Tre firme, tre sguardi unici su come capiamo (e ci raccontano) il mondo.
🔹 Gabriele Germani ci guida in “Come si fabbrica un nemico: da Jodorowsky all’Iran”: un viaggio critico tra cinema, propaganda e stereotipi che spiegano perché e come certi “cattivi” diventano leggenda mediatica.
🔹 Andrea Alexandro Nal firma “Il viaggio dell’HIV…”, un pezzo che non si limita alla biologia ma racconta l’evoluzione storica di un virus tra caccia coloniale, modernità e stigmi sociali.
🔹 Davide Russelli in “Il declino che funziona” smonta il racconto facile del “crollo americano” e ci porta dentro la trasformazione sistemica degli Stati Uniti: non decadimento, ma un modo diverso di restare in piedi.
📌 Se ti interessa guardare oltre i titoli roboanti, capire i meccanismi e dare senso a quello che leggiamo ogni giorno… questo trio vale la pena.
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https://capibaracms.vercel.app/articoli/come-si-fabbrica-nemico-jodorowsky-iran
https://capibaracms.vercel.app/articoli/viaggio-hiv-malattia-caccia-coloniale-sessuale
https://capibaracms.vercel.app/articoli/declino-che-funziona-stati-uniti
🔹 Gabriele Germani ci guida in “Come si fabbrica un nemico: da Jodorowsky all’Iran”: un viaggio critico tra cinema, propaganda e stereotipi che spiegano perché e come certi “cattivi” diventano leggenda mediatica.
🔹 Andrea Alexandro Nal firma “Il viaggio dell’HIV…”, un pezzo che non si limita alla biologia ma racconta l’evoluzione storica di un virus tra caccia coloniale, modernità e stigmi sociali.
🔹 Davide Russelli in “Il declino che funziona” smonta il racconto facile del “crollo americano” e ci porta dentro la trasformazione sistemica degli Stati Uniti: non decadimento, ma un modo diverso di restare in piedi.
📌 Se ti interessa guardare oltre i titoli roboanti, capire i meccanismi e dare senso a quello che leggiamo ogni giorno… questo trio vale la pena.
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Oggi Capibara fa un passo in più. E non è un passo qualsiasi.
Come sapete raccontiamo storie, conflitti, diritti, possibilità. Da oggi, però, non ci fermiamo più solo al racconto: supportiamo l’azione.
Sul sito di Capibara arriva una nuova funzione pensata per promuovere le petizioni. Uno strumento semplice, ma potentissimo. Perché le battaglie giuste non devono perdersi nel rumore, né restare confinate a una bolla. Devono circolare, crescere, contaminare, diventare pressione reale.
Le petizioni non sono la fine del percorso. Sono l’inizio. Un punto di contatto tra chi scrive, chi legge e chi agisce.
👉🏽 https://www.capibara.media/petizioni
Come sapete raccontiamo storie, conflitti, diritti, possibilità. Da oggi, però, non ci fermiamo più solo al racconto: supportiamo l’azione.
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Trump ora invade il Canada
Non con i carri armati, ma con dazi, minacce e mappe. Trump avvisa Ottawa: se stringe accordi con la Cina scattano tariffe al 100% su tutti i prodotti canadesi. Un colpo diretto all’economia del vicino più fedele degli Stati Uniti. Ma il punto politico è un altro. Sui suoi canali circola una mappa che ingloba il Canada dentro i confini USA, insieme ad altri territori “assorbiti” dall’America. Non è una provocazione grafica: è un messaggio di potere. Trump parla di Canada “destinato a essere divorato da Pechino” e si propone come unico argine. La guerra commerciale diventa guerra di influenza, la pressione economica diventa riscrittura dei confini. Prima i dazi, poi le mappe, poi l’idea che il Nord America sia cosa propria. L’imperialismo non sempre arriva con le bombe: a volte arriva con una cartina aggiornata.
