Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell’evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Le sue tele, ricche di colori e forme vivaci, si integrano entro forme geometriche razionali, sovrapponendosi e intersecandosi, rigorosamente ispirate alla sintesi compositiva indicata nei manifesti marinettiani con stesure cromatiche nette. Nei suoi dipinti troviamo suggestioni legate al volo, ma anche alla musica, in particolare al Jazz, al cinema, alla ritrattistica, e ai paesaggi, rurali e urbani.
In Sardegna, le aree militarizzate sono una componente strutturale diffusa. Il volume propone un’analisi puntuale del territorio dei due poligoni di Capo Teulada e Capo Frasca e dei sistemi urbani di Cagliari e La Maddalena, con la ricostruzione dell’agire istituzionale e dell’azione di comunità. La letteratura scientifica internazionale sull’impatto locale delle infrastrutture militari evidenzia il rischio sociale connesso a meccanismi di dipendenza. Nelle comunità più fragili viene inibita la capacità di progettare opzioni di sviluppo alternative, a prescindere dalle limitazioni d’uso delle risorse, imposte dai vincoli militari. Soluzioni strutturali possono nascere dall’ascolto del territorio e dallo studio delle potenzialità espresse dalle comunità.
Un personaggio incomparabile si aggira per le strade di Parigi, l’eccentricità dei suoi abiti e la trasgressività dei suoi comportamenti attirano immediatamente l’attenzione.Ma l’aspetto bizzarro non deve trarre in inganno.
Tsuguharu Foujita è uno dei più apprezzati e ricercati pittori degli anni Venti.
L’atteggiamento anticonformista, istrionico e seduttivo non esaurisce il carattere eclettico della sua identità, composita e singolare, come la sua personalissima sintesi creativa tra Oriente e Occidente.
Tsuguharu Foujita è uno dei più apprezzati e ricercati pittori degli anni Venti.
L’atteggiamento anticonformista, istrionico e seduttivo non esaurisce il carattere eclettico della sua identità, composita e singolare, come la sua personalissima sintesi creativa tra Oriente e Occidente.
La produzione di case unifamiliari basate sull’assemblaggio a secco di componenti prefabbricati vive in Italia sviluppi fondamentali nel periodo che va dalla Fiera Campionaria di Milano del 1932 alla Prima Mostra della Prefabbricazione del 1962, contribuendo alla transizione dalla costruzione tradizionale a quella industrializzata grazie a un’esperienza di nicchia, forgiatasi tra sperimentazione autarchica, ricostruzione postbellica e trasformazioni indotte dal boom economico.
Un’inedita e vasta presentazione di pietre con una alternanza continua di onici, marmi e brecce, dipinti oppure lasciati al grezzo. La pietra di scarto diventa la pagina dove si aprono segni guida; ogni lastra, dopo essere stata scelta, “sceglie” a sua volta l’immagine adatta a interagire con la sua "malformazione".
Accardi-Dorazio-Perilli-Sanfilippo-Turcato.
Cinque artisti della metà del Novenceto e primi anni del Duemila: sono gli ambasciatori di questa terra della scoperta permanente, i paladini di una visione oltre la vista, per un’arte della forma che si legittima da sé e in sé, che non cerca pretesti per esistere, se non quello di intercettare la vita segreta delle cose.
Cinque artisti della metà del Novenceto e primi anni del Duemila: sono gli ambasciatori di questa terra della scoperta permanente, i paladini di una visione oltre la vista, per un’arte della forma che si legittima da sé e in sé, che non cerca pretesti per esistere, se non quello di intercettare la vita segreta delle cose.
Un movimento di pensiero, un approccio, un paradigma, un modello teorico-pratico, un insieme di metodi di gestione dei conflitti ma anche una modalità per prevenire i conflitti, per dare empowerment alle vittime e alle comunità, per esplorare possibilità e ristabilire relazioni giuste, ma anche una ‘way of life’, come ha sostenuto da ultimo Howard Zehr, ‘padre’ indiscusso della giustizia riparativa.
“Finché fu semplice cittadino e molto dopo essere divenuto imperatore, non diede adito al minimo sospetto di cupidigia e di avarizia, ma al contrario, fece spesso risaltare il suo disinteresse e la sua generosità … Nell’esercizio del potere si mostrò per parecchio tempo di umore molto variabile, mescolando in parti uguali vizi e virtù, fino al momento in cui le stesse virtù degenerarono in vizi: per quello che si può presumere, oltre a quella che era la sua naturale inclinazione, il bisogno lo rese rapace e la crudeltà feroce”.
Così Svetonio delinea nella sua biografia la complessa personalità di Domiziano.
Da questa immagine duale è nata la mostra “Domiziano Imperatore. Odio e amore”, con l’obiettivo di rileggere la figura dell’imperatore attraverso non solo le parole ma anche e soprattutto le opere.
Così Svetonio delinea nella sua biografia la complessa personalità di Domiziano.
Da questa immagine duale è nata la mostra “Domiziano Imperatore. Odio e amore”, con l’obiettivo di rileggere la figura dell’imperatore attraverso non solo le parole ma anche e soprattutto le opere.
Esposto al centro del cortile del Palazzo della Sapienza, storica sede dell’Ateneo romano, il Monumento agli studenti caduti della Grande Guerra è stato l’icona dell’Università per oltre 15 anni. Scolpito da Amleto Cataldi nel 1920 esso ha attraversato i rivolgimenti politici della prima metà del Novecento subendo due spostamenti e un bombardamento. L’artista, scultore prolifico a cavallo fra due secoli e operante in clima di secessioni e avanguardie, morì prematuramente nel 1930 e fu poi dimenticato. Recentemente la critica ne ha riconosciuto il valore attraverso il recupero delle sue opere.