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🏴☠🇺🇸⚔🇱🇧 La città di Ansar dopo gli attacchi di occupazione di ieri - Libano meridionale
Tutti quelli che vogliono la pace con questi assassini di bambini - vadano a vivere con loro al confine dei territori occupati e poi parliamo della loro cosiddetta "pace"
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A San Valentino scegli un Capibara 🐈🐈🐈
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Gli USA da superpotenza a regni combattenti: bentornata guerra civile!
In Florida un nuovo disegno di legge vuole vietare la parola Cisgiordania e imporre Giudea e Samaria in tutti i documenti pubblici, dai comunicati ufficiali ai testi scolastici.
L'ennesima riscrittura politica della realtà.
Il testo definisce la Cisgiordania terra liberata da Israele nel 67 e trasforma una scelta ideologica in standard obbligatori.
Per i promotori è una difesa dell’Occidente.
L’Arkansas lo aveva già fatto nel 2025.
Nel paese del liberismo sfrenato: lo Stato decide quali parole puoi usare!
Intanto all'estremo Nord si apre una spaccatura tra il sindaco di New York, la città simbolo del paese, e il Presidente e in Minnesota lavoratori e società civile avviano una mobilitazione per fermare ogni settore produttivo contro l'occupazione militare imposta dal governo.
Nel paese della libertà hanno arrestato un bambino di cinque anni e lo hanno usato come esca per arrestare anche il padre e deporterli in Texas.
Marx lo aveva predetto: le contraddizioni sarebbero esplose nel centro del capitalismo mondiale, nella sua punta di diamante, sembra proprio quello a cui stiamo assistendo in questi giorni.
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In Florida un nuovo disegno di legge vuole vietare la parola Cisgiordania e imporre Giudea e Samaria in tutti i documenti pubblici, dai comunicati ufficiali ai testi scolastici.
L'ennesima riscrittura politica della realtà.
Il testo definisce la Cisgiordania terra liberata da Israele nel 67 e trasforma una scelta ideologica in standard obbligatori.
Per i promotori è una difesa dell’Occidente.
L’Arkansas lo aveva già fatto nel 2025.
Nel paese del liberismo sfrenato: lo Stato decide quali parole puoi usare!
Intanto all'estremo Nord si apre una spaccatura tra il sindaco di New York, la città simbolo del paese, e il Presidente e in Minnesota lavoratori e società civile avviano una mobilitazione per fermare ogni settore produttivo contro l'occupazione militare imposta dal governo.
Nel paese della libertà hanno arrestato un bambino di cinque anni e lo hanno usato come esca per arrestare anche il padre e deporterli in Texas.
Marx lo aveva predetto: le contraddizioni sarebbero esplose nel centro del capitalismo mondiale, nella sua punta di diamante, sembra proprio quello a cui stiamo assistendo in questi giorni.
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🌍 Capibara – il mondo in poche righe
🔼 Oggi vi segnaliamo l’articolo di Cecilia Salacone, “Gender ma che vor dì?”, un contributo chiaro e diretto per orientarsi nel dibattito sul gender, oltre alla selezione di notizie dal mondo curata dalla nostra newsroom.