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Non con i carri armati, ma con dazi, minacce e mappe. Trump avvisa Ottawa: se stringe accordi con la Cina scattano tariffe al 100% su tutti i prodotti canadesi. Un colpo diretto all’economia del vicino più fedele degli Stati Uniti. Ma il punto politico è un altro. Sui suoi canali circola una mappa che ingloba il Canada dentro i confini USA, insieme ad altri territori “assorbiti” dall’America. Non è una provocazione grafica: è un messaggio di potere. Trump parla di Canada “destinato a essere divorato da Pechino” e si propone come unico argine. La guerra commerciale diventa guerra di influenza, la pressione economica diventa riscrittura dei confini. Prima i dazi, poi le mappe, poi l’idea che il Nord America sia cosa propria. L’imperialismo non sempre arriva con le bombe: a volte arriva con una cartina aggiornata.
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Che distanza c’è tra una palestra di periferia e una zona sotto assedio?
Geograficamente tantissima. Spiritualmente, pochissima.
E quanto dista la boxe dalla sete di giustizia e libertà di un popolo?
Ancora meno. Da questa convinzione nasce Boxe contro l’assedio: un progetto di solidarietà, scambio e collaborazione con i pugili palestinesi, troppo spesso dimenticati dallo sport mondiale. Il progetto nasce nel 2018 grazie alla collaborazione tra CISS, Palestra Popolare Palermo, Palestra Valerio Verbano e Palestra Popolare del Quarticciolo, insieme alla Federazione di Boxe Palestinese di Gaza e alla palestra El Barrio di Ramallah.
Un progetto che crede nel potere curativo della boxe: uno strumento di dignità, forza e resistenza. Sui loro canali social potete trovare le immagini dell’ultima missione solidale in Palestina di Fabrizio Troya e Giulio Bartolini. Guardarle significa credere che tutto sia possibile.
Dalla periferia di Roma a Gaza, unendo le forze, dal niente può nascere tutto.
Noi sosteniamo questo progetto. E presto andremo a trovarli.
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Geograficamente tantissima. Spiritualmente, pochissima.
E quanto dista la boxe dalla sete di giustizia e libertà di un popolo?
Ancora meno. Da questa convinzione nasce Boxe contro l’assedio: un progetto di solidarietà, scambio e collaborazione con i pugili palestinesi, troppo spesso dimenticati dallo sport mondiale. Il progetto nasce nel 2018 grazie alla collaborazione tra CISS, Palestra Popolare Palermo, Palestra Valerio Verbano e Palestra Popolare del Quarticciolo, insieme alla Federazione di Boxe Palestinese di Gaza e alla palestra El Barrio di Ramallah.
Un progetto che crede nel potere curativo della boxe: uno strumento di dignità, forza e resistenza. Sui loro canali social potete trovare le immagini dell’ultima missione solidale in Palestina di Fabrizio Troya e Giulio Bartolini. Guardarle significa credere che tutto sia possibile.
Dalla periferia di Roma a Gaza, unendo le forze, dal niente può nascere tutto.
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MA CHE COS'È IL GREENWASHING?
Nel settore della moda, il greenwashing è quando un’azienda dice che un capo è sostenibile, ma in realtà lo è poco o per niente.
Succede, per esempio, quando un brand definisce sostenibile un vestito perché ha una piccola parte in cotone organico o in plastica riciclata, anche se tutto il resto è fatto con materiali normali.
Oppure quando si parla di materiali “green” senza spiegare da dove vengono o in che condizioni sono stati prodotti.
La sostenibilità, però, non riguarda solo i materiali.
Riguarda tutto il percorso di un capo: da dove arrivano le materie prime, come viene prodotto e in che condizioni lavorano le persone che lo realizzano.
Come si riconosce il greenwashing?
Un primo modo è guardare il brand nel suo insieme. Se ha solo una linea sostenibile e tutto il resto è fast fashion, è normale avere dei dubbi.
