CORPOSO, FRUTTATO. DA ACCOMPAGNARE A BAMBINI ELETTRIFICATI.
++ GABIBBO: IPOTESI ALLEANZA RAI-MEDIASET IN UMBRIA MOLTO CONCRETA ++ (SALA GIOCHI PALAZZO CHIGI, 20 SET)
“Si stanno creando le condizioni per una candidatura unitaria di Don Matteo alla presidenza della regione”, ha dichiarato il neoeletto sen. Gabibbo uscendo da Viale Mazzini dopo una riunione fiume durata tutta la notte. “Tuttavia ancora mi sfugge perché la maggior parte dei polizieschi italiani siano ambientati in Umbria, dove notoriamente non succede un cazzo” ha inoltre aggiunto il rosso rappresentante della Sala Giochi di Palazzo Chigi. SG 20-SET-19
“Si stanno creando le condizioni per una candidatura unitaria di Don Matteo alla presidenza della regione”, ha dichiarato il neoeletto sen. Gabibbo uscendo da Viale Mazzini dopo una riunione fiume durata tutta la notte. “Tuttavia ancora mi sfugge perché la maggior parte dei polizieschi italiani siano ambientati in Umbria, dove notoriamente non succede un cazzo” ha inoltre aggiunto il rosso rappresentante della Sala Giochi di Palazzo Chigi. SG 20-SET-19
(🖊 Massimo Gramellini)
Non so se sia bello essere Di Battista, ma certo è più facile che essere Di Maio. Pensate alla vitaccia di un giovanotto di potere come Gigino, che prima si deve far piacere Salvini e poi se lo deve far dispiacere; prima può dire di Renzi tutto il male possibile e poi può soltanto continuare a pensarlo. E vi risparmio le riunioni con l’algoritmo di Casaleggio, le lezioni accelerate di inglese, le sedute di concentrazione con Toninelli e adesso con Patuanelli. Diventare adulti è un compromesso continuo, una grande rottura di scatole. Dibba, invece. Lui ha capito la cosa essenziale. Che chi fa sbaglia. Quindi, per non essere criticato, non devi fare nulla. Ti siedi sulla panchina e guardi gli altri che parcheggiano in retromarcia, pregustandoti il momento in cui strisceranno la fiancata di un’auto in sosta e tu potrai gridare: «Ma chi ti ha dato la patente?», tanto a te non la chiederà mai nessuno.
Essere Di Battista è veramente una pacchia. Accendi il computer, scrivi che il Pd è «il partito più ipocrita d’Europa» e ti godi lo spettacolo dei tuoi alleati di governo che si arrabbiano e di Gigino che deve sopire, mediare, trangugiare. Tu intanto ti sei già spostato su un’altra panchina, pronto a puntare il dito su qualcos’altro. Non diventerai mai un leader, al massimo il capo della corrente di Peter Pan, ma riceverai un sacco di pacche sulle spalle. E poi vuoi mettere il divertimento di una vita così gelosamente ostile a qualsiasi irruzione del senso di responsabilità?
Non so se sia bello essere Di Battista, ma certo è più facile che essere Di Maio. Pensate alla vitaccia di un giovanotto di potere come Gigino, che prima si deve far piacere Salvini e poi se lo deve far dispiacere; prima può dire di Renzi tutto il male possibile e poi può soltanto continuare a pensarlo. E vi risparmio le riunioni con l’algoritmo di Casaleggio, le lezioni accelerate di inglese, le sedute di concentrazione con Toninelli e adesso con Patuanelli. Diventare adulti è un compromesso continuo, una grande rottura di scatole. Dibba, invece. Lui ha capito la cosa essenziale. Che chi fa sbaglia. Quindi, per non essere criticato, non devi fare nulla. Ti siedi sulla panchina e guardi gli altri che parcheggiano in retromarcia, pregustandoti il momento in cui strisceranno la fiancata di un’auto in sosta e tu potrai gridare: «Ma chi ti ha dato la patente?», tanto a te non la chiederà mai nessuno.
Essere Di Battista è veramente una pacchia. Accendi il computer, scrivi che il Pd è «il partito più ipocrita d’Europa» e ti godi lo spettacolo dei tuoi alleati di governo che si arrabbiano e di Gigino che deve sopire, mediare, trangugiare. Tu intanto ti sei già spostato su un’altra panchina, pronto a puntare il dito su qualcos’altro. Non diventerai mai un leader, al massimo il capo della corrente di Peter Pan, ma riceverai un sacco di pacche sulle spalle. E poi vuoi mettere il divertimento di una vita così gelosamente ostile a qualsiasi irruzione del senso di responsabilità?
GENTILI UTENTI CI SCUSIAMO PER L’ASSENZA DI COMUNICAZIONI DEGLI ULTIMI DUE GIORNI. CI SIAMO RIUNITI CON IL SEN. GABIBBO NELLA SUA TENUTA A MASSAUA PER DEFINIRE LE LINEE PROGRAMMATICHE DELLA SALA GIOCHI. PRESTO MOLTE NOVITÀ SU @MATTARELLONE
COSA STANNO FACENDO?