🔎 In sintesi, cosa trovate oggi:
🔴Iran e BRICS+: le mosse di Teheran lette da Lorenzo Pacini
USA–Russia–Ucraina: negoziati opachi e primi incontri trilaterali
Corea del Sud e semiconduttori: crescita sotto pressione globale
Gaza: nuovi assetti coloniali, scontro con l’ONU e aumento delle vittime
Israele: agricoltura al collasso per i boicottaggi
Medio Oriente: USA pronti a scaricare i curdi, Rafah verso la riapertura
USA interni: sciopero generale in Minnesota
UE: accordo Mercosur bloccato e Unione sempre più divisa
Italia: ciclone Harry, regioni verso lo stato di calamità
Clima: eventi estremi sempre meno “improbabili”
Una panoramica essenziale per capire dove sta andando il mondo. 📌
🫡👥 Segui il Capibara 🔴⚡️ 🗣
https://capibaracms.vercel.app/articoli/gender-ma-che-vor-di
🔎 In sintesi, cosa trovate oggi:
🔴Iran e BRICS+: le mosse di Teheran lette da Lorenzo Pacini
USA–Russia–Ucraina: negoziati opachi e primi incontri trilaterali
Corea del Sud e semiconduttori: crescita sotto pressione globale
Gaza: nuovi assetti coloniali, scontro con l’ONU e aumento delle vittime
Israele: agricoltura al collasso per i boicottaggi
Medio Oriente: USA pronti a scaricare i curdi, Rafah verso la riapertura
USA interni: sciopero generale in Minnesota
UE: accordo Mercosur bloccato e Unione sempre più divisa
Italia: ciclone Harry, regioni verso lo stato di calamità
Clima: eventi estremi sempre meno “improbabili”
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Come andiamo?
Continuano i colpi di scena in questo inizio d’anno, l’ultimo sull’accordo di libero scambio UE-Mercosur
Oltre 25 anni di negoziati,
la scorsa settimana la firma dell'accordo
e giovedì lo stop del Parlamento europeo per l’esame dalla Corte di Giustizia,
che potrebbe bloccarlo per altri due anni
Alle spaccature tra paesi si aggiungono quelle nei gruppi parlamentari nazionali ed europei,
e mentre gli agricoltori festeggiano il premier tedesco Merz chiede l’applicazione provvisoria
L’accordo, uno “Scambio tra vacche e auto” per il Movimento dei Lavoratori Senza Terra, era stato ratificato
col voto decisivo dell’Italia,
comprato con l’anticipo al 2028
di 45 miliardi di euro della PAC
Rimangono forti perplessità da entrambi i lati dell’oceano:
di là, si temono l’aumento della deforestazione e il potenziamento dell’agroindustria - quella che sostiene Bolsonaro e Milei, per capirci - a spese della già debole manifattura,
di qua i rischi per la salute,
dovuti alla minor tutela del consumatore nella produzione americana,
e la concorrenza di prezzo
Potrebbero invece aumentare le vendite europee di automobili, macchinari e pesticidi, tra le principali esportazioni della Germania in forte crisi economica - è questo il movente di Merz?
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Continuano i colpi di scena in questo inizio d’anno, l’ultimo sull’accordo di libero scambio UE-Mercosur
Oltre 25 anni di negoziati,
la scorsa settimana la firma dell'accordo
e giovedì lo stop del Parlamento europeo per l’esame dalla Corte di Giustizia,
che potrebbe bloccarlo per altri due anni
Alle spaccature tra paesi si aggiungono quelle nei gruppi parlamentari nazionali ed europei,
e mentre gli agricoltori festeggiano il premier tedesco Merz chiede l’applicazione provvisoria
L’accordo, uno “Scambio tra vacche e auto” per il Movimento dei Lavoratori Senza Terra, era stato ratificato
col voto decisivo dell’Italia,
comprato con l’anticipo al 2028
di 45 miliardi di euro della PAC
Rimangono forti perplessità da entrambi i lati dell’oceano:
di là, si temono l’aumento della deforestazione e il potenziamento dell’agroindustria - quella che sostiene Bolsonaro e Milei, per capirci - a spese della già debole manifattura,
di qua i rischi per la salute,
dovuti alla minor tutela del consumatore nella produzione americana,
e la concorrenza di prezzo
Potrebbero invece aumentare le vendite europee di automobili, macchinari e pesticidi, tra le principali esportazioni della Germania in forte crisi economica - è questo il movente di Merz?
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❣️ "La sicurezza del Potere è l'insicurezza dei cittadini", diceva Sciascia
Così uno Stato violento nato sul genocidio e cresciuto a colpi di cannonate e golpe prima o poi sarebbe finito ad adoperare la violenza sui propri cittadini.
