L'ambasciata Russa risponde così a Giorgia Meloni 👇
"⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia
Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista del 2 marzo 2026 al canale TV «TG5», ha definito la crisi del diritto internazionale "figlia dell’aggressione russa contro l’Ucraina". Tutto semplice, dunque!
Attenendosi alla logica del Primo Ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026).
Sempre sulla menzogna, si fonda l’attuale posizione dell’Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale."
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"⚡️Commento dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia
Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista del 2 marzo 2026 al canale TV «TG5», ha definito la crisi del diritto internazionale "figlia dell’aggressione russa contro l’Ucraina". Tutto semplice, dunque!
Attenendosi alla logica del Primo Ministro italiano, si potrebbe, tuttavia, proporre una formulazione più precisa. A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026).
Sempre sulla menzogna, si fonda l’attuale posizione dell’Occidente anche nei riguardi delle cause profonde della crisi ucraina, generata nel 2014 da un sanguinoso colpo di Stato e dalla guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, nonché dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk - sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - ossia da una diretta violazione di una norma del diritto internazionale."
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Forwarded from InsideOver
Mentre i mercati globali soffrono sull’onda della guerra scatenata da Israele e Usa contro l’Iran, la Borsa di Tel Aviv macina record.
Dal 28 febbraio, giorno dell’inizio dell’offensiva aerea di Washington e Tel Aviv, l’indice della capitale israeliana ha toccato nuovi massimi storici, guadagnando poco meno del 6% lunedì e raggiungendo quota 16.160 punti.
A volare sono diversi settori, dall’alta tecnologia alla difesa, passando per quello energetico: nonostante la chiusura di alcune piattaforme energetiche offshore nel Mediterraneo orientale, la guerra all’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz offrono spazi di mercato ulteriori per il gas naturale liquefatto israeliano.
Dal fatidico 7 ottobre 2023 cresce NewMed Energy (+6,4%) ma cresce di oltre il 3% anche la holding della difesa Elbit, che arriva così a un enorme +219%.
#telaviv #borsa #iran #war
Dal 28 febbraio, giorno dell’inizio dell’offensiva aerea di Washington e Tel Aviv, l’indice della capitale israeliana ha toccato nuovi massimi storici, guadagnando poco meno del 6% lunedì e raggiungendo quota 16.160 punti.
A volare sono diversi settori, dall’alta tecnologia alla difesa, passando per quello energetico: nonostante la chiusura di alcune piattaforme energetiche offshore nel Mediterraneo orientale, la guerra all’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz offrono spazi di mercato ulteriori per il gas naturale liquefatto israeliano.
Dal fatidico 7 ottobre 2023 cresce NewMed Energy (+6,4%) ma cresce di oltre il 3% anche la holding della difesa Elbit, che arriva così a un enorme +219%.
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Definisci regime
Matteo Parini
Regime. Una delle parole più inflazionate nel dibattito politico-mediatico occidentale per descrivere governi che non rispettano i parametri dell’ordine internazionale dominante. Stai con loro e vieni definito liberale; non stai con loro e sei, appunto, un “regime”. Perché?
Secondo l’enciclopedia, regime – da regĭmen, regimĭnis – indica qualsiasi forma di governo: democratico,… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/04/definisci-regime/
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Matteo Parini
Regime. Una delle parole più inflazionate nel dibattito politico-mediatico occidentale per descrivere governi che non rispettano i parametri dell’ordine internazionale dominante. Stai con loro e vieni definito liberale; non stai con loro e sei, appunto, un “regime”. Perché?
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
IRAN/ “Usa a rimorchio e senza strategia, ecco l’effetto-domino in Medio oriente”
Intervista al Generale Maurizio Boni
La strategia non c’è, perché questa operazione è stata lanciata dagli israeliani e gli americani li hanno seguiti, anche se non erano neanche stati avvertiti che l’operazione stava cominciando. Marco Rubio, in un consesso molto ristretto di senatori americani del Comitato delle Forze Armate del Congresso, lo ha ammesso candidamente. Non c’è strategia. E se l’obiettivo della missione era quello di abbattere il regime di Khamenei, quindi di rovesciare il governo iraniano, non ci sono riusciti, né ci sono segnali che ci riusciranno.
