THERE IS NO WAR IN ISRAEL BA SING SE
π1
simple political test: if someone likes korra more than ATLA means that they're brainwashed by american propaganda
bourgeois fiction when representing class struggle in the feudalist era:
- well done representation of monarch/nobles exploiting the poor
- well done representation of the poor's situation
- critique of the overall power dynamics in the society, even of the status quo's brutality
- violence for protecting yourself from the exploiters is right
- (mostly) good ending morals where the monarchy is defeated
- rights given by blood are heavily critized
- (if done good) good allegories with today's situation (like in ATLA)
bourgeois fiction when (if) representing class struggle in capitalist society:
- from "let's ignore the poor", to "but the poor enjoy being poor"/fetishization of poorness as a virtue, to outright "poor people deserve their exploitation and being poor"
- "the status quo is ALWAYS right, it's just your silly ideas that are too much extremist"
- "see?!?!??? this strawman that i just created of communism and/or anarchy JUST PROVE IT."
- abhorrent exaltation of the american system as inherently always right (e. g. republiKKK city in the legend of KKKorra)
- problems in the system solved by some reforms that solve the problem just partially, or just forgetting that the problem exists (KKKorra forgetting that non-benders are exploited and poor)
- police being good, if there are any problems then it's just a "few rotten apples"
- total absolution of the status quo's brutality, sometimes even seen as necessary
- violence is not good if done for protecting oneself from the exploiter because "viowence bad :ccc" (and completely ignores the previous point)
- well done representation of monarch/nobles exploiting the poor
- well done representation of the poor's situation
- critique of the overall power dynamics in the society, even of the status quo's brutality
- violence for protecting yourself from the exploiters is right
- (mostly) good ending morals where the monarchy is defeated
- rights given by blood are heavily critized
- (if done good) good allegories with today's situation (like in ATLA)
bourgeois fiction when (if) representing class struggle in capitalist society:
- from "let's ignore the poor", to "but the poor enjoy being poor"/fetishization of poorness as a virtue, to outright "poor people deserve their exploitation and being poor"
- "the status quo is ALWAYS right, it's just your silly ideas that are too much extremist"
- "see?!?!??? this strawman that i just created of communism and/or anarchy JUST PROVE IT."
- abhorrent exaltation of the american system as inherently always right (e. g. republiKKK city in the legend of KKKorra)
- problems in the system solved by some reforms that solve the problem just partially, or just forgetting that the problem exists (KKKorra forgetting that non-benders are exploited and poor)
- police being good, if there are any problems then it's just a "few rotten apples"
- total absolution of the status quo's brutality, sometimes even seen as necessary
- violence is not good if done for protecting oneself from the exploiter because "viowence bad :ccc" (and completely ignores the previous point)
cat /dev/hexy 2>&1 >/dev/null
bourgeois fiction when representing class struggle in the feudalist era: - well done representation of monarch/nobles exploiting the poor - well done representation of the poor's situation - critique of the overall power dynamics in the society, even of theβ¦
and this is why we won't have any good ATLA sequel until the revolution comes
Forwarded from LON - I Memes di Benjamin (ΡΠΌΡ§nuΡlΡ ε¨δΉζ§ βοΈ)
rhizomatic_memer being based as always
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my friend be doing some extreme modding
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ζ―ζ³½δΈδΈ»εΈηε
θΎδ»»ε€©ε 3DS ηΊ’ε€ͺι³εη©Ίη π₯π₯π₯π«‘
Forwarded from Anticapitalist Surrealism π©π¦Ύπ» (Francesco Tankready)
Zionists have an absolute right to the land that they were expelled from 2000 years ago, but Palestinians don't have any right to the land they were ethnically cleansed from 75 years ago.
Make it make sense.
Make it make sense.
tonight you won't get any idkposting, just my thoughts about the universe and everything
Parto con il presupposto che non credo nel soprannaturale (dopo spiego meglio), ma hai fatto un ragionamento bellissimo.
