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La fionda è una rivista e un blog aperto. È lo strumento di chi si ribella all’oppressione.
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Una mutata indipendenza
Riccardo Ferrante

Uno degli argomenti tecnico-giuridici asseriti come più solidi da chi esprime favore per la “riforma” della giustizia attualmente in discussione si configura più o meno così: il Codice di proceduta penale vigente, in vigore dal primo gennaio 1989 e altresì detto “codice Vassalli”, ha introdotto in Italia un processo di tipo accusatorio, dunque basato… Continua... 👇
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La coerenza dei giornalai italiani 😂😂

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Forwarded from Davide Sabatino - Gesti Diversi (Davide Sabatino)
LA FINE DEL DIRITTO di Ugo Mattei

Quando la legge diventa algoritmo, la libertà è solo un’illusione.

Presentazione del libro "La fine del Diritto" (Feltrinelli, 2025) del giurista Ugo Mattei.

Saluti iniziali di Giuseppe Mastruzzo (Direttore I.U.C)

Interventi di:

• Ugo Mattei (Giurista)
• Guido Boella (Dipartimento di Informatica Torino)
• Massimo Durante (Filosofo del Diritto)
• Maurizio Borghi (Giurista)

I.U.C Torino, 13.11.2025

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https://youtu.be/koQBotOsppw?si=Gimnk98pHlOs0IQ
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" La svolta è nel 2014, quando gli apparati americani cavalcano a Kiev insieme ai britannici la rivolta contro il presidente filorusso Janukovic. Sfociata nel colpo di Stato patrocinato dalla pasionaria neocon Victoria Nuland in chiave antirussa e antieuropea al grido di «Fuck the Eu!».

Da allora la Cina si è trovata la porta spalancata. Via libera alla formazione di una vastissima area di influenza in Eurasia e nel mondo. A partire dall’area postsovietica, tra “stan” centroasiatici e Federazione russa. [...]

Mentre i cinesi si dedicavano a studiare l’America e il mondo per trarne profitto economico e geopolitico, gli americani si pretendevano automaticamente sovraordinati alla Cina e al resto dell’umanità. " (Estratto dell'ultimo editoriale di Lucio Caracciolo su Repubblica)

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🔥 Salvo ovviamente non siano gli Usa o la NATO a farlo, tipo Serbia 1999 o Venezuela un domani.

🥱 Fin troppo palesi le contraddizioni di questi sepolcri imbiancati, che nei media dominanti nessuno fa notare.

Noi si invece.

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⛓️ Richard Falk, eminente studioso statunitense di diritto e ex relatore ONU per i diritti umani nei Territori Occupati in Palestina è stato detenuto ed interrogato all'aeroporto di Toronto.

😱 Lo studioso, oramai novantacinquenne (sic!) è stato ritenuto una minaccia alla sicurezza nazionale del Canada e interrogato per circa 4 ore. Di nazionalità Usa, si era recato nel paese per una conferenza sulle responsabilità di Ottawa in merito al genocidio.

😡 Che un giurista possa essere considerato una minaccia per un intervento inerente la sua materia è già paradossale, che un uomo di 95 venga fermato con tali motivazioni è una follia che indica quanto il governo del liberale Mark Carney (ex banchiere centrale di UK e poi Canada) sia ostaggio di quella manica di manigoldi pronti a intimidire chiunque si opponga ad Israele.

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Come gli USA drenano ricchezza dall’Europa
Enrico Grazzini

Trump mente: l’Europa non succhia risorse all’America. È vero il contrario. I dati sulla bilancia dei pagamenti lo dimostrano

Il presidente americano Trump afferma che l’Europa succhia soldi all’America e che i rapporti economici tra Stati Uniti ed Europa sono fortemente squilibrati a danno degli USA: ma questo è falso. La bilancia commerciale tra… Continua... 👇
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Nebbia in Val Fubina
Di Marco Travaglio