Le forze armate iraniane tengono, la società si è compattata dietro quello che sarà il nuovo leader, e quindi non c’è strategia americana se non quella di continuare a bombardare senza alcuno scopo. L’Iran non crollerà per via delle bombe americane, non deve fare altro che continuare ad assorbire il colpo, perché per questioni logistiche gli americani non hanno la possibilità di sostenere a lungo questo conflitto. Non a caso Trump parla di una guerra di quattro settimane: molto probabilmente le loro dotazioni permettono di sostenere il conflitto per non più di 5 settimane.
Gli iraniani hanno colpito tutti i porti nella regione attraverso i quali gli americani rifornivano la loro flotta, il loro sistema militare: sono tutti fuori uso e ora devono far ricorso ai porti indiani e in seconda battuta persino a quelli italiani. Insomma, la logistica è complicata sia per la scarsità degli stock, quindi delle riserve, sia perché sarà molto difficile fare arrivare ciò che occorre nel teatro della guerra.
Gli americani hanno sposato pienamente il sistema israeliano di uccidere chiunque si trovi sulla loro traiettoria. Il problema è che hanno seguito gli israeliani, ma non hanno via di uscita: non credo che ci saranno sviluppi positivi a favore della coalizione USA-Israele.
Bisogna stare attenti alle missioni sotto falsa bandiera, perché in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati per attribuirli all’Iran. Nella destabilizzazione regionale gli israeliani continuano a giocare un ruolo importante. Questo per dire come possano essere senza scrupoli. Finora sono state attaccate 27 basi americane e su Al Jazeera troviamo i primi sfoghi di funzionari dei Paesi del Golfo: lamentano che gli Stati Uniti spendono le loro risorse per difendere Israele, lasciando indifese le altre nazioni dell’area che sono partner degli USA.
È da tempo che gli israeliani dettano legge e gli americani li assecondano. Anzi, gli Stati Uniti stanno mettendo a repentaglio la loro credibilità politico-militare per Israele. Ed è questo che la base repubblicana non sta perdonando a Trump: è sparita la sovranità americana, altro che MAGA.
Trump si era stupito del fatto che l’Iran non avesse capitolato di fronte alla minaccia dell’imponente sistema militare schierato nel Golfo e questo significa proprio uno scollegamento totale dalla realtà.
https://www.ilsussidiario.net/news/iran-usa-a-rimorchio-e-senza-strategia-ecco-leffetto-domino-in-medio-oriente/2940108/
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Intervista al Generale Maurizio Boni
La strategia non c’è, perché questa operazione è stata lanciata dagli israeliani e gli americani li hanno seguiti, anche se non erano neanche stati avvertiti che l’operazione stava cominciando. Marco Rubio, in un consesso molto ristretto di senatori americani del Comitato delle Forze Armate del Congresso, lo ha ammesso candidamente. Non c’è strategia. E se l’obiettivo della missione era quello di abbattere il regime di Khamenei, quindi di rovesciare il governo iraniano, non ci sono riusciti, né ci sono segnali che ci riusciranno.
Le forze armate iraniane tengono, la società si è compattata dietro quello che sarà il nuovo leader, e quindi non c’è strategia americana se non quella di continuare a bombardare senza alcuno scopo. L’Iran non crollerà per via delle bombe americane, non deve fare altro che continuare ad assorbire il colpo, perché per questioni logistiche gli americani non hanno la possibilità di sostenere a lungo questo conflitto. Non a caso Trump parla di una guerra di quattro settimane: molto probabilmente le loro dotazioni permettono di sostenere il conflitto per non più di 5 settimane.
Gli iraniani hanno colpito tutti i porti nella regione attraverso i quali gli americani rifornivano la loro flotta, il loro sistema militare: sono tutti fuori uso e ora devono far ricorso ai porti indiani e in seconda battuta persino a quelli italiani. Insomma, la logistica è complicata sia per la scarsità degli stock, quindi delle riserve, sia perché sarà molto difficile fare arrivare ciò che occorre nel teatro della guerra.
Gli americani hanno sposato pienamente il sistema israeliano di uccidere chiunque si trovi sulla loro traiettoria. Il problema è che hanno seguito gli israeliani, ma non hanno via di uscita: non credo che ci saranno sviluppi positivi a favore della coalizione USA-Israele.
Bisogna stare attenti alle missioni sotto falsa bandiera, perché in Iraq e in Arabia Saudita, le autorità governative locali hanno arrestato agenti del Mossad che stavano preparando attentati per attribuirli all’Iran. Nella destabilizzazione regionale gli israeliani continuano a giocare un ruolo importante. Questo per dire come possano essere senza scrupoli. Finora sono state attaccate 27 basi americane e su Al Jazeera troviamo i primi sfoghi di funzionari dei Paesi del Golfo: lamentano che gli Stati Uniti spendono le loro risorse per difendere Israele, lasciando indifese le altre nazioni dell’area che sono partner degli USA.
