IL DUCA
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Canale Ufficiale del sempre bannato Duca
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Continuo a parlare dell'argomento attacco alla "razza bianca" e aggiungendo un punto secondo me focale, come è partito e come fa a funzionare. La storia dell'uomo bianco, a differenza dell'Africano, è gita intorno a 2 perni : la moglie e i figli. In età immatura gira intorno invece ad un unico perno, la figa. Molti diranno "eh no Duca il mondo gira intorno ai soldi" a voi rispondo " se essere barboni desse più possibilità di scopare che essere milionari al mondo non esisterebbero le case" e non vi è possibilità di smentirmi.
Il cristianesimo, base vitale della nostra storia, insegnava reciproci valori che rendevano felice la vita matrimoniale se rispettati. Il senso era semplice, l'uomo provvede la donna si prende cura e questa roba funzionava, ma soprattutto erano le donne che la facevano funzionare. Ma mentre il maschio rimane coi paraocchi sul percorso, la donna è elemento più "debole" e facilmente manipolabile. Non è sessismo è semplice realtà, un padre di famiglia che deve portare a casa il pane non se mette a pensa alle cazzate, se concentra sul portare a casa il pane. La donna stessa che deve provvedere per qualsiasi ragione al pane dei figli non se mette a pensa alle cazzate, ma nella normalità non è quello il suo ruolo. Mentre in Africa un uomo ha 7 figli con 7 donne diverse che nemmeno sa come si chiamano e che a loro volta hanno altri 6 figli con 6 padri diversi che non sanno nemmeno dove abitano, noi bianchi funzionavamo diversamente. Come hanno indebolito la società Bianca? La prima cosa che hanno fatto è stato aggredire la figura femminile Inculcando alle donne stili di vita di cui non avevano bisogno per ottenere cose che già avevano. In secondo piano le donne più in vista e di certo con problemi diversi dall'arrivare a fine mese hanno iniziato a sollevare problemi che non c'erano per finire con donne nude che si lamentano di venir oggettificate. Praticamente prima dovevano pensare alla casa senza dover lavorare, adesso devono pensare alla casa e lavorare pure e parlano di traguardi sociali raggiunti... Poi ovviamente so tutte mezze esaurite, divorzi in aumento, figli rincoglioniti e una vita di antidepressivi e gatti che li attende. A chi danno la colpa? Al patriarcato ovviamente ma chissà come mai solo al patriarcato bianco, se sei arabo e picchi tua moglie ti accolgono a braccia aperte a Lampedusa. Gli uomini di conseguenza perdono i valori, iniziano a vedere che sul piatto le donne non mettono un cazzo e che dividerci la vita significa probabilmente dover rinunciare alla propria entro pochi anni perché la tua ex ti porterà via tutto e quindi sticazzi far figli, sticazzi sposarsi e viva la decrescita demografica e la sostituzione etnica è alle porte.
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Ad ogni cazzo di mondiale od olimpiade degli ultimi anni tocca sentire i soliti deliri da sinistri ignoranti e ideologizzati, che usano lo sport, il calcio in questo caso perché ci sono i mondiali , per spingere un’agenda politica fallimentare.
Innanzitutto, l’assunto di Ulivieri è sbagliato di partenza. Quei 292 calciatori su 1.248 (23,4%) che giocano per una nazionale diversa da quella di nascita non sono nati nel Paese per cui giocano.
Quindi lo ius soli non c’entra assolutamente nulla con loro: non sono figli di cittadini di una nazione nati in quella nazione, ma atleti che hanno seguito le leggi vigenti in tema di immigrazione, naturalizzazione e tesseramento FIFA. Molti di loro rappresentano Paesi in cui sono cresciuti o hanno legami familiari, senza bisogno di regalare la cittadinanza per diritto di suolo.

Dire che “il calcio riflette una società multiculturale” e quindi dobbiamo fare ius soli (magari “mediato” sportivo o scolastico) è un tipico trucco retorico: confondere presenza di immigrati con necessità di cambiare le regole della cittadinanza.

Solo perché in una nazionale ci sono giocatori neri o islamici non significa che regalare la cittadinanza a chi nasce sul territorio sia cosa buona e giusta. È esattamente il contrario di integrazione: è sostituzione demografica soft.

Fatti che sbugiardano Ulivieri:
• Le tre semifinaliste europee del Mondiale 2026 non vengono da Paesi con ius soli puro.
• L’Argentina ha lo ius soli, ma guarda caso la sua nazionale è storicamente priva di quella “diversità” africana o islamica che tanto piace celebrare.
• Tra le nazionali ai Mondiali, solo quelle sudamericane e nordamericane hanno lo ius soli, per ragioni storiche legate a Paesi “vergini” da popolare nel XIX secolo. Non è un modello esportabile in Europa senza conseguenze.

