Gangemi Editore
4 subscribers
62 photos
17 links
Oltre 60 anni di ricercatezza grafica e rigore scientifico con 10.000 titoli in italiano e inglese.
Download Telegram
Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell’evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Le sue tele, ricche di colori e forme vivaci, si integrano entro forme geometriche razionali, sovrapponendosi e intersecandosi, rigorosamente ispirate alla sintesi compositiva indicata nei manifesti marinettiani con stesure cromatiche nette. Nei suoi dipinti troviamo suggestioni legate al volo, ma anche alla musica, in particolare al Jazz, al cinema, alla ritrattistica, e ai paesaggi, rurali e urbani.
La biografia di Francesco Schettini, la storia delle opere che realizzò da libero professionista, le attività che svolse come soprintendente. Architetto, urbanista, designer e studioso dell’archeologia. Fu, nel secolo scorso, un protagonista di assoluta centralità.
In Sardegna, le aree militarizzate sono una componente strutturale diffusa. Il volume propone un’analisi puntuale del territorio dei due poligoni di Capo Teulada e Capo Frasca e dei sistemi urbani di Cagliari e La Maddalena, con la ricostruzione dell’agire istituzionale e dell’azione di comunità. La letteratura scientifica internazionale sull’impatto locale delle infrastrutture militari evidenzia il rischio sociale connesso a meccanismi di dipendenza. Nelle comunità più fragili viene inibita la capacità di progettare opzioni di sviluppo alternative, a prescindere dalle limitazioni d’uso delle risorse, imposte dai vincoli militari. Soluzioni strutturali possono nascere dall’ascolto del territorio e dallo studio delle potenzialità espresse dalle comunità.
Il problema dell'accordatura da un punto di vista tecnico-scientifico, attraverso la nascita di una nuova scienza: l'acustica.
Mai nessuna devozione cattolica ha avuto uno sviluppo come quella del Sacro Cuore di Gesù, la cui base teologica ha trovato una sua definizione con le manifestazioni seicentesche di cui è stata testimone la monaca Margherita Maria Alacoque.
Un personaggio incomparabile si aggira per le strade di Parigi, l’eccentricità dei suoi abiti e la trasgressività dei suoi comportamenti attirano immediatamente l’attenzione.Ma l’aspetto bizzarro non deve trarre in inganno.

Tsuguharu Foujita è uno dei più apprezzati e ricercati pittori degli anni Venti.

L’atteggiamento anticonformista, istrionico e seduttivo non esaurisce il carattere eclettico della sua identità, composita e singolare, come la sua personalissima sintesi creativa tra Oriente e Occidente.
Disegnare Idee Immagini n.65/2022 - Rivista semestrale del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro, Sapienza Università di Roma
La produzione di case unifamiliari basate sull’assemblaggio a secco di componenti prefabbricati vive in Italia sviluppi fondamentali nel periodo che va dalla Fiera Campionaria di Milano del 1932 alla Prima Mostra della Prefabbricazione del 1962, contribuendo alla transizione dalla costruzione tradizionale a quella industrializzata grazie a un’esperienza di nicchia, forgiatasi tra sperimentazione autarchica, ricostruzione postbellica e trasformazioni indotte dal boom economico.
Con il titolo “Cosa oltre noi abitava questa casa” estratto a memoria dai versi di Marina Ivanovna Cvetaeva, Eduard Winklhofer ha costruito uno dei capitoli più efficaci della sua poetica narrazione visiva.
Un’inedita e vasta presentazione di pietre con una alternanza continua di onici, marmi e brecce, dipinti oppure lasciati al grezzo. La pietra di scarto diventa la pagina dove si aprono segni guida; ogni lastra, dopo essere stata scelta, “sceglie” a sua volta l’immagine adatta a interagire con la sua "malformazione".
Uno sceneggiato e un film per la tv degli anni Settanta, visti come esempi paradigmatici della televisione impegnata di quel periodo. Si tratta di un’opera firmata da Marco Leto e di un’altra di cui fu autore Franco Giraldi.
L'esposizione dell'impressionista Giuseppe De Nittis al Museo Phillips Collection di Washington DC si è aggiudicata il premio come ottava migliore mostra degli Stati Uniti secondo il Washington Post.
Accardi-Dorazio-Perilli-Sanfilippo-Turcato.
Cinque artisti della metà del Novenceto e primi anni del Duemila: sono gli ambasciatori di questa terra della scoperta permanente, i paladini di una visione oltre la vista, per un’arte della forma che si legittima da sé e in sé, che non cerca pretesti per esistere, se non quello di intercettare la vita segreta delle cose.
Un movimento di pensiero, un approccio, un paradigma, un modello teorico-pratico, un insieme di metodi di gestione dei conflitti ma anche una modalità per prevenire i conflitti, per dare empowerment alle vittime e alle comunità, per esplorare possibilità e ristabilire relazioni giuste, ma anche una ‘way of life’, come ha sostenuto da ultimo Howard Zehr, ‘padre’ indiscusso della giustizia riparativa.
Il dibattito italiano post-unitario si coagulò attorno alla definizione di uno ‘stile nazionale’.
E se per i palazzi del potere si privilegiò il monumentalismo, nell’edilizia i progettisti poterono agire con libertà, conciliando le novità internazionali con la tradizione locale.
“Finché fu semplice cittadino e molto dopo essere divenuto imperatore, non diede adito al minimo sospetto di cupidigia e di avarizia, ma al contrario, fece spesso risaltare il suo disinteresse e la sua generosità … Nell’esercizio del potere si mostrò per parecchio tempo di umore molto variabile, mescolando in parti uguali vizi e virtù, fino al momento in cui le stesse virtù degenerarono in vizi: per quello che si può presumere, oltre a quella che era la sua naturale inclinazione, il bisogno lo rese rapace e la crudeltà feroce”.

Così Svetonio delinea nella sua biografia la complessa personalità di Domiziano.

Da questa immagine duale è nata la mostra “Domiziano Imperatore. Odio e amore”, con l’obiettivo di rileggere la figura dell’imperatore attraverso non solo le parole ma anche e soprattutto le opere.
"L’unicità delle molteplicità", titolo scelto per questa esposizione allestita nella prestigiosa cornice capitolina di Palazzo Poli, ben esprime l’identità delle Marche, l’unica regione che ancora si declina al plurale, ma che nella sua pluralità sa essere unica.
Gli Ultimi Re di Roma.
La storia dei re Tarquini e la dinastia etrusca che ha regnato sulla Città Eterna.
Esposto al centro del cortile del Palazzo della Sapienza, storica sede dell’Ateneo romano, il Monumento agli studenti caduti della Grande Guerra è stato l’icona dell’Università per oltre 15 anni. Scolpito da Amleto Cataldi nel 1920 esso ha attraversato i rivolgimenti politici della prima metà del Novecento subendo due spostamenti e un bombardamento. L’artista, scultore prolifico a cavallo fra due secoli e operante in clima di secessioni e avanguardie, morì prematuramente nel 1930 e fu poi dimenticato. Recentemente la critica ne ha riconosciuto il valore attraverso il recupero delle sue opere.
Guardando alle origini della città di Roma si può affermare che questa nasce dall’acqua e grazie a questo elemento indispensabile cresce e si sviluppa fino a diventare una metropoli senza paragoni nel mondo antico, capitale di un Impero immenso.