"Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario"
George Orwell
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https://t.me/giorgiobianchiphotojournalist/41184
George Orwell
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Giorgio Bianchi Photojournalist
Dichiarazioni chiave del Ministero degli Esteri russo:
➡️La Russia condanna fermamente l'uso della forza da parte di Israele contro l'Iran, definendolo una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite.
➡️Mosca sostiene che non esiste una soluzione…
➡️La Russia condanna fermamente l'uso della forza da parte di Israele contro l'Iran, definendolo una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite.
➡️Mosca sostiene che non esiste una soluzione…
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CALCOLI ALGORITMICI, DANNI INCALCOLABILI 🌺🌺🌺
La caratteristica del sistema universitario italiano è sempre stata quella di essere un sistema, con gruppi di docenti in ogni disciplina organizzati in scuole diffuse e distribuite su più sedi, e così in media la preparazione era buona dovunque. La fregola delle graduatorie serve solamente ad annichilire gli ultimi, e poi i penultimi che così diventano ultimi, e poi i terzultimi, fino a che anche i primi si ritrovano ultimi e il sistema è liquidato. Chi lo spiega a chi potendo fare millemila altre cose più utili finisce invece per campare sull'improvvisazione di "algoritmi"? Una prece.
https://www.ilsole24ore.com/art/verso-ranking-universitari-piu-equi-e-ampi-nuovo-algoritmo-realizzato-all-universita-bari-AHLwEYFB
La caratteristica del sistema universitario italiano è sempre stata quella di essere un sistema, con gruppi di docenti in ogni disciplina organizzati in scuole diffuse e distribuite su più sedi, e così in media la preparazione era buona dovunque. La fregola delle graduatorie serve solamente ad annichilire gli ultimi, e poi i penultimi che così diventano ultimi, e poi i terzultimi, fino a che anche i primi si ritrovano ultimi e il sistema è liquidato. Chi lo spiega a chi potendo fare millemila altre cose più utili finisce invece per campare sull'improvvisazione di "algoritmi"? Una prece.
https://www.ilsole24ore.com/art/verso-ranking-universitari-piu-equi-e-ampi-nuovo-algoritmo-realizzato-all-universita-bari-AHLwEYFB
Il Sole 24 ORE
Verso ranking universitari più equi e ampi, nuovo algoritmo realizzato all’università di Bari
L’algoritmo ha permesso di identificare eccellenze nascoste, rappresentate da università che, pur non beneficiando di un contesto territoriale particolarmente favorevole, riescono a distinguersi per le loro prestazioni in una specifica disciplina
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SORPRESA! 🌺🌺🌺
Uno dei fondamenti del diritto allo studio universitario risiede nel limite imposto alle università che vieta loro di incassare dalle tasse studentesche più del 20% di quanto ricevono dallo stato. Ma c'è un ma. La legge che impone il 20% non prevede alcuna sanzione per chi lo supera, e negli anni l'insufficiente finanziamento statale ha portato gli atenei ad aumentare le tasse in barba al 20% poiché per rettori e direttori amministrativi è più semplice estorcere quattrini a qualche decina di migliaia di studenti rispetto ad esigere il dovuto da un singolo ministro. Accade così che da almeno un paio di decenni oltre un terzo delle università italiane campa alle spalle di studenti e famiglie imponendo tassazioni fuorilegge e contando sul fatto che gli studenti non sanno organizzarsi, e se lo sanno di regola prevale l'ignavia quando non la paura. Meritoria dunque per quanto simbolica e isolata l'azione degli studenti di Torino che almeno per un singolo anno, il 2018, hanno fatto valere con successo le proprie ragioni. La sorpresa in tutto questo non sta dunque certo nel fatto che l'università rimborsa. Qualsiasi studente che facesse ricorso in un qualsiasi anno vincerebbe a mani basse. La sorpresa sta nel fatto che questi ricorsi sono iniziative occasionali e isolate. Usi a obbedir tacendo.
https://www.torinotoday.it/attualita/rimborso-studenti-tasse-universita-39-milioni.html
Uno dei fondamenti del diritto allo studio universitario risiede nel limite imposto alle università che vieta loro di incassare dalle tasse studentesche più del 20% di quanto ricevono dallo stato. Ma c'è un ma. La legge che impone il 20% non prevede alcuna sanzione per chi lo supera, e negli anni l'insufficiente finanziamento statale ha portato gli atenei ad aumentare le tasse in barba al 20% poiché per rettori e direttori amministrativi è più semplice estorcere quattrini a qualche decina di migliaia di studenti rispetto ad esigere il dovuto da un singolo ministro. Accade così che da almeno un paio di decenni oltre un terzo delle università italiane campa alle spalle di studenti e famiglie imponendo tassazioni fuorilegge e contando sul fatto che gli studenti non sanno organizzarsi, e se lo sanno di regola prevale l'ignavia quando non la paura. Meritoria dunque per quanto simbolica e isolata l'azione degli studenti di Torino che almeno per un singolo anno, il 2018, hanno fatto valere con successo le proprie ragioni. La sorpresa in tutto questo non sta dunque certo nel fatto che l'università rimborsa. Qualsiasi studente che facesse ricorso in un qualsiasi anno vincerebbe a mani basse. La sorpresa sta nel fatto che questi ricorsi sono iniziative occasionali e isolate. Usi a obbedir tacendo.
https://www.torinotoday.it/attualita/rimborso-studenti-tasse-universita-39-milioni.html
TorinoToday
Studenti sorpresi: arrivano i primi rimborsi dell'Università di Torino, che restituisce agli allievi 39 milioni di euro
Dopo la condanna del Consiglio di stato per le tasse illegittime del 2018
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ARRIVA LA BOMBA 🌺🌺🌺
Che scoppia e rimbomba.
Per chi come me è nato e cresciuto durante la guerra fredda, sotto la minaccia costante di una guerra nucleare tra USA e URSS, l'idea che la corsa agli armamenti nucleari prosegua è inaccettabile. Fa anzi orrore apprendere che gli USA si siano ritirati dai trattati di non proliferazione, che Israele in spregio di qualsiasi regola e accordo detenga "segretamente" ordigni nucleari e così via.
Così, razionalmente non posso che sperare che l'Iran non disponga mai di armi nucleari. Per quanto, diciamocelo, la questione in sé appaia mal posta, dal momento che non esiste prova alcuna che se ne stesse dotando. Le evidenze addotte a giustificare l'assalto "preventivo" pare siano state prodotte dai notoriamente affidabilissimi servizi segreti inglesi, quei medesimi che documenti ufficiali del governo britannico collocano costantemente nel nostro paese nelle fasi più buie della storia, almeno fino agli anni di piombo e a quel che ne seguì.