Come passa il tempo. Sembra ieri che a fine maggio Federico Fubini del Corriere rivelava a Otto e mezzo: “Non è vero che l’Ucraina sta perdendo”, anzi: “I russi non hanno più i mezzi corazzati, fanno gli assalti coi motorini, mandano i muli nelle retrovie” e reclutano “homeless, tutti alcolizzati, in Jacuzia”. La vittoria era scontata, tantopiù che il Corriere e le altre gazzette atlantiste annunciavano ogni giorno il default russo, l’isolamento planetario di Putin (peraltro morente) e la disperazione delle truppe: “non reggono l’inverno”, combattono “senza calzini”, “senza divise”, “senza razzi”, “senza missili”, “con le pale del 1869”, “usano le dita come baionette” e rubano i chip dei carri armati “da lavatrici, freezer e tiralatte elettrici”. Senza contare che i soldati ucraini sono immortali, mentre i russi cadono come mosche: “400 mila perdite circa per ogni 1% di territorio conquistato” (avendo preso il 13% di Ucraina in aggiunta al 7% che già controllavano, i caduti russi sarebbero 5,2 milioni), il che fa del 2025 “l’anno più nero dell’esercito russo con 80 mila morti” (Fubini dieci giorni fa, mentre per Gentiloni i russi uccisi sono “oltre 200 mila solo quest’anno per guadagnare qualche km”: chi offre di più?).

Quindi attendevamo ad horas la resa di Putin. Invece ieri è arrivato uno straziante grido di dolore di Fubini: c’è “il rischio che Putin dilaghi”. Ma come: coi chip dei tiralatte, le dita, le pale del 1869, i muli e i clochard jacuzi ubriachi sui motorini? E proprio ora che inizia l’inverno, freddolosi come sono i russi? Va’ a sapere. Dalla disfatta di Putin al “rischio che Mosca guadagni il controllo politico e militare dell’Ucraina e inizi a premere anche di più” sull’Ue con “un esercito di almeno 2 milioni di effettivi addestrato alle tecniche più moderne di aggressione ibrida aperta”, è un attimo. Ma non tutto è perduto. Basta pochissimo per ri-ribaltare la guerra: l’Ue deve solo scucire a Kiev “cento miliardi l’anno per la gestione militare e civile”. Che sarà mai. “Una decina spetterebbero all’Italia”, che però “esita”, mentre “Germania, nordici e Polonia sono i più lucidi”. Poi serve “limitare l’uscita delle petroliere russe dal Baltico”, tipo bombardandole. E il gioco è fatto: che ci vuole? Resta da capire cosa sia cambiato tra il gaio ottimismo e il cupo pessimismo fubiniano. Dev’essere stato il maltempo: Corriere&C. spiegano gli ultimi tracolli ucraini con la nebbia su Pokrovsk. Una nebbia asimmetrica, selettiva, putiniana, che acceca gli ucraini, ma non i russi. Un po’ come la nebbia antisemita che domenica in Libano ha offuscato la visuale alle Idf, indotte a mitragliare i caschi blu dell’Onu – spiega Tel Aviv – “perchè li avevano identificati come sospetti a causa delle cattive condizioni meteorologiche”. Una nebbia ibrida, ecco.

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È interessante leggere le conclusioni del Consiglio Supremo di Difesa. In particolare in questo passaggio è chiaro come si sfrutti la costruzione del nemico (la Russia al momento, la Cina in futuro magari) e il clima di guerra per addossare a nemici esterni il calo della fiducia nelle istituzioni politiche europee e sfruttare la narrazione bellicista per giustificare future strette censorie sui mezzi di comunicazione digitale (social, canali telegram, blog, siti di informazione indipendenti etc..) che non sottostanno alla narrazione ufficiale. Dobbiamo stare molto attenti in questa fase e rigettare fortemente qualsiasi stretta che vada nella direzione di censurare le voci libere che ancora esistono nell'informazione libera in Italia.

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🛠L'Italia è l'unico paese dove i salari non crescono da 30 anni, e le ragioni sono evidenti. Tra queste anche il furto dei contratti collettivi pirata.

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Allegorie di naufragi: il calcio
Dario Raffone

Poche cose, in questo torno di tempo, attirano in modo stabile l’attenzione e suscitano la passione degli italiani. Fra queste, il calcio occupa sicuramente un posto di primo piano.

Guardando, ma senza troppa passione per la verità, la partita nella quale la nostra Nazionale è stata allegramente strapazzata dalla Norvegia con il quasi tennistico… Continua... 👇
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Roma, il centrosinistra e il mito della “cura condivisa”: quando il neoliberismo si traveste da partecipazione civica
Giuseppe Libutti

“L’affidamento in adozione è uno strumento attraverso il quale Roma Capitale promuove la conservazione e il miglioramento del verde pubblico, consentendo ai cittadini, singolarmente o in forma associata, di occuparsi della gestione, manutenzione e cura delle aree verdi comunali.” Così recita il sito ufficiale del Comune. In pratica, cittadini e associazioni possono presentare domanda… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1991468300727976419?t=52EUAz_s2sCxeH_K-KxRVw&s=19

Non mi ha sorpreso affatto la levata di scudi in difesa d'ufficio di #SergioMattarella. Il nostro sistema politico e mediatico è completamente supino, letteralmente asservito al #Quirinale.

