Indip.it
314 subscribers
2 photos
301 links
Periodico indipendente di approfondimento
Download Telegram
L'inchiesta di Pablo Sole ---> https://bit.ly/48csK1r

Poche settimane fa un'ignota (finora) società milanese ha chiesto in locazione agli uffici regionali dell'assessorato agli Enti locali e urbanistica venti terreni ora ricompresi nel monte pascolo. Niente di strano, se non fosse che il progetto presentato dagli imprenditori meneghini riguarda la realizzazione di un parco eolico in un'area di circa 35 ettari. È chiaro che la natura dell'investimento trasforma la richiesta di locazione in una sorta di contrappasso dantesco, posto che la giunta regionale ha sempre proclamato la totale contrarietà «all'assalto delle rinnovabili» e 210mila sardi hanno sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare Pratobello 24. I sindaci dei comuni interessati, Escalaplano ed Esterzili, hanno bocciato in toto il progetto - «Il territorio sarà devastato» - mentre la società difende il progetto: «Faremo tutto con la massima trasparenza e con il coinvolgimento del territorio. E non è detto che l'intervento vada in porto». Ora la palla passa alla giunta regionale, che dovrà decidere se dare il via libera alla locazione o rispedire la richiesta al mittente con un provvedimento che però dovrà essere accuratamente motivato, pena uno scontato ricorso al Tar.
1👍1
L'inchiesta di Sara Corona ---> https://bit.ly/3QMdaUl

Pubblichiamo in esclusiva i video girati dai detenuti che documentano, per la prima volta dall’interno, l’orrore del Centro di permanenza per i rimpatri di Macomer. Poche settimane fa i reclusi hanno per l'ennesima volta protestato per denunciare le condizioni inumane cui sono costretti, ma nessun mass media ha riportato la notizia. Lo facciamo noi. Il bilancio delle ultime settimane è di tre evasioni, un tentato suicidio, una deportazione di gruppo nel Cpr in Albania, una persona caduta dal tetto, un’altra con tagli profondi a braccia e gambe. I reclusi hanno avviato uno sciopero della fame e della sete mentre si teme un’epidemia di scabbia.
😢1😨1
L'approfondimento di Massimo Manca ---> https://bit.ly/4tcLi9v

Attraverso richieste di accesso civico e grazie ai dati aggiornati sulla crescita degli staff fiduciari e del personale non di ruolo in Regione Sardegna, emerge un quadro che solleva interrogativi sui costi e sul rispetto degli obblighi di legge sulla trasparenza. Indip mette a nudo una realtà impressionante. Dopo un 2024 di transizione dovuto al cambio di giunta, i costi per il personale a tempo determinato sono letteralmente esplosi. I numeri parlano chiaro: nel 2025 i costi complessivi del personale a tempo determinato e degli staff politici hanno raggiunto 35,4 milioni di euro, con un incremento del 67% rispetto al 2023 e del 132% rispetto al 2024. A incidere maggiormente sono le pratiche di reclutamento, come mobilità, comandi e incarichi fiduciari, con picchi particolarmente elevati nel personale non dirigente proveniente da altre amministrazioni. Sullo sfondo, una vicenda politica che ha dell'emblematico: la stessa legge sul cosiddetto "super staff"definita nel 2021 «vergognosa, inutile, immorale» dalle forze oggi al governo dell'Isola – non è mai stata abrogata dall'attuale giunta Todde. Anzi, vi si è fatto abbondante ricorso. Infine, emerge l’assenza di controlli efficaci: dal 2024 nessuna attività ispettiva su quanto portato alla luce è stata avviata dagli organismi competenti. Il risultato è un sistema in cui l’aumento dei costi sembra procedere di pari passo con una riduzione della trasparenza.
👍21
Te lo meriti Alberto Sordi, lo spettacolo a metà strada tra stand-up e informazione. Buona visione (free) ---> https://bit.ly/4wBLvWG