Un altro modo è controllare la trasparenza. Le aziende davvero sostenibili spiegano chiaramente come producono i loro capi, dove e in quali condizioni.
Per evitare il greenwashing, è utile comprare meno ed evitare il fast fashion.
L’usato è una buona alternativa, perché non crea nuova produzione.
Se invece si compra nuovo, è meglio scegliere aziende di slow fashion, che danno informazioni chiare e verificabili su quello che producono.
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Nel settore della moda, il greenwashing è quando un’azienda dice che un capo è sostenibile, ma in realtà lo è poco o per niente.
Succede, per esempio, quando un brand definisce sostenibile un vestito perché ha una piccola parte in cotone organico o in plastica riciclata, anche se tutto il resto è fatto con materiali normali.
Oppure quando si parla di materiali “green” senza spiegare da dove vengono o in che condizioni sono stati prodotti.
La sostenibilità, però, non riguarda solo i materiali.
Riguarda tutto il percorso di un capo: da dove arrivano le materie prime, come viene prodotto e in che condizioni lavorano le persone che lo realizzano.
Come si riconosce il greenwashing?
Un primo modo è guardare il brand nel suo insieme. Se ha solo una linea sostenibile e tutto il resto è fast fashion, è normale avere dei dubbi.
Un altro modo è controllare la trasparenza. Le aziende davvero sostenibili spiegano chiaramente come producono i loro capi, dove e in quali condizioni.
Per evitare il greenwashing, è utile comprare meno ed evitare il fast fashion.
L’usato è una buona alternativa, perché non crea nuova produzione.
Se invece si compra nuovo, è meglio scegliere aziende di slow fashion, che danno informazioni chiare e verificabili su quello che producono.
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Nel suo nuovo articolo *“L’Iran, le perle e lo shamshir”* smonta la lettura moralistica e selettiva con cui l’Occidente racconta Teheran e va dritto al punto: sanzioni, potere, società iraniana e interessi geopolitici reali. Un pezzo introduttivo, netto, che serve a rimettere ordine prima di parlare di “diritti” e “libertà” a comando.
https://capibaracms.vercel.app/articoli/iran-perle-shamshir
🗣 Il resto delle newsroom oggi tiene il mondo sotto pressione:
– Iran e sanzioni, con Farian Sabahi che ribalta la narrazione ufficiale sulle proteste.
– Gaza, tra richieste egiziane, rinvii israeliani e giochi sul valico di Rafah.
– Trumpismo come ideologia del capitalismo turbo-finanziario e ritorno offensivo USA in Sud America.
– Guerra alla droga come dispositivo coloniale.
– Davos, Palantir, economia USA reale, salari cinesi in crescita e Belt and Road tutt’altro che morta.
– Russia, Venezuela, UE-India, industria aeronautica cinese e crepe sistemiche dell’Occidente.
**Segui Il Capibara.**
https://capibaracms.vercel.app/newsroom
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Buongiorno!
Oggi ospitiamo un contributo esterno su Capibara
Pubblichiamo un articolo di Oscar Monaco, per aprire un dibattito di area su quanto sta accadendo negli Stati Uniti.
“È un problema di pantone” prova a spostare lo sguardo dall’indignazione automatica ai meccanismi politici e mediatici che rendono alcune violenze intollerabili e altre invisibili, mettendo in discussione narrazioni selettive e letture moralistiche.
👉 Articolo completo:
https://capibaracms.vercel.app/articoli/e-un-problema-pantone-ice
Chi volesse inviarci riflessioni o testi derivati per alimentare il dibattito può scrivere a:
📩 capibara.coop@gmail.com
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Oggi ospitiamo un contributo esterno su Capibara
Pubblichiamo un articolo di Oscar Monaco, per aprire un dibattito di area su quanto sta accadendo negli Stati Uniti.