È da tempo che gli israeliani dettano legge e gli americani li assecondano. Anzi, gli Stati Uniti stanno mettendo a repentaglio la loro credibilità politico-militare per Israele. Ed è questo che la base repubblicana non sta perdonando a Trump: è sparita la sovranità americana, altro che MAGA.
Trump si era stupito del fatto che l’Iran non avesse capitolato di fronte alla minaccia dell’imponente sistema militare schierato nel Golfo e questo significa proprio uno scollegamento totale dalla realtà.
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ABBIAMO AGITO PROATTIVAMENTE IN MANIERA DIFENSIVA cit
Nuova definizione dal dizionario Rubio – "azione difensiva": attacco preventivo perché sapevamo che la nostra colonia stava per attaccare l'Iran e che l'Iran si sarebbe difeso
Nuova definizione dal dizionario Rubio – "azione difensiva": attacco preventivo perché sapevamo che la nostra colonia stava per attaccare l'Iran e che l'Iran si sarebbe difeso
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L’Occidente in guerra e i motivi della sua inevitabile sconfitta: un’intervista a Emmanuel Todd
Redazione
“Qualunque cosa accada in Iran, la sconfitta dell’Occidente e della sua civiltà è inevitabile. Trump non può fermare la sua implosione, la sta accelerando”. L’impero americano sta crollando come l’Unione Sovietica, afferma Emmanuel Todd. Nel 1976, il demografo aveva previsto la caduta della superpotenza comunista basandosi sui dati relativi alla mortalità infantile. Oggi, vede… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/04/loccidente-in-guerra-e-i-motivi-della-sua-inevitabile-sconfitta-unintervista-a-emmanuel-todd/
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Redazione
“Qualunque cosa accada in Iran, la sconfitta dell’Occidente e della sua civiltà è inevitabile. Trump non può fermare la sua implosione, la sta accelerando”. L’impero americano sta crollando come l’Unione Sovietica, afferma Emmanuel Todd. Nel 1976, il demografo aveva previsto la caduta della superpotenza comunista basandosi sui dati relativi alla mortalità infantile. Oggi, vede… Continua... 👇
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Dopo l’immorale aggressione all’Iran, le macerie!
Alberto Bradanini
Fanno difetto le parole se si prova a descrivere le tragedie di cui sono responsabili i due principali stati canaglia dell’universo, Stati Uniti e Israele, il cui ordine di canaglità può essere invertito a piacimento.
Ormai tutto è chiaro, se solo si evita di sedersi davanti alle TV dei regimi occidentali… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/04/dopo-limmorale-aggressione-alliran-le-macerie/
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Alberto Bradanini
Fanno difetto le parole se si prova a descrivere le tragedie di cui sono responsabili i due principali stati canaglia dell’universo, Stati Uniti e Israele, il cui ordine di canaglità può essere invertito a piacimento.
Ormai tutto è chiaro, se solo si evita di sedersi davanti alle TV dei regimi occidentali… Continua... 👇
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🌎 Non solo il Medio Oriente, gli Stati Uniti da qualche tempo hanno iniziato a riportare pezzo, pezzo l'America Latina sotto la loro sfera di influenza. Con la violenza o con altri metodi meno visibili, il risultato è sempre lo stesso.
📆 Oggi, mercoledì 4 marzo, alle ore 19
Sui canali Facebook e Youtube de La Fionda, a raccontarci cosa sta succedendo nel subcontinente ci saranno:
Giusi Greta Di Cristina
Mauro Morbello
Condotti e coordinati da Lorenzo Palaia
🚨 Da non perdere!
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/i/status/2029240551011160249
Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase.
I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori.
Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile.
Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo.
Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale.
Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)».
Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come.
Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.
Ovviamente in #Italia ci stiamo davvero distinguendo in questa fase.
I nostri giornali, la nostra stampa (fatico, nella maggior parte dei casi, a definirla “informazione”, comprenderete) enfatizzano il gravissimo attacco iraniano a #Cipro. Un Paese dell’Unione Europea, insistono a ricordarci gli augusti commentatori.
Un fatto gravissimo, inaudito, inconcepibile.