Tra pochi giorni in consiglio regionale approderà la variazione di bilancio. Sulla carta, non dovrebbe esserci traccia delle tabelle con cui negli anni scorsi gli onorevoli hanno distribuito a pioggia centinaia di milioni di euro, senza alcuna selezione ma esclusivamente su indicazione dei singoli consiglieri. È però probabile che il "problema" venga aggirato con qualche escamotage dell'ultimo minuto. Per ricordare ciò che è stato fatto negli anni passati, dalla giunta Solinas fino all'attuale esecutivo guidato da Alessandra Todde, pubblichiamo in esclusiva Te lo meriti Alberto Sordi, lo spettacolo a metà strada tra stand-up e informazione ideato dal direttore di Indip Pablo Sole, presentato a Scano di Montiferro all'ultima edizione del festival di letteratura creativa Bookolica. Presentazione di Fulvio Accogli, ideatore della kermesse e del giornalista Diego Gandolfo. Buona visione!
L'inchiesta di Pablo Sole ---> https://bit.ly/4eXhytO

A fine febbraio la commissaria ad acta nominata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in quota Fratelli d'Italia, ha legittimato l'ampliamento della fabbrica di armi della Rwm di Domusnovas, diretta emanazione del colosso tedesco Rheinmetall. Che fa affari con Israele. La decisione è arrivata dopo che la giunta regionale guidata da Alessandra Todde ha deciso di non decidere e, in definitiva, ha lasciato campo libero al governo Meloni. Questo perché diverse sigle del Campo largo, da Alleanza Verdi-Sinistra a Sinistra Futura – ma pure i 5Stelle – avevano manifestato una decisa contrarietà all'ampliamento della fabbrica di armamenti che, tra gli altri, rifornisce anche Israele. I comitati ambientalisti e le associazioni militariste hanno depositato un ricorso al Tar contro il via libera deciso dal governo e, di contro, la Regione ha presentato una sorta di contro-ricorso con cui chiede al Tribunale amministrativo regionale di rigettare le rimostranze dei comitati e delle associazioni. È un atto dovuto? No. Per questo risulta decisamente incomprensibile, anche perché la presidente Todde ha sempre fatto intendere la contrarietà all'ampliamento dello stabilimento di Rwm. Oggi, l'incomprensibile inversione di marcia.
👍21
L'inchiesta di Pablo Sole ---> https://bit.ly/3RFp4A4

Se non fosse supportata da decine di documenti inediti e riservati – che pubblichiamo - la vicenda che stiamo per raccontare potrebbe essere stata partorita dalla fervida mente di Ian Fleming, il "padre" di James Bond. Perché l'intero procedimento relativo all'ampliamento dello stabilimento di Rwm Italia, che produce bombe aeree, mine, droni, munizioni, artiglieria e sistemi di contro minamento in quel di Domusnovas, regala continui colpi di scena. Come la nota riservata con cui, nel 2017, l'amministratore delegato di Rwm Fabio Sgarzi fa sapere alla Provincia del Sud Sardegna che i lavori di ampliamento non hanno bisogno di alcuna Valutazione di impatto ambientale perché a Domusnovas «non si producono esplosivi». Implicitamente, l'Ad paragona l'impianto a una fabbrica manifatturiera. Come se dai cancelli di Rwm uscissero camion carichi di lavandini e divani letto. Tant'é: la provincia non batte ciglio, sposa senza ulteriori verifiche la linea di Sgarzi e "concede" all'azienda di armamenti una semplice Aua, l'Autorizzazione unica ambientale. La stessa autorizzazione che, ad esempio, deve richiedere un'autocarrozzeria. Una procedura che non sta né in cielo né interra, tanto che a smontare l'azzardata tesi di Sgarzi ci penserà il Consiglio di Stato. Non è l'unico colpo di scena che caratterizza questa intricata vicenda, alla quale dedicheremo varie puntate a partire da oggi.
👏3👍2🔥1
L'approfondimento di Massimo Manca ---> https://bit.ly/4omWqQs

Il consulente di Alessandra Todde va in televisione e svela come funziona davvero la comunicazione del presidente della Regione Sardegna. Una squadra di 20 persone, un rapporto «fiduciario» con la presidente che va «al di là del lavoro». E una serie di autocelebrazioni che raccontano un’altra storia, punto per punto, già ampiamente smentite nelle precedenti inchieste di Indip.
🥰1
L'approfondimento di Andrea Carboni ---> https://bit.ly/4vfPO98