Questo Mondiale dimostra proprio l’inutilità dello ius soli per avere una nazionale competitiva.

Funzionano molto meglio:
• Selezione basata su merito e legame reale con il Paese.
• Immigrazione regolare, selezionata e regolata, non automatica per nascita.

I ragazzi cresciuti in Italia da genitori stranieri non sono automaticamente “parte della comunità nazionale” solo perché giocano a pallone.

La nazionalità non è un premio di consolazione per integrazione mancata. Serve assimilazione culturale, non cambio delle regole per far quadrare l’ideologia.

L’Italia ha già una normativa ragionevole (ius sanguinis con possibilità di naturalizzazione dopo anni di residenza legale). Cambiarla per inseguire la retorica multiculturalista di Ulivieri sarebbe un errore grave, come dimostrato da tanti Paesi europei che stanno facendo marcia indietro su queste politiche fallimentari.

Il calcio è uno sport, non uno strumento per ingegneria sociale di sinistra.

Il Maresciallo
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Fuck ICE, i confini non esistono, i migranti sono più civili degli autoctoni.. Te riempi la testa de merda e poi arriva lei :la realtà.
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Ogni tanto vado a ripescare qualche vecchio articolo, per vedere come si sono evolute le puttanate che scrivevano, sopratutto ho una predilezione per testate come il Messaggero che pare affidare i propri articoli a degli scappati di casa.

A dicembre 2025 Il Messaggero titolava sicuro: “Ucraina, perché la Russia non potrà mai conquistare il Donetsk? Ecco la fortezza difensiva di Kiev” (la celebre cintura Kostianivka-Druzhkivka-Kramatorsk-Sloviansk).

Sette mesi dopo, la mappa ISW, un think tank facente capo alla famiglia Kagan (di cui fa parte anche la Nuland esponenti neocon USA) considerato favorevole alle posizioni ucraine, nelle proprie analisi del 13 luglio 2026 mostra la realtà: Kostianivka è di fatto caduta, le forze russe si sono avvicinate premono da nord, est e sud sulle altre città della “fortezza” e continuano ad avanzare con costanza.

Questo divario non è un semplice errore di previsione.

È un esempio di wishful thinking cronico che ha caratterizzato gran parte della narrazione occidentale su questa guerra.

Si continua a ragionare come se il fronte fosse statico o come se bastasse dichiarare una linea “imprendibile” per renderla tale.

Una certa propaganda antirussa (e buona parte dei media mainstream) continua a ragionare come se questa fosse una guerra lampo del 1941 o una partita di Risiko: linee continue, avanzate fulminee, “cinture difensive” magiche che tengono per sempre.

Non hanno capito, o piu correttamente fanno finta di non capire, che si tratta di una guerra di attrito ad alta intensità, lenta, logorante, fatta di piccoli guadagni tattici cumulativi, dove chi ha superiorità industriale, demografica e di artiglieria alla lunga erode le linee avversarie.

Ogni volta che una “linea rossa” o una “fortezza decisiva” cade, parte il copione: “non è importante”, “era già previsto”, “la vera linea è la prossima”. Poi si passa alla successiva.

Nel frattempo il fronte si muove, metro dopo metro, mese dopo mese.

L’errore non è di analisi militare è ideologico: ammettere che la Russia sta avanzando a un ritmo sostenibile e che l’Ucraina sta pagando un prezzo enorme significherebbe mettere in discussione l’intera narrazione “vinceremo facilmente, basta ancora armi”.

Quindi si preferisce negare l’evidenza o spostare continuamente l’asticella

Il wishful thinking consiste esattamente nel proiettare i propri desideri (una rapida vittoria ucraina grazie alle armi occidentali e alla superiorità morale) sulla realtà dei fatti, ignorando o minimizzando sistematicamente:
• I ritmi di avanzata russa, lenti ma cumulativi
• Le perdite ucraine in uomini e territorio
• La difficoltà di Kiev nel mobilitare e armare nuove unità
• Il progressivo logoramento delle migliori brigate ucraine.

È una narrazione ideologica che deve mantenere viva l’idea che “la Russia sta collassando” o che “basta un altro pacchetto di aiuti” per ribaltare tutto.

Ammettere che Mosca sta erodendo le difese ucraine in Donetsk significherebbe riconoscere che la strategia adottata finora ha limiti strutturali evidenti.

La propaganda può ritardare la presa di coscienza pubblica, può produrre titoli ottimisti e mappe colorate di speranza.

Ma non può fermare l’avanzata sul campo né ricostruire le posizioni perse.

La realtà militare del 2026 sta smentendo con regolarità le certezze del dicembre 2025. Ignorarla non la fa scomparire.