Come hai descritto tu, spesso mi capita di fermarmi, di guardare quello che ho davanti in quell'istante, di sentire il mio corpo (battito, temperatura), sento i rumori intorno a me, in quel momento so di essere vivo. In quello stesso istante allora mi domando cosa significhi essere vivo, di fatto siamo un ammasso di atomi, che a loro volta formano cellule, che a loro volta formano tessuti, e così via. Di fatto siamo dei mortali, siamo nati e moriremo, e solo nell'arco di tempo fra questi due avvenimenti siamo coscienti. Per il resto, gli atomi che compongono il nostro cervello, prima erano sparsi nell'ambiente e a sua volta lo diverrano di nuovo. Allora mi viene da pensare su cosa sia la coscienza (conscioussness), che di fatto non è altro che un flusso ininterrotto della nostra attività cerebrale, sin da quando siamo nati, dunque un fenomeno persistente nel tempo che finisce appena viene interrotto (con la morte). Di fatto siamo delle macchine biologiche estremamente complesse che derivano da 4 miliardi di anni di evoluzione, da LUCA (il last universal common ancestor di tutta la vita sul pianeta). Anche come si è generata la vita, tramite il caso, e da come si sono generate le condizioni per la vita, un caso ancora meno probabile di quanto la nostra misera mente in confronto al resto dell'universo possa visualizzare. Allora a questo punto mi viene da chiedermi quante probabilità ci fossero di nascere in confronto a tutta la vastità dell'universo, al che è difficile rispondere. Da una parte ciò che siamo deriva dal nostro ambiente (cibo e altro) che entrano in noi, la cui conseguenza sarebbe quindi che prima eravamo gli atomi che componevano quel cibo. Però non è una risposta esattamente corretta, in quanto il nostro corpo è comunque un flusso, un ente composto da altri enti molto più piccoli che collaborano fra di loro e che a loro volta muoiono e vengono rimpiazzati nel tempo, che non cambiano la nostra identità né la nostra coscienza ma che confermano il fatto che cambiamo e diventiamo materialmente diversi man mano che cresciamo (questo è un bell'esempio del paradosso della nave di Teseo). Se ci vogliamo concentrare sul "flusso" in sé, questo ha inizio con il concepimento, da cui però si può risalire a due altri esseri viventi, e altri quattro esseri viventi, e così via, finendo così per rendermi conto che di fatto siamo un flusso ininterrotto dai primi sistemi biochimici che per puro caso potevano autoreplicarsi, nel fondo del mare miliardi di anni fa. Questo è estremamente affascinante, ma non spiega comunque perché esistiamo. Viviamo su una roccia che si è formata da una nebulosa di elementi, attorno a una stella fra le miliardi di miliardi di miliardi di stelle esistenti, ad una distanza giusta per permettere la vita. Gli elementi di questa nebulosa vengono da altre stelle che tramite fusione nucleare sono finite per creare tutti gli elementi. Queste stelle vengono da atomi di idrogeno (che sono ancora la maggioranza degli atomi nell'universo), che a loro volta si sono formati nei primi stadi dopo il big bang (letteralmente 20 minuti dopo). Infine arriviamo al big bang in sé, che nessuno sa perché esista. Sappiamo che chiederci "cosa c'era prima" non ha molto senso (lo spaziotempo era ripiegato su sé stesso quindi non c'era un prima), però di fatto non abbiamo nessun'altra intuizione su cosa possa ""averlo causato"", non abbiamo neanche una teoria del tutto (che unifichi la meccanica quantistica con la relatività ) che vada a spiegare con certezza molte cose che non sono chiare neanche adesso. Tipo com'era l'universo nella planck epoch, oppure cos'abbia causato la materia a prevalere sull'antimateria, o cosa siano l'energia oscura (teorizzata per spiegare il motivo dell'espansione dell'universo) e la materia oscura (teorizzata per spiegare come facciano le galassie a tenersi insieme con così poca massa).
Come hai descritto tu, spesso mi capita di fermarmi, di guardare quello che ho davanti in quell'istante, di sentire il mio corpo (battito, temperatura), sento i rumori intorno a me, in quel momento so di essere vivo. In quello stesso istante allora mi domando cosa significhi essere vivo, di fatto siamo un ammasso di atomi, che a loro volta formano cellule, che a loro volta formano tessuti, e così via. Di fatto siamo dei mortali, siamo nati e moriremo, e solo nell'arco di tempo fra questi due avvenimenti siamo coscienti. Per il resto, gli atomi che compongono il nostro cervello, prima erano sparsi nell'ambiente e a sua volta lo diverrano di nuovo. Allora mi viene da pensare su cosa sia la coscienza (conscioussness), che di fatto non è altro che un flusso ininterrotto della nostra attività cerebrale, sin da quando siamo nati, dunque un fenomeno persistente nel tempo che finisce appena viene interrotto (con la morte). Di fatto siamo delle macchine biologiche estremamente complesse che derivano da 4 miliardi di anni di evoluzione, da LUCA (il last universal common ancestor di tutta la vita sul pianeta). Anche come si è generata la vita, tramite il caso, e da come si sono generate le condizioni per la vita, un caso ancora meno probabile di quanto la nostra misera mente in confronto al resto dell'universo possa visualizzare. Allora a questo punto mi viene da chiedermi quante probabilità ci fossero di nascere in confronto a tutta la vastità dell'universo, al che è difficile rispondere. Da una parte ciò che siamo deriva