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L'embargo imposto dagli Stati Uniti, combinato con la cessazione della fornitura di petrolio venezuelano in seguito al sequestro di Maduro, sta strangolando Cuba e creando una grave crisi umanitaria. I servizi essenziali non riescono a funzionare senza energia, inclusa la raccolta dei rifiuti, l'erogazione di acqua e di corrente elettrica. L'infrastruttura energetica, già in crisi da anni a causa del bloqueo storico dell'America e dei suoi alleati, non riesce a sostentare la popolazione. La colpa di Cuba e del suo popolo è semplicemente di non essersi fatta trasformare nuovamente nel casinò e nel bordello degli Stati Uniti. La solidarietà internazionale si sta attivando, da Messico e Russia, per inviare petrolio e aiuti sfidando le pressioni degli Stati Uniti. Ma sarà sufficiente per impedire al governo di Trump e Rubio di trasformare Cuba nella Gaza dei Caraibi? La lotta è in corso. Vedremo se le navi messicane e russe potranno forzare il blocco americano. Per Cuba, intanto, è sempre più dura.
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SI SONO SVEGLIATI?
Pare che i capofila dei Brics si siano risvegliati di colpo in questi giorni finalmente. Le forniture cinesi e russe all'Iran i dati satellitari delle aziende private cinesi per Teheran, la petroliera russa in preparazione per L'Avana, le parole di Lavrov, gran ministro, ma un po’ tardivo…si pente dell’affare armeno nel ‘25 e si accorge della sola di Anchorage ora.
Ma quanti errori prima la politica di appeasement con I turchi di Putin dal 2016 in poi ha creato vari buchi neri dall'Armenia a Idlib, lui doveva preparare la guerra in Ucraina e quindi posso capire l'esigenza, ma credo abbia comunque sbagliato immensamente nella prospettiva per il futuro. Le richieste di accordo che aveva proposte ad Assad erano razionali? 1)un accordo coi turchi che avrebbe significato la guerra coi curdi, magari con "aiuto" turco, cioè la fine dell'indipendenza siriana (quello che è successo ora nei fatti). 2) un rapporto cordiale con sauditi ed emiratini (partner nell' Opec plus di Mosca), che ad Assad è sembrata la strada meno impegnativa, ma invece è rimasto fregato perché ben lungi da definanziare i salafiti hanno continuato, mentre lui ha dismesso l'esercito 🫠. 3) Tentare di non contrariare i sionisti, ma questo ha implicato un rapporto meno stretto con i veri alleati di Damasco: Hezbollah e Teheran. Morale della favola le proposte di Mosca erano delle sole o addirittura deleterie, anche i meno impegnativi punti 2 e 3 hanno esposto Assad al pericolo che abbiamo visto. Ora possiamo anche capire lo stato morale di Assad: qualunque passo era un pericolo che implicava perdite di potere e indipendenza, in una situazione simile tutti noi davanti al precipitare del mortal dicembre avremmo ceduto. Ho sentito analisti dire “oh se accettava il protettorato turco (punto 1) si sarebbe salvato”, ma comunque avrebbe avuto davanti gli americani e i loro agenti sul posto: Sionisti, Curdi, Isis(?)
Vale sempre la massima aiutati che Dio ti aiuta, ma capiamo il meccanismo a cui sono esposti questi paesi piccoli: Venezuela crisi da sanzioni da un decennio, rifiutati dai Brics e davanti un nemico possente che premeva da 20 anni su più fronti: sociale, economico, politico, propagandistico, affari interni, militare ecc. Siria lo stesso una pletora di nemici e la riduzione degli aiuti... purtroppo in ambedue i casi l'esercito non si paga da solo e se si aumentano le spese militari a scapito delle civili si corre il rischio dell'Iran di adesso...
La testa era stata alzata da questi paesi perché si era aperta una seconda via che non fosse l'egemonia americana. Ma se i capi della cordata mollano tutti perché tanto so affari loro alla fine il giochetto che hanno messo in piedi si romperà e pure loro resteranno soli davanti al Moloch americano.
PS mi dispiace che si veda solo oggi dello scacco subito dai russi in Armenia (perdita del Caucaso e infiltrazione turco-occidentale in Asia centrale), della strategia dell'anaconda contro Cina e Russia (Venezuela, Iran, Cuba, India), e che le trattative di Anchorage erano una fregatura.
✍🏻 Andrea
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Pare che i capofila dei Brics si siano risvegliati di colpo in questi giorni finalmente. Le forniture cinesi e russe all'Iran i dati satellitari delle aziende private cinesi per Teheran, la petroliera russa in preparazione per L'Avana, le parole di Lavrov, gran ministro, ma un po’ tardivo…si pente dell’affare armeno nel ‘25 e si accorge della sola di Anchorage ora.
