Fuck ICE, i confini non esistono, i migranti sono più civili degli autoctoni.. Te riempi la testa de merda e poi arriva lei :la realtà.
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Ogni tanto vado a ripescare qualche vecchio articolo, per vedere come si sono evolute le puttanate che scrivevano, sopratutto ho una predilezione per testate come il Messaggero che pare affidare i propri articoli a degli scappati di casa.
A dicembre 2025 Il Messaggero titolava sicuro: “Ucraina, perché la Russia non potrà mai conquistare il Donetsk? Ecco la fortezza difensiva di Kiev” (la celebre cintura Kostianivka-Druzhkivka-Kramatorsk-Sloviansk).
Sette mesi dopo, la mappa ISW, un think tank facente capo alla famiglia Kagan (di cui fa parte anche la Nuland esponenti neocon USA) considerato favorevole alle posizioni ucraine, nelle proprie analisi del 13 luglio 2026 mostra la realtà: Kostianivka è di fatto caduta, le forze russe si sono avvicinate premono da nord, est e sud sulle altre città della “fortezza” e continuano ad avanzare con costanza.
Questo divario non è un semplice errore di previsione.
È un esempio di wishful thinking cronico che ha caratterizzato gran parte della narrazione occidentale su questa guerra.
Si continua a ragionare come se il fronte fosse statico o come se bastasse dichiarare una linea “imprendibile” per renderla tale.
Una certa propaganda antirussa (e buona parte dei media mainstream) continua a ragionare come se questa fosse una guerra lampo del 1941 o una partita di Risiko: linee continue, avanzate fulminee, “cinture difensive” magiche che tengono per sempre.
Non hanno capito, o piu correttamente fanno finta di non capire, che si tratta di una guerra di attrito ad alta intensità, lenta, logorante, fatta di piccoli guadagni tattici cumulativi, dove chi ha superiorità industriale, demografica e di artiglieria alla lunga erode le linee avversarie.
Ogni volta che una “linea rossa” o una “fortezza decisiva” cade, parte il copione: “non è importante”, “era già previsto”, “la vera linea è la prossima”. Poi si passa alla successiva.
Nel frattempo il fronte si muove, metro dopo metro, mese dopo mese.
L’errore non è di analisi militare è ideologico: ammettere che la Russia sta avanzando a un ritmo sostenibile e che l’Ucraina sta pagando un prezzo enorme significherebbe mettere in discussione l’intera narrazione “vinceremo facilmente, basta ancora armi”.
Quindi si preferisce negare l’evidenza o spostare continuamente l’asticella
Il wishful thinking consiste esattamente nel proiettare i propri desideri (una rapida vittoria ucraina grazie alle armi occidentali e alla superiorità morale) sulla realtà dei fatti, ignorando o minimizzando sistematicamente:
• I ritmi di avanzata russa, lenti ma cumulativi
• Le perdite ucraine in uomini e territorio
• La difficoltà di Kiev nel mobilitare e armare nuove unità
• Il progressivo logoramento delle migliori brigate ucraine.
È una narrazione ideologica che deve mantenere viva l’idea che “la Russia sta collassando” o che “basta un altro pacchetto di aiuti” per ribaltare tutto.
Ammettere che Mosca sta erodendo le difese ucraine in Donetsk significherebbe riconoscere che la strategia adottata finora ha limiti strutturali evidenti.
La propaganda può ritardare la presa di coscienza pubblica, può produrre titoli ottimisti e mappe colorate di speranza.
Ma non può fermare l’avanzata sul campo né ricostruire le posizioni perse.
La realtà militare del 2026 sta smentendo con regolarità le certezze del dicembre 2025. Ignorarla non la fa scomparire.
Il Maresciallo
A dicembre 2025 Il Messaggero titolava sicuro: “Ucraina, perché la Russia non potrà mai conquistare il Donetsk? Ecco la fortezza difensiva di Kiev” (la celebre cintura Kostianivka-Druzhkivka-Kramatorsk-Sloviansk).
Sette mesi dopo, la mappa ISW, un think tank facente capo alla famiglia Kagan (di cui fa parte anche la Nuland esponenti neocon USA) considerato favorevole alle posizioni ucraine, nelle proprie analisi del 13 luglio 2026 mostra la realtà: Kostianivka è di fatto caduta, le forze russe si sono avvicinate premono da nord, est e sud sulle altre città della “fortezza” e continuano ad avanzare con costanza.
Questo divario non è un semplice errore di previsione.
È un esempio di wishful thinking cronico che ha caratterizzato gran parte della narrazione occidentale su questa guerra.
Si continua a ragionare come se il fronte fosse statico o come se bastasse dichiarare una linea “imprendibile” per renderla tale.
