scalfire il tabù che da più di trent’anni blocca il dibattito sull’Unione Europea».
Lucio Caracciolo
«Un libro prezioso che aiuta a chiarire molti equivoci sull’euro e sul futuro dell’Italia in Europa. Consigliato».
Marco Travaglio
«Questo libro mi costringe a guardare con disincanto alle mie responsabilità di europeista convinto e di eurolatra sognatore. Ricominciare da capo? Io, da ottantaquattrenne inguaribilmente ottimista, lo vorrei».
Franco Cardini
«Questo libro affascinante riapre un dibattito che va oltre l’Italia e che l’Europa deve ancora affrontare».
Dani Rodrik
«Come afferma giustamente Guzzi, l’Italia non ha altra scelta se non quella di liberarsi dal suo mortale intreccio con il capitalismo neoliberale in declino».
Wolfgang Streeck
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LA SCIENZA E' LIBERA 🌺🌺🌺
E libero ne è l'insegnamento.
(Costituzione della Repubblica, art. 33)
"Sta maturando insomma il passaggio dalla visione neoliberista di un'università azienda, incaricata di produrre il capitale umano necessario al mercato del lavoro, che già tradiva la missione costituzionale di offrire ai più giovani strumenti per la lettura critica del reale, a un'università che sembra preannunciarsi destinata a finire sotto il tacco del ministro di turno, gerarchizzata e sempre meno libera."
E libero ne è l'insegnamento.
(Costituzione della Repubblica, art. 33)
"Sta maturando insomma il passaggio dalla visione neoliberista di un'università azienda, incaricata di produrre il capitale umano necessario al mercato del lavoro, che già tradiva la missione costituzionale di offrire ai più giovani strumenti per la lettura critica del reale, a un'università che sembra preannunciarsi destinata a finire sotto il tacco del ministro di turno, gerarchizzata e sempre meno libera."
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BORN IN THE USA 🌺🌺🌺
Ma, di preciso, perché gli addetti alle pulizie in stazione e sui treni portano giubbetti con scritto sulla schiena "cleaning service" e non tipo "pulizie"? E, soprattutto, perché sono tutti immigrati?
Ma, di preciso, perché gli addetti alle pulizie in stazione e sui treni portano giubbetti con scritto sulla schiena "cleaning service" e non tipo "pulizie"? E, soprattutto, perché sono tutti immigrati?
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Forwarded from Giubbe Rosse
AUTOIMMUNITÀ VACCINALE
Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.
del prof. Marco Cosentino
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Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.
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AUTOIMMUNITÀ VACCINALE
Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Circulation identifica la sottopopolazione di linfociti T responsabile delle miopericarditi post-vaccini COVID-19 a RNA.
👌18❤12👎1
IL VACCINO DI PANDORA 🌺🌺🌺
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
Lo studio appena pubblicato su Circulation che identifica i linfociti T responsabili delle miopericarditi indotte dai vaccini covid a RNA
https://t.me/MarCosent/4562
ha implicazioni di indubbio rilievo che, come sempre capita quando una ricerca si occupa in modo appropriato di un tema importante, sollecitano approfondimenti in molteplici direzioni.
In particolare, il fatto che questi linfociti nel cuore attacchino i canali per il potassio, cruciali nel controllo dell'attività elettrica del tessuto miocardico, non può non suggerire la necessità di verificare se l'aggressione a queste strutture possa anche portare a disturbi del ritmo e comunque avere un ruolo nelle morti improvvise. Ad esempio: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1547527125021010
I medesimi canali sono presenti anche nel sistema nervoso centrale, e la loro disregolazione ha a che fare con condizioni quali encefalopatie e forme di epilessia. Ad esempio: [07/11/25, 10:11:00] Marco Cosentino: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6782166/; https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2472555222072860
Infine, ma giusto perché questo è un social, ci sono pure indizi che questi medesimi canali abbiano un ruolo nella progressione tumorale. Ad esempio: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8370288/
Le linee di ricerca che potrebbero originare da quella pubblicazione sono dunque molteplici, tutte di grande rilievo scientifico e clinico e su di esse molti ricercatori potrebbero lavorare per anni. A saperlo, volerlo e poterlo fare.
