PSICANALISI DI UN PRESIDENTE
Gli studiosi della psicologia dello sviluppo (Piaget, Erikson e altri) ci insegnano che nei primi anni di vita il bambino è essenzialmente privo di filtri inibitori. In altre parole, dice quello che pensa in modo diretto e automatico, senza considerare le possibili conseguenze delle proprie parole sugli altri.
Quante volte i genitori sono rimasti imbarazzati, quando il loro pargolo si dirige ad un loro amico dicendogli “sei grasso”, “non mi piaci”, “puzzi”. Di solito queste situazioni vengono risolte dal genitore che, imbarazzato, dice “lo perdoni, è solo un bambino”.
Jean Piaget parlava di “egocentrismo infantile”, ovvero dell’incapacità del bambino di considerare punti di vista diversi dal proprio. Nei primi anni di vita il bambino percepisce il mondo unicamente dal suo punto di vista, e dà per scontato che tutti gli altri vedano, pensino e sentano esattamente come lui. Questa è una caratteristica del pensiero immaturo, perché il bambino non ha ancora sviluppato la capacità di capire che gli altri hanno menti separate, con prospettive, conoscenze e emozioni diverse.
Verso i 7-8 anni i bambini diventano più consapevoli delle conseguenze delle loro parole. Si rendono conto che possono ferire qualcuno, o che comunque certe cose è meglio non dirle. Sviluppano così i cosiddetti freni inibitori, che vengono localizzati dagli studiosi nella corteccia pre-frontale, dove ha sede il controllo degli impulsi e delle emozioni. Questi freni li portano progressivamente a ragionare e a considerare le conseguenze delle proprie parole, prima di pronunciarle.
Superati i dieci anni poi, i bambini hanno imparato a valutare bene il contesto, prima di parlare. Cominciano a capire l'ironia, il sarcasmo e le convenzioni sociali. Ovviamente possono ancora essere diretti, se lo desiderano, ma sono loro a scegliere quando farlo. Stanno diventando adulti.
Lo sviluppo della corteccia pre-frontale è molto lento (la pre-frontale è l’ultima regione del cervello a completare la maturazione), e di solito arriva a termine solo intorno al 25° anno di età.
Ci sono però casi in cui lo sviluppo della corteccia pre-frontale si arresta prima, e non arriva a completarsi. I motivi possono essere vari: traumi, ictus fetali/neonatali, ipossia grave al parto, emorragie o infezioni possono danneggiare gravemente la corteccia prefrontale.
Indipendentemente dalla causa, i sintomi più comuni di una corteccia pre-frontale danneggiata o non completamente sviluppata possono essere:
- grave compromissione del giudizio morale (più utilitaristico, favorisce azioni dannose per interesse personale)
- ridotta empatia affettiva
- persistenza di un ragionamento morale egocentrico
- impulsività patologica
Sostanzialmente, si riflette nell’età adulta l’incapacità del bambino – già identificata da Piaget – di considerare punti di vista diversi dal proprio e di adottare un codice morale socialmente condiviso. Si manifesta inoltre la sua assoluta mancanza di freni inibitori nel comunicare i propri pensieri.
Un esempio a tutti noto di individuo con queste caratteristiche è Sheldon Cooper, il protagonista di Big Bang Theory che dice sempre quello che pensa, provocando imbarazzo nel resto dei presenti, e che segue un suo personalissimo codice morale, basato sull’utilitarismo e non sull’empatia.
Sheldon Cooper però è un personaggio immaginario. Donald Trump invece è un uomo in carne ed ossa, e in questo momento è il presidente della nazione più potente del mondo, con il maggiore arsenale militare a disposizione.
Le conclusioni traetele voi.
Massimo Mazzucco
Gli studiosi della psicologia dello sviluppo (Piaget, Erikson e altri) ci insegnano che nei primi anni di vita il bambino è essenzialmente privo di filtri inibitori. In altre parole, dice quello che pensa in modo diretto e automatico, senza considerare le possibili conseguenze delle proprie parole sugli altri.
Quante volte i genitori sono rimasti imbarazzati, quando il loro pargolo si dirige ad un loro amico dicendogli “sei grasso”, “non mi piaci”, “puzzi”. Di solito queste situazioni vengono risolte dal genitore che, imbarazzato, dice “lo perdoni, è solo un bambino”.