La riflessione che vorrei condividere è però un'altra. La guerra fredda fu nei fatti un periodo relativamente pacifico proprio a causa di quel terribile "equilibrio del terrore" che apparentemente dissuase le superpotenze dall'attaccarsi a vicenda (forse meglio: dissuase l'occidente dallo sferrare qualsiasi attacco). Oggi l'aggressione all'Iran è stata possibile proprio in quanto questo paese dispone solo di armi convenzionali. In altri termini, si tratta di una provocazione che getta la palla nel campo avversario, nella speranza che sia quest'ultimo a commettere qualche "errore" che lo ponga dalla parte del torto in una progressione verso un conflitto globale forse anche nucleare. Perché quel che è in atto è un tentativo da parte dell'occidente a guida americana di contrastare lo sviluppo di un nuovo ordine multipolare, del quale l'Iran è tra gli attori principali insieme a Russia e Cina. "Whatever it takes". Whatever it takes ma fino a un certo punto: a oggi Russia e Cina sono al momento fuori dai radar d'attacco occidentali, forse proprio in quanto detentori (la Russia in primis) di un arsenale nucleare che rende impossibile l'ipotesi di un'aggressione.
Dovrebbe dunque anche l'Iran aver diritto a un deterrente nucleare? Il solo pensarlo va contro tutto quanto ci è stato insegnato da ragazzini. E pure oggi da adulti il nostro retaggio ci impedisce di auspicare un mondo ancora fondato sul terrore e sulla reciproca minaccia. Eppure. Eppure l'occidente in cui viviamo apre ogni giorno nuovi conflitti e pare lanciato a tutta velocità verso un ideale di conflitto globale, dal quale ogni momento più chiaramente appare dipendere il suo futuro. Difficile pronunciarsi su che cosa si dovrebbe sperare. Facile osservare che dovrebbe crollare quel sistema controllato da soggetti che perseguono e alimentano i conflitti come loro ragione di vita. Peccato che in quel sistema siamo intrappolati tutti noi. Eppure.
Che scoppia e rimbomba.
Per chi come me è nato e cresciuto durante la guerra fredda, sotto la minaccia costante di una guerra nucleare tra USA e URSS, l'idea che la corsa agli armamenti nucleari prosegua è inaccettabile. Fa anzi orrore apprendere che gli USA si siano ritirati dai trattati di non proliferazione, che Israele in spregio di qualsiasi regola e accordo detenga "segretamente" ordigni nucleari e così via.
Così, razionalmente non posso che sperare che l'Iran non disponga mai di armi nucleari. Per quanto, diciamocelo, la questione in sé appaia mal posta, dal momento che non esiste prova alcuna che se ne stesse dotando. Le evidenze addotte a giustificare l'assalto "preventivo" pare siano state prodotte dai notoriamente affidabilissimi servizi segreti inglesi, quei medesimi che documenti ufficiali del governo britannico collocano costantemente nel nostro paese nelle fasi più buie della storia, almeno fino agli anni di piombo e a quel che ne seguì.
La riflessione che vorrei condividere è però un'altra. La guerra fredda fu nei fatti un periodo relativamente pacifico proprio a causa di quel terribile "equilibrio del terrore" che apparentemente dissuase le superpotenze dall'attaccarsi a vicenda (forse meglio: dissuase l'occidente dallo sferrare qualsiasi attacco). Oggi l'aggressione all'Iran è stata possibile proprio in quanto questo paese dispone solo di armi convenzionali. In altri termini, si tratta di una provocazione che getta la palla nel campo avversario, nella speranza che sia quest'ultimo a commettere qualche "errore" che lo ponga dalla parte del torto in una progressione verso un conflitto globale forse anche nucleare. Perché quel che è in atto è un tentativo da parte dell'occidente a guida americana di contrastare lo sviluppo di un nuovo ordine multipolare, del quale l'Iran è tra gli attori principali insieme a Russia e Cina. "Whatever it takes". Whatever it takes ma fino a un certo punto: a oggi Russia e Cina sono al momento fuori dai radar d'attacco occidentali, forse proprio in quanto detentori (la Russia in primis) di un arsenale nucleare che rende impossibile l'ipotesi di un'aggressione.
Dovrebbe dunque anche l'Iran aver diritto a un deterrente nucleare? Il solo pensarlo va contro tutto quanto ci è stato insegnato da ragazzini. E pure oggi da adulti il nostro retaggio ci impedisce di auspicare un mondo ancora fondato sul terrore e sulla reciproca minaccia. Eppure. Eppure l'occidente in cui viviamo apre ogni giorno nuovi conflitti e pare lanciato a tutta velocità verso un ideale di conflitto globale, dal quale ogni momento più chiaramente appare dipendere il suo futuro. Difficile pronunciarsi su che cosa si dovrebbe sperare. Facile osservare che dovrebbe crollare quel sistema controllato da soggetti che perseguono e alimentano i conflitti come loro ragione di vita. Peccato che in quel sistema siamo intrappolati tutti noi. Eppure.
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ANCHE UN OROLOGIO ROTTO 🌺🌺🌺
Dopo tanti articoli di incensazione della riforma dell'accesso a medicina, Doctor33, notiziario online che finisce quotidianamente nelle caselle di posta elettronica di medici, farmacisti e sanitari di tutt'Italia, se ne esce con un candido "il re è nudo":
"Secondo Testbusters, il nuovo modello comporterebbe un costo annuale stimato in oltre 500 milioni di euro per lo Stato, contro i 5-10 milioni del sistema precedente, sulla base di dati Ocse relativi al costo della formazione medica in Italia. I rischi associati includono sovraffollamento delle aule, assenza di risorse aggiuntive per docenti e strutture e un potenziale calo nella qualità della didattica.
Dal punto di vista degli studenti, oltre all’impegno richiesto dal semestre, viene evidenziato l’onere economico individuale: spese per affitti, logistica e materiali didattici, da sostenere in una fase in cui non si è ancora formalmente immatricolati, con conseguente possibile esclusione dai servizi del diritto allo studio. Inoltre, per chi non dovesse superare gli esami, si pone il rischio concreto di perdere un intero anno accademico, in assenza di una transizione formativa prevista."
Soprattutto:
"Secondo Testbusters, la riforma non affronta il problema strutturale della carenza di medici nel Servizio Sanitario Nazionale, attribuito non tanto all’accesso universitario quanto alla mancata capacità di trattenere i professionisti nel pubblico. Ogni anno, circa 4.000 medici lasciano il SSN per il privato o l’estero, pur in un contesto in cui l’Italia presenta una media di medici superiore a quella OCSE."