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Marco Cosentino
AUTOIMMUNITA' VACCINALE 🌺🌺🌺
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche…
E così, un po' a sorpresa, quando forse ormai in pochi se lo sarebbero aspettato, viene pubblicato - e per di più su una rivista autorevole come Circulation - uno studio davvero imponente, angloislandese (che include peraltor anche…
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ARTIFICIAL IDIOCY 🌺🌺🌺
Il post odierno di Caitlin Johnstone è dedicato all'IA e in particolare alle conseguenze della valanga di prodotti, video, testi, interazioni e tanto altro, con cui le IA ci sommergono.
Scrive la Johnstone: "Sta diventando sempre più difficile sapere cosa è vero su internet. Quella foto potrebbe essere falsa. Quel video potrebbe essere falso. Quella canzone potrebbe essere stata realizzata senza un vero artista dietro. Quel saggio potrebbe essere stato scritto da un chatbot. Quell'account social con cui stai interagendo potrebbe essere a sua volta un chatbot. Questo avrà un effetto enormemente alienante sulle tecnologie di rete, la cui promessa iniziale era quella di aiutarci a unire tutti."
Il nocciolo del suo discorso è che, vivendo come noi tutti ormai viviamo connessi per la maggior parte del tempo, rischiamo di trovarci soli senza alcun contatto umano e unicamente con "contenuti" come si dice oggi generati da delle IA, oltre tutto sempre meno riconoscibili come tali, non del tutto veri e non del tutto falsi, che finiscono per darci della realtà immagini distorte quando non francamente e di regola molto sottilmente orientate. Un vero e proprio plagio che ci rende vittime in massima parte inconsapevoli.
Trovo tuttavia, che vi siano alcuni ulteriori pericoli che tuttora vengono sottovalutati. Queste produzioni, e in particolare i video, sono piaccia o meno delle esperienze di regola anche molto forti cui il nostro cervello è esposto e che assorbe. Chi è anziano come il sottoscritto ha nel bene enel male un cervello già "formato" e meno vulnerabile, chi è giovane al contrario ha una intrinseca fragilità, esattamente la stessa differenza che passa tra una quercia secolare e un alberello appena germogliato.
I bambini e i ragazzini oggi sono sempre connessi e si nutrono in misura enorme, forse inimmaginabile, dei contenuti della rete. I genitori hanno molto meno dialogo e molti meno rapporti, Quante volte mi capita di osservare con smarrimento genitori che portano a spasso i neonati in carrozzina e nemmeno li osservano persi come sono a compulsare il telefonino. E un telefonino viene piazzato in mano ai bambini non appena raggiungono una manualità sufficiente per sorreggerlo. Così stanno tranquilli e non disturbano.
Credo che nessuno oggi sia in grado di comprendere e tanto meno di prevedere come stiano crescendo e cosa sarà di queste generazioni che si nutrono quasi solo di contenuti della rete, tossici fino all'altro ieri in quanto primariamente commerciali, mortali ora grazie allo sversamento dei liquami delle IA, che non infrequentemente oltre tutto sono al servizio di specifici soggetti con intenti e obiettivi di dubbia se non nessuna legittimità. Sono abbastanza anziano da ricordare, ancor oggi con un certo raccapriccio, il film intitolato "il villaggio dei dannati" in cui a un certo punto nascono una decina di bambini dotati di poteri telepatici mortali nonché di una intrinseca malvagità. Non intendo certo insinuare che siamo a quel punto, ma certo di questo passo la distanza tra generazioni si allarga sempre di più e da fisiologica transizione si sta facendo incolmabile al punto che non è più così incredibile aspettarsi di giungere a condizioni di vera e propria estraneità.
D'altra parte, una certa attenzione la meriterebbe anche la possibilità che un'eccessiva dose di contenuti inquinati distorti in età vulnerabili possa dare il suo contributo alla diffusione di quei disturbi del neurosviluppo, cosiddetti, di cui oggi pare esista una vera e propria epidemia.