Jean Piaget parlava di “egocentrismo infantile”, ovvero dell’incapacità del bambino di considerare punti di vista diversi dal proprio. Nei primi anni di vita il bambino percepisce il mondo unicamente dal suo punto di vista, e dà per scontato che tutti gli altri vedano, pensino e sentano esattamente come lui. Questa è una caratteristica del pensiero immaturo, perché il bambino non ha ancora sviluppato la capacità di capire che gli altri hanno menti separate, con prospettive, conoscenze e emozioni diverse.
Verso i 7-8 anni i bambini diventano più consapevoli delle conseguenze delle loro parole. Si rendono conto che possono ferire qualcuno, o che comunque certe cose è meglio non dirle. Sviluppano così i cosiddetti freni inibitori, che vengono localizzati dagli studiosi nella corteccia pre-frontale, dove ha sede il controllo degli impulsi e delle emozioni. Questi freni li portano progressivamente a ragionare e a considerare le conseguenze delle proprie parole, prima di pronunciarle.
Superati i dieci anni poi, i bambini hanno imparato a valutare bene il contesto, prima di parlare. Cominciano a capire l'ironia, il sarcasmo e le convenzioni sociali. Ovviamente possono ancora essere diretti, se lo desiderano, ma sono loro a scegliere quando farlo. Stanno diventando adulti.
Lo sviluppo della corteccia pre-frontale è molto lento (la pre-frontale è l’ultima regione del cervello a completare la maturazione), e di solito arriva a termine solo intorno al 25° anno di età.
Ci sono però casi in cui lo sviluppo della corteccia pre-frontale si arresta prima, e non arriva a completarsi. I motivi possono essere vari: traumi, ictus fetali/neonatali, ipossia grave al parto, emorragie o infezioni possono danneggiare gravemente la corteccia prefrontale.
Indipendentemente dalla causa, i sintomi più comuni di una corteccia pre-frontale danneggiata o non completamente sviluppata possono essere:
- grave compromissione del giudizio morale (più utilitaristico, favorisce azioni dannose per interesse personale)
- ridotta empatia affettiva
- persistenza di un ragionamento morale egocentrico
- impulsività patologica
Sostanzialmente, si riflette nell’età adulta l’incapacità del bambino – già identificata da Piaget – di considerare punti di vista diversi dal proprio e di adottare un codice morale socialmente condiviso. Si manifesta inoltre la sua assoluta mancanza di freni inibitori nel comunicare i propri pensieri.
Un esempio a tutti noto di individuo con queste caratteristiche è Sheldon Cooper, il protagonista di Big Bang Theory che dice sempre quello che pensa, provocando imbarazzo nel resto dei presenti, e che segue un suo personalissimo codice morale, basato sull’utilitarismo e non sull’empatia.
Sheldon Cooper però è un personaggio immaginario. Donald Trump invece è un uomo in carne ed ossa, e in questo momento è il presidente della nazione più potente del mondo, con il maggiore arsenale militare a disposizione.
Le conclusioni traetele voi.
Massimo Mazzucco
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MEDITERRANEA, CHETOGENICA O CARNIVORA?
Interessante discussione su luogocomune su quale sia la dieta migliore da seguire.
https://luogocomune.net/medicina-salute/mediterranea,-chetogenica-o-carnivora
Interessante discussione su luogocomune su quale sia la dieta migliore da seguire.
https://luogocomune.net/medicina-salute/mediterranea,-chetogenica-o-carnivora
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LA STRAGE DI STOCCOLMA
Ieri a Stoccolma una bomba è esplosa nel quartiere residenziale di Östermalm, causando 30 morti e altrettanti feriti. Östermalm è la zona più elegante e lussuosa della città, spesso paragonata all'Upper East Side di New York per lo stile sofisticato, gli edifici classici di fine '800, le boutique di lusso della Strandvägen, i ristoranti di alto livello e l'atmosfera raffinata ma discreta, tipica svedese.
Per ora non si conosce ancora l’identità degli attentatori, ma si sospetta la matrice islamica.
