journalctl -u micro
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Esperienze e consigli di uno sviluppatore tech−unenthusiast

creation — 2021-04-29
owner — @Microeinstein ★

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È da un po' che non faccio un post su quello che combino. Tra i vari motivi ci sono che tra tutti i progetti in mente riesco a proseguirne forse mezzo, e che appena 1 giorno dopo aver dato una struttura migliore all'homelab, ci sono entrati i ladri in casa. Qualche settimana dopo ho notato pure la X molto fievole sul muretto esterno.

Sono entrati 2 uomini verso le 09:15 — fascia oraria in cui vengo accompagnato in ufficio, quindi di sicuro ci hanno studiati mesi prima, scavalcando muro e recinzione, raggiungendo il balcone dal terrazzino inutilizzato e sfondando la portafinestra del bagno. Poi sono scappati in moto con caschi, essendo stati avvisati probabilmente da un terzo palo del ritorno di mia mamma.

Due camere e soggiorno a soqquadro, hanno portato via degli ori ma stranamente non hanno toccato contanti. Potrebbero aver aiutato facendo perdere loro tempo tutti gli scatoloni che tengo nell'armadio. Non hanno toccato alcun dispositivo tecnologico, ma se avessi avuto gli HDD ancora nel cassetto e loro più tempo, forse non li avrei più.

Inutile dire che il massimo ottenuto dai carabinieri è stato un gigantesco thumbs up 👍🏻
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journalctl -u micro
una struttura migliore all'homelab
Tornando all'homelab, ho praticamente replicato un setup simile a questo anche se il video l'ho scoperto molto dopo.

• Mini-rack DeskPi T1 (8U, 10")
• Scheda HBA LSI 16i con 4 porte SAS da 12Gb/s
• Connettori SAS / 4 SATA (2x)
• PSU da 650W per alimentare sia gli HDD sia la HBA
• Cavo per PSU IEC C13 / schuko (tipo F) rimediato da un vecchio pc
• Ventola rimediata da un altro pc
• Splitter alimentazione SATA
• Bay vari per inserire tutti i dischi
• Set di viti
• Set di preghiere (gratuito)

Il rack forniva già dei supporti che però non erano adatti a ciò che volevo realizzare, ho messo qualche vite in modo che fosse tutto abbastanza stabile sia con rack verticale che orizzontale.

Il PSU per accendersi solitamente necessita del segnale dalla scheda madre, cosa che la zimaboard ovviamente non espone, quindi ho dovuto inserire un jumper nel connettore per mobo. Nonostante ciò la zimaboard è ancora alimentata dal suo power supply con barrel jack...

Inoltre la scheda HBA essendo pensata per server, anche col suo dissipatore passivo, scalda come un vulcano anche in idle, quindi ho dovuto riciclare una vecchia ventola per cpu e fissargliela sopra — ma come potevo alimentarla? Con dei collegamenti manuali ad un connettore molex del PSU...

Al momento è tutto un gigantesco hack per vedere se avrebbe funzionato tutto. Se ci penso troppo mi viene da piangere...
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journalctl -u micro
Broadcom da incenerire — sviluppano fix e non li redistribuiscono
Piccola parentesi sulle schede HBA
Oltre al fatto che scaldano, di base vengono rilasciate con un firmware che non espone direttamente i dischi ma si è costretti a costruire un RAID hardware. Per esporre invece un JBOD (just a bunch of disks) è necessario flashare un firmware per attivare la modalità engineering / IT mode, solitamente ufficiali.

Fortunatamente la mia scheda era già in tale modalità, ma con un firmware buggato del 2015 che nello specifico caso di dischi SATA, una volta che vengono spenti per timeout potrebbero non riaccendersi più (fino ad un riavvio totale) — mi ha fatto spaventare non poco. SMART tutto ok, BTRFS tutto ok ma in readonly dopo il problema, è un bug software della scheda. Con questo mi ricollego a questo post, una volta flashato il nuovo firmware la situazione è risolta.

Per flashare un firmware esiste il tool sas3flash per UEFI, windows, linux.

Infine, esistono migliaia di cavi SAS differenti atti a scopi diversi, è importante sapere quale fa al caso proprio.
journalctl -u micro
ma come potevo alimentarla? Con dei collegamenti manuali ad un connettore molex del PSU...
In seguito mi hanno fatto scoprire questo nuovo aggeggino alimentato via SATA in grado di alimentare ben 10 ventole singolarmente — perfetto per rimediare all'hack del molex, giusto?

Quasi, la ventola si collega, ma la porta dati è USB 2 host, va collegata ad una mobo ...che la zimaboard non espone... workaround? forzare un cavo USB2 tipo A classico...

Linux lo vede, ma per utilizzarlo è necessario almeno 7.2 quindi per non ricompilarlo ho preso la variante di CachyOS. Ignorate la velocità sballata.

Ovviamente poi non l'ho lasciato penzolante così, è venduto con 2 strisce biadesive + 2 magnetiche
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journalctl -u micro
ci sono entrati i ladri in casa
Tornando a questo evento, mi ha lasciato notevolmente violato e mi ha costretto a informarmi su tutti gli hardware e software di videosorveglianza.

Inizialmente ho installato Frigate, un Network Video Recorder self-hosted che
• si interfaccia a qualsiasi camera che supporti RTSP per video e audio
• e ONVIF per il controllo remoto — anche se per questo supporta solo i controlli di movimento PTZ (pan, tilt, zoom)
• supporta per singola telecamera:
• l'accelerazione hardware video (sotto usa ffmpeg, intel quicksink)
• face detection tramite modellini AI in formato ONNX (girano bene anche su CPU con openvino)
• object + motion detection tramite modellini YOLO che dovete fornire voi
• classificatore oggetti (porta aperta / chiusa)
• audio activity detection
• audio bidirezionale (sì, potete parlare)
• maschere di trigger e non-trigger
• revisione allerte
• eventi MQTT

Per avere subito una "telecamera" funzionante, ho collegato una webcam in disuso tramite USB e l'ho posizionata proprio sopra al rack, che veda da dentro casa la porta d'ingresso e alcune finestre. Tramite comandi custom go2rtc l'ho esposta internamente via RTSP.

Tuttavia, anche se l'interfaccia presenta delle impostazioni, le vere funzionalità si attivano e configurano tutte tramite un unico file yaml. Francamente non è facilissimo capire come scegliere i tuning giusti per non far sovraccaricare il sistema ma mantenere un effettivo funzionamento.