Nonostante le evidenze continuano imperterriti a portare avanti una menzogna, distorcendo la realtà.
L’esercito ucraino sta lentamente cedendo, stanno cadendo le città fortificate di Lyman, Kupiansk e Kostantianovka, i russi hanno portato le loro artiglierie a tiro di Kramatorsk, gli ucraini usano i droni per attaccare Mosca invece che la logistica russa.
I media occidentali enfatizzano e si masturbano sugli attacchi a Mosca e San Pietroburgo che poco incidono sul fronte, anzi, fomentano la rabbia dei russi che bombardano Kiev ed il resto dell’Ucraina, ovviamente lanciando pale perché sempre secondo i nostri media i russi hanno finito i missili 4 anni fa. L’Ucraina se non fosse per i nostri soldi, se non fosse che la logistica e la produzione di guerra è gestita nei paesi confinanti sarebbe finita da anni.
Il Maresciallo.
L’esercito ucraino sta lentamente cedendo, stanno cadendo le città fortificate di Lyman, Kupiansk e Kostantianovka, i russi hanno portato le loro artiglierie a tiro di Kramatorsk, gli ucraini usano i droni per attaccare Mosca invece che la logistica russa.
I media occidentali enfatizzano e si masturbano sugli attacchi a Mosca e San Pietroburgo che poco incidono sul fronte, anzi, fomentano la rabbia dei russi che bombardano Kiev ed il resto dell’Ucraina, ovviamente lanciando pale perché sempre secondo i nostri media i russi hanno finito i missili 4 anni fa. L’Ucraina se non fosse per i nostri soldi, se non fosse che la logistica e la produzione di guerra è gestita nei paesi confinanti sarebbe finita da anni.
Il Maresciallo.
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Tra quelli bravi e buoni volano gli stracci.
Alla premiazione del premio strega uno dei tanti premi in cui questa gente se la canta se la suona un certo Michele Mari, scrittore tra i favoriti per la vittoria se ne esce con queste belle paroline sulla Murgia: “Violenta perché brutta: come tutte le insoddisfatte”.
Ora Mari rischia l’esclusione.
Il Maresciallo
Alla premiazione del premio strega uno dei tanti premi in cui questa gente se la canta se la suona un certo Michele Mari, scrittore tra i favoriti per la vittoria se ne esce con queste belle paroline sulla Murgia: “Violenta perché brutta: come tutte le insoddisfatte”.
Ora Mari rischia l’esclusione.
Il Maresciallo
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Ma che bella notizia, che titolo sobrio e rassicurante:
«Due aggressioni con coltello nel centro cittadino».
Quasi quasi sembra che sia stato il coltello a impazzire da solo, tipo possessione demoniaca.
Peccato che l’origine dell’aggressore, cittadino marocchino con precedenti, compaia solo nel corpo dell’articolo, ben nascosto dopo il titolo.
Chissà perché, sarà un caso. Magari temevano che i lettori facessero collegamenti scorretti, tipo notare un pattern che non deve esistere.
Poi arriviamo al capolavoro giuridico italiano.
Tentata strage, no!
Tentato omicidio, no!
Lesioni gravi No!
Il marocchino è stato denunciato per «deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso».
Uno ti squarcia la faccia con un coltello (che si portava dietro in un borsello a tracolla, nonostante il divieto assoluto di girare armati) e il reato più grave che gli contestano è aver rovinato l’estetica della vittima.
Ah, che cazzo ve lo dico a fare, ovviamente non è stato arrestato.
Denunciato e basta. Perché in Italia mettere in galera uno che ha appena accoltellato due persone in pieno centro sarebbe un gesto autoritario, illiberale e sicuramente razzista.
Meglio il foglio di via obbligatorio dal Comune di Faenza per quattro anni. Quattro anni! Una punizione esemplare.
Peccato che Faenza abbia un’estensione ridicola e che il comune limitrofo sia a pochi chilometri.
Quindi domani può tranquillamente andare a Forlì, Lugo o Ravenna a farsi un altro giro di “deformazione dell’aspetto” con il suo fidato coltellino da borsello.
Riassumendo il messaggio subliminale dell’articolo:
“Tranquilli cittadini, la Polizia è intervenuta. L’aggressore è stato identificato, redarguito con severità burocratica e gentilmente invitato a spostare il suo coltello nella città accanto. Tornate pure a passeggiare, che tanto le ferite guariranno in sei giorni (salvo cicatrici permanenti, ma quelle sono solo “deformazione dell’aspetto”, roba da estetiste).”
Il Maresciallo
«Due aggressioni con coltello nel centro cittadino».
Quasi quasi sembra che sia stato il coltello a impazzire da solo, tipo possessione demoniaca.