Fra i 30 morti ci sono padri e madri di famiglia, tre anziani, di cui uno sulla sedia a rotelle, e una donna incinta. Ci sono anche 7 bambini, che stavano giocando nel piccolo parco dell’Humlegården, accanto al luogo dell’esplosione. Si sta ancora scavando fra le macerie, per trovare eventuali sopravvissuti.
Di fronte a questa tragica notizia, voi vi domanderete come mai non ne abbiate sentito parlare in tutti i telegiornali.
Non ne avete sentito parlare per un semplice motivo: perchè la notizia è vera, ma non è avvenuta nel lussuoso quartiere di Stoccolma, è avvenuta fra le rovine fumanti di Gaza.
Non ne avete sentito parlare perchè i morti non sono svedesi, ma sono palestinesi.
Non ne avete sentito parlare perchè i terroristi non sono “di matrice islamica”, ma sono gli stessi soldati dell’IDF, che con la solita scusa di “eliminare uomini di Hamas” hanno ammazzato trenta civili innocenti, fra cui sette bambini.
Non ne avete sentito parlare perchè questi sette bambini non sono piccole meraviglie bionde con gli occhi azzurri, ma sono sette puzzolenti e inutili marmocchi con la pelle scura, di cui non frega niente a nessuno.
Non ne avete sentito parlare perchè il dolore delle madri palestinesi non è minimamente paragonabile al dolore di una madre europea che perda il proprio figlio in un attentato.
Non ne avete sentito parlare, più in generale, perchè di quello che gli israeliani fanno ai palestinesi noi in occidente non ne vogliamo più sapere. Abbiamo protestato, abbiamo denunciato, ci siamo indignati, abbiamo persino fatto le flotille; ma adesso basta. In fondo quella è roba loro, che se la vedano fra loro, noi abbiamo altro di cui preoccuparci. Lo spread, il mutuo da pagare, lo scandalo Signorini. E adesso arriva Sanremo, vuoi mettere?
Una volta chiesero a Ghandi: “Mahatma, cosa ne pensa della civilizzazione occidentale?” A Ghandi si illuminò per un attimo lo sguardo, e poi rispose: “Penso che sarebbe un’ottima idea”.
Massimo Mazzucco
Ieri a Stoccolma una bomba è esplosa nel quartiere residenziale di Östermalm, causando 30 morti e altrettanti feriti. Östermalm è la zona più elegante e lussuosa della città, spesso paragonata all'Upper East Side di New York per lo stile sofisticato, gli edifici classici di fine '800, le boutique di lusso della Strandvägen, i ristoranti di alto livello e l'atmosfera raffinata ma discreta, tipica svedese.
Per ora non si conosce ancora l’identità degli attentatori, ma si sospetta la matrice islamica.
Fra i 30 morti ci sono padri e madri di famiglia, tre anziani, di cui uno sulla sedia a rotelle, e una donna incinta. Ci sono anche 7 bambini, che stavano giocando nel piccolo parco dell’Humlegården, accanto al luogo dell’esplosione. Si sta ancora scavando fra le macerie, per trovare eventuali sopravvissuti.
Di fronte a questa tragica notizia, voi vi domanderete come mai non ne abbiate sentito parlare in tutti i telegiornali.
Non ne avete sentito parlare per un semplice motivo: perchè la notizia è vera, ma non è avvenuta nel lussuoso quartiere di Stoccolma, è avvenuta fra le rovine fumanti di Gaza.
Non ne avete sentito parlare perchè i morti non sono svedesi, ma sono palestinesi.
Non ne avete sentito parlare perchè i terroristi non sono “di matrice islamica”, ma sono gli stessi soldati dell’IDF, che con la solita scusa di “eliminare uomini di Hamas” hanno ammazzato trenta civili innocenti, fra cui sette bambini.
Non ne avete sentito parlare perchè questi sette bambini non sono piccole meraviglie bionde con gli occhi azzurri, ma sono sette puzzolenti e inutili marmocchi con la pelle scura, di cui non frega niente a nessuno.
Non ne avete sentito parlare perchè il dolore delle madri palestinesi non è minimamente paragonabile al dolore di una madre europea che perda il proprio figlio in un attentato.