Ora negli Stati Uniti, gli agenti della polizia migratoria possono entrare nelle abitazioni private anche senza mandato giudiziario, forzando i limiti imposti dal Quarto Emendamento che protegge i cittadini da perquisizioni e sequestri irragionevoli da parte del governo e garantisce sicurezza personale, della casa, dei documenti e dei beni, richiedendo che i mandati siano emessi solo su motivi fondati.
Ecco il declino di un Impero, in cui ogni cento persone, ci sono centoventi armi da fuoco.
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Così uno Stato violento nato sul genocidio e cresciuto a colpi di cannonate e golpe prima o poi sarebbe finito ad adoperare la violenza sui propri cittadini.
Ora negli Stati Uniti, gli agenti della polizia migratoria possono entrare nelle abitazioni private anche senza mandato giudiziario, forzando i limiti imposti dal Quarto Emendamento che protegge i cittadini da perquisizioni e sequestri irragionevoli da parte del governo e garantisce sicurezza personale, della casa, dei documenti e dei beni, richiedendo che i mandati siano emessi solo su motivi fondati.
Ecco il declino di un Impero, in cui ogni cento persone, ci sono centoventi armi da fuoco.
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Marwan Barghouti, il Nelson Mandela Palestinese si trova nelle carceri Israelliani dal 2002. Da allora la moglie, Fadwa ne ha seguito l'esempio diventando una delle voci più importanti del movimento per la liberazione della Palestina e dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Abbiamo avuto modo di incontrarla e parlare di quanto successo negli ultimi 2 anni. Questo è quanto ha avuto da dire.
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Più armi ai civili equivale a più sicurezza?
Aspetta un attimo, parliamo dei dati.
Prendiamo gli USA: le armi circolano ovunque, la sicurezza vi sembra aumentata?
Aumentano le sparatorie, gli incidenti domestici o i suicidi.
Non parlo di opinioni, ma di statistica.
Regolamentare il possesso di armi non è togliere libertà, è proteggere vite.
E' come guidare un’auto, serve la patente: nessuno grida alla dittatura
Dove si fanno controlli ci sono meno incidenti, meno omicidi, meno sparatorie.
La lobby delle armi vive sulla paura, non sulla sicurezza
Le persone vengono prima dei soldi e delle pistole.
Questa battaglia ti riguarda.
Non dobbiamo trasformare le nostre strade nel Far West,
La politica va fondata sui fatti, sul benessere generale.
E tu che ne pensi? Lascia un commento, facciamo rumore senza spari.
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Prendiamo gli USA: le armi circolano ovunque, la sicurezza vi sembra aumentata?
Aumentano le sparatorie, gli incidenti domestici o i suicidi.
Non parlo di opinioni, ma di statistica.
Regolamentare il possesso di armi non è togliere libertà, è proteggere vite.
E' come guidare un’auto, serve la patente: nessuno grida alla dittatura
Dove si fanno controlli ci sono meno incidenti, meno omicidi, meno sparatorie.
La lobby delle armi vive sulla paura, non sulla sicurezza
Le persone vengono prima dei soldi e delle pistole.
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Se noi tolleriamo questo è finito tutto
Adolescenti caricati su auto nere da uomini incappucciati
bambini di cinque anni usati come esca per arrestare i genitori
Uomini uccisi a sangue freddo dalle SS di Trump
Bene, noi lo avevamo detto: Gaza è il laboratorio globale del fascismo, se lasceremo fare lì, prima o poi accadrà qui.
Così una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto che lì era diventato anche New York, Minneapolis, Seattle.
Che Giorgia Meloni invita la Gestapo in Italia, che intere nazioni vengono tenute in scacco dall'Iran al Venezuela, che interi popoli vengono affamati e uccisi dal Sudan al Congo, che il diritto internazionale viene affidato a un consiglio di amministrazione coloniale.