(segue nel post successivo)
Il post odierno di Caitlin Johnstone è dedicato all'IA e in particolare alle conseguenze della valanga di prodotti, video, testi, interazioni e tanto altro, con cui le IA ci sommergono.
Scrive la Johnstone: "Sta diventando sempre più difficile sapere cosa è vero su internet. Quella foto potrebbe essere falsa. Quel video potrebbe essere falso. Quella canzone potrebbe essere stata realizzata senza un vero artista dietro. Quel saggio potrebbe essere stato scritto da un chatbot. Quell'account social con cui stai interagendo potrebbe essere a sua volta un chatbot. Questo avrà un effetto enormemente alienante sulle tecnologie di rete, la cui promessa iniziale era quella di aiutarci a unire tutti."
Il nocciolo del suo discorso è che, vivendo come noi tutti ormai viviamo connessi per la maggior parte del tempo, rischiamo di trovarci soli senza alcun contatto umano e unicamente con "contenuti" come si dice oggi generati da delle IA, oltre tutto sempre meno riconoscibili come tali, non del tutto veri e non del tutto falsi, che finiscono per darci della realtà immagini distorte quando non francamente e di regola molto sottilmente orientate. Un vero e proprio plagio che ci rende vittime in massima parte inconsapevoli.
Trovo tuttavia, che vi siano alcuni ulteriori pericoli che tuttora vengono sottovalutati. Queste produzioni, e in particolare i video, sono piaccia o meno delle esperienze di regola anche molto forti cui il nostro cervello è esposto e che assorbe. Chi è anziano come il sottoscritto ha nel bene enel male un cervello già "formato" e meno vulnerabile, chi è giovane al contrario ha una intrinseca fragilità, esattamente la stessa differenza che passa tra una quercia secolare e un alberello appena germogliato.
I bambini e i ragazzini oggi sono sempre connessi e si nutrono in misura enorme, forse inimmaginabile, dei contenuti della rete. I genitori hanno molto meno dialogo e molti meno rapporti, Quante volte mi capita di osservare con smarrimento genitori che portano a spasso i neonati in carrozzina e nemmeno li osservano persi come sono a compulsare il telefonino. E un telefonino viene piazzato in mano ai bambini non appena raggiungono una manualità sufficiente per sorreggerlo. Così stanno tranquilli e non disturbano.
Credo che nessuno oggi sia in grado di comprendere e tanto meno di prevedere come stiano crescendo e cosa sarà di queste generazioni che si nutrono quasi solo di contenuti della rete, tossici fino all'altro ieri in quanto primariamente commerciali, mortali ora grazie allo sversamento dei liquami delle IA, che non infrequentemente oltre tutto sono al servizio di specifici soggetti con intenti e obiettivi di dubbia se non nessuna legittimità. Sono abbastanza anziano da ricordare, ancor oggi con un certo raccapriccio, il film intitolato "il villaggio dei dannati" in cui a un certo punto nascono una decina di bambini dotati di poteri telepatici mortali nonché di una intrinseca malvagità. Non intendo certo insinuare che siamo a quel punto, ma certo di questo passo la distanza tra generazioni si allarga sempre di più e da fisiologica transizione si sta facendo incolmabile al punto che non è più così incredibile aspettarsi di giungere a condizioni di vera e propria estraneità.
D'altra parte, una certa attenzione la meriterebbe anche la possibilità che un'eccessiva dose di contenuti inquinati distorti in età vulnerabili possa dare il suo contributo alla diffusione di quei disturbi del neurosviluppo, cosiddetti, di cui oggi pare esista una vera e propria epidemia.