Non ne avete sentito parlare, più in generale, perchè di quello che gli israeliani fanno ai palestinesi noi in occidente non ne vogliamo più sapere. Abbiamo protestato, abbiamo denunciato, ci siamo indignati, abbiamo persino fatto le flotille; ma adesso basta. In fondo quella è roba loro, che se la vedano fra loro, noi abbiamo altro di cui preoccuparci. Lo spread, il mutuo da pagare, lo scandalo Signorini. E adesso arriva Sanremo, vuoi mettere?
Una volta chiesero a Ghandi: “Mahatma, cosa ne pensa della civilizzazione occidentale?” A Ghandi si illuminò per un attimo lo sguardo, e poi rispose: “Penso che sarebbe un’ottima idea”.
Massimo Mazzucco
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ARTEMIS: GLI ASTRONAUTI RISCHIANO LA VITA?
Mentre il lancio viene nuovamente rimandato, ex-astronauti e scienziati accusano la NASA di voler mettere a repentaglio la vita dell’equipaggio, con l’utilizzo di un mezzo non adatto alla missione. https://luogocomune.net/le-grandi-cospirazioni/artemis-gli-astronauti-rischiano-la-vita
Mentre il lancio viene nuovamente rimandato, ex-astronauti e scienziati accusano la NASA di voler mettere a repentaglio la vita dell’equipaggio, con l’utilizzo di un mezzo non adatto alla missione. https://luogocomune.net/le-grandi-cospirazioni/artemis-gli-astronauti-rischiano-la-vita
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IL PONTE DEI DELIRI
Pur di distrarre l’attenzione dagli Epstein files, Trump torna a prendersela con il Canada. Il motivo? Oggi ce l’ha con i canadesi perchè hanno costruito un ponte fra il Canada e il Michigan con i loro soldi (4 miliardi di dollari) “senza usare acciaio americano”, e quindi ora lui ne vuole la metà. Altrimenti il ponte non apre. Il post che ha pubblicato è a metà fra il mafioso e il metafisico. https://luogocomune.net/news-internazionali/il-ponte-della-follia
Pur di distrarre l’attenzione dagli Epstein files, Trump torna a prendersela con il Canada. Il motivo? Oggi ce l’ha con i canadesi perchè hanno costruito un ponte fra il Canada e il Michigan con i loro soldi (4 miliardi di dollari) “senza usare acciaio americano”, e quindi ora lui ne vuole la metà. Altrimenti il ponte non apre. Il post che ha pubblicato è a metà fra il mafioso e il metafisico. https://luogocomune.net/news-internazionali/il-ponte-della-follia
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Media is too big
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Francesca Albanese: il video tagliato ad arte
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ATTENZIONE: Se nel video sull'Ucraina non sentite l'audio: Rotella Impostazioni / Traccia Audio / English (US) Original
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LA SOLITA "MELA MARCIA"
Nel film “Serpico” il protagonista (Al Pacino) è un poliziotto di New York che scopre la corruzione sistematica che pervade il suo dipartimento. Fra mazzette, ruberie e traffici illeciti, i suoi colleghi sguazzano allegramente in un ambiente perfettamente protetto dalla loro stessa omertà. Serpico prova a denunciare questa corruzione, ma finisce solo per restare isolato, rischiando pure di morire.
La vicenda di Serpico è estrema, ma è tratta da una storia vera, e rende benissimo l’idea che il male e la corruzione, grazie all’omertà del gruppo, possano prosperare tranquillamente da ambedue i lati della legge.
In Italia invece, ogni volta che un poliziotto viene beccato a trasgredire la legge, si parla subito di una “mela marcia”. In altre parole, il primo pensiero è quello di proteggere la reputazione del corpo di polizia, ricoprendo di disonore il collega “traditore”.
Ora, nessuno qui sostiene che il marciume abbia intaccato ogni livello della nostra polizia, da Aosta fino a Reggio Calabria. E’ evidente che la stragrande maggioranza dei poliziotti siano persone che portano con onore la propria divisa. Dovrebbe però essere altrettanto evidente che una singola “mela marcia” – se davvero fosse tale – non potrebbe andare avanti per molto tempo a fare i suoi loschi affari: se fosse veramente circondato dal 99,9 % di colleghi puri e incorruttibili, verrebbe immediatamente isolato e sputato fuori dal sistema stesso, prima di riuscire a portare a termine qualunque crimine di una certa importanza.