Il Maresciallo
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Insomma un Vannacciano ha picchiato una risorsa che rompeva il cazzo ai passanti e bloccava la strada... Generale lo stai proprio a cerca il mio voto eh? Ancora no ma la strada è buona.
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Io voglio lui, dice ciò che pensa, le sue squadre mozzicano, corrono e menano, non vuole squadre di finocchi, prendi una botta stai zitto e la restituisci!
Altro che il progressista Guardiola, che personalmente detesto a livello di persona.
Il Maresciallo.
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La all star Africa comunemente nota come nazionale francese è fuori dal mondiale. Non grande gioia certo, ma c'è una postilla su chi ha vinto interessante di cui forse ho già parlato. La Spagna schiera infatti Yamal, un ragazzo marocchino di grande talento considerato il giocatore di più alto valore economico al mondo. Cresciuto in Spagna, scuola calcio Barcellona é di certo da considerarsi calcisticamente spagnolo... Ma c'è un ma. 'sto ragazzo di fatto è certificato sostenitore della nazionale Marocchina, non mancano video in cui esulta e festeggia indossando la maglia del Marocco per vittorie contro la Spagna. Avendo esordito in liga a 15 anni non è difficile capire come sia finito nella nazionale spagnola, le ovvie pressioni ricevute dalla federazione spagnola e probabilmente dal club sono qualcosa di cui nemmeno discutere. Mentre certa gente ci spiega che le nazionali miste sono più forti, io dico si avete ragione, ma perché non pensiamo mai alle nazionali che sono più scarse perché depredate dei migliori talenti? Io Marocco in questo caso ma praticamente la nazionale francese è un roster in stile nba in cui la Francia schiera i migliori giocatori africani che probabilmente schierati nella loro vera nazionale avrebbero portato gioia e successi sportivi. Immaginate Messi, Haaland, Rodri ecc...tutti tifosi della nazionale italiana e di origine italiana che però giocano per altre nazionali più ricche mentre noi nemmeno superiamo le qualificazioni. Non ve roderebbe il culo?
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Ecco questo articolo tutto sommato dice la verità,solo se perde un pezzo. Pure il freddo allarga le disuguaglianze perché non è che i poveri se scaldano col bue e l'asinello... Ma si sa non è la logica il forte dei giornalisti
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Negri che sgozzano in metro, negri che tentano di decapitare gente per strada, uno negri e arabi che picchiano gente a caso per strada : Daniele la cosa più violenta che ha visto è stato un atterramento seguito da 2 buffetti. Odiano i bianchi e sono pericolosi, tirano l'acqua al loro odio e vogliono distruggerci.
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Non riesco a smettere di pensare al post precedente. Che vita devi avere? Che rabbia in corpo devi sentire? Che bullismo devi aver subito? Quanti bianchi ti hanno superato nella vita e nell'amore per sentire questi sentimenti di odio, rabbia e razzismo puro verso i tuoi connazionali al punto di chiudere completamente gli occhi verso ciò che accade realmente? Ma ci rendiamo conto della pericolosità sociale e razziale che questa gente rappresenta?
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Mi aggancio al post del Duca

Questo Daniele Viotti vede un italiano che reagisce con violenza (magari eccessiva?) a uno straniero che disturba e minaccia per strada e lo definisce “una delle cose più violente che abbia mai visto”, arrivando a dire che chi non lo condanna ha “problemi con la civiltà prima ancora che con la democrazia”.

Questo per me è uno stupro osceno e ipocrita del termine “civiltà”.

La civiltà non è il buonismo suicida che finge di non vedere migliaia di aggressioni, stupri, accoltellamenti e tentate decapitazioni da parte di immigrati (spesso nordafricani o subsahariani o islamici) ogni anno in Italia.

La civiltà non è voltarsi dall’altra parte di fronte a zone dove gli italiani hanno paura di camminare la sera, o giustificare sistematicamente il carnefice quando è straniero e la vittima è bianca.

La civiltà va anche difesa.
Con la forza quando necessario. Chi per decenni ha importato in massa persone culturalmente incompatibili, ha creato ghetti paralleli, ha minimizzato la criminalità immigrata e ora si straccia le vesti per un italiano esasperato che reagisce, non ha alcuna lezione di civiltà da dare.

La vera inciviltà è permettere che il proprio popolo venga sostituito, aggredito e umiliato nella propria terra, e poi usare la parola “civiltà” come clava contro chi osa ribellarsi. Viotti e quelli come lui non difendono la civiltà: ne stanno accelerando il suicidio.

La civiltà si difende anche con i pugni quando le istituzioni falliscono.
Altrimenti non è civiltà, è sottomissione.
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Spiegata semplice.
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Famo un meme insieme. Volevo fare tipo 2 colonne in cui metto il visto sui paradossi degli antifascisti e le loro assonanze col dux, date suggerimenti che lo famo carino.
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