A ridosso dell'Area marina protetta di Tavolara, sul litorale di Loiri Porto San Paolo, la trasformazione di Villa Joy in struttura ricettiva di lusso avanza nonostante i pareri negativi di Regione, ministero della Cultura ed enti locali. La ristrutturazione della villa è solo il primo tassello di un progetto molto più ampio ideato nel 2024 quando il gruppo brasiliano JHSF – che controlla il marchio del lusso Fasano – acquista la maggioranza della quote della Tavolara Bay Srl. I lavori per trasformare la villa in struttura ricettiva di lusso vengono autorizzati a febbraio dalla struttura di missione Zes, un ufficio della presidenza del Consiglio dei ministri che, nel nome della semplificazione burocratica, ha scavalcato la pianificazione territoriale e la normativa ambientale. Il Consiglio dei ministri, presieduto da Giorgia Meloni, ha spazzato via tutte le opposizioni avanzate dagli enti locali e ministeriali dando il via libera definitivo. Nel frattempo, a cantiere già avviato, il Comune di Loiri Porto San Paolo ha accertato una serie di interventi abusivi. Non è un caso isolato. Sempre attraverso la Zes, è stato autorizzato un maxi-allevamento nei pressi delle terme di Sardara, con lo stesso schema: iter opaco, competenze locali aggirate, documenti non pubblicati. Dal mare della Gallura al Campidano, il 'modello bulldozer' è lo stesso: la decisione spetta a Roma, mentre ai territori non resta che subire le conseguenze.
🤬2
L'approfondimento di Andrea Carboni ---> https://bit.ly/4ewRrrD

La presidente della Regione Alessandra Todde il 19 giugno è attesa a Loiri Porto San Paolo, dove alle 17 è previsto un consiglio comunale aperto convocato per chiarire la vicenda del progetto turistico di lusso nella zona di Cala Finanza. Al centro del dibattito l’iter amministrativo, le competenze locali e gli atti relativi all’autorizzazione concessa dalla Zes. Non sono invece previsti chiarimenti rispetto al possibile conflitto di interessi dell’assessore al Turismo Riccardo Biancu, il cui fratello Alberto amministra le società coinvolte nell’operazione immobiliare. La Tavolara Bay Srl ha acquisito negli anni ampie porzioni di territorio e sviluppato iniziative legate all’ospitalità di lusso. Biancu non parteciperà all’assemblea di questo pomeriggio ma respinge ogni accusa, sostenendo di non essere l’assessore competente in materia e di non aver partecipato a decisioni sul progetto. L’assessore è pronto a fare un passo indietro, anche se per ora non ha ricevuto richieste in tal senso. Nell’intervista concessa a Indip, Biancu espone le sue ragioni e sostiene che parte degli abusi edilizi contestati dal Comune erano già presenti e che la Tavolara Bay li stava rimuovendo. Il sindaco, dal canto suo, pur riconoscendo l’inopportunità della situazione esclude un palese conflitto di interessi. Nel frattempo, non si arresta il dibattito sulla trasparenza delle autorizzazioni Zes e sul futuro dell’area.
L'approfondimento di Andrea Carboni ---> https://bit.ly/3SvLlAM

A Cala Finanza cambia tutto, o forse no. Il 25 giugno l’assessore Riccardo Biancu ha dato le dimissioni, un atto teso a disinnescare le polemiche scatenate dal fatto che suo fratello è l’amministratore della società Tavolara Bay. Il sindaco Francesco Lai ha difeso l'ex esponente della giunta, ribadendo la sua estraneità alla vicenda e ha definito il gesto di Biancu un atto di responsabilità. Intanto i tecnici comunali hanno accertato altre violazioni nell’area interessata dall’autorizzazione Zes, ritenute incompatibili con le condizioni fissate dal Comune. Per questo il 30 giugno il consiglio voterà la revoca della variante urbanistica e la rettifica della delibera. Non è detto che questa mossa fermerà il progetto, autorizzato da Roma. Restano i dubbi sui poteri della Zes, ampliati dal governo Meloni, e spunta l’ipotesi di un «contributo governativo» previsto dallo statuto di Tavolara Bay.
🔥2👍1
L'approfondimento di Sara Corona ---> https://bit.ly/4wg2k8y