Qui invece abbiamo un poliziotto che ricattava sistematicamente – e apertamente - il pusher di turno, e lo obbligava a dargli delle dosi di droga in cambio della garanzia di non essere arrestato. Ma come si può pensare che i suoi colleghi non ne sapessero nulla? Come minimo, dobbiamo ipotizzare una notevole dose di omertà da parte di tutti coloro che lavoravano con lui.
Ora qui nessuno chiede di fare come Serpico, e mettersi contro l’intero dipartimento di polizia. Ma, se davvero il “traditore” era uno solo, se davvero era una singola “mela marcia” – come ora vogliono farci credere - perchè gli altri non l’hanno denunciato?
E’ facile in questi casi buttare quintali di letame sul singolo, per cercare di salvare il corpo nel suo insieme. Me se non si andrà più a fondo – magari anche rischiando di scoprire una cultura omertosa della corruzione – di “mele marce” rischiamo di trovarne davvero tante sul nostro cammino.
Massimo Mazzucco
Nel film “Serpico” il protagonista (Al Pacino) è un poliziotto di New York che scopre la corruzione sistematica che pervade il suo dipartimento. Fra mazzette, ruberie e traffici illeciti, i suoi colleghi sguazzano allegramente in un ambiente perfettamente protetto dalla loro stessa omertà. Serpico prova a denunciare questa corruzione, ma finisce solo per restare isolato, rischiando pure di morire.
La vicenda di Serpico è estrema, ma è tratta da una storia vera, e rende benissimo l’idea che il male e la corruzione, grazie all’omertà del gruppo, possano prosperare tranquillamente da ambedue i lati della legge.
In Italia invece, ogni volta che un poliziotto viene beccato a trasgredire la legge, si parla subito di una “mela marcia”. In altre parole, il primo pensiero è quello di proteggere la reputazione del corpo di polizia, ricoprendo di disonore il collega “traditore”.
Ora, nessuno qui sostiene che il marciume abbia intaccato ogni livello della nostra polizia, da Aosta fino a Reggio Calabria. E’ evidente che la stragrande maggioranza dei poliziotti siano persone che portano con onore la propria divisa. Dovrebbe però essere altrettanto evidente che una singola “mela marcia” – se davvero fosse tale – non potrebbe andare avanti per molto tempo a fare i suoi loschi affari: se fosse veramente circondato dal 99,9 % di colleghi puri e incorruttibili, verrebbe immediatamente isolato e sputato fuori dal sistema stesso, prima di riuscire a portare a termine qualunque crimine di una certa importanza.
Qui invece abbiamo un poliziotto che ricattava sistematicamente – e apertamente - il pusher di turno, e lo obbligava a dargli delle dosi di droga in cambio della garanzia di non essere arrestato. Ma come si può pensare che i suoi colleghi non ne sapessero nulla? Come minimo, dobbiamo ipotizzare una notevole dose di omertà da parte di tutti coloro che lavoravano con lui.
Ora qui nessuno chiede di fare come Serpico, e mettersi contro l’intero dipartimento di polizia. Ma, se davvero il “traditore” era uno solo, se davvero era una singola “mela marcia” – come ora vogliono farci credere - perchè gli altri non l’hanno denunciato?
E’ facile in questi casi buttare quintali di letame sul singolo, per cercare di salvare il corpo nel suo insieme. Me se non si andrà più a fondo – magari anche rischiando di scoprire una cultura omertosa della corruzione – di “mele marce” rischiamo di trovarne davvero tante sul nostro cammino.
Massimo Mazzucco
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CHE FINE HA FATTO KARIN MULDER
Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karin Mulder era una top model negli anni ’90. Aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace), ma proprio all’apice dalla sua carriera sparì di colpo, come un fantasma nella nebbia. Ecco il perchè. https://luogocomune.net/news-internazionali/che-fine-ha-fatto-karin-mulder
Insieme a Cindy Crawford, Linda Evangelista e Naomi Campbell, Karin Mulder era una top model negli anni ’90. Aveva sfilato per tutti i sarti più importanti del mondo (Valentino, Dior, Armani, Versace), ma proprio all’apice dalla sua carriera sparì di colpo, come un fantasma nella nebbia. Ecco il perchè. https://luogocomune.net/news-internazionali/che-fine-ha-fatto-karin-mulder
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LA GRANDE MACCHINA DELLA PROPAGANDA
La grande macchina della propaganda subliminale è ripartita a pieni giri.
