LA STRAGE DI STOCCOLMA
Ieri a Stoccolma una bomba è esplosa nel quartiere residenziale di Östermalm, causando 30 morti e altrettanti feriti. Östermalm è la zona più elegante e lussuosa della città, spesso paragonata all'Upper East Side di New York per lo stile sofisticato, gli edifici classici di fine '800, le boutique di lusso della Strandvägen, i ristoranti di alto livello e l'atmosfera raffinata ma discreta, tipica svedese.
Per ora non si conosce ancora l’identità degli attentatori, ma si sospetta la matrice islamica.
Fra i 30 morti ci sono padri e madri di famiglia, tre anziani, di cui uno sulla sedia a rotelle, e una donna incinta. Ci sono anche 7 bambini, che stavano giocando nel piccolo parco dell’Humlegården, accanto al luogo dell’esplosione. Si sta ancora scavando fra le macerie, per trovare eventuali sopravvissuti.
Di fronte a questa tragica notizia, voi vi domanderete come mai non ne abbiate sentito parlare in tutti i telegiornali.
Non ne avete sentito parlare per un semplice motivo: perchè la notizia è vera, ma non è avvenuta nel lussuoso quartiere di Stoccolma, è avvenuta fra le rovine fumanti di Gaza.
Non ne avete sentito parlare perchè i morti non sono svedesi, ma sono palestinesi.
Non ne avete sentito parlare perchè i terroristi non sono “di matrice islamica”, ma sono gli stessi soldati dell’IDF, che con la solita scusa di “eliminare uomini di Hamas” hanno ammazzato trenta civili innocenti, fra cui sette bambini.
Non ne avete sentito parlare perchè questi sette bambini non sono piccole meraviglie bionde con gli occhi azzurri, ma sono sette puzzolenti e inutili marmocchi con la pelle scura, di cui non frega niente a nessuno.
Non ne avete sentito parlare perchè il dolore delle madri palestinesi non è minimamente paragonabile al dolore di una madre europea che perda il proprio figlio in un attentato.
Non ne avete sentito parlare, più in generale, perchè di quello che gli israeliani fanno ai palestinesi noi in occidente non ne vogliamo più sapere. Abbiamo protestato, abbiamo denunciato, ci siamo indignati, abbiamo persino fatto le flotille; ma adesso basta. In fondo quella è roba loro, che se la vedano fra loro, noi abbiamo altro di cui preoccuparci. Lo spread, il mutuo da pagare, lo scandalo Signorini. E adesso arriva Sanremo, vuoi mettere?
Una volta chiesero a Ghandi: “Mahatma, cosa ne pensa della civilizzazione occidentale?” A Ghandi si illuminò per un attimo lo sguardo, e poi rispose: “Penso che sarebbe un’ottima idea”.
Massimo Mazzucco
Ieri a Stoccolma una bomba è esplosa nel quartiere residenziale di Östermalm, causando 30 morti e altrettanti feriti. Östermalm è la zona più elegante e lussuosa della città, spesso paragonata all'Upper East Side di New York per lo stile sofisticato, gli edifici classici di fine '800, le boutique di lusso della Strandvägen, i ristoranti di alto livello e l'atmosfera raffinata ma discreta, tipica svedese.
Per ora non si conosce ancora l’identità degli attentatori, ma si sospetta la matrice islamica.
Fra i 30 morti ci sono padri e madri di famiglia, tre anziani, di cui uno sulla sedia a rotelle, e una donna incinta. Ci sono anche 7 bambini, che stavano giocando nel piccolo parco dell’Humlegården, accanto al luogo dell’esplosione. Si sta ancora scavando fra le macerie, per trovare eventuali sopravvissuti.
Di fronte a questa tragica notizia, voi vi domanderete come mai non ne abbiate sentito parlare in tutti i telegiornali.
Non ne avete sentito parlare per un semplice motivo: perchè la notizia è vera, ma non è avvenuta nel lussuoso quartiere di Stoccolma, è avvenuta fra le rovine fumanti di Gaza.
Non ne avete sentito parlare perchè i morti non sono svedesi, ma sono palestinesi.
Non ne avete sentito parlare perchè i terroristi non sono “di matrice islamica”, ma sono gli stessi soldati dell’IDF, che con la solita scusa di “eliminare uomini di Hamas” hanno ammazzato trenta civili innocenti, fra cui sette bambini.