Ma quanti errori prima la politica di appeasement con I turchi di Putin dal 2016 in poi ha creato vari buchi neri dall'Armenia a Idlib, lui doveva preparare la guerra in Ucraina e quindi posso capire l'esigenza, ma credo abbia comunque sbagliato immensamente nella prospettiva per il futuro. Le richieste di accordo che aveva proposte ad Assad erano razionali? 1)un accordo coi turchi che avrebbe significato la guerra coi curdi, magari con "aiuto" turco, cioè la fine dell'indipendenza siriana (quello che è successo ora nei fatti). 2) un rapporto cordiale con sauditi ed emiratini (partner nell' Opec plus di Mosca), che ad Assad è sembrata la strada meno impegnativa, ma invece è rimasto fregato perché ben lungi da definanziare i salafiti hanno continuato, mentre lui ha dismesso l'esercito 🫠. 3) Tentare di non contrariare i sionisti, ma questo ha implicato un rapporto meno stretto con i veri alleati di Damasco: Hezbollah e Teheran. Morale della favola le proposte di Mosca erano delle sole o addirittura deleterie, anche i meno impegnativi punti 2 e 3 hanno esposto Assad al pericolo che abbiamo visto. Ora possiamo anche capire lo stato morale di Assad: qualunque passo era un pericolo che implicava perdite di potere e indipendenza, in una situazione simile tutti noi davanti al precipitare del mortal dicembre avremmo ceduto. Ho sentito analisti dire “oh se accettava il protettorato turco (punto 1) si sarebbe salvato”, ma comunque avrebbe avuto davanti gli americani e i loro agenti sul posto: Sionisti, Curdi, Isis(?)
Vale sempre la massima aiutati che Dio ti aiuta, ma capiamo il meccanismo a cui sono esposti questi paesi piccoli: Venezuela crisi da sanzioni da un decennio, rifiutati dai Brics e davanti un nemico possente che premeva da 20 anni su più fronti: sociale, economico, politico, propagandistico, affari interni, militare ecc. Siria lo stesso una pletora di nemici e la riduzione degli aiuti... purtroppo in ambedue i casi l'esercito non si paga da solo e se si aumentano le spese militari a scapito delle civili si corre il rischio dell'Iran di adesso...
La testa era stata alzata da questi paesi perché si era aperta una seconda via che non fosse l'egemonia americana. Ma se i capi della cordata mollano tutti perché tanto so affari loro alla fine il giochetto che hanno messo in piedi si romperà e pure loro resteranno soli davanti al Moloch americano.
PS mi dispiace che si veda solo oggi dello scacco subito dai russi in Armenia (perdita del Caucaso e infiltrazione turco-occidentale in Asia centrale), della strategia dell'anaconda contro Cina e Russia (Venezuela, Iran, Cuba, India), e che le trattative di Anchorage erano una fregatura.
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🔥 Oggi segnaliamo un pezzo di Daniele Dall’Aglio.
Parte con uno sguardo che non è da manuale di diplomazia, ma da dentro: l’Occidente preso a fare acrobazie mediatiche mentre il resto del mondo va dove vuole.
L’autore mette sul tavolo contraddizioni, interessi e una speculazione lucida su chi sta davvero muovendo i pezzi in queste settimane decisive.
Domani pubblicheremo la seconda parte⚡️
Leggetelo 👉
https://www.capibara.media/articoli/bazar-international-parte-1
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Bazar International (Parte 1)
Uno sguardo disincantato alla diplomazia internazionale di inizio Febbraio
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Dai complotti all'idea di scienza
Tutta la mia generazione a sinistra è stata in qualche modo parte di quel brodo che molto largamente potremmo definire "post-autonomo" (so di banalizzare).
Il declino che queste esperienze hanno avuto è per me dovuto a un punto di non ritorno nel concetto di verità.
Se ogni verità diventa strumento del potere (e questo è forse innegabile), allora ogni alterazione del discorso dominante diventa automaticamente ammissibile, perché il potere diventa micro-repressivo.
Si genera così una tautologia che si giustifica a cascata.
Iniziamo a discutere di problematiche sempre più specifiche, in termini tecnici, ampollosi, incomprensibili ai più.
Al contempo però, la nostra è la società del desiderio condizionato: tutti vogliamo tutto, perché questo tiene in piedi i consumi.
Così l'ideologia delle "macchine desideranti" (ve l'ho detto che da lì arrivo) diventa un appello alla totale libertà dell'individuo (opposta alla sua "liberazione": la libertà è un concetto raggiunto; la liberazione è un processo).
Questo spostamento semantico ha ucciso la capacità di pensare l'alternativa: se ogni alternativa deve già essere e non verificarsi, non esistono le fasi di transizione.
Così gli scontenti di questo mondo occidentale si sono divisi in tante parrocchie in lotta tra loro.
Quelli della regressione pre-scientifica, perché se tutto è falso allora ci mentono su tutto: dai vaccini, allo sbarco sulla Luna, fino all'esistenza dell'Australia (non ci sono mai stato, perché fidarmi?).
Su questo sì, Deleuze e Guattari ci descrivono la paranoia che si impossessa degli individui abituati ad obbedire nel capitalismo dei desideri.