Tanto ormai il sistema viaggia a tutta verso la nuova modalità di ammissione, la quale è stata accettata e verrà realizzata da tutti i soggetti coinvolti, senza batter ciglio, università, studenti, docenti et universa pecora. A noi resta la soddisfazione di dire le cose come stanno. Che peraltro non è nemmeno una soddisfazione visto che ti fa campare peggio di coloro che non capiscono oppure che, se capiscono, si adeguano. Da buoni resilienti.
https://www.doctor33.it/articolo/64652/universita-costi-e-troppe-incertezze-i-dubbi-sulla-riforma-dellaccesso-a-medicina
Dopo tanti articoli di incensazione della riforma dell'accesso a medicina, Doctor33, notiziario online che finisce quotidianamente nelle caselle di posta elettronica di medici, farmacisti e sanitari di tutt'Italia, se ne esce con un candido "il re è nudo":
"Secondo Testbusters, il nuovo modello comporterebbe un costo annuale stimato in oltre 500 milioni di euro per lo Stato, contro i 5-10 milioni del sistema precedente, sulla base di dati Ocse relativi al costo della formazione medica in Italia. I rischi associati includono sovraffollamento delle aule, assenza di risorse aggiuntive per docenti e strutture e un potenziale calo nella qualità della didattica.
Dal punto di vista degli studenti, oltre all’impegno richiesto dal semestre, viene evidenziato l’onere economico individuale: spese per affitti, logistica e materiali didattici, da sostenere in una fase in cui non si è ancora formalmente immatricolati, con conseguente possibile esclusione dai servizi del diritto allo studio. Inoltre, per chi non dovesse superare gli esami, si pone il rischio concreto di perdere un intero anno accademico, in assenza di una transizione formativa prevista."
Soprattutto:
"Secondo Testbusters, la riforma non affronta il problema strutturale della carenza di medici nel Servizio Sanitario Nazionale, attribuito non tanto all’accesso universitario quanto alla mancata capacità di trattenere i professionisti nel pubblico. Ogni anno, circa 4.000 medici lasciano il SSN per il privato o l’estero, pur in un contesto in cui l’Italia presenta una media di medici superiore a quella OCSE."
Tanto ormai il sistema viaggia a tutta verso la nuova modalità di ammissione, la quale è stata accettata e verrà realizzata da tutti i soggetti coinvolti, senza batter ciglio, università, studenti, docenti et universa pecora. A noi resta la soddisfazione di dire le cose come stanno. Che peraltro non è nemmeno una soddisfazione visto che ti fa campare peggio di coloro che non capiscono oppure che, se capiscono, si adeguano. Da buoni resilienti.
https://www.doctor33.it/articolo/64652/universita-costi-e-troppe-incertezze-i-dubbi-sulla-riforma-dellaccesso-a-medicina
Doctor33
Università, costi e troppe incertezze. I dubbi sulla riforma dell’accesso a Medicina
Il nuovo modello previsto per medicina è giudicato costoso, incerto e potenzialmente dannoso per la qualità della formazione
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Israele ha aperto il vaso di pandora dell’atomica
di Pino Arlacchi*
Gli eventi della notte tra il 12 e il 13 giugno 2025 rimarranno nella storia come il momento in cui l’irresponsabilità criminale di Tel Aviv, sostenuta dalla complicità di Washington e dall’impotenza dell’Europa, ha dato un colpo, forse mortale, al maggiore ostacolo verso la guerra atomica: il regime di non proliferazione nucleare stabilito dal Trattato del 1970 (Tnp) e costruito pazientemente nei decenni successivi alla Guerra fredda.
Israele ha commesso un delitto di proporzioni storiche. Bombardando le installazioni nucleari civili di uno Stato parte del Tnp, posto sotto il controllo dell’Agenzia Atomica di Vienna (Aiea), Netanyahu ha violato simultaneamente il diritto internazionale, la Carta Onu e ogni principio di proporzionalità. Ma l’aspetto più grave è che questo atto ha fornito all’Iran la giustificazione giuridica perfetta per ritirarsi dal Tnp e sviluppare armi nucleari in piena legalità internazionale. L’articolo 10 del Tnp permette il ritiro quando “eventi straordinari abbiano messo in pericolo gli interessi supremi” di uno Stato. È difficile immaginare evento più straordinario di un assalto militare. La Corea del Nord invocò lo stesso articolo nel 2003 per molto meno. E tre anni dopo aveva la bomba, in regime di legalità internazionale perché non si è mai riusciti a proibire l’atomica.
L’Iran può ora citare un pesante attacco militare contro la sua sovranità territoriale e le sue installazioni militari legali. Netanyahu ha appena regalato all’Iran la strada legale verso l’arma nucleare. Gli Stati Uniti si sono resi complici di questa catastrofe diplomatica. La dichiarazione del Segretario di Stato Rubio di “non essere coinvolti” nell’attacco è farsesca: Israele non può operare senza il tacito consenso americano. Ma è la minaccia di Trump di altri attacchi “ancora più brutali” se l’Iran non firmerà l’accordo nucleare in discussione a rivelare la vera, demenziale strategia: costringere con la forza l’Iran a firmare un accordo che da adesso in poi non potrà firmare. Se l’Iran dovesse cedere all’ultimatum militare sui negoziati, si creerà un precedente terrificante: qualsiasi Stato nucleare potrà bombardare i vicini per ottenere concessioni politiche o per punirli. Quale fiducia potranno più riporre gli Stati non nucleari in un trattato che non è riuscito a proteggerli dall’aggressione militare proprio mentre rispettavano i loro obblighi internazionali?
L’Iran, nonostante tutte le controversie degli ultimi anni, rimaneva sotto il regime di salvaguardia dell’Agenzia atomica. La bomba atomica era stata oggetto di una fatwa lanciata dai suoi leader supremi. I suoi impianti di arricchimento erano sottoposti a ispezioni internazionali. I suoi scienziati lavoravano in un contesto legale, seppur reso scomodo dalle sanzioni occidentali. Ucciderli significa aver trasformato il nucleare civile in un obiettivo militare, distruggendo – stile Gaza – una delle più importanti distinzioni del diritto internazionale. L’Europa sta assistendo impotente al crollo di un suo capolavoro politico e diplomatico. L’accordo del 2015 che toglieva le sanzioni e reintegrava Teheran nel contesto internazionale era il simbolo del multilateralismo europeo, una prova che l’Europa poteva essere un attore globale autonomo. L’accordo fu stracciato da Trump nel 2018, ma è rimasto in vigore dal lato europeo. Oggi, Francia, Germania e Regno Unito si limitano a timidi appelli alla “moderazione” mentre il loro capolavoro viene distrutto sotto i loro occhi.