Una certa propaganda antirussa (e buona parte dei media mainstream) continua a ragionare come se questa fosse una guerra lampo del 1941 o una partita di Risiko: linee continue, avanzate fulminee, “cinture difensive” magiche che tengono per sempre.
Non hanno capito, o piu correttamente fanno finta di non capire, che si tratta di una guerra di attrito ad alta intensità, lenta, logorante, fatta di piccoli guadagni tattici cumulativi, dove chi ha superiorità industriale, demografica e di artiglieria alla lunga erode le linee avversarie.
Ogni volta che una “linea rossa” o una “fortezza decisiva” cade, parte il copione: “non è importante”, “era già previsto”, “la vera linea è la prossima”. Poi si passa alla successiva.
Nel frattempo il fronte si muove, metro dopo metro, mese dopo mese.
L’errore non è di analisi militare è ideologico: ammettere che la Russia sta avanzando a un ritmo sostenibile e che l’Ucraina sta pagando un prezzo enorme significherebbe mettere in discussione l’intera narrazione “vinceremo facilmente, basta ancora armi”.
Quindi si preferisce negare l’evidenza o spostare continuamente l’asticella
Il wishful thinking consiste esattamente nel proiettare i propri desideri (una rapida vittoria ucraina grazie alle armi occidentali e alla superiorità morale) sulla realtà dei fatti, ignorando o minimizzando sistematicamente:
• I ritmi di avanzata russa, lenti ma cumulativi
• Le perdite ucraine in uomini e territorio
• La difficoltà di Kiev nel mobilitare e armare nuove unità
• Il progressivo logoramento delle migliori brigate ucraine.
È una narrazione ideologica che deve mantenere viva l’idea che “la Russia sta collassando” o che “basta un altro pacchetto di aiuti” per ribaltare tutto.
Ammettere che Mosca sta erodendo le difese ucraine in Donetsk significherebbe riconoscere che la strategia adottata finora ha limiti strutturali evidenti.
La propaganda può ritardare la presa di coscienza pubblica, può produrre titoli ottimisti e mappe colorate di speranza.
Ma non può fermare l’avanzata sul campo né ricostruire le posizioni perse.
La realtà militare del 2026 sta smentendo con regolarità le certezze del dicembre 2025. Ignorarla non la fa scomparire.
Il Maresciallo
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Insomma un Vannacciano ha picchiato una risorsa che rompeva il cazzo ai passanti e bloccava la strada... Generale lo stai proprio a cerca il mio voto eh? Ancora no ma la strada è buona.
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La all star Africa comunemente nota come nazionale francese è fuori dal mondiale. Non grande gioia certo, ma c'è una postilla su chi ha vinto interessante di cui forse ho già parlato. La Spagna schiera infatti Yamal, un ragazzo marocchino di grande talento considerato il giocatore di più alto valore economico al mondo. Cresciuto in Spagna, scuola calcio Barcellona é di certo da considerarsi calcisticamente spagnolo... Ma c'è un ma. 'sto ragazzo di fatto è certificato sostenitore della nazionale Marocchina, non mancano video in cui esulta e festeggia indossando la maglia del Marocco per vittorie contro la Spagna. Avendo esordito in liga a 15 anni non è difficile capire come sia finito nella nazionale spagnola, le ovvie pressioni ricevute dalla federazione spagnola e probabilmente dal club sono qualcosa di cui nemmeno discutere. Mentre certa gente ci spiega che le nazionali miste sono più forti, io dico si avete ragione, ma perché non pensiamo mai alle nazionali che sono più scarse perché depredate dei migliori talenti? Io Marocco in questo caso ma praticamente la nazionale francese è un roster in stile nba in cui la Francia schiera i migliori giocatori africani che probabilmente schierati nella loro vera nazionale avrebbero portato gioia e successi sportivi. Immaginate Messi, Haaland, Rodri ecc...tutti tifosi della nazionale italiana e di origine italiana che però giocano per altre nazionali più ricche mentre noi nemmeno superiamo le qualificazioni. Non ve roderebbe il culo?
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Negri che sgozzano in metro, negri che tentano di decapitare gente per strada, uno negri e arabi che picchiano gente a caso per strada : Daniele la cosa più violenta che ha visto è stato un atterramento seguito da 2 buffetti. Odiano i bianchi e sono pericolosi, tirano l'acqua al loro odio e vogliono distruggerci.
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Non riesco a smettere di pensare al post precedente. Che vita devi avere? Che rabbia in corpo devi sentire? Che bullismo devi aver subito? Quanti bianchi ti hanno superato nella vita e nell'amore per sentire questi sentimenti di odio, rabbia e razzismo puro verso i tuoi connazionali al punto di chiudere completamente gli occhi verso ciò che accade realmente? Ma ci rendiamo conto della pericolosità sociale e razziale che questa gente rappresenta?