Peccato solo per un piccolissimo dettaglio: la distruzione del #NordStream ad opera degli ucraini del pianista magico (quello che suona il piano col pisello, con i sorci al seguito), una delle più importanti infrastrutture energetiche d’#Europa, che ci avrebbe consentito peraltro di acquistare più agilmente il gas russo a un prezzo molto inferiore rispetto a quello statunitense. E ancor più lo pagheremo.
Il nostro Presidente del Consiglio è riuscito a dare la colpa a #Putin. #Trump e #Netanyahu attaccano Teheran e "ha stato Putin". Perché avrebbe rotto l’argine: avrebbe dato il via alla violazione del diritto internazionale.
Datemi pure del putiniano, come fa qualche disagiato pellicano pelato, però, a me la replica dell’ambasciata russa sembra impeccabile: «A nostro avviso, madre dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale è la menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le proprie intrepide violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell'ONU: contro la Jugoslavia (1999), l’Iraq (2003), la Libia (2011) e, oggi, contro ll’Iran (2026)».
Sublime, ancora una volta, il nostro Capo dello Stato, #Mattarella. A caldo, subito dopo l’aggressione all’Iran, dichiara che «la guerra sia tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia». Adesso la guerra si muove da sola, ha quattro ruote motrici. Torna così, autonomamente, non si sa come.
Quando si tratta dei russi, facciamo un bel paragone con i nazisti, nonostante abbiano lasciato sul terreno decine di milioni di morti per arrivare a Berlino. Quando si tratta di #Israele, viceversa, la guerra diventa impersonale: come un’auto senza conducente. E se non c’è il conducente, a chi la dai la colpa? Bella trovata.
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
Alessio Mannino spiega bene su InsideOver questa legge che, nei fatti, è questo:
«Un pericolo di compressione della libertà d’opinione che, sulla base dei cinque articoli di cui si compone la legge, si concretizzerà non solo nella possibilità di venire denunciati, ma anche di un aumento del controllo di polizia, con l’istituzione di una banca dati a fini di “monitoraggio” e il setacciamento di contenuti etichettabili come hate speech sui social».
https://it.insideover.com/politica/passa-al-senato-il-decreto-sullantisemitismo-per-il-pd-una-spaccatura-per-tutti-piu-rischioso-criticare-israele.html
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«Un pericolo di compressione della libertà d’opinione che, sulla base dei cinque articoli di cui si compone la legge, si concretizzerà non solo nella possibilità di venire denunciati, ma anche di un aumento del controllo di polizia, con l’istituzione di una banca dati a fini di “monitoraggio” e il setacciamento di contenuti etichettabili come hate speech sui social».
https://it.insideover.com/politica/passa-al-senato-il-decreto-sullantisemitismo-per-il-pd-una-spaccatura-per-tutti-piu-rischioso-criticare-israele.html
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Le parole di Enzo Iacchetti sul crimine di guerra USA-Israele con l'attacco alla scuola e l'uccisione di centinaia di bambine.
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Vita, politica e diritto oggi
Antonio Cantaro
Dialogano, “in divergente accordo”, Gaetano Azzariti (autore di “Dove è finito il pensiero critico?”, Manifesto libri, 2025) e Antonio Cantaro (autore di “Amato Popolo”, Bordeaux 2025). Ad Urbino giovedì 5 marzo 2026 alle 18,00. Intervengono Massimo Baldacci, Fabio Frosini, Raffaella Sarti, Stefano Visentin. Per accedere all’evento https://uniurb-it.zoom.us/j/86519180541
Vita, politica e… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/05/vita-politica-e-diritto-oggi/
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Antonio Cantaro
Dialogano, “in divergente accordo”, Gaetano Azzariti (autore di “Dove è finito il pensiero critico?”, Manifesto libri, 2025) e Antonio Cantaro (autore di “Amato Popolo”, Bordeaux 2025). Ad Urbino giovedì 5 marzo 2026 alle 18,00. Intervengono Massimo Baldacci, Fabio Frosini, Raffaella Sarti, Stefano Visentin. Per accedere all’evento https://uniurb-it.zoom.us/j/86519180541
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Sigonella come piattaforma abilitante
Giuseppe Gagliano
C4ISR, logistica, transito, Global Hawk e funzione operativa della base nel Mediterraneo allargato
Per comprendere il ruolo di Sigonella nella crisi attuale non basta chiedersi se dalla base partano o meno missioni di attacco. La domanda tecnica corretta è un’altra: quale funzione svolge Sigonella dentro il dispositivo operativo statunitense e alleato? La risposta è… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/05/sigonella-come-piattaforma-abilitante/
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Giuseppe Gagliano
C4ISR, logistica, transito, Global Hawk e funzione operativa della base nel Mediterraneo allargato
Per comprendere il ruolo di Sigonella nella crisi attuale non basta chiedersi se dalla base partano o meno missioni di attacco. La domanda tecnica corretta è un’altra: quale funzione svolge Sigonella dentro il dispositivo operativo statunitense e alleato? La risposta è… Continua... 👇
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Serve strategia e servono statisti, e noi non siamo messi bene
Paolo Arigotti
C’è una frase che sentiamo ripetere da decenni: gli Stati Uniti ci hanno liberato dalla tirannide e dall’occupazione, garantendoci pace, libertà e democrazia.