Altri arringano contro le campagne di vaccinazione pubblica che tutelerebbero la parte più fragile della popolazione come un Milei qualsiasi.
Una fuga regressiva nella propria educazione infantile fatta da severi genitori catto o comunisti, in un film psicoanalitico senza tempo.
Dall'altro lato, si afferma invece il desiderio in quanto tale dell'individuo nel modo più sfrenato.
La mia realizzazione passa sopra il genocidio, sopra la vita e la morte.
Il nostro desiderio diventa plastica digitale, ci viene fornito a casa da colossi, dai miliardari sempre più ricchi che vivono oltre ogni legge e scrupolo morale (vedi caso Epstein).
Qui entra l'illuminismo oscuro.
Nick Land era un accademico qualunque, uno studioso di Deleuze, gran lettore, un postmodernista come tanti; nel giro di pochi anni è passato dall'essere un postmodernista qualsiasi a diventare il teorico di una sorta di iper-tecnocrazia ultralibertaria con in più una sfarinata di suprematismo razzista.
Questa è la maggiore minaccia che viviamo nei nostri tempi: la negazione di un principio di ragione che in fondo è la storia stessa dell'Occidente.
Non l'unica storia possibile, nemmeno la migliore, ma una delle tante che dovrebbe contribuire al percorso comune dell'umanità; invece viviamo una crisi millenaristica, uno sbando individuale e collettivo, la fine dei sentimenti, tutti aggrappati alle zattere di un Titanic che affonda rovinosamente.
Rileggo Fromm e riesco solo a pensare che abbiamo sbagliato tutto.
L'equilibrio tra ragione e amore è smarrito.
La ragione è persa, come per Orlando scappata sulla Luna; l'amore richiederebbe -come scrive Fromm- fiducia, umiltà e coraggio, doti che sicuramente non abbiamo coltivato.
✍️ Gab, sempre più ottimista sul futuro del mondo🚀
Tutta la mia generazione a sinistra è stata in qualche modo parte di quel brodo che molto largamente potremmo definire "post-autonomo" (so di banalizzare).
Il declino che queste esperienze hanno avuto è per me dovuto a un punto di non ritorno nel concetto di verità.
Se ogni verità diventa strumento del potere (e questo è forse innegabile), allora ogni alterazione del discorso dominante diventa automaticamente ammissibile, perché il potere diventa micro-repressivo.
Si genera così una tautologia che si giustifica a cascata.
Iniziamo a discutere di problematiche sempre più specifiche, in termini tecnici, ampollosi, incomprensibili ai più.
Al contempo però, la nostra è la società del desiderio condizionato: tutti vogliamo tutto, perché questo tiene in piedi i consumi.
Così l'ideologia delle "macchine desideranti" (ve l'ho detto che da lì arrivo) diventa un appello alla totale libertà dell'individuo (opposta alla sua "liberazione": la libertà è un concetto raggiunto; la liberazione è un processo).
Questo spostamento semantico ha ucciso la capacità di pensare l'alternativa: se ogni alternativa deve già essere e non verificarsi, non esistono le fasi di transizione.
Così gli scontenti di questo mondo occidentale si sono divisi in tante parrocchie in lotta tra loro.
Quelli della regressione pre-scientifica, perché se tutto è falso allora ci mentono su tutto: dai vaccini, allo sbarco sulla Luna, fino all'esistenza dell'Australia (non ci sono mai stato, perché fidarmi?).
Su questo sì, Deleuze e Guattari ci descrivono la paranoia che si impossessa degli individui abituati ad obbedire nel capitalismo dei desideri.
Altri arringano contro le campagne di vaccinazione pubblica che tutelerebbero la parte più fragile della popolazione come un Milei qualsiasi.
Una fuga regressiva nella propria educazione infantile fatta da severi genitori catto o comunisti, in un film psicoanalitico senza tempo.
Dall'altro lato, si afferma invece il desiderio in quanto tale dell'individuo nel modo più sfrenato.
La mia realizzazione passa sopra il genocidio, sopra la vita e la morte.
Il nostro desiderio diventa plastica digitale, ci viene fornito a casa da colossi, dai miliardari sempre più ricchi che vivono oltre ogni legge e scrupolo morale (vedi caso Epstein).
Qui entra l'illuminismo oscuro.
Nick Land era un accademico qualunque, uno studioso di Deleuze, gran lettore, un postmodernista come tanti; nel giro di pochi anni è passato dall'essere un postmodernista qualsiasi a diventare il teorico di una sorta di iper-tecnocrazia ultralibertaria con in più una sfarinata di suprematismo razzista.
Questa è la maggiore minaccia che viviamo nei nostri tempi: la negazione di un principio di ragione che in fondo è la storia stessa dell'Occidente.
Non l'unica storia possibile, nemmeno la migliore, ma una delle tante che dovrebbe contribuire al percorso comune dell'umanità; invece viviamo una crisi millenaristica, uno sbando individuale e collettivo, la fine dei sentimenti, tutti aggrappati alle zattere di un Titanic che affonda rovinosamente.
