Benvenuti sulla Flottiglia dei Selfie: non è una missione umanitaria, è un reality show in mezzo al Mediterraneo!
Per non farsi mancare nulla la Global Sumud Flotilla celebra l’arrivo del fenomeno Saverio Tommasi, direttamente da Fanpage, dimostrando senza timore di smentite di quale immane buffonata si tratti e lo stato pietoso in cui è ridotta la sinistra globalista mondiale.
Ah per chi non lo sapessi Saverio Tommasi è quello che si fa la doccia nudo con la figlia piccola che scivolando gli tira il cazzo e lui ci fa un post, e altre perle simili.
Mentre da una parte c’è qualche illuso, che non ha capito di essere preso per il culo e cerca di portare solidarietà a Gaza, dall’altra abbiamo i VIP progressisti 2.0 che trasformano tutto in contenuto Instagram: stories, pose, faccine entusiaste… perché la rivoluzione, ormai, si misura in like e cuoricini.
Saverio Tommasi annuncia la partenza con toni che farebbero invidia alla Ferragni di una volta:
“Si vola, ragazzi! Finalmente direzione Gaza, per provare ad accendere i riflettori”.
Nel frattempo, a bordo, c’è ancora qualche illuso che pensa di essere in missione umanitaria e invoca la “tolleranza zero per Tommasi” come fosse un virus da contenere. Non il sionismo, non i massacri, non il terrorismo, ma l’epidemia del progressista con la faccia sorridente.
E qui sta la verità: i VIP progressisti non salvano, occupano. Riempiono lo spazio lasciato vuoto dai movimenti radicali veri, sostituendo la lotta con l’entusiasmo sponsorizzato, la militanza con il merchandising, la rabbia con un hashtag.
Benvenuti nell’epoca in cui la Palestina diventa set fotografico, la solidarietà un format, e il dramma un contenuto da pubblicare alle 18:00 perché “rende di più in engagement”.
Il Maresciallo
Per non farsi mancare nulla la Global Sumud Flotilla celebra l’arrivo del fenomeno Saverio Tommasi, direttamente da Fanpage, dimostrando senza timore di smentite di quale immane buffonata si tratti e lo stato pietoso in cui è ridotta la sinistra globalista mondiale.
Ah per chi non lo sapessi Saverio Tommasi è quello che si fa la doccia nudo con la figlia piccola che scivolando gli tira il cazzo e lui ci fa un post, e altre perle simili.
Mentre da una parte c’è qualche illuso, che non ha capito di essere preso per il culo e cerca di portare solidarietà a Gaza, dall’altra abbiamo i VIP progressisti 2.0 che trasformano tutto in contenuto Instagram: stories, pose, faccine entusiaste… perché la rivoluzione, ormai, si misura in like e cuoricini.
Saverio Tommasi annuncia la partenza con toni che farebbero invidia alla Ferragni di una volta:
“Si vola, ragazzi! Finalmente direzione Gaza, per provare ad accendere i riflettori”.
Nel frattempo, a bordo, c’è ancora qualche illuso che pensa di essere in missione umanitaria e invoca la “tolleranza zero per Tommasi” come fosse un virus da contenere. Non il sionismo, non i massacri, non il terrorismo, ma l’epidemia del progressista con la faccia sorridente.
E qui sta la verità: i VIP progressisti non salvano, occupano. Riempiono lo spazio lasciato vuoto dai movimenti radicali veri, sostituendo la lotta con l’entusiasmo sponsorizzato, la militanza con il merchandising, la rabbia con un hashtag.
Benvenuti nell’epoca in cui la Palestina diventa set fotografico, la solidarietà un format, e il dramma un contenuto da pubblicare alle 18:00 perché “rende di più in engagement”.
Il Maresciallo
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Vabbè ve piace parliamone... Il Duca gomblottista Kirk ediscion
É il possibile che un civile riesca in un colpo del genere?
Negli USA? Beh si... Non è un colpo impossibile e sarei pronto a scommettere che ha mirato alla testa e fallito miseramentea quel calibro è devastante.
È vero che il foro di uscita presenta più danni visibili di quello di entrata? Si è verissimo, se durante il tragitto trova un ossicino sembra che è scoppiata una bomba.
È possibile sparare di spalle come dice Mazzucco? Si è pure semplice se hai un rifornimento militare, da anni si usano mini telecamere montate sulle armi per sparare dal coperto o dietro angoli ciechi, tuttavia nello specifico la fiammata di volata la vedeva pure un cieco.