Anonymous Poll
37%
PROVANO LA FUNZIONE “ORDINA BAMBINO” SULL’APP PD
6%
GUARDANO MEDIASET PLAY
17%
SI ISCRIVONO AD UN CORSO DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA DEL POLITECNICO DI MILANO
6%
INTERAGISCONO SU @MATTARELLONE
3%
FANNO UNA CHIAMATA ROAMING FREE GRAZIE A PATRIZIA TOIA
11%
CONTROLLANO IL MARÒLOGIO
12%
VOTANO IL PATTO CIVICO PER L’UMBRIA SU ROUSSEAU
9%
LEGGONO L’ULTIMA DICHIARAZIONE DEL SEN. GABIBBO
Sala Giochi di Palazzo Chigi
COSA STANNO FACENDO?
Ragazzi ma l'app del PD, che ricordiamo si chiamava BOB, non esiste più da un pezzo
GRETA VA A ROMA
In sella ad una bicicletta ricavata da vecchi numeri di Repubblica, Greta Thunberg raggiunge finalmente Roma.
Ad accoglierla si precipita il fior fiore della gioventù italiana. Ragazzi svegli, cresciuti coltivando il dubbio e il libero pensiero, immuni alla propaganda mediatica e con le idee chiare.
“Lo spread scioglierà i ghiacci?” chiede preoccupato un laureando alla giovane svedese. “Salviamo i pinguini dai fascisti!” tuona un’attivista. “L’omofobia del governo dell’odio distrugge ettari di foresta tropicale” precisa un giovane appena assunto da Open, mentre dietro di loro un cartellone recita “migranti = energia green”.
Dopo un paio di selfie e trecentosette libri venduti, Greta si dirige pedalando verso il Vaticano, imboccando il lungotevere assieme al suo folto seguito. Estasiati dalla sua presenza, gli automobilisti romani abbandonano la tradizionale compostezza, scendono dalle vetture e le dedicano una lunga ovazione. La Thunberg ricambia sorridendo e domanda incuriosita alla guida: “what is levatedarcazzo?”
Bergoglio accoglie Greta gettandosi ai suoi piedi, tuttavia la svedese non si lascia intimidire e lo redarguisce severamente: “gli ultimi studi dimostrano che le preghiere aumentano la CO2”. Pronta la replica del Pontefice: “con me, pratica diminuita del 70%”. Soddisfatta, Greta osserva Piazza San Pietro e sospira: “salveremo questo mondo?”. Bergoglio la guarda con dolcezza: “tutto è possibile, con Allah.”
La Thunberg decide di pranzare in una trattoria di Trastevere, dove chiede una Carbonara vegan, dei carciofi alla giudia allevati liberi e un caffé ecosolidale. Poco dopo, Greta rimonta in bici con la pancia piena e un solo dubbio “what is magnaenunrompe?”
È il turno del Senato, dove la ragazza si commuove: “qui il riciclo funziona benissimo!”
Al Quirinale, Mattarella abbraccia Greta come fosse sua nipote: la prende in braccio e le racconta la favola dell’Italietta che da sola non ce la fa. Il Presidente della Repubblica conclude la visita facendo suonare in onore della Thunberg l’inno nazionale.
Con le note della Marsigliese ancora nelle orecchie, Greta raggiunge Piazza del Popolo. È un tripudio di persone. Oltre a tanti millennials, pronti a rinunciare persino ad un giorno di scuola, si presentano decine di politici. “Amiamo gli animali” dice uno di loro, accarezzando un grosso giornalista al guinzaglio “e loro amano noi!”
L’evento è totalmente ecosostenibile. Cento operai precari che corrono in una ruota alimentano i fari del palco e un contatore del debito pubblico. Uno spettacolo che fa scendere una lacrima ad Emma Bonino: “manca solo George”.
Greta incanta tutti con un discorso magistrale. “Abbiamo solo cinquant’anni per votare alle europee e scongiurare due gradi di Brexit” esclama con forza. In collegamento da Bruxelles, Juncker le dedica un brindisi e la fe sta si conclude con la folla che balla sul palco, trascinata da una scatenata Boldrini.
Infine, tra la costernazione di tutti, Greta monta sulla sua bicicletta, manda un bacio agli astanti e corre a grandi pedalate verso la sua Svezia. Alcuni cercano di lanciarsi nel cestello. “Portami nel Nord Europa civile e aperto!” supplica un ragazzo aggrappato alla bici, prima di lasciare la presa e finire schiacciato da un camioncino dell’Ikea.
Greta è felice. Roma l’ha rapita e la giornata è stata molto proficua: ha incontrato grandi statisti, ha parlato con il Papa, ha scambiato idee con l’mintellighenzia d’Italia. Ed ha venduto novecentosedici libri, inciso due dischi e girato uno spot per la Nike davanti al Pantheon.