Rileggo Fromm e riesco solo a pensare che abbiamo sbagliato tutto.
L'equilibrio tra ragione e amore è smarrito.
La ragione è persa, come per Orlando scappata sulla Luna; l'amore richiederebbe -come scrive Fromm- fiducia, umiltà e coraggio, doti che sicuramente non abbiamo coltivato.
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LA NEVE DELLE OLIMPIADI INQUINA?
Lo sai che quella neve perfetta delle Olimpiadi è fatta di plastica?
Per anni, nei materiali sportivi e nei trattamenti che rendono le superfici impermeabili, sono stati usati composti fluorurati.
Il problema è che quando finiscono nell’ambiente… non se ne vanno più.
Si chiamano PFAS.
Li chiamano “inquinanti eterni” perché resistono all’acqua, al calore, al tempo.
Se entrano nel terreno o nelle falde, possono restarci per sempre.
E non è una cosa lontana da noi.
Oggi non esistono più piogge completamente pulite: sono state trovate microplastiche praticamente ovunque.
Nell’acqua. Nel suolo. Perfino nel sangue umano, con possibili effetti sugli ormoni e su altre funzioni del corpo.
Ad esempio le province di Torino e Alessandria ormai da anni sono dichiarati "zona rossa" per la presenza di PFAS nelle falde acquifere, tanto che siamo riusciti a trovare delle microplastiche anche in cima al monte Bianco.
E c’è un dato che fa impressione.
Secondo diverse ricerche, ingeriamo in media l’equivalente del peso di una carta di credito a settimana.
Fosse almeno carica!
Cosa possiamo fare per ingerirne di meno?
Non usare padelle antiaderenti rovinate o graffiate.
Fare attenzione agli imballaggi impermeabilizzati.
Controllare le etichette di prodotti “idrorepellenti” e scegliere alternative senza PFAS.
Tu ne avevi mai sentito parlare? Scrivicelo nei commenti.
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Lo sai che quella neve perfetta delle Olimpiadi è fatta di plastica?
Per anni, nei materiali sportivi e nei trattamenti che rendono le superfici impermeabili, sono stati usati composti fluorurati.
Il problema è che quando finiscono nell’ambiente… non se ne vanno più.
Si chiamano PFAS.
Li chiamano “inquinanti eterni” perché resistono all’acqua, al calore, al tempo.
Se entrano nel terreno o nelle falde, possono restarci per sempre.
E non è una cosa lontana da noi.
Oggi non esistono più piogge completamente pulite: sono state trovate microplastiche praticamente ovunque.
Nell’acqua. Nel suolo. Perfino nel sangue umano, con possibili effetti sugli ormoni e su altre funzioni del corpo.
Ad esempio le province di Torino e Alessandria ormai da anni sono dichiarati "zona rossa" per la presenza di PFAS nelle falde acquifere, tanto che siamo riusciti a trovare delle microplastiche anche in cima al monte Bianco.
E c’è un dato che fa impressione.
Secondo diverse ricerche, ingeriamo in media l’equivalente del peso di una carta di credito a settimana.
Fosse almeno carica!
Cosa possiamo fare per ingerirne di meno?
Non usare padelle antiaderenti rovinate o graffiate.
Fare attenzione agli imballaggi impermeabilizzati.
Controllare le etichette di prodotti “idrorepellenti” e scegliere alternative senza PFAS.
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Nel nuovo pezzo di Daniele Dall’Aglio si guarda con sguardo lucido al vertice di Anchorage 2025 tra USA e Russia e alle sue conseguenze geopolitiche.
Trump e Putin hanno rotto il silenzio tra le superpotenze nucleari, ma il conflitto ucraino resta un banco di prova per l’ordine mondiale.
L'articolo smonta la narrazione del fallimento e vede invece una partita più complessa. 📊🌍
Seguendo queste evoluzioni capiremo meglio chi tira davvero le fila della politica internazionale oggi.
👉 Segui il Capibara 🦫🌍
https://www.capibara.media/articoli/bazar-international-parte-2
Trump e Putin hanno rotto il silenzio tra le superpotenze nucleari, ma il conflitto ucraino resta un banco di prova per l’ordine mondiale.
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Bazar International (Parte 2)
Uno sguardo disincantato alla diplomazia internazionale di inizio Febbraio
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Una nuova flottiglia si prepara a salpare verso Cuba per portare aiuti tra carestie, blackout e ospedali sotto pressione a causa delle sanzioni statunitensi.
La Nuestra América Flotilla nasce dalla volontà di sindacati e movimenti che non si rassegnano a vedere vite affondare nell’isolamento.
Vogliono attraversare il Mar dei Caraibi per consegnare cibo, medicine e solidarietà.
Da settimana è documentato l’aggravarsi della crisi: poco ha potuto l’arrivo di navi messicane cariche di aiuti e la denuncia delle Nazioni Unite.