Peccato che l’origine dell’aggressore, cittadino marocchino con precedenti, compaia solo nel corpo dell’articolo, ben nascosto dopo il titolo.
Chissà perché, sarà un caso. Magari temevano che i lettori facessero collegamenti scorretti, tipo notare un pattern che non deve esistere.
Poi arriviamo al capolavoro giuridico italiano.
Tentata strage, no!
Tentato omicidio, no!
Lesioni gravi No!
Il marocchino è stato denunciato per «deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso».
Uno ti squarcia la faccia con un coltello (che si portava dietro in un borsello a tracolla, nonostante il divieto assoluto di girare armati) e il reato più grave che gli contestano è aver rovinato l’estetica della vittima.
Ah, che cazzo ve lo dico a fare, ovviamente non è stato arrestato.
Denunciato e basta. Perché in Italia mettere in galera uno che ha appena accoltellato due persone in pieno centro sarebbe un gesto autoritario, illiberale e sicuramente razzista.
Meglio il foglio di via obbligatorio dal Comune di Faenza per quattro anni. Quattro anni! Una punizione esemplare.
Peccato che Faenza abbia un’estensione ridicola e che il comune limitrofo sia a pochi chilometri.
Quindi domani può tranquillamente andare a Forlì, Lugo o Ravenna a farsi un altro giro di “deformazione dell’aspetto” con il suo fidato coltellino da borsello.
Riassumendo il messaggio subliminale dell’articolo:
“Tranquilli cittadini, la Polizia è intervenuta. L’aggressore è stato identificato, redarguito con severità burocratica e gentilmente invitato a spostare il suo coltello nella città accanto. Tornate pure a passeggiare, che tanto le ferite guariranno in sei giorni (salvo cicatrici permanenti, ma quelle sono solo “deformazione dell’aspetto”, roba da estetiste).”
Il Maresciallo
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Sto guardando Svizzera-Canada e già al 3° minuto ero lì che mi chiedevo: «Ma che cazzo, qual è il Canada?»
Svizzera in rosso, Canada in bianco, Canada gioca in casa ma i tifosi sono quasi tutti in rosso… vabbè, so dettagli, uno si adatta.
Il vero colpo di genio arriva dopo: entrambe le squadre sembrano selezionate dallo stesso catalogo “Kalergi 2026”. Neri, mix etnici vari, qualcuno che sembra appena sceso da un aereo da Lagos, un altro da Riad, altri da Durazzo, non gliela fai a trovare uno e dire “oh, questo è di Toronto, questo di Zurigo”.
A quel punto ho dovuto controllare il tabellone tipo “ma chi cazzo è di casa qui?” perché onestamente tra maglie, pelle e facce mi sembrava più la partita del sabato sul campetto di cemento in periferia più che una partita tra nazioni.
Il maresciallo
Svizzera in rosso, Canada in bianco, Canada gioca in casa ma i tifosi sono quasi tutti in rosso… vabbè, so dettagli, uno si adatta.
Il vero colpo di genio arriva dopo: entrambe le squadre sembrano selezionate dallo stesso catalogo “Kalergi 2026”. Neri, mix etnici vari, qualcuno che sembra appena sceso da un aereo da Lagos, un altro da Riad, altri da Durazzo, non gliela fai a trovare uno e dire “oh, questo è di Toronto, questo di Zurigo”.
A quel punto ho dovuto controllare il tabellone tipo “ma chi cazzo è di casa qui?” perché onestamente tra maglie, pelle e facce mi sembrava più la partita del sabato sul campetto di cemento in periferia più che una partita tra nazioni.
Il maresciallo
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Allora ho fatto una prevacanza di 5 giorni in un bel villaggio turistico, almeno ho potuto liberare i bimbi (che se so portati pure l'amici) e rilassarmi. Non ho potuto non notare che molto del personale era composto da negri. Bagnini, qualche intrattenitore, sicurezza... Su 10 7 erano negri. Uno era pure responsabili di uno dei locali più gettonati all'interno del villaggio.
Avendo avuto l'opportunità di fare l'aperitivo col boss della struttura non ho potuto fare a meno di chiedere, pensando all'ovvia risposta "je do 2 lire" e invece stocazzo. Oltre ad un ottima conoscenza vivono nel villaggio, non vanno praticamente mai in malattia, non se lamentano del sole o degli orari e prendono 2500 al mese, certo fanno dalle 12 alle 16 ore al giorno e fuori orario comunque girano per il villaggio. Per il vitto gli danno 15 euro in buoni pasto che vengono accettati dentro al supermercato che sta nel villaggio e hanno un giorno libero a settimana, lavorano 4 5 mesi poi ciao. Voglio aggiungere un secondo dettaglio, parecchie delle operatrici e operatori nei bar, supermercato, ristoranti ecc... sono italiani e fanno li stessi orari ma non dormono li e prendono per questo qualcosina in più,quindi non è che senza negri fallisce. Detto ciò, a chi da mai fastidio questo tipo di immigrazione?
