Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🎉72👍27❤4😱1💩1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
🤩56👍16😁7❤4👎1🔥1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇮🇱🇮🇷 La dashcam cattura il momento in cui un missile iraniano colpisce Tel Aviv, Israele.
🎉58👍14❤5🤩3
⚡️🇮🇱🇮🇷 Fumo sopra Teheran orientale e nord-orientale a causa di attacchi aerei israeliani.
💩38🤬22👎2🔥1
🇺🇸🇮🇷🇸🇦⚡️ - Secondo il Wall Street Journal, diversi membri del servizio statunitense sono stati feriti e diversi aerei di rifornimento statunitensi sono stati danneggiati oggi dopo un attacco missilistico iraniano alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita.
🎉78👍16🤩9
⚡️🇺🇸🇮🇷🇸🇦 Segnalazioni non verificate affermano che un F-16 statunitense ha effettuato un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita dopo essere stato colpito sopra l'Iran.
🎉74👍13🤩5
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇺🇸🇮🇷⚡️ — Il presidente Trump sull'Iran:
Ad un certo punto, ce ne andremo.
Penso che vedrete un'ascesa rapida, perché non avremo più quella nube oscura che pendeva sulle nostre teste come prima, che era un paese iraniano malato e dotato di armi nucleari.
Ad un certo punto, ce ne andremo.
Penso che vedrete un'ascesa rapida, perché non avremo più quella nube oscura che pendeva sulle nostre teste come prima, che era un paese iraniano malato e dotato di armi nucleari.
💩103😁13👎4❤1🔥1
🇩🇪— La Germania sta considerando di riavviare le centrali elettriche a carbone inattive a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia.
🇯🇵— Il Giappone permetterà alle vecchie centrali a carbone di funzionare a piena capacità per 1 anno a partire da aprile 2026.
-- Timori di carenze energetiche a causa del conflitto in Medio Oriente.
🇯🇵— Il Giappone permetterà alle vecchie centrali a carbone di funzionare a piena capacità per 1 anno a partire da aprile 2026.
-- Timori di carenze energetiche a causa del conflitto in Medio Oriente.
😁69❤9👍6💩2😱1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇺🇸🇮🇷🇮🇱⚡️ - Attacchi aerei statunitensi/israeliani in corso a Teheran, in Iran.
💩79🤬8👎3🔥2❤1
Bloomberg: 🔈
Dall'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, Teheran ha probabilmente ricevuto centinaia di milioni di dollari di entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio, poiché è diventata l'unico esportatore importante in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz.
-----
Il volume delle esportazioni di petrolio dell'Iran ha raggiunto più di un milione e mezzo di barili al giorno, con il livello degli sconti significativamente ridotto a circa 2-3 dollari al barile. In altre parole, l'Iran sta vendendo più petrolio e lo sta facendo a un prezzo vicino ai tassi del mercato globale; questo porta direttamente a un aumento delle entrate petrolifere.
Dall'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, Teheran ha probabilmente ricevuto centinaia di milioni di dollari di entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio, poiché è diventata l'unico esportatore importante in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz.
-----
Il volume delle esportazioni di petrolio dell'Iran ha raggiunto più di un milione e mezzo di barili al giorno, con il livello degli sconti significativamente ridotto a circa 2-3 dollari al barile. In altre parole, l'Iran sta vendendo più petrolio e lo sta facendo a un prezzo vicino ai tassi del mercato globale; questo porta direttamente a un aumento delle entrate petrolifere.
🎉65👍11❤4😁1
Forwarded from Pino Cabras
𝗡𝗢𝗡 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗠𝗘 𝗖𝗛𝗔𝗡𝗚𝗘: 𝗗𝗜𝗦𝗧𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘. 𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔 𝗔𝗟𝗟’𝗜𝗥𝗔𝗡 𝗘̀’ 𝗨𝗡 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗢𝗦 𝗚𝗟𝗢𝗕𝗔𝗟𝗘
Andate al terzo capitolo del report “Quale via per la Persia? Opzioni per una nuova strategia americana verso l’Iran” e leggerete queste righe:
«Una insurrezione è spesso più facile da fomentare e da sostenere dall’estero… Fomentare un’insurrezione, notoriamente, richiede un impegno economico poco oneroso… sostenere di nascosto l’insurrezione consentirebbe agli Stati Uniti di poter negare in modo plausibile di averlo fatto, riducendo i contraccolpi sul piano diplomatico e politico… a differenza di quanto avverrebbe se gli Stati uniti si adoperassero per organizzare un’azione militare diretta… Dopo che il governo sarà per alcune volte finito sotto scacco, ci sarà anche il pretesto per agire.»