Eh ma c'è il soppressorehhh!
Si ok c'è, funziona, ma voglio vederti tirar fuori un arma col soppressore montato in mezzo a una folla senza farti notare.
Quindi?
Quindi parliamo per ora di semplice balistica... Se lo vuoi morto non gli spari con una pistola a più di 5 mt questo è certo.
Se gli spari con una pistola di spalle un singolo colpa alla gola tanti complimenti, un professionista con quel tipo di arma minimo tirerebbe 3 colpi.
Quindi la riassumo così : essendo che ci sono pochi video ci si attacca un po' a quello che si vede per fare dietrologie, la realtà sarà difficile da capire tuttavia sebbene la teoria del fori di uscita è corretta, è anche lecito guardare i fatti, ovvero Kirk si metteva seduto su un palco da solo, è praticamente scontato che qualunque organizzazione lo volesse morto avrebbe usato un cecchino e non un infiltrato a distanza ravvicinata.
É il possibile che un civile riesca in un colpo del genere?
Negli USA? Beh si... Non è un colpo impossibile e sarei pronto a scommettere che ha mirato alla testa e fallito miseramentea quel calibro è devastante.
È vero che il foro di uscita presenta più danni visibili di quello di entrata? Si è verissimo, se durante il tragitto trova un ossicino sembra che è scoppiata una bomba.
È possibile sparare di spalle come dice Mazzucco? Si è pure semplice se hai un rifornimento militare, da anni si usano mini telecamere montate sulle armi per sparare dal coperto o dietro angoli ciechi, tuttavia nello specifico la fiammata di volata la vedeva pure un cieco.
Eh ma c'è il soppressorehhh!
Si ok c'è, funziona, ma voglio vederti tirar fuori un arma col soppressore montato in mezzo a una folla senza farti notare.
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Quindi parliamo per ora di semplice balistica... Se lo vuoi morto non gli spari con una pistola a più di 5 mt questo è certo.
Se gli spari con una pistola di spalle un singolo colpa alla gola tanti complimenti, un professionista con quel tipo di arma minimo tirerebbe 3 colpi.
Quindi la riassumo così : essendo che ci sono pochi video ci si attacca un po' a quello che si vede per fare dietrologie, la realtà sarà difficile da capire tuttavia sebbene la teoria del fori di uscita è corretta, è anche lecito guardare i fatti, ovvero Kirk si metteva seduto su un palco da solo, è praticamente scontato che qualunque organizzazione lo volesse morto avrebbe usato un cecchino e non un infiltrato a distanza ravvicinata.
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Allora, molti si incazzeranno, ma io ammetto che l'iniziativa mi piace anche se ci sono troppi personaggi che schifo, ma a prescindere credo l'intelligenza sia apprezzare le cose indipendentemente da chi le fa. L'iniziativa punta ancor più le telecamere sui giudei e su quello che fanno, quindi ben venga. Ma una domanda sorge spontanea : a nuoto sareste già arrivati, quindi che cazzo state a fa?
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Chicco pubblica questo post, in soli 5 minuti lo riempono di insulti, il post sparisce. KIMMEL non è stato licenziato per una battuta ma per lo share, dicono, ma pure fosse per la battuta va ricordato che era una fake news, affermava che l'assassinio di Kirk era un maga. Ma chicco non eri contro le fake news?
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Trump parla dei rischi del paracetamolo in gravidanza legati a l'autismo e viene attaccato e deriso da tutti i giornali, perché il giornalista si fida della scienza. Ma a dirlo per primo non è Trump, sono gli studi, le statistiche e sopratutto la stessa casa farmaceutica che lo produce ne sconsiglia l'uso in gravidanza. Hanno confuso la scienza con l'ingerire qualsiasi cosa sia in vendita come se le prescrizione fossero un ostacolo alla salute e non il contrario.
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Le parole di Donald Trump sul conflitto in Ucraina vanno lette non solo come un’analisi geopolitica, ma come la presa d’atto di un calcolo freddamente economico e strategico. Trump ha capito che con Mosca non ha leve contrattuali: la Russia, pur logorata, resta intoccabile sul piano militare e impossibile da piegare con le sole sanzioni. Dunque, l’ex presidente americano si sfila. Non rinuncia a dichiarazioni roboanti sull’eroismo ucraino e sulla possibilità di “riconquistare l’intera Ucraina”, ma la sostanza è chiara: la partita vera non la giocheranno gli Stati Uniti, bensì gli europei.