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Mi aggancio al post del Duca
Questo Daniele Viotti vede un italiano che reagisce con violenza (magari eccessiva?) a uno straniero che disturba e minaccia per strada e lo definisce “una delle cose più violente che abbia mai visto”, arrivando a dire che chi non lo condanna ha “problemi con la civiltà prima ancora che con la democrazia”.
Questo per me è uno stupro osceno e ipocrita del termine “civiltà”.
La civiltà non è il buonismo suicida che finge di non vedere migliaia di aggressioni, stupri, accoltellamenti e tentate decapitazioni da parte di immigrati (spesso nordafricani o subsahariani o islamici) ogni anno in Italia.
La civiltà non è voltarsi dall’altra parte di fronte a zone dove gli italiani hanno paura di camminare la sera, o giustificare sistematicamente il carnefice quando è straniero e la vittima è bianca.
La civiltà va anche difesa.
Con la forza quando necessario. Chi per decenni ha importato in massa persone culturalmente incompatibili, ha creato ghetti paralleli, ha minimizzato la criminalità immigrata e ora si straccia le vesti per un italiano esasperato che reagisce, non ha alcuna lezione di civiltà da dare.
La vera inciviltà è permettere che il proprio popolo venga sostituito, aggredito e umiliato nella propria terra, e poi usare la parola “civiltà” come clava contro chi osa ribellarsi. Viotti e quelli come lui non difendono la civiltà: ne stanno accelerando il suicidio.
La civiltà si difende anche con i pugni quando le istituzioni falliscono.
Altrimenti non è civiltà, è sottomissione.
Questo Daniele Viotti vede un italiano che reagisce con violenza (magari eccessiva?) a uno straniero che disturba e minaccia per strada e lo definisce “una delle cose più violente che abbia mai visto”, arrivando a dire che chi non lo condanna ha “problemi con la civiltà prima ancora che con la democrazia”.
Questo per me è uno stupro osceno e ipocrita del termine “civiltà”.
La civiltà non è il buonismo suicida che finge di non vedere migliaia di aggressioni, stupri, accoltellamenti e tentate decapitazioni da parte di immigrati (spesso nordafricani o subsahariani o islamici) ogni anno in Italia.
La civiltà non è voltarsi dall’altra parte di fronte a zone dove gli italiani hanno paura di camminare la sera, o giustificare sistematicamente il carnefice quando è straniero e la vittima è bianca.
La civiltà va anche difesa.
Con la forza quando necessario. Chi per decenni ha importato in massa persone culturalmente incompatibili, ha creato ghetti paralleli, ha minimizzato la criminalità immigrata e ora si straccia le vesti per un italiano esasperato che reagisce, non ha alcuna lezione di civiltà da dare.
La vera inciviltà è permettere che il proprio popolo venga sostituito, aggredito e umiliato nella propria terra, e poi usare la parola “civiltà” come clava contro chi osa ribellarsi. Viotti e quelli come lui non difendono la civiltà: ne stanno accelerando il suicidio.
La civiltà si difende anche con i pugni quando le istituzioni falliscono.
Altrimenti non è civiltà, è sottomissione.
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Attualmente sui social ci sono un paio di argomenti che vanno per la maggiore:
1) la petizione per chiedere la grazia per il gioielliere che ha ucciso 2 rapinatori e si è beccato più di 14 anni (alla sua età equivalgono al carcere a vita)
2) Adani sta sul cazzo a tutti e nessuno lo vuole per commentare la finale dei mondiali.
Proposta: Adani va in carcere e il gioielliere commenta la finale dei mondiali.
Il Maresciallo.
1) la petizione per chiedere la grazia per il gioielliere che ha ucciso 2 rapinatori e si è beccato più di 14 anni (alla sua età equivalgono al carcere a vita)
2) Adani sta sul cazzo a tutti e nessuno lo vuole per commentare la finale dei mondiali.
Proposta: Adani va in carcere e il gioielliere commenta la finale dei mondiali.
Il Maresciallo.
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Forwarded from Scure Sovranista
Alaa Faraj, scafista, colpevole della morte di 49 persone sulla tratta mediterranea fu condannato a 30 anni di carcere dalla Giustizia italiana. È uno dei graziati dal Presidente della Repubblica nel 2025.
Poi ci vengono a fare le lezioncine di Diritto sui social. Ma andassero tutti a fanculo va
Poi ci vengono a fare le lezioncine di Diritto sui social. Ma andassero tutti a fanculo va
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Comunque me rifarei una pagina Facebook solo per arricchirmi con le querele... La gente spara veramente troppo a cazzo, mi è passato sotto un post con 10k like in cui un effeminato dava dell'infame assassino a Vannacci... Sarebbero 10k facili per il generale chissà se querela o lascia correre?
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Circa 15 anni fa un mio amico uccise un rapinatore e ne ferì gravemente un altro.