Firmato Brookings Institution (think tank senza fini di lucro con base a Washington), data 2009.
In nessun momento la coalizione Epstein, nel suo attacco all’Iran, si è posta un qualche obiettivo reale di “regime change”. Magari alcuni degli attori coinvolti hanno recitato questo ruolo, fossero consapevoli oppure no. Un modo per creare consenso presso certe figure influenti in giro per il mondo consisteva nell’attirarle con la promessa di un esito politico ordinato: togli gli Ayatollah e metti lo Scià.
Ma bastava guardare a tutte le guerre degli ultimi decenni nel cosiddetto Medio Oriente allargato, dalla Libia all’Afghanistan, per notare che non era questo l’obiettivo. I perturbatori occidentali e del Sionismo Reale non hanno mai puntato all’ordine, ma al caos. Consistente in una corona di stati falliti, non in grado di rimettersi in piedi, da ritagliare poi con nuovi confini, feudi, signorie della guerra deboli e manovrabili, tributarie di una nuova Signoria, la Grande Israele che si rivela appieno con un profilo messianico predatorio senza più troppe maschere (come di fatto esplicitato dall’agente del Caos attuale, Bibi il Genocida). Un nuovo sistema che pasteggia sui cadaveri dei vecchi Stati e si erge a Superpotenza mondiale in simbiosi con i tecnofeudatari di un nuovo potere totalitario e predatorio basato negli Stati Uniti, proiettato a una guerra mondiale per le risorse.
È chiaro che il resto del mondo non ci sta. In primis la civiltà dell’Iran non ci sta. E oppone sapienza, forza, metodo, al punto da porsi come un baluardo, una dimostrazione concreta di resistenza. In condizioni normali sarebbero già da considerare i potenziali vincitori. Ma il punto drammatico è che non siamo affatto in condizioni normali. Perché?
Perché l’Impero del Caos è fermamente orientato a distruggere un’intera civiltà. L’attacco alle acciaierie del decimo produttore mondiale di acciaio, qual è l’Iran – che aveva superato recentemente l’Italia per numero di auto prodotte – svela un intento di annichilimento da guerra totale. Trump, che parla di negoziati in corso mentre bombarda le basi industriali di un paese, emerge come una figura orrendamente tragica. Sappiamo che non ci sono negoziati, ma se ci fossero sarebbe una dimostrazione riconfermata di barbarie assoluta. Siccome i negoziati non ci sono, l’unico scopo è evocarli per far guadagnare in borsa qualcuno a lui vicino.
La barbarie, beh, quella, resta comunque, così come resta – a questo punto – l’inevitabilità dell’escalation e la distruzione del Golfo Persico.
Siccome la posta in gioco sale, gli iniziatori di questa guerra sono disposti a tutto, compreso, se gli servirà, un evento sulla scala dell’11 settembre 2001 o peggio, con un attacco sotto falsa bandiera volto a torcere il braccio all’Europa, silenziare gli elettori americani traditi da Trump e furiosi con lui, per trascinarci tutti nel disastro, dove si bruciano i debiti, i crediti, i libri contabili di un sistema ansioso di resettarsi.
Su una scala di questa dimensione non è poi possibile fare le previsioni sugli scenari ulteriori.
Occorrerebbero voci autorevoli. Ma il primo viaggio all’estero di papa Prevost è a Montecarlo. Se il mondo è un casino, potrà benedire un casinò.
