I conti tornano
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Il podcast di Luisa Croci
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Prendo spunto da un post apparso su Linkedin quest'estate a cusa di Domenico Galloppa, che apprezzo molto ( pur non conoscendolo personalmente) per tutte le idee che espone e che corrispondono quasi totalmente alle mie. Nel post a cui faccio riferimento Domenico osserva che la maggior parte delle aziende che hanno un fatturato compreso tra i 500.000 e i 2.000.000 di euro (In Italia sono moltissime) avrebbero bisogno di un grande aiuto a livello di consapevolezza in ambito di analisi di bilancio, costruzione di budget, flussi di cassa, margine di contribuzione..... E' esattamente il mio pensiero, e considerando che provengo dall'esperienza di imprenditore di una PMI che cercava invece si aggiornarsi su tuttti questi temi, credo che sia unagrande verità.
Il concetto che intendo sottolineare è che la consapevolezza su questi aspetti è fondamentale, e ritengo sia quasi un dovere cercare di aiutare gli imprenditori in un campo in cui non sono esperti, perchè gli aspetti che normalmente li occupano maggiormente sono le vendite e la produzione. La mancanza di consapevolezza può generare gravi danni.
Oggi ho visto un post interessante su Linkedin che riporta un articolo apparso tempo fa su Mysolution. Il concetto (che condivido completamente) è che ormai ogni azienda dovrebbe considerarsi alla stregua di una start up, nel senso che non dovrebbe mai considerarsi "arrivata" ma costantemente riflettere sul proprio futuro, e quindi tornare a produrre business plan, che andranno costantemente monitorati e aggiornati.
Stamattina appena sveglia ho dato un'occhiata al cellulare (avendo una figlia in vacanza all'estero controllo se per caso mi ha inviato in messaggio) e ho trovato invece un messaggio della TIM, che mi informava gentilmente del fatto che, avendo io acquistato recentemente un nuovo telefono, era stata attivata sul mio numero una fantastica promozione: 25 GB alla velocità 4G per 30 giorni GRATIS!!!! Piccolo inconveniente: se non la disattivo entro i 30 giorni, il servizio diventa a pagamento, si trasforma (come la carrozza di Cenerentola) in 1 GB al costo di 5 euro al mese! Secondo me è un'operazione commerciale molto scorretta e mi chiedo quale altro tipo di azienda potrebbe comportarsi così con i propri clienti! Ho inviato subito un reclamo a TIM, e voglio divulgare la notizia ai miei contatti in rete. So che non è una novità, ma più certe pratiche scorrette diventano pubbliche più forse c'è la possibiltà che gli operatori telefonici smettano di applicarle!
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In un recente podcast Paolo Pugni ha citato un aforisma di Giuseppe Pontiggia, preso dal libro "Sabbie immobili", che mi ha colpito. L'aforisma è questo: "Lo dica pure con parole mie", e Paolo lo ha ben commentato, facendo riferimento ai processi di vendita, in cui il venditore si dovrebbe immedesimare nel suo cliente, nei suoi bisogni, più che concentrarsi nel decantare le virtù dei prodotti che vuole vendere.
A pensarci bene, questo vale per tanti altri ambiti, di vita e di lavoro; parlando in particolare della consulenza o del "temporary management" questo atteggiamento è tanto più importante, in quanto il "cliente" a volte non conosce bene l'argomento oggetto dell'incarico (altrimenti avrebbe forse fatto a meno del contratto con il consulente), ed è segno di onestà intellettuale per il consulente parlare il linguaggio del suo cliente, in modo che questi capisca che cosa gli si sta offrendo e in che cosa questo servizio potrà essergli utile e permettergli di guadagnare di più o di evitare sprechi
Sempre prendendo spunto da un post pubblicato su LinkedIn, ho pubblicato un articolo sul processo di delega, se vi interessa lo trovate qui :https://www.linkedin.com/pulse/il-processo-di-delega-luisa-croci/
A proposito di conti.....devo contare gli anni di matrimonio che oggi io e mio marito festeggiamo: sono 34!!! Avrò fatto i conti giusti? Mi pare di sì!👍
Prendendo spunto dal post pubblicato oggi da Emilio Ferrini su LinkedIn (come produrre di più con meno sprechi grazie all’ERP e a una buona pianficazione), rimando all’ascolto di due podcast che saranno pubblicati a breve su Spreaker e su questo stesso canale Telegram, ma vorrei approfondire il concetto di “buona pianificazione”.