dal nostro ambiente (cibo e altro) che entrano in noi, la cui conseguenza sarebbe quindi che prima eravamo gli atomi che componevano quel cibo. Però non è una risposta esattamente corretta, in quanto il nostro corpo è comunque un flusso, un ente composto da altri enti molto più piccoli che collaborano fra di loro e che a loro volta muoiono e vengono rimpiazzati nel tempo, che non cambiano la nostra identità né la nostra coscienza ma che confermano il fatto che cambiamo e diventiamo materialmente diversi man mano che cresciamo (questo è un bell'esempio del paradosso della nave di Teseo). Se ci vogliamo concentrare sul "flusso" in sé, questo ha inizio con il concepimento, da cui però si può risalire a due altri esseri viventi, e altri quattro esseri viventi, e così via, finendo così per rendermi conto che di fatto siamo un flusso ininterrotto dai primi sistemi biochimici che per puro caso potevano autoreplicarsi, nel fondo del mare miliardi di anni fa. Questo è estremamente affascinante, ma non spiega comunque perché esistiamo. Viviamo su una roccia che si è formata da una nebulosa di elementi, attorno a una stella fra le miliardi di miliardi di miliardi di stelle esistenti, ad una distanza giusta per permettere la vita. Gli elementi di questa nebulosa vengono da altre stelle che tramite fusione nucleare sono finite per creare tutti gli elementi. Queste stelle vengono da atomi di idrogeno (che sono ancora la maggioranza degli atomi nell'universo), che a loro volta si sono formati nei primi stadi dopo il big bang (letteralmente 20 minuti dopo). Infine arriviamo al big bang in sé, che nessuno sa perché esista. Sappiamo che chiederci "cosa c'era prima" non ha molto senso (lo spaziotempo era ripiegato su sé stesso quindi non c'era un prima), però di fatto non abbiamo nessun'altra intuizione su cosa possa ""averlo causato"", non abbiamo neanche una teoria del tutto (che unifichi la meccanica quantistica con la relatività ) che vada a spiegare con certezza molte cose che non sono chiare neanche adesso. Tipo com'era l'universo nella planck epoch, oppure cos'abbia causato la materia a prevalere sull'antimateria, o cosa siano l'energia oscura (teorizzata per spiegare il motivo dell'espansione dell'universo) e la materia oscura (teorizzata per spiegare come facciano le galassie a tenersi insieme con così poca massa).
Questo dimostra quanto la nostra conoscenza sia limitata dai nostri limiti materiali, lasciando quindi molte domande ancora in sospeso. PerΓ² tutto ciΓ² non risponde a cosa sia l'esistenza, ma il fatto Γ¨ che: penso che la scienza non lo potrΓ mai spiegare. Queste domande, questi sentimenti che hai descritto perfettamente nel video, sono gli stessi sentimenti che le varie religioni nei vari millenni hanno usato per tentare di spiegare la realtΓ . Il problema di ciΓ² Γ¨ che, di fatto, nessuna di queste ha mai avuto idea di come funzionasse la realtΓ , se non tramite speculazioni ed intuizioni, che a volte si sono rivelate corrette e a volte (spesso) no. Questo significa che Γ¨ sbagliato credere (religione o superstizione che sia)? Di per sΓ©, no, ognuno puΓ² fare ciΓ² che vuole con la sua vita (chiarisco dopo). PerΓ², allo stesso tempo penso che bisogna capire che ognuna di queste cose Γ¨ un frutto culturale, ogni religione Γ¨ stata creata da una certa cultura, Γ¨ esistita per un certo periodo ed eventualmente Γ¨ morta, non Γ¨ mai esistito una religione "oggettiva". Dunque, pensare che una cosa tanto antropocentrica e dipendente dalla cultura, senza alcuna radice di oggettivitΓ , possa estendersi a tutto l'universo l'ho sempre trovata (personalmente) molto bizzarra e pretenziosa. La superstizione Γ¨ ancora peggio in un certo senso, perchΓ© finchΓ© la religione tratta di cose metafisiche, che dunque la scienza puΓ² spiegare perchΓ© non Γ¨ il suo campo, sta comunque rispondendo al nostro bisogno innato di avere una risposta al sentimento che hai posto nel video. La superstizione invece (per la maggior parte delle volte) tratta di cose materiali e falsificabili (fortuna, sfortuna, ecc), che nei fatti si dimostrano false (se l'oroscopo dice che sarai fortunato nel campo dell'amore perchΓ© sei Scorpione Γ¨ facile fare uno studio statistico su ciΓ² per vedere se Γ¨ vero, spoiler: non lo Γ¨), quindi ha ancora meno senso da seguire, dato che Γ¨ una cosa materialmente falsa.
Ma quindi, qual Γ¨ il vero senso dell'universo? La risposta Γ¨ che non c'Γ¨, l'universo semplicemente Γ¨, Γ¨ ciΓ² che ti trovi di fronte appena ti rendi conto di esistere. Puoi tentare di capirlo e analizzarlo, ma di fatto a dargli un senso sei tu stesso. Il che credo sia la cosa migliore in assoluto, quella di avere la libertΓ di decidere quale sia il proprio scopo nella vita e quello di essere vivi
Ma quindi, qual Γ¨ il vero senso dell'universo? La risposta Γ¨ che non c'Γ¨, l'universo semplicemente Γ¨, Γ¨ ciΓ² che ti trovi di fronte appena ti rendi conto di esistere. Puoi tentare di capirlo e analizzarlo, ma di fatto a dargli un senso sei tu stesso. Il che credo sia la cosa migliore in assoluto, quella di avere la libertΓ di decidere quale sia il proprio scopo nella vita e quello di essere vivi
(context: i made it as a comment on a video which talked about a feeling that i have often, the one when i realize that i live, that i am alive and of the grandiosity of the universe. so i just wrote a part of the stream of thoughts that i usually have when that happens)