È un atto diretto per dare respiro a chi sta affrontando giorni sempre più duri nella sua lotta contro l'imperialismo.
🇨🇺 Segui il Capibara e odia l'imperialismo 🇵🇸
MIAO 🐱
La Nuestra América Flotilla nasce dalla volontà di sindacati e movimenti che non si rassegnano a vedere vite affondare nell’isolamento.
Vogliono attraversare il Mar dei Caraibi per consegnare cibo, medicine e solidarietà.
Da settimana è documentato l’aggravarsi della crisi: poco ha potuto l’arrivo di navi messicane cariche di aiuti e la denuncia delle Nazioni Unite.
È un atto diretto per dare respiro a chi sta affrontando giorni sempre più duri nella sua lotta contro l'imperialismo.
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Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare
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L'Italia entrerà nel Board of Peace di Gaza?
Giorgia Meloni ha trovato una scusa?
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Estratto dell'intervento dell'Avvocato Gianelli, di Giuristi Democratici, alla conferenza della Consulta Popolare di Modena contro Armi, Riarmo e Genocidio.
Video offerto da Alkemia News.
#Israele #Palestina #diritto
https://www.instagram.com/reel/DUiaoIoDFfD/?igsh=N29ramR0Z29zOG5h
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"Per cinque secoli, prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, l'Occidente si era espanso: i suoi missionari, pellegrini, soldati, esploratori si riversavano dalle sue coste per attraversare gli oceani, colonizzare continenti, costruire vasti imperi che si estendevano in tutto il mondo.
Ma nel '45, per la prima volta dall'epoca di Colombo questo si stava contraendo. L'Europa era in rovina. Metà viveva dietro una cortina di ferro e il resto sembrava destinato a seguirla presto. I grandi imperi occidentali erano entrati in un declino terminale, accelerato da rivoluzioni comuniste senza Dio e da rivolte anticoloniali"
Parla il Segretario di Stato USA Marco Rubio che elogia colonialismo e cinque secoli di genocidi sparsi.
E noi cittadini occidentali che vogliamo?
Diventare soldati e pellegrini in un eterno ciclo di sopraffazione dell'uomo sull'uomo? O come dicono i cinesi costruire insieme una comunità dal futuro condiviso per l'umanità?
La palla sta noi e dobbiamo decidere se ancora una volta vogliamo essere carnefici o possiamo finalmente spezzare queste catene.
#colonialismo #USA #MarcoRubio #Monaco #UE
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Ma nel '45, per la prima volta dall'epoca di Colombo questo si stava contraendo. L'Europa era in rovina. Metà viveva dietro una cortina di ferro e il resto sembrava destinato a seguirla presto. I grandi imperi occidentali erano entrati in un declino terminale, accelerato da rivoluzioni comuniste senza Dio e da rivolte anticoloniali"
Parla il Segretario di Stato USA Marco Rubio che elogia colonialismo e cinque secoli di genocidi sparsi.
E noi cittadini occidentali che vogliamo?
Diventare soldati e pellegrini in un eterno ciclo di sopraffazione dell'uomo sull'uomo? O come dicono i cinesi costruire insieme una comunità dal futuro condiviso per l'umanità?
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In uno Stato, se commetti un reato e ti scoprono,in teoria la polizia viene a prenderti e ti porta a processo. Ma tra gli stati non c'è la polizia. Per questo si dice che quello internazionale è un ordine anarchico, mentre quello interno è gerarchico. Il diritto internazionale, in teoria, tutela chi sceglie di aderirvi, ma si riduce nell'impegno esterno a mantenere la propria parola, che si suppone data nel proprio interesse. Il ruolo della polizia lo assumono le popolazioni interne e le opinioni pubbliche, che non dovrebbero voler mantenere al potere governanti la cui parola non vale nulla. Non sarà che come popoli conteremmo più di quel che pensiamo, se solo facessimo 2+2? Magari è per quello che ci rimbambiscono di balle 24/7...
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Questa storia di Epstein sembra davvero una trama di corte di fine Impero Romano d'Occidente.
Gli USA hanno iniziato a interpretare la Storia come Impero-Civiltà: il discorso di Marco Rubio a Monaco non lascia più spazio a dubbi.
L'idea di fondo è che USA ed Europa abbiano un destino comune e che questo sia continuare a fare quello che abbiamo fatto.
L'eccezionalità della storia europea è argomento da sempre dibattuto tra gli storici.
Perché alcune cose accadono in un luogo e non in un altro? Perché furono gli europei a partire per i mari e non i cinesi, che pur disponevano di barche, tecnologie e uomini per farlo?
L'idea che determinante sia stata la geografia (e quindi l'economia) non è poi così bislacca.
Il continente euroasiatico occupa buona parte della fascia temperata lungo la traiettoria Est-Ovest del Globo.
Poche altre zone hanno climi altrettanto buoni, così tanto estesi e stabili: Mesoamerica, alcune zone degli USA, zone costiere delle Ande sono decisamente più piccoli e tutti hanno avuto comunque segnali importanti di vita urbana, reti commerciali.