Tutti i principali quotidiani sembrano essersi sintonizzati contemporaneamente sullo stesso messaggio: per quanto sia stato l’Iran subire un attacco, è comunque lui il “cattivo” della situazione.
Il Corriere della Sera: “Così Teheran semina il caos” (quindi è colpa sua). La Repubblica: “Iran, il Golfo si infiamma” (quindi è colpa sua). La Stampa: “L’Iran minaccia l’Europa” (quindi è colpa sua). Sempre La Stampa: “La strategia del caos arma degli Ayatollah” (quindi è colpa loro). Il Messaggero: “Pioggia di droni, Golfo in fiamme” (quindi è colpa dell’Iran che lancia i droni). Il Giornale di Feltri: “Teheran minaccia l’Europa” (quindi è colpa loro). Libero di Sechi: “La nuova guerra persiana” (quindi sono loro a fare la guerra). Il Tempo di Capezzone: “Trump non si farà impantanare in Iran” (quindi Trump è la vittima che è stata tirata dentro, non è lui che ha iniziato la guerra).
Goccia per goccia, frase per frase, articolo per articolo, ecco che nuovamente la realtà viene capovolta sotto i nostri occhi: nell’arco di sole 72 ore la nazione aggredita è diventata la vera responsabile del caos in Medioriente.
Tutto questo, purtroppo, serve a preparare la nostra opinione pubblica ad un eventuale intervento militare da parte delle nazioni europee. Il giorno in cui Francia, Inghilterra o Germania (o anche la stessa Italia) dovessero intervenire nel conflitto, anche dando soltanto supporto logistico agli americani, ecco che nessuno avrebbe niente da ridire.
In fondo, ci vuole poco a trasformare i crimini più efferati in qualcosa di “giusto e lodevole”. Basta cambiare il segno davanti alla parentesi, e il senso di tutta l’equazione viene capovolto.
Massimo Mazzucco
La grande macchina della propaganda subliminale è ripartita a pieni giri.
Tutti i principali quotidiani sembrano essersi sintonizzati contemporaneamente sullo stesso messaggio: per quanto sia stato l’Iran subire un attacco, è comunque lui il “cattivo” della situazione.
Il Corriere della Sera: “Così Teheran semina il caos” (quindi è colpa sua). La Repubblica: “Iran, il Golfo si infiamma” (quindi è colpa sua). La Stampa: “L’Iran minaccia l’Europa” (quindi è colpa sua). Sempre La Stampa: “La strategia del caos arma degli Ayatollah” (quindi è colpa loro). Il Messaggero: “Pioggia di droni, Golfo in fiamme” (quindi è colpa dell’Iran che lancia i droni). Il Giornale di Feltri: “Teheran minaccia l’Europa” (quindi è colpa loro). Libero di Sechi: “La nuova guerra persiana” (quindi sono loro a fare la guerra). Il Tempo di Capezzone: “Trump non si farà impantanare in Iran” (quindi Trump è la vittima che è stata tirata dentro, non è lui che ha iniziato la guerra).
Goccia per goccia, frase per frase, articolo per articolo, ecco che nuovamente la realtà viene capovolta sotto i nostri occhi: nell’arco di sole 72 ore la nazione aggredita è diventata la vera responsabile del caos in Medioriente.
Tutto questo, purtroppo, serve a preparare la nostra opinione pubblica ad un eventuale intervento militare da parte delle nazioni europee. Il giorno in cui Francia, Inghilterra o Germania (o anche la stessa Italia) dovessero intervenire nel conflitto, anche dando soltanto supporto logistico agli americani, ecco che nessuno avrebbe niente da ridire.
In fondo, ci vuole poco a trasformare i crimini più efferati in qualcosa di “giusto e lodevole”. Basta cambiare il segno davanti alla parentesi, e il senso di tutta l’equazione viene capovolto.
Massimo Mazzucco
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ANDREA STRAMEZZI RICOVERATO, IN COMA
Il dott. Stramezzi è ricoverato al Policlinico di Milano, in coma, dopo essere stato trovato in fin di vita nella sua abitazione la notte tra il 3 e il 4 marzo. Lo ha comunicato il figlio Pietro con un messaggio social.