Andate al terzo capitolo del report “Quale via per la Persia? Opzioni per una nuova strategia americana verso l’Iran” e leggerete queste righe:
«Una insurrezione è spesso più facile da fomentare e da sostenere dall’estero… Fomentare un’insurrezione, notoriamente, richiede un impegno economico poco oneroso… sostenere di nascosto l’insurrezione consentirebbe agli Stati Uniti di poter negare in modo plausibile di averlo fatto, riducendo i contraccolpi sul piano diplomatico e politico… a differenza di quanto avverrebbe se gli Stati uniti si adoperassero per organizzare un’azione militare diretta… Dopo che il governo sarà per alcune volte finito sotto scacco, ci sarà anche il pretesto per agire.»
Firmato Brookings Institution (think tank senza fini di lucro con base a Washington), data 2009.
In nessun momento la coalizione Epstein, nel suo attacco all’Iran, si è posta un qualche obiettivo reale di “regime change”. Magari alcuni degli attori coinvolti hanno recitato questo ruolo, fossero consapevoli oppure no. Un modo per creare consenso presso certe figure influenti in giro per il mondo consisteva nell’attirarle con la promessa di un esito politico ordinato: togli gli Ayatollah e metti lo Scià.
Ma bastava guardare a tutte le guerre degli ultimi decenni nel cosiddetto Medio Oriente allargato, dalla Libia all’Afghanistan, per notare che non era questo l’obiettivo. I perturbatori occidentali e del Sionismo Reale non hanno mai puntato all’ordine, ma al caos. Consistente in una corona di stati falliti, non in grado di rimettersi in piedi, da ritagliare poi con nuovi confini, feudi, signorie della guerra deboli e manovrabili, tributarie di una nuova Signoria, la Grande Israele che si rivela appieno con un profilo messianico predatorio senza più troppe maschere (come di fatto esplicitato dall’agente del Caos attuale, Bibi il Genocida). Un nuovo sistema che pasteggia sui cadaveri dei vecchi Stati e si erge a Superpotenza mondiale in simbiosi con i tecnofeudatari di un nuovo potere totalitario e predatorio basato negli Stati Uniti, proiettato a una guerra mondiale per le risorse.
È chiaro che il resto del mondo non ci sta. In primis la civiltà dell’Iran non ci sta. E oppone sapienza, forza, metodo, al punto da porsi come un baluardo, una dimostrazione concreta di resistenza. In condizioni normali sarebbero già da considerare i potenziali vincitori. Ma il punto drammatico è che non siamo affatto in condizioni normali. Perché?
Perché l’Impero del Caos è fermamente orientato a distruggere un’intera civiltà. L’attacco alle acciaierie del decimo produttore mondiale di acciaio, qual è l’Iran – che aveva superato recentemente l’Italia per numero di auto prodotte – svela un intento di annichilimento da guerra totale. Trump, che parla di negoziati in corso mentre bombarda le basi industriali di un paese, emerge come una figura orrendamente tragica. Sappiamo che non ci sono negoziati, ma se ci fossero sarebbe una dimostrazione riconfermata di barbarie assoluta. Siccome i negoziati non ci sono, l’unico scopo è evocarli per far guadagnare in borsa qualcuno a lui vicino.
La barbarie, beh, quella, resta comunque, così come resta – a questo punto – l’inevitabilità dell’escalation e la distruzione del Golfo Persico.
Siccome la posta in gioco sale, gli iniziatori di questa guerra sono disposti a tutto, compreso, se gli servirà, un evento sulla scala dell’11 settembre 2001 o peggio, con un attacco sotto falsa bandiera volto a torcere il braccio all’Europa, silenziare gli elettori americani traditi da Trump e furiosi con lui, per trascinarci tutti nel disastro, dove si bruciano i debiti, i crediti, i libri contabili di un sistema ansioso di resettarsi.
Su una scala di questa dimensione non è poi possibile fare le previsioni sugli scenari ulteriori.
Occorrerebbero voci autorevoli. Ma il primo viaggio all’estero di papa Prevost è a Montecarlo. Se il mondo è un casino, potrà benedire un casinò.
❤49👍15🤬6
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
❤29🎉16🔥7👍2😁1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩101😁6🤩1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
- Trump minaccia di abbandonare i suoi vassalli della NATO.
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
😁61🎉15🤩9💩5❤2👍2
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
P.S. Asse della Resistenza +1
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
👍63🎉55❤8
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩47🤬8🔥1