In principio, appena usciti dall'Africa, i nostri antenati trovarono in Mesopotamia, Palestina, Anatolia, Caucaso e Persia una specie di paradiso terrestre (che infatti rimane nei miti di quelle terre).
Clima mite, acque divise in grandi fiumi con corsi relativamente regolari e facili da gestire, piante e animali addomesticabili: fonti perfette per carboidrati e proteine.
Lentamente, questo progresso tecnico si diffuse da alcuni principali centri irradiatori: Mesopotamia, Valle dell'Indo e Fiume Giallo.
L'Europa ricevette questi progressi dall'Anatolia: lentamente contadini e fabbri risalirono l'intero continente in barba al cambiamento climatico.
Pochi secoli prima di Cristo, l'Occidente era ancora una landa barbara e boschiva, solo le reti commerciali fenicie e greche lentamente aprirono il Mediterraneo occidentale.
Roma sorse in questo contesto e riuscì a diventare il centro di questo nuovo Mediterraneo: il clima stava cambiando e sempre più lentamente il baricentro di questo polo occidentale si spostava a Ovest e a Nord.
Sul finire dell'Impero, l'asse si era spostato in Nord Italia, poi in Borgogna, infine con l'età moderna era nel Mar del Nord.
L'Occidente era cambiato drasticamente e soprattutto non si era più ricomposto. Mentre in Cina l'unità era favorita dalla coesione geografica del territorio cinese, in Europa e nel Mediterraneo fiumi, mare, isole, golfi e penisole avevano spinto per la frammentazione, la competizione, la guerra.
Gli olandesi per primi inventarono il modo di fare affari moderno, una piccola nazione soggiogò per qualche decennio il resto della sua economia-mondo non con la guerra diretta, ma con il credito e il commercio. Nasceva la finanza.
Da lì una serie di cicli di ascesa e declino di potenze sempre più estese e concentrate sul capitale: Regno Unito e USA a terminare questa corsa.
Il discorso di Marco Rubio segna un punto di svolta.
Non più eccezionalismo statunitense, gli USA non sono più unici. Hanno ancora un destino manifesto quello di comandare il mondo, ma lo fanno come figli dell'Europa, del colonialismo e del genocidio di milioni di nativi americani dalla Patagonia alla Groenlandia.
Arrivare a parlare di cinque secoli di colonialismo, imperi e soldati che partono alla conquista di popoli in termini positivi è qualcosa che getta via la maschera sul nostro destino e sul nostro passato. Ci spiega perché la Cina non ha preso questa via, perché non lo abbiano fatto gli altri poli demografici o economici dell'umanità: perché questa volontà nichilista e prevaricatrice, assassina e depredatrice è tipica dell'Occidente.
In conclusione, non mi resta che confermare quanto vado cianciando da settimane: siamo tutti complici, siamo i bravi cittadini tedeschi che compravano il pane e andavano al bar nel Terzo Reich, veramente triste, molto.
🗣 Gab
🫠 Continuate a seguirci per restare ottimisti 🙈
Segue video motivazionale
https://www.youtube.com/watch?v=zGsF1ovKm4c
Gli USA hanno iniziato a interpretare la Storia come Impero-Civiltà: il discorso di Marco Rubio a Monaco non lascia più spazio a dubbi.
L'idea di fondo è che USA ed Europa abbiano un destino comune e che questo sia continuare a fare quello che abbiamo fatto.
L'eccezionalità della storia europea è argomento da sempre dibattuto tra gli storici.
Perché alcune cose accadono in un luogo e non in un altro? Perché furono gli europei a partire per i mari e non i cinesi, che pur disponevano di barche, tecnologie e uomini per farlo?
L'idea che determinante sia stata la geografia (e quindi l'economia) non è poi così bislacca.
Il continente euroasiatico occupa buona parte della fascia temperata lungo la traiettoria Est-Ovest del Globo.
Poche altre zone hanno climi altrettanto buoni, così tanto estesi e stabili: Mesoamerica, alcune zone degli USA, zone costiere delle Ande sono decisamente più piccoli e tutti hanno avuto comunque segnali importanti di vita urbana, reti commerciali.
In principio, appena usciti dall'Africa, i nostri antenati trovarono in Mesopotamia, Palestina, Anatolia, Caucaso e Persia una specie di paradiso terrestre (che infatti rimane nei miti di quelle terre).
Clima mite, acque divise in grandi fiumi con corsi relativamente regolari e facili da gestire, piante e animali addomesticabili: fonti perfette per carboidrati e proteine.
Lentamente, questo progresso tecnico si diffuse da alcuni principali centri irradiatori: Mesopotamia, Valle dell'Indo e Fiume Giallo.
L'Europa ricevette questi progressi dall'Anatolia: lentamente contadini e fabbri risalirono l'intero continente in barba al cambiamento climatico.
Pochi secoli prima di Cristo, l'Occidente era ancora una landa barbara e boschiva, solo le reti commerciali fenicie e greche lentamente aprirono il Mediterraneo occidentale.