In un famoso talk televisivo ho ascoltato le solite scialbe menzogne: «#Mattarella è il politico più amato del Paese». Affermazioni più prescrittive che descrittive, volte cioè a imporre una realtà che è mera finzione.
Addirittura un'altra, letteralmente comica: «Mattarella ha sfidato i poteri forti: si pensi al suo attacco a Elon Musk». Come se “i poteri forti” fossero una realtà unica, una sorta di monade, e non esistessero faide chiarissime al loro interno, evidenti anche agli osservatori più sprovveduti. Poi, francamente, un Presidente avverso ai poteri forti che va a braccetto con #Draghi fatico molto a immaginarlo.

Che la nostra informazione sia ormai specializzata nel racconto del grottesco spacciato per verità lo sappiamo, ma ho trovato esilarante “lo scandalo” di chi si basiva, si sconvolgeva, si perplimeva per l’ipotesi di un #PresidenteDellaRepubblica che interviene per mettere in difficoltà l’esecutivo, magari al fine di soppiantarlo.

Con questo non dico affatto di credere che Mattarella voglia disarcionare Meloni: questo non lo so e non abbiamo alcun elemento per affermarlo. Quello che dico è che – qualora emergesse con maggior concretezza – non mi sorprenderebbe affatto. E per una ragione molto semplice: in particolar modo da #Napolitano in poi, queste cose il Quirinale è solito farle.

Davvero qualcuno ritiene – con intima onestà – che #GiorgioNapolitano fosse del tutto estraneo alla caduta di Berlusconi nel 2011? Che non avesse facilitato in tutti i modi la salita a Chigi di #Monti perché quest’ultimo realizzasse il programma (di macelleria sociale) che l’Unione Europea voleva imporci (vedasi lettera BCE firmata Trichet/Draghi dell’agosto di quell’anno) L’episodio che vide coinvolto Paolo Savona, a cui fu impedito da Mattarella il Tesoro nel 2018, non dice nulla? Savona non poteva diventare ministro dell’Economia per le sue idee politiche e, nello specifico, per il suo euroscetticismo. Giuseppe Conte cercava una maggioranza e nel frattempo il Colle provava a imporre Cottarelli alla guida del governo, nonostante il palese esito elettorale “antisistema”.

Lo stesso discorso vale per la politica estera, per la guerra in particolare: il ruolo di Napolitano sulla Libia appare sovrapponibile a quello di Mattarella verso la Russia. Si somigliano moltissimo.

Il minimo comun denominatore è sempre lo stesso, ovvero la tutela di un asse di potere specifico: quello tra Bruxelles e Washington, con particolare deferimento ai Democratici e ai Repubblicani avversi al movimento Maga.

Un vero e proprio programma politico, a pensarci: solo che il Quirinale non dovrebbe svolgere questa funzione. Il #CapoDelloStato non è eletto dai cittadini e non è eletto per realizzare un programma politico. Tanto è vero che il mandato travalica la legislatura (nel caso di Mattarella, abbiamo addirittura superato i dieci anni).

Un programma, un solco per così dire, da rispettare ce l’avrebbero: sarebbe la #Costituzione. Che però appare relegata al ruolo di mera carta da parati per le sontuose sale del Palazzo.
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Sudan, benvenuti all’inferno
Matteo Parini

Se la corruzione degli oligarchi ucraini e il genocidio della Palestina sembrano oggi coinvolgere emotivamente una fetta crescente di opinione pubblica – verrebbe da dire che non è mai troppo tardi – non si può certo dire lo stesso dell’immane tragedia umanitaria che da anni fa del Sudan l’ennesimo angolo di inferno in Terra.… Continua... 👇
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Forwarded from DARSI PACE - MARCO GUZZI
MENTI LUCIDE, NERVI D'ACCIAIO, MOLTO CORAGGIO

Ecco le 3 qualità per vincere il sistema della guerra.

Pubblichiamo l'estratto del mio intervento tenuto al Campidoglio a Roma, nell'incontro organizzato dalla rivista La Fionda sui dazi, le sanzioni, la crisi dell'UE e il nuovo pericolosissimo clima di guerra.