Sta a noi fermarli, perché prima o poi quegli uomini incappucciati verranno alle nostre porte per noi, i nostri figli, i nostri affetti.
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Adolescenti caricati su auto nere da uomini incappucciati
bambini di cinque anni usati come esca per arrestare i genitori
Uomini uccisi a sangue freddo dalle SS di Trump
Bene, noi lo avevamo detto: Gaza è il laboratorio globale del fascismo, se lasceremo fare lì, prima o poi accadrà qui.
Così una mattina ci siamo svegliati e abbiamo scoperto che lì era diventato anche New York, Minneapolis, Seattle.
Che Giorgia Meloni invita la Gestapo in Italia, che intere nazioni vengono tenute in scacco dall'Iran al Venezuela, che interi popoli vengono affamati e uccisi dal Sudan al Congo, che il diritto internazionale viene affidato a un consiglio di amministrazione coloniale.
Sta a noi fermarli, perché prima o poi quegli uomini incappucciati verranno alle nostre porte per noi, i nostri figli, i nostri affetti.
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La cannabis è il “male assoluto”, fermati con me trenta secondi.
In Italia si consuma comunque, ma lo Stato fa finta di niente e lascia miliardi alla criminalità.
Zero controlli, zero tutele, zero prevenzione.
Legalizzare non significa incentivare, ma gestire: qualità controllata, niente spaccio, meno arresti inutili.
Più risorse per scuola, sanità e servizi ai cittadini.
Nei Paesi che hanno legalizzato vediamo:
- meno reati
- più entrate pubbliche
- politiche basate sui dati, non sulla paura
Il proibizionismo non ha mai salvato nessuno.
Ha solo criminalizzato i giovani e regalato potere al crimine.
Non devi chiederti: mi piace o no, ma se preferisci un sistema intelligente o uno ipocrita?
Questo tema ti riguarda.
Resta qui, commenta, parliamone davvero.
In Italia si consuma comunque, ma lo Stato fa finta di niente e lascia miliardi alla criminalità.
Zero controlli, zero tutele, zero prevenzione.
Legalizzare non significa incentivare, ma gestire: qualità controllata, niente spaccio, meno arresti inutili.
Più risorse per scuola, sanità e servizi ai cittadini.
Nei Paesi che hanno legalizzato vediamo:
- meno reati
- più entrate pubbliche
- politiche basate sui dati, non sulla paura
Il proibizionismo non ha mai salvato nessuno.
Ha solo criminalizzato i giovani e regalato potere al crimine.
Non devi chiederti: mi piace o no, ma se preferisci un sistema intelligente o uno ipocrita?
Questo tema ti riguarda.
Resta qui, commenta, parliamone davvero.
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Ieri è morto Michael Parenti, uno dei maggiori intellettuali statunitensi dell’ultimo secolo.
Un pensatore capace di mettere a nudo i limiti del capitalismo.
Ricordo ancora la sua riflessione sull'URSS che ebbero un effetto dirompente su un giovane (stupido) ed anarcoide me ancora impregnato di post-autonomia: con tutti i limiti dell'URSS, quale alternativa in un mondo ostile al socialismo d’assedio nato dopo la Rivoluzione russa?
Parenti se ne va in uno dei momenti più bui della nostra storia.
Un Occidente collettivo in cui l’ICE agisce come una milizia militare contro i propri concittadini, il Minnesota è sull’orlo della guerra civile, il Venezuela cerca di resistere, l’Iran è minacciato, l’Europa scivola verso la guerra e la depressione e Gaza viene normalizzata come se fosse il dettaglio di una riunione tra miliardari.
I media ci abituano all'impotenza: la guerra è lontana, la repressione è altrove, il disastro non riguarda me.
Non è così: il partito delle armi e degli affari attraversa anche le nostre città, le nostre vite, la nostra salute.