Roma sorse in questo contesto e riuscì a diventare il centro di questo nuovo Mediterraneo: il clima stava cambiando e sempre più lentamente il baricentro di questo polo occidentale si spostava a Ovest e a Nord.
Sul finire dell'Impero, l'asse si era spostato in Nord Italia, poi in Borgogna, infine con l'età moderna era nel Mar del Nord.
L'Occidente era cambiato drasticamente e soprattutto non si era più ricomposto. Mentre in Cina l'unità era favorita dalla coesione geografica del territorio cinese, in Europa e nel Mediterraneo fiumi, mare, isole, golfi e penisole avevano spinto per la frammentazione, la competizione, la guerra.
Gli olandesi per primi inventarono il modo di fare affari moderno, una piccola nazione soggiogò per qualche decennio il resto della sua economia-mondo non con la guerra diretta, ma con il credito e il commercio. Nasceva la finanza.
Da lì una serie di cicli di ascesa e declino di potenze sempre più estese e concentrate sul capitale: Regno Unito e USA a terminare questa corsa.
Il discorso di Marco Rubio segna un punto di svolta.
Non più eccezionalismo statunitense, gli USA non sono più unici. Hanno ancora un destino manifesto quello di comandare il mondo, ma lo fanno come figli dell'Europa, del colonialismo e del genocidio di milioni di nativi americani dalla Patagonia alla Groenlandia.
Arrivare a parlare di cinque secoli di colonialismo, imperi e soldati che partono alla conquista di popoli in termini positivi è qualcosa che getta via la maschera sul nostro destino e sul nostro passato. Ci spiega perché la Cina non ha preso questa via, perché non lo abbiano fatto gli altri poli demografici o economici dell'umanità: perché questa volontà nichilista e prevaricatrice, assassina e depredatrice è tipica dell'Occidente.
In conclusione, non mi resta che confermare quanto vado cianciando da settimane: siamo tutti complici, siamo i bravi cittadini tedeschi che compravano il pane e andavano al bar nel Terzo Reich, veramente triste, molto.
🗣 Gab
🫠 Continuate a seguirci per restare ottimisti 🙈
Segue video motivazionale
https://www.youtube.com/watch?v=zGsF1ovKm4c
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The Conquest of Mexico
One of my favorite scenes from The Holy Mountain by Alejandro Jodorowsky. If you thought that this scene was interesting, you won't regret watching the full movie!
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Impreparato a vivere un lunedì sera normale?
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Capibara - Storie da chi non ha potere
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👥 In queste ore su Capibara ci sono due letture che meritano attenzione se vi interessa capire dove sta andando il dibattito pubblico.
👉 Nel primo articolo di Oscar Monaco si riprende il dibattito intorno al rapporto tra Epstein e Noam Chomsky, e si mette in chiaro una distinzione importante: non si tratta di decostruire una figura per partito preso, ma di chiedersi quanto certi pilastri del pensiero critico restino dentro l’orizzonte borghese anche quando sembrano criticarne i confini.
https://www.capibara.media/articoli/delusi-da-chomsky
👉 Nel secondo, si osserva con occhi lucidi la piega che sta prendendo il Decreto Sicurezza in Italia: non tanto per le singole norme, ma per la direzione in cui spingono il rapporto tra libertà individuali e controllo preventivo. È un ragionamento che intreccia responsabilità, diritto e sfera pubblica senza semplificazioni.
https://www.capibara.media/articoli/pacchetto-contropaccotto-dl-sicurezza
Tra un’analisi e l’altra, arriva una buona notizia: in Nuova Zelanda è stato proposto un disegno di legge per riconoscere alle balene la personhood, cioè uno status giuridico simile a quello delle persone.
Si tratta di dare loro diritti di movimento, a un ambiente sano e protezione più forte contro pesca, inquinamento e cambiamento climatico.
Una pietra miliare per ridefinire il nostro rapporto con il mondo animale.
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👉 Nel primo articolo di Oscar Monaco si riprende il dibattito intorno al rapporto tra Epstein e Noam Chomsky, e si mette in chiaro una distinzione importante: non si tratta di decostruire una figura per partito preso, ma di chiedersi quanto certi pilastri del pensiero critico restino dentro l’orizzonte borghese anche quando sembrano criticarne i confini.
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👉 Nel secondo, si osserva con occhi lucidi la piega che sta prendendo il Decreto Sicurezza in Italia: non tanto per le singole norme, ma per la direzione in cui spingono il rapporto tra libertà individuali e controllo preventivo. È un ragionamento che intreccia responsabilità, diritto e sfera pubblica senza semplificazioni.
https://www.capibara.media/articoli/pacchetto-contropaccotto-dl-sicurezza
Tra un’analisi e l’altra, arriva una buona notizia: in Nuova Zelanda è stato proposto un disegno di legge per riconoscere alle balene la personhood, cioè uno status giuridico simile a quello delle persone.