Alcune delle cose che vengono dette anche per l’Unione Europea, sulla quale per oggi sorvoleremo.
Non vorrei entrare nel merito della veridicità o meno di certe affermazioni, circa le quali ci… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2026/03/05/serve-strategia-e-servono-statisti-e-noi-non-siamo-messi-bene/
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Paolo Arigotti
C’è una frase che sentiamo ripetere da decenni: gli Stati Uniti ci hanno liberato dalla tirannide e dall’occupazione, garantendoci pace, libertà e democrazia.
Alcune delle cose che vengono dette anche per l’Unione Europea, sulla quale per oggi sorvoleremo.
Non vorrei entrare nel merito della veridicità o meno di certe affermazioni, circa le quali ci… Continua... 👇
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ADOLF HITLER, PIETRO SAVASTANO E LA “MACARENA” DI DONALD TRUMP
Salvatore Minolfi
Come di regola avviene in qualsiasi bolla mediatica e socio-culturale, stiamo normalizzando ciò che normale non è, o non lo è ancora. Vale a dire, stiamo provando a definire ciò che d’ora in poi sarà la nostra nuova normalità, quella socialmente e politicamente accettabile.
Stiamo sdoganando l’assassinio politico come pratica di routine.
In questi… Continua... 👇
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Salvatore Minolfi
Come di regola avviene in qualsiasi bolla mediatica e socio-culturale, stiamo normalizzando ciò che normale non è, o non lo è ancora. Vale a dire, stiamo provando a definire ciò che d’ora in poi sarà la nostra nuova normalità, quella socialmente e politicamente accettabile.
Stiamo sdoganando l’assassinio politico come pratica di routine.
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Forwarded from DARSI PACE - MARCO GUZZI
Il ddl approvato ieri al Senato sull'"antisemitismo" non ha niente a che vedere con questo tema, ovvero l'odiosa discriminazione razziale, etnica e religiosa.
È un modo ulteriore per marginalizzare il dissenso contro le politiche neocoloniali e razziste dello Stato d'Israele, supportato dalla macchina comunicativa, militare e politica degli Stati Uniti.
Tutto ciò diventa particolarmente schifoso perché approvato proprio mentre è in corso l'ennesima illegale guerra d'aggressione.
Noi siamo di un'altra natura.
Crediamo che tutti gli uomini e tutte le donne siano nati uguali, e meritino pari diritti.
E lo continueremo a ripetere denunciando chi invece si ritiene portatore di un destino messianico-nazionalistico che lo legittimerebbe a trattare come animali altri popoli.
E lo continueremo a fare anche se questo ci dovesse portare all'arresto.
Perché oggi è in corso una battaglia tra l'umanità e la barbarie, e noi sappiamo da che parte stare.
Gabriele Guzzi
È un modo ulteriore per marginalizzare il dissenso contro le politiche neocoloniali e razziste dello Stato d'Israele, supportato dalla macchina comunicativa, militare e politica degli Stati Uniti.
Tutto ciò diventa particolarmente schifoso perché approvato proprio mentre è in corso l'ennesima illegale guerra d'aggressione.
Noi siamo di un'altra natura.
Crediamo che tutti gli uomini e tutte le donne siano nati uguali, e meritino pari diritti.
E lo continueremo a ripetere denunciando chi invece si ritiene portatore di un destino messianico-nazionalistico che lo legittimerebbe a trattare come animali altri popoli.
E lo continueremo a fare anche se questo ci dovesse portare all'arresto.
Perché oggi è in corso una battaglia tra l'umanità e la barbarie, e noi sappiamo da che parte stare.
Gabriele Guzzi
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