“È un problema di pantone” prova a spostare lo sguardo dall’indignazione automatica ai meccanismi politici e mediatici che rendono alcune violenze intollerabili e altre invisibili, mettendo in discussione narrazioni selettive e letture moralistiche.
👉 Articolo completo:
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È un problema di pantone
Oltre l'infantilizzazione politica: una riflessione su proteste e indignazione a intermittenza
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Negli Stati Uniti, la violenza delle forze dell'ordine è un problema che si trascina da anni. E lo sono anche la gestione delle migrazioni, la clandestinità e la marginalità sociale. Parliamo di molti milioni di persone, decine di milioni se si considera solo la povertà interna. Ma non è un mondo in bianco e nero: tra i migranti in cerca di una vita migliore c'è anche una componente criminale e non disposta ad integrarsi, la politica ha giocato su questi fenomeni per conquistare o addirittura creare nuovi bacini elettorali, mentre tanti cittadini hanno semplicemente vissuto epidemie di criminalità e tossicodipendenza fuori scala. Nel frattempo, l' economia americana non è più quella di una volta. Gli americani democratici vedono un film, gli altri uno completamente diverso, le visioni non si incontrano. E l' America razzista, da sempre, ragiona con la polvere da sparo. Cosa può andare storto?
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TIK TOK INSTAGRAM E FACEBOOK SONO MORTI?
Sta esplodendo un nuovo protagonista nella galassia social: UpScrolled.
Dopo l’acquisizione di TikTok negli USA, molti utenti stanno cercando alternative.
Secondo i dati di mercato, l’app ha visto i suoi download giornalieri aumentare del del duemilaottocentocinquanta per cento.
Punta su espressione libera e imparzialità e niente manipolazioni algoritmiche, caratteristiche che stanno convincendo gli utenti delusi dai social tradizionali.
Il boom è legato al cambio di proprietà di TikTok.
Molti vedono in UpScrolled una nuova casa dove condividere idee e contenuti senza i big tech.
Se i grandi social non ascoltano più i loro utenti, questi ultimi sembrano pronti a costruire qualcosa di nuovo.
#TikTok #instagram #fb #upscrolled
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Sta esplodendo un nuovo protagonista nella galassia social: UpScrolled.
Dopo l’acquisizione di TikTok negli USA, molti utenti stanno cercando alternative.
Secondo i dati di mercato, l’app ha visto i suoi download giornalieri aumentare del del duemilaottocentocinquanta per cento.
Punta su espressione libera e imparzialità e niente manipolazioni algoritmiche, caratteristiche che stanno convincendo gli utenti delusi dai social tradizionali.
Il boom è legato al cambio di proprietà di TikTok.
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https://www.youtube.com/watch?v=rP7gjPKbMZw
Prima puntata di "L'Erba Cattiva" il nuovo podcast condotto da Gabriele Germani a Friccicore, ogni 14 giorni, in Via delle Acacie 14 (Roma).
Primo ospite Virginia Veludo (divulgatrice, insegnante precaria, scrittrice) per parlare di giovani, futuro e movimenti.
Buona visione!
Prima puntata di "L'Erba Cattiva" il nuovo podcast condotto da Gabriele Germani a Friccicore, ogni 14 giorni, in Via delle Acacie 14 (Roma).
Primo ospite Virginia Veludo (divulgatrice, insegnante precaria, scrittrice) per parlare di giovani, futuro e movimenti.
Buona visione!
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Il futuro è in pericolo L'ErbaCattiva con Rossaperpendicolare
Per sostenere il canale https://www.paypal.me/Stefano180
IBAN: IT41U0538710400000047399481 Intestato a Stefano Orsi con Causale DONAZIONE.
Buona visione e buon ascolto.
Parte da oggi il nuovo format "L'Erba Cattiva" di Capibara Media registrato ogni due…
IBAN: IT41U0538710400000047399481 Intestato a Stefano Orsi con Causale DONAZIONE.