A Roma Sud, il Comune guidato dal PD progetta un mega-inceneritore che avvelenerà oltre un milione di persone.
L'idea è sempre quella del liberismo selvaggio: “Non ci sono alternative”.
Non è vero.
Anche per questo venerdì 30 gennaio, ore 18.00, Sala Ovale – Parco delle Energie, Via Prenestina 175, Roma - modererò un’assemblea pubblica sull’inceneritore di Roma Sud.
Vi aspettiamo!
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Un pensatore capace di mettere a nudo i limiti del capitalismo.
Ricordo ancora la sua riflessione sull'URSS che ebbero un effetto dirompente su un giovane (stupido) ed anarcoide me ancora impregnato di post-autonomia: con tutti i limiti dell'URSS, quale alternativa in un mondo ostile al socialismo d’assedio nato dopo la Rivoluzione russa?
Parenti se ne va in uno dei momenti più bui della nostra storia.
Un Occidente collettivo in cui l’ICE agisce come una milizia militare contro i propri concittadini, il Minnesota è sull’orlo della guerra civile, il Venezuela cerca di resistere, l’Iran è minacciato, l’Europa scivola verso la guerra e la depressione e Gaza viene normalizzata come se fosse il dettaglio di una riunione tra miliardari.
I media ci abituano all'impotenza: la guerra è lontana, la repressione è altrove, il disastro non riguarda me.
Non è così: il partito delle armi e degli affari attraversa anche le nostre città, le nostre vite, la nostra salute.
A Roma Sud, il Comune guidato dal PD progetta un mega-inceneritore che avvelenerà oltre un milione di persone.
L'idea è sempre quella del liberismo selvaggio: “Non ci sono alternative”.
Non è vero.
Anche per questo venerdì 30 gennaio, ore 18.00, Sala Ovale – Parco delle Energie, Via Prenestina 175, Roma - modererò un’assemblea pubblica sull’inceneritore di Roma Sud.
Vi aspettiamo!
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Tre firme, tre sguardi unici su come capiamo (e ci raccontano) il mondo.
🔹 Gabriele Germani ci guida in “Come si fabbrica un nemico: da Jodorowsky all’Iran”: un viaggio critico tra cinema, propaganda e stereotipi che spiegano perché e come certi “cattivi” diventano leggenda mediatica.
🔹 Andrea Alexandro Nal firma “Il viaggio dell’HIV…”, un pezzo che non si limita alla biologia ma racconta l’evoluzione storica di un virus tra caccia coloniale, modernità e stigmi sociali.
🔹 Davide Russelli in “Il declino che funziona” smonta il racconto facile del “crollo americano” e ci porta dentro la trasformazione sistemica degli Stati Uniti: non decadimento, ma un modo diverso di restare in piedi.
📌 Se ti interessa guardare oltre i titoli roboanti, capire i meccanismi e dare senso a quello che leggiamo ogni giorno… questo trio vale la pena.
✨ Segui il Capibara 🐾
https://capibaracms.vercel.app/articoli/come-si-fabbrica-nemico-jodorowsky-iran
https://capibaracms.vercel.app/articoli/viaggio-hiv-malattia-caccia-coloniale-sessuale
https://capibaracms.vercel.app/articoli/declino-che-funziona-stati-uniti
🔹 Gabriele Germani ci guida in “Come si fabbrica un nemico: da Jodorowsky all’Iran”: un viaggio critico tra cinema, propaganda e stereotipi che spiegano perché e come certi “cattivi” diventano leggenda mediatica.
🔹 Andrea Alexandro Nal firma “Il viaggio dell’HIV…”, un pezzo che non si limita alla biologia ma racconta l’evoluzione storica di un virus tra caccia coloniale, modernità e stigmi sociali.
🔹 Davide Russelli in “Il declino che funziona” smonta il racconto facile del “crollo americano” e ci porta dentro la trasformazione sistemica degli Stati Uniti: non decadimento, ma un modo diverso di restare in piedi.