Gabriele Guzzi

https://youtu.be/wSx8XkKl7Zk
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Forwarded from Maurizio Vezzosi
Mentre la situazione militare è sempre più critica per le forze ucraine è esploso, oltre i Carpazi, uno dei maggiori scandali legati alla corruzione dal 1991 ad oggi: a farlo emerge è stata un'indagine condotta dall'Ufficio anticorruzione di Kiev e dall'FBI. Il principale protagonista di questa vicenda, Timur Mindich, è un sodale di Zelensky, figura che molto difficilmente poteva essere all'oscuro dei fatti. La sincronia tra lo scandalo ed il nuovo piano di pace per l'Ucraina dell'amministrazione Trump di cui si vocifera non è, evidentemente, casuale. Benché l'affare Mindich non abbia, per il momento, coinvolto direttamente Zelensky, l'eventuale rifiuto di soddisfare le richieste della Casa Bianca in materia di guerra, di pace e di concessioni territoriali potrebbe procurare spiacevoli grattacapi all'ex comico ucraino.

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Washington propone a Kiev concessioni territoriali in cambio di garanzie di sicurezza rafforzate.
La mossa ha irritato i neocon statunitensi, ma non solo.
Nell’UE cresce l’ostilità per un accordo giudicato troppo sbilanciato.
E c’è chi teme che Bruxelles possa ostacolarne l’esito, nell’ottica del “fine guerra mai”.

https://it.insideover.com/politica/lofferta-usa-a-kiev-rinuncia-a-donbass-e-nato-per-una-difesa-stile-articolo-5-ma-i-neocon-insorgono.html

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Nessuno è il “padrone” della propria vita. Ma della propria morte sì
Alessio Mannino

Il suicidio come diritto non può esistere, perché la vita non è un bene disponibile in via esclusiva e assoluta all’individuo. Ma la morte sì, se vivere si riduce a vegetare. Ecco perché non bisogna confondere l’eutanasia, ovvero l’omicidio del consenziente, con il suicidio assistito, che significa semplicemente restituire a un malato incurabile il… Continua... 👇
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La lezione degli alberi: il teatro che ci mette davanti alla nostra ignoranza naturale
Michele Agagliate

Di tutte le cose che potevano riempire un teatro nel 2025 – influencer, true crime, monologhi motivazionali sull’“uscire dalla comfort zone” – a Torino, una sera di novembre, va in scena qualcos’altro: gli alberi. Non come metafora, non come fondale pittorico: proprio loro come protagonisti. Sul palco del Colosseo ci sono un professore e… Continua... 👇
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Forwarded from Savino Balzano
https://x.com/SavinoBalzano/status/1992178926106419579?t=qzRdNaW_NR8Mnsw1ZmzDSA&s=19

Questa intervista a Paolo Capitini - Generale e Docente di Storia militare - è davvero preziosa: sin dall'inizio era praticamente certo l’esito del conflitto tra #Russia e #Ucraina. Non poteva esserci epilogo differente.

A dispetto di ciò che ci hanno raccontato politici da strapazzo, reporter raccattati, fanatici con la bandierina di #Kiev in bio e la (tristissima) compagnia cantante, l’Ucraina non ha mai avuto una reale speranza di vittoria.

La verità è che a tradire gli ucraini sono stati coloro che li hanno strumentalizzati, quelli che li hanno spietatamente usati come clava in funzione antirussa. Gli stessi che mentono sul sabotaggio delle trattative di #Istanbul del 2022.

Quelle condizioni erano inaccettabili? Erano molto meno umilianti di quelle di oggi, che invece l’Ucraina sarà costretta ad accettare.

E dunque, chi ha davvero fatto gli interessi di #Putin? Dovrebbe essere questa la domanda attuale: li ha fatti chi voleva una rapida soluzione diplomatica, che costasse il meno possibile al popolo ucraino; oppure gli invasati che tifavano per il conflitto totale e che oggi schiumano davanti alle macerie di un Paese in ginocchio?

Siete voi i putiniani. Magari così sciocchi da non rendervene nemmeno conto.

#BattitoriLiberi: dal lunedì al venerdì alle 17, su Radio Cusano.
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A chi appartiene il futuro dell’università? La voce esclusa e l’anima dimenticata
Federico Giusti

La CRUI, per sua natura, non può essere considerata portavoce dell’intero sistema universitario nazionale. La sua composizione – un consesso di Rettori – riflette soltanto una delle molteplici anime dell’università. Pretendere che essa esprima la voce complessiva degli Atenei italiani è pò come chiedere al timoniere di parlare per tutti i marinai: può descrivere… Continua... 👇
https://www.lafionda.org/2025/11/22/a-chi-appartiene-il-futuro-delluniversita-la-voce-esclusa-e-lanima-dimenticata/

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