(segue nel post successivo)
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Marco Cosentino
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista…
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(segue dal post precedente)
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista tra l'altro la condizione in cui versa la scuola e l'università, da un lato, e dall'altro l'entusiasmo decerebrato con cui quasi tutti si affannano ad adottare e a diffondere l'uso indiscriminato delle IA nella quotidianità, di solito affermando che deve essere "responsabile", "sostenibile", "etico", "regolamentato" e altre scemenze del genere che stanno solo a testimoniare che non hanno idea di quello di cui stanno parlando.
https://www.caitlinjohnst.one/p/artificial-intelligence-is-making
Infine, cosa si possa fare non è chiaro, ma certo rendersi conto del precipizio verso il quale l'autobus che ci trasporta pare lanciato a tutta velocità sarebbe già qualcosa. E' anche possibile che abbiamo da tempo superato il punto di non ritorno, vista tra l'altro la condizione in cui versa la scuola e l'università, da un lato, e dall'altro l'entusiasmo decerebrato con cui quasi tutti si affannano ad adottare e a diffondere l'uso indiscriminato delle IA nella quotidianità, di solito affermando che deve essere "responsabile", "sostenibile", "etico", "regolamentato" e altre scemenze del genere che stanno solo a testimoniare che non hanno idea di quello di cui stanno parlando.
https://www.caitlinjohnst.one/p/artificial-intelligence-is-making
www.caitlinjohnst.one
Artificial Intelligence Is Making Everything Dumber
Listen to a reading of this article (reading by Tim Foley):
👍28👏13😐2
GUADAGNO, PAGO, PRETENDO! 🌺🌺🌺
(Guido Nicheli, Dogui, 1934-2007)
"In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata definita una super intramoenia: una misura che consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni dirette con assicurazioni private e fondi sanitari integrativi. Chi ha sottoscritto una polizza sanitaria potrà prenotare visite, esami e ricoveri all’interno delle strutture pubbliche, con personale del servizio sanitario nazionale, nella corsia preferenziale privata. A pagare le prestazioni sarà la compagnia assicurativa secondo tariffe concordate, ottenendo in cambio tempi d’attesa molto più brevi. La filosofia di fondo è: se paghi ti curi prima, anche nelle strutture pubbliche. I medici che aderiranno dovranno svolgere gli interventi al di fuori dell’orario di lavoro nel servizio pubblico, l’effetto sarà un incentivo a svolgere gli straordinari in questa nuova corsia parallela privata. Un sistema che spaccherà ulteriormente il diritto alla cura: da una parte chi può permettersi una copertura privata, che con questa riforma potrà curarsi anche nelle strutture pubbliche, dall’altro chi è senza assicurazione e resterà in coda nel servizio sanitario pubblico."
https://ilmanifesto.it/lombardia-la-sanita-pubblica-spalanca-le-porte-alle-assicurazioni-private
(Guido Nicheli, Dogui, 1934-2007)
"In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata definita una super intramoenia: una misura che consente agli ospedali pubblici di stipulare convenzioni dirette con assicurazioni private e fondi sanitari integrativi. Chi ha sottoscritto una polizza sanitaria potrà prenotare visite, esami e ricoveri all’interno delle strutture pubbliche, con personale del servizio sanitario nazionale, nella corsia preferenziale privata. A pagare le prestazioni sarà la compagnia assicurativa secondo tariffe concordate, ottenendo in cambio tempi d’attesa molto più brevi. La filosofia di fondo è: se paghi ti curi prima, anche nelle strutture pubbliche. I medici che aderiranno dovranno svolgere gli interventi al di fuori dell’orario di lavoro nel servizio pubblico, l’effetto sarà un incentivo a svolgere gli straordinari in questa nuova corsia parallela privata. Un sistema che spaccherà ulteriormente il diritto alla cura: da una parte chi può permettersi una copertura privata, che con questa riforma potrà curarsi anche nelle strutture pubbliche, dall’altro chi è senza assicurazione e resterà in coda nel servizio sanitario pubblico."