📌 Se ti interessa guardare oltre i titoli roboanti, capire i meccanismi e dare senso a quello che leggiamo ogni giorno… questo trio vale la pena.
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Oggi Capibara fa un passo in più. E non è un passo qualsiasi.
Come sapete raccontiamo storie, conflitti, diritti, possibilità. Da oggi, però, non ci fermiamo più solo al racconto: supportiamo l’azione.
Sul sito di Capibara arriva una nuova funzione pensata per promuovere le petizioni. Uno strumento semplice, ma potentissimo. Perché le battaglie giuste non devono perdersi nel rumore, né restare confinate a una bolla. Devono circolare, crescere, contaminare, diventare pressione reale.
Le petizioni non sono la fine del percorso. Sono l’inizio. Un punto di contatto tra chi scrive, chi legge e chi agisce.
👉🏽 https://www.capibara.media/petizioni
Come sapete raccontiamo storie, conflitti, diritti, possibilità. Da oggi, però, non ci fermiamo più solo al racconto: supportiamo l’azione.
Sul sito di Capibara arriva una nuova funzione pensata per promuovere le petizioni. Uno strumento semplice, ma potentissimo. Perché le battaglie giuste non devono perdersi nel rumore, né restare confinate a una bolla. Devono circolare, crescere, contaminare, diventare pressione reale.
Le petizioni non sono la fine del percorso. Sono l’inizio. Un punto di contatto tra chi scrive, chi legge e chi agisce.
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Trump ora invade il Canada
Non con i carri armati, ma con dazi, minacce e mappe. Trump avvisa Ottawa: se stringe accordi con la Cina scattano tariffe al 100% su tutti i prodotti canadesi. Un colpo diretto all’economia del vicino più fedele degli Stati Uniti. Ma il punto politico è un altro. Sui suoi canali circola una mappa che ingloba il Canada dentro i confini USA, insieme ad altri territori “assorbiti” dall’America. Non è una provocazione grafica: è un messaggio di potere. Trump parla di Canada “destinato a essere divorato da Pechino” e si propone come unico argine. La guerra commerciale diventa guerra di influenza, la pressione economica diventa riscrittura dei confini. Prima i dazi, poi le mappe, poi l’idea che il Nord America sia cosa propria. L’imperialismo non sempre arriva con le bombe: a volte arriva con una cartina aggiornata.
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Non con i carri armati, ma con dazi, minacce e mappe. Trump avvisa Ottawa: se stringe accordi con la Cina scattano tariffe al 100% su tutti i prodotti canadesi. Un colpo diretto all’economia del vicino più fedele degli Stati Uniti. Ma il punto politico è un altro. Sui suoi canali circola una mappa che ingloba il Canada dentro i confini USA, insieme ad altri territori “assorbiti” dall’America. Non è una provocazione grafica: è un messaggio di potere. Trump parla di Canada “destinato a essere divorato da Pechino” e si propone come unico argine. La guerra commerciale diventa guerra di influenza, la pressione economica diventa riscrittura dei confini. Prima i dazi, poi le mappe, poi l’idea che il Nord America sia cosa propria. L’imperialismo non sempre arriva con le bombe: a volte arriva con una cartina aggiornata.
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Che distanza c’è tra una palestra di periferia e una zona sotto assedio?
Geograficamente tantissima. Spiritualmente, pochissima.
E quanto dista la boxe dalla sete di giustizia e libertà di un popolo?
Ancora meno. Da questa convinzione nasce Boxe contro l’assedio: un progetto di solidarietà, scambio e collaborazione con i pugili palestinesi, troppo spesso dimenticati dallo sport mondiale. Il progetto nasce nel 2018 grazie alla collaborazione tra CISS, Palestra Popolare Palermo, Palestra Valerio Verbano e Palestra Popolare del Quarticciolo, insieme alla Federazione di Boxe Palestinese di Gaza e alla palestra El Barrio di Ramallah.