Questa impotenza europea non è soltanto strategica, è esistenziale. Se l’Europa non riesce a difendere il multilateralismo quando viene attaccato, quale è la sua ragion d’essere geopolitica? Il precedente è devastante: se uno Stato può bombardare le installazioni nucleari civili di un altro senza conseguenze, il Tnp è carta straccia.
Segue...
di Pino Arlacchi*
Gli eventi della notte tra il 12 e il 13 giugno 2025 rimarranno nella storia come il momento in cui l’irresponsabilità criminale di Tel Aviv, sostenuta dalla complicità di Washington e dall’impotenza dell’Europa, ha dato un colpo, forse mortale, al maggiore ostacolo verso la guerra atomica: il regime di non proliferazione nucleare stabilito dal Trattato del 1970 (Tnp) e costruito pazientemente nei decenni successivi alla Guerra fredda.
Israele ha commesso un delitto di proporzioni storiche. Bombardando le installazioni nucleari civili di uno Stato parte del Tnp, posto sotto il controllo dell’Agenzia Atomica di Vienna (Aiea), Netanyahu ha violato simultaneamente il diritto internazionale, la Carta Onu e ogni principio di proporzionalità. Ma l’aspetto più grave è che questo atto ha fornito all’Iran la giustificazione giuridica perfetta per ritirarsi dal Tnp e sviluppare armi nucleari in piena legalità internazionale. L’articolo 10 del Tnp permette il ritiro quando “eventi straordinari abbiano messo in pericolo gli interessi supremi” di uno Stato. È difficile immaginare evento più straordinario di un assalto militare. La Corea del Nord invocò lo stesso articolo nel 2003 per molto meno. E tre anni dopo aveva la bomba, in regime di legalità internazionale perché non si è mai riusciti a proibire l’atomica.
L’Iran può ora citare un pesante attacco militare contro la sua sovranità territoriale e le sue installazioni militari legali. Netanyahu ha appena regalato all’Iran la strada legale verso l’arma nucleare. Gli Stati Uniti si sono resi complici di questa catastrofe diplomatica. La dichiarazione del Segretario di Stato Rubio di “non essere coinvolti” nell’attacco è farsesca: Israele non può operare senza il tacito consenso americano. Ma è la minaccia di Trump di altri attacchi “ancora più brutali” se l’Iran non firmerà l’accordo nucleare in discussione a rivelare la vera, demenziale strategia: costringere con la forza l’Iran a firmare un accordo che da adesso in poi non potrà firmare. Se l’Iran dovesse cedere all’ultimatum militare sui negoziati, si creerà un precedente terrificante: qualsiasi Stato nucleare potrà bombardare i vicini per ottenere concessioni politiche o per punirli. Quale fiducia potranno più riporre gli Stati non nucleari in un trattato che non è riuscito a proteggerli dall’aggressione militare proprio mentre rispettavano i loro obblighi internazionali?
L’Iran, nonostante tutte le controversie degli ultimi anni, rimaneva sotto il regime di salvaguardia dell’Agenzia atomica. La bomba atomica era stata oggetto di una fatwa lanciata dai suoi leader supremi. I suoi impianti di arricchimento erano sottoposti a ispezioni internazionali. I suoi scienziati lavoravano in un contesto legale, seppur reso scomodo dalle sanzioni occidentali. Ucciderli significa aver trasformato il nucleare civile in un obiettivo militare, distruggendo – stile Gaza – una delle più importanti distinzioni del diritto internazionale. L’Europa sta assistendo impotente al crollo di un suo capolavoro politico e diplomatico. L’accordo del 2015 che toglieva le sanzioni e reintegrava Teheran nel contesto internazionale era il simbolo del multilateralismo europeo, una prova che l’Europa poteva essere un attore globale autonomo. L’accordo fu stracciato da Trump nel 2018, ma è rimasto in vigore dal lato europeo. Oggi, Francia, Germania e Regno Unito si limitano a timidi appelli alla “moderazione” mentre il loro capolavoro viene distrutto sotto i loro occhi.
Questa impotenza europea non è soltanto strategica, è esistenziale. Se l’Europa non riesce a difendere il multilateralismo quando viene attaccato, quale è la sua ragion d’essere geopolitica? Il precedente è devastante: se uno Stato può bombardare le installazioni nucleari civili di un altro senza conseguenze, il Tnp è carta straccia.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Il Consiglio di Sicurezza, paralizzato dai veti incrociati, starà a guardare come già fece con la Corea del Nord. Il risultato sarà una spirale di proliferazione nucleare che coinvolgerà Arabia Saudita, Turchia, Egitto e altri attori regionali. L’incubo che abbiamo evitato per settant’anni potrebbe diventare realtà. L’Iran ha ora 90 giorni per ritirarsi dal Tnp, e avrà il diritto internazionale dalla sua parte. Un Iran nucleare non sarà più un “regime canaglia”, ma uno Stato sovrano che si difende in un mondo dove la forza sembra avere, al momento, sostituito il diritto.
Netanyahu, Trump e l’Europa hanno appena aperto il vaso di Pandora nucleare. Le conseguenze di questa irresponsabilità ricadranno sulle prossime generazioni.
*ex Vicesegretario generale dell’Onu
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
Netanyahu, Trump e l’Europa hanno appena aperto il vaso di Pandora nucleare. Le conseguenze di questa irresponsabilità ricadranno sulle prossime generazioni.
*ex Vicesegretario generale dell’Onu
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L'ALGORITMO 🌺🌺🌺
Il social mi propone oggi questo post di Spinoza, alquanto banale e soprattutto conformista come buona parte delle "battute" che negli ultimi anni girano su quella pagina. Ma il punto non è tanto questo quanto il fatto che, tra gli oltre 200 commenti la massima parte dei quali altrettanto conformisti, il social medesimo mi proponga in prima posizione i due più sensati (rectius: in linea con le ragioni che da sempre sul social medesimo manifesto senza particolari infingimenti). Quanto situazioni del genere sono dovute al caso e quanto al determinismo dell'ineffabile "algoritmo"?
Il social mi propone oggi questo post di Spinoza, alquanto banale e soprattutto conformista come buona parte delle "battute" che negli ultimi anni girano su quella pagina. Ma il punto non è tanto questo quanto il fatto che, tra gli oltre 200 commenti la massima parte dei quali altrettanto conformisti, il social medesimo mi proponga in prima posizione i due più sensati (rectius: in linea con le ragioni che da sempre sul social medesimo manifesto senza particolari infingimenti). Quanto situazioni del genere sono dovute al caso e quanto al determinismo dell'ineffabile "algoritmo"?