Vorrei cioè riportare l’esperienza che ho vissuto nella mia azienda, dove per anni abbiamo cercato di inserire un ERP (cosa che è stata fatta, a fatica ma ce l’abbiamo fatta) e anche un software di pianificazione, sia inglobato nell’ERP che esterno, con dei collegamenti nei punti essenziali.
Devo dire che su questo punto, dopo anni di sforzi, abbiamo rinunciato all’idea. Non che non avessimo una sorta di controllo della produzione, che comprendeva anche una pianificazione ed un sistema per prevedere (e rispettare) la data di consegna di ogni singola commessa, ma non era quello che io mi aspettavo, cioè il sogno di cui parla Ferrini.
Può darsi che nessuno all’interno della nostra azienda si sia davvero impegnato per raggiungere questo risultato, può darsi che i nostri fornitori di software non fossero molto ferrati sull’argomento, o meglio sull’argomento nel nostro specifico settore, fatto sta che abbiamo dovuto ricorrere ad un accrocchio costruito su un file excel, dove ovviamente i dati erano ridondanti rispetto all’ERP e pericolosamente esposti ad errori.
Secondo me il problema nella nostra azienda era generato in particolare da questi fattori:
• Noi producevamo su commessa
• Il numero delle commesse si avvicinava a 4.000/anno
• La nostra produzione era di packaging, essenzialmente etichette sia adesive, che acqua e colla, che sleeves, che iml, il che prevedeva spesso dei cambi di tecnologia sulla stessa macchina di produzione
• Avevamo dei tempi standard per le varie operazioni, ma stampando su plastica molto spesso, senza alcuna prevedibilità, il supporto di stampa poteva creare problemi in fase di produzione, facendo saltare la pianificazione giornaliera anche in modo significativo
• Molto spesso i clienti chiedevano variazioni nella data di consegna; se erano posticipi non ci creavano grossi problemi, ma gli anticipi sì: ad alcuni clienti non si poteva rifiutare la collaborazione richiesta, ma ciò ovviamente scardinava la pianificazione e rischiava di mandare in ritardo altre commesse
• Spesso i clienti erano presenti all’avviamento della produzione, per approvare i risultati grafici e cromatici, e in questi casi il tempo previsto per l’avviamento stampa non veniva mai rispettato, perché il cliente rallentava di molto il processo, chiedendo spesso dei piccoli cambiamenti nelle sfumature di colore o altro
• Inoltre il concetto di distinta base di ogni articolo, che avrebbe dovuto essere “il vangelo” per la produzione, nel nostro caso quasi sempre era un problema, perché per noi articolo era la singola etichetta, che però poteva essere stampata insieme ad altre (anche 30 o più) sullo stesso foglio, ma poi la composizione di quel foglio poteva cambiare in una commessa successiva, in base al mix di ordini che arrivavano
Forse la nostra ricerca di un ERP adatta al nostro specifico settore non è stata abbastanza approfondita, ma anche sentendo altre aziende del settore, nessuno pareva avere una pianificazione inserita nell’ERP.
Cosa che comunque io non avrei smesso di cercare, avendone avuto la possibilità.
Il flusso di lavoro che illustra Emilio Ferrini è ottimale, quando ne sento parlare mi si illuminano gli occhi, e credo fermamente che un software che tenga sotto controllo tutti i processi aziendali sia eccezionale e possa dare dei dati utilissimi al controllo di gestione, che deve a sua volta lavorare insieme a ufficio tecnico e vendite per ottenere i migliori risultati possibili.
Sono comunque molto curiosa e appassionata in materia, e mi piacerebbe continuare a parlarne con altri su questi canali social, e anche mettere a disposizione la mia esperienza a che potesse averne bisogno.
per contattare Luisa usare @LuisaCr