Un progetto che crede nel potere curativo della boxe: uno strumento di dignità, forza e resistenza. Sui loro canali social potete trovare le immagini dell’ultima missione solidale in Palestina di Fabrizio Troya e Giulio Bartolini. Guardarle significa credere che tutto sia possibile.
Dalla periferia di Roma a Gaza, unendo le forze, dal niente può nascere tutto.
Noi sosteniamo questo progetto. E presto andremo a trovarli.
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Geograficamente tantissima. Spiritualmente, pochissima.
E quanto dista la boxe dalla sete di giustizia e libertà di un popolo?
Ancora meno. Da questa convinzione nasce Boxe contro l’assedio: un progetto di solidarietà, scambio e collaborazione con i pugili palestinesi, troppo spesso dimenticati dallo sport mondiale. Il progetto nasce nel 2018 grazie alla collaborazione tra CISS, Palestra Popolare Palermo, Palestra Valerio Verbano e Palestra Popolare del Quarticciolo, insieme alla Federazione di Boxe Palestinese di Gaza e alla palestra El Barrio di Ramallah.
Un progetto che crede nel potere curativo della boxe: uno strumento di dignità, forza e resistenza. Sui loro canali social potete trovare le immagini dell’ultima missione solidale in Palestina di Fabrizio Troya e Giulio Bartolini. Guardarle significa credere che tutto sia possibile.
Dalla periferia di Roma a Gaza, unendo le forze, dal niente può nascere tutto.
Noi sosteniamo questo progetto. E presto andremo a trovarli.
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MA CHE COS'È IL GREENWASHING?
Nel settore della moda, il greenwashing è quando un’azienda dice che un capo è sostenibile, ma in realtà lo è poco o per niente.
Succede, per esempio, quando un brand definisce sostenibile un vestito perché ha una piccola parte in cotone organico o in plastica riciclata, anche se tutto il resto è fatto con materiali normali.
Oppure quando si parla di materiali “green” senza spiegare da dove vengono o in che condizioni sono stati prodotti.
La sostenibilità, però, non riguarda solo i materiali.
Riguarda tutto il percorso di un capo: da dove arrivano le materie prime, come viene prodotto e in che condizioni lavorano le persone che lo realizzano.
Come si riconosce il greenwashing?
Un primo modo è guardare il brand nel suo insieme. Se ha solo una linea sostenibile e tutto il resto è fast fashion, è normale avere dei dubbi.
Un altro modo è controllare la trasparenza. Le aziende davvero sostenibili spiegano chiaramente come producono i loro capi, dove e in quali condizioni.
Per evitare il greenwashing, è utile comprare meno ed evitare il fast fashion.
L’usato è una buona alternativa, perché non crea nuova produzione.
Se invece si compra nuovo, è meglio scegliere aziende di slow fashion, che danno informazioni chiare e verificabili su quello che producono.
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Nel settore della moda, il greenwashing è quando un’azienda dice che un capo è sostenibile, ma in realtà lo è poco o per niente.
Succede, per esempio, quando un brand definisce sostenibile un vestito perché ha una piccola parte in cotone organico o in plastica riciclata, anche se tutto il resto è fatto con materiali normali.
Oppure quando si parla di materiali “green” senza spiegare da dove vengono o in che condizioni sono stati prodotti.
La sostenibilità, però, non riguarda solo i materiali.
Riguarda tutto il percorso di un capo: da dove arrivano le materie prime, come viene prodotto e in che condizioni lavorano le persone che lo realizzano.
Come si riconosce il greenwashing?
Un primo modo è guardare il brand nel suo insieme. Se ha solo una linea sostenibile e tutto il resto è fast fashion, è normale avere dei dubbi.