https://ilmanifesto.it/lombardia-la-sanita-pubblica-spalanca-le-porte-alle-assicurazioni-private
il manifesto
Lombardia, la sanità pubblica spalanca le porte alle assicurazioni private | il manifesto
Città (Italia) In Lombardia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia stanno tirando l’ultima picconata alla sanità pubblica. Con la delibera XII/4896 approvata lo scorso 15 settembre, e discussa ieri in consiglio regionale, hanno introdotto quella che è stata…
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CHATGPT 🌺🌺🌺
Ho interrogato nei giorni scorsi per pa prima volta chatgpt alla ricerca del testo di una canzone che non riuscivo a trovare. Inizialmente ha sostenuto che il testo era sotto copyright e non liberamente accessibile. Ho risposto che lo avrei acquistato. Ha replicato che non riusciva a trovare siti commerciali contattabili, continuando a chiedermi se desideravo comunque approfondire la ricerca. Dapprima ho chiesto di proseguire, senza ottenere risultati, per poi osservare che mi pareva stesse nascondendo - male - la sua incapacità di completare il compito. Ha allora fatto mostra di dispiacersi che mi sentissi frustrato per la difficoltà. Ho fatto presente che frustrata avrebbe dovuto esser lei, se avesse avuto la capacità di esserlo, e nel frattempo avrebbe fatto meglio a non mentire. In tutto questo, continuava a premettere a qualsiasi risposta che comunque avevo ragione, qualsiasi cosa dicessi. E mia nonna sapeva bene come e perché si dà ragione all'interlocutore. A quel punto ho chiuso, ho trovato un vecchio software di trasformazione del parlato in forma scritta e ho trascritto il testo.
In sintesi: le funzioni sono quelle di un motore di ricerca che nasconde i suoi automatismi sotto una carrozzeria di artificiale interattività che mima caricaturalmente quella umana. Notevole il continuo tentativo di sostenere l'insostenibile, cioé che il compito affidato è stato eseguito, anche mentendo (i siti esistono ma c'è il copyright) e la continua nauseante adulazione passiva-aggressiva del "hai ragione". All'accoglienza do quattro, tutto il resto inclassificabile. Cose del genere sono utilizzabili solo se sei in grado di verificare in autonomia le risposte, ma a quel punto non servono più. E se non ne sei capace, ne vieni raggirato.
Ho interrogato nei giorni scorsi per pa prima volta chatgpt alla ricerca del testo di una canzone che non riuscivo a trovare. Inizialmente ha sostenuto che il testo era sotto copyright e non liberamente accessibile. Ho risposto che lo avrei acquistato. Ha replicato che non riusciva a trovare siti commerciali contattabili, continuando a chiedermi se desideravo comunque approfondire la ricerca. Dapprima ho chiesto di proseguire, senza ottenere risultati, per poi osservare che mi pareva stesse nascondendo - male - la sua incapacità di completare il compito. Ha allora fatto mostra di dispiacersi che mi sentissi frustrato per la difficoltà. Ho fatto presente che frustrata avrebbe dovuto esser lei, se avesse avuto la capacità di esserlo, e nel frattempo avrebbe fatto meglio a non mentire. In tutto questo, continuava a premettere a qualsiasi risposta che comunque avevo ragione, qualsiasi cosa dicessi. E mia nonna sapeva bene come e perché si dà ragione all'interlocutore. A quel punto ho chiuso, ho trovato un vecchio software di trasformazione del parlato in forma scritta e ho trascritto il testo.
In sintesi: le funzioni sono quelle di un motore di ricerca che nasconde i suoi automatismi sotto una carrozzeria di artificiale interattività che mima caricaturalmente quella umana. Notevole il continuo tentativo di sostenere l'insostenibile, cioé che il compito affidato è stato eseguito, anche mentendo (i siti esistono ma c'è il copyright) e la continua nauseante adulazione passiva-aggressiva del "hai ragione". All'accoglienza do quattro, tutto il resto inclassificabile. Cose del genere sono utilizzabili solo se sei in grado di verificare in autonomia le risposte, ma a quel punto non servono più. E se non ne sei capace, ne vieni raggirato.
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THE WALL 🌺🌺🌺
Oggi, trentasei anni fa, veniva abbattuto il muro di Berlino:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_del_muro_di_Berlino
Ricordo che ero in Collegio a Pavia e che una cara amica metà tedesca qualche giorno dopo mi portò in regalo un frammento di maceria.