Da alcune ore stanno circolando voci che sia morto. Per quanto ho potuto accertare (ho un amico che è in contatto diretto con suo figlio) al momento di scrivere (7PM-4marzo) Stramezzi è ancora in vita, in terapia intensiva, in stato di coma stabile.
Circolano anche sospetti su possibili cause come un avvelenamento, legate alle sue posizioni sui vaccini e ricerche sul cancro.
Molti hanno ripescato un vecchio post di Stramezzi, risalente a qualche anno fa, nel quale scriveva: “Dichiaro ufficialmente di non avere patologie, di stare bene, di non essere depresso e di non avere nessuna intenzione di suicidarmi. O pallottola d’argento o nulla. La morte naturale non può passare.”
Certamente, un dottore che sosteneva di aver salvato circa 10.000 pazienti durante il Covid con terapie non autorizzate non avrà sollevato molte simpatie nell’ambiente delle farmaceutiche. Stramezzi era anche un sostenitore di teorie alternative per combattere il cancro, basate sull’uso off-label di antiparassitari (Ivermectina+Fenbendazolo).
Per ora sappiamo che gli esami effettuati hanno escluso cause evidenti come ictus, infarto, intossicazione da alcol o droga. Nè sembrano esserci segni di effrazione in casa (nessun indicatore di una aggressione fisica). La causa del malore, quindi, resta al momento sconosciuta.
L’ombra di un altro caso De Donno si allunga minacciosa sulla figura di Andrea Stramezzi.
Massimo Mazzucco
Il dott. Stramezzi è ricoverato al Policlinico di Milano, in coma, dopo essere stato trovato in fin di vita nella sua abitazione la notte tra il 3 e il 4 marzo. Lo ha comunicato il figlio Pietro con un messaggio social.
Da alcune ore stanno circolando voci che sia morto. Per quanto ho potuto accertare (ho un amico che è in contatto diretto con suo figlio) al momento di scrivere (7PM-4marzo) Stramezzi è ancora in vita, in terapia intensiva, in stato di coma stabile.
Circolano anche sospetti su possibili cause come un avvelenamento, legate alle sue posizioni sui vaccini e ricerche sul cancro.
Molti hanno ripescato un vecchio post di Stramezzi, risalente a qualche anno fa, nel quale scriveva: “Dichiaro ufficialmente di non avere patologie, di stare bene, di non essere depresso e di non avere nessuna intenzione di suicidarmi. O pallottola d’argento o nulla. La morte naturale non può passare.”
Certamente, un dottore che sosteneva di aver salvato circa 10.000 pazienti durante il Covid con terapie non autorizzate non avrà sollevato molte simpatie nell’ambiente delle farmaceutiche. Stramezzi era anche un sostenitore di teorie alternative per combattere il cancro, basate sull’uso off-label di antiparassitari (Ivermectina+Fenbendazolo).
Per ora sappiamo che gli esami effettuati hanno escluso cause evidenti come ictus, infarto, intossicazione da alcol o droga. Nè sembrano esserci segni di effrazione in casa (nessun indicatore di una aggressione fisica). La causa del malore, quindi, resta al momento sconosciuta.
L’ombra di un altro caso De Donno si allunga minacciosa sulla figura di Andrea Stramezzi.
Massimo Mazzucco
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UN ALTRO FORTUNELLO DELL’11 SETTEMBRE
Oltre a Larry Silverstein, c’è un altro personaggio che si salvò “miracolosamente” la mattina dell’11 settembre. E’ il suo amico Howard Lutnick, il Ministro del Commercio USA attualmente implicato nel caso Epstein. La cosa è stata rivelata casualmente nella deposizione di Hillary Clinton. https://luogocomune.net/11-settembre/un-altro-fortunello-dell-11-settembre
Oltre a Larry Silverstein, c’è un altro personaggio che si salvò “miracolosamente” la mattina dell’11 settembre. E’ il suo amico Howard Lutnick, il Ministro del Commercio USA attualmente implicato nel caso Epstein. La cosa è stata rivelata casualmente nella deposizione di Hillary Clinton. https://luogocomune.net/11-settembre/un-altro-fortunello-dell-11-settembre
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