Non ne avete sentito parlare perchè questi sette bambini non sono piccole meraviglie bionde con gli occhi azzurri, ma sono sette puzzolenti e inutili marmocchi con la pelle scura, di cui non frega niente a nessuno.
Non ne avete sentito parlare perchè il dolore delle madri palestinesi non è minimamente paragonabile al dolore di una madre europea che perda il proprio figlio in un attentato.
Non ne avete sentito parlare, più in generale, perchè di quello che gli israeliani fanno ai palestinesi noi in occidente non ne vogliamo più sapere. Abbiamo protestato, abbiamo denunciato, ci siamo indignati, abbiamo persino fatto le flotille; ma adesso basta. In fondo quella è roba loro, che se la vedano fra loro, noi abbiamo altro di cui preoccuparci. Lo spread, il mutuo da pagare, lo scandalo Signorini. E adesso arriva Sanremo, vuoi mettere?
Una volta chiesero a Ghandi: “Mahatma, cosa ne pensa della civilizzazione occidentale?” A Ghandi si illuminò per un attimo lo sguardo, e poi rispose: “Penso che sarebbe un’ottima idea”.
Massimo Mazzucco
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ARTEMIS: GLI ASTRONAUTI RISCHIANO LA VITA?
Mentre il lancio viene nuovamente rimandato, ex-astronauti e scienziati accusano la NASA di voler mettere a repentaglio la vita dell’equipaggio, con l’utilizzo di un mezzo non adatto alla missione. https://luogocomune.net/le-grandi-cospirazioni/artemis-gli-astronauti-rischiano-la-vita
Mentre il lancio viene nuovamente rimandato, ex-astronauti e scienziati accusano la NASA di voler mettere a repentaglio la vita dell’equipaggio, con l’utilizzo di un mezzo non adatto alla missione. https://luogocomune.net/le-grandi-cospirazioni/artemis-gli-astronauti-rischiano-la-vita
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IL PONTE DEI DELIRI
Pur di distrarre l’attenzione dagli Epstein files, Trump torna a prendersela con il Canada. Il motivo? Oggi ce l’ha con i canadesi perchè hanno costruito un ponte fra il Canada e il Michigan con i loro soldi (4 miliardi di dollari) “senza usare acciaio americano”, e quindi ora lui ne vuole la metà. Altrimenti il ponte non apre. Il post che ha pubblicato è a metà fra il mafioso e il metafisico. https://luogocomune.net/news-internazionali/il-ponte-della-follia
Pur di distrarre l’attenzione dagli Epstein files, Trump torna a prendersela con il Canada. Il motivo? Oggi ce l’ha con i canadesi perchè hanno costruito un ponte fra il Canada e il Michigan con i loro soldi (4 miliardi di dollari) “senza usare acciaio americano”, e quindi ora lui ne vuole la metà. Altrimenti il ponte non apre. Il post che ha pubblicato è a metà fra il mafioso e il metafisico. https://luogocomune.net/news-internazionali/il-ponte-della-follia
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Media is too big
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Francesca Albanese: il video tagliato ad arte
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ATTENZIONE: Se nel video sull'Ucraina non sentite l'audio: Rotella Impostazioni / Traccia Audio / English (US) Original
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LA SOLITA "MELA MARCIA"
Nel film “Serpico” il protagonista (Al Pacino) è un poliziotto di New York che scopre la corruzione sistematica che pervade il suo dipartimento. Fra mazzette, ruberie e traffici illeciti, i suoi colleghi sguazzano allegramente in un ambiente perfettamente protetto dalla loro stessa omertà. Serpico prova a denunciare questa corruzione, ma finisce solo per restare isolato, rischiando pure di morire.
La vicenda di Serpico è estrema, ma è tratta da una storia vera, e rende benissimo l’idea che il male e la corruzione, grazie all’omertà del gruppo, possano prosperare tranquillamente da ambedue i lati della legge.
In Italia invece, ogni volta che un poliziotto viene beccato a trasgredire la legge, si parla subito di una “mela marcia”. In altre parole, il primo pensiero è quello di proteggere la reputazione del corpo di polizia, ricoprendo di disonore il collega “traditore”.
Ora, nessuno qui sostiene che il marciume abbia intaccato ogni livello della nostra polizia, da Aosta fino a Reggio Calabria. E’ evidente che la stragrande maggioranza dei poliziotti siano persone che portano con onore la propria divisa. Dovrebbe però essere altrettanto evidente che una singola “mela marcia” – se davvero fosse tale – non potrebbe andare avanti per molto tempo a fare i suoi loschi affari: se fosse veramente circondato dal 99,9 % di colleghi puri e incorruttibili, verrebbe immediatamente isolato e sputato fuori dal sistema stesso, prima di riuscire a portare a termine qualunque crimine di una certa importanza.