Un altro modo è controllare la trasparenza. Le aziende davvero sostenibili spiegano chiaramente come producono i loro capi, dove e in quali condizioni.
Per evitare il greenwashing, è utile comprare meno ed evitare il fast fashion.
L’usato è una buona alternativa, perché non crea nuova produzione.
Se invece si compra nuovo, è meglio scegliere aziende di slow fashion, che danno informazioni chiare e verificabili su quello che producono.
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Nel suo nuovo articolo *“L’Iran, le perle e lo shamshir”* smonta la lettura moralistica e selettiva con cui l’Occidente racconta Teheran e va dritto al punto: sanzioni, potere, società iraniana e interessi geopolitici reali. Un pezzo introduttivo, netto, che serve a rimettere ordine prima di parlare di “diritti” e “libertà” a comando.
https://capibaracms.vercel.app/articoli/iran-perle-shamshir
🗣 Il resto delle newsroom oggi tiene il mondo sotto pressione:
– Iran e sanzioni, con Farian Sabahi che ribalta la narrazione ufficiale sulle proteste.
– Gaza, tra richieste egiziane, rinvii israeliani e giochi sul valico di Rafah.
– Trumpismo come ideologia del capitalismo turbo-finanziario e ritorno offensivo USA in Sud America.
– Guerra alla droga come dispositivo coloniale.
– Davos, Palantir, economia USA reale, salari cinesi in crescita e Belt and Road tutt’altro che morta.
– Russia, Venezuela, UE-India, industria aeronautica cinese e crepe sistemiche dell’Occidente.
**Segui Il Capibara.**
https://capibaracms.vercel.app/newsroom
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Buongiorno!
Oggi ospitiamo un contributo esterno su Capibara
Pubblichiamo un articolo di Oscar Monaco, per aprire un dibattito di area su quanto sta accadendo negli Stati Uniti.
“È un problema di pantone” prova a spostare lo sguardo dall’indignazione automatica ai meccanismi politici e mediatici che rendono alcune violenze intollerabili e altre invisibili, mettendo in discussione narrazioni selettive e letture moralistiche.
👉 Articolo completo:
https://capibaracms.vercel.app/articoli/e-un-problema-pantone-ice
Chi volesse inviarci riflessioni o testi derivati per alimentare il dibattito può scrivere a:
📩 capibara.coop@gmail.com
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Oggi ospitiamo un contributo esterno su Capibara
Pubblichiamo un articolo di Oscar Monaco, per aprire un dibattito di area su quanto sta accadendo negli Stati Uniti.
“È un problema di pantone” prova a spostare lo sguardo dall’indignazione automatica ai meccanismi politici e mediatici che rendono alcune violenze intollerabili e altre invisibili, mettendo in discussione narrazioni selettive e letture moralistiche.
👉 Articolo completo:
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Chi volesse inviarci riflessioni o testi derivati per alimentare il dibattito può scrivere a:
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È un problema di pantone
Oltre l'infantilizzazione politica: una riflessione su proteste e indignazione a intermittenza
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Media is too big
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Negli Stati Uniti, la violenza delle forze dell'ordine è un problema che si trascina da anni. E lo sono anche la gestione delle migrazioni, la clandestinità e la marginalità sociale. Parliamo di molti milioni di persone, decine di milioni se si considera solo la povertà interna. Ma non è un mondo in bianco e nero: tra i migranti in cerca di una vita migliore c'è anche una componente criminale e non disposta ad integrarsi, la politica ha giocato su questi fenomeni per conquistare o addirittura creare nuovi bacini elettorali, mentre tanti cittadini hanno semplicemente vissuto epidemie di criminalità e tossicodipendenza fuori scala. Nel frattempo, l' economia americana non è più quella di una volta. Gli americani democratici vedono un film, gli altri uno completamente diverso, le visioni non si incontrano. E l' America razzista, da sempre, ragiona con la polvere da sparo. Cosa può andare storto?
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