Mentre le luci ambrate del Raccordo Anulare le illuminano il viso e un casellante le tributa un ultimo saluto da dietro la Gazzetta dello Sport, Greta Thunberg ripensa sorridendo a tutto ciò che di bello ha visto. Tante sono le domande che si accavallano nella sua mente.
Quanto è maestoso il Colosseo?
Quanto sono grandi i Fori Imperiali?
“And what is limortaccitua?
In sella ad una bicicletta ricavata da vecchi numeri di Repubblica, Greta Thunberg raggiunge finalmente Roma.
Ad accoglierla si precipita il fior fiore della gioventù italiana. Ragazzi svegli, cresciuti coltivando il dubbio e il libero pensiero, immuni alla propaganda mediatica e con le idee chiare.
“Lo spread scioglierà i ghiacci?” chiede preoccupato un laureando alla giovane svedese. “Salviamo i pinguini dai fascisti!” tuona un’attivista. “L’omofobia del governo dell’odio distrugge ettari di foresta tropicale” precisa un giovane appena assunto da Open, mentre dietro di loro un cartellone recita “migranti = energia green”.
Dopo un paio di selfie e trecentosette libri venduti, Greta si dirige pedalando verso il Vaticano, imboccando il lungotevere assieme al suo folto seguito. Estasiati dalla sua presenza, gli automobilisti romani abbandonano la tradizionale compostezza, scendono dalle vetture e le dedicano una lunga ovazione. La Thunberg ricambia sorridendo e domanda incuriosita alla guida: “what is levatedarcazzo?”
Bergoglio accoglie Greta gettandosi ai suoi piedi, tuttavia la svedese non si lascia intimidire e lo redarguisce severamente: “gli ultimi studi dimostrano che le preghiere aumentano la CO2”. Pronta la replica del Pontefice: “con me, pratica diminuita del 70%”. Soddisfatta, Greta osserva Piazza San Pietro e sospira: “salveremo questo mondo?”. Bergoglio la guarda con dolcezza: “tutto è possibile, con Allah.”
La Thunberg decide di pranzare in una trattoria di Trastevere, dove chiede una Carbonara vegan, dei carciofi alla giudia allevati liberi e un caffé ecosolidale. Poco dopo, Greta rimonta in bici con la pancia piena e un solo dubbio “what is magnaenunrompe?”
È il turno del Senato, dove la ragazza si commuove: “qui il riciclo funziona benissimo!”
Al Quirinale, Mattarella abbraccia Greta come fosse sua nipote: la prende in braccio e le racconta la favola dell’Italietta che da sola non ce la fa. Il Presidente della Repubblica conclude la visita facendo suonare in onore della Thunberg l’inno nazionale.
Con le note della Marsigliese ancora nelle orecchie, Greta raggiunge Piazza del Popolo. È un tripudio di persone. Oltre a tanti millennials, pronti a rinunciare persino ad un giorno di scuola, si presentano decine di politici. “Amiamo gli animali” dice uno di loro, accarezzando un grosso giornalista al guinzaglio “e loro amano noi!”
L’evento è totalmente ecosostenibile. Cento operai precari che corrono in una ruota alimentano i fari del palco e un contatore del debito pubblico. Uno spettacolo che fa scendere una lacrima ad Emma Bonino: “manca solo George”.
Greta incanta tutti con un discorso magistrale. “Abbiamo solo cinquant’anni per votare alle europee e scongiurare due gradi di Brexit” esclama con forza. In collegamento da Bruxelles, Juncker le dedica un brindisi e la fe sta si conclude con la folla che balla sul palco, trascinata da una scatenata Boldrini.
Infine, tra la costernazione di tutti, Greta monta sulla sua bicicletta, manda un bacio agli astanti e corre a grandi pedalate verso la sua Svezia. Alcuni cercano di lanciarsi nel cestello. “Portami nel Nord Europa civile e aperto!” supplica un ragazzo aggrappato alla bici, prima di lasciare la presa e finire schiacciato da un camioncino dell’Ikea.
Greta è felice. Roma l’ha rapita e la giornata è stata molto proficua: ha incontrato grandi statisti, ha parlato con il Papa, ha scambiato idee con l’mintellighenzia d’Italia. Ed ha venduto novecentosedici libri, inciso due dischi e girato uno spot per la Nike davanti al Pantheon.
Mentre le luci ambrate del Raccordo Anulare le illuminano il viso e un casellante le tributa un ultimo saluto da dietro la Gazzetta dello Sport, Greta Thunberg ripensa sorridendo a tutto ciò che di bello ha visto. Tante sono le domande che si accavallano nella sua mente.
Quanto è maestoso il Colosseo?
Quanto sono grandi i Fori Imperiali?
“And what is limortaccitua?