Buona visione e buon ascolto.
Parte da oggi il nuovo format "L'Erba Cattiva" di Capibara Media registrato ogni due…
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Gli USA sono nati dal genocidio
Così Trump ha ordinato la rimozione o modifica dei cartelli nei parchi nazionali che raccontano la violenza coloniale e i maltrattamenti subiti dai nativi americani.
Oltre ad altri temi scomodi come schiavitù e cambiamento climatico.
Tra i luoghi colpiti il Grand Canyon.
La storia è sostituita da una narrazione depoliticizzata.
Il genocidio dei popoli indigeni del Nord America — con massacri, deportazioni e apartheid — ha molte affinità con la pulizia etnica del popolo palestinese, dove la cancellazione di diritti, terre e memorie è parte di un progetto di dominio e controllo.
In entrambi i casi, normalizzare quelle sofferenze trasformandole in storia mitologica o indigenizzazione culturale significa privare le comunità colpite della loro identità politica, del riconoscimento delle responsabilità storiche e della possibilità di giustizia nel presente, sostituendola con una narrazione neutra, rassicurante e poco conflittuale.
💪 Segui il Capibara 🙏
Così Trump ha ordinato la rimozione o modifica dei cartelli nei parchi nazionali che raccontano la violenza coloniale e i maltrattamenti subiti dai nativi americani.
Oltre ad altri temi scomodi come schiavitù e cambiamento climatico.
Tra i luoghi colpiti il Grand Canyon.
La storia è sostituita da una narrazione depoliticizzata.
Il genocidio dei popoli indigeni del Nord America — con massacri, deportazioni e apartheid — ha molte affinità con la pulizia etnica del popolo palestinese, dove la cancellazione di diritti, terre e memorie è parte di un progetto di dominio e controllo.
In entrambi i casi, normalizzare quelle sofferenze trasformandole in storia mitologica o indigenizzazione culturale significa privare le comunità colpite della loro identità politica, del riconoscimento delle responsabilità storiche e della possibilità di giustizia nel presente, sostituendola con una narrazione neutra, rassicurante e poco conflittuale.
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Oggi su **Capibara c’è parecchia carne viva, non il solito riassuntino.
Si parte forte con Davide Russelli** e il suo pezzo *“Dal capitalismo cognitivo al socialismo cognitivo”*: un articolo che prova a mettere ordine nel caos, andando dritto al punto su potere, conoscenza e conflitto nell’economia che abbiamo sotto gli occhi. Da leggere con calma, non mentre si scorre distratti 📌
Poi la **newsroom macina notizie e analisi, tutte con un filo comune: il mondo che scricchiola.
– Memoria, genocidi e il discorso di Tomaso Montanari
– Gaza, l’Italia e i nuovi assetti coloniali travestiti da governance
– Scuola, militarizzazione e controllo
– Trump, Iran, fondi finanziari, supremazia militare che vacilla
– Russia e microprocessori, Cina e miniere, clima e trucchetti contabili delle multinazionali
– Voci da Mosca, letture strategiche, imperi che non crollano mai in silenzio
Dentro c’è geopolitica, economia reale, potere duro e potere simbolico. Senza fuffa.
📍 Nota importante**:
**venerdì 30 gennaio, ore 18.30**, **via Prenestina 175 (Roma)**
presentiamo l’assemblea pubblica dei cittadini sull’inceneritore di Roma Sud. Un incontro aperto, concreto, per capire cosa sta succedendo e come muoversi insieme. Offline, finalmente.
Capibara continua a fare quello che deve: collegare i punti.
Il resto lo fate voi. 🦫
https://capibaracms.vercel.app/newsroom
https://capibaracms.vercel.app/articoli/capitalismo-cognitivo-socialismo-cognitivo
Si parte forte con Davide Russelli** e il suo pezzo *“Dal capitalismo cognitivo al socialismo cognitivo”*: un articolo che prova a mettere ordine nel caos, andando dritto al punto su potere, conoscenza e conflitto nell’economia che abbiamo sotto gli occhi. Da leggere con calma, non mentre si scorre distratti 📌
Poi la **newsroom macina notizie e analisi, tutte con un filo comune: il mondo che scricchiola.