Qui invece abbiamo un poliziotto che ricattava sistematicamente – e apertamente - il pusher di turno, e lo obbligava a dargli delle dosi di droga in cambio della garanzia di non essere arrestato. Ma come si può pensare che i suoi colleghi non ne sapessero nulla? Come minimo, dobbiamo ipotizzare una notevole dose di omertà da parte di tutti coloro che lavoravano con lui.
Ora qui nessuno chiede di fare come Serpico, e mettersi contro l’intero dipartimento di polizia. Ma, se davvero il “traditore” era uno solo, se davvero era una singola “mela marcia” – come ora vogliono farci credere - perchè gli altri non l’hanno denunciato?
E’ facile in questi casi buttare quintali di letame sul singolo, per cercare di salvare il corpo nel suo insieme. Me se non si andrà più a fondo – magari anche rischiando di scoprire una cultura omertosa della corruzione – di “mele marce” rischiamo di trovarne davvero tante sul nostro cammino.
Massimo Mazzucco
Nel film “Serpico” il protagonista (Al Pacino) è un poliziotto di New York che scopre la corruzione sistematica che pervade il suo dipartimento. Fra mazzette, ruberie e traffici illeciti, i suoi colleghi sguazzano allegramente in un ambiente perfettamente protetto dalla loro stessa omertà. Serpico prova a denunciare questa corruzione, ma finisce solo per restare isolato, rischiando pure di morire.
La vicenda di Serpico è estrema, ma è tratta da una storia vera, e rende benissimo l’idea che il male e la corruzione, grazie all’omertà del gruppo, possano prosperare tranquillamente da ambedue i lati della legge.
In Italia invece, ogni volta che un poliziotto viene beccato a trasgredire la legge, si parla subito di una “mela marcia”. In altre parole, il primo pensiero è quello di proteggere la reputazione del corpo di polizia, ricoprendo di disonore il collega “traditore”.
Ora, nessuno qui sostiene che il marciume abbia intaccato ogni livello della nostra polizia, da Aosta fino a Reggio Calabria. E’ evidente che la stragrande maggioranza dei poliziotti siano persone che portano con onore la propria divisa. Dovrebbe però essere altrettanto evidente che una singola “mela marcia” – se davvero fosse tale – non potrebbe andare avanti per molto tempo a fare i suoi loschi affari: se fosse veramente circondato dal 99,9 % di colleghi puri e incorruttibili, verrebbe immediatamente isolato e sputato fuori dal sistema stesso, prima di riuscire a portare a termine qualunque crimine di una certa importanza.
Qui invece abbiamo un poliziotto che ricattava sistematicamente – e apertamente - il pusher di turno, e lo obbligava a dargli delle dosi di droga in cambio della garanzia di non essere arrestato. Ma come si può pensare che i suoi colleghi non ne sapessero nulla? Come minimo, dobbiamo ipotizzare una notevole dose di omertà da parte di tutti coloro che lavoravano con lui.
Ora qui nessuno chiede di fare come Serpico, e mettersi contro l’intero dipartimento di polizia. Ma, se davvero il “traditore” era uno solo, se davvero era una singola “mela marcia” – come ora vogliono farci credere - perchè gli altri non l’hanno denunciato?
E’ facile in questi casi buttare quintali di letame sul singolo, per cercare di salvare il corpo nel suo insieme. Me se non si andrà più a fondo – magari anche rischiando di scoprire una cultura omertosa della corruzione – di “mele marce” rischiamo di trovarne davvero tante sul nostro cammino.
Massimo Mazzucco
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CHE FINE HA FATTO KARIN MULDER
Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karin Mulder era una top model negli anni ’90. Aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace), ma proprio all’apice dalla sua carriera sparì di colpo, come un fantasma nella nebbia. Ecco il perchè. https://luogocomune.net/news-internazionali/che-fine-ha-fatto-karin-mulder
Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karin Mulder era una top model negli anni ’90. Aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace), ma proprio all’apice dalla sua carriera sparì di colpo, come un fantasma nella nebbia. Ecco il perchè. https://luogocomune.net/news-internazionali/che-fine-ha-fatto-karin-mulder
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