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IL METADONE TECONOLOGICO 🌺🌺🌺
"Ora che, davanti a una catastrofe di proporzioni mai viste, non si può non riconoscere la nocività della esposizione perpetua ai dispositivi digitali, e la dipendenza che generano – del resto sono progettati per quello –, ci si dà ai giochini delle tre carte mascherati dietro la logica del fatto compiuto: siccome la tecnologia non si può fermare, allora occorre educare i ragazzini all’”uso consapevole”, sul presupposto che si debba sempre e comunque cavalcare il progresso. Che è poi come dire, insegniamo l’uso consapevole del veleno, o della droga, o dei superalcolici. Avvelènati, drògati, ubriàcati, ma in modo consapevole, così tu sei spacciato, ma le coscienze degli altri profumate di bucato."
L'articolo completo di Elisabetta Frezza: https://www.ricognizioni.it/la-tempesta-perfetta-chi-lha-scatenata-e-come-una-vera-scuola-potrebbe-salvare-i-nostri-figli/
"Ora che, davanti a una catastrofe di proporzioni mai viste, non si può non riconoscere la nocività della esposizione perpetua ai dispositivi digitali, e la dipendenza che generano – del resto sono progettati per quello –, ci si dà ai giochini delle tre carte mascherati dietro la logica del fatto compiuto: siccome la tecnologia non si può fermare, allora occorre educare i ragazzini all’”uso consapevole”, sul presupposto che si debba sempre e comunque cavalcare il progresso. Che è poi come dire, insegniamo l’uso consapevole del veleno, o della droga, o dei superalcolici. Avvelènati, drògati, ubriàcati, ma in modo consapevole, così tu sei spacciato, ma le coscienze degli altri profumate di bucato."
L'articolo completo di Elisabetta Frezza: https://www.ricognizioni.it/la-tempesta-perfetta-chi-lha-scatenata-e-come-una-vera-scuola-potrebbe-salvare-i-nostri-figli/
Ricognizioni
La tempesta perfetta. Chi l’ha scatenata e come una vera scuola potrebbe salvare i nostri figli - Ricognizioni
Stiamo assistendo a una operazione, tanto patente quanto capillare, di rimozione e mistificazione pilotata della realtà con tutti i suoi esiti distruttivi. Va
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Forwarded from Giubbe Rosse
Media is too big
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🇺🇸 MATT GAETZ SI FA AVANTI ED ESORTA TRUMP A NON ENTRARE IN GUERRA CON L'IRAN
Gaetz, ex membro della Camera dei Rappresentanti per la Florida e indicato inizialmente come Procuratore Generale dell'attuale amministrazione prima del suo ritiro, è un fervente sostenitore di Donald Trump e delle sue politiche. La sua voce va ad aggiungersi a quella di numerosi alleati che Trump sta perdendo di giorno in giorno, da Elon Musk, a Tucker Carlson, a Steve Bannon, a Marjorie Taylor Greene.
🟥 SOSTIENI GIUBBE ROSSE
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Molti amici e consiglieri filo-israeliani del presidente Trump stanno cercando di fare pressione su di lui affinché invii attacchi aerei contro l'Iran. Ma il presidente Trump sa che la dottrina dell’era Bush sul cambio di regime in Medio Oriente è stupida.
L'ultima volta che l'America ha dato ascolto a Netanyahu sulla base di false accuse di armi di distruzione di massa in Iraq, abbiamo finito per versare denaro e sangue sulle sabbie della Mesopotamia e, alla fine, abbiamo solo reso l'Iran più forte!
Oggi Netanyahu ci ripete che la caduta di Teheran porterà solo benefici alla regione e agli Stati Uniti. Davvero? Che genere di garanzie ci offre? Soddisfatti o rimborsati? Israele ci ha forse rimborsato i 3 trilioni di dollari che abbiamo già speso in Iraq?
La verità è che le garanzie di Bibi sono solo stronzate.
Netanyahu ci ha mentito sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. E noi non solo gli abbiamo creduto, abbiamo contribuito a diffondere quella bugia al mondo.
Israele sta perseguendo apertamente un regime change e l'assassinio del suo leader supremo. Davvero gli Stati Uniti vogliono accompagnare Israele in questa ulteriore folle avventura?
Gaetz, ex membro della Camera dei Rappresentanti per la Florida e indicato inizialmente come Procuratore Generale dell'attuale amministrazione prima del suo ritiro, è un fervente sostenitore di Donald Trump e delle sue politiche. La sua voce va ad aggiungersi a quella di numerosi alleati che Trump sta perdendo di giorno in giorno, da Elon Musk, a Tucker Carlson, a Steve Bannon, a Marjorie Taylor Greene.
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C'E' QUESTO RISCHIO 🌺🌺🌺
Mia nonna avrebbe detto: "Dopo averne mangiati tre piatti ha capito che è minestra".
https://www.bolognatoday.it/cronaca/universita-condanna-israele-gaza-genocidio.html
Mia nonna avrebbe detto: "Dopo averne mangiati tre piatti ha capito che è minestra".
https://www.bolognatoday.it/cronaca/universita-condanna-israele-gaza-genocidio.html
BolognaToday
L’Università di Bologna approva mozione: “A Gaza plausibile il rischio genocidio”
Il Senato accademico dell’Alma Mater condanna l’escalation militare israeliana e annuncia vigilanza su progetti e accordi scientifici. I collettivi: “Un passo storico dopo due anni di mobilitazione”
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MATURITA' VESTIGIALE 🌺🌺🌺
Con il termine vestigia (dal latino vestigium, impronta, orma) si indeicano quegli elementi di un organismo che persistono pur avendo perso del tutto la funzionalità che invece avevano in origine. Curioso constatare quanti organi vestigiali conservi l'essere umano:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vestigia_(biologia)
Spaesante invece rendersi conto di quanti aspetti della nostra vita, un tempo cruciali, siano oggi ridotti a grottesche vestigia spesso per di più strumentalizzate a fini deteriori. Tra questi indubbiamente tutto quanto riguarda la scuola e l'università, come risultato della scomparsa del ruolo sociale di queste istituzioni e della conseguente irrilevanza di tutto quanto in esse accade. Se a questo si aggiunge l'incalzante neotenia delle nuove generazioni, ne esce un quadro obiettivamente sconfortante e nichilista.