– Memoria, genocidi e il discorso di Tomaso Montanari
– Gaza, l’Italia e i nuovi assetti coloniali travestiti da governance
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– Voci da Mosca, letture strategiche, imperi che non crollano mai in silenzio
Dentro c’è geopolitica, economia reale, potere duro e potere simbolico. Senza fuffa.
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**venerdì 30 gennaio, ore 18.30**, **via Prenestina 175 (Roma)**
presentiamo l’assemblea pubblica dei cittadini sull’inceneritore di Roma Sud. Un incontro aperto, concreto, per capire cosa sta succedendo e come muoversi insieme. Offline, finalmente.
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LEVATECI TUTTO CE NE SBATTIAMO
Karem from Haifa prende sportivamente i calci che l'imperialismo e il capitalismo ci infliggono come militanti.
Toglieteci pure le mutande, ma noi non cambieremo idea.
Manuale di sopravvivenza per anti-capitalisti e anti-imperialisti nel 2026.
Piccolo estratto della seconda puntata de L'Erba Cattiva presso Friccicore ogni 14 giorni, il martedì.
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Karem from Haifa prende sportivamente i calci che l'imperialismo e il capitalismo ci infliggono come militanti.
Toglieteci pure le mutande, ma noi non cambieremo idea.
Manuale di sopravvivenza per anti-capitalisti e anti-imperialisti nel 2026.
Piccolo estratto della seconda puntata de L'Erba Cattiva presso Friccicore ogni 14 giorni, il martedì.
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La vicenda Groenlandia ci riporta direttamente alle dispute coloniali dell'800.
Gli sveglissimi cittadini europei finalmente mangiano la foglia: gli USA dopo decenni di egemonia, colpi di stato, ricatti, brogli elettorali, logge massoniche e strategia della tensione, non erano nostri alleati.
Per me il colpevole è il maggiordomo.
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Gli sveglissimi cittadini europei finalmente mangiano la foglia: gli USA dopo decenni di egemonia, colpi di stato, ricatti, brogli elettorali, logge massoniche e strategia della tensione, non erano nostri alleati.
Per me il colpevole è il maggiordomo.
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Il governo esclude 5 milioni di persone dal voto, chissà come mai proprio quelle che nei sono più ostili.
Dopo la censura subita dal professor Barbero ad opera di qualche giornalaio galoppino sel governo, il NO che prende piede nei sondaggi e le forzature per arrivare alle urne in fretta e furia togliendo così il tempo ai cittadini di informarsi su qualcosa che impatterà sulla nostra Costituzione, ci è giunta ieri un'interessante notizia: studenti e lavoratori fuori sede non potranno votare nel comune in cui si trovano, come si era fatto invece alle politiche europee e col referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. Il motivo formale? Secondo la deputata FDI Wanda Ferro non ci sarebbero i tempi tecnici. Tempi che hanno affrettato loro, per altro.
La domanda sorge spontanea: la nostra repubblica delle banane non riesce davvero a gestire qualcosa di così elementare, oppure è un caso che si escluda una categorie di persona che statisticamente gradisce poco questo governo?
Perché in un clima di forte astensionismo, costringere milioni di cittadini a spendere soldi che spesso non hanno e percorrere km su km per esercitare un loro sacrosanto diritto?
Ma soprattutto, se siete così convinti della giustezza di questa riforma, di cosa avete paura?
E tu, studente, lavoratore fuorisede, cosa ne pensi? Si tratta di un inciampo o c'è la volontà di escludervi? Faccelo sapere nei commenti!