Si tratta di dare loro diritti di movimento, a un ambiente sano e protezione più forte contro pesca, inquinamento e cambiamento climatico.
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Ti sto per sconvolgere: 137.000 proiettili calibro cinquanta sequestrati in Messico dal 2012.
Quasi la metà arriva dagli Stati Uniti.
Quando parliamo di narcos pensiamo a mitragliatrici e grosse ville ultra-sorvegliate nella foresta. Ma chi riempie quei caricatori?
Molte di quelle munizioni sono riconducibili alla Lake City Army, impianto governativo USA in Missouri.
Da ottobre 2024 con la presidenza Sheinbaum sono state sequestrate 18.000 armi: l’80% proviene dagli USA.
Intanto la Corte Suprema statunitense ha fermato una causa del Messico contro i produttori di armi.
Le armi scendono a sud.
Il fentanyl sale a nord.
Così gli USA guadagnano due volte: dalla droga i cui soldi scappano nelle borse del Nord attraverso i paradisi fiscali e dalla vendita di armi.
Poi però il narco è la scusa con cui gli USA giustificano gli interventi criminali.
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Quando parliamo di narcos pensiamo a mitragliatrici e grosse ville ultra-sorvegliate nella foresta. Ma chi riempie quei caricatori?
Molte di quelle munizioni sono riconducibili alla Lake City Army, impianto governativo USA in Missouri.
Da ottobre 2024 con la presidenza Sheinbaum sono state sequestrate 18.000 armi: l’80% proviene dagli USA.
Intanto la Corte Suprema statunitense ha fermato una causa del Messico contro i produttori di armi.
Le armi scendono a sud.
Il fentanyl sale a nord.
Così gli USA guadagnano due volte: dalla droga i cui soldi scappano nelle borse del Nord attraverso i paradisi fiscali e dalla vendita di armi.
Poi però il narco è la scusa con cui gli USA giustificano gli interventi criminali.
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USA-Cina stanno per farsi la guerra a Panama?
Sembra una storia di spie, ma è la realtà.
La Cina dice che Panama pagherà un prezzo pesante per aver tolto a una sua azienda il controllo dei porti del Canale.
La Corte Suprema panamense, dopo le minacce di Trump, ha cancellato la concessione a una società di Hong Kong giudicandola incostituzionale.
Peccato che quella società sia leader nel settore e vanti porti in tutto il mondo.
Pechino ci ha visto un attacco alla sua presenza lungo le rotte globali.
Ha reagito con parole durissime, denunciando l’annullamento come una violazione dei propri interessi.
È un messaggio politico nel cuore di una rivalità con gli USA che hanno accolto la sentenza con favore.
Siamo su un ponte tra geopolitica e commercio, dove una decisione su due porti può trasformarsi in una sfida globale.
Chi controllerà davvero le vie attraverso cui passa l’economia mondiale?
#Usa #Cina #Panama
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Sembra una storia di spie, ma è la realtà.
La Cina dice che Panama pagherà un prezzo pesante per aver tolto a una sua azienda il controllo dei porti del Canale.
La Corte Suprema panamense, dopo le minacce di Trump, ha cancellato la concessione a una società di Hong Kong giudicandola incostituzionale.
Peccato che quella società sia leader nel settore e vanti porti in tutto il mondo.
Pechino ci ha visto un attacco alla sua presenza lungo le rotte globali.
Ha reagito con parole durissime, denunciando l’annullamento come una violazione dei propri interessi.
È un messaggio politico nel cuore di una rivalità con gli USA che hanno accolto la sentenza con favore.
Siamo su un ponte tra geopolitica e commercio, dove una decisione su due porti può trasformarsi in una sfida globale.
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📌 Lettera dal carcere di Terni
Dal carcere di Terni arriva una lunga lettera di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia (API).
Nel testo, Hannoun ribadisce le ragioni delle mobilitazioni pro-Palestina, difende l’azione politica del suo movimento e definisce “strumentali” le accuse che gli sono contestate, sostenendo che l’obiettivo sia “censurare e criminalizzare” chi difende la causa palestinese.
Chiama tutte le realtà solidali a restare unite e a continuare le mobilitazioni contro quella che definisce la narrativa dominante.
Sul nostro sito trovi anche la petizione a questo link:
https://www.capibara.media/petizioni/liberta-mohammed-hannoun-petizione
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Dal carcere di Terni arriva una lunga lettera di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia (API).
Nel testo, Hannoun ribadisce le ragioni delle mobilitazioni pro-Palestina, difende l’azione politica del suo movimento e definisce “strumentali” le accuse che gli sono contestate, sostenendo che l’obiettivo sia “censurare e criminalizzare” chi difende la causa palestinese.
Chiama tutte le realtà solidali a restare unite e a continuare le mobilitazioni contro quella che definisce la narrativa dominante.
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Petizione: Libertà per Mohammad Hannoun
Petizione per la liberazione di Mohammad Hannoun, Segretario dell’Associazione dei Palestinesi in Italia
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