Con il termine vestigia (dal latino vestigium, impronta, orma) si indeicano quegli elementi di un organismo che persistono pur avendo perso del tutto la funzionalità che invece avevano in origine. Curioso constatare quanti organi vestigiali conservi l'essere umano:
https://it.wikipedia.org/wiki/Vestigia_(biologia)
Spaesante invece rendersi conto di quanti aspetti della nostra vita, un tempo cruciali, siano oggi ridotti a grottesche vestigia spesso per di più strumentalizzate a fini deteriori. Tra questi indubbiamente tutto quanto riguarda la scuola e l'università, come risultato della scomparsa del ruolo sociale di queste istituzioni e della conseguente irrilevanza di tutto quanto in esse accade. Se a questo si aggiunge l'incalzante neotenia delle nuove generazioni, ne esce un quadro obiettivamente sconfortante e nichilista.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Se il green pass non garantiva l'interruzione della catena dei contagi, sorge spontaneo porsi la seguente domanda: il green pass era funzionale alla pandemia o la pandemia era funzionale al green pass? E se la pandemia era funzionale al passaporto vaccinale, a cosa era prodromico il green pass?
E' interessante sottolineare che l’idea di un passaporto vaccinale è antecedente alla pandemia e risale al 2018, quando la commissione europea aveva stabilito una road map on vaccination.
C’è un altro progetto, anch'esso concepito prima della pandemia, analogo per certi versi al passaporto vaccinale, che trova in quel particolare momento un humus favorevole per essere implementato. E' l’Identità Digitale.
Wired non ha dubbi in merito. Per la prestigiosa rivista scientifica l'app europea per l'identità digitale "di fatto è stata una versione 'in piccolo' del wallet”.
L’idea di un’identità digitale parte sicuramente da lontano, ma un punto di svolta lo si ha con la costituzione del’ID2020, una ONG che sostiene la necessità di un’identità globale. Interessante notare quali sono gli enti che partecipano all’iniziativa ID2020: Blackrock, Facebook, GAVI, Fondo Globale per le Donne, Google, IBM, Mastercard, Microsoft, Rock ad avere ruoli direttivi nella gestione feller Foundation, World Bank.
In particolare Bill Gates (attraverso la Fondazione), Rockfeller Foundation e World Bank, oltre ad aver avuto un ruolo attivo nello sviluppo dell'identità digitale, oltre ad aver avuto un ruolo di primo piano nella gestione emergenziale, hanno tutti condotto esercitazioni (o fatto previsioni) su scenari pandemici.
La pandemia è stata l'occasione per testare su strada un progetto che aveva altre finalità?
I soggetti coinvolti nello sviluppo di questa tecnologia hanno soltanto cavalcato gli eventi o hanno creato le condizioni per portare a compimento un progetto che necessitava di un evento catalizzatore per vincere le naturali resistenze da parte del pubblico?
Per cercare di rispondere a queste domande, prosegue l'analisi della pandemia a Tele Ragione, il programma di e con Giorgio Bianchi. Questa sera alle 21.30, solo su Byoblu, libera e indipendente.
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
E' interessante sottolineare che l’idea di un passaporto vaccinale è antecedente alla pandemia e risale al 2018, quando la commissione europea aveva stabilito una road map on vaccination.
C’è un altro progetto, anch'esso concepito prima della pandemia, analogo per certi versi al passaporto vaccinale, che trova in quel particolare momento un humus favorevole per essere implementato. E' l’Identità Digitale.
Wired non ha dubbi in merito. Per la prestigiosa rivista scientifica l'app europea per l'identità digitale "di fatto è stata una versione 'in piccolo' del wallet”.
L’idea di un’identità digitale parte sicuramente da lontano, ma un punto di svolta lo si ha con la costituzione del’ID2020, una ONG che sostiene la necessità di un’identità globale. Interessante notare quali sono gli enti che partecipano all’iniziativa ID2020: Blackrock, Facebook, GAVI, Fondo Globale per le Donne, Google, IBM, Mastercard, Microsoft, Rock ad avere ruoli direttivi nella gestione feller Foundation, World Bank.
In particolare Bill Gates (attraverso la Fondazione), Rockfeller Foundation e World Bank, oltre ad aver avuto un ruolo attivo nello sviluppo dell'identità digitale, oltre ad aver avuto un ruolo di primo piano nella gestione emergenziale, hanno tutti condotto esercitazioni (o fatto previsioni) su scenari pandemici.
La pandemia è stata l'occasione per testare su strada un progetto che aveva altre finalità?
I soggetti coinvolti nello sviluppo di questa tecnologia hanno soltanto cavalcato gli eventi o hanno creato le condizioni per portare a compimento un progetto che necessitava di un evento catalizzatore per vincere le naturali resistenze da parte del pubblico?
Per cercare di rispondere a queste domande, prosegue l'analisi della pandemia a Tele Ragione, il programma di e con Giorgio Bianchi. Questa sera alle 21.30, solo su Byoblu, libera e indipendente.
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PETIZIONE 🌺🌺🌺
Per chiedere che il CERN di Ginevra indaghi sul rispetto da parte di Israele dei requisiti per essere uno stato membro, in relazione al genocidio in Palestina:
https://cryptpad.fr/form/#/2/form/view/vyyO8CG+SMJIwXK8YLRSItprimQwa2O33uH+MCJo2HA/
Per firmare bisogna mandare una mail dall'account istituzionale all'indirizzo CernForGaza@proton.me . Le firme verranno suddivise tra firme di fisici associati al CERN, firme di fisici con differente affiliazione e firme solidali di lavoratori di università/enti di ricerca che non si occupano di fisica.
Per chiedere che il CERN di Ginevra indaghi sul rispetto da parte di Israele dei requisiti per essere uno stato membro, in relazione al genocidio in Palestina:
https://cryptpad.fr/form/#/2/form/view/vyyO8CG+SMJIwXK8YLRSItprimQwa2O33uH+MCJo2HA/
Per firmare bisogna mandare una mail dall'account istituzionale all'indirizzo CernForGaza@proton.me . Le firme verranno suddivise tra firme di fisici associati al CERN, firme di fisici con differente affiliazione e firme solidali di lavoratori di università/enti di ricerca che non si occupano di fisica.
cryptpad.fr
Encrypted Form
CryptPad: end-to-end encrypted collaboration suite
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Il Green Pass come esperimento dell’identità digitale
L'App IO, attraverso la quale è stato possibile scaricare il Green Pass, è stata il banco di prova propedeutico all'introduzione dell'Eudi wallet ?
Wired non ha dubbi in merito. Per la prestigiosa rivista scientifica l'app europea per l'identità digitale "di fatto è stata una versione 'in piccolo' del wallet”.
La domanda da porsi è quindi la seguente: il green pass è stato funzionale alla pandemia o piuttosto quest'ultima è stata funzionale alla prova su strada dell’identità digitale?