Avendo avuto l'opportunità di fare l'aperitivo col boss della struttura non ho potuto fare a meno di chiedere, pensando all'ovvia risposta "je do 2 lire" e invece stocazzo. Oltre ad un ottima conoscenza vivono nel villaggio, non vanno praticamente mai in malattia, non se lamentano del sole o degli orari e prendono 2500 al mese, certo fanno dalle 12 alle 16 ore al giorno e fuori orario comunque girano per il villaggio. Per il vitto gli danno 15 euro in buoni pasto che vengono accettati dentro al supermercato che sta nel villaggio e hanno un giorno libero a settimana, lavorano 4 5 mesi poi ciao. Voglio aggiungere un secondo dettaglio, parecchie delle operatrici e operatori nei bar, supermercato, ristoranti ecc... sono italiani e fanno li stessi orari ma non dormono li e prendono per questo qualcosina in più,quindi non è che senza negri fallisce. Detto ciò, a chi da mai fastidio questo tipo di immigrazione?
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Cazzeggiando per il web mi imbatto in una serie italiana con Sergio/PadrePio/Castellitto, IN UTERO, e mi chiedo che roba sia…
Trama, e cito,:”In Utero racconta una clinica di fecondazione assistita e segue la storia di Ruggero, ginecologo fondatore della struttura, e di Angelo, giovane uomo trans, talentoso biologo”
La prima reazione è stata “chissà che immane minchiata sarà?”
Incuriosito vado a guardare che chi interpreta Angelo è una tizia nata donna che oggi c’ha la barba, somiglia un pò al portiere della Juve, e ha la fidanzata.
Premesso che non spreco nemmeno banda per piratare una roba del genere, anzi questa è roba che mi spinge a disdire un abbonamento, chiamare il servizio clienti e dirgli di infilarselo nel culo insieme alla serie!
Ma che cazzo è? Una clinica di fecondazione assistita con protagonista un “uomo trans” interpretato da una lesbica barbuta che sembra il portiere della Juve dopo una sbronza?
Ma che cazzo!
Hanno preso la realtà biologica, ci hanno cagato sopra e l’hanno chiamata “inclusività”.
Invece di raccontare storie vere di donne che soffrono per avere un figlio, dobbiamo sorbirci la favoletta del biologo con la passera e la barba finta.
Questa non è fiction, è indottrinamento da quattro soldi fatto da falliti creativi che non sanno scrivere una storia decente senza metterci dentro l’ennesimo trans, gay o minoranza del mese per farsi accarezzare il culo dai giornali di sinistra.
Se avessi l’abbonamento a quel canale avrei disdetto e mi auguro che questa merda faccia un flop storico. La televisione italiana è morta, e porcherie come questa ne sono la prova vivente.
Il Maresciallo
Trama, e cito,:”In Utero racconta una clinica di fecondazione assistita e segue la storia di Ruggero, ginecologo fondatore della struttura, e di Angelo, giovane uomo trans, talentoso biologo”
La prima reazione è stata “chissà che immane minchiata sarà?”
Incuriosito vado a guardare che chi interpreta Angelo è una tizia nata donna che oggi c’ha la barba, somiglia un pò al portiere della Juve, e ha la fidanzata.
Premesso che non spreco nemmeno banda per piratare una roba del genere, anzi questa è roba che mi spinge a disdire un abbonamento, chiamare il servizio clienti e dirgli di infilarselo nel culo insieme alla serie!
Ma che cazzo è? Una clinica di fecondazione assistita con protagonista un “uomo trans” interpretato da una lesbica barbuta che sembra il portiere della Juve dopo una sbronza?
Ma che cazzo!
Hanno preso la realtà biologica, ci hanno cagato sopra e l’hanno chiamata “inclusività”.
Invece di raccontare storie vere di donne che soffrono per avere un figlio, dobbiamo sorbirci la favoletta del biologo con la passera e la barba finta.
Questa non è fiction, è indottrinamento da quattro soldi fatto da falliti creativi che non sanno scrivere una storia decente senza metterci dentro l’ennesimo trans, gay o minoranza del mese per farsi accarezzare il culo dai giornali di sinistra.
Se avessi l’abbonamento a quel canale avrei disdetto e mi auguro che questa merda faccia un flop storico. La televisione italiana è morta, e porcherie come questa ne sono la prova vivente.
Il Maresciallo
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