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Dopo la censura subita dal professor Barbero ad opera di qualche giornalaio galoppino sel governo, il NO che prende piede nei sondaggi e le forzature per arrivare alle urne in fretta e furia togliendo così il tempo ai cittadini di informarsi su qualcosa che impatterà sulla nostra Costituzione, ci è giunta ieri un'interessante notizia: studenti e lavoratori fuori sede non potranno votare nel comune in cui si trovano, come si era fatto invece alle politiche europee e col referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. Il motivo formale? Secondo la deputata FDI Wanda Ferro non ci sarebbero i tempi tecnici. Tempi che hanno affrettato loro, per altro.
La domanda sorge spontanea: la nostra repubblica delle banane non riesce davvero a gestire qualcosa di così elementare, oppure è un caso che si escluda una categorie di persona che statisticamente gradisce poco questo governo?
Perché in un clima di forte astensionismo, costringere milioni di cittadini a spendere soldi che spesso non hanno e percorrere km su km per esercitare un loro sacrosanto diritto?
Ma soprattutto, se siete così convinti della giustezza di questa riforma, di cosa avete paura?
E tu, studente, lavoratore fuorisede, cosa ne pensi? Si tratta di un inciampo o c'è la volontà di escludervi? Faccelo sapere nei commenti!
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La possibilità di scontro cinetico tra Iran e Stati Uniti porta con sé diversi rischi, militari ed economici, che qui vediamo sintetizzati.
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🔥 La narrazione conta quanto i fatti.
Negli Stati Uniti di oggi la fabbrica dell’immagine politica sembra talvolta più potente di qualunque dato reale. Daniele Dall’Aglio risponde al pezzo di Oscar Monaco sull'ICE.
Ci parla della questione di percezione che plasma le nostre opinioni, l’opinione pubblica e la polarizzazione estrema in cui siamo immersi.
ICE come istituzione non è un corpo estraneo alla storia politica americana post-9/11, ma un prodotto di trasformazioni istituzionali e culturali profonde. Dall’Aglio ribalta la narrazione semplice del “buono contro cattivo” e ci invita a riconoscere come il sistema politico americano abbia usato certi eventi — e le immagini di questi eventi — per strumentalizzare paure e semplificare complesse dinamiche sociali.
👉 https://capibaracms.vercel.app/articoli/questioni-di-percezione-ice
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Negli Stati Uniti di oggi la fabbrica dell’immagine politica sembra talvolta più potente di qualunque dato reale. Daniele Dall’Aglio risponde al pezzo di Oscar Monaco sull'ICE.
Ci parla della questione di percezione che plasma le nostre opinioni, l’opinione pubblica e la polarizzazione estrema in cui siamo immersi.
ICE come istituzione non è un corpo estraneo alla storia politica americana post-9/11, ma un prodotto di trasformazioni istituzionali e culturali profonde. Dall’Aglio ribalta la narrazione semplice del “buono contro cattivo” e ci invita a riconoscere come il sistema politico americano abbia usato certi eventi — e le immagini di questi eventi — per strumentalizzare paure e semplificare complesse dinamiche sociali.
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ICE: questioni di percezione?
Lettura sintetica e parziale della situazione interna agli Stati Uniti
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Sembra che a partire da Domenica la Marina Militare iraniana terrà un' esercitazione nel Golfo Persico... insieme a navi militari russe e cinesi. Tutto questo mentre il CBG della Abraham Lincoln è da qualche parte nel Mar Arabico, alcuni dicono che si ripari dietro le montagne dell' Oman. Come si diceva ieri nella live con il buon Germani, gli alleati Russi e Cinesi non entreranno in scontro cinetico aperto con gli USA. Ma non lasceranno che l' Iran venga attaccato impunemente. Quello che possono, lo faranno. Alla luce o dietro le quinte. L' Iran è IL crocevia dell' integrazione eurasiatica, che vede l' intersezione del INSTC e della BRI, oltre che l' unico vero stato sovrano della regione e importante fornitore di energia alla Cina. Si cercherà di impedire al nemico di entrare. Se non sarà possibile, gli si impedirà di uscire. Non si escludono colpi di scena per salvare la faccia a tutti.