Per cercare di rispondere a queste domande, prosegue l'analisi della pandemia a Tele Ragione, il programma di e con Giorgio Bianchi. Mercoledì alle 21.30, solo su Byoblu, libera e indipendente.
https://youtu.be/irnxg8OKbpQ?si=KPDHHmJg13AAnxuE
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
L'App IO, attraverso la quale è stato possibile scaricare il Green Pass, è stata il banco di prova propedeutico all'introduzione dell'Eudi wallet ?
Wired non ha dubbi in merito. Per la prestigiosa rivista scientifica l'app europea per l'identità digitale "di fatto è stata una versione 'in piccolo' del wallet”.
La domanda da porsi è quindi la seguente: il green pass è stato funzionale alla pandemia o piuttosto quest'ultima è stata funzionale alla prova su strada dell’identità digitale?
Per cercare di rispondere a queste domande, prosegue l'analisi della pandemia a Tele Ragione, il programma di e con Giorgio Bianchi. Mercoledì alle 21.30, solo su Byoblu, libera e indipendente.
https://youtu.be/irnxg8OKbpQ?si=KPDHHmJg13AAnxuE
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Forwarded from Tatiana Santi
Mosca: "la Rai chieda scusa"
Mosca si aspetta delle scuse ufficiali da Roma per il post di un rappresentante della Rai che invocava di colpire il Cremlino.
Lo ha dichiarato la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
"Ci aspettiamo delle scuse ufficiali dalla dirigenza della Rai. Ma, a mio avviso, anche i funzionari italiani dovrebbero parlare apertamente e dire che questa non è la norma per l'Italia", ha sottolineato la diplomatica durante un briefing organizzato a margine del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).
"Un altro problema è che il post è stato cancellato poche ore dopo, perché da lì sono iniziate critiche e proteste di tante persone contro questa logica mostruosa. Alla fine, a quanto pare, (gli autori del post) o si sono vergognati, o si sono spaventati, o si sono sentiti a disagio, e questo post è stato cancellato", ha continuato.
"Tuttavia, non consideriamo questo incidente finito qui, perché può essere qualificato come atto penalmente punibile e come incitamento pubblico all'attuazione di attività estremiste o incitamento pubblico all'attuazione di attività terroristiche, giustificazione pubblica del terrorismo o propaganda terroristica".
Secondo Zakharova, il fatto che queste dichiarazioni estremiste siano state fatte da un rappresentante della radiotelevisione italiana "testimonia che la situazione della libertà di parola in Italia ha raggiunto una fase davvero spaventosa".
👉 Certo che i giornalisti italiani si distinguono sempre...
Che ne pensate?
Fonte: tass
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Mosca si aspetta delle scuse ufficiali da Roma per il post di un rappresentante della Rai che invocava di colpire il Cremlino.
Lo ha dichiarato la rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
"Ci aspettiamo delle scuse ufficiali dalla dirigenza della Rai. Ma, a mio avviso, anche i funzionari italiani dovrebbero parlare apertamente e dire che questa non è la norma per l'Italia", ha sottolineato la diplomatica durante un briefing organizzato a margine del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).
"Un altro problema è che il post è stato cancellato poche ore dopo, perché da lì sono iniziate critiche e proteste di tante persone contro questa logica mostruosa. Alla fine, a quanto pare, (gli autori del post) o si sono vergognati, o si sono spaventati, o si sono sentiti a disagio, e questo post è stato cancellato", ha continuato.
"Tuttavia, non consideriamo questo incidente finito qui, perché può essere qualificato come atto penalmente punibile e come incitamento pubblico all'attuazione di attività estremiste o incitamento pubblico all'attuazione di attività terroristiche, giustificazione pubblica del terrorismo o propaganda terroristica".
Secondo Zakharova, il fatto che queste dichiarazioni estremiste siano state fatte da un rappresentante della radiotelevisione italiana "testimonia che la situazione della libertà di parola in Italia ha raggiunto una fase davvero spaventosa".
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DIPENDENZA DA ANTIDEPRESSIVI 🌺🌺🌺
Ieri, The Therapeutics Initiative si è occupato della sindrome da astinenza da antidepressivi. Come le benzodiazepine e gli oppioidi, gli antidepressivi causano tolleranza, dipendenza e sindromi da astinenza. Secondo The Therapeutics Initiative, il termine "sindrome da sospensione degli antidepressivi" è un eufemismo che minimizza i problemi clinici che i pazienti possono manifestare dopo la riduzione del dosaggio o la sospensione del farmaco. Gli antidepressivi non causano craving o ricerca compulsiva del farmaco, ma il cervello si adatta ai loro effetti farmacologici, e nel giro di poche settimane o mesi, questo può rendere difficile, o addirittura impossibile, interrompere l'assunzione degli antidepressivi.
Sintomi fisici e psicologici possono manifestarsi dopo l'interruzione o la riduzione del dosaggio, o persino dopo aver saltato una dose. I sintomi acuti e persistenti includono cattivo umore, ansia, attacchi di panico, pensieri ossessivi, pianto, labilità emotiva, "vertigini", mal di testa, aumento dei sogni o incubi, insonnia, irritabilità, mioclono, nausea, scosse elettriche ("zap"), tremore, sintomi simil-influenzali, squilibrio, disturbi sensoriali, acatisia e pensieri suicidi.
Il problema dell'astinenza da antidepressivi è noto da diversi anni, e tuttavia le prescrizioni e l'uso a lungo termine di questi farmaci continuano ad aumentare. In Inghilterra, le prescrizioni sono raddoppiate dal 2010 al 2024, includendo ora circa il 20% della popolazione, metà della quale assume antidepressivi a lungo termine. Secondo indagini nazionali negli Stati Uniti, l'uso di antidepressivi è aumentato da meno dell'8% delle persone di età pari o superiore a 12 anni nel periodo 1999-2002 a quasi il 13% nel periodo 2011-2014 e al 19% nelle donne di età superiore ai 60 anni. Più di due terzi degli americani che assumevano un antidepressivo lo facevano da più di 2 anni e un quarto da più di 10 anni. Circa il 14% degli australiani assume antidepressivi, metà dei quali per più di 12 mesi.