Il messaggio implicito è semplice: tocca a voi, cari coglionazzo europei, continuare a pagare la guerra. Trump utilizza come scusa che Mosca, dopo tre anni e mezzo di conflitto, non ha vinto una guerra che secondo lui avrebbe dovuto concludersi in una settimana. Una presunta debolezza che lui stesso sfrutta retoricamente per descrivere la Russia come una “tigre di carta”. Ma questa non è un’apertura al negoziato: è un modo per dire che l’America non intende spendere ulteriori energie per un fronte che non la riguarda direttamente.
Così, mentre a Bruxelles e a Berlino si insiste sul sostegno “illimitato” a Kyiv, Trump prepara il terreno a un pragmatismo spietato: armi sì, ma pagate da altri. Gli Stati Uniti continueranno a vendere armamenti, ma il conto sarà a carico dell’Europa. Un’Europa retta da un branco di mentecatti che non ha capito quando è il momento di fermarsi e si trova oggi con il cerino in mano: senza un piano di uscita, senza una strategia autonoma, e con una dipendenza crescente dall’industria bellica americana.
Trump non è un pacifista improvvisato. È un uomo d’affari: se la guerra va avanti, meglio che sia un affare europeo, con Washington nel ruolo del fornitore che incassa. Lui può permettersi di dire che l’Ucraina “sarà in grado di riprendersi il suo Paese”, senza dover spiegare chi pagherà il prezzo reale di questa folle impresa. Quel prezzo, ormai, lo pagano gli europei, tra recessione, inflazione e la prospettiva di un conflitto congelato per anni e gli ucraini col loro sangue!
In fondo, Trump manda un messaggio inequivocabile: l’America non ha più interesse a fare il poliziotto del mondo. Gli europei, che non hanno avuto il coraggio di fermarsi quando era ancora possibile trattare, ora dovranno reggere il peso di una guerra che non hanno i mezzi per vincere e da cui gli Stati Uniti possono invece trarre profitto, senza sporcarsi le mani.
Il Maresciallo
Il messaggio implicito è semplice: tocca a voi, cari coglionazzo europei, continuare a pagare la guerra. Trump utilizza come scusa che Mosca, dopo tre anni e mezzo di conflitto, non ha vinto una guerra che secondo lui avrebbe dovuto concludersi in una settimana. Una presunta debolezza che lui stesso sfrutta retoricamente per descrivere la Russia come una “tigre di carta”. Ma questa non è un’apertura al negoziato: è un modo per dire che l’America non intende spendere ulteriori energie per un fronte che non la riguarda direttamente.
Così, mentre a Bruxelles e a Berlino si insiste sul sostegno “illimitato” a Kyiv, Trump prepara il terreno a un pragmatismo spietato: armi sì, ma pagate da altri. Gli Stati Uniti continueranno a vendere armamenti, ma il conto sarà a carico dell’Europa. Un’Europa retta da un branco di mentecatti che non ha capito quando è il momento di fermarsi e si trova oggi con il cerino in mano: senza un piano di uscita, senza una strategia autonoma, e con una dipendenza crescente dall’industria bellica americana.
Trump non è un pacifista improvvisato. È un uomo d’affari: se la guerra va avanti, meglio che sia un affare europeo, con Washington nel ruolo del fornitore che incassa. Lui può permettersi di dire che l’Ucraina “sarà in grado di riprendersi il suo Paese”, senza dover spiegare chi pagherà il prezzo reale di questa folle impresa. Quel prezzo, ormai, lo pagano gli europei, tra recessione, inflazione e la prospettiva di un conflitto congelato per anni e gli ucraini col loro sangue!
In fondo, Trump manda un messaggio inequivocabile: l’America non ha più interesse a fare il poliziotto del mondo. Gli europei, che non hanno avuto il coraggio di fermarsi quando era ancora possibile trattare, ora dovranno reggere il peso di una guerra che non hanno i mezzi per vincere e da cui gli Stati Uniti possono invece trarre profitto, senza sporcarsi le mani.
Il Maresciallo
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Nel corso della vostra vista quante volte, alla notizia di un lutto, avete chiesto "com'è morto?" e vi hanno risposto "di caldo"
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Molte
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Zero ma scritto in lettere
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Ma quelli che stanno rispondendo "molte" hanno amici che avevano la residenza ad Auschwitz?
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