Daniele
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AZIONE STUDENTESCA COLPISCE ANCORA
📚In un liceo di Pordenone la giovanile meloniana ha diffuso un volantino che si intitola “La scuola è nostra”.
C’è un QR code che porta a un questionario per studenti.
Nel sondaggio si chiedono alcune informazioni personali, come la scuola e la classe, e poi domande generiche: com’è messa la scuola, quali problemi ci sono, se si farà la gita.
Ma a un certo punto compare questa domanda:
“Hai professori di sinistra che fanno propaganda in classe?”
E subito dopo:
“Racconta un caso concreto”.
Anche se il questionario viene definito anonimo, incrociando le risposte si possono riconoscere i professori.
Per questo in molti parlano di schedatura politica.
Azione Studentesca è la giovanile di Fratelli d’Italia e fa riferimento a un’area di estrema destra, con posizioni molto dure: contro l’antifascismo, con slogan come “antifascismo = mafia”, e una visione fortemente nazionalista e patriarcale.
Dall’opposizione arrivano critiche fortissime.
Il Movimento 5 Stelle dice che non è una semplice iniziativa studentesca, ma un modo per controllare e segnalare insegnanti in base alle loro idee politiche.
Altri partiti e sindacati parlano di un attacco alla libertà di insegnamento.
E il Ministero dell’Istruzione?
Il ministro Valditara non ha preso una posizione netta. Si parla di verifiche, ma nessuna condanna chiara.
Ed è per questo che il caso continua a far discutere.
#scuola #valditara #azione #meloni
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📚In un liceo di Pordenone la giovanile meloniana ha diffuso un volantino che si intitola “La scuola è nostra”.
C’è un QR code che porta a un questionario per studenti.
Nel sondaggio si chiedono alcune informazioni personali, come la scuola e la classe, e poi domande generiche: com’è messa la scuola, quali problemi ci sono, se si farà la gita.
Ma a un certo punto compare questa domanda:
“Hai professori di sinistra che fanno propaganda in classe?”
E subito dopo:
“Racconta un caso concreto”.
Anche se il questionario viene definito anonimo, incrociando le risposte si possono riconoscere i professori.
Per questo in molti parlano di schedatura politica.
Azione Studentesca è la giovanile di Fratelli d’Italia e fa riferimento a un’area di estrema destra, con posizioni molto dure: contro l’antifascismo, con slogan come “antifascismo = mafia”, e una visione fortemente nazionalista e patriarcale.
Dall’opposizione arrivano critiche fortissime.
Il Movimento 5 Stelle dice che non è una semplice iniziativa studentesca, ma un modo per controllare e segnalare insegnanti in base alle loro idee politiche.
Altri partiti e sindacati parlano di un attacco alla libertà di insegnamento.
E il Ministero dell’Istruzione?
Il ministro Valditara non ha preso una posizione netta. Si parla di verifiche, ma nessuna condanna chiara.
Ed è per questo che il caso continua a far discutere.
#scuola #valditara #azione #meloni
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PROVE DI TREGUA IN UCRAINA?
Nel caos generale, e nell'assenza di un ruolo concreto dell'Unione Europea, Trump e Putin provano ad accordare una mini-tregua per le infrastrutture energetiche di Kiev.
Prove generali per accordi di pace o enmesimo tentativo velleitario di sistemare un conflitto che sembra solo inasprirsi col tempo?
La sensazione è che finiremo presto per riparlarne in ogni caso.
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Nel caos generale, e nell'assenza di un ruolo concreto dell'Unione Europea, Trump e Putin provano ad accordare una mini-tregua per le infrastrutture energetiche di Kiev.
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