Chi tuttavia volesse oggi farsi un regalo di grande valore, potrebbe considerare l'ultimo libro di Giulietto Chiesa, proprio l'ultimo nel senso che poco dopo ci avrebbe lasciati tutti un po'ì più soli. "Chi ha costruito il muro di Berlino?" si intitola questa sua opera,
https://www.meltemieditore.it/catalogo/costruito-muro-berlino/
di straordinario interesse come le precedenti e forse anche di più, che offre una lettura degli eventi della fine della guerra e del periodo immediatamente successivo che ridisegnano i percorsi logici e storici finendo per regalare un senso nuovo, molto più reale, logico e credibile al mondo attuale e agli eventi che viviamo.
Per chi volesse una sintesi, la trova qui nelle parole dell'autore,
https://www.youtube.com/watch?v=q6ip45jOsEs
che con tono calmo e compassato traccia un quadro potente e deflagrante del periodo storico dal quale prendono vita le radici da cui originano tutto il meglio e tutto il peggio del presente caotico, incerto e per molti versi oscuro che abbiamo ricevuto in sorte di vivere ora.
Tutto da leggere e da ascoltare.
Oggi, trentasei anni fa, veniva abbattuto il muro di Berlino:
https://it.wikipedia.org/wiki/Caduta_del_muro_di_Berlino
Ricordo che ero in Collegio a Pavia e che una cara amica metà tedesca qualche giorno dopo mi portò in regalo un frammento di maceria.
Chi tuttavia volesse oggi farsi un regalo di grande valore, potrebbe considerare l'ultimo libro di Giulietto Chiesa, proprio l'ultimo nel senso che poco dopo ci avrebbe lasciati tutti un po'ì più soli. "Chi ha costruito il muro di Berlino?" si intitola questa sua opera,
https://www.meltemieditore.it/catalogo/costruito-muro-berlino/
di straordinario interesse come le precedenti e forse anche di più, che offre una lettura degli eventi della fine della guerra e del periodo immediatamente successivo che ridisegnano i percorsi logici e storici finendo per regalare un senso nuovo, molto più reale, logico e credibile al mondo attuale e agli eventi che viviamo.
Per chi volesse una sintesi, la trova qui nelle parole dell'autore,
https://www.youtube.com/watch?v=q6ip45jOsEs
che con tono calmo e compassato traccia un quadro potente e deflagrante del periodo storico dal quale prendono vita le radici da cui originano tutto il meglio e tutto il peggio del presente caotico, incerto e per molti versi oscuro che abbiamo ricevuto in sorte di vivere ora.
Tutto da leggere e da ascoltare.
Meltemi Editore
Chi ha costruito il Muro di Berlino? - Meltemi Editore
Il Muro di Berlino costituisce la metafora e la sintesi dell’intera Guerra fredda. È uno dei principali elementi della sconfitta definitiva del socialismo reale di fronte alla straordinaria capacità affabulatrice del capitalismo nella sua fase matura.
👍23❤16👎3🍾2
'NA TAZZULELLA 'E CAFE' 🌺🌺🌺
Studio clinico controllato e randomizzato in 200 persone con fibrillazione atriale, metà che assume regolarmente caffé con caffeina e l'altra metà nulla, su un arco di sei mesi. Il rischio di recidiva nei primi è 47% e nei secondi 64%. Il consumo di caffé si associa dunque a un rischio minore del 39% di recidiva (rapporto di rischio, 0.61 [95% CI, 0.42-0.89]; P = .01). "Ah, che bellu ccafè!"
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2841253
Studio clinico controllato e randomizzato in 200 persone con fibrillazione atriale, metà che assume regolarmente caffé con caffeina e l'altra metà nulla, su un arco di sei mesi. Il rischio di recidiva nei primi è 47% e nei secondi 64%. Il consumo di caffé si associa dunque a un rischio minore del 39% di recidiva (rapporto di rischio, 0.61 [95% CI, 0.42-0.89]; P = .01). "Ah, che bellu ccafè!"
https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2841253
Jamanetwork
Caffeinated Coffee Consumption or Abstinence to Reduce Atrial Fibrillation
This clinical trial compares the effect of caffeinated coffee consumption vs abstinence from coffee and caffeine on recurrent atrial fibrillation.
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