Gioelliere con regolare porto d'armi per difesa personale (aveva subito rapine) di tanto in tanto trasportava gioielli con sé e in quei casi portava in auto una 44 a tamburo. Una sera va a prendere la merce e tornando in negozio un auto gli sbarra la strada e scendono 2 tizi che gli puntano l'arma e lo esortano a dargli tutto. Lui scende apre il portabagagli e consegna una valigetta mentre entrambi gli puntano l'arma in faccia. Presa la refurtiva uno cammina verso l'auto mentre l'altro mette via l'arma e continua a inveire camminando all'indietro invitando il gioielliere a non seguirli o avrebbero ucciso la sua famiglia, fece pure il nome della moglie.
In quel frangente si aprì un piccolo spiraglio,il mio amico con la 44 in ascellare estrasse e boom boom boom. Il primo colpo raggiunse lo zigomo del fenomeno più vicino, il suo cervello arrivò a imbrattare tutta la macchina dei rapinatori a circa 4mt di distanza. Gli altri 2 colpi, uno a vuoto si fermò sull'asfalto, l'altro mandò il rene di quello di spalle s far Compagni al cervello del complice.
I rapinatori, entrambi italiani, rimasero lì, uno morto e uno incapace di offendere, le loro armi risultarono entrambe col colpo in canna. Non fece grande clamore la notizia, se ne parlò in tutti i tg per un solo servizio. Il comunque il mio amico finì a processo e gli fu sequestrata l'arma, tuttavia gli fù concesso di acquistarne un'altra. A regalargli una nuova 44 è stato il fornitore da cui aveva appena preso la merce.
Ovviamente andò a processo e i familiari dei rapinatori chiesero risarcimento, specie del vivo colpito alle spalle ma il giudice stabili tutt'altro.
È stato prosciolto da ogni accusa poiché le minacce alla famiglia e le armi cariche lasciavano presupporre che quella situazione fosse di vita o di morte nonostante i rapinatori si stavano allontanando e che la condizione psicologica della vittima era quella di un uomo che voleva difendere la famiglia oltre che i beni.
Eppure sparò a un uomo in quel momento disarmato. Eppure sparò a un'altro alle spalle...eppure nessuno lo aveva legato o picchiato... Eppure lui non poteva sapere del colpo in canna. La domanda nasce spontanea : che fine hanno fatto i giudici di buon senso? Perché questo ne trovò 3...
Gioelliere con regolare porto d'armi per difesa personale (aveva subito rapine) di tanto in tanto trasportava gioielli con sé e in quei casi portava in auto una 44 a tamburo. Una sera va a prendere la merce e tornando in negozio un auto gli sbarra la strada e scendono 2 tizi che gli puntano l'arma e lo esortano a dargli tutto. Lui scende apre il portabagagli e consegna una valigetta mentre entrambi gli puntano l'arma in faccia. Presa la refurtiva uno cammina verso l'auto mentre l'altro mette via l'arma e continua a inveire camminando all'indietro invitando il gioielliere a non seguirli o avrebbero ucciso la sua famiglia, fece pure il nome della moglie.
In quel frangente si aprì un piccolo spiraglio,il mio amico con la 44 in ascellare estrasse e boom boom boom. Il primo colpo raggiunse lo zigomo del fenomeno più vicino, il suo cervello arrivò a imbrattare tutta la macchina dei rapinatori a circa 4mt di distanza. Gli altri 2 colpi, uno a vuoto si fermò sull'asfalto, l'altro mandò il rene di quello di spalle s far Compagni al cervello del complice.
I rapinatori, entrambi italiani, rimasero lì, uno morto e uno incapace di offendere, le loro armi risultarono entrambe col colpo in canna. Non fece grande clamore la notizia, se ne parlò in tutti i tg per un solo servizio. Il comunque il mio amico finì a processo e gli fu sequestrata l'arma, tuttavia gli fù concesso di acquistarne un'altra. A regalargli una nuova 44 è stato il fornitore da cui aveva appena preso la merce.
Ovviamente andò a processo e i familiari dei rapinatori chiesero risarcimento, specie del vivo colpito alle spalle ma il giudice stabili tutt'altro.
È stato prosciolto da ogni accusa poiché le minacce alla famiglia e le armi cariche lasciavano presupporre che quella situazione fosse di vita o di morte nonostante i rapinatori si stavano allontanando e che la condizione psicologica della vittima era quella di un uomo che voleva difendere la famiglia oltre che i beni.
Eppure sparò a un uomo in quel momento disarmato. Eppure sparò a un'altro alle spalle...eppure nessuno lo aveva legato o picchiato... Eppure lui non poteva sapere del colpo in canna. La domanda nasce spontanea : che fine hanno fatto i giudici di buon senso? Perché questo ne trovò 3...
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