In Italia, il consumo di antidepressivi è passato da 33,5 dosi definite giornaliere per mille abitanti al giorno nel 2008 a 45,8 dosi definite giornaliere per mille abitanti al giorno nel 2022. Le dosi definite giornaliere sono una misura standard del consumo di farmaci impiegata negli studi di farmacoutilizzazione, e grossolanamente possono essere interpretate "come se" nel 2022 ogni giorno il 4,6% dei cittadini italiani fosse stato in trattamento con un antidepressivo.
https://www.nature.com/articles/s41598-025-96037-z
Così The Therapeutics Initiative sintetizza la questione: (i) Gli antidepressivi possono essere utili per alcune persone, ma iniziare o interrompere la terapia richiede attenzione. (ii) Prima di iniziare, i medici prescrittori (medici e infermieri) dovrebbero parlare apertamente con i pazienti dei rischi di astinenza e prendere decisioni condivise sul trattamento e sulla riduzione graduale. (iii) Conoscere i diversi tipi di possibili problemi di astinenza aiuta i medici prescrittori a guidare i pazienti nell'interruzione dei farmaci antidepressivi in modo più sicuro.
https://www.ti.ubc.ca/2025/06/18/156-antidepressant-withdrawal-syndrome-update/
The Therapeutics Initiative è un bollettino di informazione fondato nel 1994 dal Dipartimento di Farmacologia e Terapia dell'Università della British Columbia, indipendente, separata dal governo, dall'industria farmaceutica e da altri gruppi di interesse e con la missione di fornire a medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari vari e al pubblico in generale informazioni aggiornate, indipendenti, basate sull'evidenza e pratiche sugli interventi sanitari.
Ieri, The Therapeutics Initiative si è occupato della sindrome da astinenza da antidepressivi. Come le benzodiazepine e gli oppioidi, gli antidepressivi causano tolleranza, dipendenza e sindromi da astinenza. Secondo The Therapeutics Initiative, il termine "sindrome da sospensione degli antidepressivi" è un eufemismo che minimizza i problemi clinici che i pazienti possono manifestare dopo la riduzione del dosaggio o la sospensione del farmaco. Gli antidepressivi non causano craving o ricerca compulsiva del farmaco, ma il cervello si adatta ai loro effetti farmacologici, e nel giro di poche settimane o mesi, questo può rendere difficile, o addirittura impossibile, interrompere l'assunzione degli antidepressivi.
Sintomi fisici e psicologici possono manifestarsi dopo l'interruzione o la riduzione del dosaggio, o persino dopo aver saltato una dose. I sintomi acuti e persistenti includono cattivo umore, ansia, attacchi di panico, pensieri ossessivi, pianto, labilità emotiva, "vertigini", mal di testa, aumento dei sogni o incubi, insonnia, irritabilità, mioclono, nausea, scosse elettriche ("zap"), tremore, sintomi simil-influenzali, squilibrio, disturbi sensoriali, acatisia e pensieri suicidi.
Il problema dell'astinenza da antidepressivi è noto da diversi anni, e tuttavia le prescrizioni e l'uso a lungo termine di questi farmaci continuano ad aumentare. In Inghilterra, le prescrizioni sono raddoppiate dal 2010 al 2024, includendo ora circa il 20% della popolazione, metà della quale assume antidepressivi a lungo termine. Secondo indagini nazionali negli Stati Uniti, l'uso di antidepressivi è aumentato da meno dell'8% delle persone di età pari o superiore a 12 anni nel periodo 1999-2002 a quasi il 13% nel periodo 2011-2014 e al 19% nelle donne di età superiore ai 60 anni. Più di due terzi degli americani che assumevano un antidepressivo lo facevano da più di 2 anni e un quarto da più di 10 anni. Circa il 14% degli australiani assume antidepressivi, metà dei quali per più di 12 mesi.
In Italia, il consumo di antidepressivi è passato da 33,5 dosi definite giornaliere per mille abitanti al giorno nel 2008 a 45,8 dosi definite giornaliere per mille abitanti al giorno nel 2022. Le dosi definite giornaliere sono una misura standard del consumo di farmaci impiegata negli studi di farmacoutilizzazione, e grossolanamente possono essere interpretate "come se" nel 2022 ogni giorno il 4,6% dei cittadini italiani fosse stato in trattamento con un antidepressivo.
https://www.nature.com/articles/s41598-025-96037-z
Così The Therapeutics Initiative sintetizza la questione: (i) Gli antidepressivi possono essere utili per alcune persone, ma iniziare o interrompere la terapia richiede attenzione. (ii) Prima di iniziare, i medici prescrittori (medici e infermieri) dovrebbero parlare apertamente con i pazienti dei rischi di astinenza e prendere decisioni condivise sul trattamento e sulla riduzione graduale. (iii) Conoscere i diversi tipi di possibili problemi di astinenza aiuta i medici prescrittori a guidare i pazienti nell'interruzione dei farmaci antidepressivi in modo più sicuro.
https://www.ti.ubc.ca/2025/06/18/156-antidepressant-withdrawal-syndrome-update/
The Therapeutics Initiative è un bollettino di informazione fondato nel 1994 dal Dipartimento di Farmacologia e Terapia dell'Università della British Columbia, indipendente, separata dal governo, dall'industria farmaceutica e da altri gruppi di interesse e con la missione di fornire a medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari vari e al pubblico in generale informazioni aggiornate, indipendenti, basate sull'evidenza e pratiche sugli interventi sanitari.
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Forwarded from Lettera da Mosca
I RUSSI E I CONTANTI - La Banca centrale di Russia ha pubblicato uno studio sugli atteggiamenti dei cittadini nei confronti dei vari mezzi di pagamento nel 2024. Secondo questo studio, la percentuale di russi che non possono fare a meno dei contanti è aumentata dal 40% al 43% rispetto al 2023, mentre quella di coloro che conservano il denaro in contanti è aumentata dal 30% al 32%. Anche la percentuale di russi che pagano in contanti ogni giorno è aumentata dal 17% al 21%.
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CONTRORDINE, COMPAGNI! 🌺🌺🌺
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/06/20/crosetto-la-nato-non-ha-piu-ragione-di-esistere-ue-e-onu-non-contano-piu_31dadf17-79ca-4dd7-a83f-399f9d1c9a34.html
https://web.archive.org/web/20250620150940/https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/06/20/crosetto-la-nato-non-ha-piu-ragione-di-esistere-ue-e-onu-non-contano-piu_31dadf17-79ca-4dd7-a83f-399f9d1c9a34.html
https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/06/20/crosetto-la-nato-non-ha-piu-ragione-di-esistere-ue-e-onu-non-contano-piu_31dadf17-79ca-4dd7-a83f-399f9d1c9a34.html
https://web.archive.org/web/20250620150940/https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2025/06/20/crosetto-la-nato-non-ha-piu-ragione-di-esistere-ue-e-onu-non-contano-piu_31dadf17-79ca-4dd7-a83f-399f9d1c9a34.html
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