Una ricerca internazionale accusa Vitol, proprietaria di Saras, di acquistare petrolio dal Brasile per lavorarlo nella sua raffineria in Sardegna e rivenderlo come carburante a Israele. Un’inchiesta di Greenpeace ha ricostruito queste transazioni: 86.530 tonnellate di prodotti petroliferi sarebbero state spedite a Israele in tre spedizioni successive partite da Sarroch nell’estate 2025. Nessuno ne sapeva nulla. Associazioni e attivisti puntano a coinvolgere i lavoratori per organizzare un blocco delle spedizioni, ma alla Saras è difficile. Se non impossibile.
L'approfondimento di Massimo Manca ---> https://bit.ly/4pgeQTl

Sull'isola della Maddalena il sole sta tramontando e una folla di giovani manifestanti avanza lentamente. Alcuni portano uno striscione, altri soltanto uno zaino. Hanno camminato per un mese: radicali, obiettori, pacifisti, nonviolenti e antimilitaristi di mezza Europa con cartelli appesi al collo. Mancano poche centinaia di metri alla conclusione della Prima marcia internazionale degli antimilitaristi nonviolenti. All'improvviso arrivano le camionette, gli agenti scendono in assetto antisommossa: partono le cariche, scattano gli arresti. Cinquant'anni dopo, quasi nessuno ricorda più quella sera. Ma per capire l'Europa di oggi bisognerebbe ripartire proprio da lì, da quella calda estate del disarmo e da un grido, «Mai più guerre!», che parla ancora al presente. Indip ricostruisce questa storia in tre puntate, con documenti inediti, fotografie d'epoca, materiali finora poco conosciuti e testimonianze dei protagonisti di allora: una vicenda che il tempo aveva forse dimenticato e che riportiamo alla luce grazie a una paziente ricerca d'archivio e al lavoro di verifica delle fonti. È in questa cornice che si potrà misurare il valore – non sentimentale, non retorico, ma politico e civile – di quello che accadde nell'estate del 1976. Quella marcia non fu una passeggiata: fu una sfida diretta ai santuari del militarismo, e nessun luogo li racchiudeva tutti come la Sardegna, ieri come oggi. Vale la pena tornare su quel lungo mese perché ha ancora qualcosa da dire a un'Isola che continua a subire il peso di una massiccia occupazione, tra demanio e servitù militari: i Centri per l'Impiego della Regione diventati anticamera dell'Esercito, la fabbrica Rwm di Domusnovas che produce ordigni, la scuola internazionale per piloti di caccia militari a Decimomannu, le esercitazioni Nato, i poligoni affittati a società straniere per sperimentare razzi e armi. E infine proprio La Maddalena, dove le esercitazioni tornano a riaffacciarsi nella stagione turistica, come se nulla fosse, a beffare quella comunità di giovani che mezzo secolo fa scese in piazza per chiedere il contrario.
🥰1
L'approfondimento di Andrea Carboni e Sara Corona ---> https://bit.ly/4yo1sk5

In Sardegna si corre per attivare il Nuovo Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, mettendo toppe a un sistema che fa acqua da tutte le parti. Ma la toppa è peggio del buco. Ciò detto, tra i vertici della cooperativa che gestisce i centri di Macomer e Monastir spuntano personaggi già condannati in primo grado per frode nelle pubbliche forniture. Intanto Monastir accelera per diventare centro di frontiera con la nomina a “hotspot”: peccato che lo fosse già e per ben nove anni abbia operato di fatto ma non di nome, con le stesse criticità che oggi denunciano i sindacati.
🔥1
L'approfondimento di Andrea Carboni e Sara Corona ---> https://bit.ly/4hAQJg9

Il sistema di accoglienza sardo fa acqua da tutte le parti, come dimostra ciò che succede nel centro di accoglienza di Villanovaforru. A giugno scatta la protesta contro il razionamento dell’acqua, l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Oltre al problema dell’acqua, i migranti raccontano di cimici nei letti e ritardi nella distribuzione del pocket money, mentre ai vertici della cooperativa spuntano personaggi di dubbia fama con precedenti per truffa, reati contro la persona e già accusati di trattamenti disumani contro i migranti trattenuti nell’hotspot di Lampedusa.